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    Post  petrus on Mon Dec 14, 2009 3:09 pm

    http://www.hometheatermag.com/gearworks/1007factbc/index.html

    mica male

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    Re: B&W

    Post  Amuro_Rey on Mon Dec 14, 2009 3:20 pm

    Axxxx non pensavo B&W fosse così grande santa


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    Re: B&W

    Post  aircooled on Mon Dec 14, 2009 3:26 pm

    ve lo avevo detto diverse volte che B&W è una grande realta e che non può campare sui discorsi, tenete conto che quello che vedete è solo una piccola parte del colosso, quello è il piccolo stabilimento dove nascono le nautilus, poi c'è tutto il resto compreso l'indotto
    ps
    1 anno di attesa se vuoi una nautilus chiocciolosa peggio della Ferrari
    la fuffa sta da altre parti


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    Re: B&W

    Post  Amuro_Rey on Mon Dec 14, 2009 3:44 pm

    Be ma non è mica detto che grande realtà = prodotti buoni / piccola realtà = prodotti scadenti
    O sbaglio ?


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    Re: B&W

    Post  aircooled on Mon Dec 14, 2009 3:48 pm

    se cerchi l'arte va bene anche il piccolo artigiano, se cerchi ..... vai da altre parti, comunque non parliamo di multinazionali, il grande è riferito a un azienda che lo è per questo settore non certo in assoluto


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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 3:54 pm

    Amuro_Rey wrote:Be ma non è mica detto che grande realtà = prodotti buoni / piccola realtà = prodotti scadenti
    O sbaglio ?

    infatti guarda in casa AA piccola azienda ottimi prodotti...
    ma arrivassero... affraid affraid affraid affraid affraid affraid affraid affraid


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    Re: B&W

    Post  Amuro_Rey on Mon Dec 14, 2009 3:56 pm

    ... è ARRIVATO


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    Re: B&W

    Post  aircooled on Mon Dec 14, 2009 3:58 pm

    Amuro_Rey wrote:... è ARRIVATO
    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO non ci credo, poveri noi


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    Re: B&W

    Post  Amuro_Rey on Mon Dec 14, 2009 3:58 pm

    angel angel


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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 4:04 pm

    visto come si fà a zozzare il tread di Petrus sulle B&W...
    Come mai Petrus apri un tread sulle B&W... Laughing Laughing Laughing


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    Re: B&W

    Post  petrus on Mon Dec 14, 2009 5:08 pm

    matley wrote:visto come si fà a zozzare il tread di Petrus sulle B&W...
    Come mai Petrus apri un tread sulle B&W... Laughing Laughing Laughing

    Per farvi parlare affraid

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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 5:20 pm

    petrus wrote:
    matley wrote:visto come si fà a zozzare il tread di Petrus sulle B&W...
    Come mai Petrus apri un tread sulle B&W... Laughing Laughing Laughing

    Per farvi parlare affraid

    Lorenzo

    e sai che ti dico...
    chessò tornati i bimbi e stò a godè... cheers cheers cheers
    Ora di sopra ho i GENESIS:

    propio ora 3 brano home by the sea...
    mi serve per il rodaggio...
    anche le mie piccine sono state ferme 2 mesetti.....
    ma sentissi ora... Laughing Laughing Laughing


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    Re: B&W

    Post  petrus on Mon Dec 14, 2009 5:31 pm

    matley wrote:
    petrus wrote:
    matley wrote:visto come si fà a zozzare il tread di Petrus sulle B&W...
    Come mai Petrus apri un tread sulle B&W... Laughing Laughing Laughing

    Per farvi parlare affraid

    Lorenzo

    e sai che ti dico...
    chessò tornati i bimbi e stò a godè... cheers cheers cheers
    Ora di sopra ho i GENESIS:

    propio ora 3 brano home by the sea...
    mi serve per il rodaggio...
    anche le mie piccine sono state ferme 2 mesetti.....
    ma sentissi ora... Laughing Laughing Laughing


    sento ? cosa sento che non mi inviti mai

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    Re: B&W

    Post  aircooled on Mon Dec 14, 2009 5:34 pm

    glielodico sempre di procurarsi delle chianine ed invitarci adesso cià pure l'olio nuovo favoloso


