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Black Sabbath - Paranoid - 1970
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Black Sabbath - Paranoid - 1970

lizard
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Messaggio Da lizard il Ven Mag 25, 2012 3:56 pm

ADVISORY: questo 3D è espressamente dedicato a colui il quale definì questa pietra migliare

"quattro accordi elementari intorno a una voce da tacchino castrato"

con la speranza che possa presto redimersi...

Amen.

Black Sabbath - Paranoid - 1970 509133


ps:raga..lo stiamo perdendo..






"Quando la luna, regina della notte,
diffonde sulla terra la sua dolce luce argentea,
le ostriche dai fondali marini salgono in superficie
ed aprono le valve lasciandosi cullare dalle onde del mare.
All'interno delle valve i raggi lunari in un atto d'amore,
si fondono con le gocce di rugiada notturna dando origine
alle perle…"









Black Sabbath - Paranoid - 1970 Black-sabbath-paranoid








Non avevano la camaleonticita' dei LED ZEPPELIN, e neppure il rigoro classico dei DEEP PURPLE, la loro vena musicale, non era neppure attraversata da certe reminescenze progressive come poteva capitare negli URIAH HEEP; i Black Sabbath sono stati unici nel loro genere, unici nel proporsi visivamente, e nelle tematiche che servivano per creare le premesse a quel loro particolare universo popolato da molteplici ombre e sinistre figure.Tony Iommi e' stato da sempre il riff-man per eccellenza del Rock Duro, con quel suono fatto di spigoli vivi, e suoni distorti sporchi ai confini dell'udibilita', Ozzy, era l'anfitrione: non un grande cantante, tecnicamente parlando, ma dotato di quell'espressivita' pazzesca, e di quel carismatico modo di essere da non riuscire a scindere il confine che separa la follia dalla normalita'. Un grande attore sulla strada impetuosa del Rock e sui sentieri della vita.Geezer Butler e Bill Ward, la macchina ritmica di questa potente fuoriserie; si badi bene che questa potenza non era dettata esclusivamente solo da velocita' e rozzezza, anzi, il loro modo di suonare, e di muoversi in simbiosi ha generato un palpitante e preciso battere ritmico, anche virtuoso in certi momenti, che raramente il rock duro ha trovato pari.Fecero il loro splendido esordio fra sinistri rintocchi di campana e venti autunnali agli albori del 1970 con un magistrale album di esordio dal titolo omonimo: BLACK SABBATH.In esso erano contenute autentiche perle che in seguito avrebbero creato un genere ben lungi dall'affievolirsi, canzoni come N.I.B., o SLEEPING VILLAGE, solo per citarne appena un paio ne sono di esempio; proseguirono con opere sempre di elevato spessore artistico fino alla meta' degli anni 70 con dischi come VOL. 4, o SABBATH BLOODY SABBATH, o ancora MASTER OF REALITY, dove altre canzoni davano sfoggio in quell'oscura e paradossale brillantezza di se stesse.
Anyway...


