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Il confine del lecito
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    Il confine del lecito

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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Sun Dec 28, 2014 9:50 pm

    apeschi wrote:

    Mah... io ascolto musica da quando avevo 15 anni, quindi dal 1976 quando il CD non c'era ancora. Quando usci' il cd i primi lettori (Sony o Philips) costavano un paio di milioni di lire che ai tempi erano un'esageazione.
    Nel corso degli anni sono passato dal vinile al CD (passato nel senso che ho iniziato a comprare CD), ma non ho mai per nessun motivo rinnegato il vecchio piatto (come veniva chiamato a quei tempi il giradischi). Dal CD passai al DVD (piu' per i film che per la musica) ed ora sono approdato alla musica liquida su PC. Il vecchio giradischi convive benissimo accanto al lettore CD che convinve con il PC ed i files liquidi.
    Per quanto mi riguarda il vinile non e' mai morto (ho solo smesso di comprare LP per parecchio tempo ma ho sempre conservato con cura i miei cari e costosi vinili) e non e' morto nemmeno il CD (che continuo a comprare), a fianco e' nata la passione per la musica liquida (che ritengo sia molto, molto comoda da ascoltare). Credo che un giorno probabilmente sostituiro' il mio attuale giradischi (un Dual di circa ventitre' anni senza troppe pretese al quale ho sostituito la cinghia pochi anni fa riportandolo in funzione) con qualcosa di migliore, ma non significa che seguo mode o mercato, inoltre mi tengo ben caro il mio attuale lettore Denon.
    Io non vedo una tecnologia migliore dell'altra, ciascuna tecnologia ha i suoi pro ed i suoi contro. Non mi sono mai lasciato guidare da mode o dal ritorno a mode del passato. Penso che ciascun supporto, se ben trattato, abbia i suoi punti di forza che gli altri supporti si scordano avendo altri punti di forza.

    Sono daccordissimo con te.
    Praticamente ho fatto il tuo stesso iter, pure io ho cominciato a prendere vinili a 15 anni (forse pure un po' prima) ma si era ancora a fine anni 60.
    Come detto più volte, ho tutti e 3 i sistemi equilbrati nel mio impianto (anzi se c'è un componente che si stacca è proprio la meccanica CD !!!)
    Senza contare che se l'impianto base è di fine anni 70, le tre sorgenti sono tutte recentissime, gira, meccanica cd, lettore blu ray e DAC li ho presi (o sostituiti) dal 2013 in poi !! Ovvio che apprezzi tutte e tre le sorgenti, e come detto più volte ci sono casi in un determinato album si sente meglio a seconda della edizione in uno dei tre formati.

    Per Antonio mi sa che o mi sono spiegato male o hai travisato il senso del mio intervento precedente che sostanzialmente era che secondo me le case discografiche dovrebbero vendere il supporto fisico UNITAMENTE al file liquido, a maggiore ragione in caso di vinile :

    Inoltre mi riferivo a quello che avrebbero dovuto fare le case discografiche a fine anni 90 quando il fenomeno Napster ha reso EVIDENTE che non avrebbero mai vinto una guerra contro la condivisione dei files. Dovevano assecondare il successo del file liquido rendendolo regolare con abbonamenti a prezzi contenuti.

    Sono state un po' più intelligenti le case cinematografiche con gli abbonamenti ai film in alta risoluzione, 3d, database come sky on demand e prezzi che crollano dopo pochi mesi di uscita di una pellicola, con una qualità audio video che i files scaricati se la scordano a meno di prendere il blu-ray completo (30-50 GB... puoi farlo ma mi sa che spendi più in corrente che a comprarlo o aspettare che si veda su SKY). Vero c'è ancora un sacco di gente che scarica film nuovi in bassa qualità o li vede in steaming, ma chi accetta di vedere un film in quel modo non è un appassionato e non è uno che li avrebbe comprati comunque). Io concepisco un film in divx solo se è così vecchio o raro da non essere più reperibile in altro modo.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  apeschi on Sun Dec 28, 2014 10:13 pm