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    Re: B&W

    Post  petrus on Mon Dec 14, 2009 5:39 pm

    aircooled wrote:glielodico sempre di procurarsi delle chianine ed invitarci adesso cià pure l'olio nuovo favoloso

    Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes oh mattley

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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 6:07 pm

    petrus wrote:
    aircooled wrote:glielodico sempre di procurarsi delle chianine ed invitarci adesso cià pure l'olio nuovo favoloso

    Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes oh mattley

    Lorenzo


    va bhè dai zozziamolo un'antro poino...questo tread..
    veramente IO che dico divvenire al tempio.... Embarassed
    eppoi i bimbi sono tornati ora....
    eppoi Pavel stà ancora cercando casse....
    Unposso mia traviallo... Laughing Laughing Laughing
    se poi sente...
    avvorte..


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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 6:43 pm

    continua il rodaggio...GENESIS:
    brano 6 Dreaming while you sleep.... Laughing Laughing Laughing
    ste B&W....


    Una tappa davvero importante per il costruttore inglese, che ha visto il coronamento di molti successi, con l'introduzione in commercio di numerosi diffusori che hanno rappresentato, a vario titolo, una parte importante della storia della riproduzione musicale. Sono passati “addirittura” 40 anni dalla fondazione della Bowers&Wilkins, avvenuta nel lontano 1966 dal genio di John Bowers, un grande appassionato di musica classica e di tecnica che pochi anni prima, alla fine della seconda guerra mondiale, aprì insieme a Roy Wilkins un negozio di Hi-Fi a Worthing. Insoddisfatto della qualità dei diffusori dell’epoca, John cominciò a costruire nel retro del negozio delle casse “hand-made” di sua completa fattura, che trovarono sempre maggiori proseliti. La sua fama crebbe esponenzialmente, e tra i “fans” John Bowers trovò anche dei finanziatori che gli permisero di fondare, appunto nel 1966, la attuale B&W Loudspeakers. I primi diffusori ad essere introdotti in commercio furono i P1, costruiti con altoparlanti presi da terzi, mentre il 1970 vide l’uscita delle DM70C, la prima cassa ad essere costruita con elementi prodotti in casa. Il 1976 fu poi l’anno dell’adozione del Kevlar come materiale di costruzione per i coni, mentre il ’79 lanciò la B&W anche nel settore del professionale di riferimento, con l’uscita della prima serie di 801 che ebbe un grande successo di vendite. I primi anni ’80 furono di grande crescita per l’azienda, con l’apertura dell’università del Suono a Steyning e il lancio della tecnologia Matrix e delle Matrix 801 nel 1987. Fu poi la volta dei primi diffusori da incasso (CWM6 e CWM8) e la decisione da parte del board, di progettare e costruire delle casse di assoluto riferimento in multi-amplificazione attiva. Nacquero, così, le Nautilus, tutt’ora in produzione e per le quali ci vollero ben 5 anni di assidua ricerca. Era il 1993 e l’azienda decise di far convergere l’esperienza fatta con le Nautilus e con le Matrix 801 in un nuovo range di diffusori, le Nautilus 800, che oggi trovano il loro massimo perfezionamento nella nuova serie ‘800 dotata, nei modelli di punta, di tweeter in