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Brian Eno: The Plateaux Of Mirror
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Brian Eno: The Plateaux Of Mirror

lizard
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Messaggio Da lizard il Gio Nov 26 2009, 14:26

"Quando la luna, regina della notte,
diffonde sulla terra la sua dolce luce argentea,
le ostriche dai fondali marini salgono in superficie
ed aprono le valve lasciandosi cullare dalle onde del mare.
All'interno delle valve i raggi lunari in un atto d'amore,
si fondono con le gocce di rugiada notturna dando origine
alle perle…"




Brian Eno: The Plateaux Of Mirror




quanto tempo è passato.
avevo sempre voluto prendere quest'album in vinile.
ma non mi convinceva la versione analogica.
altri dischi di eno avevano lasciato il segno,dopo ripetuti ascolti:
graffi,solchi,elettrostaticità.
uno strazio per le mie orecchie.
poi l'era digitale,e quella serie con le custodie in plastica della EG così scarna,fredda...
poi..finalmente la svolta:
il catalogo dell'alchimista ristampato in DSD Original Masters,gatefold e cartonato.
così,mi son chiesto:
cosa vuoi di piu'?


inciso nell'80,quando la parola ambient era coniata solo dagli architetti per catalogare le lampade domestiche,questa magica raccolta di sussulti sonori è la soundtrack ideale per queste fredde giornate austere di fine anno,quando la frenesia da "regalo a tutti i costi" si percepisce palpabilmente nelle strade e nei negozi.
le note del pianoforte riverberate risuonano dolcemente nella stanza,riportando il clima verso una sorta di equilibrio piu' consono a queste giornate:
fredde,isolate,buie.

e isolatamente ascolto The Plateaux Of Mirror,sospesa nel tempo e nello spazio,e mi chiedo ancora quale genio è racchiuso nella mente di quest'uomo che così silenziosamente è riuscito a cambiare la concezione della musica e dello spartito.
degno compagno di emozioni anche mr. harold budd,che si incrocerà in futuro con una parte di cocteau twins per dare origine all'onirico the moon and the melodies.
una piccola perla,anch'esso.
riporta indietro nel tempo questo disco,fatto di piccole escursioni al pianoforte,piccoli incisi che starebbero bene in sottofondo ad una mostra fotografica surreale,o una galleria d'arte,come voleva appunto l'autore.
una musica così apparentemente fredda,capace di scioglierti dal di dentro,in una sottile e silenziosa implosione di gioia.
i titoli sono un pretesto,non cercate di analizzarne i significati.
pianoforte,ancora,quasi una musica da camera.. musica per la mente..studiata e proposta per sognare ed incantare,ancora.
An arc of doves e Among Fields of Crystal potrebbero far parte della colonna sonora di Morte a Venezia,o dello spendido ed indimenticabile Ultimo Tango a Parigi.

ed è un'atmosfera surreale quella che si respira,surreale come i titoli delle canzoni,fatte di note introspettive e di squarci sonori completamente in antitesi con la frenesia,la confusione ed il clamore di questi giorni.
un bozzolo,un rifugio sonoro,l'ultima spiaggia dove godere in silenzio dei propri sogni sospirati.
e poi infine la bellissima Failing Light che sembra provenire dal nulla,e nel nulla ritorna,quando ripongo il CD nella custodia.
just a dream.

liz


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