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L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili? - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Mon Nov 04, 2013 11:49 am

    Luca58 wrote:Purtroppo, in genere e con le dovute eccezioni, sono solo "cosiddetti".
    Beh anche tra i cosiddetti neutri ce ne sono che ci si avvicinano parecchio.
    Aggiungo che è terribilmente difficile per non dire impossibile trovare un impianto che ottenga gli stessi risultati con qualsiasi tipo di musica ci ascolti, dalla classica (da camera - lurica - orchestrale) al jazz al rock al metal ed alla disco giusto per citare le varie tipologia di suono differente.

    Ed a maggior ragione che possa soddisfare allo stesso modo anche un musicista professionista che suoni uno di questi generi !!!!

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Mon Nov 04, 2013 1:34 pm

    RockOnlyRare wrote:
    Guarda arrivo a dire un'eresia....
    Nelle prove di ascolto, tutti noi tendiamo a portare il disco che conosciamo bene e che ha un'incisione particolarmente valida.
    Ma secondo me dovremmo portare anche un disco che suona così e così ed uno che fa schifo. Se specialmente questo ultimo nell'impianto che ascoltiamo suona "troppo bene" significa che l'impianto colora decisamente il suono !!!!!!!!!!!!!!!!

    Non so se sia proprio cosi'; "colorare" una pessima incisione puo' solo peggiorare la situazione perche' l'incisione, oltre a restare pessima, diventa pure colorata.

    Col digitale, pero', ho avuto la sensazione che, oltre ad esistere qualita' diverse dell'incisione, ci sono anche incisioni piu' o meno facili da riprodurre. Cioe' alcune incisioni che sembrano mediocri migliorano col migliorare dell'impianto fino ad arrivare, in alcuni casi, ad essere entusiasmanti quando vengono riprodotte su un signor impianto ben assemblato. In quel caso ci si accorge anche che la maggior parte delle registrazioni rimasterizzate e' peggiore di quella precedente non rimasterizzata.


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  gciraso on Mon Nov 04, 2013 1:47 pm

    RockOnlyRare wrote:
    Ed a maggior ragione che possa soddisfare allo stesso modo anche un musicista professionista che suoni uno di questi generi !!!!
    Mah, quelli che conosco io, ed uno lo conosco da quando è nato, sono abbastanza disinteressati ad ascoltare bene la musica riprodotta, sono magari più interessati al fatto che i secondi violini siano piuttosto calanti affraid 

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  pluto on Mon Nov 04, 2013 2:09 pm

    gciraso wrote:
    Mah, quelli che conosco io, ed uno lo conosco da quando è nato, sono abbastanza disinteressati ad ascoltare bene la musica riprodotta, sono magari più interessati al fatto che i secondi violini siano piuttosto calanti affraid 
    Colpa tua. Dovevi farlo diventare calciatore, almeno faceva un sacco di soldi e poteva uscire con qualche velina.
    E poi magari ci diventava pure audiofilo affraid 

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Mon Nov 04, 2013 2:32 pm

    pluto wrote:Colpa tua. Dovevi farlo diventare calciatore, almeno faceva un sacco di soldi e poteva uscire con qualche velina.
    E poi magari ci diventava pure audiofilo affraid 
         


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Mon Nov 04, 2013 3:07 pm

    Luca58 wrote:Non so se sia proprio cosi'; "colorare" una pessima incisione puo' solo peggiorare la situazione perche' l'incisione, oltre a restare pessima, diventa pure colorata.