diamante. Questa in poche “pillole” la storia dell’azienda inglese, che si intreccia con tanti successi di pubblico e critica, sempre dovuti alla grande cura che B&W profonde in ogni prodotto sempre fedele alla filosofia di base, che è quella a cui John Bowers si ispirò, di progettare e costruire diffusori che nulla aggiungessero alla musica. Questo approccio è sempre valso alla B&W dei grandi riconoscimenti anche in ambito professionale, negli studi di registrazione, dove sono richieste prestazioni assolute ai diffusori. A partire dalle prime 801, nel 1979, la Bowers & Wilkins ha sempre rappresentato un riferimento in senso assoluto per i tecnici del suono. Sulla stessa onda molti musicisti famosi sono in possesso di una coppia di diffusori B&W, sia per uso personale che professionale. Nell’ultimo periodo si sono però moltiplicate le installazioni professionali dei diffusori Bowers & Wilkins. I leggendari Abbey Road Studios hanno deciso di aggiornare le vecchie installazioni di 801 Nautilus con le nuove 800D e parallelamente di dotare tutti gli studi di finali CAM400 della Classè, mentre la celebre Royal Opera House di Londra ha adottato i diffusori 802D per tutte le sue sale di ascolto, e parallelamente ha deciso di esporre i diffusori Nautilus nella reception del teatro. E questi sono solo gli esempi più recenti, visto che artisti come Lucas per i suoi studios o Peter Gabriel –e solo per citare due esempi-, utilizzano per tutti i propri lavori diffusori della Bowers & Wilkins e elettroniche della Classè (appartenente allo stesso gruppo). Questi sono segnali molto importanti, che ci fanno capire come la direzione intrapresa sia quella giusta e come la filosofia di base di John Bowers è stata ed è quella vincente. Del resto la B&W ha guardato sempre lontano, oltre “le montagne”. Dall’adozione del Kelvar, nel lontano ’76 (30 anni fa!) molto criticata all’epoca e che si è invece rivelata vincente, vista il felice utilizzo di questo materiale su molti componenti di attuale produzione e l’uso massivo che oramai ne fa la concorrenza. Per non parlare della tecnologia Matrix di irrobustimento del cabinet, o lo sfalsamento dei piani di emissione dei vari componenti, che la B&W praticò per prima nell’oramai lontanissimo 1976 con le DM6 che proprio per il fatto di avere il grosso woofer in posizione avanzata vennero soprannominate “the pregnant penguin”. Insomma una serie di felici intuizioni, che hanno significato e singificano un team numeroso di ingegneri capaci e sostenuti da grossi investimenti. John Bowers aveva infatti un altro grande pregio: quello di voler investire più utili possibile nella ricerca, e ciò è quello che Bowers & Wilkins fa tutt’oggi, ogni giorno, con ogni prodotto. E per non voler scomodare ancora la prestigiosa e tanto acclamata serie 800, riferimento assodato, vogliamo prendere a esempio un piccolo diffusore, il CM1, che ha delle prestazioni a dir poco miracolose se messe in rapporto alle dimensioni, e questo non lo diciamo “solo” noi, ma tutto il pubblico e la stampa specializzata che ha avuto la “fortuna” di venirne in contatto. Le CM1 sono il classico esempio dell’attuale perfezione, della sapiente alchimia tra prestazioni e costi che solo un costruttore come Bowers & Wilkins, con 40 anni di esperienza sulle spalle, può mettere in campo.


