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Vinili...Originali vs Ristampe - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    Vinili...Originali vs Ristampe

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    pevaril
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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Mon Jul 15, 2013 5:59 pm

    ledzep wrote:
    Quando dici lo lancio' sul divano intendi con tutta la copertina giusto ?
    no sai ....perche se ha lanciato il disco vero e proprio .. avresti dovuto fare  lo stesso con lui lanciandolo dalla finestra sperando che tu sia minimo al quarto piano Laughing 
    questi personaggi arroganti che credono che tutto cio' che e' loro e' sempre meglio non li sopporto mi stanno davvero sulle palle ,dovrebbero' essere isolati a vita !!
    hai fatto bene a metterci una X sopra

     SI, difatti intendo  il disco con tutta la copertina.
    Neanche io, da come si è potuto intendere, sopporto queste persone.
    La cosa che più mi ha amareggiato è stato che era un amico di cui avevo grande stima. Ma, purtroppo, sembra che non ci si debba sorprendere più di tanto.   

    pevaril
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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Mon Jul 15, 2013 6:00 pm

    Fausto wrote:

    quella non è proprio buona educazione .... 
    se si è ospiti ( ma non solo ) certi gesti non sarebbero da fare ....
    quello che volevo sottolineare è che se togliamo da un ipotetico ( quanto soggettivo ) confronto le ristampe che qualcuno giudica non degne alllora togliamo anche gli originali non proprio ok!
    giusto?
    si fa ( ovviamente se la si vuole fare perchè ad esempio a me non interessa ) una sfida "audiofila" fra dischi di alto livello sia originali che in ristampa.
    sunny sunny sunny 


     Sono perfettamente d'accordo:
      


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Mon Jul 15, 2013 8:44 pm

    pevaril wrote:

     Sono perfettamente d'accordo:
      

       

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Tue Jul 16, 2013 4:47 pm

    usvegliu wrote:Io ho sia ristampe che originali. ( + rist. che originali )  

    Una testa una opinione:
    per me oggi come oggi comprare dischi usati di 30 anni fa logori, ammuffiti, arati, strapazzati non ha alcun senso, soprattutto per avere un originale convinti che sarà meglio dell'attuale ristampa e accorgersi poi che in realtà non è così come pluto giustamente faceva notare.
    Se invece uno ha collezionato personalmete quei dischi durante la sua vita, parlo dei Decca, dei Mercury, dei London ecc. ......beh lo invidio Rolling Eyes Rolling Eyes ma questi pochi fortunati e intelligenti audiofili, non frequentano i forum per dire io ho tutti originali e vi dico che sono il meglio del meglio del meglio  una collezione del genere si fa per amore della musica non per vanto.
    La realtà per alcuni altri è che, avendo speso fortune per vantare un disco originale non possono ammettere che hanno comprato solo una copertina da collezionare e spesso neppure quella ben tenuta, altro che Disco di qualità superiore o amore per la musica.
    Far passare il messaggio che gli originali sono meglio delle ristampe (di etichette specializzate) è fuorviante soprattutto per chi si avvicina da poco a questo mondo, i mercatini riservano anche qualche bella sorpresa ma per la maggior parte si tratta di spazzatura, si paga poco di sicuro, ma spesso è già troppo anche quel poco, non parliamo poi di internet dove il disco neanche lo puoi vedere e certe etichette hanno quotazioni da vergogna.
    Solo chi ha grande conoscenza delle etichette, delle edizioni e dopo aver stabilito un rapporto di assoluta fiducia con il venditore, sulla sua seria e onesta valutazione dello stato di conservazione dei dischi, si può azzardare un acquisto.
    Per cui concludo dicendo che, per chi non ha tutta quell'esperienza e fortuna, è meglio godersi una bella ristampa di qualità, poi capiterà sempre quello che vi fa ascoltare un originale frusciante, schioccante che nei pianissimo non capite neppure che strumento suona, con alte frequenze tosate da anni di ripetuti ascolti solo per farvi notare la dinamica eccezzionale e superiore a qualunque ristampa in quel caso..........................voi ditegli sempre di SI   

      


    Eccellente post, io appartengo un po' a quella categoria che ha acquistato la maggior parte dei vinili nuovi gran parte delle volte appena usciti sul mercato.
    Però spesso in Italia arrivavano i vinili made in italy e non originali, e non sempre quelli stampati in italia erano al livello degli originali, poi ci sono quelli che si sono usurati (alcuni ho sigh dovuto sostituirli con dischi meno recenti perchè inascoltabili) quelli che si sono impastati con il malefico Lenco Clean, quelli ai tempi acquistati usati non sempre in condizioni eccelse.

    Non ho molte ristampe recenti, anche perché ho acquistato un nuovo gira solo da meno di un anno, il vecchio lo usavo poco o niente per problemi di meccanica. Le poche che ho non sono male, il difetto maggiore è più sul fatto di essere troppo rumorosi più che sulla qualità sonora che spesso e volentieri è superiore al vinile d'epoca.

    Ripeto quanto scrissi, e che spesso il vinile specialmente di rock era stampato ai tempi un po' alla "carlona", per cui una ristampa molto curata (e non uno specchietto per le allodole) come half speed mastering, OMD, 180 g etc etc spesso si sente decisamente meglio dell'originale.
    mentre se si parla di Jazz e di classica, il discorso è profondamente diverso perchè già allora le edizioni erano molto curate.

    Nuovo appena uscito.... meglio il cd, il vinile, il sacd, il blu-ray audio o video oppure un file hi-res ???? ai posteri l'ardua sentenza. Se posso scegliere io andrei per il vinile ed in seconda istanza l'hi-res.


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Tue Jul 16, 2013 5:26 pm

    RockOnlyRare wrote:

    .... io appartengo un po' a quella categoria che ha acquistato la maggior parte dei vinili nuovi gran parte delle volte appena usciti sul mercato.
    Però spesso in Italia arrivavano i vinili made in italy e non originali, e non sempre quelli stampati in italia erano al livello degli originali ....


