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Riflessioni sul VTA
Il Gazebo Audiofilo

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    Riflessioni sul VTA

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    pepe57
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    Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 12:20 am

    Leggevo in un altro forum una discussione relativa alla regolazione del VTA.
    Un appassionato, si lamentava del fatto che causa braccio "troppo basso" non riesce a regolare il VTA come si deve... Neutral Neutral
    Prendendone spunto, posto qui sull' argomento, sperando che possa interessare, le osservazioni fatte negli anni, sempre aiutato dai soliti amici ingegneri sul campo e tutto quanto letto in merito.
    Considerazioni che certamente non sono il verbo, ma spero possano essere utili per altre riflessioni relative al disco nero e a come fre per sfruttarlo al meglio senza perdere tempo ad inseguire elementi poco importanti (sempre a parere mio/nostro). sunny
    Tutto quanto segue, anche se comprovato da diverse letture e studi, consideratelo quindi sempre preceduto da un:" secondo me".
    Beh la regolazione del VTA a parer mio (nostro) è un falso problema, quasi un divertissment.. Neutral
    Se si definisce il VTA come l'angolo che il cantilever ha con il piano del disco si parte da una base "semplificata" ma utile inizialmente (poi si vedrà che non è esatto).
    Per prima cosa bisogna pensare che modificare il VTA di 1 grado corrisponde per un braccio da 9" sollvargli il "culo" di circa 12 mm e che pochissimi bracci riescono ad andare oltre.
    Inoltre va pensato che tutte le case che producono testine dichiarano (preciso: dichiarano, spesdso non mantengono) valori per i loro cantilever che vanno dai 20 a più di 34 gradi (la stra gran parte delle testine oscilla fra 26 e 32 gradi comunque).
    Il problema quindi è che con un qualsiasi braccio non si può regolare un bel nulla (in termini di VTA) se non si ha la testina nata per loro.
    Allora comperando la testina adatta al bracio il problema si risolve?
    Questo assolutamente no!
    In effetti il VTA non si dovrebbe mai considerare in base al piano del disco, ma alla linea di incisione che fa il bulino che "scava" + o meno in profondità, e questo incide moltissimo sull' angolo del VTA rispetto al piano.
    Basti pensare che il bulino del tornio di incisione incide la sua linea di incisione che varia da zero (teorico) ad un massimo di 20 gradi dalla linea teorica del "piano" del disco (in base all' etichetta ed al tornio, alla lacca e molti altri fattori)... e il gioco è fatto.
    Inoltre c'è il problema che se il disco è + spesso di 1 mm (come i dischi da 200 grammi) il VTA cambia (sempre per un 9 pollici) ben più del grado compensabile alzando completamente e il "culo" del braccio (servono circa 5mm per 0,5mm di disco con cantilever da 5mm se +è corto son dolori) da una precedente posizione "intermedia".
    Diciamo che poter spostare il "culo" del braccio influenza si il suono, ma non per il VTA, bensì per il peso e per l'angolo della puntina rispetto alla perpendicolare (o AIS valido specialmente per unipivot e per testine superellittiche o fine line).
    Ma ci sono molti parametri che hanno effetto, quali:
    la flessibilità del cantilever,
    complianza,
    lunghezza,
    il peso di lettura,
    la temperatura,
    il trascinamento dello stilo,
    l'altezza di pivot,
    la variazione dinamica della registrazione..
    In questo caso, se vi interessa il discorso, e se fino a qui vi è tutto chiaro, si dovrebbe parlare di questi ed anche altri fattori.
    Nel caso ne parliamo (se non siete completamente stramazzati!
    sunny )
    Pietro

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  carloc on Sat Aug 06, 2011 9:23 am

    Ciao Pietro,

    l'argomento è di estremo interesse per gli "analogici". Il fatto è, come accennavi, che l'insieme piatto, braccio e testina va ottimizzato seguendo criteri precisi ma poco noti ai più.

    Si vedono rivenditori che suggeriscono accoppiate braccio-testina assurde, basandosi solo sulle loro disponibilità di magazzino e/o sui loro margini di guadagno.

