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Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Page 38
Il Gazebo Audiofilo

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    Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 06, 2011 9:54 am

    Anch'io ho l'impianto a valvoe, ma non mi direi antico, semmai oculato sunny ....
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  pluto on Fri May 06, 2011 10:32 am

    Si è antichi solo se si ha l'impianto a vapore - le valvole sono ok
    Non siate pigri

    Un piccolo DAC come un Cambridge costa 400/500 euro, il doppio x un M2Tech o un North Star (senza contare che molti possono usare quello del lettore) - forza ragazzi, c'è da divertirsi dopo le difficoltà iniziali

    Vito come hai collegato il lettore DVD all'Accu ? (mi sembra di aver capito che hai fatto questo - correggimi se sbaglio). Siccome ho preso anch'io un modesto Blue Ray Sony da ca 200 euro x iniziare, vorrei collegarlo anch'io
    Consigli?
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  ema49 on Fri May 06, 2011 11:58 am

    Pazzoperilpianoforte wrote:


    Ti rendi conto poi che in un movimento come quello iniziale della sonata Hob. XVI/48 (struttura A B A' B" A"), ripetitiva, senza sviluppo ( a meno che anche qui non si ritenga sviluppo la variazione), l'importanza dell'interprete nel differenziare le ripetizioni è fondamentale per evitare il deja-vu e la noia.

    ascoltata ieri sera dal vivo.. Laughing Laughing
    Lo Schema è in effetti un semplice A B A1 B2 A2, difficoltà tecnica medio bassa, gestione interpretativa elevata sulle variazioni.
    La mia metà affermava inoltre che sono parecchie le sonate per le quali, in tutti i movimenti, non c'è traccia di forma sonata..
    L'Haydn tastieristico è, a mio parere, un po' diverso dall'Haydn quartettistico..


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 06, 2011 12:15 pm

    Soprattutto nel primo periodo è così... sono contento che la mia impressione sia suffragata dalla tua signora, anche se credo che per il primo movimento, dalla sonata 20 in poi e con l'abbandono dei modelli barocchi la prevalenza della forma sonata sia riscontrabile.

    Non a caso, Haydn è un modello in sinfonie e quartetti per il classicismo, ma quando arriva Mozart (e Clementi) la musica per tastiera è ancora territorio quasi "vergine" come focalizzazione di modelli legati alla "forma sonata".....

    Sarebbe bello fare un'analisi sitematica per stabilire delle percentuali.... comunque molta libertà rispetto al modello quartettistico e sinfonico...


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 06, 2011 2:15 pm

    pluto wrote:...
    Vito come hai collegato il lettore DVD all'Accu ? (mi sembra di aver capito che hai fatto questo - correggimi se sbaglio). Siccome ho preso anch'io un modesto Blue Ray Sony da ca 200 euro x iniziare, vorrei collegarlo anch'io
    Consigli?

    Beh, l'Accu ha un ingresso digitale elettrico coassiale, ed uno ottico.

    Sul coassiale ho portato l'uscita digitale del Blu-Ray.

    Altrimenti, avendo tu un DAC esterno per la liquida, colleghi agli ingressi digitali di questo oltre al PC anche il DVD ed il gioco è fatto....


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 06, 2011 3:38 pm

    Fausto wrote:Vito,
    per seguirti serve il "turbo"....
    Interessante ma non facile.... sunny
    Penso ai meno esperti come me con tanta voglia di apprendere....
    Non voglio frenarti ma, sinceramente, le tue considerazioni sono troppo interessanti per i neofiti ed un attimo di riflessione può aiutare a comprendere.... sunny sunny
    ...

    Cerco solo di rispondere a tutti quelli che mi chiedono....

    Comunque ricordate che i miei suggerimenti non sono compiti a casa: sono stimoli, e come tali possono essere presi al volo, ripresi dopo un pò o non ascoltati affatto.... Comunque su 5 arie postate in due versioni, se anche ne scegòliete due (per un totale di quattro esecuzioni) potete già farvi una buona idea....

