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il drc nella saletta di majandi
Il Gazebo Audiofilo

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    il drc nella saletta di majandi

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    Giordy60
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    il drc nella saletta di majandi

    Post  Giordy60 on Fri Sep 20, 2013 9:05 pm

    chi ha avuto modo di ascoltare il sistema di Majandi all'audiario ?
    Oltre ai finali diffusori e pre, c'era questa macchina ( hrt02 ) realizzata dall'equipe di Roberto Vagli ( wasky per gli amici dei forum ) .
    che abbia contribuito alle grande sonorita' del sistema ?
    non so' se era drcizzata o meno e se si con quale sistema.

    http://www.bit4sound.it/HRT02%20Performance%20Transport.html

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  capitanharlock on Sat Sep 21, 2013 12:20 am

    Mi risulta drac live...

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  pepe57 on Sat Sep 21, 2013 7:50 am

    Giordy60 wrote:chi ha avuto modo di ascoltare il sistema di Majandi all'audiario ?
    Oltre ai finali diffusori e pre,  c'era questa macchina ( hrt02 ) realizzata dall'equipe di Roberto Vagli ( wasky per gli amici dei forum ) .
    che abbia contribuito alle grande sonorita' del sistema ?
    non so' se era drcizzata o meno e se si con quale sistema.

    http://www.bit4sound.it/HRT02%20Performance%20Transport.html
    Io ho potuto ascoltare quel sistema e devo dire che a mio avviso era il meglio suonante della manifestazione.
    L' unica sala che pareva suonare priva di problemi acustici (beninteso grazie alle correzioni).
    sunny 


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  nerodavola on Sat Sep 21, 2013 12:46 pm

    pepe57 wrote:Io ho potuto ascoltare quel sistema e devo dire che a mio avviso era il meglio suonante della manifestazione.
    L' unica sala che pareva suonare priva di problemi acustici (beninteso grazie alle correzioni).
    sunny 
    Coerente, pulito,veloce, anche in basso.
    Un piacere da ascoltare.


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  capitanharlock on Sat Sep 21, 2013 12:55 pm

    pepe57 wrote:Io ho potuto ascoltare quel sistema e devo dire che a mio avviso era il meglio suonante della manifestazione.
    L' unica sala che pareva suonare priva di problemi acustici (beninteso grazie alle correzioni).
    sunny 
    Grazie alle correzioni e alla progettazione e al settaggio del crossover (se è attivo si può modificare)?

    Quando finirà la ritrosia verso l'adozione della correzione attiva alle mostre?
    E verso la multiamplificazione attiva?
    Quo usque tandem?

    Quanti danni ha fatto la rincorsa a una non meglio definita "purezza" del segnale, che ha fatto sparire loudness, controlli di tono (talora perfino i filtro subsonico dai pre phono!!!) e ogni cosa che modifichi il segnale in modo attivo?

    Ci troviamo di fronte al paradosso di avere impianti che suonano (spesso) male ma che lasciano il segnale puro, e di rifiutare impianti che suonano bene perchè trattano il segnale, appunto, per suonare bene nella stanza dove l'impianto si trova.

    yaw 

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  sandirac on Sat Sep 21, 2013 1:03 pm

    capitanharlock wrote:

    Quando finirà la ritrosia verso l'adozione della correzione attiva alle mostre?
    E verso la multiamplificazione attiva?
    applausi 

    Ciao, Flavio


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  colombo riccardo on Sat Sep 21, 2013 4:37 pm

    la multiamplificazione attiva non è uno standard nel mondo hifi hiend e mancano in generale possibilità di ascolto per gli audiofili

    per quanto riguarda la correzione attiva digitale (drc) essa è utile e necessaria se già è buono/ottimo dal punto di vista tecnico lo stereo utilizzato altrimenti a prescindere dalla eventuale soggettiva aumentata gradevolezza/piacevolezza di ascolto si ottiene un peggioramento delle prestazioni tecniche sonore

    in sintesi il drc non è la panacea per tutti gli stereo, con il drc una zucca non diventerà mai una carrozza.