WAR PIGS (7.57): un riff pesante di gravita' assoluta, e lontane sirene ci catapultano immediatamente nei meandri di questo incubo vissuto ad occhi aperti attraverso il narrante cantare di Ozzy: perfetto per interpretazione. Il brano e' un susseguirsi di stacchi improvvisi intervallati da piccole parti solistiche di chitarra, il ritmo abbandona quella sua gravita' di partenza per lanciarsi in una ritmica rullante come quella di Ward suggerisce.Puro Sabbath Sound, per quelle atmosfere sinistre che da sempre ha trovato linfa vitale nelle opere piu' ispirate. La parte centrale e' un solismo di chitarra che fa' da spartiacqua alla seconda parte della canzone, in cui Ozzy si prodiga ancor di piu' in quel suo particolare cantilenante modo di.......vocalizzare. La parte finale e' strumentale, ed e' bellissima: Iommi sale in cattedra e' ridisegna il genere duro del rock, prima attraverso riffs che fanno da base melodica, e al tempo stesso creano i presupposti per quel suo particolare solismo "malsano".
PARANOID (2.52): altro caposaldo del genere, e canzone questa che venne sapientemente usata all'epoca come trampolino di lancio a 45 giri per tutto il disco. E' una canzone, semplice, immediata nella sua ruvida vena melodica, eppure conserva tutte quelle priorita' stilistiche che da sempre hanno marchiato il suono Sabbath. Batteria e basso che scandiscono velocemente in piena intesa e precisione i tempi, chitarra che subito si adegua, e Ozzy che salendo di una tonalita' rispetto al brano precedente fa' emergere quella sua particolare timbrica talmente sgraziata, da risultare al tempo stesso perfetta per la riuscita di questa canzone.........questa brano lo puo' cantare solo Ozzy e nessun altro.
PLANET CARAVAN (4.34): i suoni improvvisamente si affogano in paludose e torbide acque psichedeliche, i tempi sono morti, e figurativi al tempo stesso, da rendere vividi in lontananza colori grigi e nebulosi, il cantato e' una nenia filtrata proveniente da una lontana dimensione, primitivi e naturali tambureggianti suoni fanno da tappeto musicale, per un solismo di Iommi in sottotono, niente velocita', niente distorsione, qui prendono forma toni limpidi e angusti, dal rendere il tutto talmente magistrale, perche' Iommi qui si produce in quello che di solito la musica del Sabba raramente richiede: pace, e abbandono.
IRON MAN (5.56): altro classico, e altro brano inaugurato da tanta vena sinistra a base di riff potente e peso per gravita', ove Ozzy riesce a trovarsi talmente a suo agio in una di quelle prove vocali che ne hanno fatto di questa canzone una delle sue prove fra le piu' leggendaria.Il cantato procede in simbiosi scandendo la stessa vena melodica del riff, Ward alle percussioni "riempie" come non mai, tanto che egli stesso insieme ad Iommi accelerano i tempi per prodursi in un intermezzo centrale strumentistico bellissimo che sembra quasi gli stessi strumenti come acque in un fiume, stiano per abbattere argini, e liberarsi da ogni inibizione restrittiva, ma e' solo un momento che verra' rimandato di qualche strofa, tanto che l'apoteosi il brano lo raggiungera' nella parte finale dove avra' un po' piu' spazio alla ricerca di quella liberta' strumentistica, di cui parlavo prima: chitarra lanciante gemiti di dolore, percussioni velocissime come non mai, e basso vorticoso, da creare tutto l'impasto sonoro come un unica palla di fuoco lanciata a gran velocita'.


ELECTRIC FUNERAL (4.52): i suoni pregni di tanta malsanita' trionfano in questa veglia, dove il cantato non e' un cantato, bensi' una recita funebre, i ritmi in sottofondo sono sornioni ma obliqui ed ambigui, dopo questo intermezzo, Iommi si lancia in uno dei "suoi" riffs colmi di tanta malata bellezza, e Ozzy subito si adegua prodigandosi in un azzeccato controcanto. Il brano prosegue e termina in quel suo particolare incedere, sfumato, sempre piu' lontano.....
HAND OF DOOM (7.05): il malefico tocco satanico e' appannaggio questa volta di un introduzione bassistica in sottotraccia e beffarda, tanto che e' solo un momento che subito ci troviamo in mezzo ad autentiche esplosioni elettriche dove i vocalizzi di Ozzy si impennano. Prosegue il tutto fra stacchi e botti per 3 minuti, quando la canzone mostra la sua seconda anima, cambiando pelle, e azzannando il lirismo musicale attraverso improvvisi tempi in battere velocissimi che in futuro avrebbero generato la corrente trash del genere.Parte solistiche sul finire della canzone molto introspettiva da parte di Iommi, tanto che disegna una linea melodica da cui non sembra riuscire a spiccare il volo espressivo.......e' solo una beffa questa, che crea i presupposti per proiettare la canzone verso quelle tracce di partenza fatte di ombre, stacchi, e secche impennate strumentistiche.
RAT SALAD (2.30): atipico brano questo, perche' altri non e' che il presupposto per quello che verra' poi........ si tratta di una parte strumentale fatta di tempi diversi in cui fra varie rullate si lancia Iommi in quel suo solismo stridente, e Ward in un assolo in cui a tratti riemerge quel suo lontano ormai tocco jazzistico.
FAIRIES WEAR BOOTS (6.14): i presupposti del brano precedente hanno qui la loro onorata giustificazione in questo splendido capolavoro Sabbathiano, che secondo mia opinione non e' soltanto la piu' bella e completa canzone del disco, ma addirittura di tutto il catalogo Sabbath.
Prende inizio il tutto da un riff lontano, che sempre piu' riemerge attraverso un linea melodica drammatica, la chitarra in questo episodio geme e chiede pieta' offrendo sottomissione, per poi spiccare il volo in completa solitudine e duellando al tempo stesso con nevrotiche rullate di Ward.Il ritmo trova "pace" attraverso un ondivago tempo ritmico, ove compare Ozzy...... che qui e' assolutamente divino! Un misto di rabbia ed aggressivita' urlata a squarciagola con disprezzo e perfetta immedesimazione, fra rasoiate chitarristiche e un basso di Butler violentissimo; un secondo e via! La canzone cambia tutto, tempi, melodia, e si rigenera in un susseguirsi musicale che sembra non finire mai; hard rock di gran classe, per varieta' di suono e umore, mai uguale a se stesso, tecnicamente perfetto, e soprattutto carico di tutto quel coinvolgimento emotivo che riesce a fare la differenza fra un lavoro qualunque ed un capolavoro. Mai piu' i Sabbath toccheranno questi vette, ma hanno avuto la fortuna e la capacita' di respirare ad altitudini spaventosamente alte.