    Ciao


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Fausto on Sat May 07, 2011 5:59 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Fausto wrote:Vito,
    per seguirti serve il "turbo"....
    Interessante ma non facile.... sunny
    Penso ai meno esperti come me con tanta voglia di apprendere....
    Non voglio frenarti ma, sinceramente, le tue considerazioni sono troppo interessanti per i neofiti ed un attimo di riflessione può aiutare a comprendere.... sunny sunny
    ...

    Cerco solo di rispondere a tutti quelli che mi chiedono....

    Comunque ricordate che i miei suggerimenti non sono compiti a casa: sono stimoli, e come tali possono essere presi al volo, ripresi dopo un pò o non ascoltati affatto.... Comunque su 5 arie postate in due versioni, se anche ne scegòliete due (per un totale di quattro esecuzioni) potete già farvi una buona idea....

    Ciao

    Non voleva essere una "critica" ma solo un elogio alla tua grande competenza.... sunny
    Mi scuso sinceramente con te ma credimi è stato un fraintendimento....
    D'accordo che i suggerimenti non sono compiti a casa ma, dopo un pò di tempo, non è facile andarli a riprendere.
    Come avrai letto nei miei post spesso cerco di ricordare, ai Forumisti più navigati, l'importanza di aiutare i più giovani ed i meno esperti ad avvicinarsi a questo mondo con più facilità.
    Comprendo l'incalzare delle domande ed ammiro la tua riconosciuta e generosa disponibilità a rispondere.
    Generosità avuta anche nei miei confronti....
    Avendo il desiderio di apprendere si ha però la necessità di capire....
    Forse la vera difficoltà è proprio in questo passaggio....
    Sicuro che comprenderai il significato del mio precedente post ti saluto cordialmente.
    sunny

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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  archigius on Mon May 09, 2011 3:52 pm

    Ragazzi, riguardo alle sonate di Haydn, conoscete questa versione?



    Ho ascoltato qualcosa a confronto di questa versione e di quella di McCabe, inoltre anche quella di Brendel, senza dubbio come diceva PPP la migliore. Ma volendo prendere un'integrale, nella mia ignoranza tecnica, mi è sembrata più vicina a bBrendel questa che quella di McCabe, che ha un modo di suonare forse un po' monocorde.

    Le impressioni si basano sull'ascolto della sonata n.33, Hob XVI.20 e sono sicuramente sommarie, ma dovendo scegliere fra le due, questa di Naxos mi è sembrata migliore a un primo ascolto.

    Fra l'altro anche la qualità audio mi è sembrata migliore nella raccolota di Naxos.


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon May 09, 2011 11:04 pm

    Non vedo l'immagine del disco sul quale vuoi ti esprima un parere.

    Pensando all'integrale Naxos disponibile direi che si tratta di Jando... ho sentito poche cose di lui in rete, non lo conosco bene come interprete ma complessivamente mi sembra discreto, anche se non forse da strapparsi i capelli.... d'altra parte se non vuoi rivolgerti al fortepiano penso che non ci sia altro su cui cascare, come integrali....


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  archigius on Mon May 09, 2011 11:11 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Non vedo l'immagine del disco sul quale vuoi ti esprima un parere.

    Pensando all'integrale Naxos disponibile direi che si tratta di Jando... ho sentito poche cose di lui in rete, non lo conosco bene come interprete ma complessivamente mi sembra discreto, anche se non forse da strapparsi i capelli.... d'altra parte se non vuoi rivolgerti al fortepiano penso che non ci sia altro su cui cascare, come integrali....

    Strano, io l'immagine la vedo, comunque si è quella. Concordando con la straordinarietà del lavoro di Brendel, come integrale al pianoforte mi è sembrata migliore di quella di McCabe. Per la precisione, maggiore variazione nei temi ripetuti, maggiore qualità della registrazione e in genere un modo di suonare più dinamico e fantasioso, rispetto a quello molto lineare e un po' compassato di McCabe.

    Per il fortepiano...ha un suono molto particolare e per ora preferisco il pianoforte classico.


