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Futuro della musica
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Messaggio Da rphal il Dom Set 01, 2013 9:12 pm

Sul sito del Stereophile è stato postato un interessante articolo di Steve Guttenberg sul futuro della musica registrata.
La sua opinione è che a causa di cambiamenti demografici la quantità della musica registrata diminuisce. La qualità è altro discorso.
La maggioranza dei artisti guadagna da concerti, licenze e merchadising.
Nella stessa pagina c'e la risposta del Fred von Lohman, avvocato e consigliere del Google per diritti d'autore.
Direi che la risposta è abbastanza debole  perché non confuta i punti salienti di Steve Guttenberg.
Direi che anche un po miope perché anche google ed altri servizi di streaming senza la musica nuova potranno offrire solo le cose vecchie.

Visto che la musica è la materia prima per i nostri impianti voi che ne pensate?
Tra un po di anni rimaneremo ascoltare sempre le stese cose perché quelle nuove lo potrai sentire solo in concerto?
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Messaggio Da gciraso il Dom Set 01, 2013 9:45 pm

Ho letto con interesse l'articolo di Guttemberg, che peraltro non si riferisce ad un enorme mercato musicale che è quello della classica, almeno non ne ho trovato cenno. Lui sostiene l'ipotesi provocatoria che la musica debba essere free, e nemmeno tanto velatamente.
Condivido comunque le preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda la facile fruibilità "gratuita" di molta musica. Forse la liquida potrebbe in parte ridurre il fenomeno? A prezzi equi? Non so, ma potrebbe essere una soluzione, anche se vedo che ormai si va verso la musica distribuita in streaming, più che acquistata. Io sono della vecchia guardia e preferisco comprare e conservare quello che mi piace. Da queto punto di vista penso che se iniziassi ad ascoltare di nuovo tutto quello che ho, ci vogliono almeno 10 anni. Potrebbe anche essere una bella rinfrescata per un ambiente da sempre cieco e sordo (quello delle major discografiche in particolare). I teatri e le sale da concerto forse ritorneranno di moda.
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Messaggio Da RockOnlyRare il Lun Set 02, 2013 8:01 am

Difficile prevedere cosa accadrà.

Secondo me la musica nel formato liquido prenderà il sopravvento, ed in molti casi al supporto fisico si sostituiranno servizi di ascolto online con servizi cloud.

Pochissimi gg fa ho risposto ad un questionario di sky a proposito di un servizio con un pagamento mensile tra 8 e 10€ che avrebbe permesso di accedere in streaming ad un db praticamente "smisurato" di musica.

Potrebbe essere il primo passo di una nuova tipologia per ascoltare la musica che avrebbe il vantaggio di costituire una efficace lotta alla pirateria e di risolvere i problemi economici legati ai costi degli album originali.
A patto che le case commerciali non ci "marcino" costringendo gli utenti, per ascoltare la musica preferita, ad abbonarsi ad ne servizi differenti, che so uno per ogni major. Per cui nascerebbero siti paralleli pirati e saremmo punto a capo.
Altro rischio potrebbe essere per gli artisti "minori" che rischiano di essere esclusi, nonchè per i dischi di difficile reperibilità.

Questo servizio però è quanto di più lontano si possa immaginare dall'ascolto hi-fi. Forse un domani si potrà avere un serivizio analogo per brani in hi-res o perlomeno di qualità identica al supporto originale.

Ma non credo che scompariranno completamente i supporti fisici, a cominciare proprio dal vinile che per assurdo tra 40 anni potrebbe essere il solo a sopravvivere insieme magati ai tape professionali.


