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Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota? - Page 4
Il Gazebo Audiofilo

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    Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

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    Mafro
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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Mafro on Tue Dec 15, 2015 10:55 pm

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    Banano
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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Banano on Tue Dec 15, 2015 10:57 pm

    ...ecco!!!! vedi che E' "più meglio"

    ....ps se alle fiere ci fossero questo tipo d'impianti...col cavolo che la mia signora mi farebbe andare...ma sarebbe comunque pieno di gente!!!



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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  oDo on Tue Dec 15, 2015 11:45 pm

    Mafro wrote:

    Hai mai ascoltato le Amplificazioni Aloia...? Se si, non penso tu possa affermare il contrario, se no, fai in modo di poterle ascoltare e poi ne riparliamo. Comunque, quando affermo ciò, non vuol dire che Aloia è la cosa migliore in assoluto, c'è tanto di meglio, ma anche tanto, troppo di peggio...

    Sono felice per te.
    Sono felice in generale per chi è tanto soddisfatto quanto te, visto che questi nostri “gingilli” costano e si ottengono solo con il sacrificio del lavoro, pochi fortunati esclusi.

    Quello che volevo dirti è che, gira e rigira, mi sembra che tu arrivi sempre alla stessa conclusione e visto il genere del 3d (letterario, come dice qualcuno più su), la distinzione tra marche-modelli mi sembra poco attinente.
    ribadisco, buon per te, ma non c'entra nulla...

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  lizard on Wed Dec 16, 2015 10:09 am

    oDo wrote:




    ti va bene anche se è sopra o solo affianco?

    che cuffie sono?

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 10:21 am

    apeschi wrote:Io non so rispondere.  Embarassed
    Sono d'accordo che l'impianto mi debba emozionare.
    Dopo aver detto che mi debba emozionare, bisognerebbe poter descrivere cosa e' che mi emoziona.
    La qualita' del suono, la naturalezza, la ricostruzione scenica, la timbrica, la neutralita', la dinamica, la coerenza? Non saprei dirlo, forse tutto e nulla.
    Ogni impianto, per motivi fisici, ha comunque dei limiti, si tratta di capire quali siano i limiti per me e quali no.
    Nel mio caso specifico dipende molto anche da altri parametri. Parametri oggettivi e parametri soggettivi (incontrollabili).
    Un parametro oggettivo e' la qualita' dell'incisione.
    Ci sono certe incisioni che secondo me sono pessime, per cui piu' l'impianto e' neutro, e' di buona qualita', e' impietoso perche' rigoroso, meno mi piacciono, ci sono invece incisioni che sanno emozionarmi ance se incise in mono.
    Altro parametro, molto soggettivo, e' il mio stato mentale ed il mio stato d'animo.
    Se sono inczzto, nervoso, teso, stanco, svogliato, a pari impianto, a pari brano musicale, a pari locale in cui e' messo l'impianto, non riesco ad apprezzare l'ascolto della musica e quindi anche la qualita' dell'impianto, se sono invece rilassato, ben predisposto mentalmente, allora riesco ad apprezzare la musica.
    Quindi rispondere alla domanda non e' certo facile.
    L'impianto e' degno di nota quando riesce ad emozionarmi, il fatto che io riesca ad emozionarmi a volte dipende da me, altre volte dal messaggio musicale o da altro ancora.
    A volte mi emoziono davanti ad una radiosveglia (quando sento quella musica che mi aveva magari colpito in altre occasioni).  sunny  e non mi emoziono davanti ad un impianto costosissimo  Rolling Eyes  (pur apprezzando e riconoscendo ovviamente le notevoli differenze sonore). (Non fraintendetemi pero' altrimenti non avrei investito in impianti stereo ed avrei risparmiato con una radiosveglia  affraid  )

    meriti davvero un applauso, gran bel post, sottoscrivo anche io... (accetto anche il discorso "radiosveglia" se visto come penso in termine di emozione musicale all'ascolto di un brano che emoziona di per se indipendentemente dalla sorgente in cui suona .....)

    Però la sensazione che provi quando ascolti per la prima volta un brano che conosci bene nello stereo o che fai lo switch tra l'audio tv ed il dac dello stereo, non ha prezzo..... (guai a che scrive per tutto il resto c'è ..... anche perchè io ce l'ho ma oltre che quello serve il contante nel conto !!!)