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Tue May 10, 2011 11:09 am

    In realtà la registrazione di McCabe non è affatto male, ma molto "vinilica" come tipo di suono, anche in CD.

    McCabe nei movimenti brillanti è forse più compassato (nel senso di meno virtuosistico) di Jando ma in molti tempi lenti è splendido. Comunque sia McCabe che Jando risentono dell'impostazione tradizionale di non variare i ritornelli, cosa che alle lunghe, su 60 sonate con le caratteristiche tipiche di quelle di Haydn, può risultare tedioso.

    L'unico pianista che si è sottratto a questa "monotonia" comportamentale, come hai potuto notare anche tu, nell'ultimo secolo è stato Brendel, con i risultati che hai ben sentito tu.

    Capisco il discorso che fai sul fortepiano... ma le migliori interpretazioni dell'Haydn tastieristico sono con strumenti "antichi". Ma anche l'approccio agli strumenti antichi va "maturato" con gli ascolti, perché anche in questo caso occorre essere "pronti".... quindi capisco le tue perplessità...

    Ciao


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  archigius on Tue May 10, 2011 11:42 am

    Pazzoperilpianoforte wrote:In realtà la registrazione di McCabe non è affatto male, ma molto "vinilica" come tipo di suono, anche in CD.

    McCabe nei movimenti brillanti è forse più compassato (nel senso di meno virtuosistico) di Jando ma in molti tempi lenti è splendido. Comunque sia McCabe che Jando risentono dell'impostazione tradizionale di non variare i ritornelli, cosa che alle lunghe, su 60 sonate con le caratteristiche tipiche di quelle di Haydn, può risultare tedioso.

    Esattamente, nei passaggi brillanti Jando ci mette più energia, dinamica, almeno questa è stata l'impressione dopo l'ascolto della sonata di cui parlavo sopra.
    Per fortuna non voglio ascoltarmele tutte e 62 di fila...

    In genere ascolto uno o due dischi per volta.

    La mia è più una sete di conoscenza, mi chiedo sempre se fra le altre sonate non registrate da Brendel ci sia qualche altra gemma 'nascosta'.


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Tue May 10, 2011 3:14 pm

    Di belle composizioni ce ne sono altre.... ma per esempio mi domando se alcune delle prime 20, composte per clavicembalo, possano essere realmente illuminate da un'interpretazione pianistica.... per riuscirci ci vuole veramente un grande interprete che sia anche un ottimo "trascrittore".... poi mi saprai dire se hai trovato composizioni che ti sono piaciute, oltre alle solite note, in quell'integrale...


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Fausto on Tue May 10, 2011 10:45 pm

    Caro Vito,
    ancora qualche ascolto dei titoli da te suggeriti di Beethoven e poi posto le mie impressioni che, già ora, coincidono con le tue.
    Domani vado a Varese per lavoro e, già che ho letto volentieri, vedo di trovare altri titoli.
    A presto.
    Ciao.
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed May 11, 2011 10:49 am

    L'importante è che tu abbia ascoltato cose che ti sono piaciute!


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Fausto on Wed May 11, 2011 8:29 pm

    Eccomi Vito,
    posto qualche mia impressione in relazione ai titoli di Beethoven che mi hai suggerito.
    Ho ascoltato, in ordine, prima il CD "SYMPH. NOS. 5 & 7
    - WIENER - KLEIBER - DG" e poi il doppio "STRING QUARTETS OP. 18 NOS. 1/6 - TOKIO STRING QUARTET - HM".

    - Il primo che ho ascoltato non sarei mai stato in grado di acquistarlo se non mi fosse stato suggerito ma, non appena affinato l'ascolto, ho subito riconosciuto le sinfonie.
    Come infatti ricordi, il genere sinfonico è concertistico e pubblico e, per questo motivo, riconoscibile.
    L'ascolto è stato travolgente, appassionante e non ha mai annoiato.
    Tante volte, a digiuno di classica, si rischiano acquisti che stancano se non conosciuti.
    Un CD che mi sento di consigliare, per averlo ascoltato da "neofita", a chi si avvicina solo ora al genere.
    In merito all'interpretazione ed all'incisione direi che queste edizioni sono il top.
    Non a caso l'hai suggerita....

