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Sanders
Il Gazebo Audiofilo

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    Sanders

    Post  piroGallo on Mon Jul 11, 2011 12:13 am

    http://sanderssoundsystems.eu/

    Quattro sono i motivi del mio interesse per questa filosofia costruttiva, per me che vengo dal passato e ho, dagli anni '80 in poi, le orecchie assuefatte ed inquinate da trasduttori a nastro e diffusori bipolari:

    • La "fama" di robustezza che contrasta, pare, con il generale luogo comune di questo tipo di trasduzione.

    • La tecnologia a linea di trasmissione dei woofer

    • Il xover digitale con, credo, la possibilità di tarare l'accoppiamento con l'ambiente.

    • L'amplificazione integrata.


    Chi sa scriva.
    Nel frattempo: Buona Notte


    Last edited by piroGallo on Mon Jul 11, 2011 2:39 pm; edited 1 time in total


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    Re: Sanders

    Post  Massimo on Mon Jul 11, 2011 12:21 am

    Ora ci vuole Guido. Laughing La cosa è interessante spero col vostro aiuto di approfodirne la conoscenza. sunny sunny sunny


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    Re: Sanders

    Post  Geronimo on Mon Jul 11, 2011 7:51 am

    Piro intanto leggiti questo



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    Re: Sanders

    Post  piroGallo on Mon Jul 11, 2011 10:43 am

    Elcaset wrote:Piro intanto leggiti questo

    Grazie, ho ricevuto alcune conferme.
    Non mi dispiacerebbe comunque che anche qui si sviluppasse un certo interesse (ma nutro qualche dubbio).
    Secondo me gli "audiofili" (che anche qui regnano sovrani) sono troppo legati allo status symbol che certi brand conferiscono. E di li non si schiodano. (anche perchè, cercano maggiori garanzie alla rivendibilità, durante i loro frenetici cambi).


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    Re: Sanders

    Post  pluto on Mon Jul 11, 2011 11:14 am

    Mi sembrano piuttosto simili come filosofia costruttiva alle Martin Logan

    Come sai, secondo alcuni, la migliore resta quella non ibrida la CLS cioè tutta elettrostatica nelle varie implementazioni. A me piace pure qualche modello ibrido

    Da vecchio possessore di elettrostatiche Quad e a Nastri Apogee, consiglio tutti di provare ad ascoltare qualche modello di queste tipologie amplificato e posizionato a regola d'arte.
    Qui però casca l'asino, in quanto spesso non si riesce a fare le cose x bene - anzi è molto difficile

    Quando si riesce, il risultato può essere magico.

    recentemente ho riascoltato 2 paia di Stax elettrostatiche, le piccole 81 o 83 (comunque erano quelle piccole) e le grandi e inarrivabili 8X (costavano una follia 20 anni fa) e sotto diversi parametri sono insuperabili ancora oggi.

    Ma sono casse x audiofili molto esperti, e con orecchie fini. E le 2 cose scarseggiano secondo me

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    Re: Sanders

    Post  Geronimo on Mon Jul 11, 2011 11:59 am

    pluto wrote:
    Ma sono casse x audiofili molto esperti, e con orecchie fini. E le 2 cose scarseggiano secondo me

    Non è che che le Stax siano proprio diffusissime, efficientissime, facilissime da pilotare e adattissime a ogni genere musicale

    Magari sono questi i motivi che ne impediscono la considerazione



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    Re: Sanders

    Post  Geronimo on Mon Jul 11, 2011 12:02 pm

    piroGallo wrote:
    Secondo me gli "audiofili" (che anche qui regnano sovrani) sono troppo legati allo status symbol che certi brand conferiscono. E di li non si schiodano. (anche perchè, cercano maggiori garanzie alla rivendibilità, durante i loro frenetici cambi).

