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Due o tre tipi di audiofili. - Page 2
Il Gazebo Audiofilo

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    Due o tre tipi di audiofili.

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    iano
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sat May 12, 2012 11:45 pm

    Grazie per il contributo Roby.
    Ci si vede al prossimo Topa hi end.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Sun May 13, 2012 11:22 am

    Grazie Sebastiano affraid

    Ora, tornando [più o meno] in topic,

    L'audiofilo, quello ormai "drogato", ossessionato dalla ricerca del "sacro graal" stereofonico, possiede ancora della sana passione per la Musica oppure bada più ai marchingegni che consentono a quest'ultima di essere riprodotta ??? in tal caso mi chiedo; tutto ciò ha senso [Paradossalmente immaginate un Hendrix o un Jimmi Page che si preoccupano di più delle chitarre/amplificazioni piuttosto del risultato che esce utilizzando questi mezzi]???

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  pluto on Sun May 13, 2012 11:27 am

    robyphc wrote:Grazie Sebastiano affraid

    Ora, tornando [più o meno] in topic,

    L'audiofilo, quello ormai "drogato", ossessionato dalla ricerca del "sacro graal" stereofonico, possiede ancora della sana passione per la Musica oppure bada più ai marchingegni che consentono a quest'ultima di essere riprodotta ??? in tal caso mi chiedo; tutto ciò ha senso [Paradossalmente immaginate un Hendrix o un Jimmi Page che si preoccupano di più delle chitarre/amplificazioni piuttosto del risultato che esce utilizzando questi mezzi]???

    Roby

    Questa è una domanda interessante ma va spezzata

    I musicisti sono da sempre attentissimi al loro strumento, diventa parte integrante del loro corpo e della loro anima. Sul come la musica loro l'ascoltano in genere se ne fottono guardando assai più alla sostanza (partitura, interpretazione etc).

    Ma noi non siamo loro.... e su 1000 ne trovi pochissimi che suonano etc

    petrus
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  petrus on Sun May 13, 2012 11:30 am

    robyphc wrote:Grazie Sebastiano affraid

    Ora, tornando [più o meno] in topic,

    L'audiofilo, quello ormai "drogato", ossessionato dalla ricerca del "sacro graal" stereofonico, possiede ancora della sana passione per la Musica oppure bada più ai marchingegni che consentono a quest'ultima di essere riprodotta ??? in tal caso mi chiedo; tutto ciò ha senso [Paradossalmente immaginate un Hendrix o un Jimmi Page che si preoccupano di più delle chitarre/amplificazioni piuttosto del risultato che esce utilizzando questi mezzi]???

    Roby

    Molto interessante questo punti di vista, complimenti a Roby.
    Che Hendrix o altri fossero più interessati alle chitarre o agli ampli, sicuramente no, ma che con essi, gli strumenti in particolar modo avessero un rapporto molto speciale, intimo direi ne sono quasi convinto, lo stesso vale per violini, pianoforti, conosco aneddoti di artisti che al concerto non hanno trovato il loro strumento a conferma di ciò che credo.
    L'audiofilo più maturo, nel senso che ha vissuto e superato le varie fasi di crescita, avrà più o meno un rapporto analogo, voorà i migliori strumenti per la sua musica.


    Lorenzo

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Sun May 13, 2012 12:22 pm

    Molto interessante questo punti di vista, complimenti a Roby.
    Che Hendrix o altri fossero più interessati alle chitarre o agli ampli, sicuramente no, ma che con essi, gli strumenti in particolar modo avessero un rapporto molto speciale, intimo direi ne sono quasi convinto, lo stesso vale per violini, pianoforti, conosco aneddoti di artisti che al concerto non hanno trovato il loro strumento a conferma di ciò che credo.


