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Derek & The Dominos : Layla and Other Assorted Love Songs
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Derek & The Dominos : Layla and Other Assorted Love Songs

lizard
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Messaggio Da lizard il Mar Dic 06, 2011 3:53 pm


Dopo aver messo fine al suo sodalizio con Delaney & Bonnie, Eric se ne torna in Inghilterra, insoddisfatto per lo scarso successo riscosso dal suo album d’esordio come solista (l’omonimo del 1970). Lo segue il fido pianista Bobby Whitlock, suo pard anche con Delaney & Bonnie. Insieme vivono per sei settimane a casa di Clapton, durante il qualche cominciano a scrivere brani per il nuovo album.
Nel frattempo, terminato il tour di Joe Cocker (quello immortalato da “Mad Dogs & Englishmen”) a cui avevano preso parte, gli altri due vecchi pard di Clapton, il bassista Carl Radle ed il batterista Jim Gordon, ed il chitarrista Dave Mason (ex membro dei Traffic) raggiungono i due in Inghilterra e formano i così i “Derek and the Dominos”.
La loro prima apparizione è nel famoso triplo di George Harrison “All Things Must Pass”, (recentemente ristampato inin una splendida confezione box),dove fanno da vera e propria backing band per George.
Dave Mason lascia il gruppo ed Eric, coi tre amici rimasti, decide di pensare più seriamente al nuovo disco e sceglie Phil Spector come produttore. Viene così registrata una prima versione di “Tell the Truth”, che però non soddisfa assolutamente la band, causando un rapida fine della collaborazione con Spector.
Robert Stigwood, il boss della RSO, l’etichetta di Clapton, telefona allora al grande produttore americano Tom Dowd (Bobby Darin, John Coltrane, Aretha Franklin, Cream, Allman Brothers) e gli chiede di produrre il gruppo, ricevendo una risposta positiva.
Durante la telefonata è presente, vicino a Dowd, anche Duane Allman che, saputa la cosa, si mostra subito emozionato all’idea di incontrare Clapton, uno dei suoi idoli, e chiede a Dowd se pensa che Clapton lo lascerà assistere mentre suona, ma Dowd lo rassicura.
Eric & co. raggiungono allora Dowd a Miami ed iniziano a provare presso i Criteria Studios, gli stessi dove registrava pure la Allman Brothers Band, anch’essa prodotta da Dowd.
Le prime settimane di prove si rivelano però abbastanza infruttuose: il gruppo gigioneggia, è incerto sulla direzione da prendere e sulle canzoni da inserire nel disco e si limita a suonare delle lunghe jams in studio.
Decisivo è l’ingresso nella band di Duane Allman.
Un giorno Clapton assiste ad una telefonata di Dowd.
Dopo aver riattaccato la cornetta, Dowd gli dice che stava parlando con Duane Allman, il quale gli aveva chiesto se il sabato successivo, dopo il concerto degli Allman, poteva recarsi in studio a guardare Clapton suonare.
Eric è molto colpito dalla cosa e dice a Dowd che vuole andare a vedere il concerto della Allman Brothers Band, e così scocca la scintilla tra i due.
Clapton è impressionato dalla prestazione di Duane, che a sua volta rimane molto colpito nel vedere che Clapton è tra il pubblico, tanto da fermarsi nel bel mezzo di un assolo per la sorpresa.
L’ingresso di Duane nella band si rivela, come già detto, fondamentale e indirizza decisamente il suono e la registrazione del disco.
L’album viene registrato in soli 8 giorni, tra il 28 agosto ed il 10 settembre 1970, e Duane non partecipa solo alle sedute dell’ 1 e 2 settembre, nelle quali vengono registrate i primi tre brani della prima facciata del disco, “I Looked Away”, “Bell Bottom Blues” e “Keep On Growing”, ma in tutti gli altri pezzi la band è al completo.
“Layla and Other Assorted Love Songs” non è solo uno dei grandi albums della storia del rock, è anche uno dei più grandi dischi d’amore di sempre. Perchè non ne tratta in astratto, ma è intriso di amore vero e sofferto. Il disco è, infatti, la riflessione diretta e non celata dell’attrazione fatale che Eric Clapton provava per Patty Boyd, la moglie di George Harrison, il suo migliore amico.
Il sentimento sincero per la donna amata sgorga forte ed intenso da ogni singolo solco e con la stessa intensità traspaiono la pena e la sofferenza di Eric, che è perfettamente consapevole della condanna che gli ha riservato il destino, quella di innamorarsi perdutamente della donna del suo migliore amico.
Ed il mezzo che Clapton utilizza per liberare i suoi sentimenti è l’altro grande amore della sua vita, il blues, presente in ogni singola nota.