    Sono sostanzialmente d'accordo con te



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    Re: Sanders

    Post  Guido on Mon Jul 11, 2011 2:13 pm

    Carissimi
    Mi ha fatto molto piacere che abbiate aperto questo thread.
    Sono in vacanza e pertanto vi rispondo piuttosto succintamente; poi tornerò ad approfondire ogni argomento.
    Primo punto: vi chiedo cortesemente di variare l'indirizzo che riportate al sito Sanders.
    Infatti Flavio ed io abbiamo approntato un sito italiano che è il seguente: http://sanderssoundsystems.eu/
    Inoltre potrete constatare che le informazioni ed anche i prezzi sono esattamente gli stessi degli USA, incluso il trasporto aereo, e questo non è poca cosa.
    Inoltre mentre per gli USA l'acquisto delle casse avviene assieme ad un crossover e ad un finale, noi abbiamo ottenuto la possibilità di vendere separatamente i diffusori con il loro crossover digitale ed i finali.
    Ne esisite uno dedicato agli altoparlanti elettrostatici ed uno a quelli magnetici.
    A presto
    Guido


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    Re: Sanders

    Post  pluto on Mon Jul 11, 2011 3:15 pm

    Elcaset wrote:
    pluto wrote:
    Ma sono casse x audiofili molto esperti, e con orecchie fini. E le 2 cose scarseggiano secondo me

    Non è che che le Stax siano proprio diffusissime, efficientissime, facilissime da pilotare e adattissime a ogni genere musicale

    Magari sono questi i motivi che ne impediscono la considerazione


    Se è per quello neanche Apogee, Martin Logan, Sound Lab, Magneplanar etc etc etc
    e aggiungo che hanno bisogno di stanza idonee e posizionamento in ambiente oculato. Ma se vuoi il Nirvana, bisogna fare sacrifici.....

    Rudino
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    Re: Sanders

    Post  Rudino on Mon Jul 11, 2011 5:27 pm

    Vedo che il marchio Sanders si sta facendo conoscere...


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    Re: Sanders

    Post  piroGallo on Mon Jul 11, 2011 5:34 pm

    Rudino wrote:Vedo che il marchio Sanders si sta facendo conoscere...
    cerchiamo di tenerci aggiornati!


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    Re: Sanders

    Post  Geronimo on Mon Jul 11, 2011 6:02 pm

    pluto wrote:
    Se è per quello neanche Apogee, Martin Logan, Sound Lab, Magneplanar etc etc etc
    e aggiungo che hanno bisogno di stanza idonee e posizionamento in ambiente oculato.

    Mi riferivo al fatto che un audiofilo potrebbe non avere alcuna voglia di barcamenarsi con diffusori come le Stax (o le Apogee) non più in produzione e difficili da trovare e far suonare, e non per questo non essere "molto esperto e con le orecchie fini".
    Magari sceglierebbe altri diffusori più versatili e meno ostici, oppure le stesse Sanders oggetto del 3D.

    pluto wrote:
    Ma se vuoi il Nirvana, bisogna fare sacrifici.....

    Perdonami ma le elettrostatiche pure non sono "il" Nirvana, sono "un" Nirvana, uno dei tanti possibili in hi-fi. Per me possono essere i monitor pro, per un altro le trombe, per un altro ancora i mini di alto livello o i sistemi ibridi. Tutto dipende dai gusti e soprattutto dai generi ascoltati. Se si prediligono i Pink Floyd a volumi realistici, le Stax potrebbero rappresentare più un inferno che il paradiso.


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    Re: Sanders

    Post  Guido on Mon Jul 11, 2011 11:33 pm

    pluto wrote:Mi sembrano piuttosto simili come filosofia costruttiva alle Martin Logan

    Come sai, secondo alcuni, la migliore resta quella non ibrida la CLS cioè tutta elettrostatica nelle varie implementazioni. A me piace pure qualche modello ibrido

    Da vecchio possessore di elettrostatiche Quad e a Nastri Apogee, consiglio tutti di provare ad ascoltare qualche modello di queste tipologie amplificato e posizionato a regola d'arte.
    Qui però casca l'asino, in quanto spesso non si riesce a fare le cose x bene - anzi è molto difficile

    Quando si riesce, il risultato può essere magico.

    recentemente ho riascoltato 2 paia di Stax elettrostatiche, le piccole 81 o 83 (comunque erano quelle piccole) e le grandi e inarrivabili 8X (costavano una follia 20 anni fa) e sotto diversi parametri sono insuperabili ancora oggi.

    Ma sono casse x audiofili molto esperti, e con orecchie fini. E le 2 cose scarseggiano secondo me
    A Pluto ed audiofili:
    penso che potrebbe interessare questa risposta data da Roger Sanders che parla proprio degli elettrostatici a gamma piena rispetto agli ibridi.
    E' un testo lungo, ma interessante.
    Fatemi sapere se c'è un interesse per questo tipo di documentazione.
    Guido

    "Quando ti riferisci all'approccio di Soundlab al problema della risonanza immagino che tu ti riferisca al progetto di Roger West di risonanza distribuita. Per i lettori che non avessero famigliarità con questa tecnica, questa è quella nella quale il diaframma è diviso in sezioni di varie misure. L'idea è quella di produrre diverse e più piccole frequenze di risonanza invece di una sola grande.