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(ANSA) - ROMA, 19 LUG - I quarantenni di oggi, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono nel contributivo puro, rischiano di non andare in pensione prima dei 73 anni. È questa la sorte secondo la Cgil che spetta a chi ha avuto un lavoro saltuario e scarsamente remunerato, specie se part time. Nel 2035, spiega il sindacato, per andare prima dei 70 anni, precisamente a 69, saranno necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo sopra gli attuali 687 euro.
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Messaggio Da gciraso il Lun Set 02, 2013 9:09 am

Faccio solo un esempio: per una nuova registrazione di musica sinfonica i costi medi superano abbondantemente i 200-250K euro, (per non parlare dell'opera lirica) quindi vale la pena produrre solo se vi è cospicuo ritorno. Vi sono poi piccole etichette di nicchia che svolgono un egregio lavoro nell'ambio della cameristica e dei piccoli complessi, con piccoli numeri e scarsa remunerazione agli interpreti, anche bravissimi. Ma il grande pubblico vuole il "nome" di grido per comprare e le nuove produzioni sono invariabilmente troppo care. L'alternativa? non so quale possa essere, se non una cospicua riduzione del prezzo di vendita ed un eventuale incentivo all'acquisto a minore prezzo in forma liquida. Ammesso che le major capiscano che diversamente rischiano di scomparire.
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Messaggio Da RockOnlyRare il Lun Set 02, 2013 9:25 am

@gciraso ha scritto:Faccio solo un esempio: per una nuova registrazione di musica sinfonica i costi medi superano abbondantemente i 200-250K euro,  (per non parlare dell'opera lirica) quindi vale la pena produrre solo se vi è cospicuo ritorno. Vi sono poi piccole etichette di nicchia che svolgono un egregio lavoro nell'ambio della cameristica e dei piccoli complessi, con piccoli numeri e scarsa remunerazione agli interpreti, anche bravissimi. Ma il grande pubblico vuole il "nome" di grido per comprare e le nuove produzioni sono invariabilmente troppo care. L'alternativa? non so quale possa essere, se non una cospicua riduzione del prezzo di vendita ed un eventuale incentivo all'acquisto a minore prezzo in forma liquida. Ammesso che le major capiscano che diversamente rischiano di scomparire.
Non sono un esperto di musica classica, ma suppongo che la sola alternativa sembrano essere le incisioni dal vivo durante i concerti come del resto avviene in gran parte dei casi.

La domanda che mi viene in mente riguarda il numero dei potenziali acquirenti, temo che con l'età si riducano sempre di più, come del resto nel caso degli appassionati di hi-fi la cui maggioranza temo che vada dalla cinquantina in su.
Quanti saranno in percentuale i nati negli anni 2000 che si appassioneranno alla classica al punto da acquistare supporti fisici ?
Anche jazz e rock hanno subito enormi contrazioni di appassionati, eccezione fatta per generi amati dai giovanissimi come il metal.


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Messaggio Da gciraso il Lun Set 02, 2013 9:26 am

@RockOnlyRare ha scritto:Non sono un esperto di musica classica, ma suppongo che la sola alternativa sembrano essere le incisioni dal vivo durante i concerti come del resto avviene in gran parte dei casi.

La domanda che mi viene in mente riguarda il numero dei potenziali acquirenti, temo che con l'età si riducano sempre di più, come del resto nel caso degli appassionati di hi-fi la cui maggioranza temo che vada dalla cinquantina in su.
Quanti saranno in percentuale i nati negli anni 2000 che si appassioneranno alla classica al punto da acquistare supporti fisici ?
Anche jazz e rock hanno subito enormi contrazioni di appassionati, eccezione fatta per generi amati dai giovanissimi come il metal.
Se guardo a chi frequenta i concerti in Italia dico pochi, se guardo all'estero molti di più, ma come sempre è questione di educazione alla musica.
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Messaggio Da rphal il Lun Set 02, 2013 9:34 am

