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La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem
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    La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

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    La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Tue Jul 22, 2014 10:11 pm

    IL “REQUIEM” DI P.I. TCHAIKOVSKY: LA SINFONIA N. 6 “PATETICA”
    “In questa sinfonia, lo dico senza esagerare, ho infuso tutta la mia anima”.
    La discografia della sinfonia è sterminata, qualche suggerimento per iniziare si trova su youtube, giusto per iniziare
    http://www.youtube.com/results?search_query=tchaikovsky+6
    L’ultima partitura sinfonica Tchaikovsky la pensò e la scrisse nel 1893. Si trattava della sua sesta sinfonia e sarebbe stata la sua opera estrema, in quanto l’autore russo morì poco dopo suicidandosi (OPPURE NO?) tragicamente. Su questi eventi si è molto detto e la storia della musica è ancora dibattuta sul fatto: si trattò di un suicidio dovuto alla situazione estremamente compromettente in cui lil Maestro si era trovato a causa del suo amore per il nipote del duca Stenbock­ Thurmor, oppure colera? Molte fonti propendono per l’una versione e molte altre per la seconda. Trent’anni fa tutti gli storici erano certi che si fosse trattato di suicidio, oggi molto meno. A chi interessa suggerisco gli studi di Alexander Poznansky in contrapposizione alle teorie di Alexandra Orlova.

    Nello scrivere queste brevi e modestissime note mi sono chiesto se valesse la pena ‘analisi del testo sotto il profilo musicale oppure lasciare spazio all’ascolto di ognuno e suggerire solo alcune mie osservazioni sui temi dell’opera.
    Nell’incertezza ne ho scritte due versioni, ma alla fine ho scelto la seconda, dato che l’analisi della sinfonia è molto complessa e farebbe sì che dopo 10 righe mi mandaste su altri lidi.

    Comunque sia è un’opera questa dal fortissimo valore simbolico, e a riguardo lo stesso Tchaikovsky disse, durante la composizione: “durante i miei viaggi mi è balenato il pensiero di un’altra sinfonia, questa volta a programma; un programma che resterebbe un segreto per tutti. Segreto che sfido a indovinare. Questo programma è così intensamente personale che spesso durante i miei viaggi, componendola mentalmente, ho pianto molto”.