    In teoria questa tecnica dovrebbe non solo ridurre il problema della risposta in frequenza dei bassi ESL veramente mediocre, ma potrebbe essere usata per compensare la cancellazione di fase, che è la ragione principale per la quale gli ESl (elettrostatici) non possono produrre bassi a livello elevato.

    Le differenti sezioni del diaframma vengono prodotte usando degli spaziatori dal diaframma allo statore che sono a differenti distanze uno dall'altro. Anche Martin Logan usa questo metodo di costruzione.

    Ho sperimentato estensivamente questa tecnica. Sfortunatamente c'è un problema imprevisto che le impedisce di lavorare come ci si aspettava.

    L'idea della risonanza distribuita funziona per pannelli elettrostatici isolati, distanti fra di loro, che possono operare come drivers singoli. Ciascuno avrà la sua particolare risonanza in funzione della misura e della tensione del diaframma.

    Ma quando si prendono quegli stessi drivers, e li si mettono insieme per formare un singolo altoparlante, succede qualcosa di bizzarro.... i pannelli ora funzionano come uno solo. Non hanno più risonanze individuali.

    La ragione di ciò è che i pannelli sono immersi nell'aria, che ha una massa significativa. Alle frequenze audio la massa dell'aria prende la consistenza di un gel.... o alle frequenze più basse di un liquido. La massa d'aria intorno all'altoparlante allora vibra come un'unità (come una ciotola di Jell-O vibrerebbe come una unica massa) impedendo di formarsi alle risonanze individuali.

    In altre parole la risonanza distribuita non funziona. Non è possibile spezzare la risonanza fondamentale di un elettrostatico in risonanze multiple distinte.

    Comunque le differenti distanze degli spaziatori hanno un effetto sulla risonanza fondamentale dell'altoparlante perchè il diaframma non si comporta più come se fosse a tensione costante. Questo riduce la grandezza della risonanza fondamentale e ne allarga la banda. così aiuta a migliorare le grandi irregolarità della risposta in frequenza, sebbene a spese del rendere una gamma audio più ampia negativamente colpita dalla risonanza.

    Notate con attenzione che anche se la tecnica della risonanza distribuita funzionasse, la prestazione dei bassi avrebbe comunque un comportamento ad alto Q con i suoi effetti negativi sulla qualità dei bassi. Dopo tutto per definizione tutte le risonanze sono ad alto Q, ed avendone di più su una gamma più ampia semplicemente allargherebbe il comportamento negativo ad alto Q su una banda più ampia. Questo certamente degrada le prestazioni dell'altoparlante.

    Infine la risonanza distribuita non risolverebbe il problema della mediocre risposta in frequenza ai bassi. Invece di avere una singola risonanza ne avremmo ora molte. Così la risposta in frequenza sarebbe irregolare su una banda più ampia.

    In tutta onestà si potrebbe sollevare l'obiezione che la grandezza delle risonanze multiple sarebbe più piccola di quella di una singola risonanza. Alcuni potrebbero trovarlo preferibile. Ma rimane il fatto che una risposta in frequenza che consiste di una serie di risonanze sarebbe ancora lontana dal lineare.

    In conclusione trovo che la risonanza distribuita non funziona come si pretende.
    Inoltre degrada l'altrimenti splendida risposta in frequenza a basso Q degli ESL in tutto il resto della loro gamma di frequenze.

    Ci sono solo due strade che ho trovato per eliminare il comportamento ad alto Q di un elettrostatico. Il primo è evitare di pilotare l'ESL vicino alla sua frequenza di risonanza. Un ibrido fà esattamente questo. Ma ci sarebbe un secondo metodo che può essere usato in ESL a gamma piena perchè abbiano un comportamento a basso Q sull'intera banda.

    Ho sperimentato il motional feedback. Misurando il movimento del diaframma e confrontandolo con il segnale musicale gli errori causati dall'overshoot e ringing e gli errori nella risposta in frequenza possono essere identificati. Viene quindi prodotto un segnale d'errore che può essere inviato all'amplificatore che pilota il diaframma dell'ESL per fermare in modo attivo il ringing e l'overshoot.

