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Perché i vinili suonano meglio dei CD
Il Gazebo Audiofilo

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    Perché i vinili suonano meglio dei CD

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    flavio@sanders
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    Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Sat Jul 07, 2012 10:25 am

    In una discussione in un altro forum un forumer mi chiedeva perché "the fat of the land" dei Prodigy fosse stato in passato considerato un buon test per la dinamica mentre appariva in pessima posizione utilizzando queste due queries che ho postato:

    PEGGIORI: http://www.dr.loudness-war.info/index.php?sort=dr&order=asc

    MIGLIORI: http://www.dr.loudness-war.info/index.php?sort=dr&order=desc

    Mi autocito Embarassed:

    Il motivo è che la versione su vinile di "The fat and the land" ha una dinamica molto maggiore.
    Questa è una cosa molto interessante, nella casella in alto della pagina di risultati della ricerca ci sono due caselle...artista e album.

    Se si indica come "artista" Prodigy si vedono due registrazioni del 1997 di "The fat and the land" dei Prodigy, e si vede che quella su vinile ha una dinamica molto maggiore.

    Questo aiuterebbe anche a spiegare perché molti audiofili considerino il vinile superiore ai CD... spesso hanno ragione, ma non è il supporto.
    In altre parole, non è che il vinile sia meglio del CD, è che su vinile hanno registrato con specifiche migliori che su CD, magari lo stesso brano lo stesso anno.

    Ciao, Flavio


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Gianfry007 on Sat Jul 07, 2012 11:29 am

    flavio@sanders wrote:In una discussione in un altro forum un forumer mi chiedeva perché "the fat of the land" dei Prodigy fosse stato in passato considerato un buon test per la dinamica mentre appariva in pessima posizione utilizzando queste due queries che ho postato:

    PEGGIORI: http://www.dr.loudness-war.info/index.php?sort=dr&order=asc

    MIGLIORI: http://www.dr.loudness-war.info/index.php?sort=dr&order=desc

    Mi autocito Embarassed:

    Il motivo è che la versione su vinile di "The fat and the land" ha una dinamica molto maggiore.
    Questa è una cosa molto interessante, nella casella in alto della pagina di risultati della ricerca ci sono due caselle...artista e album.

    Se si indica come "artista" Prodigy si vedono due registrazioni del 1997 di "The fat and the land" dei Prodigy, e si vede che quella su vinile ha una dinamica molto maggiore.

    Questo aiuterebbe anche a spiegare perché molti audiofili considerino il vinile superiore ai CD... spesso hanno ragione, ma non è il supporto.
    In altre parole, non è che il vinile sia meglio del CD, è che su vinile hanno registrato con specifiche migliori che su CD, magari lo stesso brano lo stesso anno.

    Ciao, Flavio

    >>>>>>>>

    E' una lunga storia..., tutto prende forma dalle nostre origini, l'uomo nasce ANALOGICO, e pertanto mal si adatta
    al suono del digitale, l'analogico e' insito nel nostro DNA, da sempre, questi suoni sono riconosciuti come suoni ' naturali, ti faccio un semplice esempio: ti e' mai capitato di trovarti in un bosco e ascoltare i suoni della natura, ebbene... quei suoni sono parte di noi esseri umani, e del mondo che ci circorda, il ns cervello non si sforza di accettarli, ma li riconosce come veri!
    Il digitale invece.. e' un qualcosa di artefatto, di costruito, in certi casi anche molto bene, ma non potra' mai far soppiantare il suono analogico.
    Ed ecco perche' il ns caro e vecchio disco nero e' sempre considerato come il meglio suonante.
    Il digitale pero' ha un vantaggio, la sua grande comodita', ma per il resto..
    Questo e' il mio pensiero.
    Spero di esserti stato di aiuto.


    ciao
    gf

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Geronimo on Sat Jul 07, 2012 12:32 pm

    Conosco sia il vinile che il CD in oggetto ed effettivamente il primo risulta meglio suonante del CD. Questo perchè non è possibile (per fortuna) applicare al vinile la stessa ipercompressione presente nel CD, che fra l'altro proprio per questo motivo suona più "forte".

