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Shelter 901MKIII
Il Gazebo Audiofilo

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    Post  pepe57 on Thu Nov 08, 2018 5:15 pm

    Per motivi diversi ho ruotato questa testina su alcuni impianti diversi fra loro e mi sono fatto convinzioni relativamente al suo comportamento "medio" nei diversi abbinamenti.
    Non sto a citare, in quanto sarebbero troppi, i dischi sulla quale ha "girato", di sicuro i generi sono stati molto vari e in generale (anche se qualcuno c'è stato) LP non di edizioni speciali/audiofile.
    La testina in questione a parer mio nella sua fascia di prezzo è interessante. La cosa che mi è sembrata il suo punto di forza è il timbro, sano e spontaneo, legato ad un equilibrio tonale buono.
    Direi che con il suo trasformatore 411/II mediamente l' ho trovata dinamicamente armonica, forse con un equilibrio tonale un pelino "scuro" mentre con gli AN (sia UK che Jap) si "apriva" un po' di più.
    Con pre fono attivo regolando l' impedenza fra i 100 ed i 250 Ohm mi è parso che guadagnasse in vivacità senza comunque "strillare" particolarmente.
    Il tracciamento l' ho trovato piuttosto buono ed anche in passaggi piuttosto complicati si è ben districata.
    Direi che da una discreta sensazione di ascolto "live" che viene maggiormente evidenziata quando abbinata a bracci unipivot (dove a parer mio guadagna in "aria") mentre su Versa (probabilmente per un accoppiamento con il braccio non ottimale) mi pare un po' meno "libera" e "facile" di quanto mi aspettassi (forse erano le mie aspettative troppo alte, o il confronto con quelle che andava a sostituire l' ha un po' penalizzata) e su imperniati a cuscinetti per me si è "seduta" un pochino (negli estremi).
    Per cui, personalmente ho trovato che abbinata ad un pre MC (e non MM via Trasformatore) ed un unipivot molto stabile e veloce (non "lungo" o "ballerino") nella media porti al risultato più neutro ed equilibrato.
    Non la trovo estesissima, né in alto che in basso, però direi che nell' insieme è una di quelle belle testine che portano ad ascoltare a lungo per il suo naturale modo di porgere la musica.
    Beninteso quando dico che non la trovo estesissima non intendo che è "corta" bensì che non credo che sarebbe la testina adatta a chi cerca questo particolare genere di prestazione (parlo sempre di piccole cose, valide solo al mio orecchio).
    I generi dove mi è maggiormente piaciuta sono un certo tipo di rock dove il messaggio è "semplice e diretto" e cameristica.
    Non penso, come sempre, che sia la cosiddetta "ammazzagiganti" (se i giganti sono veri, non mi è mai successo di trovare un oggetto che lo sia e che manco si avvicini davvero), comunque, rispetto ad altre di fascia simile, nei parametri indicati e per chi cerca di avvicinarsi alla impostazione del "poco riprodotto", per me è da tenere in seria considerazione (infatti finiti i vari "giri", la tengo montata).
    Un po' di interpretazione, a parere mio, la inserisce, ma è una cosa discreta (anche se trovo che sia riconoscibile) che personalmente non mi disturba affatto, anzi, da un lato, specie con i generi citati, la considero di aiuto verso la "situazione" live (come "entrare" in una foto/quadro appena appena "sfumato" che, nel mio immaginario, avvicina al senso che l' autore voleva dare).

    sunny sunny sunny


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    Re: Shelter 901MKIII

    Post  alanford on Thu Nov 08, 2018 10:25 pm

    grazie per l'interessante recensione di questa bella testina    applausi  applausi  

    quando avrai tempo e voglia avrei piacere di leggere le tue impressioni su altre testine che tu possiedi, ad esempio le ikeda Rolling Eyes

    interessante potrebbe essere un confronto fra le ikeda e le testine fidelity research Rolling Eyes Rolling Eyes
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    Re: Shelter 901MKIII

    Post  pluto on Fri Nov 09, 2018 9:16 am

    Io possiedo la 901 originale e sono sempre stato innamorato di questa testina. L'avevo già detto in altre occasioni
    L'ho messa sul braccio del Kenwood L07d e lì l'ho lasciata.

