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Il Superfluo e la qualità necessaria - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    Il Superfluo e la qualità necessaria

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Ospite on Mon Sep 12, 2011 3:02 pm

    aircooled wrote:
    Sentè, non so quante volte il Nardi sia stato ai concerti dal vivo. So quante volte ci sono stato io. Quello che ti ho evidenziato a grosse lettere è perfettamente vero, a parere mio e di moltissimi altri abituali frequentatori di sale da musica. Peraltro il Nardi esprime un concetto già da me sviscerato qualche tempo fa (ti ricorderai, si parlava di focalizzazione, iperdettaglio e soundstage).
    Pertanto mi ritengo autorizzato a far parte degli estensori del manuale dell'idiota, assieme al Nardi. Non mi offendo mica; oltre a Nerodavola credo che anche ppp, qualche tempo fa, esprimesse concetti simili. Che ci vuoi fare, si dicono tante cazzate: dai anche a noi la possibilità di esprimerci.

    Fuori luogo mi sembra l'attacco a Nardi, anche perché assente dalla discussione: comee giustamente osservava Neerodavola (guarda caso, anche lui assiduo frequentatore di concerti dal vivo), non si sta discutendo della persona ma di alcuni concetti non banali sui quali una discussione si può fare, senza farsi gonfiare le vene del collo, dette anche giugulari.

    libero di scegliere il pensiero che uno vuole, non è un problema mio, non attacco nessuno, se mi sento dare dell'idiofilo rispondo dando dell'idiota, non serve nascondersi dietro la foglia, se non sei in grado di assemblare un impianto decente non è detto che nessun altro lo sia, devi solo cambiare hobby è tanto semplice

    ps

    anche io sono assente rivista


    .......L'importante è che la foglia sia grande.....

    petrus
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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  petrus on Mon Sep 12, 2011 3:17 pm

    Sembra uno di quei titoli giornalistici tipo: "Hi-end uccide la musica" potrebbe fare il paio con "Montagna assassina " le montagne non sono assassine e l'hiend non uccide proprio niente è ovviamente l'uso che se ne fa, che in taluni casi, può uccidere la musica.
    Insomma è l'uomo che si identifica con le sue scelte e così gli audiofili, l'hiend non c'entra.
    Se chi ascolta non ha la cultura o la competenza è facile che faccia errori, e li fa sia uno pieno di soldi che uno miscio in canna, se non sa, non sa c'è poco da fare.
    Poi, che talune aziende esaltino certi "sound" beh io non mi sento di accusarli in fondo è una legge elementare del mercato, esiste una domanda e la si soddisfa, se rimanessero sugli scafali smetterebbero immediatamente di produrli sunny

    Lorenzo




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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 3:45 pm

    .......L'importante è che la foglia sia grande.....
    il problema è che io non ho foglie, e poi mi son veramente rotto i coglioni dopo quai 40 anni di sentire sempre le stesse idiozie dette e ridette all'infinito cambiando solo l'interlocoture e qualche foglia, se sei idifilmante frustato cazzo esistono cure adeguate alla cosa, curati e non scassare la michia a tutti con ste stronsate allo zen, vai allo specchio ti guardi negli occhi ti pesi e misuri, ti accorgi senza ombra di dubbio che sei mancante, bene cambia hobby scegliendone uno adeguato alle tue mancanze e vivi felice e contento, invece purtroppo ogni tanto si alza il solito idiofilo ( va meglio idiofilo?) e da aria alla bocca, ma sti perdenti nati si sono mai chiesti cosa succede dal vivo? quanti sensi vengono eccitati? uno su tutti la vista, per poi passare all'olfatto al tatto e in ultimo all'udito, questo è il live, e questi sono i sensi coinvolti che stuzzicano il cervello a produrre piacere, quando questo idiofilo si piazza nella sua stanza di ascolto cosa utilizza come sensi? la vista? si certo per guardare quei troiai che ha davanti ben consapevole che lo siano ma che non cambiera MAI visto che tanto la qualità non serve, l'olfatto? ma per odorare cosa? la solita aria stantia e magari puzzolente di sigaro toscano o il propio odore di precadavere? perche è questo che sente nella stanzetta della masturbazione solitaria visto che la finestra non si apre, vedi mai che entri polvere che depositandosi sul prezioso TW o sul laser per non parlare del gira magari produce distorsione, non capendo che lui solo quella ascolta da quando ha cominciato e per questo la voce del cantante gli staziona a 30 cm da terra, la profondita mancando totalmente la micro dinamica non sa cosa sia quindi oltre il limite del TW non va, per non parlare della scena che ovviamente è di 80X80 tanto lo stereo che lo hanno inventato a fare, cazzo dal vero se il direttore impazisce o vuole innovare e rovescia i violini mica lo sento, che cosa è il basso? bho un qualcosa di cupo e melmoso............... quando c'è, e questi sarebbero le sensazioni dell'idiofilo perfetto anti audiofilo che vorrebbe utilizzare al posto degli originali per eccitare quel ravanello ( senza offesa ai ravanelli che sono squisiti) di cervello che si ritrova ? via via lasciamo perde non inferiamo su questi sciocchini della domenica sottoaudiofila