    Al di là della verità biografica, tuttavia, ciò che sembra interessante è che difficilmente la teoria della Orlova avrebbe attecchito se l'ultima pagina composta non fosse stata proprio la Sesta Sinfonia, se il Maestro non fosse morto pochi giorni dopo la prima esecuzione, se il fratello Modest non gli avesse suggerito la necessità di un titolo per questo lavoro e se Piotr ll'ic non avesse pensato che sì, tutto sommato quel "Patetica" che Modest gli aveva buttato lì non suonava male. L'ipotesi Orlova sarebbe stata perfetta: la musica che illumina la vita, la vita che spiega la musica, tutto che combacia. Perfetto
    Ciò che invece le fonti raccontano a proposito di questa straordinaria Sinfonia ha a che fare con un momento di crisi creativa. Nel dicembre 1892 Tchaikovsky decise improvvisamente di smettere di lavorare ad una Sinfonia in mi bemolle maggiore alla quale si era dedicato per un po' di tempo: "una decisione irreversibile ­ scrisse ­ ed è bellissimo che io l'abbia presa". Ma il fallimento di questa nuova Sinfonia lasciò Tchaikovsky afflitto, disorientato, tanto da cominciare a temere di essere ormai "fuori gioco, prosciugato", "lo penso e penso, e so che cosa non devo fare", scrisse a suo nipote Vladimir (da tutti conosciuto come Bob) Davydov, al cui sostegno ricorreva in occasione di crisi come questa. Tuttavia, benché temesse di essere spazzato via dal nuovo corso dell'estetica continuando a comporre "pura musica, cioè musica sinfonica o da camera", in capo a un paio di mesi il Maestro si riprese e cominciò a scrivere quella che sarebbe diventata la sua più grande Sinfonia (nonché l'ultima).
    Stese la musica freneticamente, eccitato dalla ritrovata gioia del comporre. In quattro giorni la prima parte della Sinfonia fu completata, e si dice che il resto albergasse già nella sua mente in modo preciso. "Non puoi immaginare quanta felicità mi ha colto nello scoprire che il mio tempo non è ancora passato e che posso ancora lavorare", scrisse a Bob l'11 febbraio 1893. Continuò dunque a scrivere, senza nessuna battuta d'arresto, e alla fine di agosto la Sinfonia era finita e pronta per la prima esecuzione, organizzata il 28 ottobre.
    Fu il compositore stesso a dirigerla­, in quegli anni era ormai acclamatissimo nei due ruoli ­ e in sala si era radunata tutta la Pietroburgo che contava. Al suo ingresso il pubblico si alzò in piedi per applaudirlo e tutto avrebbe fatto pensare che ci si preparava al più fragoroso dei successi. Alla fine, invece, gli applausi furono timidi, incerti: la gente non sapeva che cosa farsene di una musica così sobria e cupa. Uscendo dalla sala da concerto, Tchaikovsky si lamentò che né il pubblico né l'orchestra sembravano avere apprezzato la sua nuova partitura; due giorni dopo, invece, annotò: "non è che non sia piaciuta, ma ha creato un certo smarrimento".
    Ora, la tentazione di leggere qualcosa di tragico in questa Sinfonia è effettivamente forte e ormai storicamente consolidata. Persino il compositore, che non aveva voluto spingere verso un'interpretazione precisa, aveva ammesso prima dell'esecuzione che il carattere del lavoro si avvicinava a quello di un Requiem, e le frasi incantate del trombone nel primo movimento citano effettivamente un canto funebre della tradizione ortodossa. Certo i primi ascoltatori furono sorpresi da quel finale così inconsueto, lento, lugubre, che si spegne nel silenzio con il pianissimo assoluto (pppp, in partitura) nel quale suonano soltanto violoncelli e contrabbassi. Così, quando nove giorni dopo la prima esecuzione Tchaikovsky morì, improvvisamente e con la violenza portata dal colera, la Sinfonia venne inesorabilmente identificata come un messaggio funebre: in occasione della seconda esecuzione, il 6 novembre, organizzata in memoriam, la "Gazzetta Musicale Russa" annotò perentoriamente che "la sinfonia era una sorta di canto del cigno, un presentimento della fine imminente".
    Ma che cosa ha voluto raccontare davvero Tchaikovsky nella Patetica? Sappiamo che aveva in mente l'idea di una Sinfonia a programma, ma gli appunti criptici lasciati accanto ai pentagrammi dicono poco se non che si ha a che fare con le aspirazioni e le delusioni della vita (soggetto portante nel pensiero del compositore: la ricerca di un ideale mai raggiunto è anche il cuore del Lago dei cigni e dell'Evgenij Oneghin). Scrisse a Bob che la partitura seguiva "un programma che rimarrà un mistero per chiunque, lasciamoli indovinare"; e allora il suggerimento è quello di provare ad ascoltare la musica per quello che è, magari badando ad alcuni meravigliosi dettagli contenuti nei diversi movimenti.

    Il lunghissimo primo tempo, ad esempio, è un unicum nella produzione di Tchaikovsky, con quel fagotto al grave, solo, sopra archi scurissimi, in un'atmosfera nella quale, quasi annunciando certe modalità espressive delle avanguardie del Novecento, giocano senz'altro un ruolo maggiore il timbro che le note scelte. Ed è da ascoltare la sua capacità di mantenere questo carattere per tutto il movimento, anche quando l'Adagio introduttivo sfocia nel meraviglioso tema dell'Allegro non troppo.
    Il secondo tempo, Allegro con grazia, è una sorta di valzer impossibile, in 5/4, quasi un incubo per un ballerino: l'atmosfera è quella giusta, ci si sente invitati al ballo del principe ma il metro scelto farebbe incrociare le gambe e cadere rovinosamente ­ no, è un valzer indanzabile.
    Volendo ci si potrebbe invece allineare sul ritmo di marcia dell'Allegro molto vivace, gioioso, scherzoso, orchestrato con straordinaria sapienza: lì il tono patetico sparisce e il cuore, le orecchie, per alcuni minuti si dedicano decisamente ad altro.
    Il finale comincia con un pianto disperato, nel quale tutto il calore degli archi non riesce a consolare il dolore del corno, e questo senso di desolazione prosegue sino alle ultime note, facendoci scoprire che persino Tchaikovsky, amato per la sua sapienza nel costruire musiche fatte di pulsazioni ritmiche e fragori sonori, quando voleva sapeva comporre pagine che si muovono in punta di matita, tra colori pastello e dinamiche ridotte. E non ci si lasci trarre in inganno dal crescendo centrale: non conduce da nessuna parte, se non ad un punto di non ritorno, quando un singolo e moderato colpo di tam­tam segna l'avvio della dissoluzione progressiva di ogni cosa.