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    Re: B&W

    Post  Il delfino di Air on Mon Dec 14, 2009 6:51 pm

    matley wrote:continua il rodaggio...GENESIS:
    brano 6 Dreaming while you sleep.... Laughing Laughing Laughing
    ste B&W....


    Una tappa davvero importante per il costruttore inglese, che ha visto il coronamento di molti successi, con l'introduzione in commercio di numerosi diffusori che hanno rappresentato, a vario titolo, una parte importante della storia della riproduzione musicale. Sono passati “addirittura” 40 anni dalla fondazione della Bowers&Wilkins, avvenuta nel lontano 1966 dal genio di John Bowers, un grande appassionato di musica classica e di tecnica che pochi anni prima, alla fine della seconda guerra mondiale, aprì insieme a Roy Wilkins un negozio di Hi-Fi a Worthing. Insoddisfatto della qualità dei diffusori dell’epoca, John cominciò a costruire nel retro del negozio delle casse “hand-made” di sua completa fattura, che trovarono sempre maggiori proseliti. La sua fama crebbe esponenzialmente, e tra i “fans” John Bowers trovò anche dei finanziatori che gli permisero di fondare, appunto nel 1966, la attuale B&W Loudspeakers. I primi diffusori ad essere introdotti in commercio furono i P1, costruiti con altoparlanti presi da terzi, mentre il 1970 vide l’uscita delle DM70C, la prima cassa ad essere costruita con elementi prodotti in casa. Il 1976 fu poi l’anno dell’adozione del Kevlar come materiale di costruzione per i coni, mentre il ’79 lanciò la B&W anche nel settore del professionale di riferimento, con l’uscita della prima serie di 801 che ebbe un grande successo di vendite. I primi anni ’80 furono di grande crescita per l’azienda, con l’apertura dell’università del Suono a Steyning e il lancio della tecnologia Matrix e delle Matrix 801 nel 1987. Fu poi la volta dei primi diffusori da incasso (CWM6 e CWM8) e la decisione da parte del board, di progettare e costruire delle casse di assoluto riferimento in multi-amplificazione attiva. Nacquero, così, le Nautilus, tutt’ora in produzione e per le quali ci vollero ben 5 anni di assidua ricerca. Era il 1993 e l’azienda decise di far convergere l’esperienza fatta con le Nautilus e con le Matrix 801 in un nuovo range di diffusori, le Nautilus 800, che oggi trovano il loro massimo perfezionamento nella nuova serie ‘800 dotata, nei modelli di punta, di tweeter in diamante. Questa in poche “pillole” la storia dell’azienda inglese, che si intreccia con tanti successi di pubblico e critica, sempre dovuti alla grande cura che B&W profonde in ogni prodotto sempre fedele alla filosofia di base, che è quella a cui John Bowers si ispirò, di progettare e costruire diffusori che nulla aggiungessero alla musica. Questo approccio è sempre valso alla B&W dei grandi riconoscimenti anche in ambito professionale, negli studi di registrazione, dove sono richieste prestazioni assolute ai diffusori. A partire dalle prime 801, nel 1979, la Bowers & Wilkins ha sempre rappresentato un riferimento in senso assoluto per i tecnici del suono. Sulla stessa onda molti musicisti famosi sono in possesso di una coppia di diffusori B&W, sia per uso personale che professionale. Nell’ultimo periodo si sono però moltiplicate le installazioni professionali dei diffusori Bowers & Wilkins. I leggendari Abbey Road Studios hanno deciso di aggiornare le vecchie installazioni di 801 Nautilus con le nuove 800D e parallelamente di dotare tutti gli studi di finali CAM400 della Classè, mentre la celebre Royal Opera House di Londra ha adottato i diffusori 802D per tutte le sue sale di ascolto, e parallelamente ha deciso di esporre i diffusori Nautilus nella reception del teatro. E questi sono solo gli esempi più recenti, visto che artisti come Lucas per i suoi studios o Peter Gabriel –e solo per citare due esempi-, utilizzano per tutti i propri lavori diffusori della Bowers & Wilkins e elettroniche della Classè (appartenente allo stesso gruppo). Questi sono segnali molto importanti, che ci fanno capire come la direzione intrapresa sia quella giusta e come la filosofia di base di John Bowers è stata ed è quella vincente. Del resto la B&W ha guardato sempre lontano, oltre “le montagne”. Dall’adozione del Kelvar, nel lontano ’76 (30 anni fa!) molto criticata all’epoca e che si è invece rivelata vincente, vista il felice utilizzo di questo materiale su molti componenti di attuale produzione e l’uso massivo che oramai ne fa la concorrenza. Per non parlare della tecnologia Matrix di irrobustimento del cabinet, o lo sfalsamento dei piani di emissione dei vari componenti, che la B&W praticò per prima nell’oramai lontanissimo 1976 con le DM6 che proprio per il fatto di avere il grosso woofer in posizione avanzata vennero soprannominate “the pregnant penguin”. Insomma una serie di felici intuizioni, che hanno significato e singificano un team numeroso di ingegneri capaci e sostenuti da grossi investimenti. John Bowers aveva infatti un altro grande pregio: quello di voler investire più utili possibile nella ricerca, e ciò è quello che Bowers & Wilkins fa tutt’oggi, ogni giorno, con ogni prodotto. E per non voler scomodare ancora la prestigiosa e tanto acclamata serie 800, riferimento assodato, vogliamo prendere a esempio un piccolo diffusore, il CM1, che ha delle prestazioni a dir poco miracolose se messe in rapporto alle dimensioni, e questo non lo diciamo “solo” noi, ma tutto il pubblico e la stampa specializzata che ha avuto la “fortuna” di venirne in contatto. Le CM1 sono il classico esempio dell’attuale perfezione, della sapiente alchimia tra prestazioni e costi che solo un costruttore come Bowers & Wilkins, con 40 anni di esperienza sulle spalle, può mettere in campo.

    non capisco una cosa.........se fanno tanto schifo...........come mai le usano agli abbey road studios e alla royal opera house e piacciono pure a peter gabriel? ..........un saranno mica tutti sordi?!


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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 6:53 pm

    Il delfino di Air wrote:
    matley wrote:continua il rodaggio...GENESIS:
    brano 6 Dreaming while you sleep.... Laughing Laughing Laughing
    ste B&W....


