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Delle due una. - Page 4
Il Gazebo Audiofilo

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    Delle due una.

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    ema49
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    Re: Delle due una.

    Post  ema49 on Sat Apr 09, 2011 6:15 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Io quando ero giovinetto ascoltavo i Kiss, gli ACDC, i Van Halen......

    e ora non ti viene voglia di riascoltarli? A me piace riesumare vecchi sentimenti, situazioni, insomma parte del mio vissuto e la musica a questo legato..
    Forse sei ancora troppo giovane per rimescolare nel tuo passato. In effetti alla tua età tutti i miei dischi dei citati cantautori erano accantonati. Li ho amorevolmente tirati fuori da 4-5 anni.

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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sat Apr 09, 2011 6:20 pm

    Io per tutta una serie di motivi, Ema, a differenza di molti di voi non ho legati ricordi particolarmente felici alla mia adolescenza... No


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    Re: Delle due una.

    Post  Massimo on Sat Apr 09, 2011 6:23 pm

    Vito è ancora giovanissimo,ho ancora ricordi goliardici della sua età,.... cavolo quando parlo così mi sento vecchio, basta ora faccio qualche bel gavettone e ringiovanisco.


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    Re: Delle due una.

    Post  ema49 on Sat Apr 09, 2011 6:32 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Io per tutta una serie di motivi, Ema, a differenza di molti di voi non ho legati ricordi particolarmente felici alla mia adolescenza... No

    Mi dispiace.. Razz


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    Re: Delle due una.

    Post  Massimo on Sat Apr 09, 2011 6:36 pm

    Vito, è inutile voltarti indietro guarda avanti....senz'altro ci sarà tanta felicità. Laughing Laughing Laughing Laughing


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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Sat Apr 09, 2011 6:53 pm

    Ma io infatti il meglio me lo sto vivendo ora.... cheers cheers

    Solo che non ho sguardi di nostalgia rivolti al passato, tutto qui...


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    Re: Delle due una.

    Post  Massimo on Sat Apr 09, 2011 6:58 pm



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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Sat Apr 09, 2011 10:25 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Io per tutta una serie di motivi, Ema, a differenza di molti di voi non ho legati ricordi particolarmente felici alla mia adolescenza... No
    Dici che la maggioranza qui ha vissuto un'infanzia felice.
    Beh,peggio per loro,non sanno cosa si sono persi.
    Ciao,Seb.

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    Re: Delle due una.

    Post  petrus on Sun Apr 10, 2011 9:28 am

    Sincerità e verità non sono sinonimi.
    Allora se chiediamo agli audiofli se amano la musica loro sinceramente risponderanno di amarla, ma è la verità ?
    Io credo di no.
    Almeno per molti di loro è inteso, l'ascolto è superficiale e non si spinge mai verso la comprensione di ciò che si stà ascoltando, cercano l'emozione della percezione ottenuta con l'ascolto e non riescono ad andare oltre il semplicistico "mi piace".
    Amare la musica od un genere musicale significa "comprenderlo".
    Quattro punk sgangherati, ma che suonano con passione, e che usano la musica per trasmettere una critica sociale(tema principale del Punk), possono essere anche migliori di un cantante lirico accompagnato da un’orchestra formata da settanta strumentisti.
    La musica va sentita, non solo ascoltata, una canzone potrebbe avere una ritmica ben scandita sia dalla chitarra che dalla batteria, elemento che conquista molto l’orecchio, ma avere ad esempio, un giro di accordi che si ripete sempre senza variazioni, che la renderebbe monotona.

    Lorenzo

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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Sun Apr 10, 2011 10:45 am

    Allora,Lorenzo,sincerità per sincerità.
    Io credo di avere un atteggiamento anomalo al proposito.
    Per me la musica è sorpresa prima di ogni altra cosa.
    Un tango se non capisco che è un tango me lo godo di più.
    Conoscere l'autore,l'esecutore,il genere non aumenta il mio godimento,anzi.
    La dissimulazione è un elemento che apprezzo nella musica.
    La musica come un rebus.Indovina che genere sto suonando.
    Quando riesco ad indovinare che è il solito trito e ritrito walzerino spesso è troppo tardi.Perchè ormai ho già goduto.
    E la massima espressione musicale per me è la struttura musicale più banale dissimulata ,più o meno ad arte,a farne capolavoro.
    Insomma meno ne sò,fino al punto di fingere di non sapere,e più godo.
    Per me la musica è un assoluto per il quale non amo condimenti estranei e dal quale amo lasciarmi sorprendere.
    In questo senso per me l'impianto di riproduzione ha una funzione insostituibile,la radio ancora meglio,come produttore di musica in randoom.
    Credo che questo sia un aspetto sul quale si riflette poco e che fà parte del piacere dell'ascolto e che una sala da concerto non potrà mai darti,perchè quando vai lì hai già deciso spesso il pezzo che ami da ascoltare e l'esecutore che preferisci.
    Tutto quello allora che può capitarti di nuovo è di restare deluso. sunny
    Ciao,Seb.
    Ora,metti che Air la pensi allo stesso modo.Si capisce allora perchè dissimuli disinteresse per la musica.