    Tchaikovsky stesso racconta le impressioni dopo la prima rappresentazione dell’opera, il 16 ottobre del 1893 (che fu anche l’unica che ebbe modo di vedere): “Con questa sinfonia succede qualcosa di strano. Non è che non piaccia, ma suscita una certa perplessità. Per ciò che mi riguarda personalmente ne sono orgoglioso più che di qualsiasi altra mia composizione”.
    Consigli per gli acquisti:
    dalla sterminata discografia della Patetica indico una edizione per ogni movimento, il che non sta a dire che le altre non siano ragguardevoli.
    Ho avuto notevole imbarazzo nel sceglierne 4, dato che le edizioni commendevoli sono moltissime, ho cercato di indicarne alcune che magari non sono notissime, ma degne di menzione:



    L’edizione diretta da Karajan forse è quella che mi piace di meno tra quelle scelte, ma il primo movimento ed il fagotto dell’introduzione è spettacolare. Quattro note  del tema, con la successione ascendente subito dopo e quindi il cromatismo discendente di contrabbassi, meraviglioso! Il primo movimento è certamente in forma sonata, con elementi contrappuntisti in tempo sempre più animato comprendendo anche legni ed ottoni.



    Edizione diretta da Mravinskij, russa che più russa non si può, con i complessi della Filarmonica di Leningrado. Il Secondo movimento inizia con un tema di valzer imballabile (provare per credere!)in cinque tempi, iniziato dai violoncelli in registro tenorile e quindi ripreso dai legni con immediata ripetizione. Il tema prosegue sul pizzicato degli archi. La parte centrale molto tetra con gli archi gravi ed i timpani caratterizzata da un trio tripartito ed infine una melodia cantabile con andamento discendente e ripresa del valzer in 5/4.



    Terza edizione, diretta da Pierre Monteux. L’Allegro molto vivace è un rondò sonata: inizia con una serie di terzine staccata di archi e fiati e prosegue con marcia che costituisce la seconda idea tematica del movimento e che si alterna alla prima idea nel corso di tutto il movimento ( 9-10 minuti circa). Si forma un climax piuttosto inqiuetante fino all’epilogo risolutivo in tema di marcia con grancassa e piattini crescendo. A me inquieta moltissimo, in una tensione che fa fatica a risolversi se non nell’ultimo movimento.




    Infine, ultima edizione per il Finale della sinfonia, in cui le tensioni si risolvono, lasciando il passo ad un requiem insistito e definitivo. Per questo ultimo movimento ho scelto la edizione diretta da Antal Dorati, che anche dal punto di vista tecnico è meravigliosa.
    La caratteristica di questo movimento è che in realtà non si risolve, lasciando una aspettativa senza fine. Il primo tema è ispirato alla liturgia russa dei defunti (Requiem Aeternam) e si conclude con un certo tono di mestizia. Il secondo tema è anch’esso ispirato alla liturgia russa dei defunti (Lux Perpetua), con grande crescendo e coinvolgimento dell’intera orchestra per terminare in un corale lugubre e disperato. L’ultima fase del movimento, e della sinfonia, si spegne in un pianissimo tirato e disperatissimo fino al silenzio finale, struggente sì, ma tristissimo e con un inesorabile senso di attesa, di non finito..

    Sono solo alcune indicazioni, e certamente del tutto superficiali, sulla sinfonia, che è una delle più belle di Tchaikovsky ed espressione di tutto il suo percorso musicale.
    Al funerale di Tchaikovsky lo Zar esclamò: Non abbiamo un altro Tchaikovsky!


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  bonvi61 on Tue Jul 22, 2014 11:32 pm

    Complimenti, sono rimasto basito. Ora vado all'ascolto di questa opera.
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  pluto on Wed Jul 23, 2014 6:43 pm

    Grande Giò. Solita eccellente e appassionata disamina

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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  pluto on Wed Jul 23, 2014 6:51 pm

    Aggiungerei 2 edizioni moderne: Bernstein e Gergiev

    E x chi vuole una sola edizione, la migliore e pure audiophile, con una qualità impensabile, una rimasterizzazione di quella di Mravinsky

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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Wed Jul 23, 2014 9:08 pm

    A proposito della edizione di Mvravinsky, consiglio caldamente la recente rimasterizzazione della Pristine Classical, fatta veramente molto bene. Ma di edizioni della sesta ce ne sono di bellissime, da quella di Maazel con Cleveland alle due di Gergiev, l'ultima anche in sacd con il Mariinski. Da non dimenticare Abbado, ma del suo Tchaikovsky bisognerebbe averle tutte le sinfonie (cofanetto DG, anche liquida).
    Molto particolare l'edizione diretta da Gennadi Rozhdestvensky, e sempre con la Cleveland quella diretta da Von Dohnanyi.
    Quando ho scelto le edizioni sopra indicate ho avuto notevole imbarazzo a scegliere e non le ho certo tutte, anche se sono tante. E' stata una buona occasione per riascoltarle quasi tutte  sunny