    - Passiamo al secondo CD, un doppio che ha richiesto un ascolto diverso e più concentrato.
    Un ascolto anche con le cuffie....
    Un ascolto sul quale ho dovuto insistere ma che, alla fine, ha dato grande soddisfazione....
    Per questo secondo CD sono detreminanti l'attenzione, il momento, la concentrazione e l'abbandono....
    Un CD, ed un genere, che regala emozioni oltre ogni limite solo se, alla musica, è richiesto il coinvolgimento totale di anima e mente....
    Sempre consigliato, per intrepretazione ed incisione, a neofiti ma....se veramente indirizzati alla classica.

    Questa mattina ho acquistato due titoli di HAYDN.

    - 11 Piano Sonatas - Klaviersonaten - Alfred Brendel - Decca - 4 CD - Decca.
    - Sonatas 40, 41, 44, 48, 52 - Richter - Decca.

    Se interessati posterò le mie imnpressioni d'ascolto.
    Impressioni di "neofita"....
    Impressioni di passione che tu, come altri, mi hai trasmesso....

    Ringrazio per l'attenzione.

    Buona serata Vito.
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    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed May 11, 2011 9:17 pm

    Ogni tua impresisone è benvenuta! cheers

    Sono contento che i dischi che ti ho consigliato ti siano piaciuti!

    Invito tutti coloro del forum che vogliano raccontarci le loro impressioni su dischi che gli sono piaciuti a farlo senza esitazioni!

    Ciao e buoni ascolti!!!! sunny


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    Post  pluto on Wed May 11, 2011 9:47 pm

    io faccio il diavoletto tentatore: ho appena ascoltato con il set up della liquida un file a 192 dimostrativo della 2L (cioè il miglior produttore di liquida dal punto di vista qualitativo). Il file era l'ultimo tempo di un quartetto di Haydn (non proprio comune come esempio di alta risoluzione)

    In una parola: strabiliante. Anche x me che qualche impianto l'ho ascoltato qua e la. Troverò gli interpreti e vi farò sapere, ma molto molto impressionante.
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    Post  Fausto on Wed May 11, 2011 10:10 pm

    Scusa Vito dimenticavo,
    ottime le tue segnalazioni con la votazione.
    Un neofita ha, in questo modo, un'indicazione immediata.
    Non vorrei chiedere troppo ma, sarebbe il massimo, trovare il modo di assegnare un simbolo al titolo particolarmente indicato a chi vuole avvicinarsi alla classica ma è spaesato.
    E' solo un'idea.
    sunny

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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  carlo on Fri May 13, 2011 1:37 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:


    Anche solo guardando le copertine, avete ora un florilegio del massimo che l'interpretazione Haydniana abbia saputo dare delle sue opere per tastiera, negli ultimi 60 anni.... non è poco....


    Sì, e concordo quasi su tutto... tuttavia mancano i due dischi di Glenn Gould, che li manda tutti a casa senza appello... non ti pare?
    A presto
    Ciao
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 13, 2011 3:41 pm

    Beh, Carlo.... Glenn Gould è sicuramente uno degli interpreti più noti del novecento al pianoforte, per alcuni addirittura il migliore ma anche uno dei più discutibili per altri, a seconda di quali sono gli orizzonti di gusto.
    Ed anche a seconda di quello che secondo te deve essere il compito dell'interprete.

    SE per te il testo è un semplice strumento che l'interprete usa per inventarsi una esecuzione sulla base di quello che lui più riesce a trasmettere di sé stesso, allora la personalità è sovrana e Glenn Gould può essere considerato un genio.

    SE al contrario per te la ragione dell'esecuzione è dentro il testo, e compito dell'interprete è decriptarla senza oscurarla con la sua personalità, pur essendo personale, Glenn Gould è detestabile.

