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Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sun Jan 16, 2011 11:56 pm

    ...e straconcordo anch'io, inevitabilmente....

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  fil on Mon Jan 17, 2011 12:00 am

    Lo Zio wrote:
    Il bello delle cuffie, per me, è che hai l' idea della musica senza la costrizione illusoria della sua reale rappresentazione. Per questo non amo le casse: ricordano la delusione dopo essersi assoggettati ad un obbligo

    Davide wrote:
    Certo è una riformulazione filosofica estremamente avveduta e puntuale che, personalmente, condivido.

    In effetti è anche una questione di "aspettative".
    Cioè anche di atteggiamento nostro nel porci al cospetto di un apparato dal quale vogliamo ottenere l'effetto della musica così come ne abbiamo sensazione (ricordo) o, anche, immaginazione.
    Il fattore di "sensazionalità" (che ci sorprende) nel'ascolto in cuffia, è meno indisponente di un effetto preteso dai diffusori e non (pienamente) restituito.
    Ciò privilegia il sistema che maggiormente "supera se stesso" e la cuffia, sicuramente ne esce vincente.
    Questo, in sintesi, il mio pensiero pseudofilosofico...

    p.s.
    sinceri complimenti a Davide e Guido per la qualità dei loro interventi!
    (aldilà delle opinioni...)


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Joytoy on Mon Jan 17, 2011 12:10 am

    Cmq Vito,
    sulla "trapanata" alle orecchie, questa spesso e' associata ad un errata cella di Zobel sul crossover.
    o meglio dire...
    considerando che meno condensatori e resistenze ha il tweeter nel suo percorso di segnale significa suonare meglio, allora evitano di metterceli.
    Inoltre soddisfano la schiera di ascoltoni sordi sopra i 10kHz.
    E ne conosco tanti.

    Se poi ci mettiamo elettroniche fortemente retroazionate, allora ci facciamo del male.

    Soluzione ?
    Dire al progettista dei diffusori, di progettare crossover con un selettore per equalizzare elettricamente l' esuberanza di un tweeter.

    Joy!


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Jan 17, 2011 12:27 am

    Joy, se devo dirti la mia opinione in merito, tra il serio ed il faceto ti direi che le cause, oltre a quello che tu dici, sono rintracciabili in vario grado anche nei seguenti fattori:

    1. Audiofili con ipoacusie spiccate oltre i 2-3 Khz Laughing Laughing ...

    2. Ambienti poco trattati o per nulla trattati troppo riflettenti in gamma acuta e sovracuta, oppure con diffusori ad ampia dispersione posti troppo vicini alle pareti laterali dell'ambiente ...

    3. Abbinamenti elettroniche/elettroacustiche/cavetteria realizzati non in cerca dell'equilibrio e della naturalezza ma del dettaglio radiografante a tutti i costi (del tutto inesistente nell'evento musicale reale)...

    4. Controreazione a pioggia delle amplificazioni a transistor....

    5. Sottodimensionamento folle delle elettroniche a valvole (tanto un 10 watt a valvole vale come un 100 w a transistor santa Laughing )...

    6. adozione folle ed incondizionata di punte (senza punte sembra non esista Hi-Fi), da sotto il divano dell'ascoltatore allo spazzolino da denti dello stesso....

    .... mi fermo qui....

    Soluzione? Consigliare ai felici possessori di ascoltare meno dischi ed andare a qualche concerto in più di musica dal vivo.... Laughing Laughing Laughing

    P.S.: nessuno si offenda, la mia "dissertazione" scherzosa era solo una autoironica considerazione sulle follìe audiofile....


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Jan 17, 2011 1:22 am

    A parte gli scherzi, mi faceva fare una ulteriore considerazione su quello che riscontro nel suono in cuffia, rispetto all'ascolto tramite i diffusori.

