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Dal Conservatorio al negozio di ...stereo
Il Gazebo Audiofilo

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    Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

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    nerodavola
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    Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 9:41 am

    Quest'estate, solo a casa e con piu' tempo libero, un pomeriggio bighellonavo presso un noto negozio HiFi di Milano e ci trovo dentro un vecchio (nel senso di storico) maestro del conservatorio, appena trasferitosi in citta' dalla brianza.
    Morale, voleva rinnovare il suo impiantino stereo partendo da zero, e la persona che gli aveva insonorizzato la stanza del nuovo appartamento milanese, ove saltuariamente tiene qualche lezione, lo aveva indirizzato presso questo negozio.
    La faccio breve: come prevedibile ha un po' bonariamente maltrattato    il pazientissimo addetto che, in assoluta buona fede, lo seguiva e guidava (ci provava...) nelle prove di ascolto con un approccio pero' percettibilmente viziato da una visione un po' troppo audiofila della riproduzione musicale (beninteso, NON sapendo chi fosse il suo potenziale cliente).
    Ma al netto della esilerante scenetta, cio' su cui volevo confrontarmi con voi sono i parametri a cui rivolgeva primaria attenzione, ovvero: timbrica, coerenza complessiva ed intelleggibilta'; io provavo - strumentalmente - a richiamare la sua attenzione anche su altri aspetti quali ad es. la scena, ma con scarsa soddisfazione.
    Il processo si e' ripetuto nelle settimane successive presso altri due negozi milanesi (io l'ho seguito solo quando si e' recato presso il mio...pusher) e alla fine ha acquistato, ma seguendo il "suo" percorso.

    Che ne pensate? E soprattutto, nei panni dello sventurato negoziante come avreste gestito la trattativa?
    (nota: chi vive di musica ha generalmente disponibilta' finanziarie...moderate)


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nellosound on Sat Oct 25, 2014 10:52 am

    Ma "cosa" ha acquistato alla fine?


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Avian on Sat Oct 25, 2014 11:04 am

    Ma scusa nerodavola ... l'hai portato in giro per negozi e non l'hai portato a fare un giro qui. Ci hai privato del piacere di consigliargli le Athom Scirocco


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    E mi ricordo, tra l'altre, che nella Biblioteca Ambrosiana, datomi in mano dal bibliotecario non so più quale manoscritto autografo del Petrarca, da vero barbaro Allobrogo, lo buttai là, dicendo che non me n'importava nulla.

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 11:59 am

    Preciso che ci siamo incontrati casualmente e poi la successiva visita presso il mio...emporio di riferimento era solo per indirizzarlo da una persona che conosco e di cui mi fido.
    Non so neppure se considerarlo ancora un amico, poiché il maestro alla fine ha acquistato ancora altrove...


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  pluto on Sat Oct 25, 2014 12:40 pm

    Trovo che abbia assolutamente ragione lui, anche se mi incuriosisce parecchio la storia della scena.
    E' una parametro che personalmente ho sempre considerato importante, ma apparentemente chi suona o i musicofili esperti sembrano non prestarci troppa attenzione

    Però forse bisogna capirsi su che cosa s'intende x scena e se il musicofilo ha mai ascoltato di cosa e' capace un dipolo, magari elettrostatico

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  gciraso on Sat Oct 25, 2014 1:00 pm

    pluto wrote:Trovo che abbia assolutamente ragione lui, anche se mi incuriosisce parecchio la storia della scena.
    E' una parametro che personalmente ho sempre considerato importante, ma apparentemente chi suona o i musicofili esperti sembrano non prestarci troppa attenzione

    Però forse bisogna capirsi su che cosa s'intende x scena e se il musicofilo ha mai ascoltato di cosa e' capace un dipolo, magari elettrostatico

    Confermo per esperienza familiare, il musicista guarda altri parametri.


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    ze inutile ragionar coi mussi, te perdi tempo e te infastidissi la bestia

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Ospite on Sat Oct 25, 2014 3:19 pm

    Ha preso un ampli a SS. o valvolare?

