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Delle due una.
Il Gazebo Audiofilo

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    iano
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    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 2:50 pm

    Il punto fondamentale,forse trito e ritrito è
    1.Un buon impinto amplifica le differenze qualitative dei vari supporti rendendo quella cattiva come sempre più cattiva e viceversa.
    2.Un buon impianto amplifica in diretta proporzione la qualità intrinseca del supporto qualunque essa sia.
    3.Terziur non datum.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Delle due una.

    Post  Fausto on Wed Apr 06, 2011 3:03 pm

    iano wrote:Il punto fondamentale,forse trito e ritrito è
    1.Un buon impinto amplifica le differenze qualitative dei vari supporti rendendo quella cattiva come sempre più cattiva e viceversa.
    2.Un buon impianto amplifica in diretta proporzione la qualità intrinseca del supporto qualunque essa sia.
    3.Terziur non datum.
    Ciao,Sebastiano.

    Tu mi mandi in crisi.... sunny
    Ho ancora le visioni da "Schalke 04" apro il 3D e
    E' una domanda? sunny

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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 3:09 pm

    Fausto wrote:

    Tu mi mandi in crisi.... sunny
    Ho ancora le visioni da "Schalke 04" apro il 3D e
    E' una domanda? sunny
    Mi spiace per l'Inter di cui ero tifoso quando ero tifoso. santa
    Si era una domanda Fausto sunny
    Ciao,Seb.

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    Re: Delle due una.

    Post  Luca58 on Wed Apr 06, 2011 3:13 pm

    iano wrote:Il punto fondamentale,forse trito e ritrito è
    1.Un buon impinto amplifica le differenze qualitative dei vari supporti rendendo quella cattiva come sempre più cattiva e viceversa.
    2.Un buon impianto amplifica in diretta proporzione la qualità intrinseca del supporto qualunque essa sia.
    3.Terziur non datum.
    Ciao,Sebastiano.
    A quali supporti ti riferisci?


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    Re: Delle due una.

    Post  Fausto on Wed Apr 06, 2011 3:17 pm

    iano wrote:
    Fausto wrote:

    Tu mi mandi in crisi.... sunny
    Ho ancora le visioni da "Schalke 04" apro il 3D e
    E' una domanda? sunny
    Mi spiace per l'Inter di cui ero tifoso quando ero tifoso. santa
    Si era una domanda Fausto sunny
    Ciao,Seb.

    Bella domanda....
    Devo prima "smaltire" la serata di ieri poi ci penso
    sunny

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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 3:44 pm

    Luca58 wrote:
    A quali supporti ti riferisci?
    A nessuno in particolare,ma è più corretto se mi limito ai CD dei quali solo ho sufficiente esperienza. sunny
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Delle due una.

    Post  petrus on Wed Apr 06, 2011 4:06 pm

    iano wrote:Il punto fondamentale,forse trito e ritrito è
    1.Un buon impinto amplifica le differenze qualitative dei vari supporti rendendo quella cattiva come sempre più cattiva e viceversa.
    2.Un buon impianto amplifica in diretta proporzione la qualità intrinseca del supporto qualunque essa sia.
    3.Terziur non datum.
    Ciao,Sebastiano.

    • Un buon impianto per esprimersi al meglio necessita di buone registrazioni.

    • Una buona registrazione può rendere migliore un mediocre impianto.

    • Nessun impianto può migliorare una registrazione mal fatta, in alcuni casi un cattivo impianto può realizzare una sorta di "equalizzazione" tale per cui alcuni difetti sono mascherati e ciò può renderle "più ascoltabili", ma il tutto è estremamente aleatorio.

    • Un buon impianto non maschera niente e ti restituisce ciò che c'è inciso così com'è.

    • Le pessime registrazioni possono eventualmente avere valore musicale e/o storico-collezionistico ma non servono all'HiFi.


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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Apr 06, 2011 4:40 pm

    petrus wrote:
    iano wrote:Il punto fondamentale,forse trito e ritrito è
    1.Un buon impinto amplifica le differenze qualitative dei vari supporti rendendo quella cattiva come sempre più cattiva e viceversa.
    2.Un buon impianto amplifica in diretta proporzione la qualità intrinseca del supporto qualunque essa sia.
    3.Terziur non datum.
    Ciao,Sebastiano.