    Sono d'accordissimo (anche al precedente intervento). Io sinceramente compro sempre roba originale.
    La mia collezione di musica liquida e' tutta comprata sui vari siti regolarissimi (HDtracks ma anche altri) oppure 'rippata' da CD originali in mio possesso (e quindi regolarmente comprati e pagati).
    Vorrei anche digitalizzare i 33 giri (solo per motivi puramente pratici) ed ho in programma di farlo.
    Se ci fossero abbonamenti tipo Spotify ma con la possibilita' di 'comprare' e quindi scaricare musica liquida a prezzi ragionevoli in formato FLAC (come avviene ad esempio abbonandosi al sito della B&W al quale sono abbonato), lo farei volentieri. Sul sito della B&W, pagando una quota annuale si possono scaricare files di album completi (LSO, Real World, Peter Gabriel) in formato Flac a 16 oppure a 24 bit senza ulteriori spese.
    Secondo me la pirateria e' dovuta da un lato a chi si ritiene furbo per il puro fatto di essere riuscito a copiare qualcosa gratis  ma anche alle case che spesso sono 'esose' ed immettono sul mercato supporti musicali a prezzi da furto.
    Ben vengano le varie edizioni costituite da cofanetti vari (parlo soprattutto di quelli di classica, ma non solo, anche di altri generi), che includono parecchi CD a prezzo ragionevole.  
    In effetti, potrebbero dare anche la possibilita' di avere i files in formato liquido (FLAC o formati simili loseless).
    Amazon fa gia' qualcosa, peccato solo che il ripping sia solo in formato mp3 (l'idea e' buona, ma andrebbe migliorata, secondo me).
    Cioe' a prescindere da chi scaricherebbe da siti pirata per il puro gusto di farlo anche se le case discografiche regalassero i files gratis (ma secondo me sono una percentuale minima e non sono gli appassionati), chi e' appassionato, e' disposto a spendere il giusto per la propria passione.
    Una cosa che ritengo veramente stupida, e' il fatto di non mettere a disposizione tutti i files nei vari paesi.
    Ad esempio su HDtracks, certi album, per motivi commerciali, non sono scaricabili in Italia. Questo alla fine e' un boomerang perche' costringe chi vorrebbe quei files a rivolgersi al mercato pirata. Fino a quando non verranno superate queste stupide barriere (considerando la diffusione di internet e la globalizzazione sempre piu' spinta), la pirateria sara' comunque favorita.
    Se io voglio (pagando regolarmente, con le giuste tasse) comprare certi files su HDtracks, non posso farlo perche' certi dischi non sono disponibili sul mercato italiano ma solo su quello americano.
    Per me e' una idiozia. (basterebbe applicare correttamente le tasse sui diritti di autore e lasciare libero l'acquirente di comprare).
    In questo modo si penalizza chi onestamente vorrebbe comprarsi dischi a cui e' interessato.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  Antonio Turi on Sun Dec 28, 2014 10:24 pm

    Rock, avevo corretto in coda l'intervento proprio per te ;-)
    Forse sono io che mi sono spiegato male ragazzi, per me va bene tutto, anche la musica gassosa ed il grammofono. Purtroppo sono certo che l'industria non produrrà per sempre tutti i supporti. Purtroppo il cd è il candidato alla morte più prossima. Spero di sbagliare, nel caso ne riparliamo quando sarà accaduto....un salutone sunny


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Sun Dec 28, 2014 10:39 pm

    Antonio Turi wrote:Rock, avevo corretto in coda l'intervento proprio per te ;-)
    Forse sono io che mi sono spiegato male ragazzi, per me va bene tutto, anche la musica gassosa ed il grammofono. Purtroppo sono certo che l'industria non produrrà per sempre tutti i supporti. Purtroppo il cd è il candidato alla morte più prossima. Spero di sbagliare, nel caso ne riparliamo quando sarà accaduto....un salutone sunny

    non credo che il cd scomparirà a breve, certo la liquida prenderà sempre più piede ma da qui a cessare la produzione di cd .... penso che almeno per 5-6 anni non dovrebbe succedere a meno che inventino qualcosa di realmente rivoluzionario. Mi sento di escludere che il cd possa essere soppiantato da uno dei supporti attuali, dvd o blu-ray audio.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Sun Dec 28, 2014 10:51 pm

    apeschi wrote:Sono d'accordissimo (anche al precedente intervento). Io sinceramente compro sempre roba originale.
    La mia collezione di musica liquida e' tutta comprata sui vari siti regolarissimi (HDtracks ma anche altri) oppure 'rippata' da CD originali in mio possesso (e quindi regolarmente comprati e pagati).
    Vorrei anche digitalizzare i 33 giri (solo per motivi puramente pratici) ed ho in programma di farlo.
    Se ci fossero abbonamenti tipo Spotify ma con la possibilita' di 'comprare' e quindi scaricare musica liquida a prezzi ragionevoli in formato FLAC (come avviene ad esempio abbonandosi al sito della B&W al quale sono abbonato), lo farei volentieri. Sul sito della B&W, pagando una quota annuale si possono scaricare files di album completi (LSO, Real World, Peter Gabriel) in formato Flac a 16 oppure a 24 bit senza ulteriori spese.
    Secondo me la pirateria e' dovuta da un lato a chi si ritiene furbo per il puro fatto di essere riuscito a copiare qualcosa gratis  ma anche alle case che spesso sono 'esose' ed immettono sul mercato supporti musicali a prezzi da furto.
    Ben vengano le varie edizioni costituite da cofanetti vari (parlo soprattutto di quelli di classica, ma non solo, anche di altri generi), che includono parecchi CD a prezzo ragionevole.  
    In effetti, potrebbero dare anche la possibilita' di avere i files in formato liquido (FLAC o formati simili loseless).
    Amazon fa gia' qualcosa, peccato solo che il ripping sia solo in formato mp3 (l'idea e' buona, ma andrebbe migliorata, secondo me).
    Cioe' a prescindere da chi scaricherebbe da siti pirata per il puro gusto di farlo anche se le case discografiche regalassero i files gratis (ma secondo me sono una percentuale minima e non sono gli appassionati), chi e' appassionato, e' disposto a spendere il giusto per la propria passione.
    Una cosa che ritengo veramente stupida, e' il fatto di non mettere a disposizione tutti i files nei vari paesi.
    Ad esempio su HDtracks, certi album, per motivi commerciali, non sono scaricabili in Italia. Questo alla fine e' un boomerang perche' costringe chi vorrebbe quei files a rivolgersi al mercato pirata. Fino a quando non verranno superate queste stupide barriere (considerando la diffusione di internet e la globalizzazione sempre piu' spinta), la pirateria sara' comunque favorita.
    Se io voglio (pagando regolarmente, con le giuste tasse) comprare certi files su HDtracks, non posso farlo perche' certi dischi non sono disponibili sul mercato italiano ma solo su quello americano.
    Per me e' una idiozia. (basterebbe applicare correttamente le tasse sui diritti di autore e lasciare libero l'acquirente di comprare).
    In questo modo si penalizza chi onestamente vorrebbe comprarsi dischi a cui e' interessato.