    Col digitale, pero', ho avuto la sensazione che, oltre ad esistere qualita' diverse dell'incisione, ci sono anche incisioni piu' o meno facili da riprodurre. Cioe' alcune incisioni che sembrano mediocri migliorano col migliorare dell'impianto fino ad arrivare, in alcuni casi, ad essere entusiasmanti quando vengono riprodotte su un signor impianto ben assemblato. In quel caso ci si accorge anche che la maggior parte delle registrazioni rimasterizzate e' peggiore di quella precedente non rimasterizzata.
    forse non mi sono spiegato in modo chiaro. Provo con un esempio.
    Se un disco , diciamo un vinile, ha gli alti che tendono a sparire ed i bassi molto compressi e lo ascolti con un impianto molto neutro, questi difetti balzeranno immediatamente all'occhio.

    Se lo ascolti su un impianto che tende a pompare i bassi ed esaltare gli alti, queste caratteristiche le sentirai molto meno, al punto da pensare con un ascolto attento che il secondo impianto sia migliore del primo perchè sembra di sentire meglio,
    Ma è come se uno alzasse di qualche tacca i toni bassi e/o gli alti, è come se equalizzassi il suono con un preset.

    Naturalmente se invece sui due stessi impianti ascolti una incisione eccellente, ti renderai conto che il secondo impianto pompa troppo bassi ed alti in modo innaturale.

    Sulle rimasterizzazioni si potrebbe scrivere per secoli. Cerco di essere coinciso per sommi capi (e come tale prendete quello che scrivo).

    1) Talvolta le incisioni originali furono mal riprodotte in vinile (rock - pop su tutte) perché ad esempio ai tempi alcune etichette indipendenti non avevano grandi mezzi economici, la durata degli album superava di parecchio i 35-40 minuti costringendo a compromessi, e via dicendo.... tutta una serie di motivi per cui suonavano decisamente meglio le successive edizioni riprese dal master originale con tutti i crismi con master a mezza velocità e via dicendo , curate dagli stessi artisti o da etichette che nel periodo di lancio prima del cd e poi dei files hi-res, volevano dimostrate l'effettiva qualità di questi supporti rispetto al vinile prima ed al cd poi.

    Ovviamente se l'incisione originale fu fatta dalla Decca o dalla "Voce.. "con sistemi all'avanguardia per i tempi ed edizioni curatissime, era decisamente più difficile se non impossibile farle suonare meglio.

    2) Purtroppo venne anche la moda della rimasterizzazione che aveva lo scopo principale di eliminare il fruscio del nastro analogico. Qui cominciarono i disastri perchè per fare questo si arrivò a rimasterizzazioni inascoltabili totalmente privi di dinamica.
    In alcuni casi si arrivo anche a remixare completamente il suono, stravolgendo non solo la resa sonora ma pure il suono originale di per se... insomma l'album non era più lo stesso !!!

    3) a questo punto è abbastanza evidente quali siano i casi in cui suona meglio il vinile originale rispetto alle versioni successive, anche a quelle audiofile o in hi-res (vero non gli upsamples) : tutti i casi in cui dal master originale è stato tirato fuori già ai tempi il massimo possibile. In certi casi anche gli artisti avevano un'importanza enorme nel risultato, perché (ad esempio i Pink Floyd) curavano moltissimo che le sononità fossero per i tempi eccellenti.
    Come etichette ottime mi vengono in mente ovviamente la Decca-Deram ma anche, l'Elektra dei Doors ed alcune etichette specializzate nel folk come quella dei Pentangle (transilvanian se non erro).

    Nei casi in cui la stampa originale era buona ma non il massimo possibile, qualora chi ha eseguito la rimasterizzazione l'ha fatto con competenza e dedizione, può essere riuscito a restituire un risultato migliore dell'originale, magari non in modo clamoroso, o comunque ad ottenere un risultato paragonabile alla versione originale.

    Infine nei casi in cui l'edizione originale fu soggetta ad evidenti compromessi (in ambito rock, direi alcune etichette iniziate come indipendenti o alternative come la mitica Island agli inizi della produzione, ma anche la Charisma dei Genesis), è assai probabile che le edizioni successive siano migliori degli originali. Specie se la masterizzazione avviene a velocità inferiore o addirittura si è spalmato l'album singolo su 2 o più vinili a 45 giri, il che permette un ampiezza del solco inimmaginabile rispetto all'originale. Non è un caso che molti singoli usciti in EP a 12 pollici ma 45 giri con soli 1-2 brani per lato suonassero benissimo e decisamente meglio del vinile a 33 giri con il corrispondente brano.