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    il meglio va solo con il meglio e non è un caso

    la calunnia disdegna i mediocri e si afferra ai grandi
     

    non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza - ricorda chi sa fa chi non sa insegna
     
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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 3:47 pm

    petrus wrote:Sembra uno di quei titoli giornalistici tipo: "Hi-end uccide la musica" potrebbe fare il paio con "Montagna assassina " le montagne non sono assassine e l'hiend non uccide proprio niente è ovviamente l'uso che se ne fa, che in taluni casi, può uccidere la musica.
    Insomma è l'uomo che si identifica con le sue scelte e così gli audiofili, l'hiend non c'entra.
    Se chi ascolta non ha la cultura o la competenza è facile che faccia errori, e li fa sia uno pieno di soldi che uno miscio in canna, se non sa, non sa c'è poco da fare.
    Poi, che talune aziende esaltino certi "sound" beh io non mi sento di accusarli in fondo è una legge elementare del mercato, esiste una domanda e la si soddisfa, se rimanessero sugli scafali smetterebbero immediatamente di produrli

    Lorenzo



    questi signori sono i maggiori responsabile del degrado audiofilo in cui ci troviamo, per fortuna le rivistucole di provincia dove scrivono non escano dai confini della provincia Italia, altrimenti sai che pernacchie mondofile che ci arriverebbero, e senza attufamento, belle a fuoco e direzionali


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Dragon on Mon Sep 12, 2011 4:58 pm

    aircooled wrote:sai che pernacchie mondofile che ci arriverebbero, e senza attufamento, belle a fuoco e direzionali

    Si, ma così si va a perderne la profondità e l'ampiezza ... ... affraid affraid affraid

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Banano on Mon Sep 12, 2011 5:56 pm

    ...ma poi resta un "bel stage"!!!!


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    [i]In caso di bisogno leggere il REGOLAMENTO del forum.

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Dragon on Mon Sep 12, 2011 6:16 pm

    ... meglio defilarsi "in altra ambienza"... affraid affraid affraid

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Ospite on Mon Sep 12, 2011 7:05 pm

    aircooled wrote:
    .......L'importante è che la foglia sia grande.....
    il problema è che io non ho foglie, e poi mi son veramente rotto i coglioni dopo quai 40 anni di sentire sempre le stesse idiozie dette e ridette all'infinito cambiando solo l'interlocoture e qualche foglia, se sei idifilmante frustato cazzo esistono cure adeguate alla cosa, curati e non scassare la michia a tutti con ste stronsate allo zen, vai allo specchio ti guardi negli occhi ti pesi e misuri, ti accorgi senza ombra di dubbio che sei mancante, bene cambia hobby scegliendone uno adeguato alle tue mancanze e vivi felice e contento, invece purtroppo ogni tanto si alza il solito idiofilo ( va meglio idiofilo?) e da aria alla bocca, ma sti perdenti nati si sono mai chiesti cosa succede dal vivo? quanti sensi vengono eccitati? uno su tutti la vista, per poi passare all'olfatto al tatto e in ultimo all'udito, questo è il live, e questi sono i sensi coinvolti che stuzzicano il cervello a produrre piacere, quando questo idiofilo si piazza nella sua stanza di ascolto cosa utilizza come sensi? la vista? si certo per guardare quei troiai che ha davanti ben consapevole che lo siano ma che non cambiera MAI visto che tanto la qualità non serve, l'olfatto? ma per odorare cosa? la solita aria stantia e magari puzzolente di sigaro toscano o il propio odore di precadavere? perche è questo che sente nella stanzetta della masturbazione solitaria visto che la finestra non si apre, vedi mai che entri polvere che depositandosi sul prezioso TW o sul laser per non parlare del gira magari produce distorsione, non capendo che lui solo quella ascolta da quando ha cominciato e per questo la voce del cantante gli staziona a 30 cm da terra, la profondita mancando totalmente la micro dinamica non sa cosa sia quindi oltre il limite del TW non va, per non parlare della scena che ovviamente è di 80X80 tanto lo stereo che lo hanno inventato a fare, cazzo dal vero se il direttore impazisce o vuole innovare e rovescia i violini mica lo sento, che cosa è il basso? bho un qualcosa di cupo e melmoso............... quando c'è, e questi sarebbero le sensazioni dell'idiofilo perfetto anti audiofilo che vorrebbe utilizzare al posto degli originali per eccitare quel ravanello ( senza offesa ai ravanelli che sono squisiti) di cervello che si ritrova ? via via lasciamo perde non inferiamo su questi sciocchini della domenica sottoaudiofila

