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vedovi callas
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Messaggio Da lizard il Mar Dic 03 2013, 10:26

se fosse stata ancora in vita,ieri avrebbe compiuto 90 anni.
di lei s'è detto tutto ed il contrario di tutto,denominatore comune a tutte le star.
eppure,ancora oggi,Maria ha una caratteristica ineguagliabile.
la sua voce ci riporta al 'bel canto',alla capacità,forse ultraterrena,di provocare piacere ed emozione a chi ascolta.
un piacere più uditivo che visivo,anche se Maria era assai affascinante.
un piacere che purtroppo si perse nel tempo,quando una particolare patologia la costrinse ad un registro da mezzosoprano.
ma a noi piace ancora ascoltarla in queste gelide e secche giornate di fine autunno,quando la domenica mattina ci svegliamo e mettiamo sul piatto la Carmen,spettacolo nello spettacolo..


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Messaggio Da gciraso il Mar Dic 03 2013, 11:36

E ieri è stata giustamente festeggiata con la trasmissione su RAI5 del concerto di Parigi del 1958

Personalmente penso che sia stata la maggior cantante del secolo scorso per certi ruoli, in particolare quelli di soprano drammatico. Consiglio a tutti l'Aida del 1951 e soprattutto la sua Leonora, disponibile in almeno 4 edizioni di epoca diversa.
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Messaggio Da lizard il Mar Dic 03 2013, 11:40

2° me la tebaldi non ha nulla da invidiare alla callas..ma non ha lo stesso carisma..la stessa genialità
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Messaggio Da gciraso il Mar Dic 03 2013, 11:55

Negli anni in cui erano in attività si era scatenata la rivalità tra loggionisti, ma è una cosa senza senso, troppo diverse come voci e come colore, anche se spesso cantavano negli stessi ruoli, ma la Leonora della Forza non è la stessa Leonora del Trovatore, ad esempio.
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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Mar Dic 03 2013, 14:42

Come tutti i personaggi capaci di cogliere col loro carisma l'attenzione del grande pubblico, la Callas ha avuto una storia costellata di miti e leggende, oltreché di giusti riconoscimenti e successi. Ma certo questo discorso sul rifugiarsi nei ruoli mezzosopranili a causa di una tal quale malattia appartiene alle leggende. Cosa normale nella storia dell'opera che soprani declinanti di voce scura si pieghino a ruoli mezzosopranili a fine carriera, perché questi in generali li esentano dall'emissione di acuti estremi che sono i primi a venire meno nelle voci usurate. Quindi tutto normale: semmai dobbiamo dire che la Callas aveva un limite nel sostegno diaframmatico al canto (limite tecnico) che già dal 1954 cominciò a minare la stabilità della voce, tantopiù negli acuti ma anche nei piani e pianissimi, e fu uno dei vari motivi che la portarono ad una usura precoce, dal punto di vista vocale, assieme alla frequentazione intensiva e continuata di ruoli molto faticosi appartenenti al registro sopranile.

Come che sia, la Callas con le sue caratteristiche vocali, la sua tecnica, il suo innato senso dello stile, il suo talento di fraseggiatrice ha segnato una pietra miliare nella storia dell'opera per vari motivi, che cercherò di elencare sinteticamente (per quanto a me possibile) in punti.

1. In un'epoca di declino tecnico da parte di tutte le voci femminili legato agli stilemi del canto verista, la Callas ripristino un canto basato sulla tecnica ottocentesca, per le voci femminili. Non fu la sola: anche la tebaldi segnò in quegli anni un punto di rottura rispetto al malcanto femminile verista, ma anche tra i mezzosoprani la Simionato, giusto per fare alcuni esempi. Solo che la tecnica della Callas ripristinava il virrtuosismo vocale tipico dell'operismo della prima metà dell'ottocento, virtuosismo rispetto cui le altre voci femminili dell'epoca, anche ferrate tecnicamente, erano inadeguate. Dal che discende il punto 2.

2. La Callas riporto in auge l'operismo della prima metà dell'ottocento, fino ad allora ineseguibile in maniera corretta ed esaustiva: il primo Verdi, Bellini, Donizetti, e Rossini. Riportando all'attenzione questo operismo, sulla base della esperienza della Callas si scatenò una vera e propria rivoluzione musicologica, che poi portò alla Donizetti reinissance, ma soprattutto alla Rossini reinissance. Quindi ai fenomeni culturalmenti più rilevanti, in ambito operistico, degli anni '60, '70 ed '80.

3. Il ripristino della corretta fonazione ottocentesca (a parte il limite della respirazione di cui sopra) portò la Callas ad un uso dei colori, delle dinamiche oltreché dell'accento del tutto inusitato nel canto femminile dell'epoca, ed ancora oggi alcune sue intuizioni di interprete realizzate grazie al più vasto uso di ogni elemento retorico del canto rimangono esemplari.

