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Due o tre tipi di audiofili.
Il Gazebo Audiofilo

The Italian Forum for HI-FI, Music, DAC, Headphones And Cables

    Due o tre tipi di audiofili.

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    iano
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    Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Tue May 08, 2012 12:49 am

    Penso sia possibile scegliere due strade in hifi.
    Quella della perfezione e quella della semplicità,da non intendersi quest'ultima come un ripiego,non necessariamente.
    Insomma due diverse filosofie entrambe rispettabili.
    La prima ti porta ad ascoltare relativamente pochi dischi,che giudicheremo soggettivamente riprodotti dal nostro impianto in modo fedele,supportando eventualmente il risultato ottenuto anche con considerazioni tecniche.
    Percorrendo la seconda strada si giunge,quando ci si arriva, ad un impianto che ti fà ascoltare tutto.
    Ma dove sta la semplificazione di cui si diceva sopra?
    Nel fatto che nel secondo caso ti accontenti di ascoltare dischi,ed è molto più facile in questo caso capire quando l'impianto è OK,perchè più dischi ascolti meglio è....
    la prima strada è percorsa sicuramente dai cultori della musica,quelli che vogliono ricostruire a casa propria sensazioni live che ben conoscono,relative magari ad un dato genere,e all'interno di questo ai loro autori,esecutori, preferiti .
    L'impianto diventa così un succedaneo,un momentaneo sostituto.
    E in ciò loro vedono l'utilità dell'hifi.
    Non cè dubbio che l'hifi sia nata per soddisfare loro,lo dice il nome stesso.
    Tuttavia strada facendo si è verificato poter fare dell'hifi un diverso uso,il secondo.
    Pigri e/o distratti cultori della musica,della serie "certo che mi piace la musica,a chi non piace?" si abbandonano all'ascolto dei dischi cercando semplicemente suggestioni musicali ,non conferme,non l'occasione per ridestare il ricordo di emozioni note e vissute,se non quelle dategli dal loro primo impianto,quello rimastogli nel cuore,e anche queste spesso impossibili da riprodurre fedelmente
    Alla fine nel primo caso,bene che vada,si avrà sempre la percezione della distanza fra riprodotto e originale.
    Nel secondo caso tale percezione è assente per ovvi motivi,anche se,ça va sans dire, stiamo parlando di due casi estremi,con mille varianti di mezzo.
    Io faccio parte del secondo caso.
    Certo lo confesso,quando l'impianto migliora,e me ne accorgo perchè riesco ad ascoltare più dischi,oppure lo stesso disco più volte con invariata goduria,allora mi dico sempre che ,adesso l'impianto sembra più fedele,più reale,più vero,che stò acchiappando l'anima dell'autore,ma l'illusione presto svanisce e rimane la sensazione che stessi barando con me stesso,contro i miei interessi,contro la musica stessa quindi,così come la vedo io ovviamente dal mio comodo punto di osservazione.
    Nei due casi la musica,seppur diversamente intesa (o no?),è al centro.
    Poi ci sono quelli che ascoltano l'impianto,come quei bambini che rompono i giocattoli,che è pure quello un modo di crescere ,e non è neanche proibito restare bambini,se quello è il nostro hobby. sunny
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Tue May 08, 2012 9:25 am

    non son troppo d'accordo quando sostieni che i primi siano cultori della musica e i secondi ascoltatori piu' o meno distratti...
    un ascoltatore con centinaia/migliaia di dischi (senza contare la liquida) collezionati in anni e anni non lo riterrei distratto solo perché si sofferma MENO sulla [presunta] fedeltà della macchina, ma (come te) bada più alle emozioni e al piacere dell'ascolto. Magari a casa di questi utenti si può trovare dal punk più estremo al jazz più nobile, passando per etichette underground, ma anche per i classici del rock, i cantautori e perchè no una spolverata di classica...quindi li definirei appassionati con la A maiuscola e cultori con una gran cultura di musica, anche (e sopratutto) questi fruitori...
    inoltre per quanto riguarda ricreare il live, non prendiamoci in giro, temo che questo si possa riferire soprattutto alla musica classica, nel resto della maggior parte dei generi tutte queste sfumature che si colgono a casa di certo vengono meno nel live... suono io stesso e credo di aver visto parecchie e parecchie centinaia di concerti ( da quelli giganti a quelli nel peggior club...) per sostenere ciò...