    A mio parere il compito dell'interprete è illuminare ciò che è già contenuto nel testo. Non inventare tramite un uso strumentale del testo un'esecuzione che abbia l'unico fine di affermare la propria personalità d'interprete.

    L'interprete non deve "inventare" il testo. Se è un grande interprete può riuscire, con la sua personalità (laddove previsto anche con le sue capacità improvvisatorie) ad arricchirlo (semmai) e a meglio veicolarlo all'ascoltatore.

    Pur riconoscendogli dei meriti - soprattutto in termini di divulgazione - in certo Bach, per me nel classicisimo viennese (Haydn, Mozart, Beethoven) Glenn Gould è sovente gratuito, sconclusionato, insensibile, fuori stile, e quindi detestabile. Aldilà del fatto che qui e lì abbia buone trovate... ma - appunto - la buona trovata non è interpretazione, secondo me.

    E' ovvio quindi - sulla base del mio gusto e di quanto sopra detto - che secondo me Gould non solo in Haydn non supera nessuno degli interpreti che ho segnalato, ma anzi ne resta sensibilmente sotto (almeno rispetto a quelli che secondo me sono i migliori) per sensibilità, gusto, espressione, capacità di rendere giustizia al testo, e si segnala solo per eccentricità rispetto agli altri. Ma a mio parere l'eccentricità non giustifica mai sé stessa. Anche se il pianismo di Gould è sempre tecnicamente ineccepibile e virtuosisticamente pregevole. Ma tecnica e virtuosismo sono i presupposti dell'interpretazione, per il mio gusto, non il fine dell'interpretazione stessa.

    Spesso in questi autori, ho l'impressione che Gould abbia provato al pianoforte cinque, sei, dieci interpretazioni arbitrarie (senza nessuna attenzione alle indicazioni del testo), ed abbia poi pubblicato semplicemente quella che riteneva più controcorrente e spettacolare. santa

    Questo per quanto riguarda me. Certo che i miei gusti non devono essere norma o verità per nessuno, quindi ti invito a segnalare, qualora tu lo desiderassi, i dischi haydniani di Gould, affinché chiunque voglia conoscere questo pianista possa ben sapere dove indirizzarsi.

    Ciao


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Fausto on Fri May 13, 2011 7:35 pm


    quindi ti invito a segnalare, qualora tu lo desiderassi, i dischi haydniani di Gould, affinché chiunque voglia conoscere questo pianista possa ben sapere dove indirizzarsi.


    Io, come sempre, attendo anche questa segnalazione.
    Domani Vito, ascolterò i CD di Haydn da te segnalati e comincerò con il quadruplo.
    Poi ci aggiorniamo.
    Grazie e buona serata.
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Pazzoperilpianoforte on Fri May 13, 2011 7:37 pm

    Buona serata a tutti!


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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  carlo on Fri May 13, 2011 9:44 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Beh, Carlo.... Glenn Gould è sicuramente uno degli interpreti più noti del novecento al pianoforte, per alcuni addirittura il migliore ma anche uno dei più discutibili per altri, a seconda di quali sono gli orizzonti di gusto.
    Ed anche a seconda di quello che secondo te deve essere il compito dell'interprete.

    SE per te il testo è un semplice strumento che l'interprete usa per inventarsi una esecuzione sulla base di quello che lui più riesce a trasmettere di sé stesso, allora la personalità è sovrana e Glenn Gould può essere considerato un genio.

    SE al contrario per te la ragione dell'esecuzione è dentro il testo, e compito dell'interprete è decriptarla senza oscurarla con la sua personalità, pur essendo personale, Glenn Gould è detestabile.

    A mio parere il compito dell'interprete è illuminare ciò che è già contenuto nel testo. Non inventare tramite un uso strumentale del testo un'esecuzione che abbia l'unico fine di affermare la propria personalità d'interprete.

    L'interprete non deve "inventare" il testo. Se è un grande interprete può riuscire, con la sua personalità (laddove previsto anche con le sue capacità improvvisatorie) ad arricchirlo (semmai) e a meglio veicolarlo all'ascoltatore.