    Quello che sarebbe utile, prima di arrivare ai dettagli tecnici per settare braccio e testina, è conoscere le compatibilità reciproca tra bracci e testine sulla base, magari, delle sperimentazioni delle case costruttrici.

    Rimango sintonizzato.

    Buon weekend.
    Carlo




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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Giacomo on Sat Aug 06, 2011 11:17 am

    pepe57 wrote:...
    Per prima cosa bisogna pensare che modificare il VTA di 1 grado corrisponde per un braccio da 9" sollvargli il "culo" di circa 12 mm e che pochissimi bracci riescono ad andare oltre.

    Alcuni anni fa ho realizzato, su un'idea di un mio genialissimo amico, un braccio da 13" in legno con un sistema che dovrebbe essere il paradiso per gli smanettoni.
    E' regolabile in ogni suo movimento e può esssere sollevato quanto si vuole.
    Qualche foto qui
    http://tinyurl.com/4xml622

    Se siete interessati a qualche ulteriore specifica, chiedete pure...

    Saluti
    Giacomo


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 11:56 am

    carloc wrote:Ciao Pietro,

    l'argomento è di estremo interesse per gli "analogici". Il fatto è, come accennavi, che l'insieme piatto, braccio e testina va ottimizzato seguendo criteri precisi ma poco noti ai più.

    Si vedono rivenditori che suggeriscono accoppiate braccio-testina assurde, basandosi solo sulle loro disponibilità di magazzino e/o sui loro margini di guadagno.

    Quello che sarebbe utile, prima di arrivare ai dettagli tecnici per settare braccio e testina, è conoscere le compatibilità reciproca tra bracci e testine sulla base, magari, delle sperimentazioni delle case costruttrici.

    Rimango sintonizzato.

    Buon weekend.
    Carlo




    Ma dell' interfacciamento braccio/testina mi pare che se ne sia già discusso a lungo per quanto riguarda la frequenza di risonanza.
    Un aspetto che invece non si è molto sviscerato credo è quale sia il miglior tipo di articolazione (o almeno quello preferibile) in base alla testina che si vuole usare.
    E' a questo cui ti riferisci?
    sunny sunny

    Pietro

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 11:59 am

    Giacomo wrote:
    pepe57 wrote:...
    Per prima cosa bisogna pensare che modificare il VTA di 1 grado corrisponde per un braccio da 9" sollvargli il "culo" di circa 12 mm e che pochissimi bracci riescono ad andare oltre.

    Alcuni anni fa ho realizzato, su un'idea di un mio genialissimo amico, un braccio da 13" in legno con un sistema che dovrebbe essere il paradiso per gli smanettoni.
    E' regolabile in ogni suo movimento e può esssere sollevato quanto si vuole.
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    Se siete interessati a qualche ulteriore specifica, chiedete pure...

    Saluti
    Giacomo
    Complimenti per la realizzazione.
    Il problema però, come detto, è che le variabili in gioco non sono note, per cui pur disponendo del braccio regolabile in ogni cosa, dovrei regolarlo disco per disco? testina per testina? In base a che cosa se non so le specifiche di ogni caso?
    sunny sunny
    Pietro

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Giacomo on Sat Aug 06, 2011 1:58 pm

    pepe57 wrote:...

    Complimenti per la realizzazione.
    Il problema però, come detto, è che le variabili in gioco non sono note, per cui pur disponendo del braccio regolabile in ogni cosa, dovrei regolarlo disco per disco? testina per testina? In base a che cosa se non so le specifiche di ogni caso?
    sunny sunny
    Pietro

    Grazie per i complimenti.
    Mi pare che le uniche specifiche importanti - tenuto conto della massa del braccio - siano quelle della cedevolezza della testina: questo braccio richiede testine max 15 - 16 cu. 12 è ok.
    Saluti
    Giacomo


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  petrus on Sat Aug 06, 2011 2:22 pm

    Giacomo wrote:
    Alcuni anni fa ho realizzato, su un'idea di un mio genialissimo amico, un braccio da 13" in legno con un sistema che dovrebbe essere il paradiso per gli smanettoni.
    E' regolabile in ogni suo movimento e può esssere sollevato quanto si vuole.
    Qualche foto qui
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    Se siete interessati a qualche ulteriore specifica, chiedete pure...