@gciraso ha scritto:Ho letto con interesse l'articolo di Guttemberg, che peraltro non si riferisce ad un enorme mercato musicale che è quello della classica, almeno non ne ho trovato cenno. Lui sostiene l'ipotesi provocatoria che la musica debba essere free, e nemmeno tanto velatamente.
Non direi che lui sostiene che la musica deve essere gratis, anzi mi sembra il contrario.
Secondo lui la musica gratis non incentiva artisti a fare le registrazioni perché non c'è ritorno economico.
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Messaggio Da RockOnlyRare il Mar Set 03, 2013 9:14 am

@gciraso ha scritto:Se guardo a chi frequenta i concerti in Italia dico pochi, se guardo all'estero molti di più, ma come sempre è questione di educazione alla musica.
Su questo non c'è alcun dubbio, il guaio sono i numeri a livello mondiale, non ci vuole molto ad immaginare che la generazione di quelli nati nel 2000 non sarà neppure minimamente portata all'acquisto di supporti fisici nè ad ascoltare musica in impianti audiofili realmente tali.
Se la contrazione sarà enorme è facile prevedere una crisi terribile per questi settori. Speriamo che il supporto fisico e l'hi-fi torni un po' di moda almeno quanto basta per sopravvivere dignitosamente alla nostra generazione.


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Messaggio Da gciraso il Mar Set 03, 2013 9:31 am

Il mercato della vendita di supporti, sui grandi numeri, è ridotto al lumicino. Lo scarico illegale è altissimo e non percepito come illecito. Il grosso della vendita lo fa la musica di bassa qualità, quando sia regolare. iTunes ha aperto la strada al consumo in bassa qualità e neppure tanto basso costo e temo che continuerà così. D'altro canto fenomeni come Spotify e simili seguono quella strada. La gente, nella grande maggioranza, non vuole spendere per ascoltare musica, che viene di norma relegata a sottofondo e poco più, quindi Guttemberg dice il vero e lo dice di un grande mercato, figuratevi il nostro! Quindi io non so dove andrà il mercato, ma i numeri sono sempre più ridotti. Se vi capita andate a vedere cosa stanno facendo i Berliner Philarmoniker sul loro sito.
Esiste poi un mercato di nicchia, anche se in ripresa, ma di nicchia resta, quello degli LP.
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Messaggio Da RockOnlyRare il Mar Set 03, 2013 9:40 am

@gciraso ha scritto:Il mercato della vendita di supporti, sui grandi numeri, è ridotto al lumicino. Lo scarico illegale è altissimo e non percepito come illecito. Il grosso della vendita lo fa la musica di bassa qualità, quando sia regolare. iTunes ha aperto la strada al consumo in bassa qualità e neppure tanto basso costo e temo che continuerà così. D'altro canto fenomeni come Spotify e simili seguono quella strada. La gente, nella grande maggioranza, non vuole spendere per ascoltare musica, che viene di norma relegata a sottofondo e poco più, quindi Guttemberg dice il vero e lo dice di un grande mercato, figuratevi il nostro! Quindi io non so dove andrà il mercato, ma i numeri sono sempre più ridotti. Se vi capita andate a vedere cosa stanno facendo i Berliner Philarmoniker sul loro sito.
Esiste poi un mercato di nicchia, anche se in ripresa, ma di nicchia resta, quello degli LP.
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Messaggio Da rphal il Mar Set 03, 2013 2:18 pm

Interessante il Digital Concert Hall di Berliner Philharmonik.

Però quelli servizi di streaming che non ti permettono di salvare il file sul disco se chiudono si rimane senza niente.
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Messaggio Da gciraso il Mar Set 03, 2013 2:35 pm

@rphal ha scritto:Interessante il Digital Concert Hall di Berliner Philharmonik.

Però quelli servizi di streaming che non ti permettono di salvare il file sul disco se chiudono si rimane senza niente.
Non mi è ancora successo, e comunque se non riesci a seguire tutta la diretta dopo un paio di giorni hai lo storico online.

La qualità mi sembra ottima per il medium.

