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Con due mesi di ritardo... Recensione iFi Neo-iDSD 2
Il Gazebo Audiofilo

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    Con due mesi di ritardo... Recensione iFi Neo-iDSD 2

    Lu Mazzmarill
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    Messaggio Da Lu Mazzmarill Gio Feb 08, 2024 7:06 pm

    Eccomi finalmente a recensire questa macchina dopo averla provata per circa due mesi. Credevate di esservi liberati di me hehehehehhe e invece, dopo aver fatto anni di sanguinose economie e avevi sfrangiato i mar*ni per quasi un decennio, ho comprato un impianto, e dunque vi beccate 'sta recensione.
    Non so scattare foto decenti, ma su internet la macchina è visibile praticamente in ogni sua componente.
     
    PACKAGING: All’interno si trova tutto quanto serve per mettere subito la macchina e in funzione e anche qualcosa in più: oltre all’impianto, troviamo un cavo USB (corto, ma robusto e molto bello); un cavo di alimentazione proprietario e anche due bei cavi RCA, oltre al famigerato stand per tenere la macchina in verticale, soluzione che finora non ho mai adattato perché, pur nel risparmio di spazio, trovo il tutto poco sicuro. Non che sia traballante, anzi, è ben solido e non ci sono movimenti sinistri, ma a livello di cablaggio sono molto sospettoso di questa tensione verso il basso, specie del cavo USB. C’è anche un telecomando, con tanto di batteria nuova (carineria che raramente si vede).
     
    FRONTALE: Sul frontale troviamo il display, molto bello, colorato, ben leggibile e luminoso senza essere invadente. La rotella del volume incassata nel corpo macchina crea un effetto estetico molto interessante, ha dei movimenti estremamente precisi e un feeling molto premium. Gli scattini poi, per i fissati come me, sono una vera goduria. Vicino alla rotellina c’è spazio per il tasto di accensione (SUL DAVANTI, finalmente) circondato da quattro pulsanti funzione di cui parleremo più avanti. Chiudono il frontale le due uscite cuffia, da 6.3 mm sbilanciata e da 4.4 bilanciata. I connettori sono robusti e tengono ben salda la cuffia all’apparecchio, anche qui non ci sono movimenti strani.
     
    RETRO: Tutte le connessioni possibili e immaginabili, che nemmeno saprei dove ficcare. Ho comprato questa macchina col preciso intento di sfruttarne solo l’USB in fase di Input, e tanto basta. Immagino che la qualità costruttiva sia la stessa del frontale. I tre cavi attaccati al momento, USB, RCA (output per diffusori attivi) e cavo alimentazione non hanno mai dato alcun cenno di instabilità.
    In generale la qualità costruttiva della macchina vale i soldi che costa, nonostante il peso contenuto (meno di un chilo).
     
    UI: All’accensione, il display presenta centralmente l’indicazione numerica del volume, da uno a novantanove, in alto a sinistra l’input, e in basso a sinistra l’indicazione PCM/DXD.
    In basso a destra troviamo il livello di Gain, rappresentato da quattro simboli, e la frequenza di campionamento.
    Il Gain è selezionabile dal tasto posto in basso a quello di accensione, ed è ahimè sequenziale, quindi bisogna prestare accortezza nel momento in cui si passa da output che richiedono diversa potenza. Il livello più basso è quello rappresentato dalle cuffiette di color verde, che indica una potenza di -12db. Ottimo per IEM con altissima sensibilità.
    Il secondo livello è rappresentato dalla goccia d’acqua, il terzo da una fiamma e l’ultimo da una saetta di colore giallo (rispettivamente 0, +6 e +12db di guadagno).
    Il tasto in alto seleziona l’input sequenziale mentre quelli laterali gestiscono i due filtri analogici, di cui parleremo dopo. La manopola del volume è anch’essa multifunzione. Se premuta una volta sola, pone la macchina in muto (grandissima comodità se magari squilla il telefono o suonano alla porta). Il volume viene riattivato automaticamente premendo di nuovo o modificando il volume. Tenendo premuta per qualche secondo invece la rotella ci porta nel menù, che però riguarda quasi tutte cose accessibili anche dai tasti frontali, ad eccezione di filtri digitali che, quando li ho cambiati, alle mie orecchie non han cambiato nulla.
    Il Bluetooth si connette in un lampo a qualunque sorgente (telefono, pc, DAP) e non lagga praticamente mai, oltre ad essere estremamente comodo per un ascolto distante dalla scrivania (e rendendo quasi inutile il telecomando).
    Ultima chicca il tasto di accensione, che se premuto per breve tempo ci fa regolare la luminosità dello schermo.
     