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sat Oct 25, 2014 3:31 pm

    Io ho sempre suonato e devo dire che chi mi vendette l'impianto mi disse che i musicisti sono i peggiori clienti perche' sentivo anche la fase dell'alimentazione senza esperienza.   

    La timbrica e' stata da sempre cio' che cercavo come elemento base, ma fui "folgorato" proprio dalla ricostruzione tridimensionale del palcoscenico che mi porto' in sala di incisione. Anche la sensazione delle armoniche mi colpi' molto, ma meno.

    Io credo che il palcoscenico non venga considerato dai musicisti professionisti al momento dell'acquisto di un impianto perche' quello che viene fatto loro sentire viene considerato timbricamente scadente - soprattutto col digitale se male assemblato - e quindi del palcoscenico non arrivano nemmeno a porsi il problema.

    Io comunque alla fine uscii con un VPI, l'Audio Innovations 500, le Spendor LS3/5a e cavi tutti Straight Wire.


    Last edited by Luca58 on Sat Oct 25, 2014 4:46 pm; edited 1 time in total


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sat Oct 25, 2014 4:00 pm

    non è da confondere un musico con un audiofilo sono 2 personaggi all'antisesi l'uno con l'altro sunny


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 4:15 pm

    mirach wrote:Ha preso un ampli a SS. o valvolare?
    Con l'occasione rispondo anche a Nello: suvvia, non farmi svelare subito l'assassino, che peraltro e' quanto di piu' lontano dal tradizionale "maggiordomo", almeno per quanto attiene i diffusori (a malapena io li conoscevo).
    Comunque niente di particolare, probabilmente resterete delusi; del resto voleva spendere davvero-davvero poco (almeno secondo i parametri di noialtri...) per un impianto tradizionale plug&play: SS e diffusori da stand.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 4:30 pm

    aircooled wrote:non è da confondere un musico con un audiofilo sono 2 personaggi all'antisesi l'uno con l'altro sunny
    Questo e' sovente vero, sono due prospettive diverse, entrambe legittime.
    Esiste pero' una terza categoria, a mio parere, costituita da chi con la musica ci vive, ovvero esegue, insegna o magari studia; in questo caso l'approccio all'ascolto e' ancora diverso (e quindi le aspettative) giacche' e' la finalita' stessa che cambia non avendo come obiettivo primario il "piacere di ascoltare musica".
    In casa impieghiamo sovente l'impianto con finalita' che si potrebbero definire "didattiche", e a questo scopo trasparenza e intelleggibilita', ad esempio, sono parametri essenziali (assumendo scontata la verosimiglianza timbrica).

    aggiorno perche' comprendo di aver probabilmente male interpretato le tue parole: credevo parlassi di "musicofilo". Comunque sempre 3 sono le categorie


    Last edited by nerodavola on Sat Oct 25, 2014 4:55 pm; edited 2 times in total


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sat Oct 25, 2014 4:46 pm

    aircooled wrote:non è da confondere un musico con un audiofilo sono 2 personaggi all'antisesi l'uno con l'altro sunny
    In genere e' cosi', ma non dovrebbe essere almeno per il musicista.

    Mentre un audiofilo non ha le caratteristiche per comprendere cio' che cerca un musicista (sensazione delle vibrazioni che passano per il corpo quando si suona, ad esempio, che condiziona anche la timbrica), un musicista ha gia' in se' tutte le informazioni che gli dovrebbero permettere di apprezzare una corretta riproduzione perche' questa e' il tentativo di ricostruire l'evento live al quale partecipa (e quindi anche la sua prospettiva spaziale di ascolto e' diversa). Ma a volte cerca solo il live e nient'altro e il disco serve solo a risentire l'interpretazione.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sat Oct 25, 2014 4:48 pm

    nerodavola wrote:
    Con l'occasione rispondo anche a Nello: suvvia, non farmi svelare subito l'assassino, che peraltro e' quanto di piu' lontano dal tradizionale "maggiordomo", almeno per quanto attiene i diffusori (a malapena io li conoscevo).
    Comunque niente di particolare, probabilmente resterete delusi; del resto voleva spendere davvero-davvero poco (almeno secondo i parametri di noialtri...) per un impianto tradizionale plug&play: SS e diffusori da stand.
    Io partii dalle valvole perche' la combinazione che mi fu presentata suonava davvero bene, ma dopo molti anni sono approdato allo ss senza, credo, possibilita' di ritorno.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  pluto on Sat Oct 25, 2014 4:55 pm

    Mah, personalmente sono convinto che le spiegazioni siano semplici.