    ....
    1.Un buon impianto non maschera niente e ti restituisce ciò che c'è inciso così com'è.[/list]
    2.Le pessime registrazioni possono eventualmente avere valore musicale e/o storico-collezionistico ma non servono all'HiFi.
    [/list]

    Lorenzo

    A mio parere bastano queste due affermazioni di Lorenzo per rispondere a Iano, ma aggiungerei qualcosa, e direi:

    [list][*]Un buon impianto non maschera niente e non aggiunge niente, e dovrebeb restituirti ciò che è inciso così com'è.
    [list][*]Le pessime registrazioni possono eventualmente avere valore musicale e/o storico collezionistico ma non hanno pertinenza con l'Hi-Fi (cioé l'Hi-Fi come passione non se ne occupa). Però l'Hi-Fi può servire a fruire anche di registrazioni non ideali.

    MI vorrei soffermare di un solo aspetto: dire che un impianto eccellente fa sentire ancora peggio le cattive registrazioni è a mio parere una sciocchezza, così come dire che le possa migliorare. La realtà è diversa, a mio parere.

    Per la mia esperienza, le uniche registrazioni definibili pessime sono quelle:

    1. Con grande compressione dinamica;
    2. Con difetti timbrici macroscopici (stridore degli acuti, mancanza di bassi, ecc. ecc.).

    E sono definibili pessime queste registrazioni perché non avranno alcun vantaggio dall'utilizzo di un impianto migliore.

    In tutti gli altri casi, anche registrazioni imperfette potranno invece godere della qualità di un grande impianto: L'impianto di pregio farà sicuramente ben percepire (più di un impianto mediocre) lo stacco di prestazione possibile tra una registrazione ottima ed una peggiore (quella ottima volerà nella stratosfera qualitativa, quella mediocre o cattiva resterà quasi ferma ai nastri di partenza), ma non è detto che renderà quella cattiva ancora peggiore che con l'impianto mediocre. Anzi, in alcuni casi anche la registrazione mediocre o imperfetta potrà avere un incremento prestazionale all'ascolto, sempre che non siano coartati fortemente il timbro e la dinamica, come dicevo sopra.

    L'impianto migliore ci permetterà di estrarre anche da registrazioni mediocri ogni informazione contenuta nel documento. A meno di pecche drammatiche (appunto dinamica o coartazioni timbriche) la registrazione risulterà meglio comprensibile, più ricca di timbro, meno sommaria, più articolata nella dinamica, meno difficile da mettere a fuoco ed ascoltare.

    Spesso con impianti migliori mi sono sorpreso a stupirmi ascoltando tanto registrazioni ottime quanto registrazioni mediocri. Ma nella musica classica che prediligo, in genere, il timbro degli strumenti e la dinamica raramente sono pesantemente coartati........



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    Re: Delle due una.

    Post  phaeton on Wed Apr 06, 2011 4:55 pm

    sono mediamente d'accordo con le precedenti risposte, riporto solo per dovere di cronaca un paio di esperienze.

    la prima riguarda un cd con una dinamica letteralmente "esplosiva": suonato su un impianto di livello medio (assolutamente non mediocre, anzi molto godibile in genere) era al limite dell'inascoltabile se si pretendevano un minimo (ma proprio un minimo, nulla di esagerato) di pressioni "realistiche". in questo caso un impianto men che eccellente ma assolutamente non mediocre ha reso inascoltabile una registrazione molto buona.

    la seconda riguarda un CD di piano solo registrato (IMHO, ovvero alle mie orecchie foderate di prosciutto) in modo troppo ravvicinato, con zero armoniche, con un timbro esageratamente metallico, insomma una brutta (ribadisco: IMHO) registrazione: suonato su un impianto decisamente top era inascoltabile, suonato su un impiantino di livello abbastanza basso era molto godibile, anzi direi proprio un bel sentire.

    dov'e' la verita'? meglio un setup che "corregge" al ribasso tutto ma che ci fa ascoltare mediamente sempre in modo godibile; oppure meglio un setup che rivela tutto, compreso se la registrazione e' pessima, ma che e' in grado di gestire al meglio rgistrazioni molto complesse? IMHO meglio, molto meglio, moooooooooooooolto meglio la seconda, ma capisco benissimo chi invece preferisce la prima strada. e anzi lo invidio, perche' e' molto piu' semplice e si raggiungono risultati molto piu velocemente e con meno "stress"...


