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L'impianto "definitivo" di Guido - Page 8
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    L'impianto "definitivo" di Guido

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Ospite on Fri Aug 28, 2015 6:49 pm

    Guido wrote:
    non capisco perché vuoi usare un pre dopo il crossover per la via alta.
    Il crossover è l'ultimo stadio prima dei finali.
    Una uscita per gli alti ed una per i bassi per un due vie.
    Vuoi essere più preciso su quello che vuoi fare?

    Era un ipotesi non è detto che voglia farlo, anche perchè sarebbe molto più complicato che usare i filtri passivi. Dipende da come lo vuoi fare, il cross digitale può essere anche il primo stadio della catena per esempio nel caso di utilizzarne un cross con uscite digitali.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Ospite on Fri Aug 28, 2015 6:55 pm

    Guido wrote:Sanders mi aveva detto che era disposto a pagare una cifra incredibile (non ricordo quanto) se qualcuno avesse indovinato in comparazione cieca fra una sorgente diretta ed una convertita analogica/digitale/analogica.
    Pertanto ne deduco che se si usa una sorgente digitale e si va direttamente al finale OK.
    Se si passa attraverso un pre   guai ad usarne uno non di qualità eccelsa.
    Molti pensano che non influisca sulla qualità finale, ma è una stupidaggine.
    Inoltre parlare di pre a valvole favolosi............
    Ho avuto uno dei migliori pre a valvole, era della Beveredge; costava un botto.
    Al confronto con l' ML1 della Mark Levinson che avevo prima era una ciofeca.
    Un pre messo prima del cross behringer non c'è bisogno che sia di qualità stellare, va bene della stessa qualità del behringer. Poi è chiaro che Sanders costruisce anche i pre e ti consiglierà di usare il suo.. 

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Guido on Fri Aug 28, 2015 7:04 pm

    mirach wrote:
    Un pre messo prima del cross behringer non c'è bisogno che sia di qualità stellare, va bene della stessa qualità del behringer. Poi è chiaro che Sanders costruisce anche i pre e ti consiglierà di usare il suo.. 
    penso che lì ti sbagli........
    un pre lavora in analogico e non puoi paragonarlo con un crossover digitale.
    Sanders non consiglia il suo pre; infatti lui tiene a che si usino i suoi diffusori con finali di alta qualità ed altissima potenza, data la dinamica in gioco.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Ospite on Fri Aug 28, 2015 7:11 pm

    Il cross over digitale che usi tu oltre a fare da convertitore, implementa diversi stadi di uscita che sono ad op amp, sono quelli il tuo VERO pre.
    Il Sanders lo usi solo come controllo volume e selezione ingressi.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Sun Aug 30, 2015 7:23 pm

    Anche io penso che il xover si sostituisca al pre (che comunque può benissimo essere digitale, tipo gli Accuphase della serie DC)
    Rispetto ad un pre un xover in realtà si pone come un insieme di preamplificatori che amplificano dei segnali sezionati tramite filtri.
    Quindi queste porzioni di segnale (che possono esser più o meno ampie in base al numero dei filtri usati e quindi dal numero di vie, sono nuovamente preamplificate dal xover.
    Una strada sarebbe, in caso di segnare digitale, utilizzare un xover digitale che intervenga a livello digitale prima della conversione (quindi le varie porzioni di segnale saranno convertite in analogico da un numero di convertitori pari almeno a quello delle vie).
    Non ho mi sentito il risultato che propone Sanders, però, fino ad ora, l' uso di dover digitale, pur essendo molto comodo, non mi ha molto soddisfatto (anche usando xover molto impegnativi).
    Però nella vita non si può mai sapere.
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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Sun Aug 30, 2015 7:47 pm

    Guido wrote:Sanders mi aveva detto che era disposto a pagare una cifra incredibile (non ricordo quanto) se qualcuno avesse indovinato in comparazione cieca fra una sorgente diretta ed una convertita analogica/digitale/analogica.
    Pertanto ne deduco che se si usa una sorgente digitale e si va direttamente al finale OK.
    Se si passa attraverso un pre   guai ad usarne uno non di qualità eccelsa.
    Molti pensano che non influisca sulla qualità finale, ma è una stupidaggine.
    Inoltre parlare di pre a valvole favolosi............
    Ho avuto uno dei migliori pre a valvole, era della Beveredge; costava un botto.
    Al confronto con l' ML1 della Mark Levinson che avevo prima era una ciofeca.