    Mi ero accorto da anni di questo fatto quando, ascoltando altri CD e le corrispondenti copie su CDR ricavate da vinile, le seconde suonavano nettamente meglio.
    Per fare un esempio sto cercando una copia in vinile di "Manifesti" di Garbo da cui ricavare un CDR, perchè la copia rimasterizzata in mio possesso è inascoltabile e non esiste il CD prima edizione (di solito sono molto meno compressi).

    E torniamo sempre allo stesso discorso, ovvero la maledetta "Loudness War". Invece di usare i 96db teorici di dinamica offerti dal CD, si sfrutta tale caratteristica per alzare il volume all'inverosimile appiattendo tutto: il risultato è un suono duro, tagliente e affaticante che, nel caso dei Prodigy, si aggiunge all'estetica sonora tipica del gruppo, di certo non audiophile.


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Mon Jul 09, 2012 7:08 pm

    Gero non è solo questione di compressione ma anche di fase tra i due canali che danno un maggior senso di ampiezza e ricostruzione del segnale.


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Mon Jul 09, 2012 7:11 pm

    Massimo wrote:Gero non è solo questione di compressione ma anche di fase tra i due canali che danno un maggior senso di ampiezza e ricostruzione del segnale.

    Ciao Massimo,
    di questo non ne so nulla, hai qualche link o riferimento a documentazione?

    Flavio


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Mon Jul 09, 2012 7:58 pm

    Tempo fa ne parlai anche con Pietro, ma non ricordo il dove era il post, se lo trovo mando il link. sunny


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Mon Jul 09, 2012 8:12 pm

    Ho cercato, ma niente, speriamo che si ricordi Pietro.
    Mi sembra di ricordare che sia qualcosa in fase di lettura che sfalsa il segnale, rendendolo più aperto.


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  pepe57 on Tue Jul 10, 2012 9:14 pm

    Ricordo che si parlò di qualcosa di simile, ma non ricordo precisamente i termini di questo argomento.
    Non so se ci stessimo riferendo al fatto che la testina è una sorgente analogica perfettamente bilanciata, alla non perfetta specularità del tempo nel solco, oppure all' inversione delle polarità del flusso magnetico durante la lettura.
    sunny
    Pietro

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Tue Jul 10, 2012 9:17 pm

    Pietro, pensavo di essere il solo a non ricordare, mi fa piacere essere in compagnia
    Mal comune, mezzo gaudio.


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  pepe57 on Tue Jul 10, 2012 9:22 pm

    Massimo wrote:Pietro, pensavo di essere il solo a non ricordare, mi fa piacere essere in compagnia
    Mal comune, mezzo gaudio.

    Oramai ho una memoria che fa pena...

    comunque quelli citati potrebbero essere elementi che spiegano questa apertura dell' immagine che indicavi (forse, parlando di sfasatura, i secondi due sono più attinenti).
    sunny
    Pietro

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Tue Jul 10, 2012 9:28 pm

    pepe57 wrote:

    Oramai ho una memoria che fa pena...

    .......................
    Pietro
    è la mia che fa troppe volte cilecca. Laughing Laughing Laughing


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  seajimny on Thu Jul 12, 2012 2:31 pm

    Massimo wrote:Tempo fa ne parlai anche con Pietro, ma non ricordo il dove era il post, se lo trovo mando il link. sunny

    La fase di un segnale, di una nota è espressa in rapporto "al tempo" cioè si misura partendo dal preciso momento in cui la nota è emessa; ovviamente, all'interno della stessa traccia audio, se lo strumento non garantisce (per natura elettronica e tipo di regolazione) l'assoluta coerenza di fase PER TUTTE LE NOTE EMESSE, specie se è una macchina analogica o uno strumento elettroacustico, ogni nota potrà avere una fase diversa dall'altra. La cosa, di per se, non è drammatica - è quello che succede normalmente durante un'esecuzione musicale - il problema nasce quando, in sede di registrazione e/o mixaggio, tu hai "n" segnali che per motivi elettrici sono identici tra loro, ma emessi con un ritardo tale tra loro da risultare "in controfase", cioè uno che parte a tempo zero (per dire) e l'altro che parte esattamente dopo META' ciclo del primo segnale (quelli precisi direbbero "dopo 180°"); a quel punto, quando arriva il secondo segnale, la somma di primo e secondo crea un'interferenza distruttiva che appiattisce buona parte del tuo ascolto... perdi energia sulle basse e il suono è, appunto, in controfase.

