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Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili
Il Gazebo Audiofilo

The Italian Forum for HI-FI, Music, DAC, Headphones And Cables

    Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

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    Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Thu Mar 19, 2009 7:43 pm

    pazzoperilpianoforte te che sei un fine ascoltatore musicofilo
    il contrabbasso come va riprodotto, articolato o monocorda con relativo strascico appresso?


    Last edited by Apophis on Fri Mar 20, 2009 4:43 pm; edited 1 time in total


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Thu Mar 19, 2009 7:52 pm

    Macché... mi pigli per i fondelli affraid affraid affraid ? La monotonia (suono monocorde) e le code (sonore) sono la morte della musica.

    Comunque la vera difficoltà col contrabbasso a mio parere non è tanto la velocità (che comunque deve esserci, nulla deve impastare) quanto il suono giustamente pieno, sonoro, nella parte più grave, senza che ci sia lentezza. Voglio dire che molti impianti hanno velocità e nitore, ma non hanno timbro bensì un suono schiarito, secco, privo di pienezza, inverosimile timbricamente...

    non saprei come meglio spiegarvi, ma forse ci sono riuscito.

    In ogni caso il mio contrabbasso è molto bello ... se è questo che volevi sapere! Canta che è una meraviglia

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Thu Mar 19, 2009 8:53 pm

    ma cosa mi dici mai santa santa santa santa
    facevo la domanda perche alcuni sostengono che il contrabbasso dal vero non articola un bel nulla, a me non pareva ma sai io so audiofilo, a me quelle poche volte che ho sentito dal vero mi pareva che articolasse, a volte meno che su un impianto HIFI ma credo che ciò sia dovuto al microfono che ha un punto di vista diverso dall'ascoltatore medio, diciamo che dovrebbe raccogliere meno risonanze dall'ambiente, poi c'è sempre l'ing che corregge
    comunque son contento che il tuo contrabbasso funzioni ancora bene


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri Mar 20, 2009 9:35 am

    Messa in questi termini, la domanda diventa molto interessante.

    Ti posso dire che, a mio parere, le registrazioni di classica sono piuttosto fedeli nella riproduzione di strumenti singoli, quartetti, cameristica e simili. Ad esempio il pianoforte contemporaneo in molte registrazioni è verosimile per dinamica e timbro.

    Questo vale anche per le registrazioni di violoncello solo. Dinamica e articolazione del messaggio sonoro sono per lo più verosimili.

    Il problema sorge con le registrazioni orchestrali: nel senso che molti appassionati audio se andassero ad un concerto reale rimmarrebbero molto delusi, credo. Lo smalto, la dinamica in gamma grave, l'iperdettaglio, la brillantezza degli archi sono tutti elementi che vanno molto di moda nelle registrazioni orchestrali odierne ma sono inverosimili se paragonate all'ascolto di una orchestra vera in un teatro vero. Però ciò non significa che il basso di una orchestra (cioè dei contrabbassi)sia disarticolato e monocorde, solo meno turgido ed in evidenza che nelle registrazioni cui siamo in genere abituati.

    Ecco perché a volte la radiograficità di certe elettroniche può lasciare ben perplesso chi il teatro lo frequenta e non ascolta l'orchestra solo dall'Hi-Fi .

    Grazie della domanda. Se volete approfondire sono qui.

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Fri Mar 20, 2009 3:54 pm

    beh...... tutti muti? suvvia andiamo che io ho gia dato sunny


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri Mar 20, 2009 4:22 pm

    Secondo me hai sbagliato il titolo della discussione.... sembra che in questo modo tu voglia sapere della mia vita privata Embarassed yaw Laughing Laughing Laughing !

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Fri Mar 20, 2009 4:24 pm

    suggerisci titolo Embarassed


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri Mar 20, 2009 4:38 pm

    "Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili"?"

    Proverei così...


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri Mar 20, 2009 5:06 pm

    Cavolo! Detto/fatto!!!!!

    Ma sei proprio putente!!!! affraid

    Cominciamo da una domanda, che faccio provocatoriamente a tutti i forumers:

    Quanti di voi vanno regolarmente ad ascoltare musica dal vivo? devil

    Ciao Neutral


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Fri Mar 20, 2009 5:13 pm

    l'unica cosa che faccio regolarmente è magmammi il carciucco Rolling Eyes affraid a volte comunque mi capita che qualche amico acculturato mi trascini a teatro anche se no amo il classico punch


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  matley on Fri Mar 20, 2009 5:37 pm

    ...a Firenze di notte negli scantinati..
    musica dal vivo...
    Tipo piano bar... quell'atmosfera...è troppo intrigante...
    devo dire che mi manca anche un po' il fumo in sala...

    ma è solo un bene...non ci sia più.. :-)

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    http://www.unpaeseaseicorde.it

    Post  Ospite on Fri Mar 20, 2009 5:42 pm

    Ecco iniziate a segnarvi sti appuntamenti...
    http://www.unpaeseaseicorde.it/programma.htm

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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Ospite on Fri Mar 20, 2009 5:45 pm

    Per chi abita in romagna segnalo.


