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Il Superfluo e la qualità necessaria
Il Gazebo Audiofilo

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    Il Superfluo e la qualità necessaria

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    Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 5:46 pm


    Avete letto questo articolo di Diego Nardi su FdS di questo mese? (Settembre, pag. 80) Interessante, vero? Lo condivido parola per parola..anche perché ripete concetti da me espressi qualche tempo fa... Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Geronimo on Sat Sep 10, 2011 5:47 pm

    Ciao Ema sunny , puoi riassumere quanto affermato da Nardi?


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 6:07 pm

    Elcaset wrote:Ciao Ema sunny , puoi riassumere quanto affermato da Nardi?
    Ti riporto un passo:
    "L'audiozia vuole dire suoni fotografici, iperdefiniti, dove si pretende di "localizzare" le sorgenti sonore che non solo non ha riscontro nell'ascolto di musica reale....ma tende a darle un carattere pedante e ragioneristico che la svuota di ogni espressività. Dagli impianti d'audiozia si pretende una noiosissima riproduzioen didascalica che finisce per rendere insopportabili i dischi normali; non è un caso che il costante stato di ansia e insoddisfazione in cui di solito versa l'audiota tipico, che si consola buttandosi sul più patetico feticismo e continua con frenesia a cambiare apparecchi ma non riesce a sentire un disco dall'inizio alla fine.
    In altre parole in "hiend" il superfluo -cioè i parametri dell'audiozia- va a prevalere sull'essenziale -cioè la buona riproduzione"
    Ti ricorderai che le medesime considerazioni sono state da me fatte un po' di tempo fa

    Se vuoi, ti riporto altri passi significativi..


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  carloc on Sat Sep 10, 2011 6:20 pm

    Quello che hai riportato è sufficiente....... sunny

    Il Nardi ha perfettamente ragione.

    Carlo


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 6:23 pm


    Perché nessuno possa adombrarsi, preciso che ho fatto parte della categoria degli audioti per decine di anni, per rinsavire solo da qualche mese... Embarassed


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  carloc on Sat Sep 10, 2011 6:24 pm

    ema49 wrote:
    Perché nessuno possa adombrarsi, preciso che ho fatto parte della categoria degli audioti per decine di anni, per rinsavire solo da qualche mese... Embarassed


    Non è mai troppo tardi per convertirsi sulla via di Damasco......


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Massimo on Sat Sep 10, 2011 7:03 pm

    Io non sono d'accordo, e non per questo spendo cifre folli, cerco di mettere a punto nel miglior modo possibile quello che ho.
    I dischi se ben registrati e se l'ingegnere del suono mette bene i micofoni e usa poco l'equalizzatore riesce a rendere perfettamente il palcoscenico sonoro.
    Nel caso che si tratta di registrazioni in studio, la giusta miscelazione dei vari canali riproduce ciò che l'ingegnere del suono voleva, il risultato dipende tutto dalla sua bravura. sunny sunny sunny


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 7:21 pm

    Massimo wrote:
    I dischi se ben registrati e se l'ingegnere del suono mette bene i micofoni e usa poco l'equalizzatore riesce a rendere perfettamente il palcoscenico sonoro.

    Giusta osservazione, caro Massimo. E' noto a tutti che un supporto eccellentemente registrato apre una non piccola porzione di hiend anche con impianti da poche centinaia di euro. Ma questo non sposta di una virgola l'intelligente argomentazione di Nardi. I parametri valutativi di un impianto "hiendista", ahimè, NON esistono nell'ascolto reale. Come dicevo tempo fa, la focalizzazione o, peggio ancora, il soundstage e la didascalica esposizione dei particolari (i tanto amati microcontrasto e definizione) sono artifici innaturali...


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Sat Sep 10, 2011 7:43 pm

    Il pensiero di Nardi è condivisibile al 100%, a mio parere; come anche il fatto che buona parte dei parametri assai cari a molti, siano semplicemente inesistenti in una sala da concerto.