    ciao
    Riki

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  krell2 on Sat Sep 21, 2013 5:24 pm

    colombo riccardo wrote:

    in sintesi il drc non è la panacea per tutti gli stereo, con il drc una zucca non diventerà mai una carrozza.

    ciao
    Riki
     

    questa volta sono con il tenente


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  pepe57 on Sat Sep 21, 2013 5:32 pm

    capitanharlock wrote:
    Grazie alle correzioni e alla progettazione e al settaggio del crossover (se è attivo si può modificare)?

    Quando finirà la ritrosia verso l'adozione della correzione attiva alle mostre?
    E verso la multiamplificazione attiva?
    Quo usque tandem?

    Quanti danni ha fatto la rincorsa a una non meglio definita "purezza" del segnale, che ha fatto sparire loudness, controlli di tono (talora perfino i filtro subsonico dai pre phono!!!) e ogni cosa che modifichi il segnale in modo attivo?

    Ci troviamo di fronte al paradosso di avere impianti che suonano (spesso) male ma che lasciano il segnale puro, e di rifiutare impianti che suonano bene perchè trattano il segnale, appunto, per suonare bene nella stanza dove l'impianto si trova.

    yaw 
    Personalmente ho multiamplificato via xover attivo per diversi anni. L' ultima multiamplificazione attiva l' ho fatta non più di qualche mese fa.
    In base al xover che adoperi si possono modificare i vari parametri.
    Però devo dire che o il xover è davvero buono (e allora quasi non se ne sente l' intervento) oppure, a parer mio, si sente eccome.
    Anche nella sala di Majandi qualcosa, di cui ho parlato con Majandi stesso, relativa al xover non mi pareva andare nel modo migliore (e infatti mi diceva che quel xover non sarà quello che impiegherà nella versione definitiva, pur avendoci lavorato molto bene anche per lui alcune caratteristiche devono essere modificate.
    E' del tutto evidente che poter utilizzare delle correzioni attive ti permette di adattare molto meglio l' impianto all' ambiente per cui chi non lo adotta ti mette in condizione di valutare delle potenzialità da cui si dovrebbero trarre degli spunti e non davanti a un risultato abbastanza compiuto.
    Mi parrebbe anche abbastanza più probabile che il settaggio fatto in casa potrebbe portare a cambiamenti più importanti rispetto a quello che si avrà quando già "in fiera"  è in uso una correzione ben fatta.
    Direi che poi sono i progettisti che scelgono quale strada commerciale percorrere.
    Ho amici che preferiscono/esigono e quindi  approvano la presentazione fatta utilizzando il correttore ed altri che reputano la cosa una mezza truffa e ovviamente, la disapprovano.
    A me sembrano entrambe posizioni troppo estreme, io credo che entrambe le strade siano valide, semplicemente, a mio avviso, al momento dell' ascolto/scelta terrei conto che:
    un settaggio (attivo o passivo che sia) ben fatto nel tempo in casa (rispetto a quello "nature" e monoamplificato che sto ascoltando in fiera) potrebbe portarmi a miglioramenti decisamente netti/importanti
    Mentre l' impianto  che già "in fiera"  usa bene tutti gli accorgimenti (in termini di multiamplificazioni) ed una correzione attiva ben fatta, quando lo avrò a casa mia potrà migliorare, forse si, ma in modo molto meno rilevante.
    sunny


    Last edited by pepe57 on Sat Sep 21, 2013 5:35 pm; edited 2 times in total


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  pepe57 on Sat Sep 21, 2013 5:33 pm

    colombo riccardo wrote:la multiamplificazione attiva non è uno standard nel mondo hifi hiend e mancano in generale possibilità di ascolto per gli audiofili

    per quanto riguarda la correzione attiva digitale (drc) essa è utile e necessaria se già è buono/ottimo dal punto di vista tecnico lo stereo utilizzato altrimenti a prescindere dalla eventuale soggettiva aumentata gradevolezza/piacevolezza di ascolto si ottiene un peggioramento delle prestazioni tecniche sonore

    in sintesi il drc non è la panacea per tutti gli stereo, con il drc una zucca non diventerà mai una carrozza.