    In base a quanto scrivi, ed al tuo modo di scrivere, il Beveridge doveva proprio essere uno schifo di pre in quanto l' ML1, al di la del valore storico, non è mai stato un fulmine di guerra tanto che proprio Mark L volle sostituirlo prima con il 10 e successivamente con il 10A per la sua inadeguatezza (e anche il contemporaneo "TOP" dell' epoca, l' ML LNP2, dal punto di vista del suono lasciò molto a desiderare) da parecchio punti di vista rispetto alla concorrenza.
    Se dovessi limitarmi alle semplici qualità soniche così intese, io non cambierei mai neppure un semplice Exposure con l' ML1 (per l' oggetto in sé invece. un LNP2 varrebbe lo scambio a parer mio).
    Io invece direi che a parer mio, la valutazione della qualità di un oggetto dipenderebbe dal contesto in cui viene fatta e che ci sono pre a valvole e pre a transistor che inseriti nel giusto sistema, sono eccelsi.
    Numericamente direi che sono di più quelli a valvole.


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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Luca58 on Tue Sep 01, 2015 1:05 am

    Io ho posseduto il pre Sanders col finale ESL sempre di Sanders per pilotare le mie Aerius. La sensazione e' che si tratti di un ottimo pre che non caratterizza il suono.


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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Guido on Wed Sep 02, 2015 11:58 pm

    pepe57 wrote:

    In base a quanto scrivi, ed al tuo modo di scrivere,  il Beveridge doveva proprio essere uno schifo di pre in quanto l' ML1, al di la del valore storico, non è mai stato un fulmine di guerra tanto che proprio Mark L  volle sostituirlo prima con il 10 e successivamente con il 10A  per la sua inadeguatezza (e anche il contemporaneo  "TOP" dell' epoca, l' ML LNP2, dal punto di vista del suono lasciò molto a desiderare) da parecchio punti di vista rispetto alla concorrenza.
    Se dovessi limitarmi alle semplici qualità soniche così intese, io non cambierei mai neppure un semplice Exposure con l' ML1 (per l' oggetto in sé invece. un LNP2 varrebbe lo scambio a parer mio).
    Io invece direi che a parer mio,  la valutazione della qualità di un oggetto dipenderebbe dal contesto in cui viene fatta e che ci sono pre a valvole e pre a transistor che inseriti nel giusto sistema, sono eccelsi.
    Numericamente direi che sono di più quelli a  valvole.
    Ho lanciato assieme a Flavio la Mark Levinson in Italia e quindi ne conosco la storia.
    Mark non ha mai sostituito l'ML 1 con l' ML 10.
    Mark partì alla grande con il JC2 nel 1974 (progetto John Curl). Poi, dato il successo lo trasformò, migliorandolo con l' ML1.
    Mark nel 1979 ha diviso in due l'ML 1 trasformandolo in due pre mono. Lo chiamò ML 6 ma in pratica era quasi lo stesso. Lui preferiva avere i due segnali del destro e del sinistro in due apparecchi separati.
    Nel 1980 andò in "bankrupt" e la sua ditta venne rilevata.
    I prodoti mantennero il nome Mark Levinson, ma lui non era più il proprietario.
    E' allora che uscì l'ML 10.
    Non esprimo un giudizio su questo prodotto perché non l'ho usato.    
    Ho usato invece tutti i prodotti della "vera" Mark Levinson e cioè:
    JC1, JC2, ML1, LNP2 e ML2.
    L'LNP2 era un signor prodotto, ma da usare negli studi di registrazione. l'ML1 era molto, ma molto superiore per un uso su impianti del massimo livello..
    Mi astengo dal giudicare prodotti che non sono passati per le mie mani e nonostante i molti anni di "mestiere" non posso dare giudizi che sui prodotti, che ho distribuito (Mark Levinson, Advent, Boston Acustics, Crown, NAD, Fidelity Research, Beveridge ed i prodotti concorrenti che ho dovuto confrontare.
    I pre ML 1, l'LNP 2  ed il pre Beveridge li ho usati con i diffusori Beveridge e l' HQD che, allora, erano fra i massimi calibri.
    Alle volte resto strabiliato da persone che hanno provato di tutto.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pluto on Thu Sep 03, 2015 9:07 am

