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Frovalta & i girapadelle.
Il Gazebo Audiofilo

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    Messaggio Da Frovalta Mar Apr 30, 2024 1:35 pm

    Ciao a tutti.
    Il forumer @pluto, affascinato dai miei girapadellle, mi ha chiesto di intervenire in questa parte del forum: quindi eccomi qui a dispensare i mei 2 cents di esperienza analogica.

    Partiamo da un minimo di presentazione: 62 anni, primo impianto serio acquistato (anzi, regalatomi dai mamma e papa’ ) a 16 anni, mi ritengo un audiofilo stagionato (non solo per motivi anagrafici), che tra alti e bassi, e’ da 46 anni che fa dell’ascolto Hi-Fi uno dei suoi passatempi preferiti.

    Ultimamente mi sono impallato con le cuffie, ed il primo lettore CD (Sony CDP101), arrivò in casa nel Natale 1983… ma qui si parla di girapadellle. Nessuna volontà di svelare chissà quali verità, ma solo la volontà di condividere delle opinioni, che possono essere più o meno condivise.

    Detto questo, il primo giradischi fu un Lenco L78 SE nella versione con braccio Jelco ad S. Poi i Lenco a puleggia li ho in seguito ascoltati varie volte, in vari contesti, più o meno abarthizzati… dovendo definirli in modo sintetico, sono a mio parere giradischi che dal suono, in versione basica, un po’ grezzo, ma immanente. Impatto notevole, quasi grandioso, ma dettaglio così così. D’altra parte non è un caso che per queste macchine esistono fior di modifiche (vedere quale esempio, il sito Lencoheaven), che sembra le portino a livelli eccelsi… ma con spese paragonabili a quelle di un Garrard 301 in grande spolvero.

    (Fine parte 1)


    Ultima modifica di Frovalta il Mar Apr 30, 2024 1:59 pm - modificato 1 volta.
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    Messaggio Da Frovalta Mar Apr 30, 2024 1:46 pm

    Convinto dalla stampa del tempo che ciò che contava erano pick-up e regolarità di rotazione, lo sostituii con AKAI AP 206 dotato di una lussuosa Stanton 681 EEE. Il piatto era un bel direct drive con tutti i giochini che piacevano agli appassionati alla fine degli anni settanta: strobo, regolazione fine della velocità, ritorno automatico… bello, fighettino, ma con un suonino esilino, che mortificava la pur valida Stanton, e che mi fece rimpiangere da subito il vecchio Lenco.

    Non faccio in tempo a riprendermi dalla delusione (leggi, capire la grandezza della cappella che avevo fatto… 😚), quando con colpo di fortuna acquisto un Thorens TD 125 mk2 d’occasione da un amico di famiglia, per ben 100.000 lire (era il 1980 o giù di lì), dotato di una superba Shure V15 III. Finalmente si torna ad un suono come si deve, un po’ meno d’impatto, ma ben più’ preciso rispetto a quello espresso dal Lenco… e sul povero AKAI meglio sorvolare… ne uscì letteralmente tritato dal confronto con lo svizzero.

    Il Thorens 125, che ho tutt’ora, mi ha accompagnato per tutti gli anni 80, resistendo all’arrivo del Compact Disc (a casa mia i vinili non sono mai passati di moda), affiancato nei primi anni 90 da un TD 160 Super con braccio Mission Cyrus e pick-up Mission gold. Il tutto acquistato nuovo per 1.400.000 lire (di fatto pagai piatto e pick-up, con il braccio ceduto ad un prezzo estremamente amichevole). Correva il 1992.

    (Fine parte 2).


    Ultima modifica di Frovalta il Mar Apr 30, 2024 2:04 pm - modificato 1 volta.
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    Messaggio Da Frovalta Mar Apr 30, 2024 1:58 pm

    Nel frattempo anche il resto dell'impianto cresce e si evolve: il vecchio receiver Pioneer e le Advent Loudspeaker vengono sostituiti nel tempo rispettivamente da amplificazioni NAD (pre 1020 + finale 2150), Mission (Cyrus II + PSX), Onkyo (A8057 prima, accoppiata P3099 + M5099 poi), e da sistemi ancora Advent (le controverse 6003: mi piacerebbe risentirle oggi), Electrovoice (stratus 40), B&W (804 Matrix… un passo falso non dico a livello del giradischi AKAI, ma quasi), fino alla Tannoy (DC 4000), che ascolto tutt’ora (anche se sono passato una decina di anni fa alle DC 6000 riviste da Estro Armonico).