    Saluti
    Giacomo

    Giacomo sei un artista, complimenti, raccontaci qualche dettaglio in più del tuo braccetto, articolazioni, regolazioni, smorzamento, massa effettiva, ecc.
    Ho visto che è molto evoluto nel tempo, ne hai fatto un oggetto replicabile in serie ?
    Ciao
    Lorenzo

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  petrus on Sat Aug 06, 2011 2:24 pm

    pepe57 wrote:
    ----------------cut------------------- se fino a qui vi è tutto chiaro, si dovrebbe parlare di questi ed anche altri fattori.
    Nel caso ne parliamo (se non siete completamente stramazzati!
    sunny )
    Pietro

    Abbastanza, prosegui pure sunny

    Lorenzo

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 2:57 pm

    Giacomo wrote:
    pepe57 wrote:...

    Complimenti per la realizzazione.
    Il problema però, come detto, è che le variabili in gioco non sono note, per cui pur disponendo del braccio regolabile in ogni cosa, dovrei regolarlo disco per disco? testina per testina? In base a che cosa se non so le specifiche di ogni caso?
    sunny sunny
    Pietro

    Grazie per i complimenti.
    Mi pare che le uniche specifiche importanti - tenuto conto della massa del braccio - siano quelle della cedevolezza della testina: questo braccio richiede testine max 15 - 16 cu. 12 è ok.
    Saluti
    Giacomo

    Ma quale è la massa del braccio?
    E poi prima si parlava di VTL ottimale per la lettura.
    per cui nessun braccio potrà darla essendo tutte le testine diverse.
    sunny
    Pietro

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  carloc on Sat Aug 06, 2011 3:14 pm

    pepe57 wrote:
    Ma dell' interfacciamento braccio/testina mi pare che se ne sia già discusso a lungo per quanto riguarda la frequenza di risonanza.
    Un aspetto che invece non si è molto sviscerato credo è quale sia il miglior tipo di articolazione (o almeno quello preferibile) in base alla testina che si vuole usare.
    E' a questo cui ti riferisci?
    sunny sunny

    Pietro

    Ciao Pietro,

    si se ne è discusso sempre ed ovunque. Rimane il fatto che nessuno, per quanto ne sappia, ha mai creato un tabella ( gli informatici direbbero un database) in cui andare a cercare le informazioni sull'accoppiata braccio/testina.

    In merito al tipo di articolazioni, anche qui c'è parecchio da disquisire. Personalmente ho scelto la filosofia del Well Temperd Arm una ventina di anni fa e non l'ho mai cambiata.

    Si può dire tutto ed il contrario di tutto ma ciò che conta, non mi stancherò mai di ribadirlo, è individuare l'insieme giradischi/braccio/testina omogeneo che, indipendentemente dalla classe di prezzo, restituiscano un messaggio sonoro corretto e fruibile.

    Ti saluto.

    Carlo



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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 4:24 pm

    carloc wrote:

    Ciao Pietro,

    si se ne è discusso sempre ed ovunque. Rimane il fatto che nessuno, per quanto ne sappia, ha mai creato un tabella ( gli informatici direbbero un database) in cui andare a cercare le informazioni sull'accoppiata braccio/testina.

    In merito al tipo di articolazioni, anche qui c'è parecchio da disquisire. Personalmente ho scelto la filosofia del Well Temperd Arm una ventina di anni fa e non l'ho mai cambiata.

    Si può dire tutto ed il contrario di tutto ma ciò che conta, non mi stancherò mai di ribadirlo, è individuare l'insieme giradischi/braccio/testina omogeneo che, indipendentemente dalla classe di prezzo, restituiscano un messaggio sonoro corretto e fruibile.

    Ti saluto.