    PS: Sto andando in ferie e quindi avrò un po' di tempo libero. Se ne avete voglia ed interesse proponete pure qualche indicazione di opere, composizioni, ecc., di cui vorreste un approfondimento, nel limite delle mie capacità cercherò di scrivere qualcosa.


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  lizard on Thu Jul 24, 2014 1:46 pm

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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  pluto on Thu Jul 24, 2014 2:27 pm

    gciraso wrote:

    PS: Sto andando in ferie e quindi avrò un po' di tempo libero. Se ne avete voglia ed interesse proponete pure qualche indicazione di opere, composizioni, ecc., di cui vorreste un approfondimento, nel limite delle mie capacità cercherò di scrivere qualcosa.

    Si potrebbe vedere qualcosa sulle sinfonie di Brahms..
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Thu Jul 24, 2014 2:35 pm

    pluto wrote:

    Si potrebbe vedere qualcosa sulle sinfonie di Brahms..

    OK, sarà fatto  sunny 


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  piroGallo on Thu Jul 24, 2014 2:49 pm

    Io la butto li...
    Dato per assodato che sui mostri sacri (LVB,WAM, Brahms, Mahler ecc) non ce n'e' mai abbastanza, perche' non approfittare della cultura dei 'saggi' del forum per chiedere indicazioni su alcuni "minori"?
    Potrebbe essere l'occasione buona per far scoprire tesori nascosti...
    Qualche esempio? Che so, Hummel? Rejcha?


    Last edited by piroGallo on Thu Jul 24, 2014 3:05 pm; edited 1 time in total


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    è adatto a tradimenti, inganni e rapine; i moti del suo animo sono spenti come la notte,
    e i suoi appetiti sono tenebrosi come l'Erebo: non fidarti di lui."
    (William Shakespeare, Il mercante di Venezia)

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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Thu Jul 24, 2014 3:02 pm

    piroGallo wrote:Io la butto li...
    Dato per assodato che sui mostri sacri (LVB,WAM, Brahms, Mahler ecc) non ce n'e' mai abbastanza, perche' non approfittare della cultura dei 'saggi' del forum per chiedere indicazioni su alcuni "minori"?
    Potrebbe essere l'occasione buona per far scoprire tesori nascosti...
    Qualche esempio? Che so, Hummel? Rejcha?

    Se po' fà  sunny

    Anche se di Hummel le uniche cose che valga la pena ascoltare a meno di non essere degli appassionati sono la Sonata in fa# minore Op. 81 e la Fantasia per pianoforte Op. 18, diverse rispetto ai canoni neoclassici del tempo. Il resto (quartetti, messe, ecc.) lo ritengo campo per specialisti.


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  pluto on Thu Jul 24, 2014 3:22 pm

    Pensa che x me invece la sua cosa migliore è forse questa, che dimostra una volta di più quello che penso da decenni e cioè che Marsalis avrebbe fatto bene a mollare il Jazz x dedicarsi 101% alla classica



    Il disco, davvero splendido, è questo. Ma eccellente pure l'edizione di Maurice André, ovviamente.....

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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  pluto on Thu Jul 24, 2014 3:35 pm

    Però l'idea del Piromane non è malvagia. Considerando che la maggiore attività compositiva di Hummel era x pianoforte, tanto da aver influenzato moltissimo Chopin & co e visto che ha composto 8 concerti x piano e diverse sonate, non sarebbe male approfondire un pò. Certo che i mostri sacri della tastiera lo hanno sempre snobbato come abbiamo sempre fatto pure noi e non lo hanno mai messo in repertorio

    Io quel disco lo presi x i concerti di Mozart e Haydn. Quello di Hummel era un regalo dell'editore (x me all'epoca)
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  piroGallo on Thu Jul 24, 2014 4:06 pm

    I nomi sono solo esempi per indicare un metodo (anche se ovviamente a me piaciono se no non li citavo, un altro e di altro genere  che mi piace MOLTO è Glazunov...); l'idea è di non parlare solo dei soliti noti.
    Poi è ovvio che i grandi interpreti li hanno snobbati, se no che "minori" sarebbero?
    Comunque se ne avete altri sono i benvenuti.