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Mafro on Wed Dec 16, 2015 1:00 pm

    Letterario..? Certo, è vero quello che dite, però è pur vero che come ho premesso da subito, non entro negli aspetti Tecnici che per me è arabo. Resto sempre dell'avviso che io posso parlare di resa Sonora tra l'Elettronica X, e quella Y. Poi posso dire in base a questo parametro, se il prezzo di X rispetto a Y è conveniente o meno, sempre secondo il mio punto di vista. Arrogarmi il diritto di parlare di aspetti prettamente Tecnici, quando non ne ho le competenze, non lo trovo ne giusto, ne onesto.


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 2:38 pm

    Luca58 wrote:Secondo me un impianto emoziona per i pregi nonostante i limiti; per questo ci sono cosi' tanti appassionati delle LS3/5a. Un impianto che non abbia limiti ma nemmeno pregi eclatanti coinvolge meno ed e' destinato, salvo casi particolari, ad essere rivenduto. Coinvolgono piu' le particolarita' anche nella non perfezione generale che la perfezione assoluta: la BB non era perfetta e e' diventata un'icona di bellezza, quando si dice che una donna e' perfetta ma non coinvolgente si dice che assomiglia a una Barby, creata intenzionalmente senza difetti.

    Fatta eccezione per le LS3, secondo me; è la miglior chiave di lettura.


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    Per primo credo al mio orecchio sugli accordi iniziali di:"You And Your Friend" da "On Every Street" 1991 Dire Straits e molto dopo ai grafici, alle publicità, ai mostri sacri dell'audio...Tutto Qui. Firmato il Guretto Deragliante. Ogni mio post, pensiero o parola è solo opera mia, in regime di SM (IMHO). Collaboratore Consound http://www.consound.it/

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  lizard on Wed Dec 16, 2015 2:41 pm

    Testini Ugo wrote:

    Fatta eccezione per le LS3, secondo me; è la miglior chiave di lettura.
    sì,pero' barbie,non barby..

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 2:44 pm

    Frederick wrote:l'impianto e' come una donna ,ti deve sedurre sin dalle prime parole che pronuncia.
    Contrariamente ad una donna pero', quando sei stufo di ascoltarlo puoi spegnerlo...

    La penso uguale, ma la dico diversamente: l'impianto deve piacerti fin dalla prima nota sentita in negozio, come per le scarpe, prendile solo se le senti comode da subito in bottega. Per cui non badare alla commessa che puntualmente ti dice: "le prenda, che poi si allargano portandole!". O la comodità, e nel caso della catena il piacere d'ascolto-l'emozione; viene da subito o niente.


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 2:45 pm

    lizard wrote:
    sì,pero' barbie,non barby..
    ?


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  lizard on Wed Dec 16, 2015 2:49 pm

    Testini Ugo wrote:

    La penso uguale, ma la dico diversamente: l'impianto deve piacerti fin dalla prima nota sentita in negozio, come per le scarpe, prendile solo se le senti comode da subito in bottega. Per cui non badare alla commessa che puntualmente ti dice: "le prenda, che poi si allargano portandole!". O la comodità, e nel caso della catena il piacere d'ascolto-l'emozione; viene da subito o niente.

    dissento,anche se in parte.
    in negozio normalmente si ascolta un impianto 'ad hoc',assemblato per essere venduto e ascoltato in un luogo spesso acusticamente trattato:
    è giocoforza che lo stesso una volta trasportato fra le mura domenistiche,suoni assai diverso,mentre la moglie in sottofondo inveisce.
    quanto al paragone con le scarpe (non con le scatole da scarpe),le Church's venivano rodate per un bel po' di tempo dai domestici inglesi,prima di essere indossate dai padroni,perchè erano assai scomode al momento dell'acquisto.

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  criMan on Wed Dec 16, 2015 2:52 pm

    Per essere degno di nota?
    Per il livello di impianto che ascolto io innanzitutto piacere ed emozione.
    Se ci riesce (cosa completamente soggettiva dipendente da tanti fattori) poi tutti i parametri audiofori che a salire di livello
    lo connotano sempre a un livello maggiore di qualita' complessiva.
    Indipendentemente dalla impostazione sonora cerco coerenza nel suono (che sia un tutt'uno) non dia la sensazione di slegature
    e poi una micidiale messa a fuoco (non focalizzazione nello spazio che per me e' un accessorio) che dia l'illusione perfetta al cervello.
    Nei miei ricordi una Tidal Contriva con pre e finali VAC rappresenta le cose descritte.
    Pero' non e' un impianto economico