    I FILTRI: I due filtri analogici posizionati sul lato del tasto di accensione sono l’X Space (a sinistra) e l’X Bass (a destra). L’X Space fornisce un effetto di grande spazialità (appunto), ma io l’ho trovato eccessivamente digitale, quasi elettronico. Immagino sia perfetto per cuffie e impianti molto attufati e presenti in basso, perché apre molto la scena.
    L’XBass invece è un mezzo miracolo, almeno alle mie orecchie. Le Kinera Nan-Na 2.0, le IEM con cui ho più usato la macchina, si sono trasformate in delle vere metallare. Il suono ne ha giovato immensamente, ricavandone profondità e divertimento dove prima c’era un basso sì presente ma un po’ distante e in secondo piano. È possibile selezionare tre tipi di XBass, ma l’ultimo è l’unione dei primi due, che aumenta sia il sub-basso che il medio-basso.
    Credo che questa feature sia davvero il punto di forza maggiore della macchina, permettendo un fine tuning strepitoso e di ampliare le possibilità di dispositivi con cui far suonare l’impianto.
     
    LA POTENZA: il costruttore (iFi) dichiara 4.4 watt in bilanciato. Le Nan-na hanno 60 ohm e 110db di potenza, iniziano a suonare molto forte a Gain zero (la goccia blu, per intenderci) intorno al 65/99. Non saprei dire se i dati sono giusti o no come dichiarati, ma penso che la macchina abbia potenza per gestire molte cuffie, certamente non tutte però.
    Sul lato casse attive, sto usando delle FiiO SP3 che mi stanno dando enormi soddisfazioni. Grande scena, grande divertimento, bassi da far tremare le finestre (le SP3 non hanno bassi, si legge, non credetegli). L’impianto si presenta quasi in maniera seria e dal suono che ne ricavo sembra quasi impossibile abbia questo prezzo.
    IL SUONO: Veniamo ora alla ciccia. Tutti questi filtri, tutte queste features, due pagine di recensione, ma come suona il ragazzo? Che dire, forse non ho nemmeno le competenze necessarie per stabilirlo, ma a me viene da pensare a un suono molto pulito e naturale al tempo stesso. Il Dac Burr Brown non ha le asprezze in alto dei Sabre né il calore di un R2R puro, ma fa egregiamente il suo lavoro. C’è tanto dettaglio, c’è tanto spazio, c’è il divertimento dove serve e l’analiticità necessaria. Finora non c’è un genere musicale con cui lo preferisca, ma sicuramente sembra dare il meglio nella musica più “intima”. Bleecker Street di Simon & Garfunkel è una goduria assoluta, le chitarre acustiche si rincorrono in maniera estremamente definita.
    Così come quando c’è da esplodere un distorsore o far correre una batteria si batte il piede con qualunque cuffia, anche le meno bassose (vedi la Nan-na).
    Non ho timore di ammettere che ho comprato la macchina perché tra quelle che avevo opzionato sembrava quella con il miglior compromesso tra usabilità, flessibilità e suono per come veniva descritto. Avevo bisogno di un impianto piccolo, facilmente usabile, ricco di possibilità e con una potenza non necessariamente esplosiva.
     