    Musica originale, complimenti, anche se posso faccio come te, poi a me piace il supporto fisico, senza non mi pare che l'album sia "mio".... lo so sono vecchio ma.....
    Diciamo che a meno che si tratti di uno dei miei artisti preferiti, mi piace ascoltare un album prima di comprarlo, per non buttar via i pochi soldini a disposizione.
    Non conosco la ragione per cui certi album non si possano scaricare su hdtracks. Ma neppure usando paypal ?

    Casomai ho una polemica verso i produttori, proprio sul fatto di aver acquistato un album (o un film) in originale. Quando acquisti un originale dovresti avere il diritto di possesso ed ascolto di quell'album, potendo eventualmente pagare una differenza solo per il supporto fisico diverso. Per non parlare delle "odiose" rimasterizzazioni, edizione de luxe, bonus etc etc.... che ti "costringono" se sei un fan a prendere che so 10-15 edizioni dello stesso album.
    Beh in questi casi se ad uno gli viene voglia di fare il pirata non mi sento tanto di condannarlo ......

    Ancor peggio ad esempio con i film (concerti) originali in VHS, le case dovrebbero ritirali rimpiazzoandoli con dvd o blu-ray con il solo costo del supporto o poco più. O legalizzare il fatto di poterli scaricare in formato liquido per poter continuare a vederli visto che i lettori vhs stanno scomparendo, senza contare la qualità oggi inaccettabile del video.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  apeschi on Sun Dec 28, 2014 11:22 pm

    RockOnlyRare wrote:


    Non conosco la ragione per cui certi album non si possano scaricare su hdtracks. Ma neppure usando paypal ?

    Sono riservati solo al mercato americano. Penso che sia un discorso analogo alle diverse region dei filmati su DVD. Inizialmente (quando HDtracks era solo americana), mi registrai sul sito americano e potevo scaricare di tutto, da un po' di tempo a questa parte in automatico mi manda sul sito .it (ho provato anche ad andare su .de), dall'indirizzo IP penso che se ne accorgano che non sono americano e quindi mi smistano sul sito italiano dove certi album non si possono comprare. Esce la scritta che non e' disponibile per il nostro mercato. Da un certo punto in poi hanno richiesto l'indirizzo (prima non lo chiedevano obbligatoriamente) ed ovviamente ho messo il mio indirizzo.
    Ritengo che la cosa sia assurda (in un mercato globalizzato). Non so se poi ci siano trucchi (piu' o meno leciti) per comprarli ugualmente, ma certi files non si possono proprio comprare (ma nemmeno sul sito .de , tedesco, non si scaricano). Ma la cosa ancora piu' assurda e' che non stiamo parlando di qualche raro CD non disponibile (basta andare su Amazon ed il CD corrispondente lo si trova e lo si puo' regolarmente ordinare), ma di molti CD, soprattutto i piu' nuovi. Non so che accordi ci siano con le case discografiche.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  apeschi on Sun Dec 28, 2014 11:30 pm

    RockOnlyRare wrote:



    Casomai ho una polemica verso i produttori, proprio sul fatto di aver acquistato un album (o un film) in originale. Quando acquisti un originale dovresti avere il diritto di possesso ed ascolto di quell'album, potendo eventualmente pagare una differenza solo per il supporto fisico diverso. Per non parlare delle "odiose" rimasterizzazioni, edizione de luxe, bonus etc etc.... che ti "costringono" se sei un fan a prendere che so 10-15 edizioni dello stesso album.
    Beh in questi casi se ad uno gli viene voglia di fare il pirata non mi sento tanto di condannarlo ......

    Ancor peggio ad esempio con i film (concerti) originali in VHS, le case dovrebbero ritirali rimpiazzoandoli con dvd o blu-ray con il solo costo del supporto o poco più. O legalizzare il fatto di poterli scaricare in formato liquido per poter continuare a vederli visto che i lettori vhs stanno scomparendo, senza contare la qualità oggi inaccettabile del video.

    Sono d'accordo, anche perche' hai comprato regolarmente la 'licenza' per usufruire di quel prodotto, quindi dovrebbero garantirti di poterlo utilizzare anche su supporti diversi ed in tempi diversi.
    Secondo me, quando fa comodo dicono che compri solo la licenza e non i diritti comprando quel supporto, quindi ne dedurrei che il supporto e' solo un mezzo fisico per usufruire del contenuto, pero' poi se il supporto si danneggia sono fatti tuoi e devi ricomprarlo a tue spese. Questo e' assurdo.
    Altra cosa assurda e' che da un lato e' probito effettuare copie, dall'altro lato pero' devi pagare le tasse sui supporti per rifondere le case discografiche (o gli autori) nel caso di copia.
    E' come se io che non ammazzo, debba farmi una tantum un paio di giorni di galera per rifondere le vittime di omicidio (portando all'estremo il discorso). Se una cosa e' lecita, allora e' giusto pagare la tassa sul supporto, se non e' lecita perche' anch'io che non copio i dischi devo pagarla? Solo per il fatto di rippare e salvare dischi regolarmente comprati, pagati e tassati? Mica li diffondo?