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 3:14 pm

    Anche per me, comunque, l'elemento primo è sicuramente l'emozione. Premesso che il componente di un catena hifi, che sia un cavo o un'ampli, realmente neutro non esiste. In quanto dietro ogni oggetto ci dovrebbe essere un progettista, almeno si spera, che ha un'idea di suono ben precisa e che per forza di cosa tende a trasmetterla nella sua realizzazione, viziandola. IMHO. E che quindi l'arte di mettere bene assieme un impianto sta anche nel conoscere, a priori, un pò le varie idee-solchi sonici dei vari marchi e progettisti; al fine di metterli assieme al meglio e sopratutto evitando sprechi di tempo e denaro.
    Dico che l'emozione è talmente personale e scaturita da cose diverse, che bisogna per forza conoscersi a fondo, per sapere quali brani, strumenti, passaggi sanno smuovere dentro di noi quella sensazione per cui il dato componente, l'abbinamento scelto in quel momento suona come noi vogliamo, convincendoci. Per quanto mi riguarda, la mia emozione si smuove sempre, per prima, nella riproduzione della chitarra, in molte delle sue forme, sopratutto elettrica Rock e Blues. Se la catena, il diffusore sopratutto, sa trasmettermi "l'elettricità" dello strumento, il macro e micro contrasto delle corde e via via tutto il resto, allora siamo sulla strada giusta. Per questo ho abbandonato da tempo, per il mio gusto e catena, i diffusori senza tw di Heil. Non riesco a trovare mai nelle comuni cupole in seta e poi metalli sempre più esotici, la riproduzione che io intendo veritiera, rapida e coerente con il suono della chitarra, come con l'AMT, nelle sue varie declinazioni. Posso aver sentito buone cose con i pannelli, i nastri e qualche tw planare, anche circolare; ma nulla come l'Heil. Aggiungo che sono conscio che è difficile avere una catena che sappia fare bene tutti i generi, per cui preferisco una che faccia bene i miei preferiti, che per mia fortuna sono 4/5, non di più. Che lo sappia fare bene sopratutto a basso volume, senza mai stancare dopo ore di ascolti, che sappia non essere invadente nel comune ambiente abitativo d'ascolto e che comunque mantenga una buona gamma bassa. Che sappia essere rivelatrice anche con le registrazioni non proprio apposto, e qui con l'Heil stiamo apposto, e che sappia anche dare fastidio quando lo strumento, l'incisione lo preveda.
    Per cui la catena perfetta ritengo non esista, c'è solo la catena che sa emozionare ognuno di noi.



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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 3:20 pm

    lizard wrote:

    dissento,anche se in parte.
    in negozio normalmente si ascolta un impianto 'ad hoc',assemblato per essere venduto e ascoltato in un luogo spesso acusticamente trattato:
    è giocoforza che lo stesso una volta trasportato fra le mura domenistiche,suoni assai diverso,mentre la moglie in sottofondo inveisce.
    quanto al paragone con le scarpe (non con le scatole da scarpe),le Church's venivano rodate per un bel po' di tempo dai domestici inglesi,prima di essere indossate dai padroni,perchè erano assai scomode al momento dell'acquisto.

    Immaginavo una risposta di questo genere, e l'ammetto in parte. Ma io non mi riferisco al fatto che la catena deve piacere da subito in negozio e poi è dato per scontato che possa essere buona e calibrata anche per il proprio ambiente e che il suono in molti parametri non possa mutare. Ma quello che dico io è che il TIMBRO iniziale, della catena, il carattere sonico emerge subito, anche ben prima del rodaggio. Sopratutto per la gamma alta, e da li si deve avere subito un'indirizzo preciso ed un'emozione marcata.
    Ponendo un esempio, in un qualsiasi ambiente, negozio, che sia, se sento una Vienna Baby e poi una Spendor D7 (giusto per fare 2 esempi secondo me coerenti), si ha da subito uno spunto preciso su quello che si vuole e su quello che si avrà...IMHO. Sta poi al negoziante serio a all'acquirente esperto provare a fare le dovute tare, ad esempio con il proprio ambiente d'ascolto conosciuto.


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 3:22 pm

    Testini Ugo wrote:

    La penso uguale, ma la dico diversamente: l'impianto deve piacerti fin dalla prima nota sentita in negozio, come per le scarpe, prendile solo se le senti comode da subito in bottega. Per cui non badare alla commessa che puntualmente ti dice: "le prenda, che poi si allargano portandole!". O la comodità, e nel caso della catena il piacere d'ascolto-l'emozione; viene da subito o niente.