    PRO:
    Usabilità
    Flessibilità sonora
    Dimensioni ridotte
    Qualità costruttiva
     
    CONTRO:
    Potenza forse minore del dichiarato
    Assenza di Output cuffie XLR
    Cavo USB molto corto


    _________________
    DAP: Astell & Kern SR25
    DAC/AMP: iFi Neo - iDSD 2
    CUFFIE: Sony MDR-1A; Audio - Technica Ath-X50
    IEM: KZ as16; Ikko OH-10; Kinera Nan-Na 2.0
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    Messaggio Da selby998 Ven Feb 09, 2024 6:12 pm

    Credo che la nuova versione offra un evidente miglioramento soprattutto nella sezione di amplificazione che risultava inadeguata e non prevedeva il selettore del gain. Mi auguro che abbiano rivisto anche la qualità del telecomando perchè quello in dotazione alla versione precedente era imbarazzante.
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    Messaggio Da Lu Mazzmarill Mar Feb 13, 2024 4:57 pm

    Il telecomando è ottimo, anche se non lo uso praticamente mai.
    L'amplificazione non l'ho spinta al massimo, ma sembra avere abbastanza birra per quasi tutto.


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    Messaggio Da r.spiga Mer Feb 14, 2024 4:41 pm

    Lu Mazzmarill ha scritto:
    Eccomi finalmente a recensire questa macchina dopo averla provata per circa due mesi. Credevate di esservi liberati di me hehehehehhe e invece, dopo aver fatto anni di sanguinose economie e avevi sfrangiato i mar*ni per quasi un decennio, ho comprato un impianto, e dunque vi beccate 'sta recensione.
    Non so scattare foto decenti, ma su internet la macchina è visibile praticamente in ogni sua componente.
     
    PACKAGING: All’interno si trova tutto quanto serve per mettere subito la macchina e in funzione e anche qualcosa in più: oltre all’impianto, troviamo un cavo USB (corto, ma robusto e molto bello); un cavo di alimentazione proprietario e anche due bei cavi RCA, oltre al famigerato stand per tenere la macchina in verticale, soluzione che finora non ho mai adattato perché, pur nel risparmio di spazio, trovo il tutto poco sicuro. Non che sia traballante, anzi, è ben solido e non ci sono movimenti sinistri, ma a livello di cablaggio sono molto sospettoso di questa tensione verso il basso, specie del cavo USB. C’è anche un telecomando, con tanto di batteria nuova (carineria che raramente si vede).
     
    FRONTALE: Sul frontale troviamo il display, molto bello, colorato, ben leggibile e luminoso senza essere invadente. La rotella del volume incassata nel corpo macchina crea un effetto estetico molto interessante, ha dei movimenti estremamente precisi e un feeling molto premium. Gli scattini poi, per i fissati come me, sono una vera goduria. Vicino alla rotellina c’è spazio per il tasto di accensione (SUL DAVANTI, finalmente) circondato da quattro pulsanti funzione di cui parleremo più avanti. Chiudono il frontale le due uscite cuffia, da 6.3 mm sbilanciata e da 4.4 bilanciata. I connettori sono robusti e tengono ben salda la cuffia all’apparecchio, anche qui non ci sono movimenti strani.
     
    RETRO: Tutte le connessioni possibili e immaginabili, che nemmeno saprei dove ficcare. Ho comprato questa macchina col preciso intento di sfruttarne solo l’USB in fase di Input, e tanto basta. Immagino che la qualità costruttiva sia la stessa del frontale. I tre cavi attaccati al momento, USB, RCA (output per diffusori attivi) e cavo alimentazione non hanno mai dato alcun cenno di instabilità.
    In generale la qualità costruttiva della macchina vale i soldi che costa, nonostante il peso contenuto (meno di un chilo).
     
    UI: All’accensione, il display presenta centralmente l’indicazione numerica del volume, da uno a novantanove, in alto a sinistra l’input, e in basso a sinistra l’indicazione PCM/DXD.
    In basso a destra troviamo il livello di Gain, rappresentato da quattro simboli, e la frequenza di campionamento.
    Il Gain è selezionabile dal tasto posto in basso a quello di accensione, ed è ahimè sequenziale, quindi bisogna prestare accortezza nel momento in cui si passa da output che richiedono diversa potenza. Il livello più basso è quello rappresentato dalle cuffiette di color verde, che indica una potenza di -12db. Ottimo per IEM con altissima sensibilità.
    Il secondo livello è rappresentato dalla goccia d’acqua, il terzo da una fiamma e l’ultimo da una saetta di colore giallo (rispettivamente 0, +6 e +12db di guadagno).
    Il tasto in alto seleziona l’input sequenziale mentre quelli laterali gestiscono i due filtri analogici, di cui parleremo dopo. La manopola del volume è anch’essa multifunzione. Se premuta una volta sola, pone la macchina in muto (grandissima comodità se magari squilla il telefono o suonano alla porta). Il volume viene riattivato automaticamente premendo di nuovo o modificando il volume. Tenendo premuta per qualche secondo invece la rotella ci porta nel menù, che però riguarda quasi tutte cose accessibili anche dai tasti frontali, ad eccezione di filtri digitali che, quando li ho cambiati, alle mie orecchie non han cambiato nulla.
    Il Bluetooth si connette in un lampo a qualunque sorgente (telefono, pc, DAP) e non lagga praticamente mai, oltre ad essere estremamente comodo per un ascolto distante dalla scrivania (e rendendo quasi inutile il telecomando).
    Ultima chicca il tasto di accensione, che se premuto per breve tempo ci fa regolare la luminosità dello schermo.
     