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Tue May 08, 2012 10:35 am

    robyphc wrote:
    inoltre per quanto riguarda ricreare il live, non prendiamoci in giro, temo che questo si possa riferire soprattutto alla musica classica, nel resto della maggior parte dei generi tutte queste sfumature che si colgono a casa di certo vengono meno nel live... suono io stesso e credo di aver visto parecchie e parecchie centinaia di concerti ( da quelli giganti a quelli nel peggior club...) per sostenere ciò...

    Roby
    Cioè,il live non riesce ad essere fedele alla musica riprodotta?
    Forse ho capito male,ma pure se ho frainteso,la tesi è stimolante
    I altri termini,anche la musica riprodotta,nella misura in cui si inventa da sè,nella misura in cui crea una sua specificità,nella misura in cui induce una complicità fra chi registra e chi riproduce,ha una sua inimitabilità?
    A volte mi chiedo,e lo chiedo soprattutto ai musicisti,e quindi anche a te,in che modo l'evoluzione della musica live venga influenzata dai dischi,cioè dalle testimonianze di autori ed esecutori che non ci sono più,o che magari solo non sarebbero facilmente e diffusamente fruibili diversamente.
    Mi chiedo cioè se la musica moderna non possa caratterizzarsi attraverso l'impronta di questa osmosi,cercata ,oppure considerata solo come utile ripiego,e quindi più o meno consciamente subita.
    Certamente mi sembra giochino un ruolo cruciale in ciò tutte quelle sfumature e quei dettagli, a volte esasperati, che molti audiofili cercano nella riproduzione,in quanto piacevoli in sè,e non necessariamente come indici di una realizzata fedeltà,e che magari ci sono nel disco solo perchè qualcuno ha deciso di metterceli con mezzi tecnologici che sono parenti stretti di quelli di riproduzione,e che possono in effetti essere considerati strumenti,capaci di creare un evento unico e inimitabile,ancor più di che quelli prodotti in live.
    Se il pianoforte è stato una rivoluzione nell'ambito strumentale,la riproduzione musicale non è stata da meno,laddove un campanellino può creare sconquasso con l'accompagnamento in sottofondo di tromboni e grancasse
    Vedo già i capelli di molti di voi rizzarsi in testa,o forse è solo una mia illusione acustica? affraid

    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Tue May 08, 2012 11:49 am

    iano wrote:
    Cioè,il live non riesce ad essere fedele alla musica riprodotta?

    temo di si, o anche viceversa la musica riprodotta non e' totalmente fedele a quella ascoltata live.
    un evento live e' chiaramente una serie di variabili che agiscono alterando inevitabilmente la ripruduzione in studio; ad es. l'ambiente, l'acustica, l'errore umano, il fonico, la giusta equalizzazione, i rumori di ciò che ti circonda etc etc.
    credo sia impossibile che un live riesca a clonare una riproduzione in studio e aggiungo FORTUNATAMENTE e' un evento unico...
    e cmq non ritenendomi un musicista, in quanto non professionista (seppur avendo una ventennale esperienza nell'underground ) , posso assicurarti che, almeno in ambito rock, ma credo anche in musiche più "raffinate" (escludendo ovviamente la musica classica e altra di un certo "calibro") anche in composizione si ha un effetto completamente differente dalla registrazione...spesso nelle prove si suona seguendo il pathos e il "punch" ma non prestando troppa attenzione alle equalizzazioni (mi riferisco sempre al rock)...

    iano
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Thu May 10, 2012 10:17 am

    Ha detto un forumista:"Ho fatto bene a non vendere il tal modello di JBL,l'unico col quale è possibile riprodurre i Pink Floyd.Li tengo solo per quello."
    Se le cose stanno così allora nella musica riprodotta esiste una buona dose di aleatorietà con potenziale creativo.
    Perseguire la fedeltà nella riproduzione sembra da un lato impossibile e dall'altro inevitabile.
    Per quanto riguarda le mie preferenze in fatto di autori classici Bach spadroneggia e Mozart non è nessuno,ma sono ben consapevole del come i miei giudizi siano filtrati dai miei sistemi di riproduzione passati e presenti.
    Il fatto che Bach abbia superato indenne questi filtri significa qualcosa secondo voi?
    E il fatto che Bach sia stato saccheggiato in ambito rock e non altri autori ha ancora a che fare con ciò?
    L'evoluzione della musica moderna passa per questi filtri con dei risvolti non tutti negativi,come quello di vivacizzare un panorama musicale dove,secondo molti esperti,tutto sembrava essere stato scritto.
    In un certo senso i sistemi di riproduzione hanno introdotto la democrazia nella musica,con tutti i pro e con tutti i contro.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Fri May 11, 2012 12:39 pm

    Sebastiano, quelli da te citati sono fuoriclasse, la preferenza tra l'uno o l'altro ben venga, e' questione di gusti!
    tanto loro restano indiscussi.