    Questo poi legittima la pirateria. E come sempre i furbi la fanno franca e gli onesti devono sempre prendersela in quel posto.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 12:01 am

    apeschi wrote:

    Sono d'accordo, anche perche' hai comprato regolarmente la 'licenza' per usufruire di quel prodotto, quindi dovrebbero garantirti di poterlo utilizzare anche su supporti diversi ed in tempi diversi.
    Secondo me, quando fa comodo dicono che compri solo la licenza e non i diritti comprando quel supporto, quindi ne dedurrei che il supporto e' solo un mezzo fisico per usufruire del contenuto, pero' poi se il supporto si danneggia sono fatti tuoi e devi ricomprarlo a tue spese. Questo e' assurdo.
    Altra cosa assurda e' che da un lato e' probito effettuare copie, dall'altro lato pero' devi pagare le tasse sui supporti per rifondere le case discografiche (o gli autori) nel caso di copia.
    E' come se io che non ammazzo, debba farmi una tantum un paio di giorni di galera per rifondere le vittime di omicidio (portando all'estremo il discorso). Se una cosa e' lecita, allora e' giusto pagare la tassa sul supporto, se non e' lecita perche' anch'io che non copio i dischi devo pagarla? Solo per il fatto di rippare e salvare dischi regolarmente comprati, pagati e tassati? Mica li diffondo?

    Questo poi legittima la pirateria. E come sempre i furbi la fanno franca e gli onesti devono sempre prendersela in quel posto.

    Parole santissime !!!!! applausi applausi applausi

    Se pensi che stanno per trasformare l'odiosissima tassa per la RAI inglobandola nella bolletta della luce (mi pare in quella).... cosa per me assolutamente illegale, insomma quello che hanno fatto per il bollo trasformato da tassa circolazione a possesso.... ma cosa c'entra il canone TV ?
    Pensa a chi è così povero (o un non vedente) che non ha una tv nè altri apparecchi tecnologici, ad uno studio professionale e via dicendo.... certo per lo stato così non si pone il problema di chi non paga ....

    mi sa che siamo andati "appena un tantino" OT erg


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    Re: Il confine del lecito

    Post  oDo on Mon Dec 29, 2014 12:08 am

    La limitazione esiste giá da parecchi mesi prima che nascesse hdtrascks.de e riguarda parecchia roba. Per esempio tutto il catalogo Blue Note, ECM e, se non ricordo male, Deutshe Grammophon e altro.
    Aggiungiamo poi che l'archivio tedesco è molto meno fornito; solo per citare due nomi molto noti, mancano Norah Jones e Diana Krall, ma anche parecchie altre cose. In piú spesso i prezzi sono piú alti...
    Non c'é modo di comprare i titoli blocccati, nemmeno con paypal. L'unica possibilitá sarebbe "presentarsi" con ip americano, ma non è esattamente cosa lecita (leggi hackeraggio..) e sarebbe molto peggio che scaricarli illegalmente! Meglio di no.
    Un altro modo sarebbe farseli comprare da un amico o parente negli states e poi farseli inviare via Wetransfer o similari, ma è lecito? Boh
    Una valida alternativa è il francese  Qobuz, che ha un ottimo archivio, in Costante espansione. Teoricamente non consente acquisti dall'Italia, ma basta chiedere aiuto al loro supporto et voilá, le jeux sont fait!

    Il discorso sul reindirizzamento ad un sito .it di hdtracks non l'ho ben capito. Possibile che a me non succeda? Inoltre non mi risulta che esista una versione italiana
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    Re: Il confine del lecito

    Post  oDo on Mon Dec 29, 2014 1:14 am

    Guarda, sfondi una porta aperta. Sono consapevole che scaricare è lecito finché non se ne fa commercio. Il problema è che non si può campare scaricando, perché alcune cose non si trovano nemmeno in qualità CD, figurati in 24 bit. Nemmeno poche
    Se cerchi, che so, acthung baby degli U2 lo trovi in un attimo, ma se ti avventuri in gruppi poco noti di generi come, per esempio, elettronica o trip hop, trovi solo mp3...
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    Re: Il confine del lecito

    Post  oDo on Mon Dec 29, 2014 1:17 am

    Poi, pensandoci meglio, c'è caso e caso e talvolta fa piacere sostenere attivamente alcuni musicisti, soprattutto se giovani e meritevoli
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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 1:21 am

    Ero rimasto che hdtracks non vendeva in italia, ma se pagavi con paypal potevi comprare lo stesso... BOH

    Evidentemente se un titolo non lo vendono, il solo modo è chiaro che sia cercarlo in rete (o farne a meno). Comunque con oltre 3000 tra vinili e cd, penso di avere abbondantemente fatto la mia parte per rimpinguare le loro casse.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 1:21 am

    oDo wrote:Poi, pensandoci meglio, c'è caso e caso e talvolta fa piacere sostenere attivamente alcuni musicisti, soprattutto se giovani e meritevoli



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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 1:26 am

    oDo wrote:Guarda, sfondi una porta aperta. Sono consapevole che scaricare è lecito finché non se ne fa commercio. Il problema è che non si può campare scaricando, perché alcune cose non si trovano nemmeno in qualità CD, figurati in 24 bit. Nemmeno poche
    Se cerchi, che so, acthung baby degli U2 lo trovi in un attimo, ma se ti avventuri in gruppi poco noti di generi come, per esempio, elettronica o trip hop, trovi solo mp3...