    Ma dimmi la verità......ancora devi andare in ferie a riposarti un po.....? sunny

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 10:46 pm

    controbatti


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Ospite on Mon Sep 12, 2011 10:52 pm

    Ho quotato Edmond, che a mio parere ha scritto una gran verità......"Il concetto di musicalità del riprodotto, poi, lo trovo consono alla sola musica acustica, visto che, anche dal vivo, la musica amplificata è già clamorosamente equalizzata..........."
    Controbattere? Cos'è una gara tra prostitute ??? sunny sunny

    Air!!!!!!!!!!!! e fregatene!

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Mon Sep 12, 2011 11:00 pm

    aircooled wrote: controbatti


    e che deve ribattere, poeromo..hai parlato di cazzo (I°, II°, III°), coglioni, ravanello di cervello, scassare la minchia, masturbazione, odore di di precadavere..ci vorrebbe un camallo (con tutto il mio enorme rispetto) per risponderti.. santa


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 11:02 pm

    Air!!!!!!!!!!!! e fregatene!
    infatti me frego e mi godo tutte quelle cosacce che non piaciono agli attufati, cazzi loro


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Ospite on Mon Sep 12, 2011 11:04 pm

    aircooled wrote:
    Air!!!!!!!!!!!! e fregatene!
    infatti me frego e mi godo tutte quelle cosacce che non piaciono agli attufati, cazzi loro

    Hai un difetto nella tastiera del tuo Pc.... Io leggo "me frego e mi godo tutte quelle cosacce che non piaciono agli attufati, razzi loro"...


    Last edited by pavel on Mon Sep 12, 2011 11:04 pm; edited 1 time in total

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 11:04 pm

    ema49 wrote:
    aircooled wrote: controbatti


    e che deve ribattere, poeromo..hai parlato di cazzo (I°, II°, III°), coglioni, ravanello di cervello, scassare la minchia, masturbazione, odore di di precadavere..ci vorrebbe un camallo (con tutto il mio enorme rispetto) per risponderti..
    ma te fai conto che non abbia detto nulla erano solo mie elucubrazioni su quello che penso di certi aspiranti audiofili, del resto io mica so guro che posso dare dell'idiofilo impunemente a chicchessia, so solo air


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  aircooled on Mon Sep 12, 2011 11:06 pm

    pavel wrote:
    aircooled wrote:
    Air!!!!!!!!!!!! e fregatene!
    infatti me frego e mi godo tutte quelle cosacce che non piaciono agli attufati, cazzi loro

    Hai un difetto nella tastiera del tuo Pc.... Io leggo "me frego e mi godo tutte quelle cosacce che non piaciono agli attufati, razzi loro"...
    va bene anche cosi


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Tue Sep 13, 2011 7:01 pm

    Siccome mi pare che il Nardi non riscuota sfavillanti simpatie, mi chiedo se possiamo prescindere da costui e proseguire la discussione su uno specifico punto di vista (che è anche il mio), magari sbagliato, certamente discutibile, ma spero meritevole di pari dignità ripetto a quello altrui.