    Bach se non erro era molto "matematico", e credo che sia per questo che ha fortemente influenzato la scena rock, direi soprattutto un certo tipo di metal, dove si ostenta un matematico virtuosismo, spesso pero' e a differenza della classica, direi, un virtuosismo asettico...
    e credo che sia una visione molto lontana dalle idee di Bach, ma correggimi se erro...
    personalmente infatti prediligo la spontaneità (es. punk) o l'improvvisazione (es. jazz) o la sperimentazione ...

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Biggy on Sat May 12, 2012 11:59 am

    Sono d'accordo con Roby quando dice che la "categoria 1" di audiofili (quelli "prestazionali", che cercano una presunta perfezione) non è necessariamente composta da veri appassionati di musica, e che fare parte (come me) della categoria "2" (quelli che ad un sistema chiedono riproduzione completa e verosimile di ogni genere musicale) non significa assolutamente essere ascoltatori occasionali, non veri amanti della musica.

    ANZI, mi è spesso capitato di vedere l'ESATTO OPPOSTO: audiofili "tipo 1" che dedicano gran parte delle loro risorse (mentali e/o economiche e/o di tempo libero) all'IMPIANTO, che diventa il FINE piuttosto che il MEZZO.

    L'obiettivo non è più ascoltare la musica che piace loro, bensì ottenere il massimo delle prestazioni dall'impianto, basandosi su principi e leggi audiofile del tutto autoreferenziali, nel senso che non si basano su qualcosa di concreto, ma su qualcosa che il mondo audiofilo stesso si è inventato, e fa quindi riferimento solo a se stesso, senza (a modo suo) possibilità di essere smentito proprio perché non esiste un riferimento con cui confrontarsi.

    C'è solo la musica dal vivo, che spesso non ascoltano (magari anche per colpe non loro, c'è da dirlo), perché se lo facessero inizierebbero a crollare le loro certezze, quindi è sempre in voga la scappatoia: "ah vabbè, la RIPRODUZIONE è una cosa, l'evento reale è un'altra cosa".

    Perché nell'evento reale NON ESISTONO una focalizzazione ed una separazione perfetta di voci e strumenti, il basso asciutto e controllato, il microdettaglio, la scansione dei piani di profondità, il nero infrastrumentale etc., tutto ciò che loro inseguono credendo sia la perfezione.
    Queste chimere non fanno altro che allontanarli dalla musica e dall'obiettivo primario di un sistema di riproduzione, portandoli verso una vera e propria malattia, una ossessione, la ricerca di un qualcosa che forse non sanno neppure loro cos'è e che non è realmente raggiungibile, cioè la contemporanea verosimiglianza e completezza del suono con l'illusione di avere gli strumentisti davanti, due cose che insieme non si possono avere, perché la stereofonìa ha dei limiti che non possono essere valicati.
    Sono audiofili spesso infelici, che ascoltano sempre i soliti dischi che usano come test per l'impianto, "giocando" con questo (con continue modifiche di questo o quel componente, dell'ambiente d'ascolto, "tweaks" più o meno improbabili fino a dare credito a santoni e ciarlatani autoproclamatisi guru) piuttosto che usarlo per ascoltare ciò che a loro è realmente sempre piaciuto.

    Anche perché spesso NON POSSONO farlo.

    Coi componenti che prediligono (in genere "iperdettagliati", un virgolettato carico di significati) e con certe credenze (tipo il mettere i diffusori in mezzo alla stanza con inclinazioni bizzarre, per giocare con le riflessioni ed amplificare l'ambienza) che hanno infatti (tra questa quella che in ambienti domestici non si debbano riprodurre basse frequenze, e che è meglio un suono passivamente equalizzato e mutilato che un basso a loro detta "scorretto", solo perché presente), l'ascolto di musica comune diventa impossibile, perché (a seconda dei casi, una o più delle seguenti) strillante/urlante/tagliente/gracchiante/trapanante/spernacchiante/affannoso.

