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grana................ - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    iano
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    Re: grana................

    Post  iano on Tue Mar 23, 2010 11:48 pm

    Il centro della Sicilia vanta,anzi non lo vanta ma ce l'ha,un fantastico vino dal nome cerasolo.
    Ma più che fatto d'uva sembra fatto di ciliegie.Cerasa infatti è il termine dialettale per ciliegia.
    Cosa c'entrano le ciliegie con l'uva?Non lo sò.Ma quando gli hanno dato il nome gli audiofili non esistevano ancora.Bei tempi quelli.
    Cosa voglio dire con questo?Che se andate nel centro della Sicilia sapete già cosa dovete fare.
    Ciao,Sebastiano.

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    Post  Ospite on Wed Mar 24, 2010 12:03 am

    iano wrote:Il centro della Sicilia vanta,anzi non lo vanta ma ce l'ha,un fantastico vino dal nome cerasolo.
    Ma più che fatto d'uva sembra fatto di ciliegie.Cerasa infatti è il termine dialettale per ciliegia.
    Cosa c'entrano le ciliegie con l'uva?Non lo sò.Ma quando gli hanno dato il nome gli audiofili non esistevano ancora.Bei tempi quelli.
    Cosa voglio dire con questo?Che se andate nel centro della Sicilia sapete già cosa dovete fare.
    Ciao,Sebastiano.

    Ahimè conosco solo questo di Cerasuolo, che non sarà il top...
    http://www.valledellacate.net/index.php?fl=3&op=mcs&id_cont=142&eng=Cerasuolo%20di%20Vittoria%20Classico&idm=180&moi=180

    Hauner lo conosci? http://hauner.it/ita.htm
    Pensa che il titolre è di Brescia, conosco bene i figli e fanno dell'ottimo vinoa Salina e Vulcano.
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    Re: grana................

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 24, 2010 12:14 am

    Anche nel tè cinese si parla di gusto mielato e simili. Si tratta di convenzioni gergali per intendersi, inutile polemizzare. La foglia della camelia che si infonde per preparare il té non c'entra nulla col miele...

    Anche dire di una persona "ha un carattere solare" dal punto di vista materiale non significa assolutamente nulla. Vi risulta che il sole abbia un carattere, una personalità? In gergo (ma dovrei dire in italiano, che ciò che nasce come gergo poi diventa lingua) vuol dire "carattere estroverso e positivo". Basta intendersi. Si tratta di luoghi comuni gergali che aiutano ad esprimere concetti complessi.

    Se dovessi esprimere cosa per me si intende per grana, io vi direi un difetto. Nella realtà il suono non ha grana, è liquido e scorrevole, fine, dettagliato e rifinito. A volte il suono riprodotto non è liquido e scorrevole ma "granelloso", grossolano nei paticolari fini. E' come quando riducete la risoluzione di una foto sul PC e cominciate a vederne i pixel. Un concetto analogo.

    Il suono originale non ha grana. L'impianto di risoluzione può averla. Oltre un certo livello qualitativo la grana non dovrebbe sentirsi in un impianto, altrimenti c'è un problema (l'impianto non è della qualità che si vorrebbe fosse). Stessa cosa per quello che viene definito "nero intrastrumentale": negli impianti abbastanza buoni è un problema che scompare, nel senso che tendono ad averlo tutti.


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    Re: grana................

    Post  iano on Wed Mar 24, 2010 8:53 am

    xin wrote:

    Ahimè conosco solo questo di Cerasuolo, che non sarà il top...
    http://www.valledellacate.net/index.php?fl=3&op=mcs&id_cont=142&eng=Cerasuolo%20di%20Vittoria%20Classico&idm=180&moi=180

    Hauner lo conosci? http://hauner.it/ita.htm
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    Io ho bevuto quello sfuso locale.Per me è sempre il migliore.
    Ad esempio devo ancora trovare un Vermentino imbottigliato di Luni che stia alla pari con quello sfuso che ti servono nelle bettole del posto.Le cose è meglio gustarle sul posto come i concerti dal vivo.Il vino è quasi come la musica.Impossibile riprodurre altrove la stessa magia.Però ci si può accontentare.
    Ciao,Sebastiano.