    Pur riconoscendogli dei meriti - soprattutto in termini di divulgazione - in certo Bach, per me nel classicisimo viennese (Haydn, Mozart, Beethoven) Glenn Gould è sovente gratuito, sconclusionato, insensibile, fuori stile, e quindi detestabile. Aldilà del fatto che qui e lì abbia buone trovate... ma - appunto - la buona trovata non è interpretazione, secondo me.

    E' ovvio quindi - sulla base del mio gusto e di quanto sopra detto - che secondo me Gould non solo in Haydn non supera nessuno degli interpreti che ho segnalato, ma anzi ne resta sensibilmente sotto (almeno rispetto a quelli che secondo me sono i migliori) per sensibilità, gusto, espressione, capacità di rendere giustizia al testo, e si segnala solo per eccentricità rispetto agli altri. Ma a mio parere l'eccentricità non giustifica mai sé stessa. Anche se il pianismo di Gould è sempre tecnicamente ineccepibile e virtuosisticamente pregevole. Ma tecnica e virtuosismo sono i presupposti dell'interpretazione, per il mio gusto, non il fine dell'interpretazione stessa.

    Spesso in questi autori, ho l'impressione che Gould abbia provato al pianoforte cinque, sei, dieci interpretazioni arbitrarie (senza nessuna attenzione alle indicazioni del testo), ed abbia poi pubblicato semplicemente quella che riteneva più controcorrente e spettacolare. santa

    Questo per quanto riguarda me. Certo che i miei gusti non devono essere norma o verità per nessuno, quindi ti invito a segnalare, qualora tu lo desiderassi, i dischi haydniani di Gould, affinché chiunque voglia conoscere questo pianista possa ben sapere dove indirizzarsi.

    Ciao

    Ciao Vito. Mi piacciono i tuoi interventi e ti considero interlocutore attrezzato, per cui non prender le mie seguenti affermazioni come provocatorie o polemiche.
    Glenn Gould è uno dei cervelli musicali più fertili e profondi che il '900 abbia mai prodotto, il che è un luogo comune trito e ritrito, ma obiettare su questo sarebbe puerile. Di conseguenza ridurre la sua figura a quella di un provocatore, un eccentrico edonista vanaglorioso, perdona la franchezza, è una posizione critica un po' banale, infantile e non difendibile di fronte ad alcun tribunale... e te lo dice uno (io) che ha venerazione assoluta anche per pianisti diametrali a Gould, come Artur Schnabel e Claudio Arrau (per fare due nomi betoveniani robusti) o Walter Gieseking (pensa un po': preferiso il Bach di Gieseking, tutto, quello speculativo e quello galante, a quello di Gould...).

    Ed anzi, ti direi quasi che sono quasi adorniano nel mio essere a-sentimentale nei confronti dell'esecuzione e dell'interpretazione musicale, nel senso che non basta che ci sia l'emozione, l'inventiva per l'inventiva o la trovata clownesca per concedere le stellette di grande interprete, e sono intransigente nel dire che ci vuole il "pensiero forte" ed una "struttura" alla base di qualsiasi intenzione interpretativa e comunicativa, e che questa struttura di pensiero non può prescindere dall'analisi e dalla conseguente e comprensione e consapevole restituzione di un urtext.
    Tuttavia son disposto a concedere che di tanto in tanto nasca qualche talento sconfinato (Pogorelich oggi, Gould ieri, Busoni l'altroieri, ma sull'altroieri diventa tutto molto più complicato e il discorso finirebbe per diventare po' troppo da specialisti) che scombussola tutte le carte e al quale si devono concedere i benefici del genio. Il quale genio non può essere nè analizzato nè ridotto a paradigmi preesistenti perché egli rompe le tradizioni e gli schemi ai quali gli altri obbediscono, magari con risultati altrettanto pregevoli dal punto di vista poetico (dal greco poieo), il quale genio deve esser concepito solo in virtù della nostra capacità di accettarne la grandezza.