4. Fece capire che il ricorrere a sopranini leggeri chiarissimi ed acutissimi in molto operismo era arbitrio antistorico ed antiestetico, ripristinando il giusto rapporto tra canto e parola in tanti ruoli divenuti appannaggio di stili vocali arbitrari (Rosina nel Barbiere di Siviglia, Gilda nel Rigoletto, Lucia nella Lucia di Lammermoor, Amina nella Sonnambula, tanto per fare qualche esempio).

5. La Callas fu il primo soprano di recitazione "moderna", cioè cinematografica: saliva e scendeva scale, si schiantava per terra, si lanciava forsennata contro gli avversari, cantava seduta, sdraiata, piegata in due. Nasceva il teatro d'opera registicamente moderno con lei, laddove le sue college cantavano sempre e solo in piedi, immobili. Ebbe poi un magnetismo, nel gesto scenico, difficilmente imitabile ed arrivabile.

In questo senso il paragone con la Tebaldi è improprio: la Tebaldi non si impegnò mai nel repertorio di primo ottocento. Nel repertorio invece tardoverdiano, pucciniano, verista, le due si scontravano ad armi pari, e da lì a poco subentrò loro un altro fenomeno vocale (Leontyne Price) eccellente in quegli stessi ruoli: come Aida, come Leonora della Forza del destino, come Amelia del ballo in Maschera, come Mimì della Boheme, solo per fare alcuni esempi, la Callas non è sola ed irrangiungibile. Eppure quello che lei realizzò inerente l'operismo della prima metà dell'ottocento la vide sola. O almeno fu sola fino a che non arrivò Johan Sutherland. Che oltre a confermare le scoperte della Callas in quel repertorio, pose i riflettori sul repertorio settecentesco, anche lei facendo crollare vari falsi miti sulla inattualità ed ineseguibilità di quello splendido operismo.

In questa ottica, Maria Callas e Johan Sutherland sono stati indiscutibilmente, pur con le inevitabili differenze e peculiarità, i due maggiori soprani degli ultimi 110 anni del teatro d'opera. E nel repertorio a loro comune difficile, spesso, dire quale delle due prevalga. Accento ben più vigile quello della Callas, tecnica e virtuosismo notevolmente superiori quelli della Sutherland.

Se dovessi consigliare, a chi non conosce la voce della Callas e ne volesse avere una campionatura artistica, alcune registrazioni per quanto la riguarda straordinarie, forse direi:

1. Norma di Bellini. Edizione live del 1955 con Del Monaco e la Simionato, direzione di Votto;

-

2. Sonnambula di Bellini, live del 1955, direzione di Bernstein affianco ad un fantastico Valletti;



3. Lucia di Lammermoor di Donizetti, live del 1955, direzione di von Karajan (degli altri si taccia);



4. Traviata di Verdi, 1958, con un eccellente Kraus e direzione di Ghione;
5. Lady nel Macbeth di Verdi, live 1952 diretta da DE Sabata (degli altri si taccia);



6. Abigaille nel Nabucco di Verdi, live 1949 diretta da Gui;



7. Anna Bolena di Donizetti, live 1957, con affianco la Simionato e diretta da Gavazzeni;



8. Armida di Rossini, live 1952, da sola nella canea generale;



9. Turco in Italia di Rossini, in buona compagnia di Rossi Lemeni, Stabile, Calabrese;
10. Tosca di Puccini, studio 1953, direzione di De Sabata.

Vi ho riportato qualche esempio musicale perché il suono dà più forza ai pensieri dello scritto. Ma anche stralci dalle altre registrazioni che vi ho indicato sono rintracciabili su you-tube.


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Messaggio Da lizard il Mar Dic 03 2013, 14:53

grazie del contributo Vito..
io e gciraso stavamo cadendo in un triste soliloquio..
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Messaggio Da pluto il Mar Dic 03 2013, 15:45

Be al massimo era un dialogo tete a tete. vedovi callas 650957 

Non sono un grosso esperto di lirica ma ho sempre saputo che la sua Norma è stata inarrivabile. E tempo fa trovai su U-Tube il filmato di un suo recital del 58 con l'esordio a Parigi dove cantò appunto Casta Diva

Forse altre sue performance indicate da Vito e Giovanni saranno magari migliori, ma trovo questo filmato straordinario e da l'idea del suo essere Diva, Star, cantante inarrivabile etc con una mise elegantissima, con il coro intorno, con questo suo modo di rimanere avvolta dal mantello etc

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Messaggio Da lizard il Mar Dic 03 2013, 15:46

..e 4 !
dai le carte,gciraso..
finalmente possiamo giocare a scopa !
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Messaggio Da pluto il Mar Dic 03 2013, 15:59

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Messaggio Da pluto il Mer Dic 04 2013, 10:15

Singolare che in questi giorni stia passando su RAI 5, tutto il filmato di questo mitico concerto del 58 al Teatro dell'Opera di Parigi, dove ha cantato 3 arie dalla Norma, 2/3 dal Trovatore (non hanno neanche inquadrato il cantante francese nel duetto del Miserere - la Regina era solo lei) e poi repertorio leggero con Rossini e Rosina etc

