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la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi - Page 4
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    la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

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    paolo75
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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  paolo75 on Wed Aug 13, 2014 6:34 pm

    ...avrei detto che il FR 64s e il FR 66s fossero identici a parte la lunghezza, possibile che abbiano questa diversità di prestazioni in termini di articolazione? domanda : se uno volesse controllare la sensibilità a casa, potrebbere essere giusto il sistema di bilanciare orizzontalmente il braccio e magari appoggiarci su dei pezzettini di carta di 6/7/8 gr ecc. e vedere quale lo fa muovere? il peso che lo fa muovere, potrebbe essere assimilato al volore di attrito?

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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  pepe57 on Wed Aug 13, 2014 6:53 pm

    Come detto, la prova che fecero su Stereoplay si riferiva ad una serie di bracci usati per cui i valori potrebbero essere in origine uguali (da nuovi) ma poi in base all' uso le cose possono variare molto.
    Comunque si parla di milligrammi (non grammi) e una prova con pezzettini di carta di qualche milligrammo la vedo piuttosto dura
    Forse con dei granelli di zucchero (oggi con le bilancine moderne che misurano i centesimi di grammo... forse si riuscirebbe).
     Embarassed Embarassed Embarassed

    PS: per me 20 mg resta un valore molto buono (ci sono bracci moderni che da nuovi fanno anche peggio)


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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  alanford on Thu Aug 14, 2014 2:26 am

    pepe57 wrote:

    Si proprio la MLC1 di cui parlavo. Lei come Linn sono Miyabi Standard.
     Embarassed

    perdonami Pietro
    mi risulta che le linn siano quasi tutte produzioni supex salvo qualcuna di Scan tech oppure goldring
    non conosco le testine miyabi pero' se mark levinson e non solo lui si e' rivolto a loro........ Rolling Eyes 

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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  pepe57 on Thu Aug 14, 2014 4:07 pm

    alanford wrote:

    perdonami Pietro
    mi risulta che le linn siano quasi tutte produzioni supex salvo qualcuna di Scan tech oppure goldring
    non conosco le testine miyabi pero' se mark levinson e non solo lui si e' rivolto a loro........ Rolling Eyes 

    Supex è una ditta che non produce più da molto tempo, forse collaboravano in passato.
    Scan Tech ha prodotto alcuni modelli di Linn (utilizzando il cantilever in diamante/diamantato di Ogura che viene usato anche da altri produttori).
    Ma per la produzione di testine con cantilever in alluminio, come anche Cello e Mark Levinson, da quanto ne so io, è Miyabi l' incaricata.
    Comunque si tratta di una ditta dalla produzione di alto livello di testine che senza dubbio soddisfano le richieste anche dei palati esigenti.
    Per Goldring immagino si tratti delle testine MM (ma in questo caso non sono al corrente).
     Embarassed Embarassed 


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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  alanford on Fri Aug 15, 2014 12:31 pm

    in effetti sono stato impreciso nella mia precedente affermazione

    la Linn IN PASSATO si rivolse........   


    Luca58
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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  Luca58 on Fri Aug 15, 2014 1:02 pm

    Nel frattempo, come avevo detto per dimostrare la mia obiettivita' sulla valutazione dei pregi dei tangenziali, la mia combinazione preferita Merrill + ET2 se ne e' andata definitivamente e con lei il mio discorso analogico si chiude. 

    Ringrazio questa splendida combinazione per le ore trascorse insieme   , ma i miei recenti ascolti dell'impianto digitale di un amico   , di cui prima o poi parlero' in un argomento apposito, mi hanno confermato la strada da seguire. Questo senza nulla togliere, ovviamente, alla bellezza ed al fascino del rito del vinile.  


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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  Guido on Sat Aug 16, 2014 10:27 pm

    Luca58 wrote:Nel frattempo, come avevo detto per dimostrare la mia obiettivita' sulla valutazione dei pregi dei tangenziali, la mia combinazione preferita Merrill + ET2 se ne e' andata definitivamente e con lei il mio discorso analogico si chiude. 