Ooops, avevo capito male: comunque dubito che i Berliner chiudano sunny 


Ultima modifica di gciraso il Mar Set 03, 2013 3:42 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da RockOnlyRare il Mar Set 03, 2013 2:47 pm

@rphal ha scritto:Interessante il Digital Concert Hall di Berliner Philharmonik.

Però quelli servizi di streaming che non ti permettono di salvare il file sul disco se chiudono si rimane senza niente.
Beh certo dipende anche da dove prendi l'ìabbonamento, dubito che un itunes o un amazon o uno sky chiudano da un gg all'altro.


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Messaggio Da Sentenza62 il Mar Set 03, 2013 6:06 pm

@RockOnlyRare ha scritto:Su questo non c'è alcun dubbio, il guaio sono i numeri a livello mondiale, non ci vuole molto ad immaginare che la generazione di quelli nati nel 2000 non sarà neppure minimamente portata all'acquisto di supporti fisici nè ad ascoltare musica in impianti audiofili realmente tali.
Se la contrazione sarà enorme è facile prevedere una crisi terribile per questi settori. Speriamo che il supporto fisico e l'hi-fi torni un po' di moda almeno quanto basta per sopravvivere dignitosamente alla nostra generazione.
Come possiamo sperare che le nuove generazioni possono anche lontanamente capire cosa significa veramente hi-fi quando ascoltano musica direttamente da un portatile o un telefonino musica da discoteca che martella il solito ritmo uguale per tutti brani e come sottofondo quando va bene c'è un brano di un altro autore orribilmente campionato e digitalizzato da renderlo quasi irriconoscibile, quando vai in questi mega-store dell'elettronica vedi un altoparlante stereo grosso quanto una scatoletta di tonno o le dock-station grandi quanto una scatola di Aulin. Il problema è sorto fin da gli anni settanta con la diffusione di massa della musica su supporto. L'aumento delle vendite ha fatto si che chiunque si sentisse autorizzato a fare musica e le major in questo ci hanno marciato facendo cantare chiunque e con canzoni sempre più scadenti che duravano si e no pochi mesi per poi finire nell'oblio insieme "all'artista di turno". E adesso ne vediamo gli effetti sulle nuove generazioni.


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Messaggio Da rphal il Mar Set 03, 2013 6:22 pm

@Sentenza62 ha scritto:
Come possiamo sperare che le nuove generazioni possono anche lontanamente capire cosa significa veramente hi-fi quando ascoltano musica direttamente da un portatile o un telefonino musica da discoteca che martella il solito ritmo uguale per tutti brani e come sottofondo quando va bene c'è un brano di un altro autore orribilmente campionato e digitalizzato da renderlo quasi irriconoscibile, quando vai in questi mega-store dell'elettronica vedi un altoparlante stereo grosso quanto una scatoletta di tonno o le dock-station grandi quanto una scatola di Aulin. Il problema è sorto fin da gli anni settanta con la diffusione di massa della musica su supporto. L'aumento delle vendite ha fatto si che chiunque si sentisse autorizzato a fare musica e le major in questo ci hanno marciato facendo cantare chiunque e con canzoni sempre più scadenti che duravano si e no pochi mesi per poi finire nell'oblio insieme "all'artista di turno". E adesso ne vediamo gli effetti sulle nuove generazioni.
Ecco forse hai toccato il punto giusto, la mancanza della cultura musicale e del piacere di ascolto. Ogni giorno nel metro di Milano puoi vedere un sacco di gente che contemporaneamente ascolta la musica e posta sul facebook dallo stesso cel. Ho impressione che per loro la musica è qualcosa di contorno, da ascoltare in sottofondo.

Direi che anche i produttori di hifi hanno sue belle colpe, pochi tentano di avvicinarsi a i giovani. Mi sembra che tutti coltivano il suo piccolo orticello e oltre non vedono.
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Messaggio Da Sentenza62 il Mar Set 03, 2013 8:16 pm

@rphal ha scritto:Ecco forse hai toccato il punto giusto, la mancanza della cultura musicale e del piacere di ascolto. Ogni giorno nel metro di Milano puoi vedere un sacco di gente che contemporaneamente ascolta la musica e posta sul facebook dallo stesso cel. Ho impressione che per loro la musica è qualcosa di contorno, da ascoltare in sottofondo.

