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Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi??? - Page 3
Il Gazebo Audiofilo

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    Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi???

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    genesy
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    Re: Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi???

    Post  genesy on Sat Aug 04, 2012 9:30 pm

    mai dire mai ft

    iano
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    Re: Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi???

    Post  iano on Sun Aug 05, 2012 1:35 pm

    piroGallo wrote:Secondo me il problema dei cavi non è quello di riuscire a differenziarne le caratteristiche sonore, ma quello, a tuttoggi, della "progettabilità".
    Non credo che esistano ancora leggi e parametri misurabili che consentono una "progettazione" del cavo in senso classico. O per lo meno non ne sono a conoscenza.
    Allora l'unica strada è quella sperimentale e lo sarà fino alla scoperta di una correlabilità tra indicatori numerici ed ascolto, in assenza della quale non si può progettare un piffero.
    Questo implica che, messe le mani per intuizione e/o botta de culo su una soluzione particolarmente performante o aperformante, la strada obbligata è quella delle cosiddette "fork", ovvero sperimentazioni a partire dalla soluzione #0 verso varianti diverse annotando le caratteristiche delle diverse strade percorse.

    Ma, per favore, non parliamo (non ancora) di progettazione.

    (Poi può anche essere che in qualche sconosciuto laboratorio...)
    Sono perfettamente d'accordo.
    Però non c'è bisogno di partire da una botta di culo.
    Il fatto come hai ben spiegato che si sta facendo un lavoro che può,o che non può,avere felici evoluzioni di tipo scientifico,non significa che ci dobbiamo complicare la vita oltre il necessario.
    Chi volesse intraprendere un tale lavoro preliminare a qualcosa di sperabilmente poi scientifico può attingere agli esempi che il mercato ci offre.
    Non è importante il costo dei cavi,non è importante cosa ci racconta il costruttore.
    Almeno in via preliminare sono importanti solo le nostre orecchie e il parere delle orecchie degli altri e più in generale del mercato analizzato sul lungo periodo.
    Così io ad esempio ho scelto come punto di partenza Cardas.
    Un risultato prescientifico interessante al quale sono giunto è che non è importante l'uso della sezione aurea,ma l'uso di sezioni differenziate,che è un risultato più generale,il che è sempre desiderabile dal punto di vista "prescientifico".
    Cioè,se anche così non sono arrivato alla comprensione del fenomeno (al momento solo presunto) ho escluso intanto che la sezione aurea abbia qualcosa di magico in sè.
    Ma allo stesso tempo ho avvolarato il suo uso, come caso particolare di una casistica più generale.
    Nessuno potrà dirmi adesso che io mi faccia suggestionare dalla sezione aurea,ed essere suggestionati da una meno attraentemente esoterica sezione differenziata è quantomeno meno probabile.
    Nel momento in cui poi questa casistica può essere organizzata in un quadro matematico coerente allora siamo in possesso di una altro ultile elemento prescientifico.
    Insomma, diversi assi da giocarsi quando il gioco si farà serio.
    In questo senso io sono in possesso di una preprogettabilità.
    Cioè,anche se i margini di sorpresa rimangono,e quindi non sò mai a che cavo andrò a parare domani,sò però già che esso deve rispettare precise condizioni generali che ho verificato essere vincenti.
    Idee per prossime misure ,se fossi capace di farle,dovrebbero essere suggerite da queste condizioni.
    Siamo ancora in fase di gioco che può essere giocosamente condivisa checchè ne dicano i costruttori e venditori di cavi affermati.
    Mi fà piacere che tu abbia compreso pienamente lo spirito della cosa
    Ciao,Sebastiano

    piroGallo
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    Re: Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi???

    Post  piroGallo on Sun Aug 05, 2012 6:32 pm

    Giusto.
    Insieme con intuizione e botta di culo bisogna necessariamente aggiungere, come punto di partenza, l'esperienza altrui.
    Corretto e condivisibile.
    E, a parziale rettifica di quanto da me affermato, concordo anche sulla tua definizione di "pre-progettabilità" in quanto , in effetti, consente di poter ottenere, sulla base di proprie esperienze codificate, risultati "di area" prevedibili a priori.
    Viceversa spero fosse chiaro il mio concetto di "progettabilità" e, in quanto tale ancora assai poco applicabile. Ma ho il sospetto che tale situazione possa essere ritrovata anche in altri settori della riproduzione sonora al difuori dei cavi...


