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Is This The Life We Really Want - Page 2
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    Is This The Life We Really Want

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    lizard
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  lizard on Thu Jun 15, 2017 11:31 am

    puoi postare,a completezza,le foto delle inner sleeve,con tanto di dettaglio interno?
    è molto strano questo tipo di usura..sulla superficie del vinile da te fotografato ci sono righe profonde singole,oltre che altre a 'pettine',causate da un probabile sfregamento.
    ma io in tanti anni di collezione di vinili non ho mai visto una cosa del genere.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Thu Jun 15, 2017 12:06 pm

    lizard wrote:...io in tanti anni di collezione di vinili non ho mai visto una cosa del genere.

    Neanch'io amico mio, neanch'io. In 34 anni ne ho visti di buoni e di meno buoni, ma per come li tratto io ti assicuro che anche quelli che ho ascoltato 7-800 volte sembrano usciti ieri dalla fabbrica. Questo è letteralmente assurdo.  

    P.S.: se anche la terza spedizione mi arriva rovinata... la rendo e compro il CD!!!!    

    P.P.S.: ma poi mi chiedo: solo io ho avuto una brutta esperienza con questo vinile o solo io ho comprato il vinile??  
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Fri Jun 16, 2017 8:49 am

    Ivanhoe wrote:Made in EU? Standard di qualita' cosi' bassi?


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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Fri Jun 16, 2017 10:55 am

    lizard wrote:puoi postare,a completezza,le foto delle inner sleeve,con tanto di dettaglio interno?


    Come si può notare dal riflesso all'esterno sono molto lucide, ma la foto dell'interno non ne rende assolutamente la ruvidità.
    Il "rumore" che fanno quando i vinile vengono estratti o inseriti descrive molto meglio la situazione.
    L'ho registrato col telefonino ma non riesco a postarlo qui, posso eventualmente spedirlo via whatsapp o e-mail.






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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  heartbreaker on Sat Jun 17, 2017 6:03 pm

    Non credo sia colpa della busta(che si è un po' ruvida, non da rovinare un disco però) ma di una lavorazione a dir poco ad minchiam www . Per me è incredibile che suoni senza difetti. Probabilmente qualcosa è andato storto nella sformatura o nel lavaggio.
    Lo ho preso oggi dal mio negozio abituale e lo ho aperto con un po' di curiosità(non ansia), visto quello si era detto qui. Superficie perfetta, nessun graffio o alone. Vinile non particolarmente silenzioso, nè lucido e con qualche scricchiolio all'inizio del primo pezzo. Vado a vedere  chi lo ha fatto; ma la MPO e chi altro se no . Quindi è stato stampato o in Francia o in Spagna( purchè se magna...).
    Allora mi sono ricordato di un acquisto fatto su Amazon in precedenza e che non mi aveva soddisfatto e l'idea che mi frulla è che a queste catene, soprattutto su pezzi di altissima diffusione, rifilano? produzione di 2°-3°-4° scelta. Poi rigirata all'acquirente. Poichè in fabbrica sanno benissimo quello che fanno, qualcuno di Amazon vorrebbe dirmi che loro non ne sapevano niente?
    Credo che per quanti resi farai la storia sarà sempre quella: hanno una partita scrausa e gli va bene che all'ascolto non si sente. Cercalo da un buon negozio di dischi e aprilo di fronte al negoziante stesso.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Sun Jun 18, 2017 1:16 am

    Ciao, sono le stesse perplessità che ho esternato anch'io nel thread "Vinili su Amazon".
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  mau57 on Sun Jun 18, 2017 12:19 pm

    Io acquisto di tutto su Amazon, ma i vinili, ormai mi son convinto, sono impossibili, tentato per tre volte con differenti LP, nulla, sempre qualche difetto, nella migliore delle ipotesi macchie ... non so come accada ma sembra che abbiano delle forniture "farlocche" .. mah!
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  heartbreaker on Sun Jun 18, 2017 8:23 pm

    Forniture farlocche? Possiamo chiamarle così, anche se vengono comunque dal magazzino ufficiale della casa discografica.
    Il fatto è che la stamperia sa benissimo quali sono le copie venute bene e quali no e non può non dirlo a chi di dovere. Ne risulta che ci sono partite "difettose" che vengono comunque immesse sul mercato in circuiti di grande distribuzione(oggi). E il prezzo è stranamente conveniente.
    Sapendo che da una stamper si possono fare 1000 copie circa e che la qualità decade progressivamente tra la prima e l'ultima, a chi andranno le prime 500? Ad Amazon(per dire) o alla distribuzione per negozi specializzati? Credete che non le dividano all'origine? Per non parlare delle madri da cui vengono fatte le stamper.
    In tempi di vinile imperante chissà com'era che comprando dal negozio di qualità(leggi: con il titolare appassionato come te) si aveva la quasi certezza di avere una buona copia, mentre quella acquistata dal "negozietto" era come poteva. Ovviamente la pagavi di più.
    La grande distribuzione deve fare i "numeri" e ... ciao a tutto il resto.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  giaiant on Sun Jun 18, 2017 9:37 pm



