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Riscaldamento mito o realtà ? - Page 2
Il Gazebo Audiofilo

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    Riscaldamento mito o realtà ?

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    Rudino
    Sordo Magno

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    Re: Riscaldamento mito o realtà ?

    Post  Rudino on Sun Apr 10, 2016 11:53 pm

    Geronimo wrote:

    Non dirlo a nessuno ma io mi faccio di dimetiltriptamina endogena tutte le notti tra le 2 e le 4 del mattino

    Probabilmente anche io...ma non so bene l'effetto che mi fa|

    petrus
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    Re: Riscaldamento mito o realtà ?

    Post  petrus on Mon Apr 11, 2016 9:46 am

    Geronimo wrote:
    petrus wrote:Tutta quella meditazione ti avrà reso il cervello turbo adapter con tempi di riscaldamento pari a zero


    Però ricoscete tutti più o meno anche un adattamento necessario del sistema uditivo-percettivo ?

    E se si, a cosa pensate sia dovuto ? alterazioni della linerarità e quindi una sorta di equalizzazione celebrale, volumi esageratamente superiori al normale udire quindi una adattamento fisiologico, o altro ?

    Lorenzo

    Scherzando hai detto una cosa molto interessante  sunny Sono ormai più di tre anni che pratico Zazen, una forma di meditazione basata sull'attenzione consapevole al proprio respiro e alle percezioni sensoriali soprattutto uditive, e ho notato che ne ha tratto giovamento anche l'ascolto della musica con una fruizione più completa rispetto al passato e soprattutto con un livello di attenzione costante dall'inizio alla fine della seduta d'ascolto. Per dirla in linguaggio motoristico, entro in coppia istantaneamente mantenendo elevato e costante il numero di giri del motore
    Quasi sicuramente il quotidiano allenamento all'attenzione ha favorito l'acuità e la prontezza delle mie percezioni uditive e se il nostro moderatore strizzacervelli mi sottoponesse a una risonanza magnetica funzionale probabilmente noterebbe che le aree del cervello dedicate alla percezione uditiva vengono attivate in misura insolitamente alta.

    Ma la vera goduria è quando faccio coincidere la meditazione con l'ascolto: diventa un trip tipo Beatles di  Strawberry Fields Forever ma senza fottersi il cervello con l'LSD

    Questo è molto interessante perchè mi accorgo che la mia attenzione durante l'ascolto varia molto, credo che sostanzialmente il problema nasca dal fatto che sono dischi ascoltati centinaia di volte e il "risveglio" avvenga nei passaggi più importanti e più belli, il resto del disco lo ricevo ad un livello di coscienza più superficiale e distratta.
    Questa abitudine di ascolto poi si ripercuote anche sui dischi nuovi ed infatti ho bisogno di ascoltarli più volte prima di "capirli" o più semplicemente stabilire il livello di gradimento e questo credo dipenda proprio dal grado di attenzione che riesco a mantenere durante tutta l'esecuzione.
    Però il fastidio che provo quando non sento il mio suono quello è uno stato sempre vigile, anzi non mi permette di godermi registrazioni datate e artisticamente rilevanti, un peccato ma non c'è niente da fare è così.
    Va beh siamo fuori argomento sunny

    Lorenzo



    Lorenzo

    zulele
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    Re: Riscaldamento mito o realtà ?

    Post  zulele on Mon Apr 11, 2016 9:57 am

    petrus wrote:Però ricoscete tutti più o meno anche un adattamento necessario del sistema uditivo-percettivo ?

    E se si, a cosa pensate sia dovuto ? alterazioni della linerarità e quindi una sorta di equalizzazione celebrale, volumi esageratamente superiori al normale udire quindi una adattamento fisiologico, o altro ?

    Lorenzo

    il cervello tende per natura a "equalizzare" e a ricondurre la percezione a quella che ci si aspetta dovrebbe essere. se entri in un locale con la luce al neon, tenderai a dire che gli oggetti bianchi sono effettivamente bianchi, anche se quella luce conferisce loro un colorito verdastro. eccetera.
    lo stesso vale anche per il suono: se il tuo cervello sa che sta ascoltando un violino, nei limiti del possibile riconoscerà un violino.

    il riscaldamento delle elettroniche è un altro discorso: non so dire se ci siano spiegazioni tecniche alla cosa, ma sono convinto che il riscaldamento abbia effetto, in misura maggiore o minore a seconda delle elettroniche, alcune più alcune meno.
    nella mia poca esperienza, l'esempio più 'eclatante' l'ho avuto con il mio CDP Naim. io non credevo proprio alla storia che devono stare sempre accesi, che ci vuole molto tempo prima che suonino al meglio, eccetera, ero assolutamente convinto che fossero fanfaluche.
    ma devo dire che mi sono ricreduto.
    autosuggestione ? può darsi.


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    Re: Riscaldamento mito o realtà ?

    Post  piero on Mon Apr 11, 2016 10:31 am

    aircooled wrote:
    il tuo ampli monta i termaltrak che ottimizzano la corrente da subito per questo senti poca o nulla differenza tra caldo e freddo, per tutte le altre tipologie di elettroniche il riscaldamento o se preferisci il tempo di stabilizzazione è fondamentale per uniformare le correnti e rendere al meglio

    sull'HK990 mi pare che siano montati i termaltrak, eppure quando è bello caldo, suona decisamente meglio.
    poi dopo diverse ore di utilizzo, oltre a sentirci la musica ci griglio pure le salsicce Laughing

    aircooled
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    Re: Riscaldamento mito o realtà ?

    Post  aircooled on Mon Apr 11, 2016 3:22 pm

    Tutto il progetto dovrebbe seguire la stessa filosofia altrimenti è inutile montare quei finali


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