    ciao
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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  sandirac on Sat Sep 21, 2013 5:43 pm

    krell2 wrote: 

    questa volta sono con il tenente
    questa volta invece io sono solo in parte d'accordo, la correzione digitale ambientale non trasforma le zucche in carrozze ma migliora sempre quasi tutti gli impianti... lo scopo principale è quello di minimizzare le aberrazioni dell'ambiente e linearizzare la risposta dei diffusori se necessario
    (questo è sempre possibile a meno di severe limitazioni dell'impianto stesso)

    ma sono anche d'accordo perché la correzione digitale può far dare il meglio di sè ai diffusori ma non può ad esempio estendere la risposta ai bassi oltre le possibilità degli stessi, nè può diminuire la distorsione o aumentare la dinamica disponibile

    anche la multi amplificazione attiva a mio avviso sarebbe sempre migliore, ma spesso non è praticabile per ragioni di costo della doppia amplificazione e perché comunque il crossovering deve essere effettuato con criterio

    In altre parole sono in parte d'accordo ma non ne sono sicuro... forse siamo d'accordo in tutto Embarassed 

    Ciao, Flavio


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  nellosound on Sat Sep 21, 2013 6:19 pm

    colombo riccardo wrote:la multiamplificazione attiva non è uno standard nel mondo hifi hiend e mancano in generale possibilità di ascolto per gli audiofili

    per quanto riguarda la correzione attiva digitale (drc) essa è utile e necessaria se già è buono/ottimo dal punto di vista tecnico lo stereo utilizzato altrimenti a prescindere dalla eventuale soggettiva aumentata gradevolezza/piacevolezza di ascolto si ottiene un peggioramento delle prestazioni tecniche sonore

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  microfast on Sat Sep 21, 2013 7:41 pm

    capitanharlock wrote:Grazie alle correzioni e alla progettazione e al settaggio del crossover (se è attivo si può modificare)?

    Quando finirà la ritrosia verso l'adozione della correzione attiva alle mostre?
    E verso la multiamplificazione attiva?
    Quo usque tandem?

    Quanti danni ha fatto la rincorsa a una non meglio definita "purezza" del segnale, che ha fatto sparire loudness, controlli di tono (talora perfino i filtro subsonico dai pre phono!!!) e ogni cosa che modifichi il segnale in modo attivo?

    Ci troviamo di fronte al paradosso di avere impianti che suonano (spesso) male ma che lasciano il segnale puro, e di rifiutare impianti che suonano bene perchè trattano il segnale, appunto, per suonare bene nella stanza dove l'impianto si trova.

    yaw 
    Come non quotarti, è la mia battaglia personale da non so più quanti anni.

    La vera novità, quella che dovrebbe rivitalizzare un poco il settore, il mercato e sopratutto attirare nuovi audiofili è proprio quella di poter far suonare bene e con maggior facilità un impianto.

    Lo ammetto cinque e più anni fa c'erano ancora delle difficoltà e qualche ragione i detrattori potevano anche avercela, ma adesso con i sistemi a convoluzione e una discreta offerta di apparecchi che la utilizzano non ci sono più scuse.

    Ed invece se ne parla timidamente e poco.