    In certe cose questo genio può esser accettato immediatamente e divenire frutto di ispirazione ed imitazione per le generazioni che vengono poi: hai presente come si suonava Bach prima di lui... (Fischer, Yudina, Feinberg mica dei pirla) e come lo avrebbero suonato tutti (tutti) gli altri dopo di lui?
    In altri casi può invece urtare (Gould Beethoven Appassionata) e lasciare interdetti i più... ma appunto, ascolta la sua Appassionata... ne conosci un'altra più potente e più impressionante? O meglio, conosci un altro pianista che, senza scadere nel ridicolo, sia (o sarebbe) stato in grado di sconvolgere fino a quel punto il testo (il metronomo, in realtà) e tenerti incollato alla poltrona in quello stato di eccitazione e tensione... se ti alzi da quella poltrona non è Gould che metti in discussione, metti in discussione Beethoven. L'Appassionata di Richter, quella di Backhaus, di Serkin rimangono là sul piedistallo, ma accanto a quella di Gould... e proprio perché si tratta di musica di immensi contenuti e sublime forma, accetta e funziona sia con l'approccio ultraortodosso (Arrau) sia con quello completamente di rottura (Gould). Negare questo vorrebbe dire negare la grandezza del Compositore.

    Anche io sono disposto a concedere più credito all'esecutore che mi stupisce con una scala di do maggiore piuttosto che a quello che sa fare il magheggio esoterico, ma nel caso di Gould (e Pogorelich, e Rachmaninoff e quei pochi altri) non si tratta di "magheggio esoterico", quanto di prepotente e insopprimibile spinta all'emersione di una personalità completamente differente, nuova e non editabile.

    Per tornare ai due CD haidniani di GG, si tratta di una delle sue ultime registrazioni (1980-81) e per la verità non strapazza il testo come fece con Mozart (occhio: certe cose del Mozart gouldiano sono da altare dei miracoli), ed il risultato è lì da ascoltare. Sì, rimangono i caratteri di fondo del suo pianismo, il suono brillante e "divisionista", certe libertà agogiche inconsuete, ma il risultato complessivo in termini di musicalità e di ricostruzione dell'universo emotivo e comunicativo di Haydn è di livello vertigionso. C'è l'umorismo, il gusto per la sorpresa e lo sbilanciamento come cifra di fondo (cosa che p.es. manca completamente in Richter, il quale nell'ultimo Haydn vede già un Beethoven compiuto e anche un po' arcigno) c'è anche l'attenzione per il particolare tecnico di scrittura pianistica, il "rendering" virtuosistico strumentale che va a caricare di valenza visionaria il messaggio del vecchio FJH (e questo tipo di risoluzione interpretativa manca invece in uno come Brendel, che Viennese e non virtuoso, manca completamente questo tipo di bersaglio), c'è la ricerca, imitativa e rappresentativa, non certo filologica di uno stile settecentesco, sulla falsariga di quello che bene o male tutti gli riconoscono in Bach (e lo stile "bachiano" di Gould è molto poco filologico... hai mai sentito che cosa dice Scott Ross di Glenn Gould?). Insomma c'è una quadratura del cerchio che per certi versi è ideale e definitiva.

    E allora, per una volta, ascolta GG con orecchie nuove, credimi, ti si aprirà un mondo che fino ad oggi non hai voluto ascoltare.

    Alla prossima
    Ciao
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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  Fausto on Fri May 13, 2011 10:41 pm

    Buona Sera Carlo,
    io non sono in grado di entrare nel merito dell'articolato ed interessante argomento trattato.
    Ti chiedo solo la cortesia, se vuoi, di postare il titolo di qualche CD che ritieni di riferimento in relazione al tuo pensiero.
    Avrai capito che sono interessato a "comprendere".
    Ciao.
    sunny

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    Re: Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.)