    Scusa ma non capisco.
    Potresti farmi un esempio ( titolo ) di un ellepì che seppur stampato in Italia non è originale?
    Grazie.
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Tue Jul 16, 2013 5:38 pm

    Come sempre, bisogna operare dei distinguo.
    Ho la prima stampa italiana di Made in Japan dei Deep Purple e secondo me suona molto meglio della tanto decantata 1^ stampa britannica


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Tue Jul 16, 2013 5:44 pm

    pevaril wrote:Come sempre, bisogna operare dei distinguo.
    Ho la prima stampa italiana di Made in Japan dei Deep Purple e secondo me suona molto meglio della tanto decantata 1^ stampa britannica

    Per chiarire il mio pensiero ( approfitto del tuo post ) per me sono ORIGINALI entrambe a prescindere dalla loro qualità.
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Tue Jul 16, 2013 6:03 pm

    Fausto wrote:

    Scusa ma non capisco.
    Potresti farmi un esempio ( titolo ) di un ellepì che seppur stampato in Italia non è originale?
    Grazie.
    sunny sunny sunny 

    forse mi sono spiegato male, ci provo meglio.
    Quando acquistavi un vinile diciamo di rock, di questo vinile c'erano enne differenti stampaggi distinte dal classico "made in..." + paese in cui era stato stampato il vinile.

    Ovvio che se compravi un vinile dei Led Zeppelin, l'originale era considerata la versione "made in uk, england etc etc".
    Tuttavia era di solito ben vista anche l'edizione Made in Usa perchè spesso i vinili americani erano incisi assai bene visto che loro erano il paese più interessato al hi-fi di quel periodo. L'edizione made in Italy era meno quotata.
    Per inciso i vinili di importazione costavano di più , e spesso non di poco della versione made in italy, in particolare quelli made in USA (del resto capita pure oggi, causa spese di spedizione sdoganamento etc etc).

    Per cui per me il vinile "originale" è quello della PRIMA STAMPA nel PAESE di ORIGINE. Per cui se si parla di De Andrè, Zeppelin o Springsteen, il paese cambia.

    Questo non vuol dire A PRIORI che si senta peggio l'edizione made in Italy di un vinile rispetto a quella di "importazione" (ma poteva capitare spesso e volentieri), solo che a livello collezionistico è meno quotata per evidenti motivi.

    Ci furono anche casi in cui la versione italiana era addirittura più appetibile, uno su tutti il caso dei Genesis che dall'album "The lamb lies down" in poi nell'edizione italiana traducevano sempre i testi in italiano. Addirittura nel caso di Selling England, la versione italiana aveva la copertina doppia che si apriva, quella inglese no !!

    Nel cd il problema era molto minore, perchè le aziende che stampavano i cd, all'orgine si contavano sulla punta delle dita e la qualità era praticamente identica. La stragrande maggioranza di cd che arrivavano in italia erano stampati in germania o nei paesi bassi. Inoltre essendo il supporto digitale i problemi di stampaggio non erano così importanti come nel vinile (ad esempio il master originale non si deteriorava con l'uso come accadeva con le ristampe per i vinili).


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  ledzep on Tue Jul 16, 2013 6:43 pm

    RockOnlyRare wrote:

    forse mi sono spiegato male, ci provo meglio.
    Quando acquistavi un vinile diciamo di rock, di questo vinile c'erano enne differenti stampaggi distinte dal classico "made in..." + paese in cui era stato stampato il vinile.

    Ovvio che se compravi un vinile dei Led Zeppelin, l'originale era considerata la versione "made in uk, england etc etc".
    Tuttavia era di solito ben vista anche l'edizione Made in Usa perchè spesso i vinili americani erano incisi assai bene visto che loro erano il paese più interessato al hi-fi di quel periodo. L'edizione made in Italy era meno quotata.
    Per inciso i vinili di importazione costavano di più , e spesso non di poco della versione made in italy, in particolare quelli made in USA (del resto capita pure oggi, causa spese di spedizione sdoganamento etc etc).

    Per cui per me il vinile "originale" è quello della PRIMA STAMPA nel PAESE di ORIGINE. Per cui se si parla di De Andrè, Zeppelin o Springsteen, il paese cambia.

    Questo non vuol dire A PRIORI che si senta peggio l'edizione made in Italy di un vinile rispetto a quella di "importazione" (ma poteva capitare spesso e volentieri), solo che a livello collezionistico è meno quotata per evidenti motivi.

    Ci furono anche casi in cui la versione italiana era addirittura più appetibile, uno su tutti il caso dei Genesis che dall'album "The lamb lies down" in poi nell'edizione italiana traducevano sempre i testi in italiano. Addirittura nel caso di Selling England, la versione italiana aveva la copertina doppia che si apriva, quella inglese no !!

    Nel cd il problema era molto minore, perchè le aziende che stampavano i cd, all'orgine si contavano sulla punta delle dita e la qualità era praticamente identica. La stragrande maggioranza di cd che arrivavano in italia erano stampati in germania o nei paesi bassi. Inoltre essendo il supporto digitale i problemi di stampaggio non erano così importanti come nel vinile (ad esempio il master originale non si deteriorava con l'uso come accadeva con le ristampe per i vinili).
    non potevi spiegar meglio anche sapendo queste cose tu hai piegato alla grande applausi 
    io sono sempre stato fissato per il made in Usa ,anche se come dici tu... se voglio una prima stampa dei Led e' giusto che sia una stampa UK !! ma io se dovessi scegliere  comprerei sempre un Usa Laughing
    poi adesso e pieno di stampe europee una volta c'era la stampa Italiana Olandese Tedesche Spagnole (poche ma c'erano) adesso essendo made in europa si riesce a capire da che parte dell'europa arrivi una stampa ?

    Fausto
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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Tue Jul 16, 2013 8:47 pm

    RockOnlyRare wrote:

    forse mi sono spiegato male, ci provo meglio.
    Quando acquistavi un vinile diciamo di rock, di questo vinile c'erano enne differenti stampaggi distinte dal classico "made in..." + paese in cui era stato stampato il vinile.

    Ovvio che se compravi un vinile dei Led Zeppelin, l'originale era considerata la versione "made in uk, england etc etc".
    Tuttavia era di solito ben vista anche l'edizione Made in Usa perchè spesso i vinili americani erano incisi assai bene visto che loro erano il paese più interessato al hi-fi di quel periodo. L'edizione made in Italy era meno quotata.
    Per inciso i vinili di importazione costavano di più , e spesso non di poco della versione made in italy, in particolare quelli made in USA (del resto capita pure oggi, causa spese di spedizione sdoganamento etc etc).

    Per cui per me il vinile "originale" è quello della PRIMA STAMPA nel PAESE di ORIGINE. Per cui se si parla di De Andrè, Zeppelin o Springsteen, il paese cambia.

    Questo non vuol dire A PRIORI che si senta peggio l'edizione made in Italy di un vinile rispetto a quella di "importazione" (ma poteva capitare spesso e volentieri), solo che a livello collezionistico è meno quotata per evidenti motivi.

