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Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley
Il Gazebo Audiofilo

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    Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

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    Pazzoperilpianoforte
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    Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sat Feb 13, 2010 4:00 pm

    Come i frequentatori della sezione OT avranno letto, un gruppo di assatanati amanti del ben mangiare, ben bere e ben sentire si sono ieri recati alla Corte di Re Matley per godere del suo impianto certo, ma anche e soprattutto della sua ricca tavola e della compagnia di lui e della deliziosa Barbara.

    Si è sparato un bel pò di cavolate, ben mangiato e ben bevuto, e poi ascoltato.

    Matley è veramente un gran signore di fair-play, ha ascoltato tutte le mie impressioni con grande pazienza e senza mai mandarmi a c...re. Un grande.

    Il bello di questa serata, a mio parere, è stato che ognuno ha chiacchierato con l'altro dei propri gusti e delle proprie predilezioni senza che nessuno sentisse il bisogno di imporre la sua opinione agli altri, o di spacciare verità assolute (anche se, ovvio, ognuno in cuor suo aveva le sue, di convinzioni). tanta voglia di divertirsi, insomma, di ascoltare musica, di chiacchierare.

    Voglio dire una cosa fondamentale: il titolo non è casuale. Mi sono definito un musicofilo, non un audiofilo. Non ho niente da invidiare o desiderare, non ho niente da difendere, non ho niente da dimostrare, non ho nessuno da convincere. Sono uno che ascolta molta musica (anche dal vivo, badate bene) e per me il fine è la musica, in qualunque modo venga perseguita.

    Quindi le mie sono considerazioni di chi non sa tutto ma non è sordo. Di chi, come tutti, ha un suo suono in testa che è uno dei suoni possibili dal vivo ma è solo uno dei suoni possibili, e non adatto a tutta la musica possibile.

    Mi sono avvicinato all'impianto di Matley con la voglia di capire, con la voglia di ascoltare, senza sentirmi in dovere di difendere la mia strada rispetto alla sua, le mie scelte rispetto alle sue. Matley si è posto con una tale serenità e cortesia nei miei riguardi da lasciarmi senza parole... anzi no, ho parlato anche troppo ieri sera (sarà stato l'alcool, ho bevuto decisamente troppo per un astemio... ma le orecchie funzionavano bene!). Ma comunque un vero Signore, anzi un vero Re Matley!!!

    Ora mi fermo qui, perché sono ancora al lavoro. Ma presto vi racconto.

    Non mi celerò dietro un dito ragazzi: quello che vi racconto è vero, quello che ho sentito è vero, non è una mia opinione. Ho visto una creazione dell'intelletto umano in ambito Hi-Fi, una creazione con gioie e dolori, ho visto (sentito) gioie e dolori e ve le racconterò. Le gioie possono essere tali per alcuni da far dimenticare i dolori, per altri può valere il contrario. Ma mi assumo la responsabilità di dire tutta, tutta la verità.

    Re Matley tanto sa, e non temerà la mia opinione.
    Come è ovvio che sia.


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  matley on Sat Feb 13, 2010 7:55 pm

    ora....
    Vito ...Io vi ringrazio di essere venuti al Tempio.. Laughing e della meravigliosa serata passata insieme...
    ma quel RE Matley.... affraid affraid affraid
    mira il dito....


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sat Feb 13, 2010 9:45 pm

    Beh, Matley, si ruzza. Però si è parlato di templi, in questo forum, per parlare di luoghi in cui si andava ad adorare divinità audiofile. Mi piace vedere in questo tuo tempio, invece, una corte in cui si discorre della nostra passione con leggerezza, col sorriso, con vera passione...

    ... ed ogni corte ha il suo Re . Quindi beccate questa! .


    Allora provo a cominciare il mio report anche se dopo aver dormito solo 4 ore stanotte ed un sabato ( ) in negozio, sono veramente distrutto.

    Lascio perdere la bellezza del posto in cui è ubicata la casa di matley e la bellezza della casa stessa, il bel clima che si crea quasi subito tra tutti, la mangiata ricca di risa e chiacchiere (soprattutto le mie, che ero fin troppo loquace... chissà che palle per i miei commensali!!!!!! affraid ).

    Si sale nella stanza d'ascolto, dove sta suonando da tre giorni l'impianto di Matley.

    La lunghissima disquisizione e discussione sull'impianto di Matley la trovate qui:
    http://www.ilgazeboaudiofilo.com/i-nostri-impianti-senza-veli-f18/l-impianto-di-matley-t6.htm

    Arriviamo in stanza e prendiamo posto. matley inserisce nel suo CD AA sbianchettato un CD di musica barocca (i vapori dell'alcool non sono ancora scomparsi e non vorrei dire stupidaggini, ma forse era la famosa Watermusic di Handel).

    Vi devo dire, la delusione è molta, per me, che sono notoriamente un dito in . Suono grande ma confuso, violini tendenzialmente striduli, immagine sonora concentrata sui due diffusori e vuota al centro. Grande facilità dinamica, ma in due parole nessuna orchestra barocca (o non) suona così dal vivo, ve lo giuro. Non posso quasi credere alle mie orecchie, dopo tutto quello che si è detto in positivo dell'impianto di Matley: non posso credere che io non trovi nulla, ma nulla di piacevole in questo impianto. Non riesco a spiegarmelo, ma il suono che sento dai diffusori dell'evento reale orchestrale ha solo la pressione sonora (peraltro stiamo ascoltando un'orchestra barocca, di organico ridotto, quindi non è una sinfonia di Mahler, l'impatto fa gioco fino ad un certo punto, per non dire per nulla). In tutto il resto, in tutto il resto per il mio orecchio non torna nulla. Per me questo impianto non suona.

    Dopo un pò, un tantino preoccupato - cerco di non darlo a vedere anche se ho un pò di sudori freddi sulla nuca - chiedo a Matley di mettere un mio disco. Matley, che come dicevo è un gran padrone di casa, fa finta di non avvedersi che sto interrompendo il brano che ha scelto per noi e mi accontenta.