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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Apr 06, 2011 5:23 pm

    phaeton wrote:...
    dov'e' la verita'? meglio un setup che "corregge" al ribasso tutto ma che ci fa ascoltare mediamente sempre in modo godibile; oppure meglio un setup che rivela tutto, compreso se la registrazione e' pessima, ma che e' in grado di gestire al meglio rgistrazioni molto complesse? IMHO meglio, molto meglio, moooooooooooooolto meglio la seconda, ma capisco benissimo chi invece preferisce la prima strada. e anzi lo invidio, perche' e' molto piu' semplice e si raggiungono risultati molto piu velocemente e con meno "stress"...

    Io non credo che ci sia nessuno che scelga questa strada più semplice, francamente. Che si possa ritenere un buon impianto sia un impianto omologante le varie registrazioni verso "il basso" (il che per me significa: impianto colorato, non lineare) mi sembra veramente difficile.

    E' solo che non credo nemmeno che tutte le registrazioni non perfette debbano suonare disastrosamente su un grande impianto. O io sono uno dei pochi che ha centinaia di registrazioni tutte straordinarie, o ho un impianto mediocre. Tutto ci sta, ma non credo possibile né l'una né l'altra, al momento, anche perché le differenze qualitative tra le mie tante registrazioni di classica sono percepibili, ma di inascoltabili - né tra le migliori né tra le peggiori registrazioni - non riesco a tovarne nemmeno una.....

    Ti faccio notare Phaethon che nel tuo caso l'inascoltabilità della registrazione peggiore era dovuta ad una pesante alterazione timbrica (metallicità) che è uno dei pochi difetti - assieme all'assenza di dinamica - che io ho considerato privo di speranze per qualsivoglia disco....


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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 5:38 pm

    phaeton wrote:sono mediamente d'accordo con le precedenti risposte, riporto solo per dovere di cronaca un paio di esperienze.

    la prima riguarda un cd con una dinamica letteralmente "esplosiva": suonato su un impianto di livello medio (assolutamente non mediocre, anzi molto godibile in genere) era al limite dell'inascoltabile se si pretendevano un minimo (ma proprio un minimo, nulla di esagerato) di pressioni "realistiche". in questo caso un impianto men che eccellente ma assolutamente non mediocre ha reso inascoltabile una registrazione molto buona.

    la seconda riguarda un CD di piano solo registrato (IMHO, ovvero alle mie orecchie foderate di prosciutto) in modo troppo ravvicinato, con zero armoniche, con un timbro esageratamente metallico, insomma una brutta (ribadisco: IMHO) registrazione: suonato su un impianto decisamente top era inascoltabile, suonato su un impiantino di livello abbastanza basso era molto godibile, anzi direi proprio un bel sentire.

    dov'e' la verita'? meglio un setup che "corregge" al ribasso tutto ma che ci fa ascoltare mediamente sempre in modo godibile; oppure meglio un setup che rivela tutto, compreso se la registrazione e' pessima, ma che e' in grado di gestire al meglio rgistrazioni molto complesse? IMHO meglio, molto meglio, moooooooooooooolto meglio la seconda, ma capisco benissimo chi invece preferisce la prima strada. e anzi lo invidio, perche' e' molto piu' semplice e si raggiungono risultati molto piu velocemente e con meno "stress"...
    Vorrei soffermarmi su questo post che di carne al fuoco ne mette non poca.
    Anzitutto Phaeton ha messo in evidenza un fatto che per pudore spesso si tace.
    Il fatto è che che una registrazione digitale non compressa è proibitiva anche per un buon impianto e senza bisogno di fare riferimento ai supporti e ai formati più recenti e più performanti.
    Da ciò deriva che la compressione dinamica è una necessità,che però fà più danni di quanto un audiofilo può di solito accettare.
    Purtuttavia anche una registrazione così menomata credo debba obbedire al punto 2 di questa discussione,come quasi tutti vedo siamo d'accordo.
    Ma in generale vi confesso che ho mille dubbi e ho aperto questa discussione anche per cercare di fare un pò di ordine nella mia testa.
    Un setup che corregge al ribasso tutto?
    Ma un setup del genere può esistere veramente o è solo una nostra fantasia.
    Tutto quello che riesco a pensare è che se uno ama un molto ristretto genere musicale possa riuscire a realizzare una buona sinergia dell'impianto con un ristretto numero di supporti che ospitano quel genere,ma nulla di più.
    Si tratterebbe di una situazione molto limitata,ma che per alcuni può risultare bastante e perfino ideale.
    Appena appena però si cambia genere,se non autore,se non casa discografica,tutto crolla.
    Insomma non ho alcun dubbio che per fare rendere al massimo un preciso disco la soluzione è quella di costruirgli attorno un impianto ad hoc.
    Ma non è certamente questo che noi intendiamo per buon impianto.
    Quello che è certo è che se è il punto2 quello valido allora disponiamo di un buono strumento per giudicare l'impianto,fossero pure le nude orecchie.
    Se invece fosse valido il punto 1 allora è un vero casino.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Apr 06, 2011 5:49 pm