Il disco è stupendo e le chitarre lo dominano dal primo all’ultimo secondo: Eric è al massimo della forma, mai più ripetutasi a questi livelli, mentre la slide di Duane, solista insostituibile, è scintillante ed è il vero punto di forza del disco. Ma non dimentichiamo il grande pianismo di Whitlock, che oltre a comprre diversi brani del disco insieme a Clapton, lo doppia anche spesso alla voce, mentre Radle e Gordon sono una sezione ritmica molto affidabile.
Il modo di cantare di Eric, intenso ed emozionato, ed i testi dei brani rivelano apertamente le sofferenze amorose di Clapton.
L’album contiene almeno sette fulgide gemme, a cominciare da un’accorata ed implorante “Bell Bottom Blues”, con un magnifico assolo di Eric, che canta con voce rotta dall’emozione.
La versione di “Nobody Knows You When You’re Down And Out” è meravigliosa ed Eric canta con il cuore in gola (ascoltate l’assolo da pelle d’oca della slide di Duane e piangete di gioia).
“Anyday” è uno sfavillante rock-blues, dagli stacchi poderosi e dalle chitarre infuocate, marchiato a fuoco dalla slide di Duane.
Il blues da favola della lunga “Key to the Highway”, del vate Big Bill Broonzy, è un brano che vorresti non finisse mai, un vero e proprio manuale di chitarra blues (giù il cappello di fronte a Mastro Duane, maledetta motocicletta).
“Have You Ever Loved A Woman” (di Billy Miles, resa celebre da Freddie King, dedicata proprio all’amore per la donna del migliore amico) è una delle più grandi interpretazioni di blues bianco di sempre, memorabile e sofferta, con un grandissimo Clapton alla voce e alla chitarra, dal testo molto esplicativo: “Hai mai amato una donna/così tanto da tremare dal dolore?/E sapere tutto il tempo che lei porta il nome di un altro uomo”.
Una maestosa “Little Wing” (bestemmio se dico che può competere con l’originale hendrixiano?), con le chitarre che si attorcigliano ad altezze siderali.
Ed infine il classico dei classici, “Layla” (il nome con il quale Eric identifica Patty), uno dei più grandi brani della storia del rock, con quell’attacco epico e folle, il ritornello di disperata invocazione ed il lungo, indimenticabile, finale con le chitarre che piangono su uno splendido assolo di pianoforte.
Il testo è l’ennnesima, disperata, preghiera per Patty:
“Cosa fai quando rimani solo/ e non hai nessuno al tuo fianco?/Corri e ti nascondi per troppo tempo/ma sai che è solo il tuo stupido orgoglio/ Layla, mi hai messo in ginocchio/ti supplico, ti prego, cara/Layla, cara, non conforti la mia mente inquieta?/ Ho cercato di consolarti/quando il tuo vecchio ti ha abbandonato/Come uno sciocco/mi sono innamorato di te/Prendiamo il meglio dalla situazione/prima che finisca per diventare pazzo/Ti prego, non dirmi che non c’è una via d’uscita/E non dirmi che tutto il mio amore è inutile”.
Ma non dimentichiamo neanche “Keep On Growing”, con una fantastica cavalcata chitarristica di Clapton nel finale; la tenera “I Looked Away”; “Tell the Truth”, un’orgia di ritmo e chitarre; “Why Does Love Got To Be Sad”, dal ritmo indiavolato e dal titolo simbolico (Perché l’amore deve essere così triste?”) e la delicata oasi acustica di “Thorn Tree in the Garden”, registrata dal vivo in studio e cantata da Whitlock.
Duane torna subito dagli Allman e, poco dopo questo capolavoro, la band si scioglie senza alcun seguito.
Ma “Layla and other assorted Love Songs” è un disco talmente formidabile da assicurare a Derek & The Dominos un posto permanente nell’Olimpo del rock.
Da avere.
Buon ascolto,
liz
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Messaggio Da pluto il Mar Dic 06, 2011 4:26 pm

Si questa storia la sapevo tutta ed è la cornice di uno dei grandi dischi del Pop, Liz

Forse l'unica cosa che hai omesso e che non so in effetti quanto rilevante, è che il buon Manolenta in quel periodo tra pasticche e acidi vari, le provava un pò tutte x dimenticare la bella Patty, che era consapevole del fatto ma che non ne voleva sapere (e peraltro si dice che Clapton mai volle disturbare l'amico del cuore con un plateale tradimento). A conferma i rapporti tra i 2 sono sempre stati fantastici

I maligni dissero che forse era anche x quello che il disco venne così bene Laughing Laughing
Comunque al di là delle chiacchiere, un gran disco che si trova ora anche in alta risoluzione (masterizzato piuttosto bene, al contrario di altri dischi di Clapton). E per sua fortuna il Nostro, si è anche ripreso piuttosto bene direi, dopo i vizi e bagordi di gioventù.
Mentre purtroppo lo stesso non si può dire del suo caro amico George, che nonostante la crisi mistica etc, ci ha lasciato le penne dopo lunga malattia

Ciao

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