    Una tappa davvero importante per il costruttore inglese, che ha visto il coronamento di molti successi, con l'introduzione in commercio di numerosi diffusori che hanno rappresentato, a vario titolo, una parte importante della storia della riproduzione musicale. Sono passati “addirittura” 40 anni dalla fondazione della Bowers&Wilkins, avvenuta nel lontano 1966 dal genio di John Bowers, un grande appassionato di musica classica e di tecnica che pochi anni prima, alla fine della seconda guerra mondiale, aprì insieme a Roy Wilkins un negozio di Hi-Fi a Worthing. Insoddisfatto della qualità dei diffusori dell’epoca, John cominciò a costruire nel retro del negozio delle casse “hand-made” di sua completa fattura, che trovarono sempre maggiori proseliti. La sua fama crebbe esponenzialmente, e tra i “fans” John Bowers trovò anche dei finanziatori che gli permisero di fondare, appunto nel 1966, la attuale B&W Loudspeakers. I primi diffusori ad essere introdotti in commercio furono i P1, costruiti con altoparlanti presi da terzi, mentre il 1970 vide l’uscita delle DM70C, la prima cassa ad essere costruita con elementi prodotti in casa. Il 1976 fu poi l’anno dell’adozione del Kevlar come materiale di costruzione per i coni, mentre il ’79 lanciò la B&W anche nel settore del professionale di riferimento, con l’uscita della prima serie di 801 che ebbe un grande successo di vendite. I primi anni ’80 furono di grande crescita per l’azienda, con l’apertura dell’università del Suono a Steyning e il lancio della tecnologia Matrix e delle Matrix 801 nel 1987. Fu poi la volta dei primi diffusori da incasso (CWM6 e CWM8) e la decisione da parte del board, di progettare e costruire delle casse di assoluto riferimento in multi-amplificazione attiva. Nacquero, così, le Nautilus, tutt’ora in produzione e per le quali ci vollero ben 5 anni di assidua ricerca. Era il 1993 e l’azienda decise di far convergere l’esperienza fatta con le Nautilus e con le Matrix 801 in un nuovo range di diffusori, le Nautilus 800, che oggi trovano il loro massimo perfezionamento nella nuova serie ‘800 dotata, nei modelli di punta, di tweeter in diamante. Questa in poche “pillole” la storia dell’azienda inglese, che si intreccia con tanti successi di pubblico e critica, sempre dovuti alla grande cura che B&W profonde in ogni prodotto sempre fedele alla filosofia di base, che è quella a cui John Bowers si ispirò, di progettare e costruire diffusori che nulla aggiungessero alla musica. Questo approccio è sempre valso alla B&W dei grandi riconoscimenti anche in ambito professionale, negli studi di registrazione, dove sono richieste prestazioni assolute ai diffusori. A partire dalle prime 801, nel 1979, la Bowers & Wilkins ha sempre rappresentato un riferimento in senso assoluto per i tecnici del suono. Sulla stessa onda molti musicisti famosi sono in possesso di una coppia di diffusori B&W, sia per uso personale che professionale. Nell’ultimo periodo si sono però moltiplicate le installazioni professionali dei diffusori Bowers & Wilkins. I leggendari Abbey Road Studios hanno deciso di aggiornare le vecchie installazioni di 801 Nautilus con le nuove 800D e parallelamente di dotare tutti gli studi di finali CAM400 della Classè, mentre la celebre Royal Opera House di Londra ha adottato i diffusori 802D per tutte le sue sale di ascolto, e parallelamente ha deciso di esporre i diffusori Nautilus nella reception del teatro. E questi sono solo gli esempi più recenti, visto che artisti come Lucas per i suoi studios o Peter Gabriel –e solo per citare due esempi-, utilizzano per tutti i propri lavori diffusori della Bowers & Wilkins e elettroniche della Classè (appartenente allo stesso gruppo). Questi sono segnali molto importanti, che ci fanno capire come la direzione intrapresa sia quella giusta e come la filosofia di base di John Bowers è stata ed è quella vincente. Del resto la B&W ha guardato sempre lontano, oltre “le montagne”. Dall’adozione del Kelvar, nel lontano ’76 (30 anni fa!) molto criticata all’epoca e che si è invece rivelata vincente, vista il felice utilizzo di questo materiale su molti componenti di attuale produzione e l’uso massivo che oramai ne fa la concorrenza. Per non parlare della tecnologia Matrix di irrobustimento del cabinet, o lo sfalsamento dei piani di emissione dei vari componenti, che la B&W praticò per prima nell’oramai lontanissimo 1976 con le DM6 che proprio per il fatto di avere il grosso woofer in posizione avanzata vennero soprannominate “the pregnant penguin”. Insomma una serie di felici intuizioni, che hanno significato e singificano un team numeroso di ingegneri capaci e sostenuti da grossi investimenti. John Bowers aveva infatti un altro grande pregio: quello di voler investire più utili possibile nella ricerca, e ciò è quello che Bowers & Wilkins fa tutt’oggi, ogni giorno, con ogni prodotto. E per non voler scomodare ancora la prestigiosa e tanto acclamata serie 800, riferimento assodato, vogliamo prendere a esempio un piccolo diffusore, il CM1, che ha delle prestazioni a dir poco miracolose se messe in rapporto alle dimensioni, e questo non lo diciamo “solo” noi, ma tutto il pubblico e la stampa specializzata che ha avuto la “fortuna” di venirne in contatto. Le CM1 sono il classico esempio dell’attuale perfezione, della sapiente alchimia tra prestazioni e costi che solo un costruttore come Bowers & Wilkins, con 40 anni di esperienza sulle spalle, può mettere in campo.