    I FILTRI: I due filtri analogici posizionati sul lato del tasto di accensione sono l’X Space (a sinistra) e l’X Bass (a destra). L’X Space fornisce un effetto di grande spazialità (appunto), ma io l’ho trovato eccessivamente digitale, quasi elettronico. Immagino sia perfetto per cuffie e impianti molto attufati e presenti in basso, perché apre molto la scena.
    L’XBass invece è un mezzo miracolo, almeno alle mie orecchie. Le Kinera Nan-Na 2.0, le IEM con cui ho più usato la macchina, si sono trasformate in delle vere metallare. Il suono ne ha giovato immensamente, ricavandone profondità e divertimento dove prima c’era un basso sì presente ma un po’ distante e in secondo piano. È possibile selezionare tre tipi di XBass, ma l’ultimo è l’unione dei primi due, che aumenta sia il sub-basso che il medio-basso.
    Credo che questa feature sia davvero il punto di forza maggiore della macchina, permettendo un fine tuning strepitoso e di ampliare le possibilità di dispositivi con cui far suonare l’impianto.
     
    LA POTENZA: il costruttore (iFi) dichiara 4.4 watt in bilanciato. Le Nan-na hanno 60 ohm e 110db di potenza, iniziano a suonare molto forte a Gain zero (la goccia blu, per intenderci) intorno al 65/99. Non saprei dire se i dati sono giusti o no come dichiarati, ma penso che la macchina abbia potenza per gestire molte cuffie, certamente non tutte però.
    Sul lato casse attive, sto usando delle FiiO SP3 che mi stanno dando enormi soddisfazioni. Grande scena, grande divertimento, bassi da far tremare le finestre (le SP3 non hanno bassi, si legge, non credetegli). L’impianto si presenta quasi in maniera seria e dal suono che ne ricavo sembra quasi impossibile abbia questo prezzo.
    IL SUONO: Veniamo ora alla ciccia. Tutti questi filtri, tutte queste features, due pagine di recensione, ma come suona il ragazzo? Che dire, forse non ho nemmeno le competenze necessarie per stabilirlo, ma a me viene da pensare a un suono molto pulito e naturale al tempo stesso. Il Dac Burr Brown non ha le asprezze in alto dei Sabre né il calore di un R2R puro, ma fa egregiamente il suo lavoro. C’è tanto dettaglio, c’è tanto spazio, c’è il divertimento dove serve e l’analiticità necessaria. Finora non c’è un genere musicale con cui lo preferisca, ma sicuramente sembra dare il meglio nella musica più “intima”. Bleecker Street di Simon & Garfunkel è una goduria assoluta, le chitarre acustiche si rincorrono in maniera estremamente definita.
    Così come quando c’è da esplodere un distorsore o far correre una batteria si batte il piede con qualunque cuffia, anche le meno bassose (vedi la Nan-na).
    Non ho timore di ammettere che ho comprato la macchina perché tra quelle che avevo opzionato sembrava quella con il miglior compromesso tra usabilità, flessibilità e suono per come veniva descritto. Avevo bisogno di un impianto piccolo, facilmente usabile, ricco di possibilità e con una potenza non necessariamente esplosiva.
     
    PRO:
    Usabilità
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    grazie, interessante :)

      La data/ora di oggi è Lun Mag 20, 2024 8:05 am