    _________________

    .................il mio impianto....................
    https://drive.google.com/drive/folders/0B8uJQulMJBcXU01rMjYzcldTUXc
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Mon Jun 19, 2017 12:19 am

    Ho visto un documentario sulle opere di questo artista giusto un paio di mesi fa. Alla visione della copertina del nuovo album di Waters non ho potuto non fare un accostamento, ma non pensavo ad un caso del genere.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  lizard on Mon Jun 19, 2017 9:54 am

    alla faccia dell'arte libera!
    allora cosa avrebbe dovuto dire man ray,'l'originale'?
    e cosa avrebbe dovuto dire escher,le cui idee e progetti sono stati scopiazzati in lungo e in largo,soprattutto nelle copertine dei dischi?
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Mon Jun 19, 2017 10:16 am

    Concordo pienamente. Anche perché Waters si sarebbe eventualmente ispirato allo stile di Isgrò ed alle sue opere, non mi sembra che ne abbia copiato titoli o contenuti.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  lizard on Wed Jun 21, 2017 2:50 pm

    Italia antimusicale, Roger Waters battuto da Riki, e denunciato per la copertina del disco
    L'ultimo album di Roger Waters è stato in tutto il mondo un grande successo. In Italia, invece, ha avuto tanti problemi: dall'essere superato in classifica da tale Riki all'accusa di plagio di Emilio Isgrò (chi?!)