    Il tema riguarda la tendenza, per mia esperienza non rara, di taluni impianti – intesi come elettroniche & diffusori – a... curare, valorizzare, talvolta enfatizzare (scegliete il verbo che meno vi disturba) determinati parametri, fra i più ricorrenti nelle recensione e nei commenti che noi stessi sovente ci scambiamo.
    La premessa sulla quale auspico tutti potremo concordare è che qualsivoglia impianto, per quanto prezioso e/o ben assemblato, fatalmente offrirà sempre una sua personale “interpretazione” di ciò che è codificato sul disco (non già della realtà, perchè quella è altra cosa ancora).

    Bene il mio parere, credo condiviso da qualcuno (ma fossi rimasto anche solo io a sostenere, chessò, che i quartetti di Haydn sono strepitosi... me ne farei serenamente una ragione ), è che sovente venga riposta soverchia cura nell’enfatizzare alcune caratteristiche che nell’ascolto reale (di musica acustica fruita nei luoghi ad essa più consoni = teatri) nella sostanza “non esistono”, oppure hanno una valenza decisamente secondaria riespetto alla fuizione del messaggio musicale.
    Il mio pensiero è che tali parametri costituiscano nella migliore delle ipotesi un “nice to have” rispetto ad altri fattori ben più importanti, ma quando enfatizzati, e capita sovente a mio parere, risultano – a chi condivide determinate abitudini di ascolto – addirittura fastidisi perchè poco consueti, poco naturali.

    Tutto qua, senza scomodare audiofili, musicofoli o, peggio, idiofili.

    Sono conscio che tattasi di punto di vista estremamente “parziale” essendo le mie abitudini di ascolto limitate e ben definite (unicamente musica classica, fruita a teatro, oltre che in casa avendo due figlie che studiano e suonano giornalmente), tuttavia osservo anche con interesse il fatto che ad esempio Emanuele, che evidententemente ha "abitudini di ascolto" (genere musicale + modalità di fruizione) similari, esprima pareri totalmente sovrapponibili.

    Io non credo che sia una questione di gusti, nè tantomeno "un-caso", anzi forse è... il nocciolo della questione: il nostro è un “punto di vista”, niente di più e niente di meno.

    Ciao!

    PS. ho volutamente tralasciato gli effetti e le manipolazioni del sound engineer perchè ci avrebbero portato fuori strada, e non sono essenziali rispetto al tema proposto: a questo riguardo infatti ho trovato assai utile partecipare ad alcuni eventi di Marco Lincetto, che includono esecuzione dal vivo, registrazione, generazione in tempo reale del master e riascolto (con posssibilità di confronto a memoria) sul proprio impianto e ovviamente su altri. E tutto un’altro tema..., ma altrettanto interessante!


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  petrus on Tue Sep 13, 2011 10:02 pm

    Veramente un bel post Mauro, mi hai invogliato a scrivere sunny
    Dal momento che non ti conosco non posso far altro che credere a ciò che scrivi, mi limiterò pertanto a riportarti la mia esperienza per esporti il mio punto di vista, chiaramente differente.
    Premetto che sono assolutamente d'accordo con te che taluni parametri audiofili, se esasperati, sono innaturali ed artificiosi, ma sono altresì convinto che siano i cattivi engineer i veri colpevoli, non le elettroniche.
    La mia esperienza con l'hi-end, soprattutto con l'analogico, mi porta a credere che salendo la scala del "valore" non necessariamente del prezzo (questa dovrebbe essere l'hi-end) con l'impianto si riuscivano ad estrarre sempre più informazioni dalla registrazione e sempre più in maniera "fedele".
    Da ciò ne consegue che, se una registrazione è volutamente "brillante" ed "iperdettagliata" come certe registrazioni audiophile, più l'impianto è fedele e più queste saranno poste in evidenza.
    Riconosco che le elettroniche hanno un loro "carattere" ma non sono convinto che possano aggiungere molto di ciò che non c'è e resta il fatto che con il carattere di certe elettroniche si debba essere in grado di fare i conti e si debba essere in grado di curare le famose sinergie, ma qui si apre un discorso troppo ampio.
    Concludo quindi riportando il sunto dei miei post; ciò che tu ed altri rilevate secondo il mio parere è dovuto al fattore uomo ed al fattore registrazione, non si può incolpare l'hi-end in senso generale.