    Lorenzo
    [/quote]

    Quoto Lorenzo applausi , ad es. vedi B.B. King e la sua Lucille,
    però credo che anche per questi lo strumento sia sempre il fine ultimo attraverso il quale far uscire le proprie "emozioni o peculiarità artistiche, ovviamente per molti questo mezzo, che a tutti gli effetti diventa parente, o addirittura parte integrante del compositore [e quindi probabilmente non ne può più far a meno], agisce in completa sinergia con l'uomo (artista) e il conseguente prodotto artistico...


    petrus wrote:
    L'audiofilo più maturo, nel senso che ha vissuto e superato le varie fasi di crescita, avrà più o meno un rapporto analogo, vorrà i migliori strumenti per la sua musica.

    Lo spero vivamente,
    fermorestando che, per quel che mi riguarda, la Musica dovrebbe sempre essere il punto focale, rispetto a ciò che la riproduce !!! e quando si snatura questo, personalmente, trovo la questione difficile da comprendere...

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Sun May 13, 2012 12:24 pm

    pluto wrote:

    Ma noi non siamo loro.... e su 1000 ne trovi pochissimi che suonano etc

    Io sono uno di quei rari casi !!!

    infatti se mi devo etichettare preferisco un termine tipo Musicofilo, piuttosto che Audiofilo...

    Roby

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  petrus on Sun May 13, 2012 12:35 pm

    Per me il più delle volte si tatta come dicevo di fasi, io vivevo periodi alterni, momenti in cui mi dedicavo all'ascolto della musica ed altri in cui ascoltavo l'impianto.
    L'interesse nasceva dalle circostanze, in genere non avendo mai creduto alle pessime registrazioni, se non rari casi, poteva capitare di "sentire" qualcosa che non andava nella riproduzione di un particolare, ed ecco che scattava la ricerca della "causa", ovvio che in questi frangenti ero distratto dal godimento della musica.
    Altre volte invece questo non accadeva, al contrario magari acquistato un nuovo disco, mi ritrovavo a ripercorrere la discografia dell'artista e del suono fine a se stesso poco mi importava, c'era la musica al centro dell'attenzione.
    E via dicendo sunny

    Lorenzo

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  robyphc on Sun May 13, 2012 1:34 pm

    petrus wrote:Per me il più delle volte si tatta come dicevo di fasi, io vivevo periodi alterni, momenti in cui mi dedicavo all'ascolto della musica ed altri in cui ascoltavo l'impianto.
    L'interesse nasceva dalle circostanze, in genere non avendo mai creduto alle pessime registrazioni, se non rari casi, poteva capitare di "sentire" qualcosa che non andava nella riproduzione di un particolare, ed ecco che scattava la ricerca della "causa", ovvio che in questi frangenti ero distratto dal godimento della musica.
    Altre volte invece questo non accadeva, al contrario magari acquistato un nuovo disco, mi ritrovavo a ripercorrere la discografia dell'artista e del suono fine a se stesso poco mi importava, c'era la musica al centro dell'attenzione.
    E via dicendo sunny

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sun May 13, 2012 2:40 pm

    robyphc wrote: [Paradossalmente immaginate un Hendrix o un Jimmi Page che si preoccupano di più delle chitarre/amplificazioni piuttosto del risultato che esce utilizzando questi mezzi]???

    Roby
    Forse esagero,ma credo che la musica sia fatta prima dagli strumenti, che dai musicisti,senza togliere nulla ai musicisti,perchè la scelta dello strumento è loro.
    Il massimo quindi si ha quando sono loro stessi a costruirsi gli strumenti,cosa che nel campo del percussionismo è la norma.
    In un certo senso questo succede anche agli audiofili nella scelta dell'impianto.
    La problematicità di questa scelta è che l'impianto,anche quando in minima parte,è sempre influenzata dall'essere uno status quo,da cui nasce la preoccupazione di farsi consigliare bene,dimenticandosi dell'orecchio e dello scopo,perchè i tipi di audiofili possono essere tanti,ma lo scopo è sempre uno solo.
    Poi sono d'accordo con Petrus....non esistono cattive registrazioni,ma solo impianti indisposti.
    Ci si dimentica che l'impianto,prima ancora che ad essere fedele,serve nella stragrande maggioranza dei casi a farci ascoltare autori alla cui musica diversamente non avremmo accesso,e questo ha un valore culturale immenso.
    Se quindi l'impianto non digerisce tutti i dischi ha fallito quasi completamente il suo scopo.
    Fedelmente inservibile,o quasi.
    Ciao,Sebastiano.