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Thu Jul 12, 2012 3:06 pm

    seajimny wrote:

    La fase di un segnale, di una nota è espressa in rapporto "al tempo" cioè si misura partendo dal preciso momento in cui la nota è emessa; ovviamente, all'interno della stessa traccia audio, se lo strumento non garantisce (per natura elettronica e tipo di regolazione) l'assoluta coerenza di fase PER TUTTE LE NOTE EMESSE, specie se è una macchina analogica o uno strumento elettroacustico, ogni nota potrà avere una fase diversa dall'altra. La cosa, di per se, non è drammatica - è quello che succede normalmente durante un'esecuzione musicale - il problema nasce quando, in sede di registrazione e/o mixaggio, tu hai "n" segnali che per motivi elettrici sono identici tra loro, ma emessi con un ritardo tale tra loro da risultare "in controfase", cioè uno che parte a tempo zero (per dire) e l'altro che parte esattamente dopo META' ciclo del primo segnale (quelli precisi direbbero "dopo 180°"); a quel punto, quando arriva il secondo segnale, la somma di primo e secondo crea un'interferenza distruttiva che appiattisce buona parte del tuo ascolto... perdi energia sulle basse e il suono è, appunto, in controfase.

    OK, ma a quanto detto sopra stai parlando di quanto accade in sede di registrazione, quindi sia per i vinili che i CD.
    Come si ricollega a una ipotetica superiorità del vinile?

    Grazie, Flavio


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  seajimny on Thu Jul 12, 2012 4:00 pm

    flavio@sanders wrote:

    OK, ma a quanto detto sopra stai parlando di quanto accade in sede di registrazione, quindi sia per i vinili che i CD.
    Come si ricollega a una ipotetica superiorità del vinile?

    Grazie, Flavio

    Ciao Flavio ovviamente parliamo di registrazioni in quanto trattiamo di supporti da riprodurre.

    Copio e incollo ...... è ovviamente ingegneria ... ma credo che tu non abbia bisogno di specifiche.

    Ps: se vuoi ti posto il link dell'argomento intero
    Ciao


    Nel mondo degli apparecchi analogici le onde sonore vengono descritte da variazioni continue di voltaggio al trascorrere del tempo (è come se avessimo la variabile Volt al posto della variabile
    Ampiezza sull’asse verticale dei grafici soprastanti) e poi si trasforma il segnale elettrico in vibrazioni udibili per mezzo degli altoparlanti (una specie di grossa laringe).

    Al contrario, un microfono si occupa di captare le vibrazioni nell’aria tramite la sua membrana interna per poi trasformarle in segnale elettrico (come un grosso timpano).
    Ovviamente i microfoni e gli altoparlanti (ed i loro comportamenti) rimangono tali e quali sia che si usino apparecchi analogici che digitali.

    Se per esempio consideriamo una situazione tipica ove abbiamo un microfono che capta dei suoni, attaccato a mixer e registratore ed infine delle casse monitor (tutto in analogico) , avremo che l’onda sonora viene trasformata in un segnale elettrico dal microfono, poi viene trattata a nostro piacere dal mixer e registrata su di un supporto analogico (ad esempio il nastro magnetico) per poi essere rispedita in ascolto agli altoparlanti che ritrasformano il segnale elettrico in vibrazioni udibili.

    Se riconsideriamo l’esempio precedente in un contesto di apparecchiature digitali a livello fenomenologico non cambia nulla ma fra microfono e casse monitor (che sono sempre gli stessi componenti analogici di prima) non avremo più delle apparecchiature che gestiscono segnali elettrici analogici (e quindi continui) ma dei dispositivi digitali che, in quanto tali, trattano il segnale come una variazione di ampiezza non più continua ma discreta.

    La trasformazione del segnale continuo uscente dal microfono in un segnale discreto avviene per mezzo dei convertitori A/D (analogico/digitale).
    A questo punto le operazioni di elaborazione e registrazione del segnale, divenuto oramai discreto, avvengono tramite sistemi hardware/software e restituiti alle casse monitor solo dopo aver riconvertito il segnale discreto in segnale elettrico analogico per mezzo dei convertitori D/A (digitale/analogico).