    Questo funziona piuttosto bene. Non solo ferma il comportamento ad alto Q, ma può essere usato per produrre una risposta in frequenza dei bassi perfettamente lineare. Compensa anche la cancellazione di fase. Bello!

    Ma il motional feddback ha seri problemi nella sua implementazione. Il più grande è che non si può usare un microfono per produrre il segnale di errore perché i suoni ritardati dall'acustica della stanza entrano e confondono il sistema elettronico.

    Può essere usato un laser per misurare il movimento del diaframma. E' immune dall'acustica della stanza perché non misura il movimento dell'aria, ma il movimento del diaframma direttamente.

    Un sistema come questo inizia a diventare molto complesso, costoso, e impraticabile per un uso in casa. Così abbiamo anche sperimentato sistemi più semplici come l'usare le variazioni del valore capacitivo dell'altoparlante stesso (il valore capacitivo varia al variare della distanza fra diaframma e statore). Ma evitare che il segnale pilota influenzi la misura è difficile da risolvere. Bisogna ancora lavorarci sopra.

    Se il motional feeedback potesse risolvere i problemi di risposta in frequenza ed alto Q di un woofer elettrostatico, ancora non verrebbe risolto il problema principale, che è un basso livello di uscita. Rimane il fatto che un radiatore dipolo soffre di estrema cancellazione di fase e perdite da "radiation resistance" (n.d.t. resistenza all'irradiazione??) nei bassi che impediscono di produrre bassi profondi, forti e dinamici.

    Non c'è apparente soluzione a questo problema di debole livello di uscita dei bassi. Fino a che non c'è il sogno di un elettrostatico senza crossover a gamma piena di alte prestazioni rimane un obbiettivo elusivo.

    Fortunatamente i nostri sistemi ibridi hanno raggiunto il punto nel quale hanno prestazioni altrettanto buone di un ESl a gamma piena per quanto riguarda il dettaglio e la trasparenza. L'integrazione dei due drivers non ha difetti. E diversamente da un ESL a gamma piena possono produrre un livello di uscita così elevato che la completa gamma dinamica della musica dal vivo viene realizzata in pieno. Così mentre continuo a sperimentare con i woofers elettrostatici non ne vedo veramente il bisogno".

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    Re: Sanders

    Post  pluto on Tue Jul 12, 2011 9:56 am

    Elca, hai senz'altro ragione, anche se dubito che siano poi molti quelli che riescono ad ascoltare a volume così alto.

    Non mi prendere alla lettera puntino x puntino. Le Stax sono un progetto di 25 anni fa (forse 30). Le cito per coloro che non le avessero mai sentite perchè sono un'esperienza che disorienta

    Le Martin Logan invece che sono state continuamente aggiornate, suonano forte eccome. All'ultimo Top c'erano le CLS Anniversary. Le ha ascoltate qualcuno?
    Secondo me strepitose, troppo costose, assai più ingombranti del modello di partenza e bruttine; ma il suono....

    Apogee: vero. Ma fantastiche se ben amplificate e con bassi all'altezza

    SoundLab (le grandi): se uno ha una stanza enorme (soprattutto alta e larga abbastanza) sono il Nirvana (sorry ma x me ne esiste uno solo)

    Elca hai ragione visto che qua il 70/80% va di Pink Floyd & co . Per quelli che ascoltano anche altro, classica, jazz, voci disarmanti etc un ascolto di queste tipologie può essere una grande esperienza.

    Ho dimenticato le Quad 63 mod Crosby (strepitose anch'esse)

    Ciao

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    Re: Sanders

    Post  Geronimo on Tue Jul 12, 2011 12:19 pm

    pluto wrote:
    SoundLab (le grandi): se uno ha una stanza enorme (soprattutto alta e larga abbastanza) sono il Nirvana (sorry ma x me ne esiste uno solo)

    Hai detto bene, per te ne esiste solo uno sunny , come per chiunque altro esiste il suo Nirvana


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    Re: Sanders

    Post  Guido on Sun Jul 17, 2011 8:19 pm

    Quattro sono i motivi del mio interesse per questa filosofia costruttiva, per me che vengo dal passato e ho, dagli anni '80 in poi, le orecchie assuefatte ed inquinate da trasduttori a nastro e diffusori bipolari:

    • La "fama" di robustezza che contrasta, pare, con il generale luogo comune di questo tipo di trasduzione.