buon ascolto,
liz

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Messaggio Da Geronimo il Ven Mag 25, 2012 4:54 pm

Liz, come al solito bella rece sunny ma non cambio opinione Black Sabbath - Paranoid - 1970 33910


PS
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Messaggio Da lizard il Ven Mag 25, 2012 5:02 pm

@Geronimo ha scritto:ma non cambio opinione Black Sabbath - Paranoid - 1970 33910

..non c'è fretta..è una missione,
la mia..

angel


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Messaggio Da secorte il Ven Mag 25, 2012 6:52 pm

Scaruffi dice:

Black Sabbath sono stati uno dei complessi piu` influenti di tutti i tempi. Raramente un artista cosi` poco dotato tecnicamente e cosi` poco fantasioso ha avuto cosi` grande influenza sulle generazioni successive. I Black Sabbath portarono semplicemente il blues-rock alle sue estreme conseguenze: non solo ne dilatarono il formato come avevano fatto i loro maestri Cream e come stavano facendo i padri fondatori dell'hard-rock, i Led Zeppelin, ma i Black Sabbath lo privarono anche di qualsiasi contenuto intellettuale, di qualsiasi gesto virtuoso, di qualsiasi ambizione artistica. Il risultato fu una musica di una banalita` allucinante: accordi "minori" distorti e rimbombanti, groove mostruose, canto poco modulato. Venne quasi naturale ispirarsi al cinema dell'orrore: il canto era tanto musicale quanto i lamenti di Dracula, i riff erano tanto monolitici quanto le campane dell'inferno e i ritmi erano tanto fantasiosi quanto il passo delle processioni esoteriche. Il bassista Terry Butler calo` le loro "canzoni" in un universo estremamente degradato, una sorta di medioevo futuribile, popolato da una fauna di robot, subumani, alieni e spettri. I Black Sabbath non furono i primi a inventare il "dark sound", ma furono quelli con cui divenne un genere musicale a se stante.
Formati a Birmingham nel 1967 dal cantante John "Ozzy" Osbourne, dal bassista Terry Butler, dal chitarrista Tony Iommi, dal batterista Bill Ward, i Black Sabbath (che prima si chiamavano Earth e prima ancora Polka Tulk), si ispirarono chiaramente ai Cream per il loro primo album, Black Sabbath (Warner, may 1970), che peraltro conteneva gia` Evil Woman, NIB, Black Sabbath, Wasp e Warning, i manifesti della loro ideologia "dark".