    1. Sulla ricostruzione spaziale delle cuffie.
    Effettivamente il suono prodotto da una cuffia non è inserito in un ambiente, non coinvolge l'ambiente in cui si trova l'ascoltatore. Questo abbiamo già detto contribuisce all'innaturale situazione della mancanza di pressione fisica prodotta sull'ascoltatore dal suono in ambiente. L'ascolto in cuffia, in questi termini, ricorda la riproduzione visiva che produce il cinema in 2 dimensioni, quello classico. L'ambiente viene riprodotto con forte capacità illusoria da parte del sistema di riproduzione (cuffia o cinema 2D), ma lo spettatore è ben consapevole di non far parte dell'ambiente in cui ha luogo l'evento riprodotto. Eppure l'ambiente riprodotto viene riprodotto in tutte le sue caratteristiche, e può mentalmente essere decriptato da parte dello spettatore/ascoltatore. Che in cuffia, come nel cinema in 2D, percepisce profondità e larghezza della scena.
    L'ascolto tramite i diffusori, per molti versi, somiglia all'effetto del cinema in 3D attuale. L'effetto non è ancora quello reale, giacché l'ascoltatore/spettatore è comunque sempre consapevole di non essere all'interno dell'ambiente reale in cui si svolge l'evento, però in alcuni momenti e per alcuni parametri l'illusione riproduttiva ha maggiore effetto di verosimiglianza, che comunque non raggiunge l'effetto di corcondare l'ascoltatore/spettatore con una riproduzione realmente a 360° (che è l'unica a poter essere definita realmente verosimile).
    In ambito video, il raggiungimento del limite riproduttivo (spettatore coinvolto nell'evento riprodotto) potrebbe essere l'olografia laser. Nel caso dell'ascoltatore in ambito audio, la verosimiglianza assoluta (ascoltatore presente nel luogo della registrazione) si potrebbe ottenere tramite sistemi a cinque o più canali circondanti l'ascoltatore. Sistemi che già esistono, ma la cui diffusione in ambto audio è stata sempre frenata da questioni pratiche ("dove metto tutte queste casse?") ma anche dallo scetticismo degli audiofili.

    Arrivati al guado del multicanale, gli audiofili hanno rinunciato alla possibilità di essere portati realmente nel luogo della registrazione perché la realizzazione di un sistema multicanale portava ad inconvenienti realizzativi e a problematiche riproduttive che sono sembrate - allo stato attuale delle cose - irrisolvibili. Ed hanno scelto un sistema tridimensionalmente molto più infedele, ma su altri parametri estremamente più prevedibile, controllabile, affinabile, soddisfacente.

    La scelta di chi oggi preferisce la riproduzione in cuffia rispetto alla riproduzione tramite diffusori è la stessa di chi oggi preferisce il film in 2D rispetto al film in 3D. Ed è una scelta analoga a quella che hanno fatto gli amanti dei diffusori rispetto all'esperienza multicanale: rifiutare un sistema potenzialmente più fedele perché nella realtà su alcuni parametri riproduttivi la fedeltà era più difficle, molto più difficile, da ottenere.

    2. Per me la riproduzione in cuffia ha un innegabile vantaggio rispetto al sistema di diffusori in ambiente: elimina un elemento dalla catena riproduttiva, l'ambiente. E tutti sappiamo quanto l'eliminazione di un anello della catena riproduttiva comporti benefici in termini di rumore, linearità, fedeltà al suono contenuto nel supporto originale. Nel caso del sistema cuffia ci sono io, il suono registrato, il mio sistema audio. Nel caso della riproduzione coi diffusori ci sono io, il suono registrato, il mio sistema audio, il mio ambiente. Va notato che anche il contributo di un ambiente trattato acusticamente alla perfezione non può essere - e non deve essere, pena l'innaturalezza - nullo. Per me questo è importante, perché l'assenza di questo anello della catena riproduttiva mi permette di fruire del contenuto musicale del brano ad un livello - sotto molti parametri - per me irrealizzabile con l'ascolto tramite i diffusori, indipendentemente dal costo del sistema.