    Si considera paradossalmente "veritiero" un impianto che rende un dato disco totalmente diverso da come era stato pensato da chi l'ha suonato e registrato, ma al contempo "tira fuori il massimo dalle registrazioni migliori".

    Poi c'è l'audiofilo "tipo 2", che vuole che il suo impianto magari da svariate migliaia di euro sia davvero una imparziale macchina da riproduzione, che NON vada in crisi generando il classico imbarazzo con un disco pop e "stupisca" (generando più verosimilmente una comprensibile derisione da parte dell'ascoltatore estraneo viste le performances globali, sopratutto raffrontate al costo) per la precisione del tintinnìo dei piatti e delle goccioline di saliva nella bocca della cantante.

    Come disse Philip O'Hanlon di On A Higher Note a Stephen Mejias di Stereophile prima di una demo Luxman (509u+D08) / Vivid : "non ti farò sentire moscerini scoreggiare in stereo mostrandoti quanto è profondo il loro soundstage".

    Quando si acquista qualcosa è bene infatti conoscere la filosofia di coloro ai quali si dà fiducia, verificando se coincide con la propria.


    Last edited by Biggy on Sat May 12, 2012 12:11 pm; edited 2 times in total


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  realmassy on Sat May 12, 2012 12:25 pm

    Sto discorso che la musica dal vivo non ha I parametri descritti daBiggy (il nero, la scena, i piani etc etc), che sono tutte pippe audiofile e' intrinsecamente limitato...e ormai ha un po scocciato.
    La musica riprodotta manca di una cosa ENORME, manca del sensi piu' inportante: la vista!!

    Ma come pensiamo di catturare l'attenzione dell'ascoltatore, che magari ha sentito lo stesso disco da una vita, se non aggiungiamo qualcosa che nell'evento dal vivo non c'e, per compensare la mancanza dell'impatto visivo?

    Per quanto mi riguarda ascoltare a casa e ascoltare a teatro sono due mondi assolutamente diversi, e non e' una scappatoia, e' la realtà.
    Il mio impianto non suona lontanamente vicino a un evento reale, perché mi farebbe addormentare dopo 10 minuti. Non è quello a cui tendo e ne sono cosciente.
    Ed è la stessa ragione per cui preferisco le cuffie alle casse, pur essendo gli antipodi della musica dal vivo.


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  flavio@sanders on Sat May 12, 2012 12:33 pm

    Biggy wrote:Sono d'accordo con Roby quando dice che la "categoria 1" di audiofili (quelli "prestazionali", che cercano una presunta perfezione) non è necessariamente composta da veri appassionati di musica, e che fare parte (come me) della categoria "2" (quelli che ad un sistema chiedono riproduzione completa e verosimile di ogni genere musicale) non significa assolutamente essere ascoltatori occasionali, non veri amanti della musica.
    ...............

    Ciao Biggy,

    a mio avviso la separazione delle categorie 1 e 2 non ha senso.... se ad un impianto si richiede "riproduzione completa e verosimile di ogni genere musicale" come hai indicato per la categoria 2 bisogna cercare la perfezione come hai indicato per la categoria 1.

    In altre parole il compito dell'impianto deve essere quello di riprodurre esattamente quanto contenuto nella registrazione (buono o cattivo, mal o ben registrato che sia).
    E l'impianto non sa se la musica da riprodurre è barocca, sinfonica, rock, spiritual, punk o altro... il motivo per il quale un impianto riproduce meglio un genere musicale piuttosto che un altro è semplicemente il fatto che ha maggiori limitazioni in un aspetto rispetto ad altri.

    Il compito di riprodurre la musica è molto molto difficile...
    solo recentemente sono diventati disponibili impianti in grado di riprodurre la musica in modo trasparente, con l'intera gamma di frequenze, con una dinamica elevata e oggi anche con le correzioni in fase e in ampiezza che permettono una corretta risposta in ambiente.

    Un impianto che risponda a tutte le caratteristiche suindicate suona bene con tutti i generi musicali ed unifica le "categorie" se queste esistono.