    CASSERO JAZZ FESTIVAL
    22° Edizione
    Cassero Teatro Comunale - Via Matteotti, 2
    Castel San Pietro Terme (BO)

    Collettivo Bassesfere La manifestazione ha cercato di mantenere le linee che hanno caratterizzato il cartellone in tutti questi anni, premiando l’originalità e la qualità delle proposte, garantendo così una continuità di stile e d’intenti, capace anche di diversificarla da altre iniziative nel campo del jazz.

    Cassero Jazz 2009 si sviluppa in due serate, con la presentazione di tre proposte di elevato interesse (nella serata di sabato 28 è previsto un doppio concerto). Per questa edizione è stata presa come riferimento la scena jazzistica nazionale, da anni ad alti livelli e tra le più interessanti in Europa e le proposte selezionate, rappresentano, sempre in ambito jazzistico, percorsi musicali e realtà molto diverse tra di loro con musicisti e progetti pregevoli e non certamente inflazionati.

    Nella prima serata avremo in apertura l’originale duo che ha come protagonisti due grandi musicisti legati dalle comuni origini sarde. Si tratta del famoso fisarmonicista e pianista Antonello Salis, personaggio di fama internazionale, e del chitarrista Paolo Angeli che suona una particolarissima chitarra tradizionale sarda preparata. Uno strumento orchestra a 18 corde, ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria - dotato di martelletti, pedaliere e eliche a passo variabile.

    A seguire si esibirà il quartetto progetto “Tinissima” guidato dal blasonato sassofonista, clarinettista friulano, attualmente residente a Parigi, Francesco Bearzatti. che presenterà una suggestiva e appassionante performance dedicata alla storica figura della emigrante, operaia, attrice, fotografa e rivoluzionaria antifascista,Tina Modotti.

    La seconda serata sarà invece interamente dedicata al “Collettivo Bassesfere” in concerto. Si tratta di un organico di ben nove musicisti, tra i più interessanti della scena creativa italiana (come F.Puglisi, E.Maraffa, P.Mirra A.Borghini, L.Mosso, C.Calcagnile) legati al Collettivo Bassefere (una delle esperienze più importanti e longeve in Italia di associazionismo tra musicisti attivi nella musica di ricerca e d’avanguardia) che a Cassero Jazz registrerà live il nuovo cd.

    Periodo di svolgimento: dal 28/03/2009 al 29/03/2009
    Orario: inizio concerti ore 21.15

    Programma:
    Sabato 28 marzo
    ORE 21:15 - PAOLO ANGELI & ANTONELLO SALIS DUO

    Paolo Angeli – chitarra sarda preparata; Antonello Salis – pianoforte, fisarmonica.

    FRANCESCO BEARZATTI QUARTET “TINISSIMA”
    Francesco Bearzatti – sax tenore, clarinetto; Giovanni Falzone – tromba;
    Danilo Gallo – basso acustico, contrabbasso; Zeno de Rossi – batteria.

    Domenica 29 marzo
    ORE 21:15 COLLETTIVO BASSESFERE "IN CONCERTO"
    Enrico Sartori – clarinetti, sax alto; Edoardo Marraffa – sassofoni; Beppe Scardino – sax baritono; Alberto Capelli – chitarra; Pasquale Mirra – vibrafono; Fabrizio Puglisi – pianoforte, sintetizzatore ARP; Antonio Borghini – contrabbasso; Lullo Mosso – basso elettrico, voce; Cristiano Calcagnile – batteria, percussioni.

    Ingresso: a pagamento
    Tariffa intera: 15,00 Euro
    Tariffa ridotta: 12,00 Euro

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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Fri Mar 20, 2009 5:46 pm

    matley wrote:...a Firenze di notte negli scantinati..
    musica dal vivo...
    Tipo piano bar... quell'atmosfera...è troppo intrigante...
    devo dire che mi manca anche un po' il fumo in sala...

    ma è solo un bene...non ci sia più.. :-)

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    ecco quella e robbaccia che fa per me Rolling Eyes sunny


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri Mar 20, 2009 6:16 pm

    Allora seconda domanda: trovate il suono dei generi che ascoltate dal vivo realistici in CD o "virtuali"? Cioè il suono è verosimile o un pò rileccato, iperrealistico?