    Ci furono anche casi in cui la versione italiana era addirittura più appetibile, uno su tutti il caso dei Genesis che dall'album "The lamb lies down" in poi nell'edizione italiana traducevano sempre i testi in italiano. Addirittura nel caso di Selling England, la versione italiana aveva la copertina doppia che si apriva, quella inglese no !!

    Nel cd il problema era molto minore, perchè le aziende che stampavano i cd, all'orgine si contavano sulla punta delle dita e la qualità era praticamente identica. La stragrande maggioranza di cd che arrivavano in italia erano stampati in germania o nei paesi bassi. Inoltre essendo il supporto digitale i problemi di stampaggio non erano così importanti come nel vinile (ad esempio il master originale non si deteriorava con l'uso come accadeva con le ristampe per i vinili).

    Ok, ora ho capito.
    Per me non è così.
    Io considero una ristampa quella "riproposta" oggi da etichette più o meno audiofile di un ellepì non più stampato da anni. ( arrivo del CD e quindi stop del vinile )
    Un album di Springsteen ( es The River ) stampato all'epoca del vinile ed in qualsiasi paese per me è ORIGINALE e non RISTAMPA.
    Io userei, ma in questo settore non si usa, il termine di REPLICA.
    Oggi gli ellepì che si acquistano NUOVI ( le eteichette che POSSONO farlo sono molte ) sono delle REPLICHE.
    Con l'originale c'è una GRANDE differenza!
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Wed Jul 17, 2013 1:08 am

    Fausto wrote:

    Ok, ora ho capito.
    Per me non è così.
    Io considero una ristampa quella "riproposta" oggi da etichette più o meno audiofile di un ellepì non più stampato da anni. ( arrivo del CD e quindi stop del vinile )
    Un album di Springsteen ( es The River ) stampato all'epoca del vinile ed in qualsiasi paese per me è ORIGINALE e non RISTAMPA.
    Io userei, ma in questo settore non si usa, il termine di REPLICA.
    Oggi gli ellepì che si acquistano NUOVI ( le eteichette che POSSONO farlo sono molte ) sono delle REPLICHE.
    Con l'originale c'è una GRANDE differenza!
    sunny sunny sunny 

    Beh si entra in un discorso delicato legato anche al collezionismo ed alle quotazioni del vinile. Diciamo che se vendi un vinile "originale", intendendo per questo la prima stampa proposta ai tempi, la quotazione se il vinile è stampato in italia o nel paese di origine è sicuramente molto differente, in alcuni casi anche di parecchie decine se non centinaia di euro.
    Dal punto di vista qualitativo, se c'è differenza tra le varie edizioni è assai più probabile che la versione migliore sia quella proveniente dal paese di origine oppure di quella made in USA per la maggiore sensibilità ai tempi sull'hi-fi rispetto agli altri paesi che sono arrivati oltre 10 anni dopo se non più.
    Ovvio ci possono essere delle eccezioni.

    Ricordo che la stampa di un vinile era eseguita partendo da matrici, più le usavi e peggiore era il risultato finale (per cui le prime copie stampate potevano essere migliori della milionesima, anche se della stessa edizione), poi influivano il materiale usato, la grammatura che era ben al di sotto dei 180g che poteva determinare dischi più ondulati, e decine di altri fattori per la resa finale.

    Le ristampe su vinile di album "d'epoca" dipendono fortemente dalla casa discografica che le cura, e che provvede alla stampa del disco e poi distribuisce. E' possibile che ci siano più stampe in anni differenti dello stesso album da parte di differenti case discografiche, il che rende il tutto più complicato (Vedi proprio il caso dei Doors di cui negli ultimi anni ci sono perlomeno 3 se non 4 differenti versioni compresa quella remixata).

    Oggi i vinili NUOVI, intesi come quelli di album usciti 2013, sono stampati quasi tutti nel paese di origine, visto il mercato relativo, è improbabile che in ogni nazione si stampi il vinile come accadeva una volta, così come per i cd, sono stampati in Europa (di solito germania o olanda) oppure in america o australia etc etc. Comunque nel caso dei cd le probabilità che si possano riscontrare differenze qualitativa tra più versioni a parità di master è praticamente prossima allo zero. A meno di edizioni speciali su supporti cd blu, SHM, HDCD, OMR etc etc ma in questo caso si va su edizioni speciali.

    Un caso a parte il Giappone, che da qualche decennio, diciamo grossomodo con l'avvento dei cd ma non solo (ho una stampa degli anni 80 su vinile made in Japan di Dark side che si sente meglio di ogni altra versione reperita sia in vinile, OMR compreso, che cd che sacd), cura moltissimo l'aspetto qualitativo dei supporti, tanto che spesso i cd made in Japan sono superiori agli altri senza contare che ci sono casi in cui hanno uno o due bonus tracks esclusive di quel mercato.
    Però costano assai cari anche per un rapporto sfavorevole con lo Jen, diciamo un 30-50% se non più della edizione europea.


    Fausto
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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Wed Jul 17, 2013 12:43 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Beh si entra in un discorso delicato legato anche al collezionismo ed alle quotazioni del vinile. Diciamo che se vendi un vinile "originale", intendendo per questo la prima stampa proposta ai tempi, la quotazione se il vinile è stampato in italia o nel paese di origine è sicuramente molto differente, in alcuni casi anche di parecchie decine se non centinaia di euro.
    Dal punto di vista qualitativo, se c'è differenza tra le varie edizioni è assai più probabile che la versione migliore sia quella proveniente dal paese di origine oppure di quella made in USA per la maggiore sensibilità ai tempi sull'hi-fi rispetto agli altri paesi che sono arrivati oltre 10 anni dopo se non più.
    Ovvio ci possono essere delle eccezioni.

    Ricordo che la stampa di un vinile era eseguita partendo da matrici, più le usavi e peggiore era il risultato finale (per cui le prime copie stampate potevano essere migliori della milionesima, anche se della stessa edizione), poi influivano il materiale usato, la grammatura che era ben al di sotto dei 180g che poteva determinare dischi più ondulati, e decine di altri fattori per la resa finale.

    Le ristampe su vinile di album "d'epoca" dipendono fortemente dalla casa discografica che le cura, e che provvede alla stampa del disco e poi distribuisce. E' possibile che ci siano più stampe in anni differenti dello stesso album da parte di differenti case discografiche, il che rende il tutto più complicato (Vedi proprio il caso dei Doors di cui negli ultimi anni ci sono perlomeno 3 se non 4 differenti versioni compresa quella remixata).