    Questo è un mio disco e so dirvi quindi bene di cosa si tratta: Settima di Beethoven, secondo movimento Allegretto, dir. Carlos Kleiber, Wiener Philharmoniker, DG 1976, remasterizzazione su supporto SACD doppio strato (chiaramente leggeremo lo strato CD visto che l'AA non è un Super Audio). Qui almeno la gamma alta - che non è per niente attenuata in questa registrazione ma ha un eccellente velluto sugli archi - sembra maggiormente controllata. L'immagine sonora sembra più piena al centro sicché il fronte sonoro appare un pò più coerente, ma il suono non incanta. In particolare rimango deluso dall'escursus dinamico: Ho fatto regolare da Dragon il volume di ascolto a partire dal piano iniziale (non inteso come pianoforte - che chiaramente non c'è in nessuna sinfonia, piano inteso come suono attaccato in piano), ma alla fine non posso fare a meno di notare che la gamma dinamica che io ricordavo di questo disco era un pizzico più ampia. Non certo perché l'impianto s'è mangiato qualcosa sul forte - ci mancherebbe altro - ma perché la sensazione è che la gradazione della dinamica sul piano sia sommaria, e quindi i ppp suonino pp, i pp suonino p, ed i p suonino mezzopiano.
    Alla fine del brano cerco di articolare una opinione, dicendo un pò i dubbi che vi sto confessando ora, ma con meno decisione, perché non avevo ancora identificato quale fosse il problema in quel momento, anche se - se ci pensate bene - l'ultimo era un buon indizio per arrivarci, ma si sa, l'emozione gioca brutti scherzi.
    Dico qualcosa però di positivo sul basso, ma ve lo racconto alla fine dell'ascolto, quando avremo scoperto il nocciolo del problema.

    Cambio di disco: Bohème di Puccini, finale atto secondo (walzer di Musetta), storica edizione della Decca direttore Karajan, i mitici Berliner, Pavarotti, Freni, Harwood. Ultima - ottima - edizione remasterizzata (buttate le precedenti, merita) della registrazione del 1972 (se non erro). Si tratta di una scena d'insieme dove alla voce di Musetta si uniscono le voci degli altri 6 protagonisti presenti in scena, quindi alla fine il coro ed una banda che attraversa la scena portando tutti con sé fuori scena sulle battute finali dell' orchestra.
    Qui la dinamica serve, ed è ottima, ma ne parliamo dopo. Perché quello che non si sopporta è lo stridio angosciante di ogni voce femminile che non canti piano. La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W. L'insieme non suona, almeno per me e per come io conosco il suono orchestrale. Se poi vi basta la dinamica....

    Non so chi lancia l'idea, ma si decide di cambiare il lettore CD: Dragon ha portato il suo Wadia 6. Reinfiliamo sul platorello il CD della Boheme, stesso brano e.... fiuuuuuuuuu, sono salvo . Abbiamo cambiato musica. E' tutto un vocìo di "senti qui", "guarda ora", "l'importanza della sorgente", ecc. ecc. Io sto quasi per baciare il Wadia, ma mi trattengo (Dragon potrebbe essere geloso). Addesso la scena c'è anche al centro, le voci sono tutte perfettamente localizzabili e solo gli acuti estremi della Harwood ancora patiscono di un certo metallo. Suono tutto più godibile e credibile, ma in due parole è un altro mondo. Scherzando dico a Matley: "me lo butti in giardino l'AA?".

    Abbiamo sostituito al gigante i suoi piedi d'argilla ed ora con dei piedi forse non perfetti per lui, ma certo di buona materia solida e musicale, il gigante riesce a stare ritto. E' chiaro che a Matley occorre scegliere un nuovo, bel CD player, le cui caratteristiche andremo definendo. Ma ritorniamo al resto dell'impianto del nostro Re per una notte ( ). Da questo punto in poi si comincia ad ascoltare sul serio, e vengono fuori molte cose interessanti. Cercherò di dirvele tutte, ma non so quanto riuscirò ad essere organico. Ci provo. Ma.... alla prossima puntata, la cena è pronta......

    ....

    Suspaaaaaaaanceeeeeeeeeeeeeeee

    P.S: Matley perdona la mia franchezza, ma oltre il male anche il bene c'è in questo mio report, come appresso leggerai .


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Dragon on Sat Feb 13, 2010 9:59 pm

    Bravissimo PPP, hai un modo di esporre l'esperienza musicofila Laughing a dir poco ottima...

    vedi di non mangiar tanto e.....continua...son tutt'occhi


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Ospite on Sun Feb 14, 2010 12:46 am

    Dragon wrote:Bravissimo PPP, hai un modo di esporre l'esperienza musicofila Laughing a dir poco ottima...

    vedi di non mangiar tanto e.....continua...son tutt'occhi

    Uncantà vittoria che c'è dell'altro che bastona Wadia Laughing
    Scherzi a parte, i Wadia sono ottime sorgenti (non tutte) ma ho sentito alcune macchine recenti che...
    Prova a sentire Metronome CD5, Audio Aero Capitole Signature, MSB DAC III, PlayBack MPS-5 , Mikado Signature, Vitus SCD 010 e perchè no DCS Puccini rigorosamente col clock...se vuoi esagerare Spectral SDR4000.
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    Last edited by xin on Sun Feb 14, 2010 12:55 am; edited 1 time in total

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  matley on Sun Feb 14, 2010 12:50 am

    xin wrote:
    Dragon wrote:Bravissimo PPP, hai un modo di esporre l'esperienza musicofila Laughing a dir poco ottima...

    vedi di non mangiar tanto e.....continua...son tutt'occhi

    Uncantà vittoria che c'è dell'altro che bastona Wadia Laughing
    Scherzi a parte, i Wadia sono ottime sorgenti (non tutte) ma ho sentito alcune macchine recenti che...
    Prova a sentire Metronome CD5, Audio Aero Capitole Signature, MSB DAC III , Mikado Signature, Vitus SCD 010 e perchè no DCS Puccini rigorosamente col clock...se vuoi esagerare Spectral SDR4000.
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    La scelta poi va a gusti.