    Certo, poi c'è la capacità di sopperire a ciò che manca all'ascolto in cuffia (chiamiamola autosuggestione, come credo sia stato Davide a dire) tramite l'iterpolazione cerebrale di alcuni dati mancanti all'evento riprodotto secondo questa modalità, Ma questa è la normale affinità che chiunque di noi può avere o può non avere riguardo ad un media tecnologico...


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    Davide
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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Davide on Mon Jan 17, 2011 10:33 am

    Molto gentile Filippo e credo che un pò tutti gli interventi portino qualcosa di buono, un pò come le leggende...

    Quello che mi incuriosisce è trovare una sintesi degli eventi e credo stia emergendo: quella dell'ambiente.

    Ho notato che alcune ultimissime cuffie costose e tecnologicamente all'attuale stato dell'arte (hd800 in primis) non sempre suscitano sensazioni entusiastiche; o, meglio, commenti simili a "splendida, ma non fà per me"... "molto lineare, estesa, ma poco coinvolgente per me"... e mi chiedevo se questo non fosse provocato da una posizione del driver che è progressivamente sempre più distante rispetto a quella "tradizione" che l'ha sempre posto (come Grado) perfettamente davanti all'orecchio.

    E' forse sufficiente quel piccolo volume in più per farci immergere nelle stesse problematiche dei diffusori? L'ambiente? Si creano echi, risonanze, perdita di carico anche in un volume così ridotto? Temo di sì... e temo che per questa ragione le cuffie sono oggi tendenzialmente "circumaurali aperte": se si chiude una di questa, si creano risonanze poco piacevoli all'ascolto (è sufficiente provare... va bene anche una k701 per accorgersi di questo problema)

    (vi sembrerà un'eresia) Ultimamente ho fatto alcune prove con dei driver di una nota cuffia che headroom considera "A top-notch and world class headphone". (ne ho acquistata qualche coppia direttamente dal fornitore ufficiale, ma ne ometto la marca per questioni di privacy e correttezza)

    Bene, l'ho fatta suonare in una decina di modi veramente diversi (per intenderci, differenze timbriche che la sostituzione del cavo si può semplicemente sognare la notte) e in direzione positiva.... sono certo che bendati non sapreste riconoscerla...

    Evidentemente ogni elemento influisce sul suono della cuffia, la struttura dell'archetto, i movimenti meccanici per indossarle, l'accoppiamento orecchio-pads-corpo delle cuffia, la strutturina di protezione del driver (paurososamente) e altrettanto la distanza e il volume che si crea tra orecchio e altoparlante, tanto che mi chiedo se alcune di queste componenti siano normalmente progettate ad hoc dalla stessa persona che si è occupata del driver oppure se è avvenuto da parte di un altro membro dell'equipe su basi più "estetico/funzionali" che musicali o sonore, perché, vedete, "talvolta" influiscono in modo poco plausibile e poco lodevole sulle prestazioni "nude" dell'altoparlante che, siamo onesti, è quello che conta e quello che suona, il resto dovrebbe essere inerte...


    Sarei lieto se le prove da me effettuate fossero soltanto occasione di seria, collettiva e serena riflessione e condivisione di una passione che ci accomuna (e avrei anche speso qualche soldo per farlo)... non voglio fare polemica o criticare... personalmente acquisterei tutte le cuffie in commercio...

    Vi ho riportato con la più limpida sincerità le mie impressioni.

    Ora e sarei curioso di sentire le vostre che di cuffie ne avete digerite più di me...

    Un salutone e buona giornata a tutti

    Nik
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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Mon Jan 17, 2011 11:05 am

    Se l'argomento è il rapporto (tanto discusso) tra l'impianto domestico e l'ascolto "live" (dal vivo), e questo diventa il parametro di valutazione (oggettiva) del nostro impianto, io al 90% dei casi sento meglio a casa mia sia con i diffusori che con le cuffie. Un esempio: ricordo benissimo il concerto della Krall all'Arcimboldi, sfortunatamente ero in posizione maldestra (molto angolato su un lato e lontano), ho sentito MALE...