    Post  carlo on Fri May 13, 2011 11:23 pm

    Fausto wrote:Buona Sera Carlo,
    io non sono in grado di entrare nel merito dell'articolato ed interessante argomento trattato.
    Ti chiedo solo la cortesia, se vuoi, di postare il titolo di qualche CD che ritieni di riferimento in relazione al tuo pensiero.
    Avrai capito che sono interessato a "comprendere".
    Ciao.
    sunny

    Fausto, inizio a linkarti qualcosa, più avanti passo a segnalarti qualcosa di più concreto.
    Io, per qualche decennio, sono vissuto considerando gli Etudes di Chopin nella esecuzione di Pollini il Sacro Graal dei miei luoghi della mente.
    https://www.youtube.com/watch?v=5M2PO4f5Y7k
    Esecuzione impeccabile, di una qualità tecnica non discutibile, frutto di una perfetta comprensione del testo, della sua poetica del suo essere "studio" e quindi oggetto di ricerca speculativa sul suono, sulle risonanze, sui battimenti ecc. ecc., e di una conseguente resa poetica ideale.
    Ascoltalo e riascoltalo.

    Poi ascolta questo
    https://www.youtube.com/watch?v=lOe_VjT-QrU
    Potrebbe esserci qualcosa di più diverso? qui il pianista il testo lo "ri-crea" secondo percorsi che stanno solo nella sua testa, evidenzia suoni e fraseggi che Chopin non ha scritto (non ha esplicitamente), ruba tempo qua e là, suona con differenze di tactus (densità di suoni al secondo) anche del 300% (cfr. inizio e min 2:00-2:10). La perfetta regolarità di Pollini, ancorché umanissima e non meccanica, è spazzata via.
    Cionondimeno te la sentiresti di dire che uno è nettamente migliore dell'altro?

    Stesso discorso qui, e su difficoltà esecutive ancor più spinte. Pollini apollineo, elegante e preciso come una fuoriserie, abbagliante e rotondo come una statua di Canova. Fedele al testo e devoto alle intenzioni tecniche ed espressive dell'Autore.
    https://www.youtube.com/watch?v=A3j57AdHSvg&playnext=1&list=PL1B5C57AB3FA69FF0
    Un'esecuzione che entra nei libri di storia anche questa. E a pieno titolo.

    E ora ascolta questo qua
    https://www.youtube.com/watch?v=rmayKaD52LU
    Da dove vengono quei sospiri di sirena? da dove viene quel canto ectoplasmatico in mezzo alle parti? Chopin lo ha scritto. Certamente. Era consapevole che poteva essere evidenziato con questo stile? Margulis qui non suona nessuna nota che non sia scritta, non sposta nessuna nota dal posto nella quale l'ha scritta l'Autore. Semplicemente fraseggia con un peso diverso alcuni passaggi e finisce addirittura per semplificare (di un briciolino, ovvio) anche l'esecuzione, dal momento che sbilancia leggermente la posizione della mano e di conseguenza lascia più libero il gioco-scioglilingua del medio-anulare-mignolo della mano destra.
    Quale dei due preferisci?

    Pollini interprete chopiniano è sempre un meraviglioso esempio di equilibrio fra rigoroso rispetto e profonda comprensione di un testo e resa poetico-emotiva di quel testo.
    Qui in uno Scherzo (ascolta sempre tutto):
    https://www.youtube.com/watch?v=-iM4s84TiyU&playnext=1&list=PL1B5C57AB3FA69FF0

    Ascolta ora qua (sempre da cima a fondo):
    https://www.youtube.com/watch?v=vS4msgFN1JM&playnext=1&list=PL70A21AB4C6FE7E6C
    le note sono le stesse fatte da Pollini e scritte da Chopin. Gli accenti, il metronomo, il fraseggio, i rapporti fra i piani sonori decisamente no. Nè, ad onor del vero, si tratta di intuizioni esecutive basate su indicazioni esplicitamente lasciate dall'autore. E' l'esecutore che si ritaglia uno spazio di arbitrarietà.
    Bello o no?

    E qui, il pianista che fa?
    https://www.youtube.com/watch?v=7Cy9ugfL4Qk&feature=related
    Beh, anche qui le note son quelle... ma rispetto a Pollini dove siamo finiti?

    Ciao e a presto
    C

      Current date/time is Fri Dec 14, 2018 7:06 pm