    petrus
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  petrus on Sun May 13, 2012 3:03 pm

    Io ho sempre trovato che indagando un problema particolare qualunque esso fosse, apparso evidente con una particolare registrazione e riuscendo a risolverne la causa generante con una qualche correzione sull'impianto, o sull'ambiente, ne beneficia tanto la registrazione che lo poneva in maggior evidenza, tanto le altre che evidentemente erano meno rivelatrici ma non completamente avulse al problema.
    Le migliori registrazioni, saranno sempre le migliori ma nel complesso tutte ci guadagneranno.
    Quindi ogni registrazione sarà migliore se l'impianto non aggiungerà, problemi al problema.

    Lorenzo


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sun May 13, 2012 4:46 pm

    Sei scorretto Petrus.Lo volevo dire io applausi
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  IL BACHIANO on Sun May 13, 2012 8:35 pm

    pluto wrote:
    I musicisti sono da sempre attentissimi al loro strumento, diventa parte integrante del loro corpo e della loro anima. Sul come la musica loro l'ascoltano in genere se ne fottono guardando assai più alla sostanza (partitura, interpretazione etc).

    Proprio così.
    Conosco personalmente una decina di musicisti professionisti. Entrare in casa loro e vedere con che cosa ascoltano musica e quanti lp/cd hanno, è cosa de far strabuzzare gli occhi anche al più pezzente degli audiofili. Si va dallo storico impiantino Reader's Digest al compattino da supermercato e quando va bene qualche vecchio Technics / Akai / JVC ...
    Conosco solo 2 eccezioni: un amico pianista cieco che si è fatto consigliare e un altro amico organista / direttore d'orchestra che si sta facendo consigliare. Tuttavia quest, ultimo, pur apprezzando labuona riproduzione, non ne fa una malattia. Potete anche capire che un professionista, dopo diverse ore di musica eseguita dal vivo, non senta alcun bisogno di riprodurre in casa quello che ha già avuto modo di ascoltare nell'esercizio della sua professione. Certo, direte, ma se uno è un clarinattista, potrebbe anche aver voglia di sentire un violino solo o un repertorio che non frequenta. I professionisti che io conosco, non giovanissimi, diciamo, hanno accumulato anni di concerti di tutti i tipi, dalle spedizioni punitive (andare a suonare un'opera lirica in cittadine di provincia senza mai aver provato!) ai concerti con gente del calibro di Celibidache, Karajan, Prêtre ...
    Quello che a loro importa è tuttalpiù un confronto tra varie interpretazioni o l'ascolto di vecchi interpreti; tutte cose dove la perfezione della riproduzione passa in secondo piano. Un'eccezione c'è (sempre tra il mio ristretto numero di conoscenze): si tratta di un clarinettista in pensione che - rara avis - ama tutta la musica occidentale, dal gragoriano a Boulez con grande competenza in tutti i settori, dalla lirica alla cameristica, dalla sinfonica al melodramma ottocentesco.
    Da qualche tempo gli ho fatto scoprire le Cantate di Bach. Se n'è innamorato al tal punto da decidere di rifarsi l'impianto per godere al massimo questi tesori.
    Tra i musicisti, bisogna dirlo, ci sono anche quelli che si comportano nè più nè meno da impiegati. Finito il lavoro (con la gazzetta sul leggio - vedi "Prova d'orchestra" di Fellini) non vedono l'ora di passare ad altro, per cui non parlategli di musica nel tempo libero: peggio che approfittare dell'amico medico per esporgli i propri malanni. Figuaratevi quindi se a casa andrà ad ascoltarsi un disco: come se un minatore dopo cena andasse in giardino a picconare.
    Ho accenato a Bach. Ho letto alcune opinioni e, se posso dire la mia, direi che per un verso la musica è certamente matematica. Basterebbe leggersi i trattati dal medioevo al '700 per rendersi conto che il "musicista" era il dotto che disquisiva di intervalli, rapporti semplici, comma pitagorici, mentre che in pratica componeva e suonava era tenuto un gradino sotto. Bach conosceva la gematria
    http://www.sectioaurea.com/bach/lessico.htm
    e la applicava costantemente, ma questo chiaramente non appare all'ascolto (così come in un quadro non sono evidenti le linee che danno armonia all'insieme. Tuttavia non c'è autore più espressivo, romantico, direi quasi, anche se questo aspetto è forse meno evidente nei brani più celebri.
    Rispetto agli amici che sono intervenuti prima di me, devo riconoscere una mia grande lacuna che consiste nell'ignorare la musica "leggera" contemporanea e di capirne poco di jazz, per cui il mio approccio è stato diretto per quanto riguarda la musica "classica". Conosco abbastanza Jarret e mi sono meravigliato non poco ascoltando la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg. Rispetto ai cembalisti e pianisti "classici" lui si permetteva molte meno libertà improvvisative, e questo è il colmo per uno come lui che dell'improvvisazione è un maestro!
    Forse non tutti sanno che molta musica barocca DEVE essere improvvisata: le partiture del tempo, specie negli adagi, riportano solo vaghe indicazioni, nota di partenza e nota di arrivo: il resto va riempito secondo il gusto dell'interprete. Così pure per quanto riguarda l'accompagnamento, dove erano segnalati gli accordi (un po' come per la la chitarra: DO7 - Sol dim.) , solo che allora scrvevano dei numeri che corrispondevano al tipo di accordo richiesto. La mano destra doveva realizzarli in totale libertà. Niente di nuovo sotto il sole...