    In ogni caso, di qualsiasi opera/autori si parli la "guida all'ascolto" è di meritoria, preziosa e fondamentale importanza per capire e apprezzare. Oserei dire anche dal punto di vista audiofilo.

    Edit: altro esempio; un gigante del pianoforte come Field da chi è conosciuto?
    (se poi il concetto di "gigante" è, diciamo, troppo personale chiedo scusa  Embarassed )


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  makyo1974 on Wed Jul 30, 2014 10:57 pm

    applausi solite eccellenti guide del ns. strizza ! complimenti ! applausi 
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  Bruckner on Sat Nov 08, 2014 8:18 pm

    gciraso wrote:... di Gergiev, l'ultima anche in sacd con il Mariinski.

    Non esiste solo in dvd? Se c'è su cd, corro a comprarla...


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Sat Nov 08, 2014 8:37 pm

    Blu-ray  (sinfonie 4-5 e 6)
    In cd c'è l'edizione DECCA con la Kirov
    Sempre DECCA con i Wiener

    Oppure in cd nel cofanetto DECCA The Art of Gergiev (12 cd a prezzo 36 € su http://www.prestoclassical.co.uk/ ) con il Marijnsky



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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  Bruckner on Mon Nov 10, 2014 3:29 pm

    gciraso wrote:Blu-ray  (sinfonie 4-5 e 6)
    In cd c'è l'edizione DECCA con la Kirov
    Sempre DECCA con i Wiener

    Oppure in cd nel cofanetto DECCA The Art of Gergiev (12 cd a prezzo 36 € su http://www.prestoclassical.co.uk/ ) con il Marijnsky


    Mille grazie, gentilissimo applausi

    Quindi, col blu-ray della Marinskii, è inevitabile doversi vedere anche il video...?


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Mon Nov 10, 2014 5:08 pm

    Necessariamente, ma comprando tutto il cofanetto risparmi alla fine sunny


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  regioweb on Mon Nov 10, 2014 5:39 pm

    gciraso wrote:Necessariamente, ma comprando tutto il cofanetto risparmi alla fine sunny

    ...su un altro noto negozio online lo paghi 24,49...
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  gciraso on Mon Nov 10, 2014 6:30 pm

    Ancora meglio sunny


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  Bruckner on Sun Nov 16, 2014 8:13 pm

    gciraso wrote:Ancora meglio sunny

    Grazie, trovato... sunny  Purché poi non arrivi tutto sudato e gocciolante come il suo direttore...


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  Bruckner on Thu Dec 04, 2014 2:46 pm

    Dopo averle sentite negli anni (quasi) tutte, mi ritrovo a dover fare una confessione... Ehm, ecco... nonostante tutto...  

    Pur sapendo di commettere peccato... la mia preferita è lei...   Embarassed



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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  apeschi on Fri Dec 26, 2014 11:14 pm

    Bruckner wrote:Dopo averle sentite negli anni (quasi) tutte, mi ritrovo a dover fare una confessione... Ehm, ecco... nonostante tutto...  

    Pur sapendo di commettere peccato... la mia preferita è lei...   Embarassed


    La si trova sull'amazzonia a 3,64 euro incluso spedizione... ordinata mezzo minuto fa... (poi in realta' ho anche la versione RCA Living Stereo, Mercury, e una versione diretta da Abbado) ma visto il prezzo....


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    Beyerdynamic DT880 600 ohm; Koss Porta Pro; Shenneiser Momentum;
    Ampli cuffie: Burson HA-160, Little DOT MKIV SE.
    CAVI: Cavi WireWorld Solstice 6; e altri cavi non necessariamente famosi
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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  Bruckner on Wed Dec 31, 2014 2:52 pm

    apeschi wrote:

    La si trova sull'amazzonia a 3,64 euro incluso spedizione... ordinata mezzo minuto fa... (poi in realta' ho anche la versione RCA Living Stereo, Mercury, e una versione diretta da Abbado) ma visto il prezzo....

    Praticamente come un caffè...

    Spero comunque che non ti deluda... Tanti auguri, buon anno!


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    Re: La sesta sinfonia di Tchaikovsky: il suo Requiem

    Post  apeschi on Wed Dec 31, 2014 3:44 pm

    Bruckner wrote:

    Praticamente come un caffè...

    Spero comunque che non ti deluda... Tanti auguri, buon anno!

    Grazie !
    Tanti auguri anche a te e a tutti gli amici del forum !

    ... a proposito... e' arrivato oggi... tra poco ascolto anche questa versione ...


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