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Ospite on Fri Mar 20, 2009 6:26 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Allora seconda domanda: trovate il suono dei generi che ascoltate dal vivo realistici in CD o "virtuali"? Cioè il suono è verosimile o un pò rileccato, iperrealistico?

    In certi casi trovo che il suono registrato non sia vivo e sia addirittura moscio.
    In altri casi si sente la veridicità dell'incisione che esula dalla qualità intriseca di essa.
    Tuttavia l'emozione all'ascolto è vicinissima a quella avuta dal vivo, ma mai pari al LIVE.

    Sono pochi i dischi che s'avvicinano, ma quando si trovano è un piacere assoluto!
    Poi esistono dischi fatti in studio, ben suonanti e che dal vivo gli stessi artisti non riescono a ripetere.

    Dipende dal genere, dall'artista e da molte altre circostanze.

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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  matley on Fri Mar 20, 2009 6:29 pm

    I dischi avvolte ci mettono del suo...
    dal vivo tutte le sfumature che sentimo nei CD nn ci sono...
    a Volte...... :-)


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Fri Mar 20, 2009 8:55 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Allora seconda domanda: trovate il suono dei generi che ascoltate dal vivo realistici in CD o "virtuali"? Cioè il suono è verosimile o un pò rileccato, iperrealistico?
    live sunny riprodotto


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Mar 23, 2009 2:44 pm

    Volevo raccontarvi una mia esperienza molto significativa riguardo il suono da disco ed il suono reale.

    L'anno scorso andai ad ascoltare La Stravaganza di Vivaldi eseguita dall'orchestra di strumenti originali (o copie di originali) Europa Galante diretta da Fabio Biondi, che ricopriva anche il ruolo di violino solista, essendo La Stravaganza una serie di concerti per violino.

    L'orchestra in questione è una orchestra barocca, e conta quindi circa una dozzina di musicisti. A questi si aggiungeva il violino di Biondi.

    A parte il fatto che il concerto fu entusiasmante, mi furono chiare immediatamente due cose:

    1. Il suono brillantissimo delle orchestre barocche così come ci appare da molti dischi (compresi i dischi di Biondi con la sua Orchestra per la Virgin) sono un incredibile falso acustico perché le orchestre barocche non hanno assolutamente la brillantezza che ascoltiamo in questi dischi. Per fortuna. Quindi quando si parla di fedeltà di un impianto ascoltando questi dischi si parla di fedeltà al nulla, perché nessuna orchestra barocca suona così. Ecco un classico esempio di suono in disco che gli audiofili considerano veritiero e fedele e che non lo è affatto!

    2. L'orchestra di soli 12 elementi aveva comunque una incredibile dinamica. Grazie anche all'energia e all'entusiasmo dell'esecuzione e degli esecutori, certo. Sta di fatto che la distanza tra il suono di più basso volume e quello di massimo volume dell'orchestra era enorme, ed era incredibile la fluidità di suono anche nel forte. Anche i migliori dischi, per evitare che il volume medio scenda troppo su supporto digitale (e che quindi mediamente il segnale abbia distorsioni ben lungi dall'essere minime) hanno una compressione dinamica nella zona del forte. Anche di una orchestra di questo tipo. Quindi la dinamica di queste orchestre siamo condannati, con il media CD, ad ascoltarla meno "esplosiva" che non nel reale. Immaginiamoci cosa succede con la grande orchestra sinfonica di fine ottocento e primo novecento!

    Si può arrivare a dire che le registrazioni da noi reputate le migliori sono quelle che senza eliminare questi limiti, li minimizzano al meglio oggi possibile. Ma se già il disco ha questi limiti, superato un certo limite di qualità delle elettroniche riusciamo veramente a farle esprimere al meglio? Forse no...

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  aircooled on Mon Mar 23, 2009 3:49 pm

    pienamente in accordo con te, il suono dal vivo non ha nulla a che vedere col riprodotto, qualunque sia l'impianto preposto riprodurre
    i dischi cosidetti per audiofili ampliano ancora di più il delta andando a ricercare fino all'inverosimile parametri che dal vivo o non esistono o sono a malapena accennati, e questo a mio modo di vedere contrariamente a quello che normalmente si crede è un bene e si, visto che ciò che noi ascoltiamo nel presente live non è minimamente riportabile nel dopo riprodotto per poter godere del riprodotto dobbiamo dare al cervello informazioni atte a riempire i buchi del ricordo dell'evento originale, e li che altro fare se non stuzzicare i neuroni con medio alti suadenti e pimpanti, stage da urlo, e controolo sui medio bassi, tridimenzionalità altezza della scena, larghezza, impressione di dinamica, insomma tutte quelle cose da audiofili incalliti, certo tutto questo deve far da fondamenta a una buona dose di fantasia, altrimenti......................... basta un MP3 se la ricerca si svolge nel solo ambito artistico dell'esecuzione

    PPP adesso non menare nè punch santa santa santa


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Mar 23, 2009 6:14 pm

    Beh, con la musica acustica l'MP3 è veramente oltre le colonne d'ercole dell'accettabile.... però secondo me ti sei lasciato trasportare dal discorso. Discorso con cui fondamentalmente sono d'accordo: a volte si porta nelle registrazioni audiofile a limiti innaturali alcuni parametri perché la battaglia, su altri fronti, non permette altrettante vittorie.

