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L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili? - Page 4
Il Gazebo Audiofilo

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    L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

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    Secondo voi quando si entra nell'hi-end?

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    nellosound
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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  nellosound on Thu Nov 14, 2013 8:23 pm

    Luca58 wrote:Stai bono, che a proposito di impianti neutri ho ancora la mascella a terra da quella volta del Maestro 200 SE con le Beethoven Grand...  santa Laughing
    Io ho paura di fare questi incontro, ma so già che un giorno mi toccherà  

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Thu Nov 14, 2013 8:53 pm

    nellosound wrote:Io ho paura di fare questi incontro, ma so già che un giorno mi toccherà  
    Pensa che uno che conosco ha dato via i due maestro monofonici Rev2 perchè non gli piacevano per niente, questo poco dopo aver dato via pure il pre.
    Anche io devo essere onesto ho venduto un maestro ma era il lettore cd integrato Rev2, in quanto avendo il dac volevo una meccanica CD separata.


    Luca58
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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Fri Nov 15, 2013 5:18 pm

    Pabloss wrote:E' molto lineare, con pochi bassi e uno spiccato carattere sui medi, ma cosa fondamentale, riesce a sprigionare il suo meglio già a breve distanza.
    Questo perchè chi lavora in studio deve poter ascoltare per ore e ore ogni minimo dettaglio e quindi avere le casse vicine alla testa e piuttosto isolate di quelle frequenze che di solito "stancano" mentre sono enfatizzate quelle su cui di solito si fa fatica a percepire.
    L'audiofilo immagino cerchi un sistema audio che gli dia delle particolari condizioni emozionali per cui realizza il suo sistema in funzione di quello che gli stimola il piacere nell'ascolto.. Ecco quindi perchè ad ognuno piace una cosa differente dall'altro e se parli con 20 audiofili ognuno ti dirà 20 cose differenti..
    Al contrario se parli con 20 fonici, questo almeno fino a  qualche anno fa quando poi la tendenza è cambiata, ti diranno che lo "standard" professionale è quello di Yamaha NS-10 e probabilmente se dovranno valutare un lavoro fatto su un disco, vorranno sentirlo su questo tipo di casse.
    Un audiofilo che invece di provare le proprie emozioni, volesse provare quelle del fonico che ha missato il disco in studio, dovrebbe usare di certo non sistemi come quelli di uso comune, ma dei riferimenti professionali quali le Genelec 10xx o 80xx, oppure le appunto storiche NS-10 ecc.ecc.
    Inoltre, e non è da trascurare, l'audiofilo realizza il proprio impianto per se stesso, mentre il fonico deve avere un sistema di riferimento da poter trovare in quasi tutti gli studi dove si trova a lavorare.
    NS-10 non è di certo una bella cassa, non ha quello che si cerca in un hi fi, ma ci si lavora bene. Una delle mie sensazioni da quando ascolto su un impianto hi-fi è quello di dover ascoltare per almeno 10 minuti prima di cominciare a percepire il tutto, cosa che tutt'ora non mi accade sulle mie NS-10. Forse perchè dopo 25 anni di NS-10 e sistemi live audio di grossa entità, il mio cervello ha formattato l'ascolto in quella direzione e prima di entrare nel mondo hi-fi richiede un po' per riallinearsi...
    Fatto sta che dopo mezz'ora che ascolto ,soprattutto a volumi bassissimi, mi piace tutto più di ogni altra cosa mai ascoltata in vita mia...  sarà già il mio "hi-end" ???
    Chissà.....
    Mah, siccome il mondo e' bello perche' e' vario mi aspetterei anche una bella fetta di persone che cerchi un suono di tipo professionale. Invece di questi componenti, forse per lacuna mia, non avevo mai sentito proprio parlare.

    Giusto per capire, come fa un fonico a lavorare se non sente i bassi? Agli Abbey Road Studios usano infatti le B&W grosse... Le LS3/5a erano monitors professionali senza i bassi veri, ma servivano solo per tarare le voci sui grandi impianti in esterno.

    Che differenza sonora e di prestazioni c'e' tra le NS-10 e le LS3/5a?


