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Dal Conservatorio al negozio di ...stereo - Page 2
Il Gazebo Audiofilo

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    Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

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    apeschi
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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  apeschi on Sat Oct 25, 2014 10:35 pm

    Premessa.
    Prendete il mio parere assolutamente con le pinze.
    Non voglio in alcun modo generalizzare. Cio' che sto' per scrivere nasce dalla mia esperienza limitata e dalle mie conoscenze e non vuol essere un giudizio o un parere verso nessun audiofilo o nessun musicista o musicofilo.
    Io parlo per me, ovviamente, che sono abbastanza ignorante in termini musicali (ho strimpellato solo un po' il pianoforte con scarsa voglia e scarsi risultati e fatto il primo corso di teoria e solfeggio).
    Ho seguito diversi concerti, dal vivo, ma ultimamente sto andando troppo poco ad ascoltare la musica dal vivo.

    Io penso che ci siano fondamentalmente due tipi di utenti (sto volutamente estremizzando e semplificando perche' poi ci possono essere enne sfumature), chi ascolta la musica e chi ascolta il suono.

    Per la mia modesta esperienza, chi studia uno strumento, chi e' un musicista, ascolta la musica, suona e conosce benissimo il proprio strumento, partecipa ai concerti, molto spesso dall'interno, suonando lo strumento, e quindi e' critico verso l'interpretazione, verso il messaggio sonoro che il compositore ha voluto dare scrivendo quel pezzo.
    Se partecipa dalla tribuna lo fa perche' e' il suo lavoro, ma piu' spesso lui e' sul palco (grande o piccolo che sia, importante o modesto che sia) e quindi la sua sensazione e' mediata dalla sua posizione fisica. Lui crea la musica, e' piu' attento all'interpretazione, al ritmo, al tempo, alla dinamica (ai piani e ai forti), agli errori.
    In piu' ascolta la musica indipendentemente dall'impianto.
    Ho conosciuto tantissimi musicisti che ascoltavano musica dal mangianastri o da apparati ultraeconomici, se investivano investivano in strumenti.
    Per loro la musica e' quella riprodotta dallo strumento non dall'impianto. Spesso hanno fior di strumenti, ma impianti scarsissimi.

    L'audiofilo invece, molto spesso ascolta il suono, la cosa primaria e' che il suono sia (secondo il suo parere) riprodotto al meglio, non ha un'esperienza diretta e vissuta dello strumento o degli strumenti (come ho scritto sopra nella premessa, sto volutamente estremizzando, perche' poi ci sono enne sfumature, ovviamente, audiofili anche musicisti e viceversa).
    L'audiofilo puo' anche essere appassionato di concerti, sceglie il posto in funzione anche dell'acustica se e' possibile farlo.

    Penso che siano semplicemente due visioni (assolutamente legittime) dell'evento musicale.
    Uno lo crea, lo vive dall'interno, privilegia certi parametri, ascolta e critica gli errori a livello di interpretazione, l'altro invece predilige altri parametri, ascolta l'impatto sonoro, la spazialita', la timbrica complessiva, la disposizione degli strumenti sul palco.

    Poi ci sono naturalmente anche coloro che hanno un'elevata preparazione e competenza sia in ambito musicale che audiofilo. sunny

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sat Oct 25, 2014 10:47 pm

    Grandemente condivisibile, ma cio' detto: tu come lo avresti trattato, nei panni dello sfortunato addetto?
    Per onesta' intellettuale preciso che il primo negoziante non sapeva chi aveva di fronte; il secondo si (lo avevo preallertato della rogna che gli stavo girando), eppure entrambi hanno fallito.
    Unica differenza ex post: il maestro ha conservato un'opinione di "competenza" del secondo negoziante, e invece di superficialita' ed eccessiva aggressivita' commerciale (imbonitore?) in relazione al primo.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  apeschi on Sun Oct 26, 2014 8:55 am

    nerodavola wrote:Grandemente condivisibile, ma cio' detto: tu come lo avresti trattato, nei panni dello sfortunato addetto?
    Per onesta' intellettuale preciso che il primo negoziante non sapeva chi aveva di fronte; il secondo si (lo avevo preallertato della rogna che gli stavo girando), eppure entrambi hanno fallito.
    Unica differenza ex post: il maestro ha conservato un'opinione di "competenza" del secondo negoziante, e invece di superficialita' ed eccessiva aggressivita' commerciale (imbonitore?) in relazione al primo.

    Onestamente non lo so come l'avrei trattato.
    Non ho mai fatto il negoziante.
    Dipende dal tempo a disposizione che avrei avuto in quel momento, dall'atteggiamento del cliente.