    In sostanza secondo me è quanto di più sbagliato fare "di tutta l'erba un fascio". Ci sono un sacco di eccezioni che confermano le regole per cui il vinile originale è la migliore incisione in assoluto, anche se non si sbaglia a dire che se ci si procura l'edizione originale di un vinile, raramente si sbaglia, ma va considerato che questo è tanto più vero quanto più raffinata era l'edizione originale in relazione anche al genere musicale ed al target di utenza (classica e jazz su tutti, certamente l'utenza più sensibile alla qualità audiofila dell'incisione ed anche quella con il portafoglio più pieno rispetto all'utenza che ascoltava il rock negli anni 60-70 fatta per la maggior parte da ragazzi non particolarmente interessati all'aspetto tecnico della qualità dell'incisione).

    Che poi è un po' quello che capita tuttora con i generi che vanno oggi per la maggiore, chi ascolta prevalentemente generi come rap, hip-hop, metal, techno, etc etc difficilmente sarà interessato alla qaulità audiofila di queste incisioni che ascolta prevalentemente in streaming da You-tube, in cuffia o peggio in auto con volume dal 200% di distorsione in su.  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Mon Nov 04, 2013 4:32 pm

    La mia esperienza e' diversa, anche solo per il fatto che quando usavo l'analogico anche l'incisione "peggiore" rendeva benissimo perche' il vinile, secondo me, ha meno problemi ad essere riprodotto. Infatti mi riferisco al digitale. Ci sono incisioni considerate scadenti ma che in realta' sono solo molto "schizzinose" per quanto riguarda l'impianto di riproduzione e che crescono al crescere della qualita' del sistema; un classico e' "The Weavers reunion at Carnegie Hall, 1963" su CD Analogue Production. Tu dai per scontato che gli alti/bassi siano piu' o meno alterati perche' suonano cosi' su un impianto neutro, ma non ho capito in base a quale criterio tu assuma neutro un impianto. Puo' darsi che un CD suoni male solo perche' l'impianto non ce la fa a riprodurlo come si deve e non perche' l'incisione/masterizzazione sia scadente (evenienza che pure esiste).

    Io acquistai dagli USA questa versione di "Made in Japan" (CD Warner prodotto dai Deep Purple e dichiaratamente economico come prezzo) perche' cercavo qualcosa simile all'Lp e quindi non troppo ritoccato e ripulito, cosa che secondo me avrebbe fatto perdere il fascino delle famose distorsioni della chitarra ad esempio in "Smoke on the water". Nel mio precedente impianto suonava cosi' cosi', ma adesso ho scoperto che e' una incisione entusiasmante che rende il pubblico sterminato come se tu fossi li' (nei limiti del possibile) e riproduce la chitarra distorta come deve essere nonostante, si dice, i pannelli elettrostatici non siano adatti al genere.  



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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Mon Nov 04, 2013 5:05 pm

    Luca58 wrote:La mia esperienza e' diversa, anche solo per il fatto che quando usavo l'analogico anche l'incisione "peggiore" rendeva benissimo perche' il vinile, secondo me, ha meno problemi ad essere riprodotto. Infatti mi riferisco al digitale. Ci sono incisioni considerate scadenti ma che in realta' sono solo molto "schizzinose" per quanto riguarda l'impianto di riproduzione e che crescono al crescere della qualita' del sistema; un classico e' "The Weavers reunion at Carnegie Hall, 1963" su CD Analogue Production. Tu dai per scontato che gli alti/bassi siano piu' o meno alterati perche' suonano cosi' su un impianto neutro, ma non ho capito in base a quale criterio tu assuma neutro un impianto. Puo' darsi che un CD suoni male solo perche' l'impianto non ce la fa a riprodurlo come si deve e non perche' l'incisione/masterizzazione sia scadente (evenienza che pure esiste).