    SEcondo me esiste un ulteriore problema quando si parla di queste cose: il concetto di pessima registrazione o cattiva registrazione è soggettivo, e per ognuno diverso da quello degli altri.


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    Re: Delle due una.

    Post  ema49 on Wed Apr 06, 2011 5:55 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    phaeton wrote:...
    dov'e' la verita'? meglio un setup che "corregge" al ribasso tutto ma che ci fa ascoltare mediamente sempre in modo godibile; oppure meglio un setup che rivela tutto, compreso se la registrazione e' pessima, ma che e' in grado di gestire al meglio rgistrazioni molto complesse?

    Io non credo che ci sia nessuno che scelga questa strada più semplice, francamente. Che si possa ritenere un buon impianto sia un impianto omologante le varie registrazioni verso "il basso" (il che per me significa: impianto colorato, non lineare) mi sembra veramente difficile.

    Qualcuno c'è, come ho sempre riportato in numerosi post. Come ha detto phaeton, faccio parte della non numerosa -ma nemmeno tanto piccola - schiera di chi preferisce "ascoltare mediamente sempre in modo godibile". Non mi interessa affatto che l'impianto non sia colorato o non lineare, mi interessa che restituisca la musica in modo che riesca a ricreare sensazioni, emozioni e colori che mi riportino in qualsiasi modo a quanto ascolto dal vivo.
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    Re: Delle due una.

    Post  Geronimo on Wed Apr 06, 2011 6:03 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:SEcondo me esiste un ulteriore problema quando si parla di queste cose: il concetto di pessima registrazione o cattiva registrazione è soggettivo, e per ognuno diverso da quello degli altri.

    Per me il concetto è molto semplice: una registrazione è pessima quando, una volta collocato il CD sul platorello, mi alzo dopo 5 minuti per toglierlo, non per snobismo audiofilo ma per l'impossibilità di godere dell'ascolto. Questa insofferenza all'ascolto in me è determinata principalmente da squilibri timbrici macroscopici. Altre mancanze tendo a tollerarle soprattutto in relazione al genere ascoltato: più è complesso e armonicamente ricco e meno le sopporto, più rozza la registrazione e meno ci faccio caso.
    Detto in soldoni, se ascolto hard-rock o dance-music anni '80 mi infastidisce solo la presenza di squilibri timbrici intollerabili, se ascolto elettronica, fusion, jazz, classica o qualsiasi altro genere più strutturato e complesso, tendo a notare difetti in altri parametri.


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    Re: Delle due una.

    Post  Luca58 on Wed Apr 06, 2011 6:15 pm

    Io voto per l'opzione 2.


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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 6:16 pm

    Elcaset wrote:
    Pazzoperilpianoforte wrote:SEcondo me esiste un ulteriore problema quando si parla di queste cose: il concetto di pessima registrazione o cattiva registrazione è soggettivo, e per ognuno diverso da quello degli altri.

    Per me il concetto è molto semplice: una registrazione è pessima quando, una volta collocato il CD sul platorello, mi alzo dopo 5 minuti per toglierlo, non per snobismo audiofilo ma per l'impossibilità di godere dell'ascolto. Questa insofferenza all'ascolto in me è determinata principalmente da squilibri timbrici macroscopici. Altre mancanze tendo a tollerarle soprattutto in relazione al genere ascoltato: più è complesso e armonicamente ricco e meno le sopporto, più rozza la registrazione e meno ci faccio caso.
    Detto in soldoni, se ascolto hard-rock o dance-music anni '80 mi infastidisce solo la presenza di squilibri timbrici intollerabili, se ascolto elettronica, fusion, jazz, classica o qualsiasi altro genere più strutturato e complesso, tendo a notare difetti in altri parametri.
    Mi pare che tu appartenga agli adepti al punto1,o capisco male?
    Il fatto che dici,e che io confermo,che gli impianti in genere sembrano più tolleranti col rock e la dance credo derivi dal fatto che quei generi sono stati scritti proprio per adattarsi agli impianti di riproduzione,e con essi quindi realizzano una più o meno buona sinergia.
    Per il resto non sono riuscito ad afferrare i tuoi ragionamenti.
    Certo che l'argomento è più ostico di quanto sembri.
    Ciao,Sebastiano.