    Ma cosa vuol dire avere a che fare con un segnale continuo o un segnale discreto ed in cosa differiscono?



    Come si può notare dalla figura, sebbene i due segnali descrivano entrambi onde sinusoidali caratterizzate oltretutto da stessa ampiezza, fase e frequenza (o periodo) , situazione che porterebbe a dei suoni simili, si vede chiaramente che il segnale analogico percorre la sinusoide in maniera morbida e curvilinea invece quello digitale percorre la stessa curva con un andamento a gradini e con dei salti bruschi al posto delle transizioni graduali del caso analogico. Il motivo per cui avviene tutto ciò va ricercato nei numeri, o meglio nel modo in cui essi vengono rappresentati. Per chiarire meglio ques’ultimo concetto farò un esempio un po’ strano, ma che secondo me rende abbastanza l’idea… Se noi guardiamo il piano (Tempo-Ampiezza) dove è raffigurata l’onda sinusoidale della figura precedente e facciamo finta che sia un foglio bianco su cui vogliamo disegnare la nostra onda tracciando dei punti e poi unendoli con una riga, si capisce subito che per tracciare la curva relativa al segnale discreto è sufficiente tracciare i pochi punti relativi agli spigoli dei gradini unendoli con delle linee di una certa lunghezza che ricostruiscono proprio l’andamento a gradini. Invece, per tracciare la curva relativa al segnale continuo dovremmo tracciare un’infinità di punti molto più ravvicinati (diciamo infinitamente vicini) uniti da delle linee di lunghezza infinitamente piccola per ottenere l’andamento morbido e curvilineo della sinusoide analogica (ed i gradini diventano così piccoli da sparire del tutto). Ovviamente, sia nel caso continuo che nel caso discreto, i punti sono collegati a dei valori numerici che sono quei valori che il segnale può assumere durante la sua evoluzione. Questo vuol dire che, per descrivere delle onde nel caso analogico, troverò un valore buono (ovvero uno di quei punti) in un qualsiasi valore di tempo o di ampiezza fissi la mia attenzione. Invece, per descrivere delle onde nel caso digitale (e quindi discreto), troverò un valore buono solo se fisso valori di tempo ed ampiezza ben determinati, ovvero valori discreti, ed in particolare corrispondenti agli spigoli dei gradini in questione. Si deduce subito che in un sistema discreto non posso assumere dei valori ad esempio di tempo (o di ampiezza) che mi individuino un punto che cade a metà di un gradino.



    Perciò avrò che, nel sistema discreto della figura di qui sopra, i valori numerici fissati dalle linee celesti e da quelle gialle sono dei valori possibili da ottenere mentre, ad esempio, due valori a caso fissati dalle linee rosse non possono essere assunti in questo sistema discreto. Allora, chiarita la principale differenza fra un sistema continuo (ove posso assumere qualsiasi valore) ed un sistema discreto (ove posso assumere solo determinati e ben precisi valori) , possiamo immaginare il piano in cui si può rappresentare un’onda qualunque in un sistema digitale come una specie di griglia e possiamo avere valori buoni solo in corrispondenza degli incroci fra le linee della griglia stessa. Ovviamente, se il mio sistema discreto avesse una griglia a maglie più strette, questo vorrebbe dire che il numero dei valori rappresentabili sarebbe maggiore e la mia sinusoide avrebbe un comportamento sempre a gradini ma di dimensione più piccola, e ciò si traduce in una curva che approssima meglio l’onda continua analogica. Come caso limite, se le maglie della griglia fossero infinitamente strette (e quindi non più distinguibili l’una dall’altra) avrei un sistema audio digitale discreto identico al sistema analogico continuo e le due sinuisoidi (analogica e digitale) risulterebbero anch’esse identiche. Questa approssimazione è la principale ragione per cui il suono analogico ed il suono digitale risultano diversi (quello audio digitale è più freddo ed artificiale per la sua minore precisione).