    Almeno questo è il mio punto di vista,
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sat May 12, 2012 12:56 pm

    Biggy wrote:ANZI, mi è spesso capitato di vedere l'ESATTO OPPOSTO: audiofili "tipo 1" che dedicano gran parte delle loro risorse (mentali e/o economiche e/o di tempo libero) all'IMPIANTO, che diventa il FINE piuttosto che il MEZZO.

    L'obiettivo non è più ascoltare la musica che piace loro, bensì ottenere il massimo delle prestazioni dall'impianto, basandosi su principi e leggi audiofile del tutto autoreferenziali, nel senso che non si basano su qualcosa di concreto, ma su qualcosa che il mondo audiofilo stesso si è inventato, e fa quindi riferimento solo a se stesso, senza (a modo suo) possibilità di essere smentito proprio perché non esiste un riferimento con cui confrontarsi.

    ...
    Perché nell'evento reale NON ESISTONO una focalizzazione ed una separazione perfetta di voci e strumenti, il basso asciutto e controllato, il microdettaglio, la scansione dei piani di profondità, il nero infrastrumentale etc., tutto ciò che loro inseguono credendo sia la perfezione.
    l'aver usato programmi di audio editing ed i plugin della Waves,mi ha fatto capire,e lo ribadisco per l'ennesima volta,che ogni disco può essere manipolato,abbellito e falsificato alla pari di come succede con le foto in photoshop,e che in ogni caso la famosa scena acustica è il risultato artificiale di un sapiente uso di riverberi,ritardi e volumi diversi...quindi che gli audiofili credano di poter assemblare un buon impianto usando pochi dischi che loro credono essere utili allo scopo in quanto ben registrati,li porteranno ad assemblare un impianto che suona decentemente solo quei dischi.Perciò dico che un buon impianto deve essere assemblato usando dischi aventi registrazionic he vanno dall'eccellente al pessimo,qando trovi un componente che rende realistica una registrazione eccellente e molto complessa(stravinsky ad esempio),ed al contempo suona decentemente e con poca fatica d'ascolto sia il rock duro che un qualsiasi disco pop,allora arrivi ad assemblar eun impianto per la musica e non fine a se stesso. sunny E la principale cosa che ti allontana da questo obiettivo è l'ambiente e la modifica della risposta in frequenza effettuata con mezzi vari.


    Last edited by Cricetone on Sat May 12, 2012 1:04 pm; edited 1 time in total


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sat May 12, 2012 12:57 pm

    realmassy wrote:Sto discorso che la musica dal vivo non ha I parametri descritti daBiggy (il nero, la scena, i piani etc etc), che sono tutte pippe audiofile e' intrinsecamente limitato...e ormai ha un po scocciato.
    La musica riprodotta manca di una cosa ENORME, manca del sensi piu' inportante: la vista!!
    sai che hanno inventato i concerti in dvd e blu ray? santa

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 1:13 pm

    robyphc wrote:Sebastiano, quelli da te citati sono fuoriclasse, la preferenza tra l'uno o l'altro ben venga, e' questione di gusti!
    tanto loro restano indiscussi.

    Bach se non erro era molto "matematico", e credo che sia per questo che ha fortemente influenzato la scena rock, direi soprattutto un certo tipo di metal, dove si ostenta un matematico virtuosismo, spesso pero' e a differenza della classica, direi, un virtuosismo asettico...
    e credo che sia una visione molto lontana dalle idee di Bach, ma correggimi se erro...
    personalmente infatti prediligo la spontaneità (es. punk) o l'improvvisazione (es. jazz) o la sperimentazione ...