    Tuttiavia, prima ancora dell'apparato di riproduzione, credo non si possa trascurare quanto consegue (inevitabilmente) dall’uso e relativo posizionamento dei microfoni: se ascolti un violino solo a teatro dalla prima fila puoi percepire chiaramente il...rumore dei polpastrelli che battono sulla tastiera; giusto?

    Insomma, credo che la ripresa microfonica comporti inevitabilmente un tipo di ascolto “differente” da quello a cui siamo generalmente abituati dal vivo; in particolare nel caso dell’orchestra, ove il posizionamento dalla 10a fila in avanti è certamente preferibile e l’amalgama sonora che ne consegue è sovente assai “poco audiofila”.
    (ma tanto, tanto naturale, eh ! )

    Ciao.

    PS "apparato di riproduzione" = impianto HiFi


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Massimo on Sat Sep 10, 2011 7:59 pm

    la cosa fondamentale che un impianto non potrà mai avere rispetto al live è la DINAMICA,e l'EMOZIONE dell'evento, ma su un buon impianto con una buona registrazione ti avvicini molto. sunny


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 8:10 pm

    nerodavola wrote:Il pensiero di Nardi è condivisibile al 100%, a mio parere; come anche il fatto che buona parte dei parametri assai cari a molti, siano semplicemente inesistenti in una sala da concerto.

    Tuttiavia, prima ancora dell'apparato di riproduzione, credo non si possa trascurare quanto consegue (inevitabilmente) dall’uso e relativo posizionamento dei microfoni: se ascolti un violino solo a teatro dalla prima fila puoi percepire chiaramente il...rumore dei polpastrelli che battono sulla tastiera; giusto?

    Insomma, credo che la ripresa microfonica comporti inevitabilmente un tipo di ascolto “differente” da quello a cui siamo generalmente abituati dal vivo; in particolare nel caso dell’orchestra, ove il posizionamento dalla 10a fila in avanti è certamente preferibile e l’amalgama sonora che ne consegue è sovente assai “poco audiofila”.
    (ma tanto, tanto naturale, eh ! )

    Ciao.

    PS "apparato di riproduzione" = impianto HiFi

    Sostanzialmente d'accordo con te sull'importanza della ripresa microfonica e sulla condizione limite cui accennavi per l'ascolto del violino e, più ancora di viola, vc o viola daa gamba.
    E' un fatto però che impianti "monstre" riescano a ricreare scene acustiche e a tirar fuori microdettagli che impianti umani e musicali lasciano, giustamente, in secondo piano o fanno sentire ma non ascoltare.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 8:14 pm

    Massimo wrote:la cosa fondamentale che un impianto non potrà mai avere rispetto al live è la DINAMICA,e l'EMOZIONE dell'evento, ma su un buon impianto con una buona registrazione ti avvicini molto. sunny

    dimentichi forse il parametro più importante: la timbrica


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sat Sep 10, 2011 8:23 pm


    ..ho letto tempo fa una recensione di Andio Morotti (mi sembra). Si affermava che un lieve squilibrio timbrico potesse risultare meno fastidioso di una ampia e granitica scena acustica. A mio parere, semplicemente una bestemmia.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Sat Sep 10, 2011 8:31 pm

    ema49 wrote:
    ..ho letto tempo fa una recensione di Andio Morotti (mi sembra). Si affermava che un lieve squilibrio timbrico potesse risultare meno fastidioso di una ampia e granitica scena acustica. A mio parere, semplicemente una bestemmia.
    Totalmente d'accordo (con te, intendo)!

    Trovo assai più molesta la splendida riproduzione di clavicembalo che suona...come una chitarra (e ne ho ascoltate, vi garantisco) rispetto ad un quartetto d'archi timbricamente corretto ma scenograficamente poco credibile.