    Xin e da molto tempo che dico SDR4000....perchè è uno sbilanciato e sul mio impianto lo vedrei bene....
    ma....chi paga? Laughing Laughing Laughing


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Ospite on Sun Feb 14, 2010 1:01 am

    Vai di Mikado Signature o Vitus SCD 010.
    Oppure un po' diverso come impostazione Metronome, ma altrettanto buono.

    MSB la spunta su tutti questi citati, ma poi chi lo rivende più?
    Tra l'altro i nquesti gg stanno consegnando i primi DAC IV che pare abbian migliorato di molto il pur ottimo Dac III, la meccanica ahimè mi piace poco per un motivo... anche se ha software proprietario, ma quel dvd-rom li...mi sta sul gozzo per tutti quei soldi spesi!
    http://www.msbtech.com/products/platinumHome.php


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Luca58 on Sun Feb 14, 2010 1:04 am

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Cambio di disco: Bohème di Puccini...
    La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W.

    Non so chi lancia l'idea, ma si decide di cambiare il lettore CD: Dragon ha portato il suo Wadia 6 ... E Addesso la scena c'è anche al centro

    Cioe' il Maestro sposta tutta a sinistra la scena e lascia il centro vuoto? Allora e' guasto; questo difetto macroscopico non lo faceva nemmeno il mio piccolo lettore DVD Panasonic.

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Ospite on Sun Feb 14, 2010 1:07 am

    Manco il mio Pioneer DVR-LX60

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  aircooled on Sun Feb 14, 2010 9:26 am

    matley mi sa che devi datti all'ippica altro che HIFI


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Dragon on Sun Feb 14, 2010 10:33 am

    xin wrote:
    Dragon wrote:Bravissimo PPP, hai un modo di esporre l'esperienza musicofila Laughing a dir poco ottima...

    vedi di non mangiar tanto e.....continua...son tutt'occhi

    Uncantà vittoria che c'è dell'altro che bastona Wadia Laughing
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    La scelta poi va a gusti.

    E chi è che canta vittoria Ho solo notato la professionalità che ha Vito nel modo di esporre le proprie sensazioni derivate dall'ascolto.

    Non facevo tifo per nessun apparecchio, anzi, mi piace leggere appunto la varietà di sensazioni che ciascuno di noi prova durante un'ascolto; se queste poi vengono
    esposte in maniera così esaustiva e chiara, mi piacciono ancora di più. sunny

    Per quanto riguarda la sostituzione del mio Wadia...vedremo, sò che esistono macchine superiori, bisogna solo vedere se la cifra da investire è giustificata dalla qualità raggiunta e/o migliorata rispetto appunto al mio lettore(Ricorda che è S.E. Laughing Laughing Laughing )

    Ma questo è un'altro discorso...quì si parla di "un musicofilo alla corte del Re" e delle proprie sensazioni di ascolto.


    Last edited by Dragon on Sun Feb 14, 2010 10:47 am; edited 2 times in total


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  matley on Sun Feb 14, 2010 10:40 am

    aircooled wrote:matley mi sa che devi datti all'ippica altro che HIFI

    ...IO aspetto
    a volte..


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Dragon on Sun Feb 14, 2010 10:45 am

    matley wrote:
    aircooled wrote:matley mi sa che devi datti all'ippica altro che HIFI

    ...IO aspetto
    a volte..

    Appunto, aspetta, il seguito deve ancora arrivare


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sun Feb 14, 2010 11:20 am

    Luca58 wrote:
    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Cambio di disco: Bohème di Puccini...
    La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W.

    Non so chi lancia l'idea, ma si decide di cambiare il lettore CD: Dragon ha portato il suo Wadia 6 ... E Addesso la scena c'è anche al centro

    Cioe' il Maestro sposta tutta a sinistra la scena e lascia il centro vuoto? Allora e' guasto; questo difetto macroscopico non lo faceva nemmeno il mio piccolo lettore DVD Panasonic.

    No, no, fermi tutti.

    Quel commento che ho fatto, mi rendo conto, può essere frainteso se non si conosce il brano in questione. Ora spiego meglio.

    Ma prima voglio fare due precisazioni:

    1. A me non interessa definire se il Wadia6 è il miglior lettore al mondo, se è il peggiore, se ha luci ed ombre. Non lo posso sapere e non l'ho detto: è la prima volta che lo sento. Vi posso però dire che nel contesto dell'impianto di Matley suona dieci volte meglio del suo AA. Questo non solo lo dico, ma chi non lo sente, a mio parere, è semplicemente sordo. Che poi ci possano essere player che abbinati al suo impianto possano dare ancora di più non ho fatica a crederlo. Io ho sentito in quel contesto solo l'AA di Matley ed il wadia 6. Suono dell'impianto con AA, da 1 a 10, 4. Suono col Wadia 8. SE dovessi dirvi così, a spanne. Poi, una volta aperta la questione su quale CD player potrebbe essere meglio in quel contesto, ci possono essere molte idee, ma tutte vanno provate sul campo. DRagon mi ha detto, durante gli ascolti: "come lo vedresti un CD con uscita a valvole?". Ci ho pensato un secondo e poi gli ho risposto "Boh, magari s'attufa tutto l'acuto e non si sente più nulla, o magari torna". Nemmeno mi fa finire la frase e Dragon m'incalza "Va provato". Ci siamo intesi.

    2. Matley ci sente benissimo. E' solo che per lui, magari, contano di più cose che per me sono meno importanti e viceversa. Ma parlando della sorgente Matley mi dice con convinzione, da innamorato del suono, che come si sente il suo impianto col vinile è tutt'altra cosa. Questa sua affermazione fa capire che ci sente benissimo perché credo che il vinile torni come un guanto al suono dell'impianto - ma soprattutto dell'ambiente - di Matley e gli permetta di ottenere veramente le migliori prestazioni, al momento e rispetto al suo CD Player attuale ma probabilmente anche rispetto al Wadia6. Ma più avanti vi dico perché me lo spiego e perché a mio parere torna.