    Mi spiego, questa tanto agognata e mai raggiunta equiparazione con l'evento (meta di un impianto domestico d'eccellenza), NON E' l'evento, bensì la sua registrazione che entra nel nostro supportino (CD) che poi finisce nei nostri lettori, e qui il confronto di impianti che meglio ("oggettivamente") riproducano ciò che è stato registrato potrebbe essere più plausibile, anche se entrano in gioco altri problemi, tipo: ma chi ha registrato o mixato, con cosa ha sentito? (non è detto che uno di noi non possa sentire cose che lo stesso ingegnere non ha potuto sentire)...

    Ma il cosiddetto evento live, sia al chiuso che all'aperto, soffre di limiti come la nostra stanzetta, altri limiti, ma sempre limiti, (dovuti appunto all'ambiente). Non perchè abbiamo davanti il cantante sentiamo la sua voce, ma quella che l'impianto che usa ci fa sentire... Anche in caso di classica non amplificata, siamo comunque in un ambiente, con tutto quello che questo significa. Allora, ambiente per ambiente, perchè quello della nostra casa non dovrebbe andar bene? Magari lo curiamo un pochino se ci fossero evidenti rifrazioni o riverberi, ma è un ambiente come un altro... quindi uno vale l'altro.

    Il fatto non riproducibile mi pare invece tutto il LATO EMOTIVO-SENSORIALE che un evento live, indipendentemente dalla qualità tecnica degli impianti, passa (non per i cavi) all'ascoltatore che viene enormemente coinvolto (e condizionato), ma queste sensazioni, dovute ad un mare di fattori, (il tempo, il pubblico presente, la tua compagnia, il tuo momento interiore, ecc, ecc), non sarà MAI riproducibile, neanche se andassimo la seconda volta allo stesso concerto, nello stesso posto, con le stesse persone...

    E mi chiedo, perchè se il valore di un'esperienza è la sua unicità, vogliamo farne una copia? Non sappiamo che le cose più belle sono anche le più rare?

    Saluti
    Nik

    Davide
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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Davide on Mon Jan 17, 2011 1:30 pm

    Personalmente non ho mai creduto/voluto che il tentativo di riprodurre fosse quello di fare una fotocopia di una situazione "live", ma di fornire una corretta riproposizione della REGISTRAZIONE, sia che questa fosse di un evento live amplificato, sia in un teatro, sia di una sala di registrazione. Dal mio inautorevole parere, credo sia semplicemente un errore cercare di fare di un impianto hi-fi una specie di PA da palco in casa...

    Da questo punto di vista sono d'accordo con Vito: l'impianto hi-fi è per me come lo schermo del cinema.

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  vulcan on Mon Jan 17, 2011 1:59 pm

    fil wrote:

    p.s.
    sinceri complimenti a Davide e Guido per la qualità dei loro interventi!
    (aldilà delle opinioni...)

    I miei sinceri complimenti a tutti voi per lo spessore dei v/s interventi


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  leonruti on Mon Jan 17, 2011 8:47 pm

    vulcan wrote:
    fil wrote:

    p.s.
    sinceri complimenti a Davide e Guido per la qualità dei loro interventi!
    (aldilà delle opinioni...)

    I miei sinceri complimenti a tutti voi per lo spessore dei v/s interventi

    ...indubbiamente...uno dei 3d più interessanti degli ultimi mesi...


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  realmassy on Mon Jan 17, 2011 9:30 pm

    Dico la mia, anche se non le competenze tecniche e l'esperienza vostra :-)
    Ma, ditemi un po...solo a me interessa il piacere dell'ascolto fine a se stesso, e non una continua corsa alla "verosomiglianza" dell'evento reale o riprodotto che sia?

    Come diceva Sal, l'ascolto dal vivo ha un impatto fisico che ne l'ascolto con cuffie ne coi diffusori puo' eguagliare.
    Pero'..chi se ne frega! L'ultima cosa che voglio dall'ascolto (in qualsiasi salsa) e' che le orecchie mi facciano male e fischino come dopo un concerto. Vi immaginate che patimento un ascolto in queste condizioni tutte le sere?