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  montanari on Thu Jul 12, 2012 5:00 pm

    non ho letto tutto ma vorrei aggiungere il gusto di mettere il disco sul giradischi
    e ascoltarlo tutto e con piu interesse
    cosa che in cd non mi succede vista la facilita nel cambiarlo e ancor piu da liquida


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Thu Jul 12, 2012 5:46 pm

    Ciao seajimny, il discorso non è in questi termini è fra differenza di fase tra i due canali, nel CD hanno la stessa mentre nel vinile no, questo è una parte del ricordo di una discussione che purtroppo non riesco a trovare, per cui sono impossibilitato a dare altre info, chiedo scusa. Embarassed
    Per quello che riguarda strettamente il suono digitale, secondo me non potrà mai essere paragonato all'analogico che contiene un infinità di informazioni, mentre il CD nonostante il segnale possa essere suddiviso in tantissime parti, 44.100-96.000-192.000 non saranno mai paragonabili ad uno cotinuo. sunny


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Thu Jul 12, 2012 7:01 pm

    Ciao Seajimny,

    alcune considerazioni... e ahimè molte citazioni Embarassed :

    la prima è che all'origine i brani musicali vengono registrati in digitale, è una cosa iniziata molti anni fa...
    Nel 1979, venne inciso il primo album di musica pop, Bop 'Til You Drop dal chitarrista Ry Cooder per conto dell'etichetta Warner Bros. Records. L'album venne registrato a Los Angeles su un registratore digitale a 32-tracce costruito dalla 3M.

    La seconda è che per quanto riguarda la possibilità di campionare un segnale analogico senza perdere informazioni e per poter quindi ricostruire il segnale analogico originario esiste un ben preciso teorema legato alla frequenza di campionamento, il teorema del campionamento di Nyquist-Shannon.
    Da qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Nyquist

    Questo afferma che, per campionare un segnale senza perdita di informazione bisogna campionarlo con frequenza superiore al doppio della frequenza della massima componente spettrale del segnale detta anche frequenza di Nyquist.
    Da qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Aliasing

    Naturalmente sono utili degli ampi "margini di sicurezza" in relazione anche all'aliasing ma esiste la "scabrosa" discussione se la corsa a frequenze di campionamento superiori ai 96 KHz e sempre più elevate come 192kHz e 384kHz porti a reali udibili miglioramenti.

    E infine c'è chi sostiene che frequenze di campionamento superiori ai 96 KHz non solo non servano ma siano addirittura peggio:
    http://www.lavryengineering.com/pdfs/lavry-white-paper-the_optimal_sample_rate_for_quality_audio.pdf

    Ciao, Flavio

    P.S. I gradini dei quali spesso si parla non esistono.


    Last edited by flavio@sanders on Fri Jul 13, 2012 1:19 pm; edited 4 times in total


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Ospite on Thu Jul 12, 2012 7:29 pm

    Scusate, anche io preferisco l analogico al digitale,questo ho detto anche al marito di una vicina di casa di mia figlia,un chitarrista con le pa@@@lle dicono. Facendo questa discussione mi ha detto:non hai mai sentito una registrazione digitale in studio di registrazione prima che sia "manomessa"non esiste paragone.Questo mi ha veduto e questo rivendo. sunny sunny sunny

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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Thu Jul 12, 2012 7:34 pm

    naspec wrote:Scusate, anche io preferisco l analogico al digitale,questo ho detto anche al marito di una vicina di casa di mia figlia,un chitarrista con le pa@@@lle dicono. Facendo questa discussione mi ha detto:non hai mai sentito una registrazione digitale in studio di registrazione prima che sia "manomessa"non esiste paragone.Questo mi ha veduto e questo rivendo. sunny sunny sunny

    Ciao Naspec,

    sulle manomissioni ha spesso mille ragioni, spesso le registrazioni vengono ad esempio compresse per la famigerata "loudness war".
    Ma la registrzione di cui parla prima della "manomissione" è digitale o analogica?


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Ospite on Thu Jul 12, 2012 7:46 pm

    Lui mi ha detto che è digitale.

    flavio@sanders
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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Thu Jul 12, 2012 7:51 pm

    naspec wrote:Lui mi ha detto che è digitale.

    Appunto, è quanto dicevo nella prima considerazione del mio post... la registrazione originale del vinile analogico è molto spesso digitale e quindi i famosi "gradini" rimarrebbero (se ci fossero)

    E si ritorna alle considerazioni iniziali, è possibile che la superiorità del vinile rispetto ai CD sia motivata dal fatto che le stesse registrazioni per il vinile siano state compresse molto meno che per i CD, e sempre di più negli ultimi anni.
    Come accaduto nel caso citato nel post iniziale di questa discussione.