    • La tecnologia a linea di trasmissione dei woofer

    • Il xover digitale con, credo, la possibilità di tarare l'accoppiamento con l'ambiente.

    • L'amplificazione integrata.


    Chi sa scriva.
    Nel frattempo: Buona Notte

    Vengo anch'io dal passato e riprendo i punti da te focalizzati: parto dall'ultimo:

    AMPLIFICAZIONE INTEGRATA
    negli USA i diffusori vengono venduti in bundle con il finale Magtech a 13.000 $..
    Per l'Italia abbiamo ottenuto la possibilità di acquistare il Model 10 C separatamente a 8.000 $, pari a circa 5.630 euro oggi in modo che si possa utilizzare un finale di altra marca magari anche d'occasione che al giorno d'oggi non mancano.
    Il finale di potenza Magtech viene quindi venduto separatamente a 5.000 $ (il totale è quindi sempre 13.000 $). ed il finale ESL a 4.000 $. Prezzo pari a USA
    Questo, comprensivo di trasporto aereo sino al domicilio

    LA FAMA DI ROBUSTEZZA
    con i Pannelli Elettrostatici Ultrastat è possibile impiegare potenze molto elevate e di conseguenza ottenere una dinamica mai sentita su diffusori elettrostatici, noti fino ad oggi per la loro delicatezza e precisione di emissione, ma di norma pagata con una dinamica non entusiasmante. Pilotato dal Sanders ESL da 350 w su 8 ohm, 1.000 w su 2 ohm, ed in grado di fornire più di 2.000 volt/ampere si assiste ad un fenomenale dinamica. Nel caso dell'impiego della coppia di ESL Monoblock addirittura 1.000 w a 8 ohm, 1600 w a 8 ohm.
    Per il woofer si può impiegare il finale Magtech da 500 w a 8 ohm 900 su 4 ohm o addirittura la coppia Magtech Monoblock da 1.600w a 8 ohm o 2.000 a 4 ohm.

    LA TECNOLOGIA A LINEA DI TRASMISSIONE DEL WOOFER
    rende possibile un ottimale abbinamento del sub alla velocissima emissione del pannello elettrostatico. Inoltre rende possibile l'ottenimento di frequenze estremamente basse. (20 hz.) ed una grossa dinamica.

    IL CROSSOVER
    si tratta di un crossover digitale in grado di intervenire per l'accoppiamento con l'ambiente. Alcuni interventi sono:
    guadagno su entrambi le sezioni (ESL e T/L) per un perfetto allineamento delle efficienze dei finali, correzioni della risposta in funzione dell'ambiente, interventi sulla fase e time alignment dei drivers, scelta della frequenza di intervento, della pendenza da 6 a 48 db/ottava, e del tipo di filtro.
    Per qualsiasi chiarimento trovate tutte le informazioni in lingua italiana nel sito http://sanderssoundsystems.eu/

    Non entro nel merito dell'ascolto di tali diffusori ma non vi nascondo che mi piacerebbe molto accogliere qualcuno del Gazebo Audiofilo per un prova di ascolto perché possa poi riportare le sue considerazioni nel forum.