    Vero, anche se mi pare ovvio che se acquisti un impianto che hai avuto il piacere e l'accortezza di ascoltare PRIMA almeno in negozio se non a casa tua, deve esserti piaciuto. Mi parrebbe alquanto strano che uno ascoltasse un impianto in un negozio, non gli piacesse, e lo comprasse sperando che a casa sua suoni meglio !!!

    Comunque mai come nel mio caso la "passione" per le Dahlquist fu amore a prima vista. Dopo ore ed ore che girovagavo al SIM (1977 se non erro) stavo tornando a casa esausto che mancava si e no un ora all'orario di chiusura. Mancava solo lo stand proprio delle Dahlquist e siccome c'era da aspettare una quindicina di minuti per entrare causa demo, decisi di lasciar perdere e tornare a casa, avevo letto recensioni su queste casse che mi incusiosivano ma sapendo essere assai complicate da pilotare e a detta di tutti "con pochi bassi", pensavo di non perdere molto se non le ascoltavo.
    Mi "rincorse" letteralmente l'importatore, con cui poi diventamo amici, che mi "scongiurò" di non andarmene, perchè ne valeva davvero la pena.

    Nella sala c'erano le DQ10 e come amplificazione quella della BGW di derivazione pro, per + finale da 200W rms per canale garantito con carichi fino a 2 OHM e poi un monumentale Mc Intosh da mi pare 3-400 watt per canale, costi da fare impallidire.

    BEh fin dalla prima nota rimasi a bocca aperta e tale rimasi finchè non mi cacciarono dalla sala causa chiusura del SIM.
    Non ero mai stato colpito così tanto da un impianto come in quella occasione, perlomeno limitandosi a prezzi elevati anche parecchio ma non "impossibili". Si parlava ai tempi di poco meno di 3 milioni per l'insieme completo (con il BGW, anche perchè non c'era una differenza tale da giustificare la differenza abissale di costo con finale Mac).

    Lavoravo in un negozio hi-fi, montavo impianti ed aiutavo al sabato pomeriggio, misi da parte per due anni ogni lira ed alla fine ce la feci, dopo ulteriori e ripetuti ascolti dello stesso impianto anche a casa dello stesso importatore che aveva identica configurazione per il suo impianto professionale.
    Lo presi nel 79, e dopo 36 anni è ancora in casa mia e suona che è un piacere e continua ad emozionarmi, oltretutto con una serie di dettagli che ne hanno migliorato il suono, mobile, cavi adeguati etc etc.
    Certo c'è sicuramente di meglio, ma a quale prezzo ? E se poi non mi soddisfa ? Ultima il salvadanaio tristemente pieno, ma su tutte l'orgoglio per questo acquisto che senza dubbio è stato il più intelligente della mia vita.

    Chiudo: i soli acquisti che con il senno di poi non mi hanno soddisfatto da cui cessione o sostituzione, sono le poche volte che per cavi e lettore cd mi sono fidato di conoscenti o di negozianti senza provare "de manu" ed in modo ponderato, in occasione del mio reingresso nel mondo hi-fi causa purtroppo doloroso lutto familiare che ha avuto però come conseguenza il fatto di riappropriarmi del soggiorno anche come sala di ascolto dopo oltre 30 anni di esilio !!!


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 3:24 pm

    criMan wrote:Per essere degno di nota?
    Per il livello di impianto che ascolto io innanzitutto piacere ed emozione.
    Se ci riesce (cosa completamente soggettiva dipendente da tanti fattori) poi tutti i parametri audiofori che a salire di livello
    lo connotano sempre a un livello maggiore di qualita' complessiva.
    Indipendentemente dalla impostazione sonora cerco coerenza nel suono (che sia un tutt'uno) non dia la sensazione di slegature
    e poi una micidiale messa a fuoco (non focalizzazione nello spazio che per me e' un accessorio) che dia l'illusione perfetta al cervello.
    Nei miei ricordi una Tidal Contriva con pre e finali VAC rappresenta le cose descritte.
    Pero' non e' un impianto economico

    E pensa che quella catena, realmente ben suonate; all'ultima Fiera di Padova, Gran Galà dell'Alta Fedeltà ha fatto cilecca. Non so cosa fosse cambiato, però ci ha lasciati tutti basiti, in peggio. Pur mantenendo i suoi toni peculiari.


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  carloc on Wed Dec 16, 2015 3:26 pm

    RockOnlyRare wrote:.................... Ultima il salvadanaio tristemente pieno..............