    Su 1000 audiofili, quanti hanno mai ascoltato uno Steinway dal vivo? O un trio Jazz etc etc
    Io credo molto pochi. Nulla di male x carità, ma questo porta a scarsa esperienza, difficoltà nel riconoscere il timbro o addirittura tutti gli strumenti e così via.

    L'audiofilo vive in linea di massima di myfy, di riviste, forum, pubblicità. Rispetto al musicista le esigenze sono altre, ma non e' affatto vero che il musicista pro ascolti meglio. Dipende
    Sono solo esigenze diverse

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 5:00 pm

    pluto wrote:Mah, personalmente sono convinto che le spiegazioni siano semplici.

    Su 1000 audiofili, quanti hanno mai ascoltato uno Steinway dal vivo? O un trio Jazz etc etc
    Io credo molto pochi. Nulla di male x carità, ma questo porta a scarsa esperienza, difficoltà nel riconoscere il timbro o addirittura tutti gli strumenti e così via.

    L'audiofilo vive in linea di massima di myfy, di riviste, forum, pubblicità. Rispetto al musicista le esigenze sono altre, ma non e' affatto vero che il musicista pro ascolti meglio. Dipende
    Sono solo esigenze diverse
    Concordo, e l'esempio della scena che anche tu sottolineavi e' altamente evocativo di queste diverse esigenze e abitudini.
    Del resto non serve neppure essere musicisti, ma semplici frequentatori di sale da concerto per sapere bene cosa ...aspettarsi in termini di scena, e quanto determinate aspettative audiofile possano, a questo riguardo, restare disilluse.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 5:04 pm

    Luca58 wrote:
    Io partii dalle valvole perche' la combinazione che mi fu presentata suonava davvero bene, ma dopo molti anni sono approdato allo ss senza, credo, possibilita' di ritorno.
    Tu (ed io) abbiamo speso pero' moolto di piu'
    Ci ho provato a sponsorizzare le Spendor, credimi...


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  montanari on Sat Oct 25, 2014 5:56 pm

    pluto wrote:Mah, personalmente sono convinto che le spiegazioni siano semplici.

    Su 1000 audiofili, quanti hanno mai ascoltato uno Steinway dal vivo? O un trio Jazz etc etc
    Io credo molto pochi. Nulla di male x carità, ma questo porta a scarsa esperienza, difficoltà nel riconoscere il timbro o addirittura tutti gli strumenti e così via.

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    Sono solo esigenze diverse

    alora non sono un audiofilo!
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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sat Oct 25, 2014 8:06 pm

    nerodavola wrote:
    Concordo, e l'esempio della scena che anche tu sottolineavi e' altamente evocativo di queste diverse esigenze e abitudini.
    Del resto non serve neppure essere musicisti, ma semplici frequentatori di sale da concerto per sapere bene cosa ...aspettarsi in termini di scena, e quanto determinate aspettative audiofile possano, a questo riguardo, restare disilluse.

    Mah, veramente la mia esperienza e' che a casa la scena e' molto piu' dettagliata, precisa e trasparente che dal vivo. L'elettronica crea quello che dal vivo a occhi chiusi non e' possibile distinguere. Che poi sia piacevole lo sappiamo tutti.  


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sat Oct 25, 2014 8:08 pm

    nerodavola wrote:
    Tu (ed io) abbiamo speso pero' moolto di piu'
    Ci ho provato a sponsorizzare le Spendor, credimi...
    Secondo me con AI 500+LS3/5a ci si puo' convivere tutta la vita se non si ricercano alcuni parametri audiofili. 