    Oggi i vinili NUOVI, intesi come quelli di album usciti 2013, sono stampati quasi tutti nel paese di origine, visto il mercato relativo, è improbabile che in ogni nazione si stampi il vinile come accadeva una volta, così come per i cd, sono stampati in Europa (di solito germania o olanda) oppure in america o australia etc etc. Comunque nel caso dei cd le probabilità che si possano riscontrare differenze qualitativa tra più versioni a parità di master è praticamente prossima allo zero. A meno di edizioni speciali su supporti cd blu, SHM, HDCD, OMR etc etc ma in questo caso si va su edizioni speciali.

    Un caso a parte il Giappone, che da qualche decennio, diciamo grossomodo con l'avvento dei cd ma non solo (ho una stampa degli anni 80 su vinile made in Japan di Dark side che si sente meglio di ogni altra versione reperita sia in vinile, OMR compreso, che cd che sacd), cura moltissimo l'aspetto qualitativo dei supporti, tanto che spesso i cd made in Japan sono superiori agli altri senza contare che ci sono casi in cui hanno uno o due bonus tracks esclusive di quel mercato.
    Però costano assai cari anche per un rapporto sfavorevole con lo Jen, diciamo un 30-50% se non più della edizione europea.

    Ho letto velocemente ....
    Sono incasinatissimo con il lavoro .... 
    Se riesco stasera rispondo.
    Grazie cmq per il post.
    sunny sunny sunny 

    Fausto
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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Wed Jul 17, 2013 5:51 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Beh si entra in un discorso delicato legato anche al collezionismo ed alle quotazioni del vinile. Diciamo che se vendi un vinile "originale", intendendo per questo la prima stampa proposta ai tempi, la quotazione se il vinile è stampato in italia o nel paese di origine è sicuramente molto differente, in alcuni casi anche di parecchie decine se non centinaia di euro.
    Dal punto di vista qualitativo, se c'è differenza tra le varie edizioni è assai più probabile che la versione migliore sia quella proveniente dal paese di origine oppure di quella made in USA per la maggiore sensibilità ai tempi sull'hi-fi rispetto agli altri paesi che sono arrivati oltre 10 anni dopo se non più.
    Ovvio ci possono essere delle eccezioni.

    Ricordo che la stampa di un vinile era eseguita partendo da matrici, più le usavi e peggiore era il risultato finale (per cui le prime copie stampate potevano essere migliori della milionesima, anche se della stessa edizione), poi influivano il materiale usato, la grammatura che era ben al di sotto dei 180g che poteva determinare dischi più ondulati, e decine di altri fattori per la resa finale.

    Le ristampe su vinile di album "d'epoca" dipendono fortemente dalla casa discografica che le cura, e che provvede alla stampa del disco e poi distribuisce. E' possibile che ci siano più stampe in anni differenti dello stesso album da parte di differenti case discografiche, il che rende il tutto più complicato (Vedi proprio il caso dei Doors di cui negli ultimi anni ci sono perlomeno 3 se non 4 differenti versioni compresa quella remixata).

    Oggi i vinili NUOVI, intesi come quelli di album usciti 2013, sono stampati quasi tutti nel paese di origine, visto il mercato relativo, è improbabile che in ogni nazione si stampi il vinile come accadeva una volta, così come per i cd, sono stampati in Europa (di solito germania o olanda) oppure in america o australia etc etc. Comunque nel caso dei cd le probabilità che si possano riscontrare differenze qualitativa tra più versioni a parità di master è praticamente prossima allo zero. A meno di edizioni speciali su supporti cd blu, SHM, HDCD, OMR etc etc ma in questo caso si va su edizioni speciali.

    Un caso a parte il Giappone, che da qualche decennio, diciamo grossomodo con l'avvento dei cd ma non solo (ho una stampa degli anni 80 su vinile made in Japan di Dark side che si sente meglio di ogni altra versione reperita sia in vinile, OMR compreso, che cd che sacd), cura moltissimo l'aspetto qualitativo dei supporti, tanto che spesso i cd made in Japan sono superiori agli altri senza contare che ci sono casi in cui hanno uno o due bonus tracks esclusive di quel mercato.
    Però costano assai cari anche per un rapporto sfavorevole con lo Jen, diciamo un 30-50% se non più della edizione europea.

    STOP!
    Oggi con il lavoro continuato dalle 7.00 di questa mattina con il mio commercialista ho deciso di finire! L'ho cacciato via!  

    Quindi sono a te.
    Quello che scrivi è vero ed interessante.
    L'argomento è stato trattato diverse volte, ampiamente e nel dettaglio.
    Spesso mi è stata sollevata la critica ( più o meno bonariamente a secondo di chi scriveva .... ) relativa all'assoluta NON valenza del collezionismo in questo settore. ( oppure valenza RELATIVA )
    Io penso che invece questo aspetto abbia un ruolo MAGARI NON primario ma SICURAMENTE fondamentale.
    Scrivo sempre ( anche contro tendenza ) ciò che penso e quindi posso dirti che il distinguo che ho fatto in precedenza ( la ristampa è quella di oggi ) per me è quello che conta.
    Poi si possono affinare le ricerche di titoli originali originali valutando scelte più mirate e di valore.
    Sarebbe bello potersi incontrare e parlarne perché discorrere con te è un vero piacere.
    Grazie.
    A presto.
    sunny sunny sunny 


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Wed Jul 17, 2013 6:41 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Beh si entra in un discorso delicato legato anche al collezionismo ed alle quotazioni del vinile. Diciamo che se vendi un vinile "originale", intendendo per questo la prima stampa proposta ai tempi, la quotazione se il vinile è stampato in italia o nel paese di origine è sicuramente molto differente, in alcuni casi anche di parecchie decine se non centinaia di euro.
    Dal punto di vista qualitativo, se c'è differenza tra le varie edizioni è assai più probabile che la versione migliore sia quella proveniente dal paese di origine oppure di quella made in USA per la maggiore sensibilità ai tempi sull'hi-fi rispetto agli altri paesi che sono arrivati oltre 10 anni dopo se non più.
    Ovvio ci possono essere delle eccezioni.

    Ricordo che la stampa di un vinile era eseguita partendo da matrici, più le usavi e peggiore era il risultato finale (per cui le prime copie stampate potevano essere migliori della milionesima, anche se della stessa edizione), poi influivano il materiale usato, la grammatura che era ben al di sotto dei 180g che poteva determinare dischi più ondulati, e decine di altri fattori per la resa finale.