    Io acquistai dagli USA questa versione di "Made in Japan" (CD Warner prodotto dai Deep Purple e dichiaratamente economico come prezzo) perche' cercavo qualcosa simile all'Lp e quindi non troppo ritoccato e ripulito, cosa che secondo me avrebbe fatto perdere il fascino delle famose distorsioni della chitarra ad esempio in "Smoke on the water". Nel mio precedente impianto suonava cosi' cosi', ma adesso ho scoperto che e' una incisione entusiasmante che rende il pubblico sterminato come se tu fossi li' (nei limiti del possibile) e riproduce la chitarra distorta come deve essere nonostante, si dice, i pannelli elettrostatici non siano adatti al genere.  

    Quello che tu definisci "schizzinose" secondo me sono buone incisioni (se non ottime) appunto perché crescono con il crescere del sistema. Le incisioni scadenti sono quelle incise male punto e stop.
    Se li ascolti in un impianto che ha bassi e/o acuti colorati, questi album sembrano suonare meglio ma in realtà è perché l'impianto altera in parte il suono facendolo sembrare migliore di quello che è come appunto come se si aumentassero alti e bassi con un equalizzatore o i vecchi pulsanti di toni alti-bassi che oggi sono spariti dai pre ma ad esempio nel mio ci sono ancora (anche se li ho disinseriti tramite apposito pulsante che c'era nei pre "seri" degli anni 70).

    Un impianto è neutro quando riproduce il segnale senza colorarlo o facendolo il meno possibile, lo si capisce dal confronto con impianti analoghi da recensioni di riviste da ascolti diretti e via dicendo.
    Le Dahlquist che possiedo io dal 79, erano notoriamente famose per le caratteristiche di avere un suono neutro e con un'ottima scena musicale. Però erano anche (tristemente) note per l'estrema durezza che richiedeva un'amplificazione non solo di eccellente qualità ma anche di eccezionale robustezza. Una critica veniva anche dai bassi un po' contenuti, ma secondo me alla luce dei fatti potrebbe essere anche un pregio specie per jazz e classica. Certo non sono casse per la "disco" (e meno male...)

    L'ampli (che poi è quello che era usato nelle demo ai tempi dall'importatore delle Dahlquist) è il pre-finale BGW, componentistica militare solidissima di un azienda specializzata più per amplificazioni di teatri e cinema che per l'home, da cui la proverbiale robustezza che sembrava fatta apposta per pilotare casse così dure (e che possono addirittura scendere sotto i 2 OHM di impedenza !!!!!)

    Ed il mio impianto ha proprio la caratteristica di crescere nelle prestazioni man mano che cresce la qualità della sorgente (nel senso dell'incisione del brano) rendendo strepitoso l'ascolto di album che ascoltato distrattamente in cuffia o in sottofondo non dava l'impressione di essere così ben inciso, salvo rendere impietosamente quasi inascoltabili certe incisioni super compresse e con suoni confusi e pasticciati come troppo spesso accade con le produzioni più recenti anche per risparmiare sulle spese di produzione.

    E queste sono proprio le principali caratteristiche di neutralità di un impianto nel bene e in un certo senso nel male esaltando le pecche di un'incisione non all'altezza.


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Nov 04, 2013 8:24 pm

    C'è un ottimo modo per scoprire se un impianto è neutro: lo è quando riproducendo cinque registrazioni (dischi) diversi senti cinque suoni diversi. Se i dischi sono, dieci, senti dieci suoni diversi, e così via.