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 8:26 pm

    Luca58 wrote:

    Mah, veramente la mia esperienza e' che a casa la scena e' molto piu' dettagliata, precisa e trasparente che dal vivo. L'elettronica crea quello che dal vivo a occhi chiusi non e' possibile distinguere. Che poi sia piacevole lo sappiamo tutti.  
    Stiamo dicendo la stessa cosa: in sala da concerto la scena acustica nell'accezione audiofila del termine non esiste proprio; o meglio esiste, ma e' altra cosa; e' soprattutto "ambienza" piu' che "localizzazione" !


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 8:34 pm

    Una chicca fra le varie:
    si ascolta un buon Puccini 70, cd exposure e diffusori da stand tedeschi, nome lungo e impronunciabile (molto interessanti pero')
    - maestro "non male, pero' il bilanciamento non e' a posto, la gamma alta e' un po' nascosta e si perdono informazioni"
    - addetto "questi aggiustamenti si possono fare con i cavi"; e pronto monta un paio di nordost di segnale in sostituzione di non so che cosa
    - nuovo ascolto
    - domanda (con inflessione retorica) "adesso si e' riequilibrato, vero?"
    - risposta "si, forse, un po' ma ...i bassi dove sono andati a finire?"

    Banale direte, forse per noi tutti (o quasi) che siamo consapevoli del fatto che i cavi, in quanto passivi, operano solo in modo sottrattivo; e inoltre che in hifi e' pratica comune enfatizzare qualcosa andando semplicemente ad attenuare qualcos'altro.
    Ma la descrizione di questo fenomeno, con poche "ingenue" parole pronunciate con schietta cadenza lombarda, io le ascoltavo e me la ridevo...

    (per rispetto - ha insegnato ad entrambe le mie figlie - non riporto il suo commento quando, accompagnandolo a casa, gli ho lasciato intuire il costo dei ...soli cavi oggetto della prova)


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  enzo66 on Sat Oct 25, 2014 9:20 pm

    nerodavola wrote:
    Stiamo dicendo la stessa cosa: in sala da concerto la scena acustica nell'accezione audiofila del termine non esiste proprio; o meglio esiste, ma e' altra cosa; e' soprattutto "ambienza" piu' che "localizzazione" !
    Infatti: la localizzazione e la "scena", come siamo abituati ad ascoltarla riprodotta nelle nostre case, è costruita in studio dai fonici.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nellosound on Sat Oct 25, 2014 9:55 pm

    Comunque, alla fine, credo sia una questione di priorità tra a chi interessa in via prioritaria il messaggio musicale e chi, sempre in via prioritaria, il messaggio audio. Si cercano sfumature per forza di cose differenti, ma non divergenti. Probabilmente il punto di unione, ammesso esista, sarebbe l'impianto perfetto.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  typhoon56 on Sat Oct 25, 2014 10:15 pm

    pluto wrote:Mah, personalmente sono convinto che le spiegazioni siano semplici.

    Su 1000 audiofili, quanti hanno mai ascoltato uno Steinway dal vivo? O un trio Jazz etc etc
    Io credo molto pochi. Nulla di male x carità, ma questo porta a scarsa esperienza, difficoltà nel riconoscere il timbro o addirittura tutti gli strumenti e così via.

    L'audiofilo vive in linea di massima di myfy, di riviste, forum, pubblicità. Rispetto al musicista le esigenze sono altre, ma non e' affatto vero che il musicista pro ascolti meglio. Dipende
    Sono solo esigenze diverse
    assolutamente d'accordo, purtroppo pochi "audiofili" ascoltano con una sufficiente frequenza i concerti dal vivo in varie situazioni e questo genera molta disinformazione.
    Poi la stampa specializzata ha pesanti responsabilità nel creare ulteriore confusione e qui mi fermo. Raramente le esigenze del musicista pro coincidono con quelle del cosiddetto audiofilo, sarebbe meglio essere più musicofili. sunny