    Insomma proprio uguali uguali non direi





    E avendoli avuti entrambi... direi che ML avesse ragione da vendere: il 6 a 4 telai è stato il suo miglior Pre in assoluto.

    Recentemente ho avuto modo di giocare parecchio con un LNP2 con camac sostituiti. Il mio pusher lo teneva x accoppiarlo ad uno Studer modificato da Mark che non aveva i wumeters (il suo esemplare).
    Molto bello ma insomma... oggi c'è di meglio. E la manopola del volume senza attrito non mi piaceva x niente. Ma a livello collezionistico vale un botto (così come il 6). In Giappone costano una fucilata

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Guido on Thu Sep 03, 2015 9:30 pm

    pluto wrote:Insomma proprio uguali uguali non direi





    E avendoli avuti entrambi... direi che ML avesse ragione da vendere:  il 6 a 4 telai è stato il suo miglior Pre in assoluto.

    Recentemente ho avuto modo di giocare parecchio con un LNP2 con camac sostituiti. Il mio pusher lo teneva x accoppiarlo ad uno Studer modificato da Mark che non aveva i wumeters (il suo esemplare).
    Molto bello ma insomma... oggi c'è di meglio. E la manopola del volume senza attrito non mi piaceva x niente. Ma a livello collezionistico vale un botto (così come il 6). In Giappone costano una fucilata
    non ho detto uguali...... ritengo che il tipo di impostazione circuitale sia la stessa poi sicuramente migliorata.
    Mark, quando cambiava un modello lo migliorava e non si trattava solo di estetica.
    L'ML6 non l'ho avuto dato che poco prima noi abbiamo lasciato la ML. Infatti lui (il megalomane....) era arrivato a dei prezzi assurdi e noi ci beccavamo dei ladri.......
    Ci chiese di organizzare le vendite dirette al pubblico, per saltare un passaggio, e noi non potevamo certamente sputtanarci come distributori di marchi come la Advent che faceva tutt'altri fatturati.
    Questo proprio a proposito dello Studer di cui sopra.
    Ricordo bene quando venne lanciato ad un prezzo astrale!
    Noi non lo ordinammo pensando che chi l'avrebbe comperato?
    In fiera invece venne, come di consueto, a trovarci un cliente affezionato della Mark Levinson di Genova. Aveva tutto e gli mancava solo lo Studer.
    Lo volle assolutamente. Penso che fosse un armatore.
    A proposito, ho dimenticato un prodotto meraviglioso che ho posseduto; il crossover LNP2. Ne conservo ancora i moduli con taglio a 100 e 7khz per l'HQD.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pluto on Tue Sep 08, 2015 2:45 pm

    Guido wrote:
    In fiera invece venne, come di consueto, a trovarci un cliente affezionato della Mark Levinson di Genova. Aveva tutto e gli mancava solo lo Studer.
    Lo volle assolutamente. Penso che fosse un armatore.
    A proposito, ho dimenticato un prodotto meraviglioso che ho posseduto; il crossover LNP2. Ne conservo ancora i moduli con taglio a 100 e 7khz per l'HQD.