Direi che anche i produttori di hifi hanno sue belle colpe, pochi tentano di avvicinarsi a i giovani. Mi sembra che tutti coltivano il suo piccolo orticello e oltre non vedono.
Si pure loro hanno le loro belle colpe. Marchi consumer che ogni sei mesi lanciavano sul mercato un nuovo prodotto che nel migliore dei casi in realtà era solo un lifting del precedente oppure aumentavano i pulsanti e interruttori, che la maggior parte non utilizzava e nemmeno capiva a cosa servissero, facendo lievitare il prezzo e diminuire la qualità poi si inventarono i compattoni con le casse più piccole in plastica e la qualità era ormai un lontano ricordo per poi passare dai micro-impianti con casse ancora più piccole e mal-suonanti fino ad arrivare a oggi con queste schifezze che io chiamo rimpianti stereo. E il mondo audiophile non è certo meglio. Da gli anni ottanta in poi è stato tutto un proliferare di liquidi miracolosi, cavi benedetti, mattoncini magici, supporti per cavi per tenerli sollevati da terra e altre mille str...ate vendute a prezzi da rapina, amplificatori a valvole di costruttori cantinari e incensati dalle riviste (anche loro dovrebbero farsi un esame di coscenza) con le EL 34 nel classico semplice schema Williamson venduti a prezzi da capogiro venduti per non più di un'annata per poi scomparire nel nulla e lasciare sventurati acquirenti senza assistenza e con in mano un oggetto pagato un anno prima una follia e adesso invendibile se non a prezzo quasi di regalo. Tutto questo ha contribuito a fare si che la musica non sia più percepita dalla gente come un'arte ma come un qualcosa per rompere il silenzio in casa, per fare da colonna sonora durante il jogging, o per tirare mattina in discoteca saltellando ubriachi (nella migliore delle ipotesi).


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Messaggio Da RockOnlyRare il Mer Set 04, 2013 9:00 am

@Sentenza62 ha scritto:Come possiamo sperare che le nuove generazioni possono anche lontanamente capire cosa significa veramente hi-fi quando ascoltano musica direttamente da un portatile o un telefonino musica da discoteca che martella il solito ritmo uguale per tutti brani e come sottofondo quando va bene c'è un brano di un altro autore orribilmente campionato e digitalizzato da renderlo quasi irriconoscibile, quando vai in questi mega-store dell'elettronica vedi un altoparlante stereo grosso quanto una scatoletta di tonno o le dock-station grandi quanto una scatola di Aulin. Il problema è sorto fin da gli anni settanta con la diffusione di massa della musica su supporto. L'aumento delle vendite ha fatto si che chiunque si sentisse autorizzato a fare musica e le major in questo ci hanno marciato facendo cantare chiunque e con canzoni sempre più scadenti che duravano si e no pochi mesi per poi finire nell'oblio insieme "all'artista di turno". E adesso ne vediamo gli effetti sulle nuove generazioni.
Straordinario contributo non avrei sapruto esprimermi meglio applausi applausi applausi 

Ad essere "cattivo" ci metterei pure generi come il rap in cui chiunque che non sa cantare può esprimersi e vendere pure milioni di album. Ok, permette anche a chi non ha talento vocale di esprimersi ma sposta terribilmente in basso il livello qualitativo musicale. Diciamo che uno dei mali peggiori è la STANDARDIZZAZIONE dei generi musicali. Anche nel metal troppo spesso si ascoltano riff sempre uguali, cantati tutti uguali ed originalità inferiore allo zero.
Diventa difficile riconoscere e selezionare chi ha vero talento artistico e chi no.
Mi viene in mente ad esempio il punk, nato a fine anni 70, in cui c'erano centinaia di gruppi, ma che da questo movimento, coloro che avevano reale talento, sono emersi rinnovando profondamente il panorama musicale del rock.

