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Per un amico che non c'è più
Il Gazebo Audiofilo

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    Per un amico che non c'è più

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    pepe57
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    Per un amico che non c'è più

    Post  pepe57 on Sat May 30, 2015 1:11 pm

    Ieri notte è mancato un amico di Milano.
    Stroncato da un infarto in ancora giovane età.
    Non aveva mia avuto problemi di cuore.
    Si è sentito male ed è stato immediatamente portato ad un vicinissimo pronto soccorso.
    Ma la sbarra era abbassata e siccome era notte e non c'era nessuno ad aprire (non ho parole) hanno dovuto attendere un quarto d'ora prima di poter entrare...
    così quando finalmente sono stati accolti, l' amico era deceduto da qualche minuto.
    Ma io mi chiedo come possa succedere una cosa simile? Una persona ancora giovane deve morire perché il custode se ne è andato a dormire (o al cesso non saprei)??? Non potevano essere li almeno in due?
    Spero solo che i parenti, passato il grande dolore (che però sono convinto non passerà mai), facciano vedere i sorci verdi a questi imbecilli (e dico poco) che gestiscono un ospedale/pronto soccorso come se fosse una salumeria.



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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Rudino on Sat May 30, 2015 2:03 pm

    Non ho parole, Pietro.
    Le mie condoglianze.


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    Ciao,
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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Giordy60 on Sat May 30, 2015 2:14 pm

    condoglianze alla famiglia del tuo amico.
    ovviamente non ci sono parole per commentare l'accaduto, ma un'esposto alla magistratura è d'obbligo.


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    la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre ( cit. di Albert Einstein )
    Spoiler:

    io ascolto così : Mac-mini + HQPlayer in ramdisk, o WaveLab 7 o izotope RX4 =>cavo di rete =>TP-link mc110cs =>cavo monomodale =>TP-link  mc110cs =>cavo di rete =>Mini PC-Fitlet-b, con WS2012R2, NAD in ramdisk =>interfaccia USB =>nuprime DAC-10 =>monitor attivi Klein+Hummel o410 + sub Neumann Kh o810


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  ema49 on Sat May 30, 2015 2:29 pm

    pepe57 wrote:Ieri notte è mancato un amico di Milano.
    Stroncato da un infarto in ancora giovane età.
    Non aveva mia avuto problemi di cuore.
    Si è sentito male ed è stato immediatamente portato ad un vicinissimo pronto soccorso.
    Ma la sbarra era abbassata e siccome era notte e non c'era nessuno ad aprire (non ho parole) hanno dovuto attendere un quarto d'ora prima di poter entrare...
    così quando finalmente sono stati accolti, l' amico era deceduto da qualche minuto.
    Ma io mi chiedo come possa succedere una cosa simile? Una persona ancora giovane deve morire perché il custode se ne è andato a dormire (o al cesso non saprei)??? Non potevano essere li almeno in due?
    Spero solo che i parenti, passato il grande dolore (che però sono convinto non passerà mai), facciano vedere i sorci verdi a questi imbecilli (e dico poco) che gestiscono un ospedale/pronto soccorso come se fosse una salumeria.


    Ciao Pietro,
    mi spiace per il tuo amico. Forse può essere d'aiuto ai familiari e a te sapere che, considerati i tempi, nulla si sarebbe potuto fare per salvargli la vita. Ammesso che l'accoglienza fosse stata pronta e che tutto il personale fosse stato istantaneamente disponibile, già il tempo necessario per effettuare un ECG e gli indispensabili esami ematici quali il dosaggio della troponina, sarebbero stati troppo lunghi.
    Questo dato non giustifica certo la cialtroneria di alcuni operatori sanitari...a me è capitato solo un paio di settimane fa di essere chiamato nottetempo per una urgenza, arrivare in 10 minuti dall'albergo in clinica correndo come un folle, per poi aspettare dietro i cancelli con il campanello costantemente premuto per più di 10 minuti, fin quando ho avuto l'dea di chiamare il numero del reparto.
    Coraggio...
    Ciao, Emanuele


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Giordy60 on Sat May 30, 2015 3:40 pm

    ma in qualsiasi PS il medico di turno non dovrebbe essere sul posto ?
    (ovvero pronto soccorso)
    altrimenti non è un medico di turno.
    sbaglio?


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Mr. wlg on Sat May 30, 2015 4:44 pm

    Ciao Pietro
    Mi dispiace molto per l'accaduto
    Non ci sono parole per commentare ciò che hai scritto
    Ti abbraccio calorosamente con un pensiero anche per la famiglia del Tuo Amico
    Silvio


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  ema49 on Sat May 30, 2015 4:56 pm

    Giordy60 wrote:ma in qualsiasi PS il medico di turno non dovrebbe essere sul posto ?
    (ovvero pronto soccorso)
    altrimenti non è un medico di turno.
    sbaglio?