    Carlo



    Eccoti un link ben conosciuto:

    http://www.vinylengine.com/

    Qui puoi trovare diverse info relative a bracci e testine, + la possibilità (visitando le testine) di vedere quale massa di braccio sia consigliata per ricadere in un buon range di FR.
    In ogni caso fai attenzione ai dati dichiarati (parlo della cedevolezza) che spesso in USA sono in regime statico, per cui il valore và (grossomodo) dimezzato e quelli relativi a testine giapponesi, per le quali la cedevolezza è data a 100 hertz (per cui và grossomodo raddoppiata).
    Questo devi farlo perchè i calcolatori considerano una cedevolezza a 10 Hertz.
    Personalmente preferisco farmi i conti, anche perchè spesso li posso "affinare" con altre considerazioni.
    Il range di FR ottimale ricercato sta fra gli 9 ed gli 11 Hertz.

    Nel caso tu non la conoscessi te la scrivo:

    1000/6.28 (io uso un semplice 159)

    dunque: 159 / r2 di (C x SM)
    ove r2 = radice quadrata
    C = cedevolezza (a 10 Hertz)
    SM = somma delli tutte le masse (braccio + testina + vitine/dadini/eventuali spessori).

    Per fare un esempio:
    una Denon 103 se vai in quel sito, dichiara cedevolezza 5cu
    a 100 hertz ed una massa di circa 9,5 gr)
    Per cui, raddopiandola ed usiamo 10 cu a 10 hertz (sarebbe di + ma poco importa).
    Un braccio qualsiasi di massa 12 grammi (tipo SME 3010 che è 12,8 gr)...

    159/R2 di 10 x (12,8gr + 9,5gr + 1,5gr vitine etc)
    159/r2 di 10 x 23,8
    159/r2 di 238
    159/15,4 (circa)
    10,3 Hertz circa (quindi ottimale)

    Usando il calcolatore (che parte da 5cu e non tiene conto di viti etc..)
    con stesso braccio ti avrebbe detto che la FR è
    14,9 Hertz e ti avrebbe consigliato un braccio molto
    + pesante (da circa 35 grammi per avere 10 Hertz) difficile fra l' altro da trovare).
    Usando però un braccio da 35 grammi il dato FR reale sarebbe "crollato" a 7,4 hertz (decisamente un po' troppo bassa anche calcolando la cedevolezza a 10, se poi consideri che nella realtà è maggiore la cosa peggiora ancora).
    In tal senso, io credo che calcolarsi manualmente è un pelo + lungo, ma ci lascia ragionare con calma sui vari fattori.
    Il WTA è un braccio atipico, una specie di unipivot doppio rovesciato e "fissato" che "abbassa" il baricentro lungo l' asse che scende nella vaschetta siliconica a sua volta punto di frizione.
    In tal senso pur non avendo il baricentro "alto" di certi unipivot, resta comunque "rallentato" dal silicone e soffre in modo deciso delle variazioni di peso (o le sfrutta meglio se si preferisce).
    Senza dubbio un braccio "leonardesco" ma un pelo instabile nelle performances sia istantanee che nel tempo.
    Molto silenzioso (una volta ben regolato il VTL), ricordo che ottenni buoni risultati (a mio gusto) con testine mediamente tendenti al "frizzante" e basi rigide.
    Tu che testina ci monti e su che base lo hai messo?
    Ciao!
    Pietro


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Sat Aug 06, 2011 5:08 pm

    petrus wrote:

    Abbastanza, prosegui pure sunny

    Lorenzo[/quote]