    non capisco una cosa.........se fanno tanto schifo...........come mai le usano agli abbey road studios e alla royal opera house e piacciono pure a peter gabriel? ..........un saranno mica tutti sordi?!

    tutta pubblicità....
    potevano andarci anche le chario...


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    Re: B&W

    Post  Il delfino di Air on Mon Dec 14, 2009 6:54 pm



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    Re: B&W

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Dec 14, 2009 9:06 pm

    Il delfino di Air wrote:non capisco una cosa.........se fanno tanto schifo...........come mai le usano agli abbey road studios e alla royal opera house e piacciono pure a peter gabriel? ..........un saranno mica tutti sordi?!

    Non la metterei in questi termini.

    Non fanno schifo affatto: sono dei diffusori eccellenti per le finalità e l'ottica ed il tipo di suono che perseguono, sono cioè dei veri monitor, spietati oserei dire.

    Un monitor spietato e radiografante è l'ideale per ogni tecnico audio ed il punto di partenza minimo per un buon lavoro di mastering.

    Nell'applicazione al mondo Hi-Fi, si crea qualche problema in più perché:

    1. Il suono monitor radiografante non piace a tutti (meno male, sennò sai che noia! )
    2. Tantopiù si sale di qualità con B&W tantopiù il pilotaggio deve essere no-compromise, pena un peggioramento grave della musicalità dell'insieme e soprattutto della velocità, articolazione del basso e della dinamica. Se come me ami le valvole, scordatele
    3. Il posizionamento in ambiente deve essere molto accurato pena sgradevoli rinforzi non solo in gamma bassa ma anche in gamma alta e altissima a causa dell'amplissima dispersione dei tweeter di punta di questo produttore
    4. L'ambiente d'ascolto deve avere caratteristiche sonore almeno buone, pena l'invalidazione dei maggiori pregi del diffusore, cioè il nitore, la mancanza di colorazioni, la dinamica.

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    Re: B&W

    Post  matley on Mon Dec 14, 2009 9:31 pm

    oddio... ora un ci si potrà piglià più pell'emele..

    PPP...


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    Re: B&W

    Post  Ospite on Mon Dec 14, 2009 9:52 pm

    aircooled wrote:glielodico sempre di procurarsi delle chianine ed invitarci adesso cià pure l'olio nuovo favoloso

    E no dice nulla a nessuno

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    Re: B&W

    Post  bobgitto on Mon Dec 14, 2009 10:05 pm

    Lo dice, lo dice, solo che lo chiama unto per non farlo trovare dai motori di ricerca

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    Re: B&W

    Post  fabiovob on Mon Dec 14, 2009 10:58 pm

    Bella azienda.......mi piace....del resto compro i loro prodotti...

      Current date/time is Fri Dec 09, 2016 6:46 am