Pls select your own language, using the translator in the left-hand corner
Teoria dell'interazione debole.
Il Gazebo Audiofilo

The Italian Forum for HI-FI, Music, DAC, Headphones And Cables

    Teoria dell'interazione debole.

    Share

    iano
    Vip Member
    Vip Member

    Numero di messaggi : 1774
    Data d'iscrizione : 2010-02-13
    Età : 60
    Località : genova

    Teoria dell'interazione debole.

    Post  iano on Sun Feb 17, 2013 2:01 am

    http://www.renatogiussani.it/varie/Audioplay/Articoli/Interazione_debole_AP.pdf

    Letta molti anni fà,capito nulla.
    Riletta adesso con gli occhi dell'esperienza fatta finora,è una goduria.E vediamo cosa capisco oggi allora.

    "Alterazioni anche deboli del segnale stereofonico possono essere interpretate all'ascolto in termini di alterazione dell'immagine sonora a condizione che siano correlate con il segnale musicale."

    Questa è l'ipotesi che sta alla base della "teoria dell'interazione debole".
    Affermazione banale se vogliamo,aggiunge Paolo Nuti,ma io non direi,almeno finchè non sono certo di averne compreso appieno il significato.
    In sostanza mi rimane il solo dubbio se al posto di segnale stereofonico possiamo sostituire segnale monofonico senza alterare il significato.Cioè,parlare di segnale stereofonico significa escludere il monofonico,oppure si tratta del modo corrente di indicare un generico segnale audio da riprodurre?

    Sono dannatamente pignolo e analitico,lo sò.
    Ma sò che il miglior modo di capire le cose è praticarle,ed è proprio alla luce della mia maggior pratica che sto rileggendo.

    Proseguendo nella lettura si capisce che lo scopo della teoria è quello di rendere conto di certi presunti effetti dell'hi-end relegandoli però solo appunto nel campo della scena.
    Ma perchè interazioni deboli?
    Perchè si parla di modifiche al segnale nelle sue componenti deboli,cioè quelle teoricamente al di sotto della soglia dell'udibilità.
    Si porta ad esempio il caso della codofica Atrac del MiniDisc,laddove l'eliminazione dei segnali deboli determina un sistematico appiattimento della scena,da cui nasce il legittimo il sospetto esclusivo di un collegamento fra interazioni deboli e scena acustica.
    Poi c'è la questione della correlazione fra il disturbo,inteso anche nell'ampia accezione di manomissione del segnale fatta ad arte, e il segnale originale.
    Questo è un punto che fà parte della mia esperienza percettiva,tanto da chiedermi quanto abbia lavorato in me sottotraccia l'antica lettura dell'articolo,allora non compreso.
    Vediamo come và oggi.
    Ma qui mi fermo adesso per darvi modo di leggere se volete l'articolo e di meditare e/o di rispondere.
    Vi lascio momentaneamente con una riflessione su quanto finora letto.
    Da un lato il limite posto dalla teoria sull'influenza relativa alla sola scena sembra limitarne la portata.Dall'altro i "misteriosi" legami fra la scena acustica,fittizia quanto volete, e il godimento della musica in sè,porterebbe a pensare ad una sua portata estensiva.
    Diego Nardi dichiara infatti di non perseguire mai la scena acustica nel progetto delle sue casse,ma quando c'è il suono sembra a ruota seguire anche la scena.Io faccio lo stesso colla progettazione dei miei cavi e arrivo alle stesse conclusioni.

    Ciao,Sebastiano.

    Massimo Bianco
    Senior Member
    Senior Member

    Numero di messaggi : 640
    Data d'iscrizione : 2010-05-01

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  Massimo Bianco on Sun Feb 17, 2013 7:34 am

    iano wrote:http://www.renatogiussani.it/varie/Audioplay/Articoli/Interazione_debole_AP.pdf

    Letta molti anni fà,capito nulla.


    Ciao,Sebastiano.

    Dai commenti che ho letto sull'articolo, considerando che in questi giorni mi sono prodigato ad inserire il link un po' ovunque, credo francamente che in pochi abbiano realmente capito l'importanza dell'argomento! santa

    Massimo Bianco
    Senior Member
    Senior Member

    Numero di messaggi : 640
    Data d'iscrizione : 2010-05-01

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  Massimo Bianco on Sun Feb 17, 2013 7:41 am

    iano wrote:http://www.renatogiussani.it/varie/Audioplay/Articoli/Interazione_debole_AP.pdf


    Ma perchè interazioni deboli?
    Perchè si parla di modifiche al segnale nelle sue componenti deboli,cioè quelle teoricamente al di sotto della soglia dell'udibilità.

    Ciao,Sebastiano.

    Disturbi che sono della peggiore specie, dal momento agiscono in maniera subdola creando un "tappeto di rumore" che va direttamente ad influenzare diversi parametri di ascolto a noi audiofili tanto cari... Almeno con un disturbo evidente (Hum, ronzio, etc) te ne accorgi e cerchi di porvi rimedio...