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    Post  iano on Wed Mar 24, 2010 8:59 am

    Pazzoperilpianoforte wrote: "nero intrastrumentale": negli impianti abbastanza buoni è un problema che scompare, nel senso che tendono ad averlo tutti.
    Acciderbolina,ce ne ho ancora da lavorare allora.
    Magari provo con un buon bicchiere di Nero d'Avola...Laughing
    Ciao

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    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 24, 2010 10:54 am

    Dopo il Nero d'Avola ti sembrerà nero anche il bianco neve.... Laughing

    P.S: un cliente qualche tempo fa venne in negozio e volle ascoltare l'impianto HT comprato dal figlio. Il babbo era un possessore di un impianto belloccio, e vecchio appassionato d'Hi-Fi. Ascoltato un brano di classica sull'impianto che avrebbe comprato il figlio mi disse (su per giù): "per quello che costa non va male... però non sta mai zitto, non c'è mai tregua dal suono". Forse è questo che si intende con l'astruso termine nero intrastrumentale. Comunque concordai con il babbo che era vero: quell'impianto non sapeva tacere.


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    Post  lizard on Wed Mar 24, 2010 10:57 am

    fabiovob wrote: E' come il famoso gusto "tannico" del vino, ma czz, qualcuno ha mai messo in bocca un pò di tannino per poter affermare ciò?????????????
    il tannino èparte costituente del vino.
    è una componente essenziale.
    ogni volta che tu bevi del vino ingurgiti anche una certa quantità di tannino.
    ed è proprio la sua percentuale che modifica una delle caratteristiche organolettiche del Nettare degli Dei..
    poche idee ma confuse.

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    Post  iano on Wed Mar 24, 2010 12:51 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:...quell'impianto non sapeva tacere.
    Chiaro ,adesso ho capito.
    E in effetti allora è qualcosa che ascolto non da molto nel mio impianto e così sò anche qual'è la strada per migliorarlo.
    Se si fosse chiamato silenzio infrastrumentale,allora....
    Devo dire che la prima volta che l'ho sentito mi ha generato anche un'ansia come qualcosa che non andava.
    E invece poi ho imparato ad apprezzarlo.Maggiore naturalezza ,di sicuro.
    Siccome però contemporaneamente noto anche una maggiore prontezza negli attacchi immagino che si tratti dello stesso brodo,
    come se fra una cucchiaiata e l'altra non si sentisse più sorbirlo, e il tutto diventa più digeribile come nello slow fiood e nel rispetto delle buone maniere hifi.

    Ciao,Sebastiano.

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    Post  ema49 on Wed Mar 24, 2010 2:55 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    ema49 wrote:
    Nero infrastrumentale, focalizzazione, silenzio intertransiente: tutte balle tirate fuori da recensori che debbono inventarsi qualcosa. Ai concerti il nero infrastrumentale lo avete mai percepito?. L'ho già postato: le armoniche degli strumenti, dal vivo, si compenetrano, formano un magma sonoro; tra i vari strumenti NON c'è l'uomo di colore, ci sono le armoniche; nell'impianto si può percepire (anzi fanno la felicità degli audiofili) proprio perchè mancano le armoniche. Stesso discorso per la focalizzazione: dal vivo, ripeto, NON esiste. Esiste quella che mi piace definire una allocazione spaziale del soggetto sonoro, voce o strumento che sia, che occupa NON un luogo, ma uno spazio, "violato" da altre voci o altri strumenti, altro che focalizzazione. Il discorso "grana" viceversa ha una sua valenza: sono TUTTI i soggetti sonori che, in un impianto privo di grana, scorrono via lisci, come in una foto ad alta risoluzione. Ripetiamo sempre la stessa cosa perchè, giustamente, ognuno di noi rivive i momenti di un concerto come meglio la sua cultura, la sua fantasia, il suo apparato uditivo gli permette.
    Tutto, ovviamente, a mio parere

    Secondo me è un pò più complicato di così.

    Fermo restando che sono d'accordo con Air che si tratta di definizioni che servono per trasmettere sensazioni e valutazioni, ma se sei davanti ad un buon impianto non sono cose di cui continui a discettare perché in tal caso senti il coinvolgimento e basta, secondo me per nero intrastrumentale e focalizzazione bisogna intendersi: intendersi su cosa stiamo discorrendo e di quale strumento stiamo parlando ed in che condizioni.