    Roby
    No non sbagli.Gli esperti dicono che non esiste musica più "matematica" di quella di Bach.La genialità insuperata di Bach è nel rendere questa matematica potenzialmente fredda come grande musica,senza apparentemente aggiungervi altro.
    Nel caso che invece tu ci citi,del metal etc..,e che io non conoscevo sotto tale prospettiva,i timori degli esperti sulla freddezza della matematica sembrano invece confermarsi.
    Forse succede allora che Bach è la conferma di quella che è una mia profonda convinzione,e cioè che il mondo è fatto di matematica,ma soprattutto noi,e che riuscire ad esprimere noi stessi attraverso l'arte non può passare solo attraverso due conti e due progetti fatti con carta e penna,che sono solo un pallido riflesso del nostro essere matematico.
    Una corda che vibra è matematica,e matematicamente noi vibriamo in risonanza ad essa.
    Il processo in teoria è reversibile,ma di fatto è un'arte rara quando portata all'eccellenza.
    Non è secondario comunque il fatto che Bach fosse un virtuoso.
    Il genio se c'è non può venire fuori senza un duro esercizio tecnico che ti porta a far apparire banale ciò che banale non è.
    Sulla carta Bach appare banale,solo una razionale combinazione di note fra le tante possibili.Almeno,questo dicono gli esperti.
    Non rimane che aggiungere che di matematica sono fatti anche i nostri impianti di riproduzione,e forse ancor più gli strumenti musicali moderni,con tutti i potenziali pro e contro che questo comporta.
    Credo che musicisti,produttori hi fi,audiofili,dovrebbero appropriarsi di questa nuova/vecchia consapevolezza.
    Prima ancora di comporre musica oggi chiunque può comporre nuovi strumenti,se non addirittura nuove scale,con le quali ognuno sarò capace di far esprimere meglio le proprie corde.
    In effetti questo è quello che ha fatto Bach.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sat May 12, 2012 1:25 pm

    con gli anni io ho capito che epr creare un qualcosa che sia senza tempo,bisogna partire da un'idea,proseguire impostando solide basi fatte di equilibrio,di razionalità e di regole fisse,e poi procedere con la creatività,ma senza mai stravolgere la struttuta di regole impostata all'inizio.Non è facile,e forse credo che questo vi sia dietro le opere di bach.Il mio cervello rifiuta la freddezza della matematica,ma ragionare in modo "matematico" non ti fa diventare "barocco"...non so se sia riuscito a spiegarmi! sunny

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 1:42 pm

    flavio@sanders wrote:

    Il compito di riprodurre la musica è molto molto difficile...
    solo recentemente sono diventati disponibili impianti in grado di riprodurre la musica in modo trasparente, con l'intera gamma di frequenze, con una dinamica elevata e oggi anche con le correzioni in fase e in ampiezza che permettono una corretta risposta in ambiente.

    Un impianto che risponda a tutte le caratteristiche suindicate suona bene con tutti i generi musicali ed unifica le "categorie" se queste esistono.

    Almeno questo è il mio punto di vista,
    Flavio
    Diciamo che se ci si "accontentasse" del fatto che gli impianti si limitino a fare musica,con la scusa di riprodurla,tutto sarebbe più facile.
    Riprodurre musica attraverso l'impianto e ascoltare musica con l'impianto non sembrano del tutto la stessa cosa.
    Accettare questa semplificazione ha un'indubbia utilità,ma significa anche modificare del tutto lo scopo di un impianto hi fi.
    Io l'ho fatto.
    Anzi l'ho sempre fatto.
    La novità è che sono uscito dalla finzione/illusione di cercare la fedeltà.
    Questo modo di intendere le cose viene di solito avversato perchè si pensa che sia possibile ottenere lo scopo solo con compromessi verso il basso.
    Credo invece non siano preclusi compromessi che tendano verso l'alto,ma non in termini di fedeltà,ma semplicemente in termini di musica.
    Tu pensi invece in termini di fedeltà,se non assoluta, molto spinta.
    Rimane il fatto che il giudizio di fedeltà,dato in fase di ascolto,rimane soggettivo.
    Tutto dipende comunque dai parametri di giudizio usati.
    Io privilegio il tempo di ascolto privo di fatica di ascolto e questo parametro di giudizio mi sembra un pò meno soggettivo.
    Comunque ripeto,non è automatico che un tale obiettivo possa essere raggiunto solo con compromessi verso il basso.Anzi, a farlo verso il basso la vedo dura.
    Solo un altro modo di complicare inutilmente la vita.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 2:37 pm

    Cricetone wrote:con gli anni io ho capito che epr creare un qualcosa che sia senza tempo,bisogna partire da un'idea,proseguire impostando solide basi fatte di equilibrio,di razionalità e di regole fisse,e poi procedere con la creatività,ma senza mai stravolgere la struttuta di regole impostata all'inizio.Non è facile,e forse credo che questo vi sia dietro le opere di bach.Il mio cervello rifiuta la freddezza della matematica,ma ragionare in modo "matematico" non ti fa diventare "barocco"...non so se sia riuscito a spiegarmi! sunny
    Considerando che i tuoi anni non sono poi tanti,direi che hai già capito tutto.
    Diciamo che il trucco consiste nell'essere buoni sponsor di se stessi.
    Occorre però conoscere bene il prodotto che si vuole sponsorizzare.
    La differenza con gli altri prodotti è una sottigliezza che và valorizzata al massimo,perchè è l'unica vera ricchezza che possediamo.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 3:03 pm