    Ringrazio questa splendida combinazione per le ore trascorse insieme   , ma i miei recenti ascolti dell'impianto digitale di un amico   , di cui prima o poi parlero' in un argomento apposito, mi hanno confermato la strada da seguire. Questo senza nulla togliere, ovviamente, alla bellezza ed al fascino del rito del vinile.  

    caro Luca, non capisco il puntare sull'analogico per poi cambiare idea e vendere tutto per passare al digitale.
    Paragonare un braccio tangenziale con un braccio tradizionale del massimo livello vuole dire essere già molto in alto nella scala dei valori HIFI.
    Ognuno è padrone di fare quello che vuole; ognuno può pensare quello che vuole, però potrò anche dirti che potresti tenerti l'analogico e pure il digitale?
    Magari poi potresti apprezzare sia l'uno che l'altro...........
    Anche nel digitale la strada è lunga e non penso che potrai arrivare ai vertici tanto presto.
    Guido

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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  Luca58 on Mon Aug 18, 2014 11:06 pm

    Guido wrote:

    caro Luca, non capisco il puntare sull'analogico per poi cambiare idea e vendere tutto per passare al digitale.
    Paragonare un braccio tangenziale con un braccio tradizionale del massimo livello vuole dire essere già molto in alto nella scala dei valori HIFI.
    Ognuno è padrone di fare quello che vuole; ognuno può pensare quello che vuole, però potrò anche dirti che potresti tenerti l'analogico e pure il digitale?
    Magari poi potresti apprezzare sia l'uno che l'altro...........
    Anche nel digitale la strada è lunga e non penso che potrai arrivare ai vertici tanto presto.
    Guido

    Il mio passaggio al digitale non e' stato dettato da scelte audiofile. Io possedevo il Merrill + ET2 con una Sumiko BPS del primo tipo che legava splendidamente col phono del piccolo Audio Innovations 500 e le LS3/5a. Fino ad ora (e pur tenendo conto dei limiti del sistema che mi sono molto chiari) non ho sentito niente di meglio in analogico, nel senso di "piu' emozionante".

    Poi vendetti tutto per eccesso di stanchezza quando nacque mio figlio. Ho provato a ricomprare il sistemino che avevo tranne il giradischi, ma c'era qualcosa che non andava. Allora mi sono ripromesso di mettere insieme un impianto digitale (per semplicita' operativa), dato che sentivo le potenzialita' senza tuttavia riuscire a farle venire fuori. Tutti gli sforzi che ho fatto, purtroppo, sono stati vani ma la sensazione della potenzialita' del CD per qualche ascolto che avevo fatto qua e la' non mi abbandonava. Non ho riavuto voglia dell'analogico perche' in genere chi lo possiede non si dedica al digitale piu' di tanto e la differenza e' quasi sempre abissale a favore del primo.

    La mia convinzione, pero', e' sempre stata che un impianto digitale vada scelto e tarato su quel supporto; se si sceglie e si tara per l'analogico poi il digitale suona non all'altezza e spesso male.

    Cosi', passo dopo passo, frustrazione dopo frustrazione, mi sono arreso a un'occasione imperdibile per un nuovo Merril + ET2 che mi e' capitata (e che ho appena ceduto), rassegnandomi ad avere un digitale mediocre per i CD che in vinile non esistono.

    Quello che e' accaduto poi e' stato casuale. Il nostro amico in comune che ha un impianto full-Sanders tipo il tuo (che e' un sistema molto particolare) mi ha chiesto se il mio Proceed avesse la lente del laser pulita, visti gli anni. Io a quel punto avrei scassato tutto per farlo perche' ho visto che e' delicatissima, ma lui l'ha pulita senza problemi e senza fare danni. Da quel momento ho avuto la certezza che il digitale sia superiore perche' anche il mio amato giradischi faceva molta fatica per uguagliarlo.

    Ho cosi' iniziato a tarare il tutto e adesso sto testando i cavi ottenendo salti paurosi in avanti.

    A me non interessa di arrivare ai vertici del digitale perche' il mio impianto ha dei limiti a partire dalla dimensione dei diffusori; a me interessa riavere la sensazione che il mio primo impianto mi dava, facendo dare il massimo ai discreti componenti che ho. E quel full-Sanders del nostro amico, che recentemente ha cambiato disposizione nella stanza inseguendo il suono che ha sentito a suo tempo da te, mi ha tracciato la via.

    Io non ho sentito il tuo impianto, ma il suo adesso e' l'impianto migliore che abbia mai ascoltato. La timbrica e' spiazzante anche facendo confronti col live, le basse frequenze scendono negli inferi e le voci sono semplicemente vere. Col mio primo impianto avevo quelle sensazioni (non per il basso...   ), ma adesso da lui e' tutto piu' pulito e trasparente e si sentono cose che il vinile non puo' dare per propria natura. Beh, il suo impianto e' un po' una centrale elettrica rispetto al mio, ma io credo di riuscire ad arrivare allo stesso tipo di prestazione con le dovute proporzioni e a me basta.

    Tra l'altro ho imparato che quando si va nella direzione giusta non e' importante se si hanno ponticelli ai diffusori, non e' importante se i cavi sono vicini tra loro o ingarbugliati dietro le elettroniche, che le punte - anche le migliori - vanno buttate via tranne che sotto i supporti, che le molle vanno buttate via, che le ciabatte (anche Vimar) non sono un tabu', che le versioni rimasterizzate del CD sono sempre un cesso rispetto alle "normali" precedenti versioni.  