    Le ristampe su vinile di album "d'epoca" dipendono fortemente dalla casa discografica che le cura, e che provvede alla stampa del disco e poi distribuisce. E' possibile che ci siano più stampe in anni differenti dello stesso album da parte di differenti case discografiche, il che rende il tutto più complicato (Vedi proprio il caso dei Doors di cui negli ultimi anni ci sono perlomeno 3 se non 4 differenti versioni compresa quella remixata).

    Oggi i vinili NUOVI, intesi come quelli di album usciti 2013, sono stampati quasi tutti nel paese di origine, visto il mercato relativo, è improbabile che in ogni nazione si stampi il vinile come accadeva una volta, così come per i cd, sono stampati in Europa (di solito germania o olanda) oppure in america o australia etc etc. Comunque nel caso dei cd le probabilità che si possano riscontrare differenze qualitativa tra più versioni a parità di master è praticamente prossima allo zero. A meno di edizioni speciali su supporti cd blu, SHM, HDCD, OMR etc etc ma in questo caso si va su edizioni speciali.

    Un caso a parte il Giappone, che da qualche decennio, diciamo grossomodo con l'avvento dei cd ma non solo (ho una stampa degli anni 80 su vinile made in Japan di Dark side che si sente meglio di ogni altra versione reperita sia in vinile, OMR compreso, che cd che sacd), cura moltissimo l'aspetto qualitativo dei supporti, tanto che spesso i cd made in Japan sono superiori agli altri senza contare che ci sono casi in cui hanno uno o due bonus tracks esclusive di quel mercato.
    Però costano assai cari anche per un rapporto sfavorevole con lo Jen, diciamo un 30-50% se non più della edizione europea.

     Esistono le numerose e dovute eccezioni che non confermano la regola sulla minore qualità delle stampe provenienti da paesi che non siano quello di origine. Anzi solitamente la qualità tecnica è sicuramente superiore nella maggioranza dei casi.
    Un solo esempio, ma ne potrei citare a decine o centinaia: la stampa Russa di Fear of the dark degli Iron Maiden è centomila volte superiore a quella originale inglese.


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Massimo on Wed Jul 17, 2013 8:19 pm

    Rock mi dispiace contraddirti, tra le mie stampe ho un "The Dark Side Of The Moon" sia in versione stampa EMI  Japan che un OMR, guardando quest'ultimo  in controluce è trasparente, ti assicuro che non ha niente a che vedere con la stampa EMI Japan, anche se a dir la verità anche il mio OMR è stampato in Japan. sunny


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Wed Jul 17, 2013 9:05 pm

    Secondo me il discorso va "allargato" !
    Se prendiamo disco per disco ci saranno post per almeno dieci anni a venire!
    Ovviamente IMHO!
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Thu Jul 18, 2013 10:48 am

    Fausto wrote:

    STOP!
    Oggi con il lavoro continuato dalle 7.00 di questa mattina con il mio commercialista ho deciso di finire! L'ho cacciato via!  

    Quindi sono a te.
    Quello che scrivi è vero ed interessante.
    L'argomento è stato trattato diverse volte, ampiamente e nel dettaglio.
    Spesso mi è stata sollevata la critica ( più o meno bonariamente a secondo di chi scriveva .... ) relativa all'assoluta NON valenza del collezionismo in questo settore. ( oppure valenza RELATIVA )
    Io penso che invece questo aspetto abbia un ruolo MAGARI NON primario ma SICURAMENTE fondamentale.
    Scrivo sempre ( anche contro tendenza ) ciò che penso e quindi posso dirti che il distinguo che ho fatto in precedenza ( la ristampa è quella di oggi ) per me è quello che conta.
    Poi si possono affinare le ricerche di titoli originali originali valutando scelte più mirate e di valore.
    Sarebbe bello potersi incontrare e parlarne perché discorrere con te è un vero piacere.
    Grazie.
    A presto.
    sunny sunny sunny 


    Grazie per le belle parole, non chiederei di meglio che conoscere di persona molti forumisti, il problema è sempre quello logistico, io abito a Milano, non avrei problemi anche a farmi un bel viaggio ma nei limiti della logica.
    Ma di occasioni possono esserci, come Top Audio- se lo fanno ancora (hi end) etc etc.


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Thu Jul 18, 2013 11:30 am

    pevaril wrote:

     Esistono le numerose e dovute eccezioni che non confermano la regola sulla minore qualità delle stampe provenienti da paesi che non siano quello di origine. Anzi solitamente la qualità tecnica è sicuramente superiore nella maggioranza dei casi.
    Un solo esempio, ma ne potrei citare a decine o centinaia: la stampa Russa di Fear of the dark degli Iron Maiden è centomila volte superiore a quella originale inglese.

    Non metto in dubbio che possa accadere, a parte che procurarsi la stampa russa "originale" di un vinile non è banale, oggi con internet è un po' meno peggio ma comunque non è semplice e poi come fai ad essere sicuro se non hai delle fonti che hanno provato "de visu" ?

    Un mio amico collezionista sfegatato degli Stones prese alcuni cd russi edizioni speciali degli stones con due album all'interno di un cd.
    Io espressi delle perplessità per il fatto che, a parte i primissimi album, gli album degli stones superavano spesso i 40 minuti anche non di poco, e la massima capienza di un cd è di 80 minuti, ma lui rispose che aveva controllato ed i brani c'erano tutti.
    Quando arrivarono, si scoprì l'inghippo, tutti i brani duravano parecchi secondi in meno, insomma erano stati "sfumati" per farli rientrare nello spazio a disposizione       

    Io mi tengo ben volentieri i miei vinili d'epoca che siano made in Italy, USA o UK va bene così. Quando li acquistavo, se era possibile preferivo certamente le versioni stampate nel paese di origine, Usa su tutti. A parte come scritto i Genesis perchè c'erano le traduzioni in italiano. Del resto ho fatto così anche con i cd.
    Nel caso di una vendita o cessione di un vinile, è evidente che la prima edizione di stampa del vinile nel paese di origine sia più pregiata ed abbia costi maggiori di una edizione "locale".
    Questo vale ovviamente ad esempio anche per i richiestissimi e costosi vinili originali degli album di prog italiano anni 70 ricercati forse più all'estero che qui.