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    Re: Delle due una.

    Post  Edmond on Wed Apr 06, 2011 6:25 pm

    Troppe pippe, ragazzi.............. santa santa santa


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    Re: Delle due una.

    Post  Fausto on Wed Apr 06, 2011 6:44 pm

    Ragazzi avevo promesso di postare mie considerazioni in proposito.
    Mi perdonate se non mantengo la promessa?
    Sono fuso di lavoro e, ieri sera, ho avuto una serata "difficile"....
    Seb: posso astenermi?
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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Wed Apr 06, 2011 7:10 pm

    Edmond wrote:Troppe pippe, ragazzi.............. santa santa santa

    Si fa anche per chiacchierare e conoscersi, Giorgio....


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    Re: Delle due una.

    Post  Fausto on Wed Apr 06, 2011 7:31 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:
    Edmond wrote:Troppe pippe, ragazzi.............. santa santa santa

    Si fa anche per chiacchierare e conoscersi, Giorgio....

    Dopo una "giornataccia" di lavoro, caro Vito, mi rimane la forza di quotarti alla grande!!!!!
    Visto che sono "fuso" ti delego a postare anche per me!
    Carta bianca: mi fido ciecamente!
    sunny

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    Re: Delle due una.

    Post  petrus on Wed Apr 06, 2011 7:35 pm

    Nel leggere i vari interventi mi viene da pensare, come suggerisce Vito, che sia davvero necessario intenderci su cosa è una buona registrazione e cos'è una pessima registrazione e non solo, forse è necessario anche stabilire cos'è un buon impianto.
    Quando posso dire con assoluta certezza che un cattivo suono è dovuto alla registrazione ? e se invece si trattasse di un limite dell'impianto ?
    Phaeton racconta di come un impianto ritenuto mediocre, anzi godibilissimo messo alla frusta da una registrazione con elevato contenuto dinamico è miseramente crollato su se stesso.
    Come possiamo definire buono un impianto che non rende onore ad una buona, ottima registrazione ?
    Cosa ha fatto credere a phaeton di avere a che fare con un buon impianto, se poi si è rivelato incapace di gestire una dinamica corretta ?
    Forse, dico forse l'averlo sempre sentito suonare con registrazioni mediocri, non in grado di evidenziarne i limiti.
    E' un po' come comprarsi una jeppetta alla moda convinti di avere un buon fuoristrada, se non fosse che la prima volta che metti le gomme sulla terra ti accorgi che di fuoristrada quel macchinino non ne può fare e che va giusto bene per portarti in giro in città.
    Lo sterrato ha messo alla frutta la jeppetta e la buona registrazione ha scoperto il culo all'impiantino
    Insomma nella mia esperienza ho trovato moooooooolti più pessimi impianti che registrazioni

    Lorenzo


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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 7:49 pm

    Fausto wrote:Ragazzi avevo promesso di postare mie considerazioni in proposito.
    Mi perdonate se non mantengo la promessa?
    Sono fuso di lavoro e, ieri sera, ho avuto una serata "difficile"....
    Seb: posso astenermi?
    sunny
    Come ex interista non posso astenermi dal dispensarti. sunny
    Ciao,Seb.

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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Wed Apr 06, 2011 8:16 pm