    Faccio qualche esempio: se parlo di nero intrastrumentale (brutto termine che cerca di far capire un fatto complesso) io non parlo dell'assoluto silenzio tra un suono ed un successivo, o tra un suono ed uno limitrofo. Il suono non si estingue immediatamente (anche se ci sono suoni più lunghi di altri, suoni più brevi di altri) e quindi da quando viene emesso a quando si estingue passa del tempo, un tempo in cui si sente il suono decadere. Per me il concetto di nero intrastrumentale cerca di definire una sensazione di naturalezza legata, durante la riproduzione, al modo in cui questi fenomeni si verificano, e alla capacità del suono - quando questo è previsto - di ricadere nel silenzio. E' un concetto molto cervellotico, lo ammetto, e come dice Air è certo riassumibile in un altro concetto: naturalezza.

    Certo, se io ascolto un violino alla Scala di MIlano, il suono sarà molto secco sul medio e sull'acuto, gli armonici avrano meno rilievo nel contesto del suono dello strumento, il suono tenderà più velocemente a decadere verso il silenzio, Questo perché il Teatro alla Scala ha arredi molto spessi, con tessuti pesanti, e quindi suono un pò ovattato, poco luminoso, come teatro. Una chiesa avrà invece un suono molto luminoso, in cui il suono permane anche a lungo nel tempo a causa del riverbero. Per me un impianto buono deve far sentire la differenza tra le due condizioni (se la registrazione è riuscita a "fotografarla") senza metterci di suo. Un impianto che le omologhi è perché non ha "nero intrastrumentale". Anche se probabilmente non userei questa logorroica definizione, magari, cercando di descrivere il fenomeno.

    Al tempo stesso, parlando di localizzazione, ci sono varie condizioni. Al Teatro alla Pergola se ascoltate un'orchestra posta, come succede sempre nei concerti che non sono opere complete, sul palcoscenico, l'impressione sarà quella che dici tu Ema: scarsa localizzazione del singolo strumento, che tenderà ad occupare, soprattutto negli insiemi, un luogo non sempre perfettamente localizzabile. Nel caso in esame il suono sarà anche abbastanza scuretto, timbricamente parlando. la mancanza di perfetta localizzazione soprattutto vale per gli strumenti operanti sul grave, oltretutto.
    Ma se sento un concerto di un'orchestra barocca che suona nel Saloncino della Pergola, state certi che il violino solista è fisso e localizzato nell'ambiente in maniera marmorea e indiscutibile e si staglia nettamente rispetto al contesto. Come tutti gli strumenti che lavorano molto all'acuto (come la tiorba ad esempio). Ed è molto più facile distinguere anche tra loro i violini, che formano un insieme meno omogneo e compatto, meno "ad area" e più a "singole voci".

    Insomma, si tratta di artifici linguistici che servono per dare indicazioni di giudizio. Quando un impianto suona bene il giudizio analitico e questi specifici termini astrusi vanno a farsi benedire, e rimane l'illusione dell'evento reale riprodotto in casa nostra. Solo l'illusione però
    ___________________________________________________________________________________