    Beh puoi sempre scaricare in mp3, ascoltarlo e comprarlo solo se ne vale la pena, se non vale puoi sempre cancellarlo.. io faccio spessissimo così, non è mica facile altrimenti specie con gruppi ed artisti poco conosciuti !
    Inoltre assai spesso negli ultimi anni mi è capitato di acquistare album altrimenti irreperibili, neppure in rete (specie i gruppi australiani anni 80 che adoro) !!!


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    Re: Il confine del lecito

    Post  oDo on Mon Dec 29, 2014 1:35 am

    Si Rock, è come dici: su hdtracks.com si può comprare dall'Italia con paypal, solo con paypal. Tuttavia da circa un anno molti titoli non sono più acquistabili dall'Europa in nessun modo, nemmeno con paypal.   Suppongo che sia una scelta delle case discografiche, non loro.
    Per quei titoli rimane solo la versione tedesca di hdtracks o altri siti o la rete...se li trovi

    Anche io faccio spesso faccio come te: scaricamento in mp3 o addirittura preview su itunes e po si decide il da farsi
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    Re: Il confine del lecito

    Post  gciraso on Mon Dec 29, 2014 8:35 am

    oDo wrote:Guarda, sfondi una porta aperta. Sono consapevole che scaricare è lecito finché non se ne fa commercio...

    Proprio sicuro sicuro?
    La legge dice il contrario.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  apeschi on Mon Dec 29, 2014 8:44 am

    gciraso wrote:

    Proprio sicuro sicuro?
    La legge dice il contrario.

    Secondo me dipende dall'interpretazione della legge.
    Diverse sentenze della Cassazione hanno decretato che quando l’utilizzo di file multimediali in rete sia per uso personale, non costituisce reato. E ciò sulla base della lettera della legge 633/1941 sul diritto d’autore che a seguito di diverse modifiche succedutesi nel corso degli ultimi anni l’hanno resa la norma cardine in materia di diritti su opere multimediali.

    "Da una notizia riportata sul Corriere online"
    MILANO — Non è reato scaricare da Internet musica, film o programmi tutelati dal diritto d’autore. Purché non venga fatto «per scopo di lucro». In parole molto povere: va bene «risparmiare » (con buona pace della Siae), non va bene «guadagnare » dall’operazione di download. A fare la gioia degli «scaricatori seriali» è la Terza sezione penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 149 del 9 gennaio scorso (2007 ndr.), ha annullato la condanna a 3 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Torino a E.R. e C.F. per violazione della legge sul copyright. I fatti risalgono al ’99, quando i due, all’epoca studenti, avevano creato sul pc di un’associazione del Politecnico di Torino una rete «peer to peer» (da pari a pari) per scambiare file con altre persone collegate a Internet. Secondo i giudici piemontesi i ragazzi avevano violato gli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d’autore (la 633/41) che punisce chi, «a scopo di lucro», diffonde o duplica contenuti multimediali protetti dal copyright.

    Personalmente evito di farlo, ma credo che ci sia piu' di un caso in cui la Cassazione abbia annullato la sentenza di colpevolezza.

    NB: non sono esperto in materia legale e bisognerebbe comunque leggersi le sentenze e le motivazioni, per essere sicuri, essendo in Italia non mi stupirei comunque, visto che le nostre leggi sono spesso contorte e di scarsa applicabilita' o comunque di non facile interpretazione ai profani.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 10:37 am

    Anche secondo me scaricare per uso personale non è reato PENALE, ma non so se questo comporti una causa per danni di tipo civile, in sostanza il rischio è che se ti scoprono potrebbero richiedere indennizzi enormi a mo di risarcimento.
    Se la causa è in Italia non si rischia troppo, visto che i processi civili durano spesso decenni (ma comunque ci volgiono avvocati spese e via dicendo), ma se la causa partisse dagli Usa....

    Vero che credo sia difficile trovare, almeno in Italia, ma penso che valga per tutto in mondo, utenti che non abbiano neppure un file scaricato o un film o cd copiato magari da un conoscente.

    Poi c'è il problema dello share, se condividi files ad esempio su torrent, emule etc etc, potresti rientrare anche nel rischio penale.

    Certamente ci entrano coloro che condividono files su avaxome, in quanto ricevono crediti in base a quanti utenti scaricano i loro files, lo sapevate ? Questo spiega perchè ci sono utenti che passano le giornate a condividere ogni giorno decine di nuovi files.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  gciraso on Mon Dec 29, 2014 11:53 am

    Qualche chiarimento è d’obbligo:
    la legge 633/41 è stata modificata più volte e da ultimo con il DL.gs 21/2/14 n. 22, quindi, in particolare, ogni pronuncia della Giurisprudenza anteriore all’entrata in vigore del DL.gs deve essere ritenuta obsoleta nelle parti modificate.