Dubito potrà accadere lo stesso con chi è partito dalla musica campionata perchè non sa comporre o dal rap scelto principalmente perchè non sa cantare, salvo casi più unici che rari.
Da questo punto di vista va molto meglio a generi di nicchia come classica, jazz, folk etc in cui non ti cimenti e non emergi per moda ma solo perchè sei veramente capace.

Ultimo aspetto di fondamentale importanza MTV ed i video, che all'inizio erano fantastici permettendo di scoprire un sacco di artisti notevoli, poi hanno finito per promuovere oltre il reale valore una serie di artisti che si distinguevano per l'aspetto fisico "accattivante" (diciamo pure sexi) e per aver dietro produttori e registi che tramite il video "pilotavano" il successo di un certo artista rispetto ad un altro, indipendentemente dal talento dello stesso (che poi dal vivo -ammesso che vi si cimentasse- spesso si rivelava essere nullo al limite della truffa). Vero che ci sono artisti validissimi che sono diventati famosi grazie ai i video, ma temo che la proporzione successo ciofeca - artista sia 10 ad uno se non 100 ad uno.


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Messaggio Da Sentenza62 il Mer Set 04, 2013 7:14 pm

E poi vennero i talent-show come x-factor, amici e tutti gli altri, condotto da "artisti famosi" senza un briciolo di amor proprio che per soldi vendono la loro dignità per incensare queste "nuove promesse" del panorama musicale italiano, poi le case discografiche e S.Remo fanno il resto.


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Messaggio Da RockOnlyRare il Gio Set 05, 2013 8:48 am

@Sentenza62 ha scritto:E poi vennero i talent-show come x-factor, amici e tutti gli altri, condotto da "artisti famosi" senza un briciolo di amor proprio che per soldi vendono la loro dignità per incensare queste "nuove promesse" del panorama musicale italiano, poi le case discografiche e S.Remo fanno il resto.
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(ANSA) - ROMA, 19 LUG - I quarantenni di oggi, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono nel contributivo puro, rischiano di non andare in pensione prima dei 73 anni. È questa la sorte secondo la Cgil che spetta a chi ha avuto un lavoro saltuario e scarsamente remunerato, specie se part time. Nel 2035, spiega il sindacato, per andare prima dei 70 anni, precisamente a 69, saranno necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo sopra gli attuali 687 euro.
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Messaggio Da ledzep il Gio Set 05, 2013 9:17 am

Ma no ma che dite !! amici e' un ottima trasmissione condotta da una grandissima professionista
voi non lo sapete ...vi svelo una chicca... lo sapevate che e' stata la De Filippi a scoprire gli Zeppelin !!
eee non ve lo aspettavate eee affraid affraid


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Messaggio Da confortably numb il Gio Set 05, 2013 10:21 am

Direi che il nostro hobby sta pagando innanzitutto lo scotto dello spostamento dal formato solido al formato liquido. Ma é un fenomeno che interessa non solo la musica ma anche il mondo del lavoro (e-mail invece delle lettere, fax sul pc invece che in carta, archiviazione elettronica al posto del cartaceo, ecc.), la cultura (e-book), i viaggi (chi ha ancora una cartina stradale in macchina?) e così via.
Questo ha portato ad una velocizzazione dell'utilizzo delle apparecchiature. I cellulari si cambiano ogni anno, i tv dopo un anno sono vecchi, i pc dopo 6 mesi. Tutto deve essere velocemente fruibile, in ogni momento, a qualsiasi ora del giorno, con facilitá di utilizzo.
Volete che a questo punto i giovani si mettano seduti in pace, in un ambiente dedicato, debitamente attrezzato, con apparecchiature scelte e soppesate con cura, cavi appositi, ad ascoltare musica? La musica la ascoltano - come diceva giá qualcuno - in sottofondo mentre scrivono sms, leggono, studiano (?), parlano con te...
Una volta se volevi ascoltare la musica dovevi accendere il giradischi di papá in soggiorno e sederti.
Purtroppo (e concludo) manca inoltre l'educazione musicale, a cominciare dalle scuole.
Risultato? Apparecchiature di riproduzione musicale scadenti, orecchio musicale dei giovani scadente, musica scadente.Futuro della musica 316341