    E aggiungo: troppa focalizzazione ed eccessivo dettaglio (quando non addirittura fastidiosi) tendono generalmente a... "distrarmi". Non so perchè, ma questo è l'effetto che mi provocano e non saprei come descriverlo diversamente.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Massimo on Sat Sep 10, 2011 8:44 pm

    ema49 wrote:
    Massimo wrote:la cosa fondamentale che un impianto non potrà mai avere rispetto al live è la DINAMICA,e l'EMOZIONE dell'evento, ma su un buon impianto con una buona registrazione ti avvicini molto. sunny

    dimentichi forse il parametro più importante: la timbrica
    Quella la davo per scontata, su un impianto se si confonde uno strumento con un altro è meglio buttarlo o farsi una visita dall'otorino. sunny sunny


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  hr on Sat Sep 10, 2011 8:56 pm

    Ma quanti audiofili sono in grado di riconoscere il suono e le sfumature varie di uno strumento/strumentista? Quanti audiofili hanno una cultura musicofila importante? In base a cosa valutano costoro il suono espresso da un sistema hi-end?

    Mi e' capitato di ascoltare assieme ad un audiodilo (pseudo-guru si erge in rete) un gran bel sistema; improvvisamente costui mi guarda e dice: "non sento le corde di nylon e le note basse del contrabasso; questo sistema timbricamente e' una ciofeca"...!!!

    Rispondo: e' una viola da gamba che sta suonando sunny sunny...!!!

    Ormai si legge tutto ed il contrario di tutto e non ce da stupirsi....!!! sunny sunny

    Rientrando in topic sono pienamente daccordo con l' articolo del Sig. Diego Nardi.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Fausto on Sun Sep 11, 2011 4:31 pm

    Senza ombra di dubbio state discorrendo di un argomento interessantissimo.
    Non avendo una grande esperienza e non essendo facile intervenire mi limito a leggervi con interesse.
    Posso solo dire che a volte ho notato, negli appassionati, un'esasperata ricerca della perfezione.
    Questo porta poi ad una assuefazione che, alla fine, cancella entusiasmo ed emozione.
    sunny sunny sunny

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  petrus on Sun Sep 11, 2011 4:57 pm

    ema49 wrote:
    Elcaset wrote:Ciao Ema sunny , puoi riassumere quanto affermato da Nardi?
    Ti riporto un passo:
    "L'audiozia vuole dire suoni fotografici, iperdefiniti, dove si pretende di "localizzare" le sorgenti sonore che non solo non ha riscontro nell'ascolto di musica reale....ma tende a darle un carattere pedante e ragioneristico che la svuota di ogni espressività. Dagli impianti d'audiozia si pretende una noiosissima riproduzioen didascalica che finisce per rendere insopportabili i dischi normali; non è un caso che il costante stato di ansia e insoddisfazione in cui di solito versa l'audiota tipico, che si consola buttandosi sul più patetico feticismo e continua con frenesia a cambiare apparecchi ma non riesce a sentire un disco dall'inizio alla fine.
    In altre parole in "hiend" il superfluo -cioè i parametri dell'audiozia- va a prevalere sull'essenziale -cioè la buona riproduzione"
    Ti ricorderai che le medesime considerazioni sono state da me fatte un po' di tempo fa

    Se vuoi, ti riporto altri passi significativi..

    Io credo che dipenda dall'ascoltatore non tanto dall'impianto, ovvero dal fatto che c'è una bella differenza tra "sentire" i suoni ed "ascoltare" la musica.
    Troppe volte ed alcuni esempi riportati lo dimostrano, gli audiofili vogliono "sentire" il suono degli strumenti e questo esclude la possibilità di "ascoltare" musica, con tutto ciò che questo comporta in termini di comprensione del messaggio musicale.
    Alcune registrazioni rivolte al mondo "audiophile" poi sono, non a caso, iper analitiche iper dettagliate e fortemente manipolate in fase di mastering proprio per questo motivo.

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Edmond on Sun Sep 11, 2011 5:07 pm

    Condivido da sempre questo concetto, anche se mi sembra che il buon Nardi voglia ergersi un pochetto ad anti-guru, o, se vogliamo, a guru di nuova generazione, mirando a bastonare ciò che per decenni è stato, da moltissimi, esaltato............

    Il concetto di musicalità del riprodotto, poi, lo trovo consono alla sola musica acustica, visto che, anche dal vivo, la musica amplificata è già clamorosamente equalizzata...........