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Fri Nov 15, 2013 6:11 pm

    I bassi non sono del tutto assenti, ma di certo non sono corposi e dinamici.. Al contrario tutto ciò che c'è in gamma voce è molto dettagliato e preciso...
    Le differenze con le LS3/5 non saprei indicarle perchè non ho mai avuto modo di confrontare i due diffusori..
    Il punto è che il primo ascolto veniva fatto sulle NS10 come standard un po' ovunque, poi si faceva un secondo ascolto su altri altoparlanti, un terzo su altri ancora ecc.ecc.
    Abbey road ha 5 Nautilus 800D forse per scelta commerciale, forse per scelta di tipologia di clientela, forse per ragioni di ogni sorta... ma di certo usciti da li dentro gli altri 100.000 studi negli anni 90 avevano ascolti principali NS10, oggi la cosa è un po' cambiata...
    A questo punto però, invece di indicare gli ascolti, perchè non indichiamo le sale di registrazione, i microfoni usati, il cavo di questi, il mixer ecc.ecc... ognuno di questi componenti genera delle variazioni in ciò che è il suono reale e quello che è il suono registrato e lavorando praticamente ogni giorno con musicisti e strumenti di ogni sorta, non mi capita molto spesso di riuscire ad amplificare uno strumento in maniera che sia esattamente uguale all'originale...
    Concludendo, se per hi-end si pensa all'essere quanto più fedeli allo strumento vero, allora siamo ben lontani da questo, perchè anche con sistemi da centinaia di migliaia di euro, potremmo trovarci di fronte ad una registrazione dove il gusto del fonico ha preferito dare un carattere grosso piuttosto che arioso e veloce, e questo di certo non è il suono dello strumento "reale"..
    Sarebbe opportuno parlare di hi-end quando un sistema restituisce precisamente ciò che ascoltava il fonico in studio, e non il suono reale di tutto, perchè quello è ben diverso... basta entrare in un jazz club di quelli piccini dove si suona senza amplificazione, poi tornare a casa e ascoltare un disco...
    Saluti a tutti ;)

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Fri Nov 15, 2013 6:19 pm

    Con le LS3/5a tenute a poca distanza, le valvole e un signor giradischi analogico, bassi profondi a parte, ci si puo' davvero avvicinare moltissimo.  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Fri Nov 15, 2013 6:21 pm

    Sempre a patto che chi abbia registrato e mixato il disco abbia fatto un buon lavoro....   

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Fri Nov 15, 2013 6:24 pm

    Si', ma con l'analogico qualsiasi disco schifoso aveva una resa almeno buona.  


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Pabloss on Fri Nov 15, 2013 6:29 pm

    Concordo appieno...

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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  colombo riccardo on Fri Nov 15, 2013 6:33 pm

    Luca58 wrote:Con le LS3/5a tenute a poca distanza, le valvole e un signor giradischi analogico, bassi profondi a parte, ci si puo' davvero avvicinare moltissimo.  


    ciao
    Riki

    Luca58
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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  Luca58 on Fri Nov 15, 2013 8:05 pm

    Provare per credere. La liquida e' troppo "liscia". Laughing 


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    Re: L'hi-end e' ancora un mito degli audiofili?

    Post  RockOnlyRare on Sun Nov 17, 2013 2:03 am

    Luca58 wrote:Si', ma con l'analogico qualsiasi disco schifoso aveva una resa almeno buona.  
    Su questi aspetti penso che ogni appassionato la pensi diversamente....
    Per me un sistema "hi-end" è tale se ti emoziona all'ascolto e ti restituisce un suono che sa prenderti senza stancare l'ascolto, e che cresce con il crescere della qualità dell'incisione.

    Ciò premesso è evidente che il realismo dipende in modo indissolubile SOPRATTUTTO (più che anche, rispetto all'impianto) dalla incisione del supporto che ascolti.

    A suo tempo 35 anni fa presi il mio impianto proprio per questa sua caratteristica e non l'ho più cambiato non solo per motivi economici ma soprattutto perchè mi piace ancora come suona, anche se è impietoso al limite della crudeltà nel mettere a nudo implacabilmente le pecche dell'incisione.

    Discorso resa sonora analogico e digitale, anche questo troppo lungo... ma vai ad ascoltare il vinile dei Blind Faith originale e poi ascolta un cd come ad esempio uno della Sheffiled Lab registrato in presa diretta, o semplicemente "to tulsa and back" in cd made in usa di JJ Cale.
    Anche per me il vinile o una registrazione master su tape è il massimo in via teorica ma sempre a patto che sia stato registrato inciso e stampato in modo impeccabile.
    Ma non sempre il vinile originale è la migliore incisione di un album, ci sono moltissime eccezioni che confermano la regola.


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