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Messaggio Da Sentenza62 il Gio Set 05, 2013 12:03 pm

Le nuove tecnologie dal non state il salto nel futuro che ci è stato fatto credere tanto è vero che il vinile è ritornato prepotentemente alla ribalta. Il CD prometteva una qualità mai vista prima e un supporto indistruttibile rivelatesi poi smentite dal tempo, qualità inferiore al vinile e supporto che non pare che sia eterno. La musica liquida ha una buona qualità (non so se è migliore del vinile perchè non l'ho mai sentita veramente) ma il supporto? l'HDD non è un campione di affidabilità, negli ultimi anni tra esterni e interni ne ho cambiati un bel pò. Immaginate di avere qualche migliaio di titoli in liquida quanti HDD servono per contenerla tutta? Quante copie di back-up servono per essere sicuri di non perdere gli amati titoli? Lo sbattimento ogni tot di anni di fare una nuova copia e la spesa per i nuovi HDD. La tecnologia a stato solido sembrerebbe più sicura ma quanto lo è? Comunque per il momento non è proprio la soluzione, scarsa capacità e costi alti. Abbiamo veramente migliorato dopo il vinile? Mi pare proprio di no. Io per il momento mi tengo stretto i miei vinili.


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Messaggio Da Sentenza62 il Gio Set 05, 2013 12:05 pm

@ledzep ha scritto:Ma no ma che dite !! amici e' un ottima trasmissione condotta da una grandissima professionista
voi non lo sapete ...vi svelo una chicca... lo sapevate che e' stata la De Filippi a scoprire gli Zeppelin !!
eee non ve lo aspettavate eee affraid affraid
E io che avevo sempre pensato che gli avesse scoperti Pippo Baudo!! affraid affraid affraid 


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Messaggio Da gciraso il Gio Set 05, 2013 12:10 pm

Spezzo una lancia nei confronti dei giovani. Sono piuttosto addentro al mondo della musica suonata. Giovani bravi ce ne sono tanti, peccato che emigrino non appena ne abbiano le possibilità. Le orchestre all'estero hanno numerosi componenti italiani, magari di scuola tedesca, ma di nazionalità nostrana. In Italia l'età media dei professori e' penso tra le più alte del mondo; all'estero una delle orchestre più prestigiose, come i Wiener Philarmoniker, hanno prime parti poco oltre i 30 anni. Il tutto si deve al fatto che purtroppo quella del musicista non è percepita come una professione, ma qualcosa che si fa a tempo perso.
Davanti a tale desolazione cosa pretendere dunque? Quando la qualità viene meno ed i denari sono sempre meno e' inevitabile!


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Messaggio Da RockOnlyRare il Gio Set 05, 2013 12:12 pm