    L’art. 171 recita:
    Salvo quanto previsto dall'art. 171-bis e dall'art. 171-ter, è punito con la multa da lire 100.000 a lire 4.000.000 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma …..
    Nel testo dell’art. si parla sempre di diffusione pubblica, quindi per quanto riguarda la fruizione privata non se ne parla. Diverso il caso se si “diffonde”, perché questa previsione è indicata come illecita. Resta la sanzione amministrativa per chi “a qualsiasi scopo ed in qualsiasi forma ….”.
    Quindi non solo a fini di lucro, per questa specifica fattispecie scatta il penale.
    Il fine di lucro è previsto nei successivi art. 171-bis e ter, ma qui non ci interessa. Da rilevare solo che si parla di “fatto commesso per uso non personale”

    Per chi condivide “senza fini di lucro”, inoltre, è prevista la sanzione amministrativa da 51 a 2065 euro.
    Chiarisce in tal senso il testo dell’art. 174-ter che testualmente prevede:
    Chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce, in tutto o in parte, con qualsiasi procedimento, anche avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, opere o materiali protetti, oppure acquista o noleggia supporti audiovisivi, fonografici, informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni della presente legge, ovvero attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere misure di protezione tecnologiche è punito, purché il fatto non concorra con i reati di cui agli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 171-quater, 171-quinquies, 171-septies e 171-octies, con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale.

    Quindi la norma pare abbastanza chiara, almeno in questo punto.

    La normativa appare molto complessa ed io non sono un legale, tanto che questo mio intervento è stato steso con l’aiuto di un amico avvocato che, guarda caso, si occupa proprio della materia specifica oltre che di brevetti e cose simili. Da informazioni appresa dall’amico, persona assolutamente competente, risulta che parlando chiaro, neppure tra i giuristi ci sia accordo sull’interpretazione della norma e da qui confusione e difformi pronunce giurisprudenziali.

    L'argomento è comunque OT, se credete apriamo un'altra discussione sul tema.


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 12:16 pm

    gciraso wrote:Qualche chiarimento è d’obbligo:
    la legge 633/41 è stata modificata più volte e da ultimo con il DL.gs 21/2/14 n. 22, quindi, in particolare, ogni pronuncia della Giurisprudenza anteriore all’entrata in vigore del DL.gs deve essere ritenuta obsoleta nelle parti modificate.

    L’art. 171 recita:
    Salvo quanto previsto dall'art. 171-bis e dall'art. 171-ter, è punito con la multa da lire 100.000 a lire 4.000.000 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma …..
    Nel testo dell’art. si parla sempre di diffusione pubblica, quindi per quanto riguarda la fruizione privata non se ne parla. Diverso il caso se si “diffonde”, perché questa previsione è indicata come illecita. Resta la sanzione amministrativa per chi “a qualsiasi scopo ed in qualsiasi forma ….”.
    Quindi non solo a fini di lucro, per questa specifica fattispecie scatta il penale.
    Il fine di lucro è previsto nei successivi art. 171-bis e ter, ma qui non ci interessa. Da rilevare solo che si parla di “fatto commesso per uso non personale”

    Per chi condivide “senza fini di lucro”, inoltre, è prevista la sanzione amministrativa da 51 a 2065 euro.
    Chiarisce in tal senso il testo dell’art. 174-ter che testualmente prevede:
    Chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce, in tutto o in parte, con qualsiasi procedimento, anche avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, opere o materiali protetti, oppure acquista o noleggia supporti audiovisivi, fonografici, informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni della presente legge, ovvero attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere misure di protezione tecnologiche è punito, purché il fatto non concorra con i reati di cui agli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 171-quater, 171-quinquies, 171-septies e 171-octies, con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale.

    Quindi la norma pare abbastanza chiara, almeno in questo punto.

    La normativa appare molto complessa ed io non sono un legale, tanto che questo mio intervento è stato steso con l’aiuto di un amico avvocato che, guarda caso, si occupa proprio della materia specifica oltre che di brevetti e cose simili. Da informazioni appresa dall’amico, persona assolutamente competente, risulta che parlando chiaro, neppure tra i giuristi ci sia accordo sull’interpretazione della norma e da qui confusione e difformi pronunce giurisprudenziali.

    L'argomento è comunque OT, se credete apriamo un'altra discussione sul tema.

    Forse è il caso, puoi eventualmente spostare anche questo mio intervento ?

    Leggendo la tua esposizione (complimenti !!!!) non essendo un legale e perdendomi in tutti quei cavilli e rimandi, mi pare di aver capito che, fermo restanto il reato se lo fai a scopo di lucro:

    1) se condividi sei soggetto ad un ammenda fino a 2065€ (l'equivalente di 4 mln)
    2) se lo fai per uso personale rischi confisca e 154€ di multa .

    Corretto o mi sono sbagliato ?

    Se così fosse si trattarebbe di sanzioni tutto sommato accettabili, ricordo di un processo ad un povero malcapitato che un po' di anni fa fu trovato in possesso di BEN 27 canzoni in mp3 (27 singoli brani non 27 TERA di brani come capita di trovare in giro ...) e gli fu chiesto un risarcimento milionario !!! Solita fregata tipicamente italiana del colpirne uno per educarne cento.

    Altro punto estremamente delicato, se non per la sanzione, per il sequestro e la sanzione, riguarda i brani di cui si ha diritto essendo in possesso dell'album originale.

