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Internet, prove di tecnocontrollo per l'ONU? (addio libertà della rete)
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    Internet, prove di tecnocontrollo per l'ONU? (addio libertà della rete)

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    DigiDavidex
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    Internet, prove di tecnocontrollo per l'ONU? (addio libertà della rete)

    Post  DigiDavidex on Thu Dec 06, 2012 5:42 pm

    http://punto-informatico.it/3665088/PI/News/internet-prove-tecnocontrollo-onu.aspx

    A Dubai l'ITU avvia la revisione di un trattato vecchio di due decenni. Le prime indiscrezioni confermano: tra le priorità ci sono Deep Packet Inspection e la "tassazione" degli OverTheTop
    Roma - Questo lunedì ha avuto finalmente il via la World Conference on International Telecommunications (WCIT) di Dubai, occasione in cui l'International Telecommunication Union (ITU, agenzia dell'ONU sulle telecomunicazioni) raccoglierà e ratificherà le proposte per aggiornare un trattato sulle comunicazioni che risale a più di 20 anni fa.

    Il rischio, già ampiamente sollevato (tra gli altri) da Google e dal Parlamento Europeo, è che le nuove norme dell'ITU finiscano per imbrigliare le libertà digitali di cui i netizen possono godere al momento e trasformare Internet in un sistema in cui la censura e il tecnocontrollo non siano l'eccezione bensì la norma.

    Nel tentativo di fugare questi dubbi, in occasione dell'apertura della WCIT l'attuale capo dell'IUT Hamadoun Toure ha assicurato: la libertà di espressione non verrà intaccata, "niente può fermare la libertà di espressione nel mondo di oggi, niente di questa conferenza riguarderà l'argomento" e nessuna norma avrà come obiettivo il controllo di Internet.A rasserenare (parzialmente e solo temporaneamente) il clima è arrivata la decisione di aprire le sessioni plenarie della conferenza al pubblico, mentre gli USA si sono detti pronti a proporre la messa al bando di qualsiasi discussione riguardante Internet per tutte e due le settimane dedicate ai lavori di aggiornamento del trattato ITU.

    La proposta della Tunisia di trasferire, sic et simpliciter, i diritti umani "offline" al mondo telematico (libertà di espressione inclusa) è stata però bocciata: USA, Europa, Cina e altri si sono opposti all'adozione del principio per evitare il rischio (almeno nei primi due casi) di allargare troppo i confini del trattato fino a includere i contenuti veicolati e scambiati dagli utenti attraverso la Rete.

    E mentre i rischi di un eccesso di regolamentazione di qualcosa che funziona (Internet) e che non necessita dell'intervento dell'ONU per funzionare meglio continuavano a venire da Mozilla, eSir Tim Berners-Lee, Vint Cerf e l'Unione Europea, nei meeting segreti dell'ITU si è cominciato a lavorare a regolamentazioni che trasformino radicalmente il modo di gestire e operare la Internet mondiale.

    In questi meeting - che prevedibilmente non verranno aperti al pubblico come le sessioni plenarie - i membri dell'ITU hanno approvato l'introduzione di un nuovo standard per la "Deep Packet Inspection" delle comunicazioni telematiche (ITU-T DPI), una misura che non prende minimamente in considerazione i potenziali effetti sulla privacy dei netizen e stabilisce persino la possibilità di servirsi delle chiavi cifrate (magari recuperate sui PC degli utenti?) per decifrare tutto il traffico a piacimento di governi e istituzioni.

    L'altra proposta di regolamentazione - che va ad aggiungersi ad una preoccupante "lista" del tecnocontrollo destinata ad allungarsi parecchio prossimo giorni - è quella della "condivisione equa dei profitti" fra società di telecomunicazioni (incumbent e ISP) e quelle dei servizi telematici, una misura che l'ITU avrebbe giustificato con la possibilità di far crescere la diffusione delle infrastrutture e delle connessioni ma che a una seconda occhiata non sembra avere alcun punto di appoggio con la realtà fattuale.

    Alfonso Maruccia


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