    Però, con la contemporanea crescita di qualità della sorgente digitale (li vi sono stati parecchi cambi, fino ad arrivare ad un due telai Theta Digital), cominciano a venire fuori i limiti sonori dei Thorens (il discorso, con piccole sfumature, e’ lo stesso sia per il 125 che per il 160 super). Limiti che diventano evidenti con il progressivo passaggio di ascolto da generi “leggeri”, alla musica classica: in ambito pop il confronto si risolve spesso in un bel duello, ma in ambito classico non ci sono storie: il CD non sarà la perfezione, ma umilia pesantemente il 160 Super.

    (Fine parte 3).
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    Messaggio Da Frovalta Mer Mag 01, 2024 1:01 am

    La data in cui il Thorens si dimostrò non più adeguato per un ascolto di qualità non la ricordo (direi comunque verso il 2008): ma il disco che, come dire, scatenò il putiferio… quello sì che lo ricordo bene. Questo:

    Frovalta & i girapadelle. Img_2315

    Perché proprio questo? Perché la versione in vinile che avevo acquistato sigillata in svendita, era di primo acchito francamente inascoltabile, con un piano instabile, tonicamente strano, ma sopratutto con tempi di decadimento delle note mai costanti. Lì per lì pensai ad una pessima registrazione: quindi accantonai il disco, e per un po’ la cosa finì lì. Ma poi, comunque interessato alle esecuzioni del celebre pianista bresciano, acquistai il CD equivalente. Il dischetto d’argento, inserito nel fido Theta Digital che utilizzavo all’epoca, rivelò una registrazione non eccezionale, un po’ carente di corpo, ma senza i tragici difetti del vinile. Difetti che non erano sicuramente imputabili alla stampa, ma a qualcos’altro.

    Risultato, cominciò un peregrinare a casa di amici e di negozianti disponibili, con sotto il braccio quel malefico vinile, che sembrava stregato. Si, perché ogni volta quel piano nudo è crudo, direi essenziale, sviluppava sonorità sempre diverse, spesso migliori e mai coincidenti con quelle del Thorens.

    La conclusione fu che il Thorens (e molti altri girapadelle), nel riprodurre quel maledetto disco ci mettevano qualcosa di loro, quasi sempre indesiderato, che finiva con sporcare il suono. Essenzialmente erano vibrazioni e risonanze, causate sia dalle parti meccaniche del giradischi stesso, sia da disturbi vari raccolti dal mobile su cui era poggiato, che sporcavano la riproduzione. Da varie prove fatte risultò che i giradischi rigidi di massa rilevante erano meno propensi a sporcare il suono con queste aggiunte indesiderate: per cui indirizzarsi per il nuovo giradischi verso un sistema senza contro telaio, fu quasi automatico.

    (Fine parte 4).
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    Messaggio Da sf73 Mer Mag 01, 2024 11:21 am

    Seguo con vero interesse.
    I racconti di esperienze vissute mi intrigano molto.
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    Messaggio Da Edmond Mer Mag 01, 2024 11:23 am

    Vedo con piacere che qualcuno ha compreso le problematiche soniche dei giradischi a cinghia a telaio flottante. Orecchio serio!!!


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    Messaggio Da alanford Mer Mag 01, 2024 4:20 pm

    molto interessante  
    la prima esperienza con akai 206C e stanton 680ee  assai simile all'opener  
    la medesima impressione quando mi approcciai ai gira thorens
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    Messaggio Da lalosna Mer Mag 01, 2024 7:02 pm

    Beh, d'altronde pochi apprezzano le sospensioni delle francesi se vogliono guidare con precisione in curva e nei cambi di carico una volta provate geometrie diverse e settaggi rigidi sunny

    PS, il bellissimo braccio sul Dr.Feickert con la SPU 
    Ensavofosse un EMT, ma il contrappeso e le regolazioni mi sembrano diversi...


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    Messaggio Da pluto Mer Mag 01, 2024 7:42 pm

    Penso sia un Groovemaster se non sbaglio
    E’ la prima volta che ne vedo uno su un Feickert
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    Messaggio Da carloc Mer Mag 01, 2024 8:00 pm

    pluto ha scritto:Penso sia un Groovemaster se non sbaglio

    E' lui...