    Ritorniamo all'Audio Analogue per spiegare le mie riserve sul suono di questo oggetto all'interno dell'impianto di Matley e all'interno dell'ambiente in cui ascolta Matley, perché cambiando uno degli elementi l'impianto o l'ambiente tutto potrebbe cambiare. Ed anche questo dovremmo saperlo tutti, senza bisogno di ribadirlo ogni volta. I difetti dell'AA in questione all'interno di quel contesto sono che tutto il range di frequenze acuto - dalle voci femminili in su - è sovraesposto, sparato, gridato, metallico. La cosa non si nota forse troppo con i generi moderni, amplificati - anche se io di moderno con l'AA non ho ascoltato nulla, ho ascoltato solo il classico e lì l'effetto era devastante - e magari è solo un problema di abbinamenti e non ha niente a che vedere col suono del lettore, ma non occore ripeterlo quindi ora smetto. Il medio in quel contesto è un pò vuoto e questo incentiva un certo effetto loudness dell'impianto di Matley che è dovuto - a mio parere - quasi esclusivamente, al fatto che l'ambiente di Matley è veramente un pò troppo piccolo per le signore B&W che si ritrova, che avrebbero bisogno di essere un pò più distanziate tra loro per ristabilire coerenza tra il front-stage che ricreano e la pressione sonora di cui sono capaci, ma anche di avere più spazio tra loro e le pareti laterali, alla destra e alla sinistra della scena. Spazio che al momento è all'incirca di un metro, valutato ad occhio. Tutti questi compromessi di sistemazione in ambiente provocano dei precisi effetti che in certi momenti e con certi generi musicali fanno pagare un certo dazio. Ma spingono anche ad un suono della sorgente molto specifico, a mio parere. In quel contesto l'Audio Analogue in questione non mi ha nemmeno impressionato per la scansione dinamica verso i piani ed i pianissimi, che invero mi è sembrata un pò sommaria. Anche questo forse con i generi moderni è cosa inudibile, con i generi classici è lampante, ed il suono sul pianissimo non conserva inoltre molta magia, molto timbro,molto corpo. Ma questo potrebbe essere un fatto timbrico: se in un sistema audio (includendo nel sistema aaudio anche l'ambiente) dal suono in gamma media un pizzico leggero rispetto agli estremi gamma inserisco un CDplayer che tiene i centri leggeri ed ha una ottima estensione all'acuto - faccio un esempio per farmi capire - quel player potrà anche essere il miglior CD player al mondo ma in quel sistema audio non funziona e chi non lo sente è perché lavora di pregiudizio e non di orecchie.
    Oltre al problema timbrico e al dubbio sulla dinamica, nel senso della scansione del suono sui piani e pianissimi, il CD AA di Matley non ha una ricostruzione spaziale, in quell'impianto ed in quell'ambiente, degna di questo nome. Ripeto: in quel contesto il suono è tutto concentrato intorno ai diffusori ed il centro è vuoto. L'osservazione che io ho fatto sul discorso del coro, che veniva dal middle in kevlar della cassa sinistra non significa che il canale destro non funzionava. Significa che in quel momento del brano in questione, al canto dei protagonisti si unisce il canto di un coro - monelli di strada che annunciano l'arrivo della banda che arriva in scena - e questi interventi del coro sono posti in fondo la scena acustica sul suo lato sinistro. Con l'AA tutto il coro suona in un unico punto, al centro dell'altoparlante in kevlar del diffusore sinistro. Con il Wadia il coro suona occupando tutta la metà sinistra della scena acustica. Chi può dire che la prima realizzazione sonora sia ragionevole? SE anche l'AA fosse il miglior player del mondo, in quel contesto non funziona. NOn c'è nulla a cui attaccarsi se non si è sordi.

    Probabilmente è dovuto anche alla sistemazione dei diffusori nell'ambiente. Per Matley la collocazione imprescindibile è con i due diffusori paralleli tra loro, non inclinati nemmeno di un grado verso il punto d'ascolto. Tutti dovremmo sapere che in genere questo posizionamento - aldilà delle conseguenze timbriche che ha sul suono dell'impianto e che possono essere le più disparate a seconda dell'ambiente - allarga al massimo la scena acustica ma rischia di alleggerire il centro immagine, di rarefarlo. In questo contesto la ricostruzione spaziale dell'AA spinge questo limite ad un livello inaccettabile, mentre il Wadia riesce in queste condizioni a ricostruire una scena piena al centro e molto ben distribuita in larghezza. Potrebbe anche darsi che in un impianto disposto diversamente la scena del Wadia possa sembrare più stretta di quella del CD player AA, ma io non sto parlando dei due lettori CD, sto parlando dell'impianto di Matley nell'ambiente di matley: portatemi il migliore CD player Accuphase (e sapete quanto li amo) a casa di Matley e se mi fa lo stesso lavoro dell'AA io vi assicuro che ve lo scaravento nel solito giardino assieme al collega italiano. Se una macchina in una catena non suona, il suo blasone e le sue doti e la sua tecnica sono carta straccia con cui mi ci pulisco il culetto. Poi la butto in giardino. Poi mi affiaccio all'uscio e "Avanti il prossimo", faccio entrare il miglior concorrente successivo.

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  aircooled on Sun Feb 14, 2010 12:05 pm

    matley wrote:
    aircooled wrote:matley mi sa che devi datti all'ippica altro che HIFI

    ...IO aspetto
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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  matley on Sun Feb 14, 2010 12:09 pm

    aircooled wrote:
    matley wrote:
    aircooled wrote:matley mi sa che devi datti all'ippica altro che HIFI

    ...IO aspetto
    a volte..
    aspetta aspetta


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Luca58 on Sun Feb 14, 2010 12:40 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Luca58 wrote:
    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Cambio di disco: Bohème di Puccini...
    La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W.

    Non so chi lancia l'idea, ma si decide di cambiare il lettore CD: Dragon ha portato il suo Wadia 6 ... E Addesso la scena c'è anche al centro

    Cioe' il Maestro sposta tutta a sinistra la scena e lascia il centro vuoto? Allora e' guasto; questo difetto macroscopico non lo faceva nemmeno il mio piccolo lettore DVD Panasonic.