    Complimenti Rock!!!!!!!


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 3:27 pm

    lizard wrote:

    dissento,anche se in parte.
    in negozio normalmente si ascolta un impianto 'ad hoc',assemblato per essere venduto e ascoltato in un luogo spesso acusticamente trattato:
    è giocoforza che lo stesso una volta trasportato fra le mura domenistiche,suoni assai diverso,mentre la moglie in sottofondo inveisce.
    quanto al paragone con le scarpe (non con le scatole da scarpe),le Church's venivano rodate per un bel po' di tempo dai domestici inglesi,prima di essere indossate dai padroni,perchè erano assai scomode al momento dell'acquisto.

    verissimo, infatti purtroppo capita che un impianto ascoltato in un negozio (se il tipo ci sa fare con la sala) suoni meglio o comunque diversamente che a casa. Però che piaccia al primo ascolto in negozio DEVE ESSERE CONDIZIONE NECESSARIA anche se non SUFFICIENTE (per dirla in termine di teorema matematico !!!) affraid

    Non posso dire lo stesso per le sale delle mostre hi-fi : ho ancora in mente la tremenda disposizione delle Genelec con una resa acustica così incasinata che se non le avessi ascoltate a casa del Tenente, avrei detto essere casse da evitare come la peste !!!!!!


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 3:28 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Vero, anche se mi pare ovvio che se acquisti un impianto che hai avuto il piacere e l'accortezza di ascoltare PRIMA almeno in negozio se non a casa tua, deve esserti piaciuto. Mi parrebbe alquanto strano che uno ascoltasse un impianto in un negozio, non gli piacesse, e lo comprasse sperando che a casa sua suoni meglio !!!

    Comunque mai come nel mio caso la "passione" per le Dahlquist fu amore a prima vista. Dopo ore ed ore che girovagavo al SIM (1977 se non erro) stavo tornando a casa esausto che mancava si e no un ora all'orario di chiusura. Mancava solo lo stand proprio delle Dahlquist e siccome c'era da aspettare una quindicina di minuti per entrare causa demo, decisi di lasciar perdere e tornare a casa, avevo letto recensioni su queste casse che mi incusiosivano ma sapendo essere assai complicate da pilotare e a detta di tutti "con pochi bassi", pensavo di non perdere molto se non le ascoltavo.
    Mi "rincorse" letteralmente l'importatore, con cui poi diventamo amici, che mi "scongiurò" di non andarmene, perchè ne valeva davvero la pena.

    Nella sala c'erano le DQ10 e come amplificazione quella della BGW di derivazione pro, per + finale da 200W rms per canale garantito con carichi fino a 2 OHM e poi un monumentale Mc Intosh da mi pare 3-400 watt per canale, costi da fare impallidire.

    BEh fin dalla prima nota rimasi a bocca aperta e tale rimasi finchè non mi cacciarono dalla sala causa chiusura del SIM.
    Non ero mai stato colpito così tanto da un impianto come in quella occasione, perlomeno limitandosi a prezzi elevati anche parecchio ma non "impossibili". Si parlava ai tempi di poco meno di 3 milioni per l'insieme completo (con il BGW, anche perchè non c'era una differenza tale da giustificare la differenza abissale di costo con finale Mac).

    Lavoravo in un negozio hi-fi, montavo impianti ed aiutavo al sabato pomeriggio, misi da parte per due anni ogni lira ed alla fine ce la feci, dopo ulteriori e ripetuti ascolti dello stesso impianto anche a casa dello stesso importatore che aveva identica configurazione per il suo impianto professionale.  
    Lo presi nel 79, e dopo 36 anni è ancora in casa mia e suona che è un piacere e continua ad emozionarmi, oltretutto con una serie di dettagli che ne hanno migliorato il suono, mobile, cavi adeguati etc etc.
    Certo c'è sicuramente di meglio, ma a quale prezzo ? E se poi non mi soddisfa ? Ultima il salvadanaio tristemente pieno, ma su tutte l'orgoglio per questo acquisto che senza dubbio è stato il più intelligente della mia vita.