    Allora, stabilito che le testine hanno cantilever con inclinazioni diverse e che in fase di incisione della lacca, per i più savriati motivi quali ad esempio la temperatura della lacca stessa e la sua resistenza al taglio il bulino potrà avere diversi angoli di incisione ci rendiamo conto che parlare di regolazione del VTA (che sarebbe come abbiamo detto l' angolo che forma il cantilever con la superficie del disco), non ha senso e non può influenzare il risultato sonoro in modo univoco.
    Allora forse bisognerebbe parlare di AIS (Angolo Incidenza Stilo) che poi è l' angolo fra lo stilo e la linea perpendicolare alla superficie del disco.
    Qui si che ci sono elementi precisi (i costruttori di testine
    considerano una geometria stabile la verticale dello stilo nel solco) e concretamente misurabili nel caso di differenze.
    Diciamo che per una corretta lettura è importante fare si che la puntina "poggi" nel solco nel modo ottimale per "percorrere la strada" senza sforzi.
    Come quando si fa la convergenza ai pneumatici che vanno scampanati erfettamente, se no si consumano male perchè poggiano male sull' asfalto.
    Più stretti sono, più facile è "centrarli" in quanto proporzionalmente i 10 cm di "base" buona rappresentano una grossa parte del battistrada.
    Una testina conica ad esempio, con una superficie di contatto molto "corta" risente poco di qualche grado di incidenza errato.
    Una superellittica, che ha una superficie di contatto molto + grande deve essere centrata perfettamente, se non lo è lavorerà male (o di "punta" o di "culo") e "sibilerà".
    Qui la regolazione dell' AIS (tramite il movimento del "culo" del braccio) può essere utile (ma non definitiva).
    Beninteso una testina con cantilever lungo ad alta cedevolezza aiuterà molto di più, nel caso di piccoli errori di settaggio, rispetto ad una con cantilever corto e poco cedevole (ho appena scritto dei problemi con IKEDA).
    Teniamo sempre conto comunque che si parla di regolazioni di poche frazioni di grado.
    Un altro fattore incide sul risultato che percepiamo al variare di così poco.
    In effetti, spostando l' altezza del "culo" del braccio, specie con certe geometrie (unipivot a fulcro alto sopratutto) si aumenta di parecchio il "momento".
    Un fulcro alto equivale ad un momento elevato e più lo si alza e più questo momento si eleva esponenzialmente facendoci percepire maggior "rotondità" nel suono (c'è anche una leggera modifica del peso ad influenzare in tal senso).
    Invece un braccio che ha un fulcro "basso" di base resta + veloce e meno influenzabile ad un modesto variare dell' altezza e del peso.
    Puff ...
    Oggi son cotto e devo prepararmi per entrare in ospedale...
    per cui vi saluto tutti e spero di poter tornare a continuare presto la discussione.

    Ciao!
    sunny sunny

    Pietro

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  carloc on Sat Aug 06, 2011 5:23 pm

    Ciao Pietro,

    grazie per l'ottimo escursus...;)

    Per quanto mi riguarda, il mio WTA è montato sulla sua base (WTT) insieme con una Micro Benz MC2 del peso di 7,5 grammi.

    Il tutto è posto su un mobile estremamente solido e pesante.

    Saluti ed in bocca al lupo per i problemini fisici...;)

    Saluti,
    Carlo


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Giacomo on Sat Aug 06, 2011 6:51 pm



    Giacomo sei un artista, complimenti, raccontaci qualche dettaglio in più del tuo braccetto, articolazioni, regolazioni, smorzamento, massa effettiva, ecc.
    Ho visto che è molto evoluto nel tempo, ne hai fatto un oggetto replicabile in serie ?
    Ciao
    Lorenzo

    Sono un artigiano appena un po' raffinato (tra l'altro il mio campo è quello della costruzione di strumenti antichi: quella del braccio è stata un'avventura passeggera): l'appellativo di artista lo lascerei a qualcun altro... Grazie comunque.
    Come dicevo l'idea è tutta del mio amico che poi è anche quello più ferrato nella teoria.
    I prototipi in legno - legno/metallo sono solo serviti per avere un'idea di massima dell'insieme.
    L'idea era di costruire un braccio "appeso". Ne è venuta fuori una specia di forca che sostiene l'arco che a sua volta sostiene il perno orizzontale su cui poggia il braccio. L'arco è fissato alla forca tramite cuscinetti che gli permettono di girare con la massima scioltezza ma senza giochi. Il contrappeso è più basso del baricentro. L'antiskating è a filo. Tutta l'incastellatura può scorrere verticalmente sul pilone e bloccarsi all'altezza voluta. Una volta terminato il primo braccio, l'amico mi ha suggerito alcune piccole ma efficaci modifiche che - con somma incredulità mia e sua - hanno permesso al nostro braccio di superare nella resa bracci commerciali affermati (SME 3012R EMT 997 / HH Morch DP6) e di uguagliare in molti parametri bracci hi-end tipo il Toho canna metallica 13". Ne ho realizzati 4 o 5 esemplari. Dopo averlo brevettato abbiamo anche pensato a uno sbocco commerciale ma per vari motivi la cosa si è fermata lì.