    SE al contrario, al cambiare dei cinque (diaci) dischi il suono sembra restare sostanzialmente il medesimo, questi tratti in comune tra le varie riproduzioni sono la colorazione dell'impianto....


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Massimo on Mon Nov 04, 2013 8:58 pm

    gciraso wrote:Il gioco è fatto anche di ricerca! In un'altra discussione si parlava di equalizzatori, sì, no, ni, quale orrore   Ma i cavofili sanno bene cosa si cerchi di fare con i vari cavi, cavetti e quant'altro, niente di più che equalizzare, in un modo o nell'altro.
    La riproduzione realistica dell'evento è di fatto impossibile, ed anche impianti a 5 zeri che ho sentito non ci si avvicinano minimamente. Non basta fare sentire cannonate e campane! Quindi quello che si può realisticamente cercare è un impianto che soddisfi il nostro gusto, niente di più e niente di meno!
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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  marinaio53 on Mon Nov 04, 2013 9:56 pm

    Massimo wrote:  nessun impianto può realisticamente riprodurre un evento musicale.
    Concordo, per quanto ci si possa impegnare e spendere non riusciremo mai a riprodurre un evento.....ma è proprio questa ricerca la parte divertente  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Mon Nov 04, 2013 10:24 pm

    RockOnlyRare wrote:

    1) Se li ascolti in un impianto che ha bassi e/o acuti colorati, questi album sembrano suonare meglio ma in realtà è perché l'impianto altera in parte il suono facendolo sembrare migliore di quello che è come appunto come se si aumentassero alti e bassi con un equalizzatore o i vecchi pulsanti di toni alti-bassi

    2) Un impianto è neutro quando riproduce il segnale senza colorarlo o facendolo il meno possibile, lo si capisce dal confronto con impianti analoghi da recensioni di riviste da ascolti diretti e via dicendo.

    3) Ed il mio impianto ha proprio la caratteristica di crescere nelle prestazioni man mano che cresce la qualità della sorgente (nel senso dell'incisione del brano)
    Scusa, ma io mi sto addentrando in questi discorsi navigando "a vista" e quindi puo' darsi che mi confonda perche' ci sono alcune cose che non capisco.

    1) Secondo me la "colorazione" non e' lo sbilanciamento in alto o in basso come volume, che crea un effetto di chiaro/scuro. Secondo me la colorazione e' quella tipica di certi valvolari, di certe valvole, di certe trombe, etc. Ma puo' darsi che abbia un dizionario troppo personale.  

    2) Non credo che sia un buon metro di giudizio affidarsi alle recensioni pubblicate sulle riviste italiane; per quelle "straniere" dipende.

    3) Secondo me e' il contrario: e' la resa dell'incisione che cresce al crescere dell'impianto e non viceversa. Non e' detto che se prendi un'incisione digitale peggiore l'impianto suonera' peggio che con una ottima perche' che una incisione sia peggiore lo puoi decretare quando l'impianto sa quello che fa. Accade infatti che incisioni osannate che li' per li' ti impressionano e che vengono usate un po' in tutte le fiere (guarda caso... ) quando poi le metti su un impianto che suona si ridimensionano in modo drastico fino a sembrare mediocri. E' il caso del famigerato CD "The girl in the other room" della Krall, tanto per fare un esempio.

    Quando e' che una incisione digitale e' ottima e l'impianto suona? Quando tocchi con mano la magia: la voce del cantante ti fa venire i brividi e senti la sue emozione, il flauto dell'orchestra ti ricorda paesaggi bucolici e hai una sensazione di smarrimento.

    Per me non c'e' altro metodo di giudizio, che purtroppo e' personale.


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Tue Nov 05, 2013 1:03 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:C'è un ottimo modo per scoprire se un impianto è neutro: lo è quando riproducendo cinque registrazioni (dischi) diversi senti cinque suoni diversi. Se i dischi sono, dieci, senti dieci suoni diversi, e così via.