    No, no, fermi tutti.

    Quel commento che ho fatto, mi rendo conto, può essere frainteso se non si conosce il brano in questione. Ora spiego meglio.

    Ma prima voglio fare due precisazioni:

    1. A me non interessa definire se il Wadia6 è il miglior lettore al mondo, se è il peggiore, se ha luci ed ombre. Non lo posso sapere e non l'ho detto: è la prima volta che lo sento. Vi posso però dire che nel contesto dell'impianto di Matley suona dieci volte meglio del suo AA. Questo non solo lo dico, ma chi non lo sente, a mio parere, è semplicemente sordo. Che poi ci possano essere player che abbinati al suo impianto possano dare ancora di più non ho fatica a crederlo. Io ho sentito in quel contesto solo l'AA di Matley ed il wadia 6. Suono dell'impianto con AA, da 1 a 10, 4. Suono col Wadia 8. SE dovessi dirvi così, a spanne. Poi, una volta aperta la questione su quale CD player potrebbe essere meglio in quel contesto, ci possono essere molte idee, ma tutte vanno provate sul campo. DRagon mi ha detto, durante gli ascolti: "come lo vedresti un CD con uscita a valvole?". Ci ho pensato un secondo e poi gli ho risposto "Boh, magari s'attufa tutto l'acuto e non si sente più nulla, o magari torna". Nemmeno mi fa finire la frase e Dragon m'incalza "Va provato". Ci siamo intesi.

    2. Matley ci sente benissimo. E' solo che per lui, magari, contano di più cose che per me sono meno importanti e viceversa. Ma parlando della sorgente Matley mi dice con convinzione, da innamorato del suono, che come si sente il suo impianto col vinile è tutt'altra cosa. Questa sua affermazione fa capire che ci sente benissimo perché credo che il vinile torni come un guanto al suono dell'impianto - ma soprattutto dell'ambiente - di Matley e gli permetta di ottenere veramente le migliori prestazioni, al momento e rispetto al suo CD Player attuale ma probabilmente anche rispetto al Wadia6. Ma più avanti vi dico perché me lo spiego e perché a mio parere torna.

    Ritorniamo all'Audio Analogue per spiegare le mie riserve sul suono di questo oggetto all'interno dell'impianto di Matley e all'interno dell'ambiente in cui ascolta Matley, perché cambiando uno degli elementi l'impianto o l'ambiente tutto potrebbe cambiare. Ed anche questo dovremmo saperlo tutti, senza bisogno di ribadirlo ogni volta. I difetti dell'AA in questione all'interno di quel contesto sono che tutto il range di frequenze acuto - dalle voci femminili in su - è sovraesposto, sparato, gridato, metallico. La cosa non si nota forse troppo con i generi moderni, amplificati - anche se io di moderno con l'AA non ho ascoltato nulla, ho ascoltato solo il classico e lì l'effetto era devastante - e magari è solo un problema di abbinamenti e non ha niente a che vedere col suono del lettore, ma non occore ripeterlo quindi ora smetto. Il medio in quel contesto è un pò vuoto e questo incentiva un certo effetto loudness dell'impianto di Matley che è dovuto - a mio parere - quasi esclusivamente, al fatto che l'ambiente di Matley è veramente un pò troppo piccolo per le signore B&W che si ritrova, che avrebbero bisogno di essere un pò più distanziate tra loro per ristabilire coerenza tra il front-stage che ricreano e la pressione sonora di cui sono capaci, ma anche di avere più spazio tra loro e le pareti laterali, alla destra e alla sinistra della scena. Spazio che al momento è all'incirca di un metro, valutato ad occhio. Tutti questi compromessi di sistemazione in ambiente provocano dei precisi effetti che in certi momenti e con certi generi musicali fanno pagare un certo dazio. Ma spingono anche ad un suono della sorgente molto specifico, a mio parere. In quel contesto l'Audio Analogue in questione non mi ha nemmeno impressionato per la scansione dinamica verso i piani ed i pianissimi, che invero mi è sembrata un pò sommaria. Anche questo forse con i generi moderni è cosa inudibile, con i generi classici è lampante, ed il suono sul pianissimo non conserva inoltre molta magia, molto timbro,molto corpo. Ma questo potrebbe essere un fatto timbrico: se in un sistema audio (includendo nel sistema aaudio anche l'ambiente) dal suono in gamma media un pizzico leggero rispetto agli estremi gamma inserisco un CDplayer che tiene i centri leggeri ed ha una ottima estensione all'acuto - faccio un esempio per farmi capire - quel player potrà anche essere il miglior CD player al mondo ma in quel sistema audio non funziona e chi non lo sente è perché lavora di pregiudizio e non di orecchie.
    Oltre al problema timbrico e al dubbio sulla dinamica, nel senso della scansione del suono sui piani e pianissimi, il CD AA di Matley non ha una ricostruzione spaziale, in quell'impianto ed in quell'ambiente, degna di questo nome. Ripeto: in quel contesto il suono è tutto concentrato intorno ai diffusori ed il centro è vuoto. L'osservazione che io ho fatto sul discorso del coro, che veniva dal middle in kevlar della cassa sinistra non significa che il canale destro non funzionava. Significa che in quel momento del brano in questione, al canto dei protagonisti si unisce il canto di un coro - monelli di strada che annunciano l'arrivo della banda che arriva in scena - e questi interventi del coro sono posti in fondo la scena acustica sul suo lato sinistro.
    Con l'AA tutto il coro suona in un unico punto, al centro dell'altoparlante in kevlar del diffusore sinistro. Con il Wadia il coro suona occupando tutta la metà sinistra della s
    cena ac
    ustica.
    Chi può dire che la prima realizzazione sonora sia ragionevole? SE anche l'AA fosse il miglior player del mondo, in quel contesto non funziona. NOn c'è nulla a cui attaccarsi se non si è sordi.