    Infatti presi proprio da lui l'ML6 e i 2 ML2. Lo Studer è rimasto poi al negozio di Genova e ogni tanto lo ascolto. Ha almeno un centinaio di favolosi nastri Masters originali di ML tra cui uno stupendo Yo Yo Ma

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Tue Sep 08, 2015 3:06 pm

    Mi sa che ti confondi, LNP2 era il pre "grosso" quello di due unità con i vu meter.
    Il Cross era LNC2 che anche io ho (con i nuovi moduli "aperti" e quindi sui cui tagli e pendenze si può intervenire) e tagli 300 e 1100.
    sunny sunny sunny


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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Tue Sep 08, 2015 4:07 pm

    Guido wrote:
    Ho lanciato assieme a Flavio la Mark Levinson in Italia e quindi ne conosco la storia.
    Mark non ha mai sostituito l'ML 1 con l' ML 10.
    Mark partì alla grande con il JC2 nel 1974 (progetto John Curl). Poi, dato il successo lo trasformò, migliorandolo con l' ML1.
    Mark nel 1979 ha diviso in due l'ML 1 trasformandolo in due pre mono. Lo chiamò ML 6 ma in pratica era quasi lo stesso. Lui preferiva avere i due segnali del destro e del sinistro in due apparecchi separati.
    Nel 1980 andò in "bankrupt" e la sua ditta venne rilevata.
    I prodoti mantennero il nome Mark Levinson, ma lui non era più il proprietario.
    E' allora che uscì l'ML 10.
    Non esprimo un giudizio su questo prodotto perché non l'ho usato.    
    Ho usato invece tutti i prodotti della "vera" Mark Levinson e cioè:
    JC1, JC2, ML1, LNP2 e ML2.
    L'LNP2 era un signor prodotto, ma da usare negli studi di registrazione. l'ML1 era molto, ma molto superiore per un uso su impianti del massimo livello..
    Mi astengo dal giudicare prodotti che non sono passati per le mie mani e nonostante i molti anni di "mestiere" non posso dare giudizi che sui prodotti, che ho distribuito (Mark Levinson, Advent, Boston Acustics, Crown, NAD, Fidelity Research, Beveridge ed i prodotti concorrenti che ho dovuto confrontare.
    I pre ML 1, l'LNP 2  ed il pre Beveridge li ho usati con i diffusori Beveridge e l' HQD che, allora, erano fra i massimi calibri.
    Alle volte resto strabiliato da persone che hanno provato di tutto.

    Anche se sei stato l' importatore, mi sa che ti confondi (se ti interessa rinfrescare la memoria puoi cercare nei vari siti storici della ditta tipo:
    http://old.marklevinson.com/Info/Story/3  
    oppure:  http://www.marklev.com

    La MLAS fu fondata nel 72 e a cavallo fra 73 e 74 usci l' LNP2. Nel 74 esce il JC2 che venne "upgradato" in ML1 (nel 77) e poi nel ML7 (nel 1980) e accostato alla versione "semplificata" (aveva l' alimentatore interno 10 (nel 1981).
    LA Madrigal comperò solo il marchio ML nel 1984 (infatti Cello fu fondata sempre a New Heaven nel Connecticut dove era nata nel 72 la MLAS).
    In quel momento erano già stati prodotti dalla "Vecchia" MLAS oltre agli altri (alcuni quasi preserie tipo LNP1) anche:
    ML2 (1977), ML3, ML6(1979), ML7 (1980) ML9, ML10, ML6A (1981), ML11 ed ML12  (1982).
    Poi ML ebbe le sue difficoltà economiche e nel 1984 la Madrigal rileva il marchio MLAS e per primi vennero prodotti il 10A ed il 12A (nel 1984).