    SE al contrario, al cambiare dei cinque (diaci) dischi il suono sembra restare sostanzialmente il medesimo, questi tratti in comune tra le varie riproduzioni sono la colorazione dell'impianto....
     

    allora il mio è super neutro perché il risultato finale cambia drasticamente con la tipologia di genere e la qualità dell'incisione, come se si ascoltassero tanti impianti diversi quanti sono i dischi che cambi  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Tue Nov 05, 2013 2:30 pm

    Quindi esiste una e solo una incisione fedele: il problema e' scoprire qual e'.  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pazzoperilpianoforte on Tue Nov 05, 2013 2:37 pm

    No, non è detto: varie ottime registrazioni possono essere fedeli e suonare in maniera l'una diversa dall'altra.

    Se registri nella Sofiensaal di Vienna avrai un suono diverso da quello che ottieni se registri nella Scala di Milano, anche se la strumentazione di registrazione e la tecnica di ripresa sono identiche. Ma in entrambi i casi si tratterà di suoni autentici. E questo è solo un esempio per cui due dischi entrambi eccellenti possono avere suoni diversi. Un altro esempio può essere quello dell'uso di strumenti musicali diversi, per non contare poi il tocco del pianista, la cavata del violinista, ecc. ecc.

    In generale comunque, a me non interessa dare palma di autenticità ad una registrazione rispetto ad un'altra: a me interessa che l'impianto mi faccia sentire un suono il più possibile vicino a quello del disco. Ma non per ideologia: solo perché penso che il disco sia già una approssimazione del reale.... non vedo perché a quella del disco dobbiamo aggiungere anche quella dell'impianto.

    Un impianto che indipendentemente dal prezzo si sovrappone il minimo possibile al suono registrato è per me Hi-end. Il resto è legato al gusto personale di ciascuno.


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Tue Nov 05, 2013 2:46 pm

    La mia era solo una battuta perche' so bene che il suono degli strumenti puo' avere alcune caratteristiche diverse anche solo da un posto all'altro. Per non parlare della variabilita' degli strumenti; non a caso ho messo un Bechstein nell'avatar invece di uno Steinway. Laughing

    Comunque queste variazioni dovrebbero essere molto piu' contenute rispetto a quelle introdotte nel momento della registrazione.

    Concludendo, credo che il "tipico" suono analogico sia quello da considerare neutro, non il suonare asettico e "freddo".


    Last edited by Luca58 on Wed Nov 06, 2013 1:27 pm; edited 1 time in total


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Wed Nov 06, 2013 1:02 pm

    Luca58 wrote:Quindi esiste una e solo una incisione fedele: il problema e' scoprire qual e'.  
    Intendi dello stesso album o in assoluto ?

    Se parli dello stesso album, ci possono essere più incisioni e formati con differenze anche sostanziali sulla qualità a seconda di edizione missaggio rimasterizzazione, tipo di supporto e via dicendo. In ambito por rock la cosa è aggravata dalle decine di riedizioni con bonus tracks, dvd allegato, limited, e poi ogni 5 o 10 anni ne esce una dell'anniversario.
    Spesso ma non sempre l'originale è la migliore, ma come già scritto dipende da come fu fatta a suo tempo l'originale.

    E' anche possibile che molte di queste di equivalgano e dato che è impossibile possederle tutte a meno di non essere un collezionista "folle" e super ultra danaroso, per capire quale sia la migliore bisogna fidarsi della parola di qualcun altro a meno di non poterle ascoltare tutte quante e decidere. Forse solo un gionalista o un negoziante (o un "pirata" può riuscire a tanto) .

    Se ti riferisci ad edizioni ed album differenti, ci sono tantissime incisioni meravigliose, un po' meno per il pop e rock rispetto a jazz e classica, basta avere pazienza e confrontarsi con i forumisti per trovarle.
    Ma anche frequentare spesso sale di ascolto hi-fi aiuta parecchio a scoprire ottime incisioni ed artisti che non si conoscevano.