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    Re: Delle due una.

    Post  petrus on Sun Apr 10, 2011 11:54 am

    "Il vizio supremo è la superficialità"
    Oscar wilde

    La musica e l'arte non sono l'idealizzazione dell'effimero ma un linguaggio capace di racchiudere significati profondi.
    Non c'è amore senza conoscenza, come potresti amare una persona senza conoscerla, come si portebbe apprezzare Picasso "vedendone" i suoi quadri ?
    Come potresti apprezzare un grande testo letterario se ti venisse letto in un altra lingua, dalla sonorità, dal timbro di voce del narratore ?
    L’incontro con la musica, non dissimilmente dall’incontro con le persone, rende necessario andare al di là della prima impressione: non sempre quello che “sentiamo” corrisponde a quello che “crediamo” di sentire.
    Noi ascoltiamo con le orecchie ma percepiamo con il cervello ed è qui che con la nostra capacità di discriminare, riconoscere, confrontare, memorizzare, ricostruire, rielaborare ed infine comprendere rendiamo il nostro ascolto non banale, non superficiale e rendiamo merito al lavoro dell'artista.
    La musica è si anche un mezzo per indurci agli acquisti nel supermercato, per suscitare l'emozione dello spot, ma nei nostri impianti la musica è soprattutto un'opera d'arte.

    Lorenzo



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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Sun Apr 10, 2011 6:49 pm

    Beh,Lorenzo,il discorso che fai riguarda l'arte in generale e il soggettivo modo di fruirne.
    Ti faccio solo un esempio tratto dalla mia esperienza personale.
    Io non ho una buona opinione di Picasso e non l'ho mai avuta.
    Pure,quando mi divertivo ad imbrattare tele,ho dovuto ammettere la realtà dei fatti e questa realtà era che l'arte di Picasso mi era entrata dentro e non potevo fare a meno di subirne la creativa influenza,mio malgrado.
    Il paragone regge fino ad un certo punto perchè mai io riuscirò a strimpellare alcun chè.
    E' più facile per me inventarmi uno strumento musicale che impararne a suonare uno.
    La spinta a creare per me è superiore alla spinta a conoscere,al punto che a volte per riuscire a comprendere qualcosa devo fingermi di crearla.Una sorta di plagio funzionale alla comprensione.
    Se fossi un esperto di computer e software la mia più grande aspirazione non sarebbe di comporre musica,ma di inventarmela,traducendo mediante un qualche criterio le mie fantasie in un software.
    In subordine qualcosa del genere riesco a fare coi cavi.
    Ciao,Seb.

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    Re: Delle due una.

    Post  Geronimo on Sun Apr 10, 2011 7:33 pm

    Pazzoperilpianoforte wrote:Io quando ero giovinetto ascoltavo.......gli ACDC, i Van Halen......

    Io li ascolto ancora

    http://www.youtube.com/watch?v=hJOywrT0WXk


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    Re: Delle due una.

    Post  PARLAPA' on Sun Apr 10, 2011 7:44 pm

    per me il migliore album






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    Re: Delle due una.

    Post  Pazzoperilpianoforte on Mon Apr 11, 2011 12:32 pm

    Ho letto la discussione di Lorenzo e Iano sulla musica e la sua comprensione.

    IO credo di situarmi in un azona intermedia tra i due. Nel senso che io credo possa esistere una fruizione "incosciente" (cioé non consapevole, cioé non addetntro alla reale conoscenza e comprensione) dell'opera d'arte. E questo vale per la pittura come per la musica come per la scultura, pe rla letteratura, ecc. ecc.

    I fenomeni artistici, o comunque molti dei fenomeni artistici, sono portatori di un bello apprezzabile da chiunque. Altrimenti, ad esempio, non si spiegherebbe come mai ieri sera, andato ad un concerto di Schubert (suonava Schiff) con i miei amici, questi abbiano potuto godere di quella musica senza nulla saperne.

    E' però vero che la musica, come la pittura, come la poesia, sono linguaggi. Ed in tutti i linguaggi meno ne conosci, meno capisci del suo senso. E' inevitabile. E quindi conoscere non significa smettere di godere del fenomeno artistico. Vuol dire aggiungere altri sensi allo stupore, al "bello" e basta.

    Io ancora mi stupisco (fino a lacrimare) della bellezza delle Goldberg di Bach. Ma la prima volta che le sentii ne afferrai a stento la grandezza, qui e lì, per tozzi e bocconi, laddove la musica era più "semplice" e più melodica, non comprendendo nulla del resto. Ora che so di più la bellezza di quel testo - gigantesca - mi è molto più chiara, ed il godimento di quella musica, più consapevole, è dieci volte superiore ad allora. Ora giunto alle ultime variazioni mi si inumidiscono gli occhi per la bellezza di quella musica e sento un languore nello spirito, una stupefazione, come dopo il primo bacio ad una persona da tempo desiderata (se l'interprete è all'altezza): la prima volta che la ascoltai ne restai stupito e basta. Non mi sembra lo stesso livello emozionale, francamente...

