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Velvet Underground
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lizard
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Velvet Underground Empty Velvet Underground

Messaggio Da lizard il Gio Apr 14 2011, 10:54

"Quando la luna, regina della notte,
diffonde sulla terra la sua dolce luce argentea,
le ostriche dai fondali marini salgono in superficie
ed aprono le valve lasciandosi cullare dalle onde del mare.
All'interno delle valve i raggi lunari in un atto d'amore,
si fondono con le gocce di rugiada notturna dando origine
alle perle…"







Velvet Underground Album-The-Velvet-Underground-The-Velvet-Underground--Nico








Forse LA BAND x eccellenza, la band che molto probabilmente e' stata la piu' influente x quanto riguarda il Rock in tutte le sue molteplici diramazioni;
i VU si formarono grazie al connubio di 4 musicisti che rispondevano al nome di Lou Reed l'anima rock maledetta e urbana, John Cale l'aristocratico musicista gallese d'avanguarda, Sterling Morrison, e alla batteria (cosa molto rara) una donna, Maureen "Moe" Tucker.
Riuscirono a dare un seguito al loro progetto musicale grazie ad un personaggio naif, che con il rock non aveva niente a che spartire:
Andy Warhol, ovvero il Re dell'Art Pop, che li noto' x primo, e rimase talmente colpito da diventarne il Padrino sotto la cui ala protettrice ebbero la possibilita' di incidere il loro primo album.I Velvet Underground, sono stati anticipatori in molte cose, inentarono uno sound mai sentito all'epoca, un mix tra Rock e sperimentalismi vari di musica d'Avanguardia, mai prima di allora si pensava potesse essere possibile fondere in un contesto Rock, uno strumento come la Viola! Avevano (almeno inizialmente) uno suono spartano, crudo, spigoloso, ed essenziale, un suono che andava direttamente nella direzione che si era prefisso, senza tanti preamboli, magari tecnicamente non erano il top, ma la cosa in casi come questo non ha nessuna importanza, quando ci troviamo difronte a dei musicisti la cui "fame primordiale" era solo quella di sperimentare cose nuove, di conquistare e al tempo stesso abbattere nuovi orizzonti sonori, la tecnica assume un importanza minima, xche' in casi come i VU ci troviamo difronte ad una band che fin dall'inizio produce musica che si fa subito ricordare, e durare nel corso del tempo.
Esordirono in tempi e momenti in cui imperava proprio nell'ambito musicale la cosiddetta "Pace Musica & Amore" o "L'estate dell'amore", hanno dovuto confrontare le proprie sonorita' con i gusti dei giovani dell'epoca, gusti che erano inclini alle "Good Vibrations", insomma si puo' proprio dire che i VU vennero fuori in un momento in cui esso veniva visto e vissuto sotto l'influenza utopistica e ottimistica del sound Californiano, tempi in cui ci si faceva di allucinogeni x dare un senso alla propria creativita', x abbattere le famose e famigerate porte della percezione.
Insomma il panorama musicale viveva di salute sana e soprattutto con il sorriso sulle labbra, quando all'improvviso spuntano fuori 4 "ragazzacci" che con il Sole della California non avevano niente in comune, venivano dalle metropoli grigie, violente, malsane, e tutto questo loro modo di vivere in un contesto tutt'altro che ottimistico si rifletteva nelle loro sonorita', con testi da incubo, popolati da mostri, testi che raccontavano con lucida follia l'effetto che produce un ago nelle vene, racconti di amori disperati sado-maso, donne fatali, erano pur folli i loro scritti, ma erano storie stupendamente e crudelmente vere, storie che riportavano bruscamente sul pianeta terra, storie comuni, di tutti i giorni, ma che facevano riflettere.
In California si facevano di acidi lisergici leggeri,x esplorare nuovi suoni, Lou Reed si faceva di Metedrina, Eroina, e sperimentava in prima persona e per primo (rispetto ai colleghi Californiani) quanto fosse profondo l'abisso della droga, in tutto questo, giustamente, non ci ha mai trovato mai niente di romantico, ma il punto non e' questo, ma solo quello di aver capito x primo uno dei grandi mali della civilta' moderna.
Il "Velluto Sottotera" esordi con un album su cui in copertina veniva raffigurato innocentemente una banana sbucciabile, e la dissonanza era il loro pane quotidiano. Un Album scarno prodotto ma al contempo NON prodotto da Warhol, un album in cui imperano sonorita' primordiali ma al tempo stesso futuristiche, un album talmente sperimentale e difficile che all'epoca fu un flop commerciale; in questo album alla voce in alcuni brani vi era la splendida e algida Nico, che dava alla band un ingannevole aurea di fragilita', mai tanto ingannevole fu'..
C'e' Sunday Morning, con cui provarono a sfondare in classifica, c'e' I'm Waiting for the man che in futuro il Punk ci avrebbe attinto a piene mani, c'e' All tomorrow parties, splendida, c'e' il crescere di tensione supportato dalle parole e accompagnato come un nenia da una viola la leggendaria Heroin, c'e' Venus in Furs, a mio avviso autentico capolavore del disco in cui l'identita' rock di Reed e l'avanguardismo di Cale raggiunge il climax musicale..
buon ascolto,
Liz


    La data/ora di oggi è Mar Ott 20 2020, 21:54