    Piuttosto quando leggo sulle riviste che le novita' sono l'ennesimo lettore Marantz ( ormai più o meno uno la copia dell'altro da almeno 6 anni con qualche ritocco ), il nuovo modello della Oppo presentato a cadenza annuale ( che ormai non è che possa dare molto di più tanto è performante ), il bit perfect, il dsd, il Jitter al femtosecondo ed altre "baggianate" del genere ( si sottolineo baggianate, perchè al confronto con quanto può offrire la correzione attiva lo sono per davvero ), quando leggo i soliti violini setosi e bassi granitici ed il materializzarsi davanti agli occhi dell'orchestra ed ancora poi leggo infinite discuisizioni sui crossover passivi ( quando si può far tutto in digitale, meglio ancora con un pc ), sforzi immani per rendere accettabili dei due vie che costano come delle 802D perchè hanno comunque delle soluzioni tecnicamente interessanti, della notizia epocale che gli LP continuano a rinascere e addirittura i Norvegesi della 2L sono usciti con il loro primo LP ( ovviamente derivato dai master digitali ), etc etc etc

    Insomma quando leggo tutto questo mi cadono le braccia e mi chiedo quando questi signori si accorgeranno che si stanno scavando la fossa con le proprie braccia: le riviste escono a mesi alterni e cambiano di proprietà tra un fallimento e l'altro e le mostre non si fanno più, o meglio si fanno delle minimostre che poi non sono altro che presentazioni di prodotti tipo la vendita porta a porta ...

    Ma è così duro cercare di voltar pagina, magari capire che è ora di mettersi da parte e lasciare che emerga chi ha nuove idee ed energie?

    Sicuramente questo in Italia è un problema diffuso e non è solo dell'HIFI ...

    Scusate il piccolo sfogo.

    Saluti
                             Marco


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  capitanharlock on Sun Sep 22, 2013 5:33 pm

    Marco,
    se vuoi il mio non richiesto parere, l'aifai come fenomeno di massa è defunta, rimane solo una non meglio identificata aiend, destinata a ultracinquantenni un po' sordi (per questioni anagrafiche, non altro), che non hanno interesse nell'innovazione o intendono continuare nel gioco della rivendita di apparecchi più o meno "sinergici".

    La musica poco c'entra, il video non interessa, il multicanale neppure.
    Il settore è talmente ristretto che pure il topaudio era troppo grande.

    Tutte le belle cose di cui abbiamo parlato rimarranno confinate al pro a livello alto, e avranno (hanno già) ricaduta sull'elettronica di consumo a livello basso, con qualche dsp qui e là e poco altro

    Ci saranno e ci sono rarissime eccezioni, ma chiunque volesse seguire questa strada ad un certo livello (sì, il famoso DUCL Laughing ) o si rivolge all'audio pro (ecco io per esempio), pregi e difetti relativi, oppure ... oppure nulla.
    I tuoi apparecchi magari come sorgenti, ma parliamo di una realtà piccolissima.

    Sbaglierò, onore a te che fai impresa in questo settore di questi tempi, ma io piuttosto aprirei una gelateria...

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  gciraso on Sun Sep 22, 2013 6:08 pm

    capitanharlock wrote:Marco,
    se vuoi il mio non richiesto parere, l'aifai come fenomeno di massa è defunta, rimane solo una non meglio identificata aiend, destinata a ultracinquantenni un po' sordi (per questioni anagrafiche, non altro), che non hanno interesse nell'innovazione o intendono continuare nel gioco della rivendita di apparecchi più o meno "sinergici".

    La musica poco c'entra, .....
    La musica poco c'entra?????????
    Come fenomeno di massa non è mai esistito se per quello  

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  microfast on Sun Sep 22, 2013 6:27 pm

    capitanharlock wrote:Marco,
    se vuoi il mio non richiesto parere, l'aifai come fenomeno di massa è defunta, rimane solo una non meglio identificata aiend, destinata a ultracinquantenni un po' sordi (per questioni anagrafiche, non altro), che non hanno interesse nell'innovazione o intendono continuare nel gioco della rivendita di apparecchi più o meno "sinergici".

    La musica poco c'entra, il video non interessa, il multicanale neppure.
    Il settore è talmente ristretto che pure il topaudio era troppo grande.