    Probabilmente è dovuto anche alla sistemazione dei diffusori nell'ambiente. Per Matley la collocazione imprescindibile è con i due diffusori paralleli tra loro, non inclinati nemmeno di un grado verso il punto d'ascolto. Tutti dovremmo sapere che in genere questo posizionamento - aldilà delle conseguenze timbriche che ha sul suono dell'impianto e che possono essere le più disparate a seconda dell'ambiente - allarga al massimo la scena acustica ma rischia di alleggerire il centro immagine, di rarefarlo. In questo contesto la ricostruzione spaziale dell'AA spinge questo limite ad un livello inaccettabile, mentre il Wadia riesce in queste condizioni a ricostruire una scena piena al centro e molto ben distribuita in larghezza. Potrebbe anche darsi che in un impianto disposto diversamente la scena del Wadia possa sembrare più stretta di quella del CD player AA, ma io non sto parlando dei due lettori CD, sto parlando dell'impianto di Matley nell'ambiente di matley: portatemi il migliore CD player Accuphase (e sapete quanto li amo) a casa di Matley e se mi fa lo stesso lavoro dell'AA io vi assicuro che ve lo scaravento nel solito giardino assieme al collega italiano. Se una macchina in una catena non suona, il suo blasone e le sue doti e la sua tecnica sono carta straccia con cui mi ci pulisco il culetto. Poi la butto in giardino. Poi mi affiaccio all'uscio e "Avanti il prossimo", faccio entrare il miglior concorrente successivo.

    Spero che ora quello che volevo dire sia chiaro e passo oltre.




    Quante dissertazioni per ascoltare la Boheme cantata da Pavarotti...

    Io avevo l'LP, ma in CD non l'ho poi ricomprata perche' il Pav e' romantico come un ombrello chiuso

    Comunque, come hai giustamente detto, il Wadia 6 non e' in discussione; io l'ho ascoltato alcune volte e la resa mi e' sempre sembrata top. Che poi il Merrill di Matley abbia una resa superiore e' ovvio, ma per altri motivi.

    E' che avevi detto che l'AA spostava dal centro i cantanti e li posizionava a sinistra lasciando il centro del palcoscenico vuoto:
    Cambio di disco: Bohème di Puccini...
    La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W.

    Non so chi lancia l'idea, ma si decide di cambiare il lettore CD: Dragon ha portato il suo Wadia 6 ... E Addesso la scena c'è anche al centro

    Diverso e' dire che:
    Con l'AA tutto il coro suona in un unico punto, al centro dell'altoparlante in kevlar del diffusore sinistro. Con il Wadia il coro suona occupando tutta la metà sinistra della scena acustica.

    anche se ribadisci che:
    il CD AA di Matley non ha una ricostruzione spaziale, in quell'impianto ed in quell'ambiente, degna di questo nome

    Secondo me la disposizione dei diffusori non puo' essere la causa del "buco al centro", perche' sarebbe presente sempre. Inoltre il Maestro sbianchettato l'ho sentito bene da un amico che ha un impianto come il mio (AI500 + LS3/5a) e devo dire che e' di una dolcezza incredibile; niente acuti metallici e ricostruzione scenica "ottima e abbondante"

    Siccome l'impianto di Matley col Wadia non presenta questa durezza degli alti (a quello che dici), ribadisco che il Maestro probabilmente e' guasto

    Per la dinamica e il resto, invece, puo' trattarsi benissimo di diversita' tra i due lettori, ovviamente.

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  mr.bean on Sun Feb 14, 2010 1:10 pm

    Non è che le sbianchettature sanno di tappo????? affraid affraid affraid

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  matley on Sun Feb 14, 2010 1:15 pm

    E' bene parlare ...ma anche vedere...
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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sun Feb 14, 2010 1:32 pm

    Eravamo rimasti a quando, sulla Boheme di Puccini eravamo passati al Wadia, trovando un altro suono rispetto a quanto avevamo sentito precedentemente. Ora vi parlerò dei dischi e delle impressioni che ho avuto del suono dell'impianto di Matley che attrezzato con una buona sorgente - ma soprattutto ben scelta - e magari con qualche virgola di ritocco del posizionamento dei praventi RPG che si ritrova (Matley, la prossima volte che ti vengo a trovare gioco un pò con i paraventi... ... e fu così che Pazzopp non fu mai più invitato a casa di Matley affraid affraid ), diventa un bel suono, in alcuni parametri veramente sorprendente.