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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  Guido on Tue Aug 19, 2014 11:41 am

    Luca58 wrote:

    Il mio passaggio al digitale non e' stato dettato da scelte audiofile. Io possedevo il Merrill + ET2 con una Sumiko BPS del primo tipo che legava splendidamente col phono del piccolo Audio Innovations 500 e le LS3/5a. Fino ad ora (e pur tenendo conto dei limiti del sistema che mi sono molto chiari) non ho sentito niente di meglio in analogico, nel senso di "piu' emozionante".

    Poi vendetti tutto per eccesso di stanchezza quando nacque mio figlio. Ho provato a ricomprare il sistemino che avevo tranne il giradischi, ma c'era qualcosa che non andava. Allora mi sono ripromesso di mettere insieme un impianto digitale (per semplicita' operativa), dato che sentivo le potenzialita' senza tuttavia riuscire a farle venire fuori. Tutti gli sforzi che ho fatto, purtroppo, sono stati vani ma la sensazione della potenzialita' del CD per qualche ascolto che avevo fatto qua e la' non mi abbandonava. Non ho riavuto voglia dell'analogico perche' in genere chi lo possiede non si dedica al digitale piu' di tanto e la differenza e' quasi sempre abissale a favore del primo.

    La mia convinzione, pero', e' sempre stata che un impianto digitale vada scelto e tarato su quel supporto; se si sceglie e si tara per l'analogico poi il digitale suona non all'altezza e spesso male.

    Cosi', passo dopo passo, frustrazione dopo frustrazione, mi sono arreso a un'occasione imperdibile per un nuovo Merril + ET2 che mi e' capitata (e che ho appena ceduto), rassegnandomi ad avere un digitale mediocre per i CD che in vinile non esistono.

    Quello che e' accaduto poi e' stato casuale. Il nostro amico in comune che ha un impianto full-Sanders tipo il tuo (che e' un sistema molto particolare) mi ha chiesto se il mio Proceed avesse la lente del laser pulita, visti gli anni. Io a quel punto avrei scassato tutto per farlo perche' ho visto che e' delicatissima, ma lui l'ha pulita senza problemi e senza fare danni. Da quel momento ho avuto la certezza che il digitale sia superiore perche' anche il mio amato giradischi faceva molta fatica per uguagliarlo.

    Ho cosi' iniziato a tarare il tutto e adesso sto testando i cavi ottenendo salti paurosi in avanti.

    A me non interessa di arrivare ai vertici del digitale perche' il mio impianto ha dei limiti a partire dalla dimensione dei diffusori; a me interessa riavere la sensazione che il mio primo impianto mi dava, facendo dare il massimo ai discreti componenti che ho. E quel full-Sanders del nostro amico, che recentemente ha cambiato disposizione nella stanza inseguendo il suono che ha sentito a suo tempo da te, mi ha tracciato la via.

    Io non ho sentito il tuo impianto, ma il suo adesso e' l'impianto migliore che abbia mai ascoltato. La timbrica e' spiazzante anche facendo confronti col live, le basse frequenze scendono negli inferi e le voci sono semplicemente vere. Col mio primo impianto avevo quelle sensazioni (non per il basso...   ), ma adesso da lui e' tutto piu' pulito e trasparente e si sentono cose che il vinile non puo' dare per propria natura. Beh, il suo impianto e' un po' una centrale elettrica rispetto al mio, ma io credo di riuscire ad arrivare allo stesso tipo di prestazione con le dovute proporzioni e a me basta.

    Tra l'altro ho imparato che quando si va nella direzione giusta non e' importante se si hanno ponticelli ai diffusori, non e' importante se i cavi sono vicini tra loro o ingarbugliati dietro le elettroniche, che le punte - anche le migliori - vanno buttate via tranne che sotto i supporti, che le molle vanno buttate via, che le ciabatte (anche Vimar) non sono un tabu', che le versioni rimasterizzate del CD sono sempre un cesso rispetto alle "normali" precedenti versioni.  

    Grazie Luca
    ho capito e non posso che approvare.
    Ci terrai al corrente dei tuoi progressi che interessano tutti.
    Ciao     Guido

    Luca58
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    Re: la frizione delle articolazioni nel braccio di un giradischi

    Post  Luca58 on Thu Aug 21, 2014 5:01 pm

    P.s. A scanso di equivoci   , il fatto che io abbia sentito quelle prestazioni da un Sanders non implica che non possano essere ottenute anche con altri impianti dello stesso livello.



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