    Questi dati li trovi anche nelle interviste rilasciate da Mark Levinson sulla storia delle sue compagnie (MLAS, Cello e Daniel Hertz) che si trovano on line.

    Io non ho mai potuto confrontare l' LNP2 con l' ML1 (anche se per me proprio per il fatto che il primo è stato l' LNP2 ha una
    Ma l' ML1 con l' ML10 si e a mio avviso la differenza era ben percepibile. Comunque della produzione MLAS che ho avuto  sia il 6A che il 6B (questo' ultimo già Madrigal) restano i pre che preferisco di molto (e il 6B un po' più del 6A).

    Non è per caso che quando parli di date ti riferisci a quelle di collaborazione (per alcuni pre) fra ML e J. Curl prima dell' arrivo di Colangelo?
    sunny  sunny


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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Guido on Thu Sep 10, 2015 9:37 pm

    pepe57 wrote:

    Anche se sei stato l' importatore, mi sa che ti confondi (se ti interessa rinfrescare la memoria puoi cercare nei vari siti storici della ditta tipo:
    http://old.marklevinson.com/Info/Story/3  
    oppure:  http://www.marklev.com

    La MLAS fu fondata nel 72 e a cavallo fra 73 e 74 usci l' LNP2. Nel 74 esce il JC2 che venne "upgradato" in ML1 (nel 77) e poi nel ML7 (nel 1980) e accostato alla versione "semplificata" (aveva l' alimentatore interno 10 (nel 1981).
    LA Madrigal comperò solo il marchio ML nel 1984 (infatti Cello fu fondata sempre a New Heaven nel Connecticut dove era nata nel 72 la MLAS).
    In quel momento erano già stati prodotti dalla "Vecchia" MLAS oltre agli altri (alcuni quasi preserie tipo LNP1) anche:
    ML2 (1977), ML3, ML6(1979), ML7 (1980) ML9, ML10, ML6A (1981), ML11 ed ML12  (1982).
    Poi ML ebbe le sue difficoltà economiche e nel 1984 la Madrigal rileva il marchio MLAS e per primi vennero prodotti il 10A ed il 12A (nel 1984).

    Questi dati li trovi anche nelle interviste rilasciate da Mark Levinson sulla storia delle sue compagnie (MLAS, Cello e Daniel Hertz) che si trovano on line.

    Io non ho mai potuto confrontare l' LNP2 con l' ML1 (anche se per me proprio per il fatto che il primo è stato l' LNP2 ha una
    Ma l' ML1 con l' ML10 si e a mio avviso la differenza era ben percepibile. Comunque della produzione MLAS che ho avuto  sia il 6A che il 6B (questo' ultimo già Madrigal) restano i pre che preferisco di molto (e il 6B un po' più del 6A).