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Thu Jul 18, 2013 11:44 am

    Fausto wrote:Secondo me il discorso va "allargato" !
    Se prendiamo disco per disco ci saranno post per almeno dieci anni a venire!
    Ovviamente IMHO!
    sunny sunny sunny 

       

    Certo si sa che le eccezioni confermano le regole, anche l'ultimo post che ho inserito in soldoni sostiene la tua opinione.... io se possibile compravo il vinile (o il cd) appena uscito e se si poteva scegliere e la differenza di costo non era esagerata, preferivo la stampa originale (quella che i negozianti chiamavano d'importazione) a quella italiana.

    Questo anche senza immaginare che in seguito i vinili sarebbero diventati oggetti da collezione (con valutazioni in certi casi anche di centinaia di $ - vedi amazon.com su tutti) e che la stampa avrebbe avuto un ruolo assolutamente determinante nella quotazione degli stessi.

    Pensa che catalogavo allora tutti gli album con certosina pazienza in apposite schedine, sia che fossero vinili che cd che registrazioni su MC o bobina.
    Ed una delle info che più mi premevano erano il made in <paese>, il costo pagato le condizioni del vinile (all'epoca di acquisto) e la qualità della registrazione, (almeno nei primi anni quando la cosa era ancora numericamente gestibile),
    La catalogazione è proseguita finché è comparsa internet con i suoi allmusic, discog, e wikipedia che hanno reso il lavoro tutto summato superfluo, per cui le sole catalogazioni che eseguo sono con il software Music Express che è un db musicale che accomuna tutta la musica liquida ai propri cd taggati in automatico, ed una lista cartacea per ordine alfabetico di artista (una banale rubrica del telefono) per ricordarsi rapidamente gli album che possiedo di ogni artista ed evitare di comprare due volte lo stesso album (cosa che nonostante tutto ho fatto comunque più di una volta per errore).


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pepe57 on Thu Jul 18, 2013 12:11 pm

    A mio parere, come quasi sempre, dipende.
    Premetto che tutto il resto va inteso, come sempre, con davanti la frase sottintesa: a mio avviso:
    Preferisco anche io le prime stampe, ma devono rispondere ad alcuni requisiti.
    Non devono essere figlie di "figlie" troppo avanti come numero.
    Non devono essere rovinate.
    Non devono fare parte di quelle che per ricerca/periodo/tecnico del suono sono state
    massacrate qualitativamente sin dalla presa.
    Non esiste una milionesima copia di una qualsiasi "figlia" (che a quel punto non potrebbe
    neppure più incidere neppure i solchi tanto sarebbe usurata. Di solito una "figlia" non superava
    mai mai le 13/15.000 pressate.
    OMR di solito si fermava a 5000 (2000 per gli UHQR) ed era sicuramente molto curata in ogni fase
    del processo di stampa. Aveva i suoi limiti proprio nel master originale utilizzato che con il tempo poteva
    essersi smagnetizzato (con perdita principalmente in gamma medio alta ed alta) dando un risultato a volte
    più "loffio".
    Personalmente il lato collezione non mi interessa quasi per nulla, in quasi 50 anni mi sono tenuto i vari LP
    che mi sono comperato nel tempo (e immagino che un bel po' potrebbero essere valutati come da collezione)
    ma salvo alcuni rarissimi casi ove mi sono convinto che la prima stampa suonava davvero meglio (rispetto ad una terza), non sono mai
    andato a cercarla (e comunque non a certi prezzi) per farne una collezione.
    Le nuove edizioni che escono oggi, proprio come le prime o seconde stampe possono essere di qualità completamente
    differente.
    Quante "madri" si fanno dal master e quante "figlie" dirette ne vengono in prima pressatura?
    Su che vinile e con che materiali?
    Quanti arresti e controlli e con che frequenza (ogni 100, 200, 500 o?), e sopratutto chi supervisiona le varie operazioni?
    Secondo me in ogni caso il plus indiscutibile è dato da due cose, stato delle macchine, passione e capacità di chi ci lavora attorno.
    Per cui, sempre a mio avviso, ci sono ristampe e ristampe, esattamente come ci sono sempre state prime stampe e prime stampe.
    Ricordiamoci che quando l'LP era l' LP non è che fossero inviate le "figlie" in giro per il mondo bensì le copie dei master.
    Per cui, ad esempio, un ottimo tecnico capace di recuperare uno o due livelli faceva uscire in NL o F le terze stampe che facevano
    un mazzo tanto a quelle che uscivano dalle mani di un tecnico meno capace (che poi di solito, o imparava o durava molto poco o
    restava relegato alle produzioni ove la qualità era più difficile da valutare) che aveva seguito le prime in USA.
    In tal senso io pur dando preferenza alle prime stampe/comunque originali(se fatte come devono essere fatte) non disdegno le ristampe
    (se fatte come devono essere fatte).
    Diciamo che pochissimi, a mio parere ristampano davvero bene mentre sugli originali, c'è una enorme scelta fra le varie etichette (poi
    spesso, all' interno della stessa etichetta/opera c'è roba che preferisco ad altra)
    sunny sunny 
    Scusate la mia totale incapacità alla sintesi!