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    Messaggio Da Nimalone65 Mer Mag 01, 2024 9:27 pm

    Nulla di nuovo , in verità . Senza voler sminuire il racconto , e’ abbastanza palese a molti che il posizionare in modo adeguato il giradischi sia cosa fondamentale . I giradischi Thorens poi di quell’epoca per quanto buoni , non erano ne stabili nelle regolazioni , né di alto livello . 
    E comunque a me il posizionare là platine su un robusto supporto in legno massello da oltre 30 kg per poi passare poi ad un supporto in pietra che ne pesa quasi 300 di kg ha cambiato il suono in modo del tutto considerevole . E non sto parlando di cose che si percepiscono solo a confronto diretto ma davvero palesi ed inequivocabili .


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    Messaggio Da Nimalone65 Mer Mag 01, 2024 9:35 pm

    lalosna ha scritto:Beh, d'altronde pochi apprezzano le sospensioni delle francesi se vogliono guidare con precisione in curva e nei cambi di carico una volta provate geometrie diverse e settaggi rigidi sunny

    PS, il bellissimo braccio sul Dr.Feickert con la SPU 
    Ensavofosse un EMT, ma il contrappeso e le regolazioni mi sembrano diversi...

    Non ne farei una questione di base rigida o flottante , ognuna delle due ha pregi e difetti . La parte meccanica in un giradischi è quella essenziale e proprio perché funzioni a dovere e’ necessario che il giradischi sia insensibile ad ogni genere di vibrazione . Sospendere il giradischi su molle ad aria o posizionarlo su “palle di Epidauro o su un mobile che pesi almeno il doppio del giradischi , sono ottimi presupposti per il raggiungimento dell’obiettivo desiderato di isolamento dalle vibrazioni . Ovvio che si possano applicare anche più d’uno di questi principi .
    In simili modalità anche il modesto Thorens avrebbe comunque potuto esprimersi al “suo” meglio .


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    Messaggio Da pluto Gio Mag 02, 2024 11:00 am

    Nimalone65 ha scritto:
    Non ne farei una questione di base rigida o flottante , ognuna delle due ha pregi e difetti . La parte meccanica in un giradischi è quella essenziale e proprio perché funzioni a dovere e’ necessario che il giradischi sia insensibile ad ogni genere di vibrazione . Sospendere il giradischi su molle ad aria o posizionarlo su “palle di Epidauro o su un mobile che pesi almeno il doppio del giradischi , sono ottimi presupposti per il raggiungimento dell’obiettivo desiderato di isolamento dalle vibrazioni . Ovvio che si possano applicare anche più d’uno di questi principi .
    In simili modalità anche il modesto Thorens avrebbe comunque potuto esprimersi al “suo” meglio .

    Concordo.

    Vorrei fare 2 osservazioni:

    a) intanto il mitico Thorens 125 potrebbe essere implementato con poca spesa e trasformato in telaio rigido. La modifica fu caldamente raccomandata all'amico GCM dalla comunità audiofila di Sydney che lui frequenta ogni anno. Io lo ascolto spesso a casa sua e non lo trovo male. Rack con mensole di ardesia, piedi modificati, telaio irrobustito, braccio Audiomods e testine di livello
    E lui ha avuto EMT 950 e SP 10, non proprio gli ultimi arrivati

    b) giusto x spezzare una lancia a favore dei mollaccioni, nel secolo scorso vidi il mio pusher genovese mettere un Gyrodeck appena arrivato in negozio a terra a ca 80 cm dal woofer da 38 cm di una mega cassa e alzare  il volume. Nessun problema di innesco. Provate a farlo con DD e poi ne riparliamo
    Che i mollaccioni abbiano più problemi di vibrazioni dei telai rigidi, dei trazione diretta o puleggia etc mi pare abbastanza inverosimile.

    Poi che a uno piaccia di più un Denon dp 80 rispetto ad un thorens 126 rientra nei gusti personali e ci sta

    La critica che farei io ai mollaccioni semmai è sui motorini che spesso vengono usati e sulla loro stabilità di rotazione. Un DD con controllo al quarzo sotto questo punto di vista, è superiore.