    Pure io penso che i 100ohm siano il carico giusto x equilibrarla al meglio

    Trovo che abbia un rapporto qualità prezzo (perlomeno considerando quanto la pagai) molto buono. Stupenda con musica live di tutti i generi

    Voglio provarla sull'Ikeda a breve...
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    Re: Shelter 901MKIII

    Post  pepe57 on Fri Nov 09, 2018 12:06 pm

    alanford wrote:grazie per l'interessante recensione di questa bella testina    applausi  applausi  

    quando avrai tempo e voglia  avrei piacere di leggere le tue impressioni su altre testine che tu possiedi, ad esempio le ikeda Rolling Eyes

    interessante potrebbe essere un confronto fra le ikeda e le testine fidelity research Rolling Eyes Rolling Eyes

    Ciao Alessandro.
    Dell' Ikeda ne avevo già scritto tempo addietro
    sunny sunny

    ti copio/incollo il testo
    sunny

    "
    Qualche giorno fa ho riposto nel cassetto la Kondo IOM (che stavo usando sul Da Vinci Gran Grandezza da 12") e ho montato la testina Ikeda 9 (la "vecchia", quella senza cantilever) al suo posto (visto che in questo periodo si è parlato della AT ARt1000 e del sistema DPS mi è venuta voglia di riascoltare questo tipo approccio con pregi e difetti di quella che per me è concettualmente la miglior DPS disponibile).

    Devo dire che allenare la testina sui null points è davvero arduo. Infatti l' assenza del cantilever fa si che il fondo del corpo testina letteralmente sfiori l' LP per cui è difficilissimo posizionare lo stilo esattamente sui null points.
    Inoltre la forma del corpo semi tonda non facilita molto l' osservazione sugli allineamenti.
    Comunque dopo una serie di tentativi, tre litri di sudore (pur stando seduto davanti l gira) e la promessa a me stesso che mai la rimonterò su un altro braccio (a meno che come per il Grahm la posizione venga facilmente trovata grazie alla dima trasparente in dotazione semplicissima da usare con il braccio rovesciato) credo di essere riuscito ad ottenere un valido compromesso.
    Il VTA l' avevo fatto prima beninteso ed avevo "regolato" il peso "a occhio" (anzi a "mano") per cui finito allineamenti vari ho verificato con la bilancia e, con mia somma gioia era a posto (che c...!)
    Una veloce regolazione, anche qui "a naso" dell' AS (in quanto non ci son riferimenti su DV), una controllata del tutto con il disco test + fozgometro, una verifica "sul campo" nell' osservare come si comportava il braccio nel prendere il primo solco (devo dire perfettamente) e finalmente posso ascoltare.
    Il risultato mi è per diversi parametri piaciuto di più sia dell' accoppiata DV/Jan Allaerts che DV/Kondo anche se su altri lo trovo oggettivamnte (e prevedibilmente) inferiore.
    La prima cosa che mi ha davvero colpito è stata l' energia, presumevo che su questo parametro l' insieme avrebbe dato soddisfazione con il sistema Shindo/Goldmund/Montagna ma non in questa misura. Il corpo e l' energia che questa testina, in questo insieme, riesce a dare ad ogni singolo strumento è decisamente immediatamente percepibile. La "concretezza" del tutto è emozionante e devo dire che pur non avendo esattamente la stessa perfezione/facilità delle precedenti nel districarsi nei passaggi più articolati per gran parte degli ascolti che ho fatto questo senso di "realismo" mi porta a valutare questa differenza con pochissimo interesse (anche perché mi sarei aspettato un gap maggiore su questo punto).
    Il difetto invece, anche questo prevedibile da una DPS, confermato è una certa mancanza di stabilità dell' immagine dovuta al fatto che le bobine collegate direttamente sopra lo stilo hanno una escursione molto maggiore all' interno del campo magnetico rispetto ad un sistema tradizionale. In tal senso si muovono in un campo meno omogeneo per cui possono prodursi squilibri fra i canali.
    Però, come spesso dico, per me l' immagine non è uno dei parametri fondamentali (quello che cerco principalmente è la sensazione del "non riprodotto" o "l' essere lì" per cui questa cosa non sposta di molto il mio gradimento.
    Senza dubbio, ascoltando brani di polifonia non esattamente la stessa perfetta riproduzione delle singole voci all' interno del coro e neppure la stessa esatta e stabile dislocazione di tutte le stesse. Ma il fatto è che la sensazione di "essere lì" è davvero forte e il peso di quello che ti offre, a me piace molto.
    Sulla grande orchestra questa piccola differenza non la avverto proprio (anche perché la dislocazione degli strumenti è logicamente più "per famiglie") mentre un po' di più può avvenire quando la compagine è molto ridotta (come ad esempio su un piccolo ensambe jazz, cantautori soli o in piccola formazione).
    Se ascolto il rock, a parer mio, la bellezza dell' ascolto di questa testina così impiegata è al suo apice in quanto, proprio non riesco a notare, su questo parametro delle differenze mentre continua costante il senso di essere davanti all' evento.
    Il timbro, dato a mio parere dal concorrere di parametri quali: estensione ed equilibrio tonale, dinamica, velocità in assoluto e nei tempi di attacco e decadimento, è quasi perfetto (dico quasi perché di base credo che al mondo non esista nulla di realmente perfetto, anche se alle mie orecchie lo appare) con messaggi semplici. Con quelli più complessi la sua capacità di tracciamento non al top tende, io direi, ad "inverdirlo" leggermente.
    Quindi personalmente direi che è una testina che "ci mette del suo". Non la considero la più universale che io abbia o abbia avuto.
    A mio parere uno di quelle che parla prima al cuore e poi alla testa.
    Non trovi che abbia la definizione della Jan Allaerts o la capacità di "materializzare" in mezzo alle casse l' interprete o fare sentire ogni singolo componente del coro di una IOM.
    Però, quando ascolto usando questa nel mio sistema ho proprio voglia di riascoltare dischi che conosco bene e meno bene per fare confronti, e mi accorgi di alcune manchevolezze, ma non mi importa più di tanto, mi gusto il risultato "fascinoso" e tendo a fare girare sempre più dischi sul piatto.
    Comunque, penso che anche la parte di "sfida" a farla tracciare "bene" sia stata una componente della soddisfazione finale.
    Per me, se si dispone del braccio adatto (in questo caso di alta massa visto che ha una cedevolezza di 3cµ data a, credo caso unico, 1000 Hertz) trovo che possa essere una di quelle testine che portino le stesse emozioni che si provano davanti a certi quadri di Chagall. Non c'è tutto perfettamente definito, ma per certi versi si "sente" anche più di quello che potrebbe esserci se ci fosse (mi sono incartato...). :)
    Beninteso, se si aprono gli occhi, si esce dal "sogno" e si osservano le cose da una diversa prospettiva, non si può fare a meno di notare che l' entusiasmo non viene trasmesso da una esatta precisione (cosa che dovrebbe essere, io credo) bensì da un mix logico-emotivo con i pregi e difetti del caso.
    "