    Sei Roger Waters. Per molti appassionati di rock sei praticamente Dio fatto carne. Per te stesso sei Dio fatto carne. Per Michele Mari, che ha raccontato l'epopea dei tuoi Pink Floyd in Rosso Floyd è meglio non specificare cosa sei, lui ci ha messo un libro a spiegarlo.
    Comunque hai fatto la storia del rock. Hai scritto pagine di musica che hanno superato serenamente il passare del tempo, anche se parlare di serenità nel caso della tua musica è dar vita a un ossimoro.
    Hai creato immaginari come quasi nessun altro in ambito musicale, finendo, forse, per rimanerci un pochino impigliato dentro.
    Ma sei Roger Waters, e decidi di tornare a pubblicare un album dopo 25 anni.
    Quindici anni in discografia, oggi, sono il corrispettivo di circa tre ere geologiche. Non fosse che sei Roger Waters si potrebbe arrivare a parlare di esordio, contando sul fatto che la gente nel mentre si è dimenticata di te.
    Ma così non è. Sei Roger Waters, cazzo. Sei Dio.
    Pubblichi un album, Is This The Life We Really Want?
    Inutile dire che, trattandosi di un tuo album, è di una bellezza abbacinante.
    La critica lo accoglie con entusiasmo, non solo perché è il tuo primo lavoro solista dopo quindici anni. Anche perché non è il lavoro di uno dei tanti, tantissimi, troppi artisti che nel mentre hanno intasato il mercato, un mercato sempre più piccolo e vacillante. Un album fatto di canzoni, che veicola contenuti, sei Roger Waters, che ci si potrebbe aspettare, e che non si candida certo a passare come acqua in un lavandino.
    L'Italia è un paese che in qualche modo ti è caro. Per come può essere caro qualcosa che non sia il tuo ego e il tuo mondo immaginario e immaginifico a te, che sei Roger Waters.
    Qui ha combattuto tuo padre, a Anzio. E chiunque abbia anche visto di sfuggita The Wall si sarà fatto un'idea vaga di quanto la figura paterna e la guerra abbiano lasciato un segno sulla tua anima (ha un'anima Dio?).
    L'Italia è un paese che in qualche modo ti è caro, quindi. Sei tornato sulle orme di tuo padre soldato recentemente, nel 2014, per ripercorrere le gesta di tuo padre eroe durante lo sbarco di Anzio, a settant'anni dai fatti.
    Esce il tuo nuovo album, attesissimo da tutti i tuoi tantissimi fan in giro per il mondo. E da noi arrivi al secondo posto. A casa tua, seduto su una comoda poltrona Frau guardi le classifiche dei vari paesi, e ti concentri su quella italiana, così, per lasciarti andare un attimo al sentimentalismo.
    La guardi e poi cerchi con lo sguardo qualcuno nella stanza. Qualcuno che non c'è. Vorresti chiedergli, se mai ci fosse, “Ma chi cazzo è questo Riki che è in classifica sopra di me?”
    Sei solo nella stanza, come in genere capita agli Dei. Quindi non puoi che andare a cercarlo su Google, e poi su Youtube. È a quel punto che saresti tentato di bestemmiare, non fosse che dovresti farlo contro te stesso e non ti sembra in caso. Al primo posto in classifica, sopra di te, c'è un ragazzino che canta canzoncine talmente bruttine e insignificanti da spingerti a cullare l'idea di una apocalisse. Lo sgomento si fa largo in te, come del resto ti è capitato spesso in vita tua. Specie quando apprendi che il ragazzino è uscito da un programma televisivo, Amici si chiama, in cui un altro ragazzino si è rifiutato di cantare la tua Hey You perché non gli piacciono i Pink Floyd.
    A stento respingi questa angoscia in un angolo remoto del tuo animo (ha un animo Dio?). Te ne fai una ragione, hanno avuto Mussolini e Berlusconi, gli italiani, normale piaccia loro musica di merda come questa.
    Il tempo di fartene una ragione e vieni superato in classifica anche da gente che porta il solo nome di battesimo, Thomas, Federica, Ghali. Riki sempre primo.
    Ormai però sei impermeabile a quel che succede in quel posto che tuo padre ha contribuito a rendere nuovamente un paese libero, povero idealista del cazzo.
    Quando, stavolta da Milano, arriva una nuova notizia che ti riguarda. La sezione specializzata in materia di impresa del tribunale del capoluogo lombardo, infatti, presieduta da Claudio Marangoni, ha ravvisato in via cautelare gli estremi di plagio dell'opera dell'artista concettuale Emilio Isgrò nella copertina, booklet e merchandising del tuo album, il tutto con decreto d'urgenza. Il che ha portato il tribunale a richiedere alla Sony di ritirare dal commercio l'opera in questione, per violazione del diritto d'autore.
    Non hai idea di chi sia Emilio Isgrò. Anche stavolta ricorri a Google e scopri che è un artista concettuale famoso nel mondo, che era sua l'opera che accoglieva i visitatori dell'Expo di Milano, per dire, e che le sue “Cancellature” sono il suo marchio di fabbrica. Per cancellature si intende proprio quanto si vede nella copertina e nell'artwork del tuo album, un foglio word da cui sono state cancellate quasi tutte le parole, come negli omissis, lasciando fuori solo le parole utili a dire qualcosa, nel tuo caso il titolo del disco.
    Pensi sia uno scherzo. Anche divertente. Perché anche se hai venduto qualcosa come duecentocinquanta milioni di album in carriera, se tutti quelli che si sono rifatti alla tua scrittura, al tuo suono, al tuo immaginario avessero dovuto darti qualche diritto d'autore, o se tu avessi dovuto far ritirare dal mercato tutti quelli che si sono ispirati anche troppo a te, sei Dio, a quest'ora il mondo sarebbe senza un sacco di musica, da quella dei Radiohead a quella di Jonathan Wilson, passando per Michael Kiwanuka, per fare i primi nomi che ti vengono in mente.
    Pensi sia uno scherzo. Anche divertente. Perché anche se hai venduto qualcosa come duecentocinquanta milioni di album in carriera, se tutti quelli che si sono rifatti alla tua scrittura, al tuo suono, al tuo immaginario avessero dovuto darti qualche diritto d'autore, o se tu avessi dovuto far ritirare dal mercato tutti quelli che si sono ispirati anche troppo a te, sei Dio, a quest'ora il mondo sarebbe senza un sacco di musica
    Ridi. Per poco. Perché poi scopri che non è uno scherzo. È tutto vero. Cioè, davvero qualcuno ha pensato di denunciarti per plagio. E non perché tu abbia copiato la musica da qualcun altro, sei Dio, non sarebbe stato possibile, ma per un'idea di arte concettuale ripresa nell'artwork del lavoro. Come se già Isgrò non riprendesse, appunto, gli omissis. Come se non esistesse, per dire, un William S. Burroughs. Come se non esistesse la Found Poetry. Come se non esistesse la Pop-art e il citazionismo. O tornando all'Italia, e al momento in cui Isgrò partiva con le sue Cancellature, come se non esistesse Nanni Balestrini e più in generale l'opera del Gruppo 63.
    Per questo, sulle prime, hai pure pensato di rispondere. Citando la massima di Picasso “L'artista mediocre copia, il genio ruba”.
    Ma sei Roger Waters, che ti frega di citare Picasso?
    Che ti frega di citare Isgrò, più che altro?
    Ti chiedi giusto se abbia citato per plagio anche i Texas, che nel loro Careful What You Wish For avevano usato esattamente lo stesso concetto nel loro artwork. Ma anche qui, chi se ne frega...
    Italiani, fate come credete, pensi.
    Preferite Riki a me?
    Bene, compratevelo.
    Pensate che io abbia macroscopicamente plagiato Isgrò e che per questo la mia musica non debba essere commercializzata?
    Ritirate il mio album, e chi vuole se lo compri su Amazon.
    Se volete venite pure a casa mia e cagatemi sul letto, siete solo dei provinciali, me ne sono fatto una ragione.