    1) In sostanza se possiedo il vinile dovrei poterlo rippare in qualunque modo e formato, anche hi-res (e scaricarlo come tale ???)
    Insomma avere il formato digitale di un album in possesso si può considerare possesso non consentito ???

    2) E se si tratta di rimasterizzazioni dello stesso album specialmente senza aggiunta di brani extra ?  

    3) Infine io sono abbonato regolarmente ad un sito legale in Russia che condivide album (e lo sono stato per molti anni anche ad uno americano che praticava prima abbonamenti illimitati poi limitati ad un tot di album al mese).
    Dato che la loro legislazione permette la vendita pagando un forfait alla RIAA, il sito è perfettamente legale e non fa distinzioni sulla nazionalità degli utenti, come ad esempio fa HDtracks.
    E li si possono trovare il 99% degli album esistenti !!!

    Non è materia per niente banale sia per la difesa che per l'accusa...


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    Re: Il confine del lecito

    Post  Ospite on Mon Dec 29, 2014 12:18 pm

    Recording Industry Association of America o RIAA (alla lettera Associazione Americana dell'Industria Discografica) è stata fondata nel 1952.

    La RIAA è stata al centro delle controversie sullo sviluppo del peer-to-peer, l'MP3 e la condivisione di file. I suoi tentativi di difendere gli interessi delle major sono stati visti da alcuni come un comportamento lesivo sia nei confronti dei consumatori che degli artisti.

    Gli avversari della RIAA affermano che questo gruppo forma un cartello che gonfia artificiosamente e fissa i prezzi dei CD. Questa affermazione sarebbe dimostrata dal fatto che le Big Five (BMG, EMI, Sony Music, Universal Music e Warner) distribuiscono almeno il 95% di tutti i CD a livello mondiale.

    Dal 1988 al 2003, presidente e chief executive officer della RIAA è stata Hilary Rosen che ha aspramente criticato l'uso del peer-to-peer. Sotto la sua direzione, la RIAA ha intrapreso un'aggressiva campagna legale per fermarne la diffusione.

    La digitalizzazione della musica e la disponibilità di mezzi di comunicazione digitale piuttosto economici, unite alle tecnologie di file-swapping, ha messo in crisi le major discografiche. Molti credono che queste tecnologie siano in grado di eliminare completamente la distribuzione fisica dei CD musicali, minacciando di fatto l'esistenza di molte aziende che dominano il marketing e la distribuzione nel settore.

    La RIAA cerca di proteggere i suoi interessi sensibilizzando i politici e formando delle lobby al fine di modificare le leggi sul copyright. Come risultato i membri della RIAA negli U.S.A. hanno ora a disposizione una legislazione speciale che protegge e rinforza il loro modello industriale. Queste leggi le aiutano a citare in giudizio molti provider e utenti che utilizzano il peer-to-peer.

    La RIAA è diventata il bersaglio di molti cracker a causa della sua impopolarità. I loro siti sono ripetutamente violati e cancellati. Molte persone ritengono che la RIAA abbia fatto pochissimo per guadagnarsi le simpatie dei consumatori e alcuni credono che il loro obiettivo fondamentale sia mantenere lo status quo per evitare la diminuzione dei costi di registrazione e di distribuzione.

    Per questi osservatori, le major appaiono come una lobby che spende una incredibile quantità di denaro per influenzare i legislatori al fine di promulgare leggi che erodono i diritti di utilizzo di file condivisi al fine di proteggere il copyright (l'accordo sul copyright è un accordo che permette agli artisti di evitare la copia preventiva dei loro lavori, un diritto che alcuni pensano sia contrario alle leggi naturali).

    Diverse aziende e oppositori della RIAA hanno dichiarato che il gruppo sta artificiosamente espandendo i suoi membri, elencando compagnie che non ne fanno parte e che non lo desiderano. Il sito Boycott-RIAA.com fondato da Bill Evans, ha fatto notare che sul sito web della RIAA c'è una lista dei suoi membri che inizia con la Matador Records e con Lookout Records. Tuttavia, nessuna delle due compagnie è membro della RIAA. Mentre per molti Evans è una fonte inaffidabile, molte aziende confermano la sua storia.

    La Matador Records di Patric Armory afferma di non essere membro della RIAA e che non desidera esserlo e che non è la prima volta che vengono inseriti in questa lista sul sito della RIAA. Per rimediare alla situazione ha inviato almeno tre e-mail di sollecito per farsi cancellare da questa lista, ma nessuno gli ha risposto. Armory ha contattato Amy Weiss della RIAA e W. J. Clinton, il segretario delegato alla stampa, ma nuovamente nessuno gli ha risposto. Tuttavia il nome della loro azienda due giorni dopo è stato rimosso. Contemporaneamente, Bill Evans ha affermato che il nome della Lookout Record, da loro contattata, era stato aggiunto alla lista.





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    Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 12:34 pm

    mirach wrote:Recording Industry Association of America o RIAA (alla lettera Associazione Americana dell'Industria Discografica) è stata fondata nel 1952.

    La RIAA è stata al centro delle controversie sullo sviluppo del peer-to-peer, l'MP3 e la condivisione di file. I suoi tentativi di difendere gli interessi delle major sono stati visti da alcuni come un comportamento lesivo sia nei confronti dei consumatori che degli artisti.