    Lorenzo

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  nerodavola on Tue Sep 13, 2011 10:26 pm

    petrus wrote:Veramente un bel post Mauro, mi hai invogliato a scrivere sunny
    Dal momento che non ti conosco non posso far altro che credere a ciò che scrivi, mi limiterò pertanto a riportarti la mia esperienza per esporti il mio punto di vista, chiaramente differente.
    Premetto che sono assolutamente d'accordo con te che taluni parametri audiofili, se esasperati, sono innaturali ed artificiosi, ma sono altresì convinto che siano i cattivi engineer i veri colpevoli, non le elettroniche.
    La mia esperienza con l'hi-end, soprattutto con l'analogico, mi porta a credere che salendo la scala del "valore" non necessariamente del prezzo (questa dovrebbe essere l'hi-end) con l'impianto si riuscivano ad estrarre sempre più informazioni dalla registrazione e sempre più in maniera "fedele".
    Da ciò ne consegue che, se una registrazione è volutamente "brillante" ed "iperdettagliata" come certe registrazioni audiophile, più l'impianto è fedele e più queste saranno poste in evidenza.
    Riconosco che le elettroniche hanno un loro "carattere" ma non sono convinto che possano aggiungere molto di ciò che non c'è e resta il fatto che con il carattere di certe elettroniche si debba essere in grado di fare i conti e si debba essere in grado di curare le famose sinergie, ma qui si apre un discorso troppo ampio.
    Concludo quindi riportando il sunto dei miei post; ciò che tu ed altri rilevate secondo il mio parere è dovuto al fattore uomo ed al fattore registrazione, non si può incolpare l'hi-end in senso generale.

    Lorenzo
    Ciao Lorenzo, ...torno adesso da casa di mia madre (vive da sola) a cui si è allagata la cucina e sono un pò cotto erg , e domani ho un aereo alle 6 per Roma.
    certamente ne parliamo, ti anticipo solo che concordo con gran parte del tuo scritto, ma sollevo solo un dubbio sull'impatto delle elettroniche e dei diffusori.
    Questi non aggiungono nulla al "contenuto" del messaggio musicale, siamo d'accordo, ma certamente modificano il suono, e non solo in modo..."sottrattivo" (devo essere necessariamente sintetico, ma azzardo un paragone con la post-produzione che si opera a livello fotografico: il master è uguale, però...vogliamo parlare di saturazione, contrasto, sharpness? Quante stampe differenti si possono ottenere. E' azzardato, ripeto, ma per favore prendilo solo come spunto di riflessione).

    E comunque anche operare in modo sottrattivo non preclude il fatto che, come conseguenza, si possano ottenere delle "enfatizzazioni" su deternminati parametri. Pensa all'effetto di determinati cavi...che sono passivi, quindi per definizione nulla aggiungono; eppure per il nostro cervello, che lavora in modo "differenziale", il percepito è talvolta in contrasto con quanto ci si potrebbe aspettare).

    Mi sono spiegato malissimo, ma ne riparliamo. Embarassed

    Buona notte anche a te.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Tue Sep 13, 2011 10:46 pm

    petrus wrote:Veramente un bel post Mauro, mi hai invogliato a scrivere sunny
    Dal momento che non ti conosco non posso far altro che credere a ciò che scrivi, mi limiterò pertanto a riportarti la mia esperienza per esporti il mio punto di vista, chiaramente differente.
    Premetto che sono assolutamente d'accordo con te che taluni parametri audiofili, se esasperati, sono innaturali ed artificiosi, ma sono altresì convinto che siano i cattivi engineer i veri colpevoli, non le elettroniche.
    La mia esperienza con l'hi-end, soprattutto con l'analogico, mi porta a credere che salendo la scala del "valore" non necessariamente del prezzo (questa dovrebbe essere l'hi-end) con l'impianto si riuscivano ad estrarre sempre più informazioni dalla registrazione e sempre più in maniera "fedele".
    Da ciò ne consegue che, se una registrazione è volutamente "brillante" ed "iperdettagliata" come certe registrazioni audiophile, più l'impianto è fedele e più queste saranno poste in evidenza.
    Riconosco che le elettroniche hanno un loro "carattere" ma non sono convinto che possano aggiungere molto di ciò che non c'è e resta il fatto che con il carattere di certe elettroniche si debba essere in grado di fare i conti e si debba essere in grado di curare le famose sinergie, ma qui si apre un discorso troppo ampio.
    Concludo quindi riportando il sunto dei miei post; ciò che tu ed altri rilevate secondo il mio parere è dovuto al fattore uomo ed al fattore registrazione, non si può incolpare l'hi-end in senso generale.