    massa effettiva: g 12,50 senza shell
    massa effettiva con shell in alluminio g. 19,50
    lunghezza effettiva 13 pollici (33 cm)
    shell ‘a becco di flauto’:
    in alluminio g. 7,00
    in palissandro g. 4,00
    in pero g. 2,8
    completamente regolabile
    canna conica in legno di pero verniciato
    castello in ottone/bronzo
    antiskating a filo
    Il VTL si regola a occhio (con lente e riferimenti vari) a seconda della testina o dello spessore del disco facendo scorrere su o giù tutta l'incastellatura. Lo shell si raccorda al braccio mediante un tubicino che permette allo shell stesso di ruotare. Due brugole lo bloccano poi nella esatta posizione.
    Se qualcuno fosse interessato a maggiori informazioni, ho la relazione preparata per la pubblicazione su COSTRUIRE HIFI che sarebbe troppo lunga da inserire qui. Potete contattarmi in privato. Nel frattempo sento il mio amico/socio per spiegzioni più approfondite: io sono il braccio e lui la mente.
    Saluti
    Giacomo
    PS. Il primo link sotto la firma rimanda a qualche foto del braccio


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  matley on Sat Aug 06, 2011 7:06 pm

    Complimenti Giacomo... cheers
    Ti ho letto tutto di un fiato (firma)...ho visto la tua grande Passione..e ho estrapolato questo:

    Non manca la tabella del "tuning", l'intonazione, e qui prendete un colpo, perché non ce n'è uno passabilmente intonato. Bene, ho confrontato tutte le misure dei voicing di tutti gli strumenti e morire se ce n'è qualcuna che ricorre con qualche frequenza. Neanche tra due strumenti dello stesso costruttore.

    La manualità..la voglia di creare..la passione..
    Bravo davvero.. sunny sunny sunny

    buon lavoro


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    Non seguire una strada...."CREALA!



    "ma se i Cavi non ce-l'hai 'ndo vai..." ?



    Spoiler:
    https://i68.servimg.com/u/f68/13/38/17/01/pre_cj11.jpg

    Giacomo
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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Giacomo on Sat Aug 06, 2011 10:53 pm

    matley wrote:Complimenti Giacomo... cheers
    Ti ho letto tutto di un fiato (firma)...ho visto la tua grande Passione.
    ...
    La manualità..la voglia di creare..la passione..
    Bravo davvero.. sunny sunny sunny
    buon lavoro

    Troppo gentile...
    Quella lunga pappardella (complimenti per la costanza!)sulla costruzione del flauto è roba di più di 10 anni fa, scritta a puntate per gli amici del news group di musica classica che erano incuriositi dal mio mestiere.
    Tornando IT, dirò che la passione per la musica per me ha rivestito molti aspetti: dal suonare all'ascoltare, dal produrrre strumenti musicali a quelli tecnologici (braccio)oltre a ridurmi sul lastrico (si fa per dire) per l'insana (e dissennata, visto che anni fa ero messo molto meglio di adesso per quel che riguarda l'impianto)passione per l'hifi.
    Per dirne una, mentre i miei amici possiedono questo famoso braccio, io ne sono sprovvisto: ho solamente vari pezzi scompagnati da rifinire e assemblare, ma il tempo mi manca.
    Saluti
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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Edmond on Sun Aug 07, 2011 12:18 pm

    Francamente il discorso mi pare un po' confuso nell'esposizione, ma ci intendiamo comunque. Resto perplesso sul riferimento dei bracci presi a riferimento, visto che i miei FR64 e Schick si sollevano di svariati centimetri in altezza, senza problemi...

    La prima domanda che ho da farti è quale strumento usi per la misurazione angolare delle grandezze in gioco.

    In bocca al lupo...... sunny


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pluto on Sun Aug 07, 2011 1:13 pm

    Un ripassino da Wiki, potrebbe essere utile

    Se c'è riuscito lui 3000 anni fa senza un cazzo di strumento....