    L'ascolto deve essere piacevole, coinvolgente e sono disposto anche a sacrificare un po' di verosomiglianza per raggiungerla. Cosa vogliamo dal nostro impianto?


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Tue Jan 18, 2011 11:25 am

    Non sempre si tratta solo di impatto fisico, c'è concerto e concerto... una orchestra da camera, ad esempio, non amplificata, spesso ti chiede anzi di adeguarti ai pochi dB... ma la purezza di quel suono non è così facile da "risentire" attraverso scatole o gusci hiFi...

    Altro è il concertone rock da stadio, beh si, lì l'impatto è difficilmente riproducibile in casa (e menomale...).

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Davide on Tue Jan 18, 2011 2:45 pm

    L'impatto di un'orchestra sinfonica d'una novantina d'elementi temo sia una questione di grande impatto... come lo può essere un pianoforte solista. La prima volta che assistetti a un concerto di pianoforte in teatro (NIENTE AMPLIFiCAZIONI), mi sorpresi che all'uscita le mie orecchie sibilassero e fischiassero copiosamente. Le cuffie sono chiamate ad avvicinarsi a questo risultato. Ottenere l'impatto di un concerto rock (naturalmente sono stato presente più volte ad eventi "Live"), non è poi così difficile... è più arduo far suonare a livelli realistici un pianoforte senza che sia una "stecca" ogni due note da parte delle cuffie o dell'amplificatore che rendere un'idea plausibile di un concerto dei pink floyd... (miei personali pareri naturalmente e vanno prese con le "pinze")

    Vorrei solo aggiungere che quando si tratta di musica classica, gli amplificatori sono BANDITI in tutti i casi...! (solo l'orchestra di Morricone, Allevi ed esempi simili o situazioni particolari di "spettacolo" ricorrono all'amplificazione, ma non si tratta di musica classica)


    P.s. Nessuno dice niente riguardo le mie prove? cheers

    Un salutone a tutti! ciao

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Tue Jan 18, 2011 3:35 pm

    Quindi dobbiamo concludere che SEMPRE, per qualsiasi genere, in qualsiasi posto c'è quell'impatto che descrivi? Se vuoi diciamo di si, ma la risposta è evidentemente NO! Senza nulla togliere all'impatto che a volte si verifica in audizioni live, come detto sopra, ci sono occasioni in cui questo non c'è.

    Uno strumento solista come la chitarra classica (strumento in cui sono diplomato...), sentita anche in una sala piccola, non produce impatto violento, così pure formazione da camera, musica antica o barocca: liuto, tiorba ecc, strumenti che a volte si fatica persino a sentire... La stessa lirica, le voci, i solisti... ma anche la stessa orchestra, penso ad esempio le opere all'arena di Verona... Impatto???

    Circa il piano non mi è ma capitato di essere travolto dall'impatto, a meno che non ci metta l'orecchio dentro o che la sala sia una stanza domestica, ma in sala da concerto, mai capitato un impatto travolgente, anzi...

    Ultimo concerto della Krall all'Arcimboldi di Milano, altro che impatto... sala enorme suono lontano e "piccolo"...
    Rigoletto alla Scala, impatto? Ma dove...
    Ligabue a Sansiro?, beh, si impatto bestiale...

    Solo alcuni degli ultimi live a cui ho partecipato... c'è evento ed evento, impatto ed impatto, la mia conclusione.

    Davide
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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Davide on Tue Jan 18, 2011 4:33 pm

    Naturalmente queste considerazioni sono giustissime e non le avevo inserite perché, altrimenti, ogni volta occorrerebbe riscrivere delle trattazioni chilometriche che, comunque, lascerebbero sempre spazi vuoti... cerchiamo di capirci...