    Lorenzo

    Rientro anch'io in argomento, visto che grazie all'intervento di Mauro i toni si sono abbassati. Quel che affermi, Lorenzo, è vero fino ad un certo punto. Pensa alle recensioni tecniche, non musicali, dei cd in tutte le riviste: i parametri maggiormente messi in evidenza sono sempre la timbrica, la dinamica, la profondità del soundstage, la focalizzazione, la scansione dei piani sonori. Niente da dire sulla valutazione della correttezza timbrica e sulla dinamica. Molto da contestare sulla focalizzazione: in una sala da concerto un semplice violino solo è in grado di generare volumi sonori e riempire spazi talmente grandi da rendere un ossimoro il termine focalizzazione. Per non parlare poi del soundstage: probabilmente un audiofilo duro e puro riterrebbe necessario correggere l'acustica ambientale con i Polifemo, se ascoltasse ad occhi chiusi. In una sala da concerto il soundstage è prevalentemente o esclusivamente una sensazione visiva, così come la scansione dei piani sonori. Il sound engineer semplicemente si adegua a quello che viene richiesto come convenzione alternativa o suppletiva alla mancanza della mera (si fa per dire..) visione dell'orchestra o, ancor meglio, del quartetto... La medesima convenzione è utilizzata in ambito di apparecchiature hiend, tanto più quanto più sono pregiate. E' una convenzione accettabile? Per chi ascolta solo "classica" e frequenta molto le sale da concerto, probabilmente no: personalmente mi arreca un senso di disagio e di stanchezza. Su altri generi musicali non mi pronuncio, non avendo una specifica esperienza.


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    pluto
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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  pluto on Wed Sep 14, 2011 9:33 am

    Ma non sarebbe bene focalizzare un pochino meglio ? scusate sono un pò rinco
    Il discorso mi sembra enormemente vasto e comprende un minestrone infinito:
    - siamo partiti dall'affermazione del guru che giustamente è meglio mettere un pochino da parte x smorzare i toni
    - parliamo di registrazioni
    - parliamo di recensioni che enfatizzano certi parametri che disturbano qualcuno di voi
    - parliamo di impianti e del loro inserimento in ambiente e di tutte le variabili che ciò comporta, a partire dall'ambiente stesso, cavi etc etc

    Se abbiamo una decina d'anni liberi forse ce la facciamo.

    1) personalmente ho solo contestato la seconda parte dell'intervento del guru, che era contro i guru, si ergeva a guru e si faceva un forum ad hoc x pontificare agli audiofili-idiofili contestando i forum. Mi sembrava un segno di mancanza di coerenza
    2) a ri-personalmente concordo con Air al di là del suo linguaggio colorito quando dice che gli impianti bisogna anche saperseli costruire o farseli mettere a punto
    3) recensioni: come in tutte le cose c'è chi è bravo e chi no. Bisogna saper scegliere e comunque pur non apprezzando troppo la categoria bisogna anche valutare un piccolo aspetto che tocca anche il parametro timbrica che sembra stare molto a cuore al mio amico Ema e a Nerodavola e che vi infastidisce non poco (mi sembra)

    è evidente che nelle sonate, trii, quartetti e cameristica in genere, probabilmente l'aspetto più importante sia la timbrica corretta ed una corretta ricostruzione spaziale (almeno secondo me - se per voi è diverso, chiarite pls) . Ma questa è solo un tipo di musica. Già nella sinfonica e nei concerti le cose iniziano a cambiare e di parecchio, se poi passiamo a generi quali rock, prog, jazz elettrico, pop etc etc forse le cose cambiano radicalmente. Inutile avere un violino ricostruito alla perfezione da una Rogers se poi mi manca il punch allo stomaco x il concerto rock dove chitarre elettriche, synt ed elettronica varia la fanno da padrone. Probabilmente una JBl o ALtec che forse non sono campioni di rigore timbrico x una sonata piano/violino, possono piacere molto di più delle Rogers