Nello stesso anno, mesi prima aveva partecipato ad una Norma a Roma e di fronte al Presidente della Repubblica Gronchi, presente al concerto, aveva abbandonato il teatro dopo il 1° atto. La spiegazione ufficiale fu a causa di un momento improvviso di follia.
Nella realtà si disse che la Diva fu molto contrariata dall'accoglienza freddina del pubblico Romano. Mannaggia a loro.. vedovi callas 424797 
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Messaggio Da gciraso il Mer Dic 04 2013, 10:36

Tra l'altro nei ruoli rossiniani la Callas era notevolissima, aveva una voce da Armida, in quella edizione citata da PPP era veramente vox clamans in deserto. La sua Rosina era finalmente cantata da Rosina, io più volte ho verificato la partitura ascoltando il ruolo ed il Maestro mai aveva scritto che deve essere cantata con un filo di voce inesistente vedovi callas 650957 
In fin dei conti Rosina è una donna intelligente e volitiva, come potrebbe mai cantare da ragazzetta ingenua?

Sul fatto che l'accoglienza a Roma fu tiepida, il fatto dimostra una volta di più che la lirica cade da sempre in un totale vuoto di conoscenza, purtroppo.


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E leggetelo 'sto regolamento!!!

ze inutile ragionar coi mussi, te perdi tempo e te infastidissi la bestia
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Messaggio Da lizard il Mer Dic 04 2013, 11:42

sì,pare proprio che si defilo' a causa della tiepida accoglienza della Diva..
quando si dice..genio e sregolatezza..
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Messaggio Da pluto il Mer Dic 04 2013, 15:44

Tipico dei Divi. Michelangeli era uno che se vedeva una lampadina bruciata era capace di annullare il concerto in un battito di ciglio.
Però bisogna anche vedere come sono andate le cose.

Spesso il pubblico è indisponente e vuole diventare protagonista quando invece farebbe meglio a restare al suo posto lasciando giocare gli artisti. Ma meglio della Callas, chi c'era all'epoca? Bah…

Nel mio piccolo quando ho visto la Netrebko ero in religioso silenzio. E parliamo comunque di un'ottima cantante ma credo anni luce distante da una Callas. Idem x Sokolov o per Bolle con la Zakharova in Giselle
La gente deve avere anche un po' l'umiltà di capire l'evento e chi ha di fronte a mio avviso.

Non è che artisti di questo calibro li vai a vedere o ascoltare tutti i week end al cinema parrocchiale.. vedovi callas 588790 
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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Mer Dic 04 2013, 21:30

Comunque sembra che quella famosa sera a Roma, la Callas fosse in disastrose condizioni di forma fisica (e vocale).... il che spiegherebbe tutto.... ci sono delle registrazioni di quel primo atto e si ode chiaramente che la voce della Callas è in grande difficoltà.

La Callas di quegli anni aveva serate in cui era ancora all'altezza di un ruolo come Norma (pur nella mancanza di fermezza e nello stridore di molti acuti estremi della parte, al limite del grido), ma altre sere in cui veramente si destreggiava per salvarsi.

Quel concerto del '58 la trova in una buona serata, ma non era certo più al suo meglio, come vocalista, e se la presenza scenica ed il fraseggio erano sempre significativi, ormai si celebrava il mito, in quelle serate, più che il valore artistico della cantante. Un pò come accadde, non troppo dissimilmente, in epoca più recente coi concerti di Pavarotti in Central Park. Per carità, la Callas non ricorse mai ad alcuni trucchetti del Pavarotti maturo (farsi amplificare da microfoni ad esempio) e ebbe un rispetto del pubblico tale da non permettersi mai quelle scivolate nel pop e nel nazional popolare che si è permesso il tenorissimo, quindi la tempra dei due va valutata in maniera molto diversa. Eppure in quegli anni (1958-1960) alla Callas poteva riuscire una ottima Carmen, una ottima Tosca, una eccellente Traviata, ma per Norma, cantata integralmente, era ormai probabilmente troppo tardi per prove veramente convincenti...

La sua ultime registrazione del ruolo, nel 1960, pur nel valore artistico comunque alto per le doti di fraseggiatrice, e pur con la possibilità di aggiustare acuti e dilazionare sforzi garantita dalla sala di registrazione, la voce della Callas fa sentire non poche mende e non è certo più la protagonista ideale dei primi anni '50.


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Messaggio Da Luca58 il Lun Dic 16 2013, 13:39

@lizard ha scritto:2° me la tebaldi non ha nulla da invidiare alla callas..ma non ha lo stesso carisma..la stessa genialità

Timbricamente, secondo me, la voce della Tebaldi era superiore a quella della Callas, ma appunto non c'e' solo la parte tecnica. Esecuzioni come "Casta diva", "Follie" o "Caro nome", tanto per fare esempi banali, ti calamitano l'attenzione anche se hai lo scarico del lavandino del bagno che ti sta allagando la casa e magari ti arrabbi di meno...  Laughing 


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