    E' ovvio che una chitarra classica o un ensemble barocco con strumenti dell'epoca non abbia l'impatto di un ligabue, ma questo non significa che i transienti non siano più ardui da riprodurre di un live rock, richiedendo delle peculiarità tecniche all'impianto hi-fi che con il più "compresso" rock non vengono minimamente richieste.
    Lo scorso anno ho assistito all'esecuzione del Vespro monteverdiano nella basilica in cui era stato composto, con strumenti dell'epoca e un complesso diretto da Koopman. Sinceramente non ho mai sentito un impianto suonare così bene.... e, in senso lato, così "forte"...

    Quando attacco la mia fender a 4 casse hiwatt 4x12, vado a un concerto rock al palavobis, o faccio vibrare tutta casa mia, non mi sovviene mai la preoccupazione che un impianto hi fi sappia riprodurre tale impatto viscerale. Mi preoccupo invece quando sento una tale ricchezza armonica e varietà di transienti che un trasduttore meccanico come diffusori e cuffie possono arrivare a simulare dopo mille accorgimenti e, soprattutto, sostanziosi esborsi di denaro...

    Poi ognuno ha le orecchie che si ritrova... io purtroppo sento tutte le magagne...

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Tue Jan 18, 2011 4:56 pm

    Davide wrote:Naturalmente queste considerazioni sono giustissime e non le avevo inserite perché, altrimenti, ogni volta occorrerebbe riscrivere delle trattazioni chilometriche che, comunque, lascerebbero sempre spazi vuoti... cerchiamo di capirci...

    E' ovvio che una chitarra classica o un ensemble barocco con strumenti dell'epoca non abbia l'impatto di un ligabue, ma questo non significa che i transienti non siano più ardui da riprodurre di un live rock, richiedendo delle peculiarità tecniche all'impianto hi-fi che con il più "compresso" rock non vengono minimamente richieste.
    Lo scorso anno ho assistito all'esecuzione del Vespro monteverdiano nella basilica in cui era stato composto, con strumenti dell'epoca e un complesso diretto da Koopman. Sinceramente non ho mai sentito un impianto suonare così bene.... e, in senso lato, così "forte"...

    Quando attacco la mia fender a 4 casse hiwatt 4x12, vado a un concerto rock al palavobis, o faccio vibrare tutta casa mia, non mi sovviene mai la preoccupazione che un impianto hi fi sappia riprodurre tale impatto viscerale. Mi preoccupo invece quando sento una tale ricchezza armonica e varietà di transienti che un trasduttore meccanico come diffusori e cuffie possono arrivare a simulare dopo mille accorgimenti e, soprattutto, sostanziosi esborsi di denaro...

    Poi ognuno ha le orecchie che si ritrova... io purtroppo sento tutte le magagne...

    Scusa, ma rileggi ciò che ho scritto qualche post sopra... era quello che stavo dicendo, non è tanto l'impatto (di cui tu parlavi) così arduo da riprodurre (visto l'ambiente diverso e sicuramente più piccolo che abbiamo in casa), difficile è invece e riproporre i suoni per come le orecchie li colgono quando vengono raggiunte direttamente dagli strumenti (o voci).

    Ma per verificare questo non è necessario neanche andare al concerto, basta avere uno strumento in casa, suonare e cercare di risentirlo dall'impianto, cosa assai difficile...

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Pazzoperilpianoforte on Tue Jan 18, 2011 6:27 pm

    Quello di cui state parlando è la dinamica, ragazzi, semplicemente.

    Dinamica che normalmente nei dischi è compressa, per paura di mettere in crisi impianti a bassa potenza.

    ma appunto la dinamica non è necessariamente una pressione sonora folle. E' la velocità e la frequenza di cambiamento del livello sonoro nel tempo.

    Ricordo quando sul mio ampli di potenza - che a suo tempo aveva una coppia di vu-meter tipo McIntosh - collegavo un microfono voce e cantavo (e si, da giovani si fanno tutti queste cose da giovani Embarassed ), ebbene i vu-meter schizzavano in su e in giù impazziti come con nessuna registrazione succede (a parte registrazioni liriche ben fatte).