    Non è per caso che quando parli di date ti riferisci a quelle di collaborazione (per alcuni pre) fra ML e J. Curl prima dell' arrivo di Colangelo?
    sunny  sunny
    Che io mi confonda con le date non lo posso escludere.......
    Sono miei ricordi di 40 anni fa!
    Resta il fatto che noi cominciammo a distribuire nel '74 Il JC1, e poco dopo il JC2.
    L'impatto fu notevole. Al confronto con i pre di allora il JC2 era nettamente migliore. E noi lo dimostravamo in confronto diretto.
    Che fosse già disponibile l'LNP2 non l'escludo. Forse allora un pre del costo doppio (circa) dei migliori di allora ci aveva trattenuto dal presentare un pre ancora nettamente più caro.
    Quando presentammo il JC2 in fiera la reazione fu duplice.
    Molti restavano strabiliati e molto interessati dalla presentazione di un pre "nudo" senza controlli di tono, slim e dal costo stratosferico.
    Altri, dopo avermi gardato ben bene, mi dicevano chiaramente "ladri".
    Allora le testine MC erano una rarità costosa. Il mercato non le aveva ancora comprese, ma Mark si.
    Costruì apposta il JC1 per la Fidelity Research FR1 MK2 e che poteva essere impiegato anche per altre MC a basso livello di uscita.
    Come vedi non entro nel merito dei prodotti dopo che noi lasciammo la ML .
    Nel Link che mi hai allegato non vedo però alcuni prodotti quali: LNC2 crossover e lo Studer registratore rivisto da ML.
    L'LNP2 era certamente unico. Un giorno Consolandi dell'Audorium 11 di Milano mi disse che aveva un cliente in zona Stazione Centrale che aveva provato tutti i pre migliori, ma nessuno era in grado di isolare le fortissime radiofrequenze che c'erano in quella zona. Mi chiese in prova un LNP2. Per me era un assudo perché quando aprivi un cartone della ML il prodotto diventava "usato". Volli rischiare e quel pre non tornò più indietro. Era di totale soddisfazione. Però per me all'ascolto era inferiore all'ML1 di allora: un pre deve essere assolutamente trasparente.
    Non do mai le mie impressioni sul "sentito dire" ma solo su quello che ho ascoltato e testato su apparecchiature di alto livello.
    Che poi non interessino a nessuno ci può stare.

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Fri Sep 11, 2015 1:26 pm

    Guido wrote:
    Che io mi confonda con le date non lo posso escludere.......
    Sono miei ricordi di 40 anni fa!
    Resta il fatto che noi cominciammo a distribuire nel '74 Il JC1, e poco dopo il JC2.
    L'impatto fu notevole. Al confronto con i pre di allora il JC2 era nettamente migliore. E noi lo dimostravamo in confronto diretto.
    Che fosse già disponibile l'LNP2 non l'escludo. Forse allora un pre del costo doppio (circa) dei migliori di allora ci aveva trattenuto dal presentare un pre ancora nettamente più caro.
    Quando presentammo il JC2 in fiera la reazione fu duplice.
    Molti restavano strabiliati e molto interessati dalla presentazione di un pre "nudo" senza controlli di tono, slim e dal costo stratosferico.
    Altri, dopo avermi gardato ben bene, mi dicevano chiaramente "ladri".
    Allora le testine MC erano una rarità costosa. Il mercato non le aveva ancora comprese, ma Mark si.
    Costruì apposta il JC1 per la Fidelity Research FR1 MK2 e che poteva essere impiegato anche per altre MC a basso livello di uscita.
    Come vedi non entro nel merito dei prodotti dopo che noi lasciammo la ML .
    Nel Link che mi hai allegato non vedo però alcuni prodotti quali: LNC2 crossover e lo Studer registratore rivisto da ML.
    L'LNP2 era certamente unico. Un giorno Consolandi dell'Audorium 11 di Milano mi disse che aveva un cliente in zona Stazione Centrale che aveva provato tutti i pre migliori, ma nessuno era in grado di isolare le fortissime radiofrequenze che c'erano in quella zona. Mi chiese in prova un LNP2. Per me era un assudo perché quando aprivi un cartone della ML il prodotto diventava "usato". Volli rischiare e quel pre non tornò più indietro. Era di totale soddisfazione. Però per me all'ascolto era inferiore all'ML1 di allora: un pre deve essere assolutamente trasparente.
    Non do mai le mie impressioni sul "sentito dire" ma solo su quello che ho ascoltato e testato su apparecchiature di alto livello.
    Che poi non interessino a nessuno ci può stare.