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  apeschi on Sat Oct 25, 2014 10:35 pm

    Premessa.
    Prendete il mio parere assolutamente con le pinze.
    Non voglio in alcun modo generalizzare. Cio' che sto' per scrivere nasce dalla mia esperienza limitata e dalle mie conoscenze e non vuol essere un giudizio o un parere verso nessun audiofilo o nessun musicista o musicofilo.
    Io parlo per me, ovviamente, che sono abbastanza ignorante in termini musicali (ho strimpellato solo un po' il pianoforte con scarsa voglia e scarsi risultati e fatto il primo corso di teoria e solfeggio).
    Ho seguito diversi concerti, dal vivo, ma ultimamente sto andando troppo poco ad ascoltare la musica dal vivo.

    Io penso che ci siano fondamentalmente due tipi di utenti (sto volutamente estremizzando e semplificando perche' poi ci possono essere enne sfumature), chi ascolta la musica e chi ascolta il suono.

    Per la mia modesta esperienza, chi studia uno strumento, chi e' un musicista, ascolta la musica, suona e conosce benissimo il proprio strumento, partecipa ai concerti, molto spesso dall'interno, suonando lo strumento, e quindi e' critico verso l'interpretazione, verso il messaggio sonoro che il compositore ha voluto dare scrivendo quel pezzo.
    Se partecipa dalla tribuna lo fa perche' e' il suo lavoro, ma piu' spesso lui e' sul palco (grande o piccolo che sia, importante o modesto che sia) e quindi la sua sensazione e' mediata dalla sua posizione fisica. Lui crea la musica, e' piu' attento all'interpretazione, al ritmo, al tempo, alla dinamica (ai piani e ai forti), agli errori.
    In piu' ascolta la musica indipendentemente dall'impianto.
    Ho conosciuto tantissimi musicisti che ascoltavano musica dal mangianastri o da apparati ultraeconomici, se investivano investivano in strumenti.
    Per loro la musica e' quella riprodotta dallo strumento non dall'impianto. Spesso hanno fior di strumenti, ma impianti scarsissimi.

    L'audiofilo invece, molto spesso ascolta il suono, la cosa primaria e' che il suono sia (secondo il suo parere) riprodotto al meglio, non ha un'esperienza diretta e vissuta dello strumento o degli strumenti (come ho scritto sopra nella premessa, sto volutamente estremizzando, perche' poi ci sono enne sfumature, ovviamente, audiofili anche musicisti e viceversa).
    L'audiofilo puo' anche essere appassionato di concerti, sceglie il posto in funzione anche dell'acustica se e' possibile farlo.

    Penso che siano semplicemente due visioni (assolutamente legittime) dell'evento musicale.
    Uno lo crea, lo vive dall'interno, privilegia certi parametri, ascolta e critica gli errori a livello di interpretazione, l'altro invece predilige altri parametri, ascolta l'impatto sonoro, la spazialita', la timbrica complessiva, la disposizione degli strumenti sul palco.

    Poi ci sono naturalmente anche coloro che hanno un'elevata preparazione e competenza sia in ambito musicale che audiofilo. sunny


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    Sorgente: Lettore CD Denon DCD-510AE; PC Mini-ITX per musica liquida windows 10 con Jriver 21;  
    Cuffie: Sennheiser HD650, AKG K518DJ, AKG K702, Alessandro-Grado Ms1i (con LCUSH e/o flat pads); Shure SRH940;Fostex T50RP modded by me in due versioni diverse;
    Beyerdynamic DT880 600 ohm; Koss Porta Pro; Shenneiser Momentum;
    Ampli cuffie: Burson HA-160, Little DOT MKIV SE.
    CAVI: Cavi WireWorld Solstice 6; e altri cavi non necessariamente famosi
    Ampli Stereo Rega Brio R; Finale a valvole Audio Innovarions Serie 800 mk2b; Preampli Audio Innovations L1 (valvolare); Diffusori: Davis Vinci 3D;
    DAC: Teac USD 501 DSP
    Pre Phono USB: Rega Fono Mini A2D

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