    Appare chiaro che la gamma bassa di questo sistema è virtualmente onnipotente. I timpani dell'orchestra godono di una collocazione nello spazio virtuale della scena acustica preciso, molto ben dislocato in profondità, e non invadono mai né le frequenze limitrofe né gli strumenti limitrofi. Non coprono nulla, insomma, del restante messaggio sonoro. Potenti, però, rocciosi, ma anche morbidi, musicali. La dinamica è potente, ma non esibita, non ad effetto: c'è quello che ci deve essere. Inoltre colpisce il respiro della gamma bassa, perché questi timpani fanno risuonare del loro suono tutto l'ambiente che li circonda - nella buca dove sta suonando l'orchestra - ma con una naturalezza veramente convincente. Inoltre il suono è pieno, del giusto colore, veloce, senza una sbavatura, ma pieno e sonoro, Spesso per ottenere velocità in Hi-Fi si sacrifica il timbro (schiarendolo) o si gioca sui tembi di rilascio del segnale,ottenendo un suono secco, che nella musica non amplificata dà molta noia. Qui torna tutto, ed appare subito chiaro che a bassa potenza e con le valvole questo connubio di potenza, controllo, velocità, pienezza, semplicemente non è perseguibile. Punto.
    Quello che vi ho detto dei timpani vale per tutta la gamma bassa di questo impianto attrezzato col Wadia6, anche coi generi moderni e coi generi classici. Va detta però obiettivamente una cosa: l'ambiente ci mette lo zampino perché il basso è - rispetto al resto gamma - enfatizzato di vari decibel. Ma le virtù del sistema di Matley, ma anche le virtù del trattamento RPG credo - fanno sì che questa accentuazione col jazz e con il rock passi quasi completamente inosservata. Questo perché è tale la pulizia, il nitore, il controllo di questo basso, ma vorrei dire anche l'articolazione e la varietà di timbro (questo basso non è mai, mai monocorde), che spesso pur avvertendone la potenza e la perentorietà ed anche l'enfasi - timbricamente parlando - tutto questo non sembra fare danno al resto del suono, soprattutto con il rock ed il jazz, che qui sono godibilissimi per la completezza, la lucidità ed il nitore del basso. E l'accenbtuazione di questa gamma, ripeto, grazie al notevole controllo ed alla pulizia, non dà noia. Anzi, la sensazione che il suono non incontri limiti dinamici in questa gamma è, con questi generi, veramente tranquillizzante, e sorprendersi a battere il ritmo con il piede è a volte inevitabile. L'effetto live è notevole, ma di molti concerti live rock o jazz manca - fortunatamente - in questo basso del tutto la pacchianeria, la lunghezza, la mancanza di controllo, la melma che spesso ci infliggono i tecnici del suono in molti concerti.
    Ma anche con la grande orchestra tardottocentesca (Mahler e Wagner immagino, così come per il Puccini operistico che ho sentito)il basso coinvolge e convince e la sua enfasi passa del tutto o quasi del tutto inosservata.
    Ripeto: ottenere questo effetto e questo risultato in basso con sistemi di bassa potenza, magari a valvole, credo sia proprio impensabile. Il resto sono chiacchiere. Si può rinunciare ad un basso così ed averne comunque uno meno onnipotente ma comunque convincente, soprattutto con la musica classica della prima metà dell'ottocento o precedente? Si, senza dubbio, ma per avere questo basso la strada è questa: SS, alta potenza, diffusori di un certo litraggio e con certi altoparlanti. Punto.

    Dov'è che si paga dazio all'ambiente, secondo me, con questa gamma bassa? Con il pianoforte non amplificato della musica classica e con le voci gravi liriche, ad esempio. Perché in questi frangenti l'enfatizzazione del basso che questo ambiente comporta infastidisce, perché si percepisce come mancanza di linearità.
    Tra i tanti dischi, ad esempio, che girano sul platorello del Wadia, ci passa anche il secondo movimento Largo e mesto della sonata terza opera 10 di Beethoven. Registrazione Philips antica, del 1964, di uno splendido Claudio Arrau. Qui l'incanto si rompe - perché a tratti di incanto si parla nella soprprendente gamma media di questo sistema di cui più avanti vi parlerò - perché quando la mano sinistra di Arrau scende via via verso la parte più grave della tastiera si percepisce chiaramente il gradino di volume che ad un certo punto interviene e rende la gamma bassa del piano troppo più intensa come volume del resto della tastiera, con un effetto spiacevole, perché del tutto alieno, impossibile, in ogni ascolto dal vivo di questo strumento. Viene un pizzico anche incrinata l'integrità timbrica di questo strumento in questo modo, perché un pizzico dell'enfasi del basso scurisce anche un pò troppo la zona in cui si fonde al medio, e quindi questo pianoforte a seconda dei tasti che suonano tende a cambiare un pò troppo timbro, e perde di coerenza e continuità. E quindi di verosimiglianza. Qui si percepisce però bene il gioco dinamico verso i piani ed i pianissimi dell'accoppiata Wadia6+sistema HI-Fi e ambiente di Matley e l'esito è decisamente soddisfacente, anzi a tratti trasecolo.... ma ve ne parlo quando vi parlerò del medio di questo sistema.
    Un altro disco in cui si percepisce il gradino di rendimento che favorisce in questo ambiente il basso rispetto al medio e Sibilar gl'angui d'aletto dal Rinaldo di Handel, basso Ildebrando D'arcangelo, orchestra Modo Antiquo diretta da Federico Maria Sardelli, splendida registrazione DG. Qui tutto potrebbe funzionare, anche perché grazie il medio c'è anche una certa grazia nell'insieme, ma è chiaro che il peso dato all'orchestra barocca in gamma grave è una invenzione di questo sistema ambiente+impianto. Questo non infastidirebbe più di tanto, ma il problema è che questa enfasi del grave inquina, come dicevo, la zona dove il basso si congiunge al medio, il mediobasso appunto, e la voce di D'arcangelo è un pò ingolfata, meno nitida del dovuto e questo si percepisce chiaramente perché essendo questa un'aria di virtuosismo barocco si fa molto fatica a percepire con nitore le agilità del cantante in basso ed al centro, perché il colore è un pò scuretto, manca un pizzico di timbro, di nitore, di velocità. In una parola, di naturalezza e di godibilità. Con questo brano non riesco a dimenticare di star sentendo un impianto di riproduzione. SE fosse un appasionato di musica lirica barocca e di piano come me, capite, anche Matley non potrebbe essere contento del suo impianto e quello che questo strepitoso basso dà alla musica jazz o rock nonostante l'enfasi ambientale non riuscirebbe a far pari con quello che nella sua musica si perderebbe. Ma Matley non è come me un monomaniaco dell'opea barocca e del pianoforte solo classico (per non parlare del fortepiano e del clavicembalo) quindi quello che per me è un meno, per lui diventa un più. Nè io né lui abbiamo ragione o torto. Ha torto qualcuno perché preferisce le more alle bionde?

    Voi che siete appasionati delle gare, adesso avrete un pizzico di soddisfazione.
    Concludo questa sezione dedicata al basso dell'impianto di Matley con un commento dell'ascolto del disco - molto poco audiophile, del brano Baba o' Riley da Who's next degli Who, appunto. Edizione in CD del 1995. Conosco questo brano bene sul mio impianto (la mia metà "testa" i miei impianti con questo disco) ed ho modo ora di ascoltarlo sull'impianto di Matley. Suona meglio l'impianto di Matley questo disco, vorrete sapere, o il mio impianto?



    Vi piacerebbe saperlo, vero? La curiosità uccide.... ma ve lo voglio dire. Anche per dimostrarvi di non sentire la necessità di mentire a me e a voi, di non sentire la necessità di difendere nulla.