    No, Giordano, non sbagli. MA considera la possibile tempistica IDEALE dell'amico di Pietro:
    -all'arrivo del malato va' assegnato un codice (in questo caso ovviamente rosso)
    -viene prontamente visitato dal medico
    -viene eseguito un ECG ed un prelievo per dosaggio troponina
    Purtroppo 15 minuti saranno già ampiamente passati...ma anche quando, lavorando di fantasia, si fosse riusciti ad avere in qualche minuto tutti i dati, si sarebbe comunque dovuta eseguire una coronarografia nel corso della quale impiantare uno stent per ripristinare il circolo coronarico. L'accesso alle coronarie si fa' in anestesia locale introducendo un catetere in femorale e, nelle migliori mani, non dura meno di una ventina di minuti. Tutto va bene quasi sempre quando si tratti di un ramo secondario, ma vista la tempistica temo proprio che l'amico di Pietro abbia avuto una occlusione di un grosso ramo, come ad esempio la coronaria sinistra, la destra, l'arteria interventricolare anteriore, ecc.
    Rimane sempre la cialtroneria ingiustificabile e la giustissima rabbia di familiari e amici.
    Anche nelle migliori condizioni possibili, temo proprio che l'esito sarebbe stato comunque infausto.
    Ciao, Emanuele


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  pluto on Sat May 30, 2015 8:37 pm

    Certo che queste cose fanno proprio pensare.
    Probabilmente come dice il Prof Barbuto che ne sa sicuramente più di noi, era in condizioni disperate, ma immaginiamoci lo stato d'animo dei familiari, i loro dubbi e lo strazio...

    Questa storia mi ha ricordato quel film di Sordi, a metà strada tra satira e denuncia sociale, nel quale interpretava un nobile romano in Rolls che raccatta un disperato moribondo e che dopo aver girato invano x tutti i Pronto Soccorso di Roma, era stato costretto a tornare al punto di partenza lasciandolo dove lo aveva trovato.

    A sentire la storia di Pietro, Viene il dubbio se il ns paese abbia fatto qualche passo in avanti negli ultimi 40 anni

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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  ema49 on Sat May 30, 2015 9:15 pm

    pluto wrote:Certo che queste cose fanno proprio pensare.
    Probabilmente come dice il Prof Barbuto che ne sa sicuramente più di noi, era in condizioni disperate, ma immaginiamoci lo stato d'animo dei familiari, i loro dubbi e lo strazio...


    E' proprio questo il punto cruciale. Purtroppo tanta persone ci lasciano in età più o meno avanzata, alcuni giovani o giovanissimi. Ma non dovrebbe mai accadere che tale terribile fatalità possa essere attribuita a nessun altro evento che non sia il destino, dato che in caso contrario il dolore per la perdita si accompagna sempre ad una giustificabile -giustificata- rabbia o, peggio ancora, a sensi di colpa.


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Massimo on Sun May 31, 2015 9:03 am

    Condoglianze Pietro, mi spiace per il tuo amico.


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  brizzo on Sun May 31, 2015 6:20 pm

    Scusate ma devo dire la mia....
    Prima di tutto massimo rispetto per la persona e i famigliari....
    Non giudico il fatto ma....
    essendo io un operatore sanitario, infermiere di area critica di lungo corso, dissento sul fatto che l'accesso al PS sia stato rallentato da una sbarra... forse si tratta di clinica privata o sprovvista di unità di emodinamica, utic rianimazione....o quindi poco si poteva fare comunque...
    In un ospedale "normale" si accede senza blocchi sino all'area triage....
    senza polemica ma, facciamo già abbastanza casini da soli, che la disinformazione non aiuta...
    ribadisco...senza polemica ne presunzione alcuna...
    dispiaciuto....


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    saluti Eddie

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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  ema49 on Sun May 31, 2015 10:34 pm

    brizzo wrote:Scusate ma devo dire la mia....
    Prima di tutto massimo rispetto per la persona e i famigliari....
    Non giudico il fatto ma....
    essendo io un operatore sanitario, infermiere di area critica di lungo corso, dissento sul fatto che l'accesso al PS sia stato rallentato da una sbarra... forse si tratta di clinica privata o sprovvista di unità di  emodinamica, utic rianimazione....o quindi poco si poteva fare comunque...
    In un ospedale "normale" si accede senza blocchi sino all'area triage....
    senza polemica ma, facciamo già abbastanza casini da soli, che la disinformazione non aiuta...
    ribadisco...senza polemica ne presunzione alcuna...
    dispiaciuto....

