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Shanling UA3 il ritorno del Velvet Sound di AKM
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    Shanling UA3 il ritorno del Velvet Sound di AKM

    Polky74
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    Messaggio Da Polky74 Dom Dic 03 2023, 18:24

    Da poco ho acquistato questo dongle anche perché da sempre innamorato del suono degli Shanling con chip AKM che per un pò di tempo a causa dell'incendio cha ha colpito la AKM in Giappone sono stati fuori dal mercato. Il mio vecchio Shanling M6 OG, dotato di doppio AKM 4495SEQ ancora oggi ha un suono davvero speciale, per chi come me, preferisce la musicalità ed il calore di un suono analogico contrapposto ad uno più dettagliato ma inevitabilmente più freddo ed arido. Era un pò che cercavo sul sito Shanling qualcosa che potesse avvicinarsi al suono del mio amato M6 quando l'occhio mi è caduto su questo piccolo dongle. Il prezzo era invitante (100 euro) e le caratteristiche lo erano ancora di più... finalmente il ritorno dei chip AKM nelle sapienti mani degli ingegneri Shanling che sanno molto bene come utilizzarli. Parliamo un pò delle sue caratteristiche prima di addentrarci nel succo del discorso e cioè come suona...  dotato come dicevamo, di un chip AKM 4493SEQ capace di decodifica fino a 32bit/768kz e DSD 512 e di doppio modulo di amplificazione Ricore RT6863 (lo stesso montato dal suo fratello maggiore UA5) che gli consente di generare 211 mw con carichi da 32 ohm in bilanciato. Le sue caratteristiche sono ben al di sopra della sua fascia di prezzo con un rapporto segnale rumore inferiore a 0,0003 ed una impedenza di uscita bassissima (0,3 ohm in sbilanciato ed appena 0,8 in bilanciato) gli consentono di amplificare iem dalla bassissima impedenza con un rumore di fondo pari allo zero. Tutte queste caratteristiche unite ad un voltaggio di alto livello per un dongle così piccolo (2volts SE / 2,8volts BA) lo rendono perfetto per essere collegato a monte di un amplificatore come utilizzo in modalità dac puro. Dotato anche di tasti per la regolazione del volume e del cambio traccia conclude con la classica ciliegina finale... uno dei più bassi consumi elettrici fra tutti i dongle. Ora veniamo a come suona... diciamo subito che appena fuori dalla scatola non vi farà una grande impressione... ma chi conosce un minimo i dac della rinomata Asahi Kasei Microdevices sa anche bene che hanno bisogno di un importante rodaggio. La prima conoscenza dei loro chip la feci ai tempi in cui acquistai il Questyle QP2R... ancora oggi giudicato uno dei dap con un suono davvero "magico" e non solo per il tempo in cui uscì. Ma torniamo all'UA3, dicevamo ha bisogno di parecchie ore di suono per esprimere quello che deve esprimere... e cioè un suono privo di spigoli, caldo ma non troppo, permissivo con le registrazioni meno riuscite, ma non per questo meno rivelatore e ricco di dettagli, con dei medi incredibilmente naturali e dolci allo stesso tempo e con alti abbastanza estesi ma sempre molto dentro i limiti della correttezza timbrica e lontani da una eccessiva brillantezza che distragga l'ascoltatore infastidendolo. La parola che più rappresenta il suono dell'UA3 è naturalezza, anche se la tonalità risulta leggermente più calda della neutralità questa lo è molto di meno delle prime implementazioni fatte con questi chip... ora il suono è più naturale, più bilanciato, meno colorato. La sua anima resta comunque quella di un chip molto analogico per essere un delta/sigma ma questa volta tutto è meno ovattato, meno tendente alla morbidezza, meno permissivo sulla qualità della registrazione, ma non eccessivamente rivelatore ed analizzatore. I dettagli ci sono, le nuance ci sono, le sfumature pure, ma a differenza di altri dac, qui non sono così "in your face". C'è tutto... ma è un tutto senza nessun eccesso anche quando l'eccesso ci sarebbe lui non lo lascia trasparire ed ancora di meno lo amplifica... il risultato è un suono morbido ma non artificiale, senza eccessi ma anche senza difetti, senza particolare predilezione per una gamma specifica ma non diffuso e sparpagliato, compatto ma non per questo meno esteso, denso ma non per questo non scorrevole. Ascoltare per ore l'UA3 non vi causerà il minimo sforzo, ma non per questo sarete tentati di cambiarlo per qualcosa di più aggressivo e con maggiore risoluzione tutte le caratteristiche sono lì a vostra disposizione ma senza eccessi di nessun tipo, ne in un senso ne nell'altro. Questo è il nuovo corso dei chip AKM tunati dalla Shanling... mantengono la loro anima denominata Velvet Sound ma questa volta in versione 2.0 ed è davvero un privilegio ascoltare questo suono riemergere dalle ceneri come una fenice... immutabile dopo la sua morte... rinnovata nel suo ritorno alla vita. Brava Shanling e brava AKM!!!


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    Shanling UA3 il ritorno del Velvet Sound di AKM Empty Re: Shanling UA3 il ritorno del Velvet Sound di AKM

    Messaggio Da Carlito Lun Mag 20 2024, 22:43

    Il Dac per me ha un compito "meraviglioso"... stravolgere,  o se si vuole essere meno estremi, fornire la sua impronta (mica poco...) e far piacere di più una cuffia.
    Sinergie, modi e metodi per implemetare diversi contesti a parità di catena.
    Concordo il velvet sound di AKM c'è tutto.
    Sul software bisogna usare quello che pilota tutte le funzioni del DAC.
    Per lo Shanling c'è eddict player che fa da "gestore" delle sue funzioni, mentre il resto lo fa UAPP.
    Spiace per i cultori di altre versioni software o player, non è mai la stessa cosa.
    Per es. Daphile non ne gestisce perfettamente tutte le capacità. Come lui tutto il resto dei vari player blasonati.
    Ho condotto numerose prove sia con hardware diverso (raspberry e TiDaFi, minipc Daphile, anche macchine virtuali con usb passtrhough in linux e android).
    E' stato provato anche HQplayer che va benissimo se volete usare i DSP e i dsd, ma finisce li'.
    La musica come la intendo io non è un DSP se il pieno controllo del DAC viene meno.
    Facile, android 14 e passa la paura anche senza Uapp, ed in perfetto bit transport al DAC.
    Ah dimenticavo... UA3 liscio in bilanciato verso ampli e cuffia contende il podio del ben sentire.
    Che poi definire bel sentire.... quando batti il piedino basta questo per esprimersi.
    Uno dei percorsi più affascinanti che consiglio è ascoltare Sarah Jane Morris album Where it Hurts.
    La sua voce da brividi avvolge e coinvolge l'incalzare degli strumenti.


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    Carlo
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