    Si l' elenco è incompleto ma da già una buona indicazione delle date di nascita delle "creature" in oggetto. Se ti interessasse conoscere le date di nascita dell' LNC2 e dello Studer mi sa che ti conviene cercare in quei siti. Comunque se leggi le interviste a ML vedrai che parla anche dello Studer (dell' LNC2 non ricordo).
    Per quanto riguarda le opinioni, è ovvio che, dopo aver ascoltato ognuno si formi le proprie.
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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  alanford on Fri Sep 11, 2015 8:35 pm

    davvero interessante questa riflessione su mark levinson d'epoca!
    quel che mi chiedo come si posiziona un ML1 od ML6 rispetto a prodotti mark levinson successivi periodo madrigal quali il 26S ed il 380S Rolling Eyes

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pluto on Sat Sep 12, 2015 5:53 pm

    alanford wrote:davvero interessante questa riflessione su mark levinson d'epoca!
    quel che mi chiedo come si posiziona un ML1 od ML6 rispetto a prodotti mark levinson successivi periodo madrigal quali il 26S ed il 380S Rolling Eyes

    X me

    L Ml 1 inferiore a tutti
    Il 380s superiore al 6 su aux. Ma il 6 aveva un phono eccellente, forse superiore anche al 25
    Ma 3 ingressi erano veramente minimalist.
    Li ho avuti tutti e l'unico che rimpiango in un certo senso è' il 6. Così come rimpiangerei una Porsche Speedster d'annata. L'ultimo modello è' superiore in tutto, ma vuoi mettere?

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pepe57 on Sat Sep 12, 2015 8:38 pm

    Anche per me ML 6 (B) era il migliore che ho sentito.
    Rispetto al 6 A (che aveva un amico per cui i confronti li facemmo sia da me che da lui) era meno dolce in alto, però con una gamma bassa più potente, veloce e definita. Un suono forse un po' "esagerato". Però ..... il 26 non mi piaceva molto (non l' ho comperato, solo confrontato. E' stato l' ultimo pre ML che ho ascoltato a casa con la scheda phono esterna (mi pare si chiamasse 226 ma non sono sicuro). Quindi tutti gli ultimi non li ho mai avuti in casa e solo ascoltati nelle fiere dove non è che ci si possa fare una idea valida.
    Io ricordo sul 6B e 6A (però su questo potrei errare non essendo stato mio ma solo in prova) solo 2 ingressi dal selettore : Phono e Linea. (la posizione intermedia era OFF).
    Embarassed Embarassed



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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  pluto on Sun Sep 13, 2015 9:11 am

    pepe57 wrote:
    Io ricordo sul 6B e 6A (però su questo potrei errare non essendo stato mio ma solo in prova) solo 2 ingressi dal selettore : Phono e Linea. (la posizione intermedia era OFF).
    Embarassed  Embarassed


    Ma sai che hai ragione tu? Ho appena visto un 6A in asta negli States ed è come dici tu. Avrei messo la mano sul fuoco che il mio avesse 3 ingressi (tuner il 3°).

    Avevo preso anche un moltiplicatore di ingressi AUx fatto dall'importatore svizzero dell'epoca. Fatto con un contenitore identico ma non marcato ML che risolveva il problema. Forse questo mi ha indotto in errore.

    A meno che Ml ne avesse fatto fare 2 versioni.. boh

    Io ho abbandonato il marchio con il 380S. E' stato l'ultimo

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Ospite on Tue Sep 15, 2015 5:21 pm

    Guido, potrebbe tornarti utile 
    https://maurmun.wordpress.com/2009/04/20/il-crossover-elettronico-behringer-dcx2496/

    Spero sia cosa gradita sunny

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    Re: L'impianto "definitivo" di Guido

    Post  Guido on Thu Sep 17, 2015 12:46 pm

    mirach wrote:Guido, potrebbe tornarti utile 
    https://maurmun.wordpress.com/2009/04/20/il-crossover-elettronico-behringer-dcx2496/

    Spero sia cosa gradita sunny
    Grazie Mirach
    Uso questo crossover da anni ed oramai lo conosco bene.
    Trovo strano che avesse riscontrato un rumore di fondo. Il mio è assolutamente silenzioso.

      Current date/time is Fri Dec 09, 2016 4:49 am