    sunny sunny sunny


    Per "concentrare" il concetto, oggi direi che è una testina quasi "selvaggia" bella per come ti "strapazza" e coinvolge specie su certi generi.
    La FR, pur venendo dallo stesso progettista, è basata su un concetto più tradizionale ed un confronto non lo farei (come anche non lo farei fra le vecchie Ikeda e quelle nuove dotate di cantilever).
    Le testine DST/DPS, a parer mio, già concettualmente giocano un campionato proprio diverso (non penso migliore, diverso).

    sunny sunny sunny


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    Re: Shelter 901MKIII

    Post  alanford on Sat Nov 10, 2018 1:43 am

    caro Pietro

    ti ingrazio per l'ottima disamina della ikeda

    condivido appieno i tuoi giudizi, in particolare sul carattere, sulla forza ed eccellenza di questa particolare testina su taluni generi, sul rock ed elettronica e' la migliore che io abbia mai ascoltato

    perfetto il tuo consiglio sul braccio, personalmente preferisco utilizzarla con il braccio leggerissimamente impennato (assai sensibile al VTA)

    la mia impressione, tra l'altro condivisa con Terragni, e' che si tratta di un prodotto artigianale dove la precisione e qualita' dell'assemblaggio assume decisamente rilievo e caratterizza ogni singola testina

    vista al microscopio e' davvero spettacolare

    provata a confronto con fidelity research FR7 onestamente faccio fatica a pensare che siano state progettate dalla stessa persona, quindi anche questa volta condivido il tuo pensiero ossia che un confronto non avrebbe senso stante la radicale differenza progettuale fra le 2 testine entrambi ottime IMHO

    non ho la sufficiente esperienza di ascolto per valutarla con generi diversi (jazz e classica)







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