    Guido

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    Re: Sanders

    Post  Guido on Fri Aug 12, 2011 8:33 am

    Vedo che, come previsto, gli appassionati seguono i Marchi più affermati in Italia.
    Oramai ho ricevuto da più di un mese, in sostituzione delle mie Beveridge 3 ed i Mark Levinson ML2, le SANDERS 10c con relativi finali ESL per la parte elettrostatica e Magtech per i subvoofer oltre al nuovissimo pre Sanders ancora non presentato negli USA.
    Posso dire ora di cominciare a conoscerle abbastanza profondamente.
    Ritengo che il mondo HIFI si divida in 2 principali vie:
    1 diffusori con componenti magnetici, la stragrande maggioranza
    2 diffusori elettrostatici
    Chi vuole la dinamica (musica Rock) sceglie la 1 e chi ama il micro dettaglio (solitamente musica classica), magari sacrificando un po' o molta la dinamica sceglie la 2.
    Le Sanders stupiscono perchè pur appartenendo alle elettrostatiche e quindi mantenendo una delicatezza ed un dettaglio assoluto hanno una dinamica degna delle più efficienti casse da musica Rock.
    I vantaggi sono tantissimi, ma per brevità accenno solamente ad alcuni di questi che mi hanno stupito.
    Vi siete mai accorti che quando ascoltate un brano di musica classica molte volte dovete variare il volume?
    Si tratta di mancanza di dinamica. E' da una vita che convivo con questo problema!
    Si deve scegliere un volume adatto al momento musicale, ma quando per esempio la dinamica sale per evitare il clipping si deve abbassare; quando arrivano i pianissimo, si deve alzare per ascoltare i punti più delicati.
    Un audiofilo musicista che le ha ascoltate ha affermato che mai aveva sentito i "pianissimo" senza perdere una nota. (pubblicato in un post)
    Con le Sanders 10 imposti un volume e ti accorgi che va bene dall'inizio alla fine.
    Inoltre un grandissimo pregio è che si possono apprezzare le più piccole variazioni di pressione acustica nell'esecuzione di un brano musicale.
    La prossima volta che andrete a sentire una dimostrazione di diffusori pretendete che non si tocchi il volume dall'inizio alla fine; ne vedrete delle belle....
    Un altro grande vantaggio è che sono direzionali e, puntate sull'ascoltatore, forniscono un microdettaglio che viene influenzato molto meno dall'ambiente.
    Rinnovo l'invito ad un ascolto per chi si trovi a passare da Milano ed aggiumgo solo: "si tratta di un sistema che si piazza in assoluto fra i migliori senza limite di prezzo"
    Cari saluti agli amici del Forum.
    Guido

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    Re: Sanders

    Post  carloc on Fri Aug 12, 2011 8:57 am

    Ciao Guido,

    penso che una passeggiata a Milano me la farò :)

    A suo tempo ho avuto a che fare per diverso tempo con delle Audiostatic 300 (se non ricordo male il nome ed il modello) ed il suono delle elettrostatiche pure mi affascinava. Ti dirò che scendevano molto bene anche in basso...;)

    Saluti,
    Carlo


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    Re: Sanders

    Post  Guido on Fri Aug 12, 2011 9:11 am

    carloc wrote:Ciao Guido,

    penso che una passeggiata a Milano me la farò :)

    A suo tempo ho avuto a che fare per diverso tempo con delle Audiostatic 300 (se non ricordo male il nome ed il modello) ed il suono delle elettrostatiche pure mi affascinava. Ti dirò che scendevano molto bene anche in basso...;)

    Saluti,
    Carlo
    Sarai il benvenuto.
    Se hai della preferenze musicali portati uno o due dei tuoi dischi; potrai meglio apprezzare le differenze...
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    Re: Sanders

    Post  piroGallo on Fri Aug 12, 2011 11:14 am

    potremmo organizzare un "Gazebo Living Test"...


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    Re: Sanders

    Post  Guido on Fri Aug 12, 2011 12:34 pm

    piroGallo wrote:potremmo organizzare un "Gazebo Living Test"...
    Ottima idea! Sarà un grande piacere scambiare quattro chiacchere fra amici audiofili.
    Vogliate solamente tener presente che di sabato sono irreperibile.
    Massimo, ci sarai anche tu?
    Guido

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    Re: Sanders

    Post  carloc on Fri Aug 12, 2011 3:30 pm

    Guido wrote:Vogliate solamente tener presente che di sabato sono irreperibile.

    Guido

    Bene...vorrà dire che verremo di domenica....;))))))


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    Re: Sanders

    Post  Guido on Sun Aug 14, 2011 6:40 pm

    Le dimensioni delle Sanders Model 10 non sono così ingombranti come potrebbe far supporre il fatto di poter essere pilotate da diversi Kilowatts.
    Le misure sono le seguenti 38 X 45 X 175
    Guido


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    Re: Sanders

    Post  pluto on Mon Aug 15, 2011 7:31 am

    In effetti non mi sembrano molto grandi, quindi si possono inserire più facilmente

    Avrei una domanda Guido: ma le ritieni davvero superiori alle Beveridge? Conosco alcune persone che non sarebbero tanto d'accordo.
    Tu che le hai avute entrambe, che ci dici?