    Ciao, Flavio


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  Massimo on Thu Jul 12, 2012 8:01 pm

    Le registrazioni digitali per il vinile iniziano con la nascita dei DAT (Digital Audio Tape)verso la fine deglianni '70
    Le precedenti sono completamente analogiche, anche alcune degli anni seguenti dipende dal produttore, comunque nel caso è ben specificato in foderina. sunny


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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  pepe57 on Thu Jul 12, 2012 8:22 pm

    Beh...io credo che chiaramente il bulino in fase di incisione non può incidere un solco "scalinato" in quanto non ha la velocità necessaria per farlo.
    Questo per quanto riguarda la sonorità...
    Per la fase, come detto, potrebbero esserci diverse motivazioni che fanno si che il segnale di un vinile non sia perfettamente temporalmente in fase. Nel solco non possono venire incisi contemporaneamente due segnali contrapposti (e neppure essere letto dalla puntina, quando c'è un tic, se ci fate caso, non appare esattamente allo stesso istante sulle casse, ne sentirete una farlo prima) questo provoca un disallineamento fra i due canali che credo può spiegare quanto sta dicendo Massimo.
    sunny sunny

    Pietro

    seajimny
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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  seajimny on Fri Jul 13, 2012 9:23 am

    Buongiorno a tutti,
    premetto che il mio è un modesto contributo di non addetto ai lavoro ma di semplice appassionato generico per la musica ... pertanto il peso dei miei interventi non servono per fare scuola .... anche perchè no ho titoli a riguardo Embarassed .

    Ho strutturato i mie interventi cercando di dare risposte sulla "Fase", che credo sia un punto imprenscidibile dell'argomento in questione e qui sotto posto il link dal quale ho stralciato il secondo intervento, che credo sia valido e corrispondente per dare risposta e non per fare teorie, all'autore del 3D.

    Nel link ci sono dei riscontri tangibili e logici per rispondere al "perchè i vinili suonano meglio dei cd".

    Non essendo mie le considerazioni non lapidatemi ... grazie!

    http://www.vegramusic.it/audio-tips/teoria/12-audio-digitale.html


    Saluti

    flavio@sanders
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    Re: Perché i vinili suonano meglio dei CD

    Post  flavio@sanders on Fri Jul 13, 2012 11:21 am

    Dalla lettura del testo linkato da seajimny, e anche dagli altri interventi, si potrebbe pensare che inviando una sinusoide perché venga convertita in digitale, e poi riconvertendola in analogico, si ottenga una specie di sinusoide scalettatata a gradini come dalle figure delle illustrazioni.
    I gradini poi sarebbero sempre più piccoli all'aumentare della frequenza di campionamento ma ci sarebbero sempre (a meno di poter avere una frequenza infinita di campionamento).
    Ci si aspetterebbe quindi che osservando questo segnale con un oscilloscopio sia possibile vedere questa dannata scalettatura a gradini che danneggia il segnale digitale così come ci si aspetterebbe di misurare questa brutta deformazione della sinusoide come distorsione.

    Ma non è così... questa scalettatura a gradini non esiste.
    La digitalizzazione deve solo fornire i dati sufficienti perchè una ed una sola sinusoide analogica posssa corrispondere ai campioni forniti permettendo quindi di ricostruire esattamente la sinusoide senza ambiguità.
    Mi permetto di indicare un link che mi sembra molto migliore, e che spiega quanto sopra:
    http://www.dspguide.com/ch3/2.htm

    Così come è un mito che i segnali analogici abbiano una risoluzione infinitamente buona... e cito:
    "i segnali analogici sono limitati dagi stessi due problemi dei segnali digitali, rumore e ampiezza di banda...
    un segnale analogico formato da frequenze fra la continua e i 10 KHz avrà esattamente la stessa risoluzione di un segnale digitale campionato a 20 KHz. E deve essere così poichè il teorema del campionamento garantisce che i due contengono le stesse informazioni"
    Da qui: http://www.dspguide.com/ch3/3.htm

    Ciao, Flavio


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