    Ma noi non siamo loro.... e su 1000 ne trovi pochissimi che suonano etc

    Io qualcosa, nel mio piccolo, suono, ma sono stato contagiato dal virus dell'HIFI fin dal primo numero di Suono, per cui la resa della musica riprodotta per me è sempre stata molto importante. Ciò ha comportato negli anni cambiamenti su cambiamenti (e spese su spese!) fino al presente. Ora, spero di aver raggiunto un buon equilibrio (grazie anche ai consigli di alcuni amici qui presenti) che spero possa farmi godere per il futuro tanta musica senza i soliti patemi d'animo.
    Scusate la lunghezza, ma l'argomento è molto interessante e tocca vari punti che non è facile tenere insieme.
    Saluti


    _________________
    Mi sono accorto ancora una volta di come con Bach non si abbia mai finito, come diventi sempre più profondo ogni volta che lo si ascolta
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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sun May 13, 2012 9:34 pm

    Io ho letto tutto l'argomento, e devo dire che sono molto d'accordo con le osservazioni di flavio@sanders, Pluto e Bachiano.

    Per quanto riguarda la mia opinione sulle tipologie di audiofili, io credo che il costruire l'impianto sulla base di una ottimizzazione con la propria musica (per ottenere alcune specifiche caratteristiche sonore a prescindere dalla registrazione che si ascolta), è una strada che effettivamente può portare a restare ben lontani dal poter approcciare musica diversa. Io ho sempre trovato una connotazione di questo tipo come fortemente limitativa per l'impianto. Proprio perché l'impianto condiziona in questo modo, come dice Iano, l'approccio alla musica (o alle musiche). Però posso ben capire che ad esempio chi ascolti un certo tipo di musica amplificata diffusa con diffusori a tromba, possa riottenere in ambiente una soddisfazione sonora analoga al live solo con lo stesso tipo di diffusori.