    Massimo Bianco
    Senior Member
    Senior Member

    Numero di messaggi : 640
    Data d'iscrizione : 2010-05-01

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  Massimo Bianco on Sun Feb 17, 2013 7:59 am

    Sperando di non far andare in overdose di informazione chi legge voglio invitare tutti ad una attenta lettura degli articoli scritti dall'Ing. Fulvio Chiappetta sulla rivista Costruire HIFI, nei numeri 29, 30, 31 e 32 (I mali della rete elettrica) e nei numeri 39, 40, 41 e 42 (Le connessioni di segnale: meglio sbilanciate o bilanciate?).
    Una trattazione tecnica sui problemi di connessione e sui disturbi della rete elettrica (gli argomenti sono correlati), che ogni appassionato di questo settore degno di questo nome dovrebbe conoscere!

    iano
    Vip Member
    Vip Member

    Numero di messaggi : 1774
    Data d'iscrizione : 2010-02-13
    Età : 60
    Località : genova

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  iano on Sun Feb 17, 2013 4:45 pm

    Massimo Bianco wrote:Sperando di non far andare in overdose di informazione chi legge voglio invitare tutti ad una attenta lettura degli articoli scritti dall'Ing. Fulvio Chiappetta sulla rivista Costruire HIFI, nei numeri 29, 30, 31 e 32 (I mali della rete elettrica) e nei numeri 39, 40, 41 e 42 (Le connessioni di segnale: meglio sbilanciate o bilanciate?).
    Una trattazione tecnica sui problemi di connessione e sui disturbi della rete elettrica (gli argomenti sono correlati), che ogni appassionato di questo settore degno di questo nome dovrebbe conoscere!
    Più che in oversose ,in affanno,alla ricerca dei numeri ...perduti...nel casino di casa mia
    Grazie.

    iano
    Vip Member
    Vip Member

    Numero di messaggi : 1774
    Data d'iscrizione : 2010-02-13
    Età : 60
    Località : genova

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  iano on Sun Feb 17, 2013 4:57 pm

    Massimo Bianco wrote:

    Dai commenti che ho letto sull'articolo, considerando che in questi giorni mi sono prodigato ad inserire il link un po' ovunque, credo francamente che in pochi abbiano realmente capito l'importanza dell'argomento! santa
    Mal comune... Embarassed
    C'è però un punto in particolare,molto controverso per me,e temo solo per me,sul quale vorrei il tuo parere.
    Nella mia poco ortodossa,libera e divertita sperimentazione sui cavi,ho deciso da tempo sia cosa buona semplificare le condizioni al contorno della prova.
    Così se non si può eliminare la "colorazione" introdotta dal particolare ambiente,il mio.Allora si può cercare di ridurne gli effetti,ascoltando con una cassa sola.
    Ovviamente nelle vecchie registrazioni dove la separazione (forse non è il termine giusto,ma mi hai capito) fra i due canali è accentuata,il risultato è quel che è,ma in quelle moderne,a volte,ti dimentichi di non essere in stereo,soprattutto se ti poni ad ascoltare sulla parete di fondo.
    In altri termini la scena si sente anche con una cassa sola,e quasi sempre passando in stereo la bontà della scena rimane confermata.
    Così alla luce di questa mia esperienza il fatto che Nuti leghi la scena all'effetto stereo in modo indissolubile mi lascia perplesso.
    In altri termini,perchè l'ipotesi di Nuti smette di funzionare se andiamo in mono?
    Certamente sò bene che la scena,grazie all'effetto stereo, può essere ricreata a tavolino dai tecnici del suono,ma sembra che,al di là delle loro intenzioni,questa permanga in qualche forma anche in mono.
    Naturalmente ci sono dei limiti nel senso orizzontale,e comunque meno di quanto mi aspettassi,ma nessun limite sembra esserci in altezza e profondità,e soprattutto nello sviluppo dei piani sonori,seppur ridimensionati.
    (Perdonate se parlo sempre di cavi,ma questa è la mania che mi sono scelto.)

    Ciao,Sebastiano.

    Massimo Bianco
    Senior Member
    Senior Member

    Numero di messaggi : 640
    Data d'iscrizione : 2010-05-01

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  Massimo Bianco on Wed Feb 20, 2013 10:23 am

    Ciao Sebastiano,
    leggo solo ora questo messaggio.
    Nuti fa una considerazione corretta e oltretutto nota. Non dimentichiamoci mai che la stereofonia sia basa su un'illusione acustica! Un segnale mono, per giunta riprodotto da un solo diffusore, non è in grado di illudere i nostri sensi circa i piani sonori (soundstage 3D).


    iano
    Vip Member
    Vip Member

    Numero di messaggi : 1774
    Data d'iscrizione : 2010-02-13
    Età : 60
    Località : genova

    Re: Teoria dell'interazione debole.

    Post  iano on Thu Feb 21, 2013 5:32 am

    Alla luce di quanto dici le mie affermazioni apparirebbero ingenue,ed in effetti ingenuo è il mio approccio,basato molto più sulle empiriche esperienze che sulla conoscenza teorica.
    Peggio ancora,perseguo volutamente un approccio ingenuo. sunny
    Però siccome la mia sensazione uditiva non posso che confermarla mi riprometto di approfondire l'argomento quando avremo occasione di vederci,magari da Chiappetta.
    E intanto ti chiedo se una tale mia sensazione secondo te con un mono omnidirezionale in posizione decentrata potrebbe essere almeno in parte giustificata.
    Ciao,Sebastiano.

      Current date/time is Sat Dec 10, 2016 3:57 am