    Biggy wrote:Sono d'accordo con Roby quando dice che la "categoria 1" di audiofili (quelli "prestazionali", che cercano una presunta perfezione) non è necessariamente composta da veri appassionati di musica, e che fare parte (come me) della categoria "2" (quelli che ad un sistema chiedono riproduzione completa e verosimile di ogni genere musicale) non significa assolutamente essere ascoltatori occasionali, non veri amanti della musica.

    Ciao Big.
    Mi fà sempre uno strano effetto trovare qualcuno più lungo e più prolisso di me.
    A proprosito manca PPP in questa discussione....
    Comunque penso che l'amore per la musica è al centro per tutti.
    Cambia solo lo scopo dell'uso di un impainto hi fi,col dubbio che l'uso presunto corrisponda poi a quello veramente reale.
    Il rischio è quello di predicare bene e razzolare male,oppure di predicare male (noi) e di razzolare bene
    Quien sabe? sunny
    Ciao,Sebastiano.

    pluto
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  pluto on Sat May 12, 2012 4:20 pm

    Mozart = Nessuno ??? santa santa

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 5:17 pm

    pluto wrote:Mozart = Nessuno ??? santa santa
    Intendo dire che il mio impianto non distingue un brano di Mozart dall'altro,rendendomi tutto un zumzum papa uniforme ripetitivo e monotono.
    Ma il rislutato dipende dai mezzi e dai modi di approccio.
    Che Mozart sia un genio mi fido sulla parola tua e non solo tua.
    Ma il quesito a cui devi rispondere è perchè Bach passa e Mozart no,visto che nella cultura rock nella quale siamo cresciuti tale sentire non è solo il mio.
    E non mi dirai che non capisco nulla di musica se amo Bach.
    E non siamo neanche nella sezione sbagliata.
    Si parla di impianti come eventuali filtri del gusto.
    Certo non ho mai composto un impianto per godermi Mozart.
    Farlo o non farlo avrà conseguenze molto diverse sul risultato,immagino. sunny
    C'è qualcuno che ha imparato davvero ad amare Mozart attraverso l'impianto?
    Ne dubito,ma posso sbagliarmi.
    Magari molti non hanno il coraggio di dire che non lo amano,per paura di fare una magra.

    Ciao,Sebastiano.

    pluto
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  pluto on Sat May 12, 2012 5:48 pm

    iano wrote:
    Intendo dire che il mio impianto non distingue un brano dall'altro,rendendomi tutto un zumzum papa.
    Ma il rislutato dpende dai mezzi e dai modi di approccio.
    Che sia un genio mi fido sulla parola. Embarassed
    Ma il quesito a cui devi rispondere è perchè Bach passa e Mozart no,visto che nella cultura rock nella quale siamo cresciuti tale sentire non è solo il mio.
    E non siamo nella sezione sbagliata.
    Si parla di impianti come eventuali filtri del gusto.
    Certo non ho mai composto un impianto per godermi Mozart.
    Farlo o non farlo avrà conseguenze molto diverse sul risultato,immagino.
    Tu come hai fatto?
    Ciao,Sebastiano.

    Iano mi sembra che nel calderone ci siano un pò troppe cose. Con ordine

    a) dici che adori Bach (pure io). Bach passa e Mozart no (nel tuo impianto). Come è possibile? Cosa ascolti di Bach? Cantate? Oratorio, Concerti x strumenti vari? Cembalo?
    Mozart non usava il sintetizzatore, usava il Fortepiano (vogliamo dire in modo molto rozzo una via di mezzo tra cembalo e pianoforte). A parte le opere di lirica e la differenza cembalo/fortepiano non mi sembra che le sonorità di Mozart siano così diverse da Bach. Certo Mozart e Haydn aprono la stagione del sinfonismo. Non sarà che a te sembra xchè non ti piace e basta?
    Cosa che può accadere peraltro. A me inizialmente non piaceva Bach, poi piano piano....