    IO credo che dipenda anche dalla complessità dell'espressione artistica di cui stiamo godendo. Diversa è la conoscenza della letteratura che dobbiamo avere per godere di un romanzo ottocentesco rispetto a quella che dobbiamo avere per godere di un poeta del rinascimento. Diversa la conoscenza che dobbiamo avere per godere di un walzer di uno degli Strauss rispetto a quella che dobbiamo avere per godere della Hammerklavier di Beethoven o del Clavicembalo ben Temperato di Bach. Fino ad arrivare a espressioni artistiche che sono semplicemente prossime all'incomprensibilità senza una preparazione specifica (ad esempio molta arte figurativa contemporanea)

    Tutto è certo fruibile in maniera impressiva e inconsapevole. Ma non credo che conoscere l'opera d'arte sia una diminuzione del godimento estetico. Anzi, si tratta sempre di un accrescimento del godimento estetico, perché a ciò che tutti vedono e sentono di quel fenomeno artistico, conoscendolo aggiungi nuovi piani di visione, nuove prospettive, nuove emozioni.

    Come passare a leggere Dostojevski da una buona traduzione italiana al testo russo. Per quanto sia buona la traduzione, inevitabilmente qualcosa, dello stile di Dostojevski, te lo sei perso per strada quando lo leggi tradotto.... per non parlare di quando si tarduce Shakespeare! santa

    Poi ognuno è giusto approcci il fenomeno artistico come preferisce. Ma non credo che saperne molto rovini la festa rispetto al non saperne nulla (o poco): tutt'altro....


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    Re: Delle due una.

    Post  petrus on Mon Apr 11, 2011 4:15 pm

    PPP sei un grande è un piacere leggerti cheers
    Io sono partito da una premessa ovvero quella secondo cui l'audiofilo "crede" di amare la musica.
    Invece a più piace la musica.
    Ora se ci fermiamo al giudizio estetico al, mi piace o non mi piace pecchiamo di superficialità e da lì i miei post.
    Amare la musica non può prescindere dal conoscerla e capirla.

    Ciao

    Lorenzo


    P.S.
    scusate ma sono incasinatissimo col lavoro Embarassed

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    Re: Delle due una.

    Post  iano on Sun Apr 17, 2011 9:45 pm

    Un film che,al di là della sua colonna sonora,ha un andamento "musicale" o una musica che evoca immagini ed azioni sono per il mio soggettivo sentire esempi di massima espressione artistica.Il tentativo di tradurre quindi un genere d'arte nel linguaggio di un altro genere.Così amo sentir parlare di musica così come amo quando sembra che parli.
    il mio approccio all'arte è volutamente ingenuo perchè la sorpresa della scoperta è per me parte integrante del piacere che può dare un'opera d'arte.
    Quantomeno in un primo approccio ad un'opera preferisco non sapere nulla perchè mi sento infastidito dalla consapevolezza che il mio giudizio venga suggestionato da quello altrui.
    Certo nel caso della musica riprodotta questo approccio è meno giustificato,ma all'opposto che senso ha leggersi il libretto all'opera durante la rappresentazione?
    Capire un discorso musicale complesso richiede tempo a volte ,ed ascolti ripetuti, senza la necessaria occorrenza di una specifica cultura.
    Un impianto stereo è proprio quel mezzo che permette ripetuti e comodi ascolti e può quindi venire considerato un buon succedaneo ad una adeguata cultura mediante la quale sia possibile apprezzare al volo anche un'opera molto complessa.
    Sicuramente a pensarci bene alcune opere del passato,molto complesse, sembravano scritte da musicisti per il godimento di altri musicisti.
    L'impianto stereo consente quindi di derogare ad una cultura,che diversamente sarebbe indispensabile per apprezzare un certo tipo di opere.
    Possiamo quindi dire che l'impianto stereo ha il merito di aver divulgato opere per soli artisti in modo popolare,indipendentemente dalla propria cultura.
    La mia compagna ad esempio mi ha confessato che dagli e dagli,a furia di ascoltare Jazz dal mio impianto adesso gli piace e quindi mi ha chiesto di andare ad ascoltare jazz dal vivo.Se riesco a superare la mia pigrizia da audiofilo forse la accontento.Vedremo.
    Il mio amore per il jazz quindi è nato grazie all'impianto e non ha avuto bisogno di un indottrinamento a monte.
    Lo stesso è successo alla mia compagna adesso.
    in questo modo quindi chiunque,se armato di curiosità e di pazienza sufficienti,potrà scardinare qualunque linguaggio musicale di qualsivoglia complessità.
    Ciao,Seb.

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