@confortably numb ha scritto:Direi che il nostro hobby sta pagando innanzitutto lo scotto dello spostamento dal formato solido al formato liquido. Ma é un fenomeno che interessa non solo la musica ma anche il mondo del lavoro (e-mail invece delle lettere, fax sul pc invece che in carta, archiviazione elettronica al posto del cartaceo, ecc.), la cultura (e-book), i viaggi (chi ha ancora una cartina stradale in macchina?) e così via.
Questo ha portato ad una velocizzazione dell'utilizzo delle apparecchiature. I cellulari si cambiano ogni anno, i tv dopo un anno sono vecchi, i pc dopo 6 mesi. Tutto deve essere velocemente fruibile, in ogni momento, a qualsiasi ora del giorno, con facilitá di utilizzo.
Volete che a questo punto i giovani si mettano seduti in pace, in un ambiente dedicato, debitamente attrezzato, con apparecchiature scelte e soppesate con cura, cavi appositi, ad ascoltare musica? La musica la ascoltano - come diceva giá qualcuno - in sottofondo mentre scrivono sms, leggono, studiano (?), parlano con te...
Una volta se volevi ascoltare la musica dovevi accendere il giradischi di papá in soggiorno e sederti.
Purtroppo (e concludo) manca inoltre l'educazione musicale, a cominciare dalle scuole.
Risultato? Apparecchiature di riproduzione musicale scadenti, orecchio musicale dei giovani scadente, musica scadente.Futuro della musica 316341
Tutto verissimo e condivisibile, il solo piccolo appunto riguarda la vita di un pc che per fortuna si è un po' allungata, mentre per assurdo si è abbreviata quella del cellulare o meglio dello smartphone, ne esce uno ogni 6 mesi se non ogni 4.

Due considerazioni non necessariamente collegate:

1) la mancata compatibilità a ritroso che porta ad uno spreco di risorse, oggetti e quel che è peggio costosi programmi o supporti. Pensate ai video Beta, e poi al VHS, per non parlare di costosi giochi per consolle che sono regolarmente da buttare ogni volta che esce il nuovo modello di console (PS su tutte). O di milioni di alimentatori per cellulari (e non solo) tutti diversi uno dall'altro (a questo stanno mettendo forse rimedio..)

Pazzesco che non esiste una legge sui supporti che OBBLIGHI chi produce software, musica, video, libri etc a rendere fruibile il prodotto acquistato con l'evoluzione del supporto.
Ad esempio nel caso della musica o meglio ancora dei movie, dovrebbe essere possibile consegnare un vecchio video in VHS e ricevere il corrispondente DVD (o successivamente) il BD aggiungendo il SOLO costo del supporto (considerando in questo anche cover etc etc).
O perlomeno godere di consistenti sconti ad esempio per acquistare un ebook possedendo il libro cartaceo.

In altre parole se io acquisto un CD dei pink floyd ho diritto ad avere quell'album in qualsiasi altro formato esca pagando solo la differenza tra il nuovoed il vecchio supporto (che devo riconsegnare), compreso il poterlo scaricare in formato liquido. Ovvio che nel caso di vinile non converrebbe, ma penso soprattutto ai video ed ai film.

2) l'esagerato utilizzo del formato elettronico, sta portando in molti casi all'eliminazione del supporto cartaceo, che specialmente nel caso di documenti di particolare importanza, è un errore smisurato.
Pensate all'anagrafe. Se un hacker si introduce nell'archivio e modifica il dato, senza supporto cartaceo non c'è più modo di risalire al sabotaggio. Ammesso e non concesso che i backup di questo tipo di archivio siano davvero a prova di bomba. In sostanza non deve per nessun motivo scomparire anche il supporto cartaceo per i documenti di fondamentale importanza.
Nel caso musicale c'è anche il rischio opposto di album rasi o misconosciuti usciti solo su vinile o peggio su 75 giri che non sono reperibili in altro modo che perchè qualche utente li ha convertiti in formato liquido.
Perdite sanguinose analoghe a milioni di nastri dei tv, movie etc etc perduti per sempre per cattiva conservazione dei master analogici. Un vero delitto.


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(ANSA) - ROMA, 19 LUG - I quarantenni di oggi, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono nel contributivo puro, rischiano di non andare in pensione prima dei 73 anni. È questa la sorte secondo la Cgil che spetta a chi ha avuto un lavoro saltuario e scarsamente remunerato, specie se part time. Nel 2035, spiega il sindacato, per andare prima dei 70 anni, precisamente a 69, saranno necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo sopra gli attuali 687 euro.

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