    Chiudo: i soli acquisti che con il senno di poi non mi hanno soddisfatto da cui cessione o sostituzione, sono le poche volte che per cavi e lettore cd mi sono fidato di conoscenti o di negozianti senza provare "de manu" ed in modo ponderato, in occasione del mio reingresso nel mondo hi-fi causa purtroppo doloroso lutto familiare che ha avuto però come conseguenza il fatto di riappropriarmi del soggiorno anche come sala di ascolto dopo oltre 30 anni di esilio !!!
    Questo è l'esempio lampante, non credo che la sala del SIM fosse uguale a tutte le stanze da noi possedute o di chi alla fine ha preso quella catena o diffusori, e che magari qualche variazione ed accorgimento a casa tua e nel tempo non ci sia stato, ma quel che resta è l'imprinting iniziale. Fondamentale per far si di dire che erano "da subito scarpe comode". Anche per questo, secondo me, le fiere ben organizzate ed articolate servono, ed anche molto.


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  lizard on Wed Dec 16, 2015 3:29 pm

    Testini Ugo wrote:

    Immaginavo una risposta di questo genere, e l'ammetto in parte. Ma io non mi riferisco al fatto che la catena deve piacere da subito in negozio e poi è dato per scontato che possa essere buona e calibrata anche per il proprio ambiente e che il suono in molti parametri non possa mutare. Ma quello che dico io è che il TIMBRO iniziale, della catena, il carattere sonico emerge subito, anche ben prima del rodaggio. Sopratutto per la gamma alta, e da li si deve avere subito un'indirizzo preciso ed un'emozione marcata.
    Ponendo un esempio, in un qualsiasi ambiente, negozio, che sia, se sento una Vienna Baby e poi una Spendor D7 (giusto per fare 2 esempi secondo me coerenti), si ha da subito uno spunto preciso su quello che si vuole e su quello che si avrà...IMHO. Sta poi al negoziante serio a all'acquirente esperto provare a fare le dovute tare, ad esempio con il proprio ambiente d'ascolto conosciuto.
    sul timbro sono d'accordo..succede anche a me.
    per quello mi sono innamorato delle scatole da scarpe.

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 3:34 pm

    Testini Ugo wrote:
    Questo è l'esempio lampante, non credo che la sala del SIM fosse uguale a tutte le stanze da noi possedute o di chi alla fine ha preso quella catena o diffusori, e che magari qualche variazione ed accorgimento a casa tua e nel tempo non ci sia stato, ma quel che resta è l'imprinting iniziale. Fondamentale per far si di dire che erano "da subito scarpe comode". Anche per questo, secondo me, le fiere ben organizzate ed articolate servono, ed anche molto.

    Certo però il Sim era il Sim, padiglioni della fiera, grandi spazi, sale che se perfette, erano però abbastanza spaziose ed isolate da rappresentare se non una soluzione ideale, perlomeno da avvicinarsi parecchio. Inoltre ottimi ritorni in tema pobblictario e di partecipazione e poi durava parecchi giorni, mi pare 4 o 5, e l'ingresso era a pagamento e non costava cos' poco, eppure c'era la folla, per fortuna che avevo il tesserino da operatore !!!!

    Nei saloni recenti, perlomeno i milanesi, si usano "stanze di albergo", con pareti di cartapesta, e rimbombi acustici tremendi che non c'è trattamento che possa salvare a meno di filtrare anche il suono !!!!!!!!


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 3:36 pm

    carloc wrote:

    Complimenti Rock!!!!!!!

    complimenti per il salvadanio vuoto o per il post sunny ?

    Se per la seconda delle due ok, se per la prima


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  carloc on Wed Dec 16, 2015 3:42 pm

    RockOnlyRare wrote:

    complimenti per il salvadanio vuoto  o per il post sunny ?

    Se per la seconda delle due ok, se per la prima

    Avevi scritto

    .................... Ultima il salvadanaio tristemente pieno..............

    Beato te che ce l'hai pieno!!!!!


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  lizard on Wed Dec 16, 2015 4:00 pm

    Testini Ugo wrote:
    ?

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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  RockOnlyRare on Wed Dec 16, 2015 4:09 pm

    carloc wrote:

    Avevi scritto



    Beato te che ce l'hai pieno!!!!!

    tristemente pieno è come scrivere vuoto !!! insomma come i diversamente abili ....


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    Re: Da cosa non prescindete per poter dire che un impianto è degno di nota?

    Post  Testini Ugo on Wed Dec 16, 2015 4:21 pm

    lizard wrote:
    sul timbro sono d'accordo..succede anche a me.
    per quello mi sono innamorato delle scatole da scarpe.

    Esattamente il mio opposto di suono, per cui da subito, ad esempio, le Legacy Signature, Classic e Studio mi hanno colpito, o come per le Burmester B25 ed ecc. Però il timbro per me resta il primo confronto da fare.


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