    Diogene Laerzio, nelle sue Vite, cita Ieronimo di Rodi per sostenere che Talete abbia misurato l'altezza della piramide di Cheope, nella piana di Giza, calcolando il rapporto tra la loro ombra e quella del nostro corpo nel momento del giorno in cui la nostra ombra ha la stessa lunghezza della nostra altezza.
    L'aneddoto è ripreso da Plutarco,[11] secondo il quale il faraone Amasis avrebbe voluto mettere alla prova la perizia scientifica di Talete, sfidandolo a misurare l'altezza della piramide di Cheope; superata la prova, il faraone gli espresse la sua ammirazione, dichiarandosi «stupefatto del modo in cui hai misurato la piramide senza il minimo imbarazzo e senza strumenti. Piantata un'asta al limite dell'ombra proiettata dalla piramide, poiché i raggi del sole, investendo l'asta e la piramide formavano due triangoli, hai dimostrato che l'altezza dell'asta e quella della piramide stanno nella stessa proporzione in cui stanno le loro ombre».
    Impressionati da tale calcolo, i sacerdoti lo ammisero nelle loro biblioteche, dove Talete poté consultare le opere di astronomia lì conservate.
    Il suo nome è rimasto legato al noto teorema, che egli tuttavia non conosceva e che deve essere ascritto a Euclide il quale nei suoi Elementi, dimostra la proporzionalità dell'area dei triangoli di eguale altezza.[12]
    Proclo, il commentatore di Euclide, attribuisce a Talete anche cinque teoremi di geometria elementare:
    "Un cerchio è diviso in due aree uguali da qualunque diametro"
    "Gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali"
    "In due rette che si taglino fra loro, gli angoli opposti al vertice sono uguali"
    "Due triangoli sono uguali se hanno un lato e i due angoli adiacenti uguali"
    "Un triangolo inscritto in una semicirconferenza è rettangolo"
    Panfilo[13] sostiene che Talete avrebbe sacrificato un bue agli dei per ringraziarli di quest'ultima scoperta che peraltro il matematico Apollodoro riferisce a Pitagora.


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Edmond on Sun Aug 07, 2011 1:29 pm

    Allora, al di la della trattazione sui triangoli, che conosco ormai da mezzo secolo,..................... che cazzo c'azzecca??????????????????


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pluto on Sun Aug 07, 2011 1:41 pm

    sempre misurazione angolare è......

    Però siamo andati un pò fuori tema. Ritornando al tema iniziale del VTA, sono abbastanza d'accordo con Pietro (anche se magari non su tutto) sul fatto che ci si è costruito un mito su questo VTA

    Nel caso citato su Audioreview, in effetti l'utente aveva un Thorens con qualcosa che non andava di sicuro
    Spesso questo parallelismo non viene seguito pedissequamente (i rivenditori Linn mi risulta che tengano un pochino seduto dietro il braccio) e le loro testine sono delle Lyra Scantech costruite su specifiche Linn. Le Lyra invece sono abbastanza influenzabili dal VTA, non così esageratamente come spesso si sente in giro ma abbastanza
    ALtre testine lo sono assai meno

    Che mi dite di Ortofon e EMT?

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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Edmond on Sun Aug 07, 2011 2:21 pm

    Gian, la MISURAZIONE ed il CALCOLO degli angoli sono due cose un pelo differenti........... La prima discende dall'applicazione di strumenti di misura, appunto, per la verifica di grandezze misurabili. Il secondo è un procedimento matematico, che se ne impippa di tutto e determina numericamente il valore di una grandezza........

    Quando si parla di misura dell'angolo occorre anche capire COME misurarlo.........