    Il concerto più "impressionante" in termini di dinamica cui ho assistito è stato quello dell'Europa Galante di Fabio Biondi. La "Stravaganza" di Vivaldi. La pressione sonora non era folle, ma il suono era di una velocità, di una limpidezza, di una freschezza e quindi anche di una "presa" sull'ascoltatore spettacolari. Mai sentita un'orchestra barocca incisa così!

    Per il pianoforte, invece, devo dire che ci sono delle registrazioni ben fatte che danno una buona idea dello strumento. Certo, non tutte le registrazioni in commercio sono ben fatte


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  fil on Tue Jan 18, 2011 7:18 pm

    realmassy wrote:

    solo a me interessa il piacere dell'ascolto fine a se stesso, e non una continua corsa alla "verosomiglianza" dell'evento reale o riprodotto che sia?


    No, anche per me è così!
    Anche perchè spesso dell'evento reale conserviamo un certo ricordo che è fatto anche di fattori e componenti emozionali afferenti l'evento nel suo complesso. L'ascolto del nostro impianto è un evento a se...benchè finalizzato (anche) alla fruizione della musica. E la musica arriva comunque a sollecitare la nostra sensibilità. Avere anche un impianto che è hi-fi nel senso però di fedele a noi (non alla rappresentazione audio della musica...) è un elemento per noi appassionati (non solo di musica in se stessa quindi...) che rafforza il desiderio di rapportarci all'attività di ascolto che si fà con le orecchie, col cervello e col cuore.
    La nostra passione è duplice: la musica e l'impianto (e i due aspetti si rafforzano a vicenda!).
    Non ci vuole poi così tanto coraggio per ammetterlo, soprattutto quando è del tutto evidente dai discorsi che facciamo e ci facciamo tra di noi...

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  biscottino on Tue Jan 18, 2011 7:48 pm

    Nik wrote:
    Circa il piano non mi è ma capitato di essere travolto dall'impatto, a meno che non ci metta l'orecchio dentro o che la sala sia una stanza domestica, ma in sala da concerto, mai capitato un impatto travolgente, anzi...
    L'ultimo di JArrett e HAden è registrato nel suo studio personale a casa sua, ebbene, nel mio impianto hifi per diffusori c'è una ricostruzione abbastanza credibile.
    DIpende un po' dalle registrazioni,ma con quelle ben realizzate, il piano è uno strumento che si presta bene ad essere riprodotto dagli impianti domestici.

    Nik wrote:
    Rigoletto alla Scala, impatto? Ma dove...
    Non so dove eri seduto caro Nik, ma se il tuo posto era quello del direttore d'orchestra o nelle prossimità, le tue opinioni potrebbero forse essere differenti.

    SAl.


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Tue Jan 18, 2011 7:54 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Quello di cui state parlando è la dinamica, ragazzi, semplicemente.
    E quindi?

    Nik
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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Tue Jan 18, 2011 8:03 pm

    biscottino wrote:
    Nik wrote:
    Circa il piano non mi è ma capitato di essere travolto dall'impatto, a meno che non ci metta l'orecchio dentro o che la sala sia una stanza domestica, ma in sala da concerto, mai capitato un impatto travolgente, anzi...
    L'ultimo di JArrett e HAden è registrato nel suo studio personale a casa sua, ebbene, nel mio impianto hifi per diffusori c'è una ricostruzione abbastanza credibile.
    DIpende un po' dalle registrazioni,ma con quelle ben realizzate, il piano è uno strumento che si presta bene ad essere riprodotto dagli impianti domestici.

    Nik wrote:
    Rigoletto alla Scala, impatto? Ma dove...
    Non so dove eri seduto caro Nik, ma se il tuo posto era quello del direttore d'orchestra o nelle prossimità, le tue opinioni potrebbero forse essere differenti.

    SAl.