    Rimango perplesso, molto perplesso.
    Non potendo in alcun modo mettere in dubbio quanto affermato da Pietro, persona di grande equilibrio ed onestà intellettuale, di ciò che hai affermato rimane valida solo la possibilità che possa essersi trattato di una struttura privata, normalmente sprovvista di p.s.
    Per tutto il resto dissento. L'accoglienza in p.s. prescinde dalla natura della patologia, anche perchè questa potrà essere stabilita dopo una accurata visita del malato che in questo caso è stata comunque ritardata dalla famigerata sbarra e la diagnosi è stata fatta presuntivamente e post mortem. Se poi la patologia non potrà essere trattata in loco per i motivi da te esposti, dovrà essere compito del medico di guardia o di qualcuno da lui delegato attivarsi per trasferire il paziente in una struttura idonea.
    Credendo fermamente alle parole di Pietro, per il quale il termine disinformazione esiste solo nel Devoto-OLi, e fermo restando che in ogni caso e a mio parere l'esito sarebbe stato infausto, tutti noi operatori della sanità abbiamo ancora una volta trovato un modo per essere infangati


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  pepe57 on Mon Jun 01, 2015 1:27 am

    brizzo wrote:Scusate ma devo dire la mia....
    Prima di tutto massimo rispetto per la persona e i famigliari....
    Non giudico il fatto ma....
    essendo io un operatore sanitario, infermiere di area critica di lungo corso, dissento sul fatto che l'accesso al PS sia stato rallentato da una sbarra... forse si tratta di clinica privata o sprovvista di unità di  emodinamica, utic rianimazione....o quindi poco si poteva fare comunque...
    In un ospedale "normale" si accede senza blocchi sino all'area triage....
    senza polemica ma, facciamo già abbastanza casini da soli, che la disinformazione non aiuta...
    ribadisco...senza polemica ne presunzione alcuna...
    dispiaciuto....

    Non posso dire che cosa c'è e non c'è in quella' ospedale (ma credo proprio che ci sia la cardiochirurgia da quello che mi ha spiegato l' avvocato comune amico mio e dell' amico deceduto), so solo che l' amico è morto lì, fuori dalla sbarra. Comprendo che forse e probabilmente sarebbe morto lo stesso, ma non so se questo consolerà madre, fratelli e sorelle.
    Posso dirti una cosa di sicuro, se vai, per fare un esempio, con google maps e cerchi (non è l' ospedale in questione): Ospedale Borella - Giussano e vai con l' omino/street view a vedere l' ingresso sia del PS che dell' ospedale, vedrai che ci sono sbarre/cancelli che vanno alzati dal responsabile per accedere.
    Ti cito questo perché sta vicino a me e vi ho portato mia moglie neppure un mese fa (si è fratturata un polso cadendo) e lo so con certezza (e ho anche controllato con google maps adesso.
    Ricordo che la stessa situazione (della sbarra all' ingresso) c'è anche al PS del Niguarda di Milano (che è un ospedale molto più noto ed importante).
    Con questo io non penso che il problema sia la sanità in generale (che per me in Lombardia funziona bene) ma della singola persona che non ha svolto come doveva il suo compito.
    Poi da quello che ho capito, le responsabilità eventuali verranno decise in sede di giudizio (non mi pare che possa esserci altra strada).


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  pepe57 on Mon Jun 01, 2015 1:27 am

    Ringrazio tutti per i commenti.


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  lizard on Sat Jun 06, 2015 2:24 pm

    Innanzi tutto condoglianze alla famiglia e agli amici.
    Poi chiedo,non in tono polemico ma in previsione di analoghe situazioni:ma se io contatto subito il 118 seguendo il protocollo per la gestione delle emergenze,non dovrebbero essere loro stessi ad impartire le prime misure di primo soccorso ed ad indirizzarmi verso una struttura adeguata e soprattutto senza sbarra di interdizione al passaggio?

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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  Sentenza62 on Sat Jun 06, 2015 3:20 pm

    Forse sarebbe morto ugualmente, forse....
    Anche se al 99% non si sarebbe salvato resta sempre un 1% di probabilità.
    Se invece fosse stato prontamente assistito avremmo avuto la certezza, in un caso o nell'altro.


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    Re: Per un amico che non c'è più

    Post  enzo66 on Sun Jun 07, 2015 10:33 am



    Condoglianze.

      Current date/time is Fri Dec 09, 2016 8:28 pm