I capolavori di Paranoid (1971), Paranoid, War Pigs e Iron Man, facevano leva sulle pulsazioni subsoniche del basso e sul battito da dinosauro della batteria. L'heavy-metal nacque di fatto con Iron Man. Piu` originale pero` Planet Caravan.
Per quanto sembrassero piu` degne di un cartone animato che di una storia della musica occidentale, quelle canzoni avevano introdotto un elemento relativamente nuovo: la melodia, il canto e la chitarra erano trascurabili rispetto all'elemento ritmico. Gli stessi mammoth-riffs di Iommi avevano lo scopo principale di rallentare la cadenza, non di accompagnanre la melodia. I Black Sabbath erano un assalto continuato alla tradizione colta della civilta` occidentale, e un'esaltazione continuata della barbarie e del primitivismo. Vennero odiati da quasi tutti: dagli hippie (di cui rappresentavano l'esatto opposto morale), dai rockers (che erano inorriditi dalla loro pochezza tecnica), dai singer-songwriters (che scrivevano liriche ben piu` significative). Ma il teenager medio non aveva ne' la cultura ne' la vocazione per giudicare la musica dei Black Sabbath e, tutto sommato, la loro semplicita` armonica rappresentava una forma di richiamo collettivo molto piu` facile da capire che non i poemi sinfonici dei King Crimson o le partiture psichedeliche dei Pink Floyd. I fans dei Black Sabbath erano sporchi e cattivi, ma in realta` ascoltavano i Black Sabbath per la stessa ragione per cui la generazione precedente di teenagers (puliti e buoni) aveva ascoltato i Beatles: la loro musica era la piu` facile da ascoltare. Ascoltare la loro musica era un semplice atto di ritualismo collettivo che non richiedeva alcuna cultura e alcuna intelligenza. Ma, a differenza dei fans dei Beatles (che al massimo diventarono cantanti di musica leggera), i teenager che si identificarono con la "facilita`" della musica dei Black Sabbath furono proprio quelli che avrebbero formato complessi di musica rock: i Black Sabbath stavano spargendo un virus alieno, quello dell'heavy metal.

Il loro lapidario rock degli inferi precorse anche le dissertazioni sul male che sarebbero state del glam, un altro genere che avrebbe trovato un pubblico molto giovane perche' non richiedeva nessuno sforzo intellettuale.


Gran disco Paranoid, per palati robusti, sono molto piu' coverizzati loro di tutti gli altri contemporanei dagli attuali gruppi metal e non, a mio parere sono loro i veri artefici del metal in tutte le sue forme in particolarecon la cavalcata di "Children of the grave"...aggiungo pero' anche l'album "In Rock" dei Deep Purple


Sergio


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Messaggio Da frighino rosso il Ven Mag 25, 2012 7:28 pm

grande gruppo dell'heavy dark rock, veri capiscuola del genere; i primi quattro album sono da avere x chi ama il genere. Per me il più bello rimane il primo, l'omonimo Black Sabbath cheers
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Messaggio Da PARLAPA' il Ven Mag 25, 2012 9:36 pm

@Geronimo ha scritto: ma non cambio opinione Black Sabbath - Paranoid - 1970 33910

No Black Sabbath - Paranoid - 1970 921419
non dirmi che i Black non ti piacciuno Black Sabbath - Paranoid - 1970 81249

sono fanastici

....A dire il vero la prima volta li ho sentiti con R.J DIO in Heaven and Hell
Quando ho sentito,mi pare Never Say Die, con Ozzy non mi piaceva la sua voce,ma poi mi ci sono abituato Black Sabbath - Paranoid - 1970 650957


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Messaggio Da Geronimo il Sab Mag 26, 2012 8:46 am

Tornando serio faccio un distinguo Black Sabbath - Paranoid - 1970 285880

Un conto è l'importanza seminale oggettiva di un album come "Paranoid", per quanto a mio parere sia più importante "In Rock" per la nascita dell'heavy metal in generale (basti pensare agli Iron Maiden per capire quali siano i riferimenti Black Sabbath - Paranoid - 1970 625723) mentre "Paranoid" lo vedo fondamentale per "Black", "Death", "Doom" e via discorrendo.

Un conto invece è il gusto soggettivo: tranne la title-track, a me "Paranoid" annoia da morire e gli preferisco di gran lunga "Down to Earth" dove fra l'altro Ozzy esibisce una voce, seppur gallinacea Black Sabbath - Paranoid - 1970 650957, per me più accettabile







Però consiglierei a Ozzy di indossare un burka perchè nun se può vedè Laughing

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