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Thu Jul 18, 2013 12:30 pm

    pepe57 wrote:A mio parere, come quasi sempre, dipende.
    Premetto che tutto il resto va inteso, come sempre, con davanti la frase sottintesa: a mio avviso:
    Preferisco anche io le prime stampe, ma devono rispondere ad alcuni requisiti.
    Non devono essere figlie di "figlie" troppo avanti come numero.
    Non devono essere rovinate.
    Non devono fare parte di quelle che per ricerca/periodo/tecnico del suono sono state
    massacrate qualitativamente sin dalla presa.
    Non esiste una milionesima copia di una qualsiasi "figlia" (che a quel punto non potrebbe
    neppure più incidere neppure i solchi tanto sarebbe usurata. Di solito una "figlia" non superava
    mai mai le 13/15.000 pressate.
    OMR di solito si fermava a 5000 (2000 per gli UHQR) ed era sicuramente molto curata in ogni fase
    del processo di stampa. Aveva i suoi limiti proprio nel master originale utilizzato che con il tempo poteva
    essersi smagnetizzato (con perdita principalmente in gamma medio alta ed alta) dando un risultato a volte
    più "loffio".
    Personalmente il lato collezione non mi interessa quasi per nulla, in quasi 50 anni mi sono tenuto i vari LP
    che mi sono comperato nel tempo (e immagino che un bel po'  potrebbero essere valutati come da collezione)
    ma salvo alcuni rarissimi casi ove mi sono convinto che la prima stampa suonava davvero meglio (rispetto ad una terza), non sono mai
    andato a cercarla (e comunque non a certi prezzi) per farne una collezione.
    Le nuove edizioni che escono oggi, proprio come le prime o seconde stampe possono essere di qualità completamente
    differente.
    Quante "madri" si fanno dal master e quante "figlie" dirette ne vengono in prima pressatura?
    Su che vinile e con che materiali?
    Quanti arresti e controlli e con che frequenza (ogni 100, 200, 500 o?), e sopratutto chi supervisiona le varie operazioni?
    Secondo me in ogni caso il plus indiscutibile è dato da due cose, stato delle macchine, passione e capacità di chi ci lavora attorno.
    Per cui, sempre a mio avviso, ci sono ristampe e ristampe, esattamente come ci sono sempre state prime stampe e prime stampe.
    Ricordiamoci che quando l'LP era l' LP non è che fossero inviate le "figlie" in giro per il mondo bensì le copie dei master.
    Per cui, ad esempio,  un ottimo tecnico capace di recuperare uno o due livelli faceva uscire in NL o F le terze stampe che facevano
    un mazzo tanto a quelle  che uscivano dalle mani di un tecnico meno capace (che poi di solito, o imparava o durava molto poco o
    restava relegato alle produzioni ove la qualità era più difficile da valutare) che  aveva seguito le prime in  USA.
    In tal senso io pur dando preferenza alle prime stampe/comunque originali(se fatte come devono essere fatte) non disdegno le ristampe
    (se fatte come devono essere fatte).
    Diciamo che pochissimi, a mio parere ristampano davvero bene mentre sugli originali, c'è una enorme scelta fra le varie etichette (poi
    spesso, all' interno della stessa etichetta/opera c'è roba che preferisco ad altra)
    sunny sunny 
    Scusate la mia totale incapacità alla sintesi!

    La tua totale incapacità alla sintesi è SCUSATISSIMA e ci mancherebbe!
    Il tuo scrivire sull'argomento è interessante ed anche, a mio avviso, importante e disinteressato.
    Ricordo altri tuoi post sull'argomento.
    Solo che, nel rispetto della tua opinione e della tua persona che gode della mia stima, un appunto ( positivo .... ) mi sento di dovertelo fare.
    A te non interessa il lato collezionistico dell'argomento?
    Ci credo! E non ho motivo per non credere alle tue parole!
    Solo che tu hai una "raccolta" da fare sana invidia che, se fosse catalogata ( magari lo è già .... ), diventerebbe subito una collezione ed anche di buon valore culturale ed economico!
    Fatta senza volerlo, costruita senza particolari ricerche od esborsi ma che ha preso forma ( e sostanza .... ) negli anni.
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  RockOnlyRare on Thu Jul 18, 2013 12:33 pm

    pepe57 wrote:A mio parere, come quasi sempre, dipende.
    Premetto che tutto il resto va inteso, come sempre, con davanti la frase sottintesa: a mio avviso:
    Preferisco anche io le prime stampe, ma devono rispondere ad alcuni requisiti.
    Non devono essere figlie di "figlie" troppo avanti come numero.
    Non devono essere rovinate.
    Non devono fare parte di quelle che per ricerca/periodo/tecnico del suono sono state
    massacrate qualitativamente sin dalla presa.
    Non esiste una milionesima copia di una qualsiasi "figlia" (che a quel punto non potrebbe
    neppure più incidere neppure i solchi tanto sarebbe usurata. Di solito una "figlia" non superava
    mai mai le 13/15.000 pressate.
    OMR di solito si fermava a 5000 (2000 per gli UHQR) ed era sicuramente molto curata in ogni fase
    del processo di stampa. Aveva i suoi limiti proprio nel master originale utilizzato che con il tempo poteva
    essersi smagnetizzato (con perdita principalmente in gamma medio alta ed alta) dando un risultato a volte
    più "loffio".
    Personalmente il lato collezione non mi interessa quasi per nulla, in quasi 50 anni mi sono tenuto i vari LP
    che mi sono comperato nel tempo (e immagino che un bel po'  potrebbero essere valutati come da collezione)
    ma salvo alcuni rarissimi casi ove mi sono convinto che la prima stampa suonava davvero meglio (rispetto ad una terza), non sono mai
    andato a cercarla (e comunque non a certi prezzi) per farne una collezione.
    Le nuove edizioni che escono oggi, proprio come le prime o seconde stampe possono essere di qualità completamente
    differente.
    Quante "madri" si fanno dal master e quante "figlie" dirette ne vengono in prima pressatura?
    Su che vinile e con che materiali?
    Quanti arresti e controlli e con che frequenza (ogni 100, 200, 500 o?), e sopratutto chi supervisiona le varie operazioni?
    Secondo me in ogni caso il plus indiscutibile è dato da due cose, stato delle macchine, passione e capacità di chi ci lavora attorno.
    Per cui, sempre a mio avviso, ci sono ristampe e ristampe, esattamente come ci sono sempre state prime stampe e prime stampe.
    Ricordiamoci che quando l'LP era l' LP non è che fossero inviate le "figlie" in giro per il mondo bensì le copie dei master.
    Per cui, ad esempio,  un ottimo tecnico capace di recuperare uno o due livelli faceva uscire in NL o F le terze stampe che facevano
    un mazzo tanto a quelle  che uscivano dalle mani di un tecnico meno capace (che poi di solito, o imparava o durava molto poco o
    restava relegato alle produzioni ove la qualità era più difficile da valutare) che  aveva seguito le prime in  USA.
    In tal senso io pur dando preferenza alle prime stampe/comunque originali(se fatte come devono essere fatte) non disdegno le ristampe
    (se fatte come devono essere fatte).
    Diciamo che pochissimi, a mio parere ristampano davvero bene mentre sugli originali, c'è una enorme scelta fra le varie etichette (poi
    spesso, all' interno della stessa etichetta/opera c'è roba che preferisco ad altra)
    sunny sunny 
    Scusate la mia totale incapacità alla sintesi!

    Per fortuna che non sei capace di sintetizzare (ma io sono anche peggio  ) perchè scrivi post straordinari come questo.
    Non posso che associarmi in tutto e per tutto a quello che scrivi, anche io spero di non dovermi mai liberare dei vinili che come te, in molti casi immagino possano raggiungere quotazioni ragguardevoli anche perchè gran parte degli stessi è praticamente come nuovo sia come cover che come vinile in se.

    Riassumendo possiamo dire che il mondo del vinile di album storici è estremamente complesso e che non esiste una regola ma bisognerebbe documentarsi caso per caso incisione e ristampa volta per volta.