    Penso che entrambi abbiano fallito perche' non sono riusciti a sintonizzarsi sulla lunghezza d'onda del personaggio.

    Faccio un esempio.
    Se uno va a comprare un libro da un libraio competente e chi vorrebbe comprare il libro gli parla dei contenuti, della versione di quel libro (magari scritto o tradotto in modi leggermente diversi nel corso del tempo nelle varie edizioni) ed ha una preparazione elevatissima su quello, e chi gli vende il libro gli parla della bellezza della rilegatura, della bellezza del carattere stampato, del colore della copertina, delle immagini preziose contenute all'interno, e' evidente che entrambi hanno competenze diverse e siano su due lunghezze d'onda differenti.

    Poi il compratore va nella prima bancarella del mercato e trova un'edizione di cinquant'anni fa, rilegata male, ma come la voleva lui, compra quella.

    Se poi il primo venditore vuole convinverlo a comprare le sue edizioni, il secondo invece gli racconta la storia della stampa e delle rilegature nelle varie edizioni perche' e' preparatissimo su quello e' evidente che il primo lo giudichera' imbonitore e che cerca di vendergli qualcosa, mentre il secondo verra' giudicato competentissimo ma, avendo competenze diverse dalle sue e che a lui non interessano, non comprera' da nessuno dei due.

    Perche' ha comprato dal terzo? Secondo me, perche' era intenzionato comunque a comprare e dopo due tentativi ha deciso finalmente di farlo, si e' spaventato dei primi due, il primo perche' gli e' sembrato volesse vendergli qualsiasi cosa, il secondo perche' non l'ha capito perche' troppo competente ma su argomenti diversi dal suo e lui non aveva strumenti per ribattergli, perche' le sue competenze erano diverse.

    Nel terzo caso, si era gia' fatto due esperienze precedenti (valutando due venditori diversi) ed evidentemente si e' sentito meno pressato e meno spaventato perche' comunque aveva gia' acquisito un po' di esperienza con i primi due.

    Supponiamo che un audiofilo (che non suona) voglia comprare un pianoforte per i figli che suonano, avra' un atteggiamento diverso, recandosi dal negoziante di pianoforti, rispetto ad un professore di musica che si recasse nello stesso negozio di strumenti. Uno cerchera' il suono, l'altro valutera' il pianoforte dando la priorita' ad altri parametri. Se poi il pianoforte a coda top di gamma accontentera' entrambi, lo compreranno probabilmente entrambi (soldi permettendo, ovviamente), ma le motivazioni che avranno portato i due a quella scelta saranno totalmente differenti.
    La capacita' in tal caso del negoziante e' riuscire a capire chi ha davanti in un nanosecondo ed adeguare la descrizione dell'oggetto alla personalita' e alla preparazione di chi gli sta davanti. Cosa non banale e non sempre possibile.

    Il problema (che noto spesso) e' il seguente.
    Se uno sa poco di tante cose, alla fine ha un atteggiamento piu' 'umile' (mi si passi il termine, non voglio dare del superbo a nessuno, ma non mi vengono in mente altri aggettivi), ed ascolta i pareri degli altri.
    Se uno e' un super esperto di quell'argomento (insegnante, luminare) e solo di quell'argomento, avra' difficolta' ad ascoltare le motivazioni dell'altro.
    Un professore e' abituato ad insegnare a chi sa meno di lui, se trova uno che ne sa piu' di lui su un altro aspetto di cio' che insegna (esempio lui e' esperto nel suonare uno strumento e lo insegna, l'altro invece e' esperto negli apparati per riprodurre suoni registrati da altri), e' molto piu' difficoltoso che i due riescano ad entrare in sintonia, basta che il negoziante dica una parola non corretta sconfinando nel campo dell'altro che l'altro istantaneamente perde la fiducia.

    (Secondo me ovviamente).


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sun Oct 26, 2014 9:05 am

    nerodavola wrote:
    Stiamo dicendo la stessa cosa: in sala da concerto la scena acustica nell'accezione audiofila del termine non esiste proprio; o meglio esiste, ma e' altra cosa; e' soprattutto "ambienza" piu' che "localizzazione" !
    Scusa, hai ragione... Avevo letto di fretta ed avevo capito il contrario. 