    In questo modo si ottiene un suono molto complesso e anche emozionante, ma che è autoreferenziale perché del tutto lontano dalla realtà che vuole riprodurre.

    Comunque se ami come me il pianoforte, te lo puoi godere anche nell'integrale delle sonate per piano di Schnabel incisa negli anni '30 e riversata per Naxos da Hober-Thorn. NOn sarà alta fedeltà ai limiti possibili attualmente... ma che interpretazione, ragazzi. Non perfetta, ma mitica.

    Ma questo è un altro discorso.

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Dragon on Tue Mar 24, 2009 10:38 pm

    Da quello che scrivi PPP mi par di capire che abbiamo gusti musicali molto simili cheers e questo mi fà molto piacere, finalmente un audiofilo "ampolloso" convinto

    A parte gli scherzi, mi piacerebbe sapere quale è stato il tuo percorso musicale, sicuramente assai diverso da molti altri frequentatori e dirigenti di questo forum angel


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 25, 2009 1:47 pm

    Narcisamente ipersoddisfatto da questa tua richiesta, ti sintetizzo il mio percorso musicale in quanto lapidariamente segue:

    1. Primo disco acquistato a 13 anni: Bad Girls di Donna Summer.
    2. La passione prosegue, con vari amori pop e rock. Non ultima la passione per i Kiss, dei quali a 18 anni posseggo la discografia completa
    3. Raccattandolo dagli scaffali di mia madre, recupero un polveroso disco del "Nabucco" di Verdi. Comincia una passione sfegatata per la musica lirica. Studio tecnica di canto.
    4.5 anni fa, esaurito in parte il percorso relativo alla musica lirica, mi innamoro del pianoforte solista (pianoforte e simili, fortepiano, clavicembalo, clavicordo compresi) da Bach a Chopin, con massimo interesse per il classicismo viennese, includendovi per estensione anche Schubert. In questi ultimi anni sto "espandendo" i miei interessi anche alla cameristica tutta.

    Il tuo percorso, invece?
    Spero che tutte queste chiacchiere non siano tediose per il resto dei forumers Embarassed

    Ciao


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Dragon on Wed Mar 25, 2009 4:47 pm

    Bèh, il mio percorso è costellato di molti eventi, ma ti dirò i fatti più salienti

    Fin da bimbo, mi è sempre piaciuta la musica in genere, principalmente classica, pop ed anche rock (quest'ultimo solo di un certo tipo, diciamo "caldo").
    All'età di 8 anni ho iniziato gli studi di pianoforte, superato brillantemente esame di teoria e solfeggio (con relativa prova di canto) al conservatorio di Lucca all'età di 16 anni, proseguendo fino all'età di 18/19 anni,quando, per motivi non dipendenti dalla mia volontà ho dovuto rinunciare nel proseguimento di tali studi.
    Nel corso di quegli anni, come potrai immaginare mi sono fatto un pochetto di cultura musicale, specialmente classica, con ascolti di vari compositori, fra i quali ho sempre preferito Beethoven,Mozart,Schubert e Ciaycowski.
    Poi, col tempo mi son accostato alla musica operistica, ma solo quella di Puccini.
    Adesso non credo di avere particolari preferenze, basta che sia buona musica, escludendo Metal, Jazz freddo, rock "assatanato" ecc.
    Dall'impianto cerco armonia,calore,profondità,ariosità,corpo, matericità ed equilibrio timbrico; mentre disdegno freddezza,alti "graffianti", bassi lunghi e/o poco controllati,medi troppo presenti ecc.

    Si, credo di non aver sbagliato quando ho detto che mi sembrava ci fosse qualcosa di affine nel tuo modo di ascoltare rispetto al mio


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    Re: Le registrazioni discografiche: fedeltà al reale o "suono per audiofili

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Mar 25, 2009 5:13 pm

    Si, penso anch'io. In particolare la frase

    Dragon wrote:...
    Dall'impianto cerco armonia,calore,profondità,ariosità,corpo, matericità ed equilibrio timbrico; mentre disdegno freddezza,alti "graffianti", bassi lunghi e/o poco controllati,medi troppo presenti ecc....

    potrei tranquillamente averla detto anch'io, e mi trova in tutto solidale.

    Ciao


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