    Per ultimo vorrei evidenziare una affermazione importante che hai fatto riguardo alle etichette, spessissimo la qualità di un vinile era condizionata anche dalla etichetta per cui l'artista incideva. Per cui quando un artista cambiava etichetta, poteva capitare che la nuova etichetta se acquisiva i diritti, poteva far uscire ristampe che suonavano in modo qualitativamente differente dall'originale (in meglio o in peggio).

    Mi viene in mente mi pare gli ELP che fondarono la Manticore, acquisirono i diritti sull'intera discografica che era stata pubblicata mi pare dalla "Island" (grande etichetta per gli artisti scelti, ma non certo famosa per qualità dell'incisione-anzi l'opposto), e ripubblicarono tutti gli album per la Manticore con una qualità di incisione nettamente superiore.

    Dimenticavo, riguardo le incisioni USA ed europa (soprattutto uk ai tempi d'oro) a complicare le cose c'era che molto spesso le etichette che stampavano il vinile nella versione per gli USA non erano le stesse che le stampavano in Europa.

    Per cui anche in questo caso il discorso che hai così bene spiegato calza a pennello, e siccome in USA ai tempi appunto si guardava con molta più attenzione alla qualità sonora per la grande diffusione degli impianti hi-fi (in anticipo di almeno 10-15 anni rispetto che in Italia), ecco che si giustifica perché spesso i vinili made in Usa suonassero meglio di quelli made in italy o UK. Purtroppo anche allora le spese per importare i vinili comportavano che le copie americane costassero nettamente di più di quelle italiane.


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Thu Jul 18, 2013 12:57 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Grazie per le belle parole, non chiederei di meglio che conoscere di persona molti forumisti, il problema è sempre quello logistico, io abito a Milano, non avrei problemi anche a farmi un bel viaggio ma nei limiti della logica.
    Ma di occasioni possono esserci, come Top Audio- se lo fanno ancora (hi end) etc etc.

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    Magari, se vuoi, dopo le vacanze si può chiaccherare!
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  Fausto on Thu Jul 18, 2013 1:00 pm

    RockOnlyRare wrote:

       

    Certo si sa che le eccezioni confermano le regole, anche l'ultimo post che ho inserito in soldoni sostiene la tua opinione.... io se possibile compravo il vinile (o il cd) appena uscito e se si poteva scegliere e la differenza di costo non era esagerata, preferivo la stampa originale (quella che i negozianti chiamavano d'importazione) a quella italiana.

    Questo anche senza immaginare che in seguito i vinili sarebbero diventati oggetti da collezione (con valutazioni in certi casi anche di centinaia di $ - vedi amazon.com su tutti) e che la stampa avrebbe avuto un ruolo assolutamente determinante nella quotazione degli stessi.

    Pensa che catalogavo allora tutti gli album con certosina pazienza in apposite schedine, sia che fossero vinili che cd che registrazioni su MC o bobina.
    Ed una delle info che più mi premevano erano il made in <paese>, il costo pagato le condizioni del vinile (all'epoca di acquisto) e la qualità della registrazione, (almeno nei primi anni quando la cosa era ancora numericamente gestibile),
    La catalogazione è proseguita finché è comparsa internet con i suoi allmusic, discog, e wikipedia che hanno reso il lavoro tutto summato superfluo, per cui le sole catalogazioni che eseguo sono con il software Music Express che è un db musicale che accomuna tutta la musica liquida ai propri cd taggati in automatico, ed una lista cartacea per ordine alfabetico di artista  (una banale rubrica del telefono) per ricordarsi rapidamente gli album che possiedo di ogni artista ed evitare di comprare due volte lo stesso album (cosa che nonostante tutto ho fatto comunque più di una volta per errore).

    Vedi ad esempio per me la mia catalogazione ha ancora un ruolo fondamentale!
    Uso excel e ci metto, oltre ai soliti dati, delle mie annotazioni.
    sunny sunny sunny 

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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Thu Jul 18, 2013 1:05 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Non metto in dubbio che possa accadere, a parte che procurarsi la stampa russa "originale" di un vinile non è banale, oggi con internet è un po' meno peggio ma comunque non è semplice e poi come fai ad essere sicuro se non hai delle fonti che hanno provato "de visu" ?



     Personalmente credo di essere in grado di stabilire la provenienza di ciò che acquisto. Voglio dire che so riconoscere se un vinile o un cd è stato stampato in Usa , Uk o Burundi Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing


    Last edited by pevaril on Thu Jul 18, 2013 1:23 pm; edited 1 time in total


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    Re: Vinili...Originali vs Ristampe

    Post  pevaril on Thu Jul 18, 2013 1:22 pm

    RockOnlyRare wrote:

       

    Certo si sa che le eccezioni confermano le regole, anche l'ultimo post che ho inserito in soldoni sostiene la tua opinione.... io se possibile compravo il vinile (o il cd) appena uscito e se si poteva scegliere e la differenza di costo non era esagerata, preferivo la stampa originale (quella che i negozianti chiamavano d'importazione) a quella italiana.

    Questo anche senza immaginare che in seguito i vinili sarebbero diventati oggetti da collezione (con valutazioni in certi casi anche di centinaia di $ - vedi amazon.com su tutti) e che la stampa avrebbe avuto un ruolo assolutamente determinante nella quotazione degli stessi.

    Pensa che catalogavo allora tutti gli album con certosina pazienza in apposite schedine, sia che fossero vinili che cd che registrazioni su MC o bobina.
    Ed una delle info che più mi premevano erano il made in <paese>, il costo pagato le condizioni del vinile (all'epoca di acquisto) e la qualità della registrazione, (almeno nei primi anni quando la cosa era ancora numericamente gestibile),
    La catalogazione è proseguita finché è comparsa internet con i suoi allmusic, discog, e wikipedia che hanno reso il lavoro tutto summato superfluo, per cui le sole catalogazioni che eseguo sono con il software Music Express che è un db musicale che accomuna tutta la musica liquida ai propri cd taggati in automatico, ed una lista cartacea per ordine alfabetico di artista  (una banale rubrica del telefono) per ricordarsi rapidamente gli album che possiedo di ogni artista ed evitare di comprare due volte lo stesso album (cosa che nonostante tutto ho fatto comunque più di una volta per errore).

     Se parliamo di collezionismo e valore relativo, permettimi di contraddire quanto dici.
    Le quotazioni elevate o elevatissime che raggiungono determinati supporti che possiedono reali requisiti di rarità sono conseguenza di altri fattori, la stampa (se ho capito bene cosa intendi) ha un ruolo assolutamente marginale


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