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  aircooled on Wed Nov 06, 2013 1:53 pm

    i vostri impianti se si comportano cosi non sono affatto neutrli all'ascolto, lo diventeranno quando 2 dischetti della solita casa discografica presi a distanza di tempo suoneranno diversi, mi par di ricordare con beneficio di inventario per l'ascoltatore mal capitato  che tale situazione molto tempo addietro fu espletata con Luca58


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Wed Nov 06, 2013 2:29 pm

    Stai bono, che a proposito di impianti neutri ho ancora la mascella a terra da quella volta del Maestro 200 SE con le Beethoven Grand...  santa Laughing


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Wed Nov 06, 2013 3:20 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:No, non è detto: varie ottime registrazioni possono essere fedeli e suonare in maniera l'una diversa dall'altra.

    Se registri nella Sofiensaal di Vienna avrai un suono diverso da quello che ottieni se registri nella Scala di Milano, anche se la strumentazione di registrazione e la tecnica di ripresa sono identiche. Ma in entrambi i casi si tratterà di suoni autentici. E questo è solo un esempio per cui due dischi entrambi eccellenti possono avere suoni diversi. Un altro esempio può essere quello dell'uso di strumenti musicali diversi, per non contare poi il tocco del pianista, la cavata del violinista, ecc. ecc.

    In generale comunque, a me non interessa dare palma di autenticità ad una registrazione rispetto ad un'altra: a me interessa che l'impianto mi faccia sentire un suono il più possibile vicino a quello del disco. Ma non per ideologia: solo perché penso che il disco sia già una approssimazione del reale.... non vedo perché a quella del disco dobbiamo aggiungere anche quella dell'impianto.

    Un impianto che indipendentemente dal prezzo si sovrappone il minimo possibile al suono registrato è per me Hi-end. Il resto è legato al gusto personale di ciascuno.
       


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Wed Nov 06, 2013 3:29 pm

    aircooled wrote:i vostri impianti se si comportano cosi non sono affatto neutrli all'ascolto, lo diventeranno quando 2 dischetti della solita casa discografica presi a distanza di tempo suoneranno diversi, mi par di ricordare con beneficio di inventario per l'ascoltatore mal capitato  che tale situazione molto tempo addietro fu espletata con Luca58
    no questa cosa non l'ho mica capita tanto bene, "quando 2 dischetti della solita casa discografica presi a distanza di tempo suoneranno diversi"...

    Se i dischi in questione sono lo stesso album non capisco perchè dovrebbero suonare differenti, se sono due album differenti è evidente che suoneranno con differente timbro, perchè dipende dalle condizioni di incisione e dalla qualità della stessa, non è detto che l'artista A e l'artista B, anche se incidono lo stesso genere per la stessa casa, ottengano lo stesso risultato sonoro, nel caso del pop-rock dipende dal sound engeneering, nella classica dalle condizioni ambientali in cui si è eseguita la registrazioni ammesso e non concesso che l'attrezzatura di registrazione fosse la stessa.

    Tempo fa ho ascoltato un cd "demo" con la stessa batteria che eseguiva sempre lo stesso pezzo nello stesso ambiente, ma in cui cambiava ogni volta la disposizione dei microfoni, la differenza era a dir poco sorprendente sotto ogni punto di vista, come se ogni volta si ascoltasse un brano differente.

    Cambiavano presenza scenica, spazialità, ma anche timbro, volume. Si passava da un risultato sonoro spettacolare a mediocre solo cambiando il posizionamento dei microfoni !!!!