    Iano contrappone questa ricerca a quella del suono lineare che perseguirebbero coloro che sono meno interessati alla musica bensì più alla prestazione globale del sistema. Magari sacrificando il piacere d'ascolto puro. Non credo che la linearità sia sorella stretta di una minore piacevolezza d'ascolto rispetto ad impianti "caratterizzati": credo che se un impianto ritenuto lineare e di prestazioni massime non riesce comunque a "far passare la musica" in maniera piacevole e significativa - e suona quindi bene solo con tre registrazioni - ha fallito il suo compito, perché in realtà non è affatto un impianto lineare. Ha solo dei difetti che rientrando in un certo birignao audiofilo, e ch enon per questo smettono però di essere dei difetti. Nonostante le illusioni dei possessori di questo tipo di impianti.

    A queste due tipologie di audiofili io aggiungerei allora quella degli audiofili del "mio" tipo: quelli che lavorano continuamente per trovare la linearità dell'impianto, linearità che metta bene in evidenza la differenza tra le varie registrazioni (e le varie musiche) ma facendo esprimere il massimo da tutte (anche quando questo massimo è bassino assai). Per dimenticare l'impianto ed ascoltare solo la musica così come è stata registrata. Non credo di essere il solo ad appartenere a questo gruppo.

    Ciao


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Sun May 13, 2012 9:36 pm

    PPP visto i post dei precedenti avventisti mi aspettavo da te un qualcosa di chilomentrico, unn'è che stai invecchiando


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sun May 13, 2012 9:37 pm

    aircooled wrote:PPP visto i post dei precedenti avventisti mi aspettavo da te un qualcosa di chilomentrico, unn'è che stai invecchiando
    io appena letto che avevi risposto subito dopo ppp mi aspettavo proprio questa tua risposta! santa ti conosco ormai!

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Sun May 13, 2012 9:39 pm

    non sono riuscito a trattenermi


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sun May 13, 2012 9:42 pm

    aircooled wrote: non sono riuscito a trattenermi
    effettivamente pure io mi aspettavo almeno 30cm di testo da parte di vito ppp!

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Sun May 13, 2012 9:44 pm

    azz già 2 delusi PPP facce sognaaaaaaaaa..........


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Cricetone on Sun May 13, 2012 9:46 pm

    aircooled wrote:azz già 2 delusi PPP facce sognaaaaaaaaa..........
    a Viticè!!!!parinchiani 15 fojji protocollo sinnò chist'annu ti bullu!


    scherziamo vito!

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Sun May 13, 2012 9:48 pm

    anche se unglielodici dubito che possa prendere sul serio 2 tipi come noi


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Sun May 13, 2012 11:15 pm

    Vito,non ti curar di loro,ma guarda e passa.
    Suonologo fu uno e ,guardone l'altro,
    dentro ogni elettronica lo sguardo pose.
    Questi sono gli adoratori della cassa.
    Condannati ab eterno ad ascoltare Bose.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon May 14, 2012 12:06 pm

    Nessun problema, lo scherzo ci sta benissimo... ma tengo a dire che non sto invecchiando...

    In parte però mi rendo conto che a volte post molto lunghi hanno meno possibilità di essere ben compresi, quindi meglio - se si può - ridurre all'osso.

    Comunque devo ammettere che siccome in questo argomento si era già detto di post lunghi "alla PPP", ho voluto stupirvi con effetti speciali!!!!


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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  aircooled on Mon May 14, 2012 12:54 pm



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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  iano on Mon May 14, 2012 1:01 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Nessun problema, lo scherzo ci sta benissimo... ma tengo a dire che non sto invecchiando...

    In parte però mi rendo conto che a volte post molto lunghi hanno meno possibilità di essere ben compresi, quindi meglio - se si può - ridurre all'osso.

    Comunque devo ammettere che siccome in questo argomento si era già detto di post lunghi "alla PPP", ho voluto stupirvi con effetti speciali!!!!
    Si fà a beneficio dei nuovi iscritti,ma anche nostro che nel tempo cambiamo,senza invecchiare,ovvio sunny
    Mi pare questa discussione più,matura semmai,di quelle che l'hanno preceduta.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Due o tre tipi di audiofili.

    Post  Massimo on Mon May 14, 2012 8:36 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    .....................
    ho voluto stupirvi con effetti speciali!!!!
    affraid affraid affraid affraid affraid


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