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sun Oct 26, 2014 9:11 am

    nerodavola wrote:entrambi hanno fallito.
    Nonostante si possano spendere cifre pazzesche, assemblare un impianto che suoni bene, che per un musicista vuol dire "normale", e' molto difficile e riferendomi alla parola "normale" non e' quello che in genere cercano gli acquirenti.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sun Oct 26, 2014 9:23 am

    Luca58 wrote:
    Nonostante si possano spendere cifre pazzesche, assemblare un impianto che suoni bene, che per un musicista vuol dire "normale", e' molto difficile e riferendomi alla parola "normale" non e' quello che in genere cercano gli acquirenti.
    Non a caso il primo negoziante e' stato ...maltrattato; mi sono divertito un sacco


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 9:54 am

    enzo66 wrote:
    nerodavola wrote:
    Stiamo dicendo la stessa cosa: in sala da concerto la scena acustica nell'accezione audiofila del termine non esiste proprio; o meglio esiste, ma e' altra cosa; e' soprattutto "ambienza" piu' che "localizzazione" !
    Infatti: la localizzazione e la "scena", come siamo abituati ad ascoltarla riprodotta nelle nostre case, è costruita in studio dai fonici.
    i fonici dicono che lo stage non esiste ricordo una discussione ferocissima su altro forum di un certo fonico Lincetto se non ricordo male


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 10:04 am

    Luca58 wrote:
    nerodavola wrote:entrambi hanno fallito.
    Nonostante si possano spendere cifre pazzesche, assemblare un impianto che suoni bene, che per un musicista vuol dire "normale", e' molto difficile e riferendomi alla parola "normale" non e' quello che in genere cercano gli acquirenti.
    un musicista se competente non cerca un impianto che suoni live perché cosciente che l'evento è unico nel tempo e nello spazio quindi se ne fotte dei parametri di ascolto del riprodotto concentrandosi solo sul lato artistico, per questo nessun musico spende per la cosiddetta HIFI cifre da audiofilo


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Daniel on Sun Oct 26, 2014 11:14 am

    fallito.
    [/quote]
    un musicista se competente non cerca un impianto che suoni live perché cosciente che l'evento è unico nel tempo e nello spazio quindi se ne fotte dei parametri di ascolto del riprodotto concentrandosi solo sul lato artistico, per questo nessun musico spende per la cosiddetta HIFI cifre da audiofilo[/quote

    ]secondo me un musicista se privilegia l'aspetto artistico lo apprezzerebbe ancor di piu' con un impianto di alto livello con parametri audiofilo
    Personalmente nell'ascolto non disgiungo tra parametri audiofili e lato artistico; le due cose le considero legate


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  colombo riccardo on Sun Oct 26, 2014 11:34 am

    quali sono questi parametri audiofili ?

    ciao
    Riki

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 12:29 pm

    Tutti quelli che a te non piaciono


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sun Oct 26, 2014 12:40 pm

    colombo riccardo wrote:quali sono questi parametri audiofili ?

    ciao
    Riki
    Buona parte di quelli che in una sala da concerto semplicemente non esistono.
    Qualche esempio e' gia' stato segnalato.


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Daniel on Sun Oct 26, 2014 12:57 pm

    Per me sono:
    Emozione e naturalezza; l'obbiettivo e' ricreare l'impatto emozionale di un evento dal vivo o avvicinarsi il piu' possibile
    -neutralita ' e trasparenza
    Presumo che i musicisti ricerchino altri aspetti più da "addetti ai lavori" come dinamica timbro orchestrazione forse iperdettaglio. .
    Ciò non toglie che entrambe le vedute possono coesistere nell'ascolto di un impianto hi-fi


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 2:08 pm

    nerodavola wrote:
    colombo riccardo wrote:quali sono questi parametri audiofili ?

    ciao
    Riki
    Buona parte di quelli che in una sala da concerto semplicemente non esistono.
    Qualche esempio e' gia' stato segnalato.
    non esistono non è corretto, il problema è vedere la cosa dal punto di vista dei microfoni di ripresa a quel punto tutto torna


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sun Oct 26, 2014 2:56 pm

    iron man wrote:Per me sono:
    Emozione e naturalezza; l'obbiettivo e' ricreare l'impatto emozionale di un evento dal vivo o avvicinarsi il piu' possibile
    -neutralita ' e trasparenza
    Presumo che i musicisti ricerchino altri aspetti più da "addetti ai lavori" come dinamica timbro orchestrazione forse iperdettaglio. .
    Ciò non toglie che entrambe le vedute possono coesistere nell'ascolto di un  impianto hi-fi
    Gli aspetti che indichi non mi paiono poi cosi' distanti da quelli elencati nel post di apertura; al netto della timbrica, esigenza che pero' deriva dalla tipologia di musica ascoltata, se prevalentemente acustica piuttosto che amplificata.

    naturalezza+neutralita' & trasparenza vs. coerenza complessiva & intelleggibilita'
    E comunque la neutralita' ha pure molto a che vedere con la verosimiglianza timbrica...