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Sun Sep 11, 2011 5:24 pm

    Edmond wrote:Il concetto di musicalità del riprodotto, poi, lo trovo consono alla sola musica acustica, visto che, anche dal vivo, la musica amplificata è già clamorosamente equalizzata...........
    Corretto anche questo.

    Io facevo riferimento alla timbrica come parametro di primaria rilevanza, e - non a caso - ascolto unicamente classica.
    Ma mi pare legittimo e comprensibile che, con altri generi musicali, la gerarchia rispetto ai parametri di ascolto e valutazione possa cambiare; non foss’altro perchè in relazione alla timbrica il termine di paragone oggettivo in molti casi... non esiste.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  carloc on Sun Sep 11, 2011 5:39 pm

    Edmond wrote:Condivido da sempre questo concetto, anche se mi sembra che il buon Nardi voglia ergersi un pochetto ad anti-guru, o, se vogliamo, a guru di nuova generazione, mirando a bastonare ciò che per decenni è stato, da moltissimi, esaltato............


    Hai centrato il Nardi pensiero...... dai una letta qui http://www.webalice.it/jlc891/cogito.htm

    Ciao, Carlo


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  pluto on Sun Sep 11, 2011 5:50 pm

    Interessante posizione

    Ce l'ha con gli audiofili e con i forum e quindi giustamente si costruisce un autoforum da cui esternare agli audiofili (non è che il pubblico sia un altro) e ovviamente contro gli audiofili stessi.

    Sono un attimino confuso ed in minoranza qua, ma non importa

    Direi che il Conte ha ragione quando dice che vuole ergersi un pochetto da antiguru. Togli pure il pochetto....


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Sun Sep 11, 2011 6:09 pm

    Tutti i punti di vista sono legittimi ovviamente, tuttavia presumo che l'intenzione di Emanuele non fosse quella di discutere la persona, ma il merito di quello che sostiene.

    E limitandomi a questo, personalmente trovo diversi spunti condivisibili. Voi no?


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Massimo on Sun Sep 11, 2011 6:16 pm

    leggendo di Nardi mi è venuto in mente un articolo scritto su CHF n° 83 a firma di Alberto Maltese che mi ha letteralmente sconvolto per la "delicatezza" nei confronti di un lettore che gli chiedeva una mano per i filtri in serie.
    Erano anni che lo tenevo dentro, chi ha questo numero di CHF legga a pag. 42/43/44 per chi non lo ha, sarò felice di inviargli una scannerizzazione.
    Scusate l'OT


    Last edited by Massimo on Sun Sep 11, 2011 11:07 pm; edited 1 time in total


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Sun Sep 11, 2011 6:19 pm

    pluto wrote:Interessante posizione

    Ce l'ha con gli audiofili e con i forum e quindi giustamente si costruisce un autoforum da cui esternare agli audiofili (non è che il pubblico sia un altro) e ovviamente contro gli audiofili stessi.

    Sono un attimino confuso ed in minoranza qua, ma non importa

    Direi che il Conte ha ragione quando dice che vuole ergersi un pochetto da antiguru. Togli pure il pochetto....


    Conosco bene il Nardi. Direi che, giuste o sbagliate siano le sue argomentazioni che ripeto personalmente condivido, un dato di fatto è incontrovertibile: la sua coerenza nel propugnarle da sempre. Mi meraviglia il fatto che gli permettano di riportarle in una rivista quale FdS.

    Riporto ancora un passo.

    "Se si abbandonano per un attimo gli aspetti ludici, feticistici o dogmatici e si ragiona sulla funzione essenziale, cioè sulla qualità realmente necessaria (e non sulla perfezione teorica che non solo è inutile ma confligge (....) il massimo pratico di godibilità (....) e soprattutto con la capacità di far seguire un brano senza dirottare l'attenzione su dettagli irrilevanti era tecnicamente già acquisito alla metà degli anni '70 Dal punto di vista della godibilità complessiva (....) probabilmente (un impianto) di oggi fa "più cose" ma in sostanza irrilevanti alla musica.

    Non ti sembra di leggere un mio lungo post di molti mesi fa?

    D'accordissimo sulla osservazione del Conte a proposito della musica acustica.


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