    b) io sono esattamente contrario alla tua tesi (non me ne volere) cioè a quella degli impianti come filtri del gusto. X me un genio è genio x la sua musica non x come suona il mio impianto o il tuo. Se ascolto Mozart sul tuo impianto e fa zumpapa come dici tu, posso pensare che non mi piace il tuo impianto. Non che Mozart è un pirla.
    Bach e Mozart sono 2 geni sia che l'impianto sia stellare sia che li ascoltiamo su una fonovaligia Lesa o su una radio Tivoli. Il Genio quando componeva aveva un cembalo, un violino, un fortepiano e la sua testa, mica una sala di registrazione

    c) vero che certa musica viene esaltata da impianti particolari. Si sa che le elettrostatiche hanno una resa su voci, strumenti acustici etc sublime. Alcune magari rendono meno con la grande orchestra o con il Rock, dove forse una JBL ben amplificata può dire la sua alla grande. Giusto dire che se uno ascolta solo un flauto, un woofer da 38 gli serve a poco, molto meglio qualcosa di soave su medi e acuti

    d) Bach ha influenzato decine e decine di musicisti di tutte le categorie non x l'impianto che riproduceva la sua musica ma x la grandezza delle sue composizioni. A partire dai musicisti classici che l'hanno seguito x arrivare ai grandi jazzisti. Qualche rock star c'è arrivata alla fine ma è poca roba. Ma mi rifiuto di pensare che a Jarrett, Bach piaceva xche lo ha ascoltato con un paio di casse con una grande resa e Mozart no (infatti ha inciso sia Bach sia Mozart ed in entrambi i casi con esiti assai discutibili (almeno per i puristi). Ma Jarrett come noi nel ns piccolo è stato fortemente affascinato dalla sua musica da provarci perlomeno (poi bisogna anche vedere quanto di speculazione commerciale c'è in tutto questo).

    Comunque voglio pensare che x lui Bach fosse un suo vecchio pallino come lo è per noi ignari di musica e x coloro che escono dal conservatorio e suonano e che abbia voluto cimentarsi in questa sfida

    Questo è il mio modesto pensiero

    Ciao sunny

    iano
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 6:45 pm

    Attraverso Bach ,veicolato dal rock e dalle radioline, molti di noi hanno iniziato ad amare la musica classica.
    Ma questo processo ha evidentemente un limite,e nel mio caso si è arrestato in qualche modo.
    Ma forse sei riuscito a mettere il dito sulla piaga,a me,al mio impianto, non piace il sinfonismo.
    Ascoltando dal vivo il risultato sarebbe certamente diverso e verrebbe fuori anche per me tutta la magnificienza di Mozart,che non mi sogno nemmeno di mettere in dubbio.
    Forse semplicemente non amo il sinfonismo.
    In effetti già come idea non mia piace,e non saprei dire il perchè.
    Il mio impianto migliora nel tempo,secondo i miei soggettivi parametri che privilegiano la quantità,non la presunta qualità, di dischi ascoltabili.
    I limiti per quanto si spostino, accettando la classica che prima rifiutavano,però rimangono.
    Forse Mozart non mi piacerà mai,e và bene così.
    Mi ricordo quando esprimendo concetti simili ad una studentessa di conservatorio innamorata,manco a dirlo di Mozart,mimando io lo zunpapa mozartiano , come dirigessi l'orchestra,inventando una melodia là per là,che tanto erano tutte uguali per me,mi disse :"si bravo, Mozart è proprio quello,non ti piace?" santa
    Ciao,Sebastiano.


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Sat May 12, 2012 6:48 pm

    madonna che filippiche meno male che il cicognone non lo abbiamo tra noi senno vi diceva subito di trombrare di più


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  pluto on Sat May 12, 2012 6:54 pm

    aircooled wrote:madonna che filippiche meno male che il cicognone non lo abbiamo tra noi senno vi diceva subito di trombrare di più

    Come dargli torto..

    iano
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 11:32 pm

    E pensate che questi erano solo i preliminari.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Sat May 12, 2012 11:35 pm

    pluto wrote:

    Come dargli torto..

    e dopo queste pesanti parole provenienti dal mondo dei moderatori, direi che Topa batte hi-fi, partita chiusa !!! affraid

    saluti, e buona notte

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 11:45 pm

    Grazie per il contributo Roby.
    Ci si vede al prossimo Topa hi end.
    Ciao,Sebastiano.

      Current date/time is Thu Dec 08, 2016 3:09 am