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sun Oct 26, 2014 3:12 pm

    Secondo me questo e' un 3D fondamentale.  


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Daniel on Sun Oct 26, 2014 3:35 pm

    nerodavola wrote:
    Gli aspetti che indichi non mi paiono poi cosi' distanti da quelli elencati nel post di apertura; al netto della timbrica, esigenza che pero' deriva dalla tipologia di musica ascoltata, se prevalentemente acustica piuttosto che amplificata.

    naturalezza+neutralita' & trasparenza vs. coerenza complessiva & intelleggibilita'
    E comunque la neutralita' ha pure molto a che vedere con la verosimiglianza timbrica...

    E' vero hanno molto in comune neutralità ' e somiglianza timbrica
    La mia era la risposta alla domanda di riki non una contrarietà ai post di apertura anzi


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  nerodavola on Sun Oct 26, 2014 3:41 pm

    aircooled wrote:
    non esistono non è corretto, il problema è vedere la cosa dal punto di vista dei microfoni di ripresa a quel punto tutto torna
    Certamente i microfoni ci mettono del loro, su molti parametri.
    Pero' Air diciamocelo, su altri non c' e' proprio riscontro a mio parere: si e' parlato di scena ad esempio, questa nella "accezione audiofila piu' comune" a teatro non esiste. E' altra cosa!
    Cio' non toglie che le capacita' di una catena (ed una registrazione) di operare su questo parametro, nei termini in cui noi stessi sovente ne discutiamo, siano assolutamente meritorie ed appaganti, giacche' vanno a compensare un poco altre informazioni fisiche e percettive (multi-sensoriali) che nella "riproduzione" inevitabilmente latitano.

    E' comunque legittimo che per taluni essa non costituisca un parametro di scelta primario rispetto ad altri.
    Vogliamo poi forse aprire il capitolo, che so, del nero infrastrumentale ?  
    (qualunque cosa sia; magari sono io che non l'ho mai capito...)


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  carloc on Sun Oct 26, 2014 4:13 pm

    nerodavola wrote:
    ..................

    Vogliamo poi forse aprire il capitolo, che so, del nero infrastrumentale ?  
    (qualunque cosa sia; magari sono io che non l'ho mai capito...)

    Il nulla fatto oggetto!

    Troppe fisime su cose assurde perdendo di vista la musica.

    Carlo


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Ospite on Sun Oct 26, 2014 5:37 pm

    Sono due bestie diverse il primo è un esperto del suono degli strumenti il secondo del suono delle elettroniche. Con varie sfumature di grigio. Utilizzano un vocabolario tutto loro e hanno in comune si spera la passione per la musica!

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  enzo66 on Sun Oct 26, 2014 5:41 pm

    carloc wrote:

    Il nulla fatto oggetto!

    Troppe fisime su cose assurde perdendo di vista la musica.

    Carlo


    Mai capito che fosse...


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 7:03 pm

    Un impianto stereo si classifica tale proprio per essere stereo altrimenti se togliamo lo stage diventa mono, niente di male ascoltare in mono lo fanno in tanti con somma soddisfazione però ascoltare in pseudo mono da un impianto stereo a me non sembra una buona cosa ma è solo un parere personale, insomma W lo stage


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Ospite on Sun Oct 26, 2014 7:11 pm

    "Lo stage logora chi non ce l'ha"

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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  aircooled on Sun Oct 26, 2014 7:31 pm

    vero


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sun Oct 26, 2014 7:50 pm

    mirach wrote: "Lo stage logora chi non ce l'ha"


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    Re: Dal Conservatorio al negozio di ...stereo

    Post  Luca58 on Sun Oct 26, 2014 7:56 pm

    Comunque non esiste che un musicista non provi piacere a sentire meglio una interpretazione che vuole risentire. Va bene dal vivo, ma se vuole risentire la Callas dal vivo non puo'. Non apprezzerebbe sentire le sfumature della voce? Non credo proprio. 

    Io continuo a ritenere che non sappia cosa perde, ma la prima volta che si avvicina ad un impianto non consumer deve rimanere positivamente impressionato altrimenti pianta subito. E qui entra in gioco chi assembla l'impianto da fargli sentire, che in ogni caso non deve essere troppo costoso senno' ri-pianta subito...  


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