    Prossimità del direttore? Nella buca? E chi si siede lì? Non mi pare sia un discorso sensato... Ero seduto in un posto ottimo, stessa cosa al Regio di Torino (sempre Rigoletto).
    Non capisco più però di cosa stiamo discutendo... certo non più delle cuffie di cui parla questo 3D...

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Davide on Wed Jan 19, 2011 2:36 am

    fil wrote:
    realmassy wrote:

    solo a me interessa il piacere dell'ascolto fine a se stesso, e non una continua corsa alla "verosomiglianza" dell'evento reale o riprodotto che sia?


    No, anche per me è così!
    Anche perchè spesso dell'evento reale conserviamo un certo ricordo che è fatto anche di fattori e componenti emozionali afferenti l'evento nel suo complesso. L'ascolto del nostro impianto è un evento a se...benchè finalizzato (anche) alla fruizione della musica. E la musica arriva comunque a sollecitare la nostra sensibilità. Avere anche un impianto che è hi-fi nel senso però di fedele a noi (non alla rappresentazione audio della musica...) è un elemento per noi appassionati (non solo di musica in se stessa quindi...) che rafforza il desiderio di rapportarci all'attività di ascolto che si fà con le orecchie, col cervello e col cuore.
    La nostra passione è duplice: la musica e l'impianto (e i due aspetti si rafforzano a vicenda!).
    Non ci vuole poi così tanto coraggio per ammetterlo, soprattutto quando è del tutto evidente dai discorsi che facciamo e ci facciamo tra di noi...

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  biscottino on Wed Jan 19, 2011 8:42 am

    Nik wrote:
    Prossimità del direttore? Nella buca? E chi si siede lì? Non mi pare sia un discorso sensato... Ero seduto in un posto ottimo, stessa cosa al Regio di Torino (sempre Rigoletto).


    Le valutazioni di un ascolto possono cambiare a seconda del posto in cui siamo seduti, per cui le variabili sono molte. Ho ascoltato un concerto di PErgolesi dal vivo, con alcuni strumenti d'epoca, e devo dire che gli ascolti hifi, sono abbastanza differenti. Se a casa sento cose che non ho sentito dal vivo, una delle due è falsata! I tecnici del suono sono abili manipolatori!

    Nik wrote:
    Non capisco più però di cosa stiamo discutendo... certo non più delle cuffie di cui parla questo 3D...
    Di cosa stiamo discutendo?

    Del nulla!!

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  realmassy on Wed Jan 19, 2011 10:05 am

    fil wrote:
    ...
    Avere anche un impianto che è hi-fi nel senso però di fedele a noi (non alla rappresentazione audio della musica...) è un elemento per noi appassionati (non solo di musica in se stessa quindi...) che rafforza il desiderio di rapportarci all'attività di ascolto che si fà con le orecchie, col cervello e col cuore.
    Fedele a noi...Bravo Fil, hai colto il senso delle mie parole...e non era semplice visto che il post era scrito malino :-)
    Tra la'altro e' importante notare che cosi' come le nostre sensazioni di ascolto in cuffia/diffusori variano da persona a persona (ognuno ha le sue orecchie e percepisce la musica a modo suo), cosi' varia la nostra percezione della musica dal vivo, e come hanno gia scritto altri, tale percezione e' "falsata" dall'emozione dell'evento.


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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Jan 19, 2011 12:34 pm

    Nik wrote:
    Pazzoperilpianoforte wrote:Quello di cui state parlando è la dinamica, ragazzi, semplicemente.
    E quindi?

    E quindi spesso non manca negli impianti, ma nei dischi.... edi in tal caso non c'è diffusore o cuffia che tenga....


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    ... e tantissima musica!

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    Re: Soundstage apparenti e reali: Chroma, PS1000, HP2is

    Post  Nik on Wed Jan 19, 2011 12:43 pm

    Be, certo, come tutte le cose anche di CD ce ne sono buoni, ottimi, scadenti e inascoltabili, come gli impianti, i musicisti, i teatri ecc. ecc...

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