    La fenomenologia dell'evento sonoro riprodotto ovviamente non si limita agli aspetti che abbiamo esaminato e, a parer mio, non possiamo fare riferimento ad essa utilizzando una metodologia epistemologica, non essendo il parametro ascolto una realtà scientifica obiettivabile, e pertanto criticabile, in quanto suscettibile di interpretazione basata sull'evidenza. Addirittura anche su termini e definizioni c'è vivace controversia. Fatta questa, forse ovvia, premessa veniamo ai punti in discussione
    NERO INFRASTRUMENTALE. Se con questo termine si individuano i tempi di attacco e decadimento di un suono, anche in relazione all'ambiente in cui esso viene prodotto (chiesa, sala da concerto..) non posso che essere d'accordo con te, soprattutto quando concludi che il tutto può essere rimandato alla imitazione e/o fedele riproduzione della realtà, cioè alla naturalezza. Ma, ahimè, in tutte le recensioni che ho avuto modo di leggere, la traduzione in termini valevoli sul piano intellettivo e pratico di tale accezione non corrisponde all'interpretazione che ne danno i recensori stessi, per i quali il "nero infrastrumentale" consiste nella capacità di un impianto di silenziare lo spazio fra gli strumentisti o cantanti, evento che nella realtà di un concerto dal vivo non trova alcun riscontro. Allora dobbiamo limitarci a puntualizzare il termine? Sì, potremmo farlo noi due e chi ci legge; purtroppo la quasi totalità degli audiofili fa riferimento alle riviste del settore che, anche con l'errata enunciazione terminologica e dialettica, ingenerano nei lettori aspettative non riscontrabili nella realtà ma tecnicamente ottenibili con i mezzi atti a ri-produrla...
    LOCALIZZAZIONE. Permettimi di non essere del tutto d'accordo con te. Tu suoni il pianoforte, così come mia moglie, io strimpello il violoncello; facciamo allora riferimento a questi due strumenti: se ascoltati a pochi metri di distanza, il termine "focalizzazione" risulta del tutto improprio, risultando enorme, in queste condizioni, la massa sonora di tali strumenti. Specie il violoncello è avvolto da un'aura di armoniche talmente ampia che è difficile indicare il "luogo" in cui suona; molto più semanticamente corretto è indicare lo "spazio" in cui gli strumenti in oggetto operano e, se suonati assieme, interagiscono.
    Tu esemplifichi il concetto con l'ascolto di musica barocca; affermi, giustamente, che nelle condizioni ideali (saloncino della Pergola) ma, mi permetto di aggiungere io, anche in condizioni tutt'altro che ideali (Politeama di Palermo, a condizione che si sia vicini agli strumentisti), il "violino solista è fisso e localizzato in maniera scultorea". E' vero, ma non con tutta la musica barocca: ciò potrà avvenire nel concertino, forse e non sempre, ma non nel ripieno dove non distinguerai più (io perlomeno non ci riesco) il primo violino o un flauto in maniera scultorea. In molte Cantate di Bach, specialmente nelle scarnificate (insuperabili!) interpretazioni di Leonhardt e Harnoncourt, soprattutto nelle arie e recitativi accompagnate da un solo violino e dal basso continuo (organo e violoncello) si può sentire anche dal vivo uno strumento ben allocato; ma prova a sentirlo in un corale o in un coro o, ancora, in una cantata profana ove è presente un doppio coro e un numero di strumentisti inusuale a motivo del carattere celebrativo della stessa. A mio parere, in qualsiasi teatro, le voci e/o gli strumenti non risulteranno scultorei e ben puntualizzati nello spazio: faranno solo parte di un amalgama sonoro.
    Con certi impianti e con certe incisioni, chissà come (microfoni e tecniche di ripresa?) la "focalizzazione" è perfetta. Ma è un bene?
    Saluti, Emanuele.

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    Re: grana................

    Post  aircooled on Wed Mar 24, 2010 3:11 pm

    non è che in tutte queste considerazioni insiste l'errore di fondo che è la non proponibilità di una raffronto live riprodotto? mi spiego meglio, volendo si può benissimo fare un impianto che riproduce il vento sonoro percepito nel live, ovvero il non fuoco, il non nero, e tutto il resto , ma ne fuori una ciofeca inascoltabile, anche a livello di timbro per non parlare di dinamica e tutto il resto, per avere qualcosa che sia accettabile e che ci aiuti a ricostruire l'evento originario con una certa approssimazione nel nostro cervello servono impianti che replicano perfettamente il punto di vista dei microfoni e non dell'ascoltatore del live che in quel caso ha molteplici informazioni in più a cominciare dal'ambiete, anche che non volendo considerare nel contesto la vista e il contorno che da soli rappresentano il 98% delle emozioni percepite e non riproducibili da qualsivoglia impianto, in sostanza un impianto buono deve andare a stimolare altri parti del cervello nella riproduzione per arrivare allo allo stesso fine che è il godimento da ascolto


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    Re: grana................

    Post  ema49 on Wed Mar 24, 2010 3:23 pm

    aircooled wrote:non è che in tutte queste considerazioni insiste l'errore di fondo che è la non proponibilità di una raffronto live riprodotto? mi spiego meglio, volendo si può benissimo fare un impianto che riproduce il vento sonoro percepito nel live, ovvero il non fuoco, il non nero, e tutto il resto , ma ne fuori una ciofeca inascoltabile, anche a livello di timbro per non parlare di dinamica e tutto il resto, per avere qualcosa che sia accettabile e che ci aiuti a ricostruire l'evento originario con una certa approssimazione nel nostro cervello servono impianti che replicano perfettamente il punto di vista dei microfoni e non dell'ascoltatore del live che in quel caso ha molteplici informazioni in più a cominciare dal'ambiete, anche che non volendo considerare nel contesto la vista e il contorno che da soli rappresentano il 98% delle emozioni percepite e non riproducibili da qualsivoglia impianto, in sostanza un impianto buono deve andare a stimolare altri parti del cervello nella riproduzione per arrivare allo allo stesso fine che è il godimento da ascolto
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    Interessante considerazione, Air. Ma non dobbiamo stressare alcuni parametri che possono stancare chi la musica dal vivo l'ascolta regolarmente e poi, come me e te, per godersela a casa è costretto ad usare un impiantino, lasciando a marcire l'impiantone monstre
    Bye, Emanuele

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    Re: grana................