    Tutte le belle cose di cui abbiamo parlato rimarranno confinate al pro a livello alto, e avranno (hanno già) ricaduta sull'elettronica di consumo a livello basso, con qualche dsp qui e là e poco altro

    Ci saranno e ci sono rarissime eccezioni, ma chiunque volesse seguire questa strada ad un certo livello (sì, il famoso DUCL Laughing ) o si rivolge all'audio pro (ecco io per esempio), pregi e difetti relativi, oppure ... oppure nulla.
    I tuoi apparecchi magari come sorgenti, ma parliamo di una realtà piccolissima.

    Sbaglierò, onore a te che fai impresa in questo settore di questi tempi, ma io piuttosto aprirei una gelateria...
    Penso che tu abbia ragione, più o meno la penso come te ...

    Be, se non altro, prima di ritirarmi ( spero non prima di 10-15 anni ) e passeggiare tranquillo lungo un fiume tutto il giorno in una località dal buon clima, tranquilla e dove la vita non costa troppo, almeno avrò avuto la soddisfazione personale di possedere un impianto come dico io e di aver soddisfatto dei clienti, non mi interessa averne migliaia, cosa che per il momento sta succedendo realmente.

    Costoro esattamente come il sottoscritto, stufi dell'HIFI come vogliono generalmente fartela credere e digerire riviste, recensori e negozianti, ora, grazie ai miei sforzi e tenacia, possono godersi l'impianto esattamente per lo scopo per cui esiste: ascoltare musica decentemente in un ambiente domestico e vedere film e filmati musicali con l'immanenza del multicanale.

    Parlando più in generale penso che così dovrebbe essere il vero progresso: tecnologia avanzata al nostro servizio e non invece essere schiavi di un hobby imposto o indottrinato da chi vorrebbe fare opinione e tendenza solo per svuotarti il portafoglio, ossia per il puro business.

    Io dico che i nostri apparecchi sono upgradabili ed espandibili per lungo tempo, mentre normalmente c'è chi vive di continui cambi e permute con nuovi modelli, che poi molto spesso di nuovo propongono solo una sigla differente e poco altro.

    Sarà una piccola soddisfazione la mia, ma non sono una persona avida di denaro e mi accontento di poco.

    Saluti
    Marco


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  Giordy60 on Sun Sep 22, 2013 6:53 pm

    capitanharlock wrote:Mi risulta drac live...
    Flavio, confermi ?

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  Rudino on Sun Sep 22, 2013 7:53 pm

    Giordy60 wrote:Flavio, confermi ?
    ma l'ha già rivelato altrove...


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    Marco LP

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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  sandirac on Sun Sep 22, 2013 8:17 pm

    Giordy60 wrote:Flavio, confermi ?
    Confermo, il player Bit4Sound usato come sorgente utilizzava Dirac Live per la correzione ambientale... ma i meriti e le particolarità probabilmente uniche dei cubi di Majandi, e in particolare la capacità di riprodurre bassi intorno ai 30 Hz a volume elevato con diffusori da cm.35x35x48, erano tutto merito delle soluzioni innovative adottate appunto da Majandi.

    Dirac Live ha solo fatto il suo mestiere permettendo che le qualità dei diffusori non venissero sminuite dall'ambiente e Majandi ha avuto coraggio in questa come in tutte le altre scelte che hanno portato alla realizzazione e alla presentazione al pubblico del prototipo.
    Fra l'altro sembra che dalla presentazione ad oggi sia stato trovato il modo di migliorare ancora le prestazioni.

    Ciao, Flavio


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    Re: il drc nella saletta di majandi

    Post  Massimo on Mon Sep 23, 2013 7:14 pm

    capitanharlock wrote:Marco,
    se vuoi il mio non richiesto parere, l'aifai come fenomeno di massa è defunta, rimane solo una non meglio identificata aiend, destinata a ultracinquantenni un po' sordi (per questioni anagrafiche, non altro), che non hanno interesse nell'innovazione o intendono continuare nel gioco della rivendita di apparecchi più o meno "sinergici".

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