    Gli avversari della RIAA affermano che questo gruppo forma un cartello che gonfia artificiosamente e fissa i prezzi dei CD. Questa affermazione sarebbe dimostrata dal fatto che le Big Five (BMG, EMI, Sony Music, Universal Music e Warner) distribuiscono almeno il 95% di tutti i CD a livello mondiale.

    Dal 1988 al 2003, presidente e chief executive officer della RIAA è stata Hilary Rosen che ha aspramente criticato l'uso del peer-to-peer. Sotto la sua direzione, la RIAA ha intrapreso un'aggressiva campagna legale per fermarne la diffusione.

    La digitalizzazione della musica e la disponibilità di mezzi di comunicazione digitale piuttosto economici, unite alle tecnologie di file-swapping, ha messo in crisi le major discografiche. Molti credono che queste tecnologie siano in grado di eliminare completamente la distribuzione fisica dei CD musicali, minacciando di fatto l'esistenza di molte aziende che dominano il marketing e la distribuzione nel settore.

    La RIAA cerca di proteggere i suoi interessi sensibilizzando i politici e formando delle lobby al fine di modificare le leggi sul copyright. Come risultato i membri della RIAA negli U.S.A. hanno ora a disposizione una legislazione speciale che protegge e rinforza il loro modello industriale. Queste leggi le aiutano a citare in giudizio molti provider e utenti che utilizzano il peer-to-peer.

    La RIAA è diventata il bersaglio di molti cracker a causa della sua impopolarità. I loro siti sono ripetutamente violati e cancellati. Molte persone ritengono che la RIAA abbia fatto pochissimo per guadagnarsi le simpatie dei consumatori e alcuni credono che il loro obiettivo fondamentale sia mantenere lo status quo per evitare la diminuzione dei costi di registrazione e di distribuzione.

    Per questi osservatori, le major appaiono come una lobby che spende una incredibile quantità di denaro per influenzare i legislatori al fine di promulgare leggi che erodono i diritti di utilizzo di file condivisi al fine di proteggere il copyright (l'accordo sul copyright è un accordo che permette agli artisti di evitare la copia preventiva dei loro lavori, un diritto che alcuni pensano sia contrario alle leggi naturali).

    Diverse aziende e oppositori della RIAA hanno dichiarato che il gruppo sta artificiosamente espandendo i suoi membri, elencando compagnie che non ne fanno parte e che non lo desiderano. Il sito Boycott-RIAA.com fondato da Bill Evans, ha fatto notare che sul sito web della RIAA c'è una lista dei suoi membri che inizia con la Matador Records e con Lookout Records. Tuttavia, nessuna delle due compagnie è membro della RIAA. Mentre per molti Evans è una fonte inaffidabile, molte aziende confermano la sua storia.

    La Matador Records di Patric Armory afferma di non essere membro della RIAA e che non desidera esserlo e che non è la prima volta che vengono inseriti in questa lista sul sito della RIAA. Per rimediare alla situazione ha inviato almeno tre e-mail di sollecito per farsi cancellare da questa lista, ma nessuno gli ha risposto. Armory ha contattato Amy Weiss della RIAA e W. J. Clinton, il segretario delegato alla stampa, ma nuovamente nessuno gli ha risposto. Tuttavia il nome della loro azienda due giorni dopo è stato rimosso. Contemporaneamente, Bill Evans ha affermato che il nome della Lookout Record, da loro contattata, era stato aggiunto alla lista.



    Grazie davvero molto interessante... secondo me la politica scellerata di inquisizione portata avanti dalla RIAA è stata la causa principale del proliferarsi della condivisione selvaggia di contenuti musicali e cinematografici, così come il costo esagerato del software lo è stato per vf e programmi.
    Dovevano intuire il pericolo ed adeguarsi invece che gettarsi contro i mulini a vento.

    Meglio un miliardo di abbonati a 10$ al mese che un miliardo di persone che scaricano gratis e solo pochi milioni che spendono per acquistare originali a prezzi tre volte il normale !!!


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    Re: Il confine del lecito

    Post  gciraso on Mon Dec 29, 2014 4:56 pm

    Come nei telefilms 'merricani sunny
    Da una discussione ne è nata un'altra!

    Invito tutti gli interessati a continuare da qua se interessati al "Confine del lecito"

    Scaricare o non scaricare?


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    Re: Il confine del lecito

    Post  RockOnlyRare on Mon Dec 29, 2014 5:02 pm

    gciraso wrote:Come nei telefilms 'merricani sunny
    Da una discussione ne è nata un'altra!

    Invito tutti gli interessati a continuare da qua se interessati al "Confine del lecito"

    Scaricare o non scaricare?

    Grazie per il 3d... e se aprissi un sondaggio sullo scaricare o meno, magari con 3 o più opzioni del tipo :

    1) assolutamente si
    2) assolutamente no
    3) a certe condizioni (specificare)
    4) ....


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    Re: Il confine del lecito

    Post  Ospite on Mon Dec 29, 2014 6:06 pm

    Condividere, scambiare una cosa che è tua con altri appassionati se si inventassero una legge per impedircelo come tentano di fare sarebbe talmente contorta che non si potrebbe applicare, a meno che non dichiari apertamente di voler sopraffare i consumatori. Il confine del lecito in questo senso è già stato abbondantemente superato dai discografici

      Current date/time is Tue Dec 11, 2018 2:52 am