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 24, 2010 6:39 pm

    Io vorrei replicare ad Ema che le sue considerazioni sul violoncello sono pertinenti (è uno strumento che interessa la gamma medio-grave dello spettro, e per ovvi motivi meno facilmente localizzabile di altri strumenti), quelle sul pianoforte molto meno.

    Io trovo che nelle condizioni di ascolto che frequento in concerto il pianoforte è localizzatissimo, ed anzi anche quando suona con l'orchestra in genere è molto localizzabile e distinguibile. Certo non emette da un punto ma da una area. ma tale e quale lo ritroviamo nelle registrazioni.

    Insomma, se io sento una voce, anche dal vivo, che canta da sola, se il tatro ha una buona acustica questa è focalizzata e localizzabile. Certo se sento un coro, la singola voce non lo è più. Certo se io sento un concetro per violino, il violino solista è localizzato, l'insieme dei violini non permette invece di distinguer el'operato del singolo.

    Insomma ci sono varie situazioni, e si va da situazioni di massima localizzabilità dello strumento a situazioni di minima localizzabilità.

    Tieni poi conto Ema che una cosa è suonare degli strumenti (e sentire il suono degli stessi mentre ci sei "nel mezzo") e ben altra cosa è sentirli a teatro. Anche queste sono due situazioni molto diverse.

    Io però vorrei fortemente quotare quanto dice Air. Nel senso che ci sono varie registrazioni (non necessariamente attuali) che riescono a fornire una sensazione di suono verosimile. E lo fanno tramite mezzi che sono solo acustici, essendo privi di immagini. E' vero che esistono anche registrazioni che sono un profluvio di effetti speciali (come molte registrazioni - soprattutto di qualche anno fa - che sono un profluvio di brillantezze improbabili e di secchezze terrificanti), ma anche registrazioni molto suggestive (come quelle Decca degli anni analogici) perché aldilà delle piccole imperfezioni timbriche (a volte gli acuti sono un pò sovresposti forse) sono veramente soddisfacenti per "rievocazione" della realtà concertistica.

    Ti faccio un esempio: l'altro giorno ho sentito il disco delle variazioni Goldberg suonate su clavicembalo da Staier (recente pubblicazione di Harmonia Mundi): il suono non rievocava quello che avrei sentito in una sala da concerto, cioé un clavicembalo posto a tre-quattro metri da me, nella migliore delle ipotesi. La registrazione rievocava un clavicembalo grande quanto lo spazio tra i due diffusori (qualcosa meno in verità) che suonava come lo avrei sentito se fosse presente nella mia stanza. Registrazione oltretutto di una ariosità e di un rigore notevolissimi e molto naturali. E' coerente il "mondo acustico" che ha voluto propormi la registrazione? Si. E' quello ascoltabile ad un concerto? No. Mi piace o non mi piace? A me piace molto, ad altri no. Come sempre credo che il giusto sia nella misura e nelle orecchie di chi registra.


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    Post  ema49 on Wed Mar 24, 2010 7:25 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Io vorrei replicare ad Ema che le sue considerazioni sul violoncello sono pertinenti (è uno strumento che interessa la gamma medio-grave dello spettro, e per ovvi motivi meno facilmente localizzabile di altri strumenti), quelle sul pianoforte molto meno.

    Io trovo che nelle condizioni di ascolto che frequento in concerto il pianoforte è localizzatissimo, ed anzi anche quando suona con l'orchestra in genere è molto localizzabile e distinguibile. Certo non emette da un punto ma da una area. ma tale e quale lo ritroviamo nelle registrazioni.

    Insomma, se io sento una voce, anche dal vivo, che canta da sola, se il tatro ha una buona acustica questa è focalizzata e localizzabile. Certo se sento un coro, la singola voce non lo è più. Certo se io sento un concetro per violino, il violino solista è localizzato, l'insieme dei violini non permette invece di distinguer el'operato del singolo.

    Insomma ci sono varie situazioni, e si va da situazioni di massima localizzabilità dello strumento a situazioni di minima localizzabilità.