    A mio avviso nessun sistema è perfetto. Importante è metterlo nelle condizioni ideali di utilizzo
    My 2 cents

    Ma dopo le guerre di religione io vorrei tornare all'invito fatto a Frovalta e di parlarci del Groovemaster e del Feickert e dell'altro braccio montato
    E poi come mai la scelta di 2 gira uguali?

    In vita mia lo feci solo una volta con 2 Sondek ma x poco tempo, poi quello nero lo misi in vendita dopo pochi mesi. Preferii fare spazio x altre tipologie di deck
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    Messaggio Da Nimalone65 Gio Mag 02, 2024 12:35 pm

    pluto ha scritto:
    Nimalone65 ha scritto:
    Non ne farei una questione di base rigida o flottante , ognuna delle due ha pregi e difetti . La parte meccanica in un giradischi è quella essenziale e proprio perché funzioni a dovere e’ necessario che il giradischi sia insensibile ad ogni genere di vibrazione . Sospendere il giradischi su molle ad aria o posizionarlo su “palle di Epidauro o su un mobile che pesi almeno il doppio del giradischi , sono ottimi presupposti per il raggiungimento dell’obiettivo desiderato di isolamento dalle vibrazioni . Ovvio che si possano applicare anche più d’uno di questi principi .
    In simili modalità anche il modesto Thorens avrebbe comunque potuto esprimersi al “suo” meglio .

    Concordo.

    Vorrei fare 2 osservazioni:

    a) intanto il mitico Thorens 125 potrebbe essere implementato con poca spesa e trasformato in telaio rigido. La modifica fu caldamente raccomandata all'amico GCM dalla comunità audiofila di Sydney che lui frequenta ogni anno. Io lo ascolto spesso a casa sua e non lo trovo male. Rack con mensole di ardesia, piedi modificati, telaio irrobustito, braccio Audiomods e testine di livello
    E lui ha avuto EMT 950 e SP 10, non proprio gli ultimi arrivati

    b) giusto x spezzare una lancia a favore dei mollaccioni, nel secolo scorso vidi il mio pusher genovese mettere un Gyrodeck appena arrivato in negozio a terra a ca 80 cm dal woofer da 38 cm di una mega cassa e alzare  il volume. Nessun problema di innesco. Provate a farlo con DD e poi ne riparliamo
    Che i mollaccioni abbiano più problemi di vibrazioni dei telai rigidi, dei trazione diretta o puleggia etc mi pare abbastanza inverosimile.

    Poi che a uno piaccia di più un Denon dp 80 rispetto ad un thorens 126 rientra nei gusti personali e ci sta

    La critica che farei io ai mollaccioni semmai è sui motorini che spesso vengono usati e sulla loro stabilità di rotazione. Un DD con controllo al quarzo sotto questo punto di vista, è superiore.

    A mio avviso nessun sistema è perfetto. Importante è metterlo nelle condizioni ideali di utilizzo
    My 2 cents

    Ma dopo le guerre di religione io vorrei tornare all'invito fatto a Frovalta e di parlarci del Groovemaster e del Feickert e dell'altro braccio montato
    E poi come mai la scelta di 2 gira uguali?

    In vita mia lo feci solo una volta con 2 Sondek ma x poco tempo, poi quello nero lo misi in vendita dopo pochi mesi. Preferii fare spazio x altre tipologie di deck

    Io per la prima volta utilizzo due Topping D70S , in due impianti diversi . Ciò mi permette di fare prove comparative con un importante parametro di valutazione STABILE . E comunque ritengo che all’interno di un My-fi che sia accettabile tanto quanto lo è il suono diversissimo di un pianoforte Bosendorfer da uno Yamaha , credo ci siano più differenze sostanziali di quanto se ne ricerchino in dac da 1000 euro o da 10000 euro . Il Topping colpisce il bersaglio grosso alla grande e pensare di sostituirlo con un top di gamma Lampizator , sicuramente a me più piacevole nel suono , ma ad un costo di 20/40 volte in più , non mi sfiora minimamente l’idea .

    Aspettiamo il resoconto del setup analogico di Frovalta ….

    sunny


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    Messaggio Da lalosna Gio Mag 02, 2024 6:13 pm

    I Feickert sono molto intriganti, del Firebird ho un ottimo ricordo, suona molto ma molto bene


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