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Thu Nov 14, 2013 4:21 am

    Votato 8 per una ragione semplicissima:
    Al momento dell'ascolto noi non saremo mai nella stessa condizione del fonico che ha lavorato al progetto, per cui ci toccherà sempre limitarci ad ascoltare e prendere per buono il suo lavoro.. In caso contrario per decenni lo standard di ascolto in studio è stato Yamaha NS-10 su P2500 o 4500.
    Ascoltando da li sapremo di preciso cosa il fonico voleva trasmetterci, tutto il resto è personale enfasi...
    Io ascolto su NS-10 da 15 anni e da quando ho iniziato con l'hi-fi, quel concetto di ascolto è andato a farsi benedire ed ha lasciato il posto a quelle enfasi di frequenze che oggi mi piacciono..

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Thu Nov 14, 2013 5:09 pm

    Pabloss wrote:Yamaha NS-10 su P2500 o 4500
    Che tipo di suono ha un sistema di quel tipo e come mai, secondo te, non e' diffuso tra gli audiofili?


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Thu Nov 14, 2013 6:04 pm

    E' molto lineare, con pochi bassi e uno spiccato carattere sui medi, ma cosa fondamentale, riesce a sprigionare il suo meglio già a breve distanza.
    Questo perchè chi lavora in studio deve poter ascoltare per ore e ore ogni minimo dettaglio e quindi avere le casse vicine alla testa e piuttosto isolate di quelle frequenze che di solito "stancano" mentre sono enfatizzate quelle su cui di solito si fa fatica a percepire.
    L'audiofilo immagino cerchi un sistema audio che gli dia delle particolari condizioni emozionali per cui realizza il suo sistema in funzione di quello che gli stimola il piacere nell'ascolto.. Ecco quindi perchè ad ognuno piace una cosa differente dall'altro e se parli con 20 audiofili ognuno ti dirà 20 cose differenti..
    Al contrario se parli con 20 fonici, questo almeno fino a qualche anno fa quando poi la tendenza è cambiata, ti diranno che lo "standard" professionale è quello di Yamaha NS-10 e probabilmente se dovranno valutare un lavoro fatto su un disco, vorranno sentirlo su questo tipo di casse.
    Un audiofilo che invece di provare le proprie emozioni, volesse provare quelle del fonico che ha missato il disco in studio, dovrebbe usare di certo non sistemi come quelli di uso comune, ma dei riferimenti professionali quali le Genelec 10xx o 80xx, oppure le appunto storiche NS-10 ecc.ecc.
    Inoltre, e non è da trascurare, l'audiofilo realizza il proprio impianto per se stesso, mentre il fonico deve avere un sistema di riferimento da poter trovare in quasi tutti gli studi dove si trova a lavorare.
    NS-10 non è di certo una bella cassa, non ha quello che si cerca in un hi fi, ma ci si lavora bene. Una delle mie sensazioni da quando ascolto su un impianto hi-fi è quello di dover ascoltare per almeno 10 minuti prima di cominciare a percepire il tutto, cosa che tutt'ora non mi accade sulle mie NS-10. Forse perchè dopo 25 anni di NS-10 e sistemi live audio di grossa entità, il mio cervello ha formattato l'ascolto in quella direzione e prima di entrare nel mondo hi-fi richiede un po' per riallinearsi...
    Fatto sta che dopo mezz'ora che ascolto ,soprattutto a volumi bassissimi, mi piace tutto più di ogni altra cosa mai ascoltata in vita mia... sarà già il mio "hi-end" ???
    Chissà.....

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Thu Nov 14, 2013 6:13 pm

    Per curiosità allego una foto del mio piccolo home studio e delle NS-10 che mi seguono da quasi 20 anni...
    Si nota che tutto è molto ravvicinato e prossimo al punto di ascolto, tipico degli ascolti nearfield..




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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  nellosound on Thu Nov 14, 2013 8:23 pm

    Luca58 wrote:Stai bono, che a proposito di impianti neutri ho ancora la mascella a terra da quella volta del Maestro 200 SE con le Beethoven Grand...  santa Laughing
    Io ho paura di fare questi incontro, ma so già che un giorno mi toccherà  


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