    Tieni poi conto Ema che una cosa è suonare degli strumenti (e sentire il suono degli stessi mentre ci sei "nel mezzo") e ben altra cosa è sentirli a teatro. Anche queste sono due situazioni molto diverse.

    Io però vorrei fortemente quotare quanto dice Air. Nel senso che ci sono varie registrazioni (non necessariamente attuali) che riescono a fornire una sensazione di suono verosimile. E lo fanno tramite mezzi che sono solo acustici, essendo privi di immagini. E' vero che esistono anche registrazioni che sono un profluvio di effetti speciali (come molte registrazioni - soprattutto di qualche anno fa - che sono un profluvio di brillantezze improbabili e di secchezze terrificanti), ma anche registrazioni molto suggestive (come quelle Decca degli anni analogici) perché aldilà delle piccole imperfezioni timbriche (a volte gli acuti sono un pò sovresposti forse) sono veramente soddisfacenti per "rievocazione" della realtà concertistica.

    Ti faccio un esempio: l'altro giorno ho sentito il disco delle variazioni Goldberg suonate su clavicembalo da Staier (recente pubblicazione di Harmonia Mundi): il suono non rievocava quello che avrei sentito in una sala da concerto, cioé un clavicembalo posto a tre-quattro metri da me, nella migliore delle ipotesi. La registrazione rievocava un clavicembalo grande quanto lo spazio tra i due diffusori (qualcosa meno in verità) che suonava come lo avrei sentito se fosse presente nella mia stanza. Registrazione oltretutto di una ariosità e di un rigore notevolissimi e molto naturali. E' coerente il "mondo acustico" che ha voluto propormi la registrazione? Si. E' quello ascoltabile ad un concerto? No. Mi piace o non mi piace? A me piace molto, ad altri no. Come sempre credo che il giusto sia nella misura e nelle orecchie di chi registra.
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    Beh, non è che il pianoforte scherzi in fatto di gamma medio-bassa e bassa.... purtroppo nelle registrazioni spesso lo ritroviamo qualche metro di troppo davanti all'orchestra, altre volte sembra un piano concertante.
    Stessi discorsi con gli strumenti solisti... Anch'io penso che le considerazioni di Air sono le più esaustive e sensate...
    Dove hai trovato le Variazioni? Qui siamo nel deserto... Marchi è ancora in attività a Firenze? E Ricordi? Da Setticlavio (si chiamava così il negozio dalla parte opposta a Marchi, in pzza Duomo?) ho fatto, molti anni fa, quando lavoravo a Firenze, una grande incetta di padelloni neri che letteralmente svendeva per far posto ai cd: titoli di grandissimo valore artistico ed anche "audiofilo".

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    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 24, 2010 7:50 pm

    Compra in rete! Carta di credito ricaricabile e via!

    Io comunque sono cliente della Fenice srl, persone troppo simpatiche,disponibili e competenti.

    Marchi e Setticlavio hanno chiuso, purtroppo e Ricordi è poco più di un Megastore dove trovi le ultime uscite e nulla più. L'unico negozio di classica bello oltre la Fenice è Alberti ora a Firenze.

    SCusate la rievocazione rigorosamente OT


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    Re: grana................

    Post  iano on Wed Mar 24, 2010 8:12 pm

    aircooled wrote:...mi spiego meglio, volendo si può benissimo fare un impianto che riproduce il vento sonoro percepito nel live, ovvero il non fuoco, il non nero, e tutto il resto , ma ne fuori una ciofeca inascoltabile, anche a livello di timbro per non parlare di dinamica e tutto il resto, per avere qualcosa che sia accettabile e che ci aiuti a ricostruire l'evento originario con una certa approssimazione nel nostro cervello servono impianti che replicano perfettamente il punto di vista dei microfoni e non dell'ascoltatore del live che in quel caso ha molteplici informazioni in più a cominciare dal'ambiete, anche che non volendo considerare nel contesto la vista e il contorno che da soli rappresentano il 98% delle emozioni percepite e non riproducibili da qualsivoglia impianto, in sostanza un impianto buono deve andare a stimolare altri parti del cervello nella riproduzione per arrivare allo allo stesso fine che è il godimento da ascolto
    98 mi sembra troppo.
    Per il resto bel post.
    Insomma possiamo considerare il microfono come una appendice sensoriale di questo nuovo uomo che si evolve e che deve trovare un modo di trattare questi dati sensoriali un pò diversi dai soliti e che non ha a disposizione tempi evolutivi per poterlo fare.
    Forse questa sfida non sempre consapevole è parte integrante a determinare il fascino del nostro hobby.
    Poi da cavologo non posso non notare che dopo il nicrofono viene un cavo,etc...
    Certo che senza uno standard per il microfono,per non dire del resto, rischiamo di girare a vuoto per secoli ancora.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: grana................