    Il ns hobby è un compromesso di prestazioni, inutile filosofeggiare troppo. Sicuramente auspicare una maggiore frequentazione dei concerti dal vivo di qualsiasi tipo è la cosa più importante x migliorare le proprie esperienze d'ascolto. Nel mio piccolo subito dopo aver assistito al cello concerto alla Scala di Dvorak mi sono subito sparato tutte le edizioni in mio possesso del medesimo, non solo x fare confronti nell'interpretazione ma x capire dove ero con il mio impianto. Stessa cosa dopo aver assistito al concerto di Diana Krall la scorsa estate. Poi dei recensori mi frega fino ad un certo punto

    Buoni ascolti a voi
    Gian

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Fausto on Wed Sep 14, 2011 11:48 am

    Gian ha scritto:
    Il ns hobby è un compromesso di prestazioni, inutile filosofeggiare troppo. Sicuramente auspicare una maggiore frequentazione dei concerti dal vivo di qualsiasi tipo è la cosa più importante x migliorare le proprie esperienze d'ascolto. Nel mio piccolo subito dopo aver assistito al cello concerto alla Scala di Dvorak mi sono subito sparato tutte le edizioni in mio possesso del medesimo, non solo x fare confronti nell'interpretazione ma x capire dove ero con il mio impianto. Stessa cosa dopo aver assistito al concerto di Diana Krall la scorsa estate. Poi dei recensori mi frega fino ad un certo punto


    Non posso che quotarti!
    Mi sento solo di aggiungere che la frequentazione di eventi dal vivo aiuta anche a farci convivere serenamente con il compromesso di prestazioni.
    Il nostro hobby è l'unico modo che abbiamo per poter "rivivere", seppure in parte, certe esperienze d'ascolto.
    Esperienze che rinascono nelle nostre case e che ci "divertiamo" a far "apparire" le più vere possibili.
    Tanto ascolto ma anche tanta passione "audiofila".
    sunny sunny sunny

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Giordy60 on Wed Sep 14, 2011 12:01 pm

    ma alla fin della fiera, Nardi, con cosa ascolta la musica ?
    potrebbe essere uno spunto per allestire un impianto dalle qualità necessarie evitando il superfluo!
    non credete ?

    Dragon
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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  Dragon on Wed Sep 14, 2011 12:22 pm

    ... Laughing Laughing Laughing

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  max8 on Wed Sep 14, 2011 12:33 pm

    Giordy60 wrote:ma alla fin della fiera, Nardi, con cosa ascolta la musica ?

    Con l'ipod

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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  ema49 on Wed Sep 14, 2011 1:06 pm

    Davvero cascano le braccia...dell'impianto del Nardi sono interessato quanto la conoscenza dell'aramaico dialettale; i concetti da lui espressi in questa occasione viceversa mi interessano molto. Mi sembrava di essere stato chiaro nel mio precedente post, ma poi il mio amico Gian mi parla di ricostruzione spaziale in un trio d'archi!! Al massimo si può ottenere un ologramma sonoro (che poi è quello che piace tanto agli audiofili..) del tutto svincolato dalla realtà dell'ascolto dal vivo. Esattamente come avviene con un film in 3D: tanti ohhh di meraviglia e poi tanta stanchezza e mal di testa. In tanti decenni di ascolto in teatro, mai, ripeto mai sono riuscito a discriminare la tanto decantata scansione dei piani sonori, non sono riuscito a vedere le nuche degli esecutori (si, è stato scritto anche questo in una recensione) nè immani profondità di scene acustiche.
    Devo concludere che l'ascolto dal vivo è un pessimo sistema di riproduzione, se si eccettua la timbrica ( non sempre, solo nei teatri dalla buona acustica) e la dinamica.


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    Re: Il Superfluo e la qualità necessaria

    Post  carloc on Wed Sep 14, 2011 1:13 pm

    Comunque il nardi è un progettista. Nel suo sito, oltre alla filippica anti guru, troverete i suoi progetti. Diffusori, ampli, dac.....a quanto pare, da ciò che si legge in giro, non sono affatto male.

    Carlo


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