    petrus wrote:Nel leggere i vari interventi mi viene da pensare, come suggerisce Vito, che sia davvero necessario intenderci su cosa è una buona registrazione e cos'è una pessima registrazione e non solo, forse è necessario anche stabilire cos'è un buon impianto.
    Quando posso dire con assoluta certezza che un cattivo suono è dovuto alla registrazione ? e se invece si trattasse di un limite dell'impianto ?
    Phaeton racconta di come un impianto ritenuto mediocre, anzi godibilissimo messo alla frusta da una registrazione con elevato contenuto dinamico è miseramente crollato su se stesso.
    Come possiamo definire buono un impianto che non rende onore ad una buona, ottima registrazione ?
    Cosa ha fatto credere a phaeton di avere a che fare con un buon impianto, se poi si è rivelato incapace di gestire una dinamica corretta ?
    Forse, dico forse l'averlo sempre sentito suonare con registrazioni mediocri, non in grado di evidenziarne i limiti.
    E' un po' come comprarsi una jeppetta alla moda convinti di avere un buon fuoristrada, se non fosse che la prima volta che metti le gomme sulla terra ti accorgi che di fuoristrada quel macchinino non ne può fare e che va giusto bene per portarti in giro in città.
    Lo sterrato ha messo alla frutta la jeppetta e la buona registrazione ha scoperto il culo all'impiantino
    Insomma nella mia esperienza ho trovato moooooooolti più pessimi impianti che registrazioni

    Lorenzo

    Bel rebus Lorenzo.
    Ma forse prima di dire cosa è una buona registrazione bisogna analizzare cosa intendiamo per "registrazione" e in effetti,semplificando,una registrazione altro non è che un "impianto virtuale",quello con cui la "registrazione" è stata effettuata.
    Quetso impianto inizia con l'ambiente di registrazione e passando attraverso il microfono và all'impianto di registrazione propriamente detto,quindi dopo vari passaggi giunge direttamente nelle nostre case,collocandosi in modalità wireless all'impianto reale,il nostro, e andandosi infine a spiaccicare sulla parete di fondo del nostro ambiente di ascolto.
    Trovare una sinergia per questa lunga catena non è cosa facile,sopratutto considerando che noi non conosciamo la prima parte di questo impianto,quella che per noi è virtuale a tutti gli effetti,e che ,come se non bastasse, cambia in continuazione.Basta cambiare il disco.
    A questo punto potrebbe venirci in aiuto una definizione pratica di cosa è sinergia.
    Potremmo definire una buona sinergia come quella caratteristica di un buon impianto per il quale la sostituzione di un componente determina con buona probabilità il fatto di trovarsi di fronte ancora ad un buon impianto.Cioè una roba il cui equilibrio strutturale a tutto somiglia meno che a un castello di carte.Castello di carte che finchè sta in piedi può essere confuso erroneamente con una solida fortezza,finchè non cade....appena provi a sostituire una carta.
    Quindi se cambiando la prima parte dell'impianto,cioè la parte virtuale e ignota,cioè il disco,la seconda parte dell'impianto,quella che possiamo toccare con mano,si scompone poco,allora ci troviamo di fronte ad un buon impianto.
    Allo stato attuale mi sembra invece aleatorio voler risalire in modo indipedente alla qualità del disco,qualità che in assoluto è potenzialmente molto alta,fin troppo alta per i nostri impianti.
    Certo andrebbe meglio se ci vendessero una registrazione non compressa lasciando a noi il compito di comprimere il tutto adattandolo al nostro particolare impianto attraverso un apposito compressore.
    Questo compressore potrebbe prendere il posto lasciato libero dall'ormai defunto equalizzatore analogico.
    Sembra però che le etichette discografiche non vedano di buon occhio questa possibilità e c'è da scommettere che come al solito sbagliano.Anzi è proprio sicuro.Anche se è chiaro che loro come al solito non hanno alcun dubbio.Lincetto ad esempio a tal proposito mi ha risposto,su altro forum,con una sonora risata. santa
    Ciao,Seb.

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    Re: Delle due una.

    Post  Geronimo on Wed Apr 06, 2011 9:00 pm

    iano wrote:
    Mi pare che tu appartenga agli adepti al punto1,o capisco male?
    Il fatto che dici,e che io confermo,che gli impianti in genere sembrano più tolleranti col rock e la dance credo derivi dal fatto che quei generi sono stati scritti proprio per adattarsi agli impianti di riproduzione,e con essi quindi realizzano una più o meno buona sinergia.
    Per il resto non sono riuscito ad afferrare i tuoi ragionamenti.
    Certo che l'argomento è più ostico di quanto sembri.
    Ciao,Sebastiano.

    Cosa ti perplime di preciso?


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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Thu Apr 07, 2011 4:40 am

    Elcaset wrote:

    Cosa ti perplime di preciso?
    No,in effetti è tutto chiaro. sunny
    E' la tanta carne al fuoco che mi aveva fatto andare in tilt.
    Ciao,Seb.

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