    L'unico punto in cui vince il mio impianto nei riguardi di quello di Matley con questo disco è nella rirpoduzione magica della chitarra elettrica e delle voci, talmente tonde, definite e luminose da far sentire con precisione il suono tipico di quegli anni delle registrazioni di quegli strumenti. Ma la sensazione complessiva del suono è quella di ascoltare questo concerto un pò da lontano, mentre con l'impianto di Matley ci siamo dentro e certo ne siamo molto più coinvolti. Secondo me, aldilà di molte cervellotiche razionalizzazioni ed aldilà dei pregi e dei difetti di basso, medio ed alto, pur con un pò di nostalgia per il suono delle chitarre elettriche e per l'analisi, migliore nel mio impianto, a me sembra che non ci sia match, nel senso che vince l'impianto di Matley.

    Tornando a casa, però, la mia metà mi dice che, in fondo in fondo, preferisce il suono delle chitarre elettriche e l'analisi del mio impianto a quello di Matley, in questo brano. Chi sono io per contraddirlo?



    (vado a magnà)


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Luca58 on Sun Feb 14, 2010 1:41 pm

    matley wrote:E' bene parlare ...ma anche vedere...
    eccone la Prova... sunny sunny sunny


    Per essere proprio pignoli... ...il confronto andrebbe fatto mettendo i due lettori sullo stesso ripiaano santa santa santa

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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  aircooled on Sun Feb 14, 2010 1:46 pm

    matley wrote:E' bene parlare ...ma anche vedere...
    eccone la Prova... sunny sunny sunny

    non dirmi che hai fatto suonare un qualsivoglia aggeggio sulla base del mobile altrimenti altro che rotto


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Rudino on Sun Feb 14, 2010 1:57 pm

    aircooled wrote:
    matley wrote:E' bene parlare ...ma anche vedere...
    eccone la Prova... sunny sunny sunny

    non dirmi che hai fatto suonare un qualsivoglia aggeggio sulla base del mobile altrimenti altro che rotto

    Perchè?


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  aircooled on Sun Feb 14, 2010 2:06 pm

    perchè quello è un BCD originale, il piano superiore è tarato per ospitare un gira con controtelaio o semirigido, la base invece serve per accumulare/dissipare e scaricare le rimanenti vibrazioni a terra( hai presente il principio dei pendoli che dissipano) cioè l'esatto contrario della funzione per ospitare un qualsivoglia tipo di elettronica, tanto meno un CD, e non per la mecca che oltretutto in questo specifico caso se ne fotte di risonanze o vibrazioni varie , ma per l'elettronica in particolare specie i condenzatori, forse i fumi dell'alcol hanno annebbiato matley
    ps
    proprio ieri Luca 58 ha assistito a una semplice prova di applicazione pratica di questo semplice principio su unaltro oggetto, e i risultati sono stati riconosciuti e apprezzati da tutti i commensali presenti


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    Re: Un musicofilo alla corte di (Re Artù) Matley

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sun Feb 14, 2010 2:10 pm

    Luca58 wrote:


    Quante dissertazioni per ascoltare la Boheme cantata da Pavarotti...

    Io avevo l'LP, ma in CD non l'ho poi ricomprata perche' il Pav e' romantico come un ombrello chiuso

    Luca noi in musica siamo il diavolo e l'acqua santa . Comunque io ritengo quella non sia la Boheme. di Pavarotti bensì quella di Karajan. E che sia un capolavoro. Ma a d ognuno il suo. Il brano è stato scelto comunque sia per la sua dinamica che per il fatto che, in quel disco, è registrato ottimamente, anche se lo sposatmento della banda sul palco è ottenuto col controllo del volume del mixer.


    Luca58 wrote:
    E' che avevi detto che l'AA spostava dal centro i cantanti e li posizionava a sinistra lasciando il centro del palcoscenico vuoto:
    Cambio di disco: Bohème di Puccini...
    La scena acustica al centro, dove dovrebbero esserci almeno due dei sette cantanti è vuota. Il coro, quando appare in scena è tutto centrato sul diffusore sinistro, infilato nel cono in kevlar del middle delle B&W.

    Luca perdono, ma continui a citare ma in realtà non leggi. I cantanti sono i cantanti solisti, il coro è il coro. Sono due cose distinte e separate. Con l'AA i solisti, che nella registrazione sono disposti lungo tutta la larghezza del palcoscenico, erano distribuiti metà a ridosso della cassa sinistra metà a ridosso della cassa destra. Quindi, come ho detto, la scena era vuota al centro: le due voci che avrebbero dovuto essere al centro, erano una di quà ed una di là. Il coro, invece, che avrebbe dovuto occupare tutta la metà sinistra della scena acustica[/b] nel momento in cui appare, era tutto centrato sulla cassa sinistra.

    Quindi non c'è niente di diverso in questo dal ribadire che:
    Con l'AA tutto il coro suona in un unico punto, al centro dell'altoparlante in kevlar del diffusore sinistro. Con il Wadia il coro suona occupando tutta la metà sinistra della scena acustica.

    e col dire che:
    il CD AA di Matley non ha una ricostruzione spaziale, in quell'impianto ed in quell'ambiente, degna di questo nome

    Sui motivi per cui con l'AA si presenti questo problema e col Wadia no possiamo parlare giorni. Io non lo so, ma succede.

    Per quanto riguarda i problemi in gamma alta, gamma di cui non ho ancora parlato se non per definire i difetti dell'AA (ma hai un pò fretta di tirare conclusioni, non ti pare? ), non è che con il Wadia spariscono, ed è per questo che secondo me occorrerebbe giocare con i paraventi RPG. Ma è vero che con il Wadia riguardano solo l'estremo acuto, con l'AudioAnalogue anche il medio. Probabilmente la risposta in frequenza dell'AA mette in evidenza maggiormente dei provblemi che ci sono che non la risposta in frequenza del Wadia.

    Se mi date tempo, cercherò di dirvi tutto, ma le conclusioni lasciamole alla fine, ok?


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    ... e tantissima musica!

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