    Post  fabiovob on Wed Mar 24, 2010 8:15 pm

    lizard wrote:
    fabiovob wrote: E' come il famoso gusto "tannico" del vino, ma czz, qualcuno ha mai messo in bocca un pò di tannino per poter affermare ciò?????????????
    il tannino èparte costituente del vino.
    è una componente essenziale.
    ogni volta che tu bevi del vino ingurgiti anche una certa quantità di tannino.
    ed è proprio la sua percentuale che modifica una delle caratteristiche organolettiche del Nettare degli Dei..
    poche idee ma confuse.

    Lungi da me l'idea di entrare in polemica con te, ma abbi pazienza però, chiudere una frase con la citazione " poche idee ma confuse" mi sembra quantomai un pò esagerata.
    Non ho assolutamente intenzione di tenere una lezione sui costituenti del vino, ma mi sembra che tu non abbia appreso il senso della mia affermazione.
    Non mi pare di aver detto che nel vino non c'è tannino, ho chiesto se qualcuno ha mai assaggiato il tannino tal quale in modo da poter affermare qual'è la sensazione del gusto tannico.

    E giusto così, tanto per la cronaca, sono laureato in chimica, e credo di sapere qualcosa sia sulla composizione dei vini che sulla natura dei tannini.

    Una buona serata.
    Fabio sunny sunny

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    Re: grana................

    Post  ema49 on Wed Mar 24, 2010 9:16 pm

    fabiovob wrote:
    lizard wrote:
    fabiovob wrote: E' come il famoso gusto "tannico" del vino, ma czz, qualcuno ha mai messo in bocca un pò di tannino per poter affermare ciò?????????????
    il tannino èparte costituente del vino.
    è una componente essenziale.
    ogni volta che tu bevi del vino ingurgiti anche una certa quantità di tannino.
    ed è proprio la sua percentuale che modifica una delle caratteristiche organolettiche del Nettare degli Dei..
    poche idee ma confuse.

    Lungi da me l'idea di entrare in polemica con te, ma abbi pazienza però, chiudere una frase con la citazione " poche idee ma confuse" mi sembra quantomai un pò esagerata.
    Non ho assolutamente intenzione di tenere una lezione sui costituenti del vino, ma mi sembra che tu non abbia appreso il senso della mia affermazione.
    Non mi pare di aver detto che nel vino non c'è tannino, ho chiesto se qualcuno ha mai assaggiato il tannino tal quale in modo da poter affermare qual'è la sensazione del gusto tannico.

    E giusto così, tanto per la cronaca, sono laureato in chimica, e credo di sapere qualcosa sia sulla composizione dei vini che sulla natura dei tannini.

    Una buona serata.
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    Re: grana................

    Post  iano on Wed Mar 24, 2010 11:00 pm

    ema49 wrote:
    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    Con i cavi più della chimica può la geometria.
    Con questa il suono acquista forma e si riesce a modularne anche la grana.
    Peccato che a parità di complessità del cavo un amento di finezza di grana comporta
    una minor dinamica,e viceversa.
    Comunque il cavo a grana fine fà la sua figura con il gira.
    A luglio/Agosto sono dalle tue parti e sarò felice di dartene una dimostrazione.
    Ma a scanso di equivoci io non vendo cavi.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: grana................

    Post  aircooled on Thu Mar 25, 2010 12:57 am

    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    non mi parlare di cavi, proprio in questi giorni mi sono crollate certezze che avevo da oltre 35anni
    per il 98% direi che è questione di metro personale, insomma di quanto e a cosa dai valore


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    la calunnia disdegna i mediocri e si afferra ai grandi
     

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    Re: grana................

    Post  ema49 on Thu Mar 25, 2010 1:10 am

    aircooled wrote:
    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    non mi parlare di cavi, proprio in questi giorni mi sono crollate certezze che avevo da oltre 35anni
    per il 98% direi che è questione di metro personale, insomma di quanto e a cosa dai valore
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    Air, è per questo motivo che esistono tanti marchi: un cavo per ogni audiofilo. Ma che ti è capitato? mi sembri un po moscio. Se vuoi posta in pm

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    Re: grana................