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    Gianni

     

    "L'uomo che non ha la musica nel cuore ed è insensibile ai melodiosi accordi
    è adatto a tradimenti, inganni e rapine; i moti del suo animo sono spenti come la notte,
    e i suoi appetiti sono tenebrosi come l'Erebo: non fidarti di lui."
    (William Shakespeare, Il mercante di Venezia)

    "Meno muggiti e più ruggiti"
    (Autocitazione)

    iano
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    Re: Cavi cavi cavi ma come fanno questi cavi???

    Post  iano on Mon Aug 06, 2012 2:50 pm

    La tua definizione di progettabilità era chiara.
    E per quanto ne sappiamo la progettabilità dei cavi è la cosa più banale che ci sia se ci si accontenta dei risultati.
    Ma a quanto pare siamo incontentabili e non tutti sono disposti ad allineare le proprie sensazioni alle previsioni teoriche.
    Ma,pur se in misura minore, come hai ben evidenziato, questo, disallineamento riguarda la progettazione di un pò tutti i componenti.
    Il fatto è che la teoria non contiene mai in sè le istruzioni di attuazione tecnologica da un lato,e dall'altro la tecnologia ha sempre ovvi limiti.
    Per quanto invece riguarda l'accennare ad eventuali limiti teorici,o a più semplice generale lacunosa comprensione teorica,ciò sembra scatenare violenti istinti di conservazione variamente diffusi.
    E poi ci sono i gurù che entrano nelle pieghe di tutto ciò esasperando il conflitto.
    dal punto di vista teorico per i tecnici "intimamente legati" alla teoria certi cavi stanno per un cannone col quale decidiamo di uccidere un moscerino.
    Sicuramente in mancanza di una progettabilità nuova per i cavi,sempre che se ne dimostrerà l'utilità,si avranno ridondanze progettuali fatte in buona o cattiva fede.
    Io,sebbene non nasconda le mie ambizioni commerciali ,sono anni che continuo nella sperimentazione senza aver mai venduto uno spillo semplicemente perchè trovo sempre margini di miglioramento,pur nei limiti sperimentali che qui abbiamo ben chiarito.
    Con tutto ciò vivo sotto il continuo fuoco incrociato di mille sospetti.
    Ma a dire il vero non me ne lamento neanche,perchè servono a mettere sempre alla prova la mia determinazione e convinzione in quello che faccio.
    Per questo mi vedete battagliare qui sul forum.
    Non puoi convincere gli altri se non sei convinto tu stesso,e le proprie convinzioni vanno messe sempre alla prova,per quanto possibile.
    Accettare di vivere delle proprie sensazioni di ascolto non significa,secondo una falsa cultura scientifica imperante,vivere sule nuvole,visto che è con i sensi che abbiamo finora percorso i nostri terrestri sentieri.
    Se e quando si ritiene opportuno si può sempre scendere dalla macchina della scienza e proseguire a piedi.
    Dal punto di vista culturale la scienza ha scatenato posizioni contrapposte.
    L'uomo può vivere senza la macchina,ma la macchina non può vivere senza l'uomo.
    Rinunciare alla macchina vale come un impoverimento dell'uomo,ma quando scendi dalla macchina non significa che la stai rifiutando,ma significa che ti stai concentrando sul resto di te,essendo la macchina solo parte di te.
    In sintesi la scienza ha scatenato due tipi di alienazione opposta.
    Quella per cui non comprendi che la macchina è parte di te e quindi la rifiuti.
    E l'altra per cui pensi che dovresti tenerti ben stretta la macchina e buttare vie tutto il resto.
    La prima alienazione è la meno grave in quanto la scienza è parte del nostro progresso evolutivo ancora in corso e quindi ancora non completo.
    Ma poi se vogliamo andare più a fondo alla questione è meglio dire che la scienza è la presa di coscienza del modo di agire umano,cioè del modo di rapportarsi a questo modo,è solo in tal senso è una novità,essendo in effetti vecchia quanto l'uomo.
    Può avere senso chiedersi se questa presa di coscienza equivalga davvero a una positiva evoluzione,dato che la coscienza comunque consuma energia;non ha invece senso pensare di fermare questa evoluzione.
    Questo processo di presa coscienza,e se è un bene o un male, inoltre ha una lunga storia,e non me lo sono inventato io.
    Mi pare se ne parli a proposito di certe mele proibite.
    Ciao,Sebastiano.

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