    Ciao
    Gian

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    Re: Sanders

    Post  Guido on Mon Aug 15, 2011 1:23 pm

    pluto wrote:In effetti non mi sembrano molto grandi, quindi si possono inserire più facilmente

    Avrei una domanda Guido: ma le ritieni davvero superiori alle Beveridge? Conosco alcune persone che non sarebbero tanto d'accordo.
    Tu che le hai avute entrambe, che ci dici?

    Ciao
    Gian



    Conosco anche io quelle persone e capisco quanto possano apprezzare le Beveridge.
    Chiedo scusa per la lunghezza dell'intervento, ma devo entrare nel dettaglio.
    Ho avuto le “Beveridge 3” per primo in Italia.
    Ero, assieme a Flavio l'importatore esclusivo per l'Italia e me le sono portate a casa appena arrivate dagli USA. (sono da sempre un musicofilo/audiofilo)
    Le ho tenute per circa 30 anni e mi piacevano moltissimo, a parte le lamentele di mia moglie per l'ingombro e l'invadenza.
    Erano allora inarrivabili per il pianoforte, il violino e la voce. E non ho detto poco!
    Per la voce, l'orecchio umano è in grado di recepire la minima distorsione; il violino ed il pianoforte, secondo me, sono strumenti che mettono a nudo la trasparenza dei diffusori e quindi all'ascolto mettono in crisi anche i migliori; richiedono la perfezione anche di tutte le armoniche.
    In molti ascolti le Beveridge mettevano i brividi...
    Avevano però dei limiti.
    Con un'orchestra di 20/50 elementi non erano in grado di sostenerne la dinamica ed inoltre il posizionamento dei vari strumenti non era ben dettagliato.
    Il loro collocamento sui lati e la loro modalità di irradiazione permette una precisa immagine acustica destra/sinistra, ma molto meno per la fase e quindi l'informazione avanti/indietro.
    Le avevo amplificate con uno dei più potenti finali di allora (Crown PSA2).
    Le ho poi biamplificate con 2 Mark Levinson ML2 mantenendo il loro crossover passivo, ma non era cambiato molto. Ho inserito poi il loro preamplificatore a valvole ed il loro crossover elettronico Beveridge, prodotti dalla casa in un secondo momento. (che prezzi!.....)
    Ci fu un miglioramento della dinamica.
    Ora, dopo circa 30 anni ho scoperto le Sanders Model 10 e mi sono reso conto che questi decenni non sono trascorsi invano.
    Le Sanders, come di regola i diffusori elettrostatici, sono il meglio per il microdettaglio e la velocità di emissione. Però non soffrono delle limitazioni delle elettrostatiche, hanno infatti una dinamica travolgente.
    Inoltre Roger Sanders ha trovato il modo di abbinare due subwoofer velocissimi, a linea di trasmissione, che sono in grado di accoppiarsi ai pannelli elettrostatici in modo ottimale.
    Questo fa sì che la copertura della banda 20/20.000 hz. sia completa.
    Oltre tutto Sanders ha prodotto un finale, l'ESL specificamente progettato per le elettrostatiche da 360 watts in grado di fornire più di 2000 volt-amps per canale su un pannello elettrostatico ed il finale Magtech da 500 W su 8 per i subwoofer. Non entro nel merito dei monoblock perché non li ho ancora provati.
    La scena che sono in grado di ricreare questi diffusori è dettagliatissima; ogni strumento è al posto giusto e questo viene ben spiegato qui :
    http://sanderssoundsystems.eu/?page_id=47
    Cito: “La posizione sinistra/destra nell’immagine è determinata dalle differenze di volume fra i due canali. Ma la profondità è definita dall’informazione temporale (fase).La ragione per la quale sentite che i violini di una orchestra sinfonica sono di fronte agli ottoni è perché il loro suono raggiunge le vostre orecchie leggermente prima del suono di trombe e tromboni. Questa informazione di fase deve essere stata conservata nella registrazione e poi riprodotta accuratamente dai diffusori perché abbiate la profondità dell’immagine acustica.”
    Un altra limitazione che ho sempre avuto, ma non solo con le Beveridge, è il livello di ascolto.
    Quando si imposta un volume, poi si deve attenuare quando arriva il grosso della dinamica ed alzare quando arrivano i pianissimo. Con le Sanders 10 imposti il volume e....miracolo! Lo lasci dall'inizio alla fine.
    Non crediate che sia poca cosa. Provate anche voi e poi pretendetelo quando vi dimostreranno diffusori del massimo livello.......ne vedrete delle belle.
    Guido

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