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Mon Aug 08, 2011 5:44 pm

    Ciao Edmond, ci sono divers metodi per regolare esattamente la testina nel solco nei vari parametri, dall' oscilloscopio e disco test, al programma di Fleickert Adjust +, al Fozgometer (e corrispndenti, però + costosi).
    Di base servono per altro, ma se ci pensi vanno perfettamente bene per la bisogna usandoli un po' "creativamente".
    Ma il fatto è che una volta trovata la posizion e perfetta per un LP, potrebbe succedere che per un altro non valga +
    Pensa a alla norma (non scritta valida fino agli anni 65 di incidere usando una incidenza di 15 gradi, che poi divennero un po' per tutti 20 (come detto prima) salvo differenze "sul campo" anche molto elevate. (pensa alla vecchia Ortofon SL-15 che divenne SL-20 proprio per i nuovi accordi di incisione).
    Il problema quindi è che se i cantilever variano da 20 a 34 ° si avrebbe bisogno da una posizione intermedia di disporre di 16 cm di escursione in su ed in giù per adattare alle varie testine....
    Se poi ci metti i 20 à di variazione da un Lp ad un altro (teorica misuara max, nella realtà una differenza di 7/8° è + che probabile solo fra dischi pre 1965 e dopo 1965)...
    hai bisognno di altri (a 7 gradi) 8,5 cm di escursione....
    Insomam il braccio dovrebbe salire di quanto per aggiustare il VTL?
    e cosa sucecde poi alle altre regolazioni (overhang e null point in testa?)
    E a che pro poi?
    (se ben ricordo, c' era un articolo della Rega interessante in merito al afstto che il loro braccio on può essere "alzato")
    Per cui, alla fin fine trovata la regolazione "ideale" personalmente io regolo ad "orecchio" (senza stravolgere certe cose) mediando l' altezza con un certo numero di LP e conscio che non saranno mai al top delle misure, ma simili a quanto cerco io.
    Le variazioni che fai, una volta trovato il perpendicolo/valore ottimale agli strumenti (che si potrebbe definire punto "zero"), in base alla lunghezza del braccio ed ai millimetri che abbassi o sollevi, sono abbastanza semplici da calcolare.
    Ciao!


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Edmond on Mon Aug 08, 2011 6:29 pm

    Se regolo ad orecchio, tanto vale partire dall'idea di rendere il braccio orizzontale con una certa serie di dischi e, se del caso, inserire degli spessori sull'estremo della testina, sotto lo shell................

    Ho sempre ritenuto la regolazione del VTA troppo aleatoria in funzione dei parametri in gioco, troppo "personale" e poco scientifica in senso stretto...........

    Per inciso, il mio Schick montato sull'SP-10 "incassato" (stile base originale Technics), ha una escursione utile di circa 12 cm.........


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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  pepe57 on Mon Aug 08, 2011 8:16 pm

    A dire il vero, non ho detto di regolare ad "orecchio".
    Ma di trovare prima il punto "zero" e muoversi li intorno se ci si accorge che si preferisce mediamente una posizione leggermente diversa con una certa quantità di dischi 8secondo VPI cambiamenti di 2 mm dell' escursione del "culo" del braccio son ben distinguibili, per me, come detto, può anche essere, ma dipende sia dal variato uso dello stilo che da ovehang e peso modificati, il VPI come ben sapete è proprio un unipivot).
    Naturalmente, io , se iso un braccio unipivot, non spostrei mai + di 6 mm (0,5° per un 9" circa) con un cuscinetti mai + di 12mm (1° per 9 " circa).
    Con 12 cm hai già un' ottima escursione (pur esendo ridotta dal fatto che è un braccio "lungo", ma resta una potenziale regolazione sempre "teorica" in quanto sia il VTA delle testine che quello dell' LP non è noto(se si vuole regolare il braccio facendo riferimento al VTA).
    E muovere un braccio in modo consistente crea profonde mutazioni in altri parametri molto più importanti e ben gestibili (dal peso alle lunghezze).
    Ciao!
    sunny sunny sunny
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    Re: Riflessioni sul VTA

    Post  Edmond on Mon Aug 08, 2011 8:37 pm

    Sta bene, ma così ci ritroviamo sempre al punto di partenza.. Come misuriamo? Un oscilloscopio a casa è, francamente, al di la di ogni senso logico, secondo il mio modo di vedere............. Gli altri strumenti non li ho mai usati e non so darne un giudizio di merito............

    La questione è che sulla maggior parte dei manuali dei bracci, antichi e moderni, si parte sempre dalla posizione orizzontale del braccio......... Proviamo a ragionare partendo da qui?


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