    Post  iano on Thu Mar 25, 2010 1:27 am

    aircooled wrote:
    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    non mi parlare di cavi, proprio in questi giorni mi sono crollate certezze che avevo da oltre 35anni
    per il 98% direi che è questione di metro personale, insomma di quanto e a cosa dai valore
    Ancora 98?
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    Re: grana................

    Post  lizard on Thu Mar 25, 2010 8:59 am

    fabiovob wrote:
    lizard wrote:
    fabiovob wrote: E' come il famoso gusto "tannico" del vino, ma czz, qualcuno ha mai messo in bocca un pò di tannino per poter affermare ciò?????????????
    il tannino èparte costituente del vino.
    è una componente essenziale.
    ogni volta che tu bevi del vino ingurgiti anche una certa quantità di tannino.
    ed è proprio la sua percentuale che modifica una delle caratteristiche organolettiche del Nettare degli Dei..
    poche idee ma confuse.

    Lungi da me l'idea di entrare in polemica con te, ma abbi pazienza però, chiudere una frase con la citazione " poche idee ma confuse" mi sembra quantomai un pò esagerata.
    Non ho assolutamente intenzione di tenere una lezione sui costituenti del vino, ma mi sembra che tu non abbia appreso il senso della mia affermazione.
    Non mi pare di aver detto che nel vino non c'è tannino, ho chiesto se qualcuno ha mai assaggiato il tannino tal quale in modo da poter affermare qual'è la sensazione del gusto tannico.

    E giusto così, tanto per la cronaca, sono laureato in chimica, e credo di sapere qualcosa sia sulla composizione dei vini che sulla natura dei tannini.

    Una buona serata.
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    sorry fabio..sono io che mi sono espresso male..la frase di chiusura non era riferita al tuo intervento...
    ma al 3D in generale..
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    Re: grana................

    Post  piroGallo on Thu Mar 25, 2010 11:20 am

    aircooled wrote: proprio in questi giorni mi sono crollate certezze che avevo da oltre 35anni

    gira la frittata: dopo 35 anni è sorta una nuova luminosa era!sunny E tu eri là, solo, ad ammirarne la luce. cheers


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    è adatto a tradimenti, inganni e rapine; i moti del suo animo sono spenti come la notte,
    e i suoi appetiti sono tenebrosi come l'Erebo: non fidarti di lui."
    (William Shakespeare, Il mercante di Venezia)

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    (Autocitazione)

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    Re: grana................

    Post  ema49 on Thu Mar 25, 2010 11:24 am

    iano wrote:
    ema49 wrote:
    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    Con i cavi più della chimica può la geometria.
    Con questa il suono acquista forma e si riesce a modularne anche la grana.
    Peccato che a parità di complessità del cavo un amento di finezza di grana comporta
    una minor dinamica,e viceversa.
    Comunque il cavo a grana fine fà la sua figura con il gira.
    A luglio/Agosto sono dalle tue parti e sarò felice di dartene una dimostrazione.
    Ma a scanso di equivoci io non vendo cavi.
    Ciao,Sebastiano.
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    Molto felice di accoglierti. cheers
    Buona giornata, Emanuele

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    Re: grana................

    Post  iano on Thu Mar 25, 2010 11:53 am

    ema49 wrote:

    Molto felice di accoglierti. cheers
    Buona giornata, Emanuele
    non mancherò di farmi sentire allora paisà,giacchè nacquetti nella tua zona
    e ci torno ogni anno
    Ciao,Sebastiano

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    Re: grana................

    Post  aircooled on Thu Mar 25, 2010 2:05 pm

    ema49 wrote:
    aircooled wrote:
    Chissà spalmato sui cavi.. Laughing Laughing Laughing Che ne dici, Air
    non mi parlare di cavi, proprio in questi giorni mi sono crollate certezze che avevo da oltre 35anni
    per il 98% direi che è questione di metro personale, insomma di quanto e a cosa dai valore
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    Air, è per questo motivo che esistono tanti marchi: un cavo per ogni audiofilo. Ma che ti è capitato? mi sembri un po moscio. Se vuoi posta in pm
    non sono moscio ma solo iperindaffarato a fa prove verifiche e stravolgimenti celebrali


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