    http://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/19/italia-antimusicale-roger-waters-battuto-da-riki-e-denunciato-per-la-c/34636/
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Wed Jun 21, 2017 3:13 pm

    lizard wrote:Al primo posto in classifica, sopra di te, c'è un ragazzino che canta canzoncine talmente bruttine e insignificanti da spingerti a cullare l'idea di una apocalisse. Lo sgomento si fa largo in te, come del resto ti è capitato spesso in vita tua. Specie quando apprendi che il ragazzino è uscito da un programma televisivo, Amici si chiama, in cui un altro ragazzino si è rifiutato di cantare la tua Hey You perché non gli piacciono i Pink Floyd.


    Conoscendolo, ci sono tutti gli ingredienti per un concept album!  Rolling Eyes

    Sempre perché conosciamo molto bene Mr. Waters, non oso pensare che con questa rogna rischiamo di fotterci la data italiana del 2018...  Neutral
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  lizard on Wed Jun 21, 2017 3:21 pm

    Buba wrote:


    Conoscendolo, ci sono tutti gli ingredienti per un concept album!  Rolling Eyes

    Sempre perché conosciamo molto bene Mr. Waters, non oso pensare che con questa rogna rischiamo di fotterci la data italiana del 2018...  Neutral
    farebbe solo bene!
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Tue Jun 27, 2017 8:12 pm

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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  lizard on Wed Jun 28, 2017 1:12 pm

    beh,sgarbi sarà discutibile come intrattenitore televisivo,ma professionalmente tanto di cappello!
    e lui ha ribadito cio' che anche noi,nel nostro piccolo,avevamo sostenuto.
    e cosa dovrebbe dire allora il fotografo a cui si sono 'liberamente ispirati' mina & celentano per il loro ultimo lavoro discografico?
    quella a sinistra è la copertina del disco..a destra invece lo scatto del fotografo inkkzto!!!
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Buba on Wed Sep 13, 2017 11:43 am

    Ragazzi vi avviso che sto rendendo ad Amazon la TERZA copia di questo lp!
    L'ultima che mi era arrivata andava bene ma ne ho presa un'altra per un amico.
    Il lato A è rovinato (la puntina salta il primo solco inciso quindi oltre alla "botta" la canzone parte "già iniziata") ed il secondo disco è paurosamente ondulato.
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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  iAMV on Thu Sep 14, 2017 12:46 pm

    Ciao a tutti,
    identica esperienza per me: acquisto in grande distribuzione (Mediaworld) e prima copia "sporca" benchè solo controluce.
    Reso.
    Seconda copia peggio della prima: sempre rilevabile solo controluce, ma ancora più sporca (sembra grasso, ma secondo me sono residui del bagno galvanico: evidentemente stampandone 700 milioni di copie, risparmiano pure su questo.)
    Ho avuto identica esperienza con la ristampa di Master of Puppets (doppio vinile a 45 giri).
    C'è da dire, come pure evidenziato da Buba, che sia ITTLWRW, sia MoP suonano ottimamente: niente fruscii, niente pops, niente rombo.
    Sonicamente perfetti.


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    Re: Is This The Life We Really Want

    Post  Ivanhoe on Thu Sep 14, 2017 1:59 pm

    iAMV wrote:Ciao a tutti,
    identica esperienza per me: acquisto in grande distribuzione (Mediaworld) e prima copia "sporca" benchè solo controluce.
    Reso.
    Seconda copia peggio della prima: sempre rilevabile solo controluce, ma ancora più sporca (sembra grasso, ma secondo me sono residui del bagno galvanico: evidentemente stampandone 700 milioni di copie......

    Direi al max 700 mila

      Current date/time is Fri Nov 24, 2017 4:05 pm