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Audiofili, puristi del suono e nostalgici del grammofono a confronto
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    Audiofili, puristi del suono e nostalgici del grammofono a confronto

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    Quadista
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    Audiofili, puristi del suono e nostalgici del grammofono a confronto

    Post  Quadista on Thu Jan 03, 2013 4:50 pm

    Audiofili, puristi del suono e nostalgici del grammofono a confronto

    Pro:
    • La qualità acustica è eccellente, il suono riprodotto in modo meccanico ed analogico garantisce una fedele riproduzione della musica e specialmente di quella registrata prima dell'avvento delle tecnologie digitali, ma solo se tutti i parametri sono perfettamente tarati e i componenti sono di altissimo livello. Ancora oggi, prendendo come giudice solo l'orecchio, tra gli audiofili c'è discordanza di opinioni sull'effettiva superiorità dei sistemi digitali.
    • In impianti costosi di altissimo livello il vinile è considerato superiore al CD sia per il dettaglio sonoro, sia per la ricostruzione della scena musicale, a fronte però di un costo molto superiore a parità di qualità di riproduzione.

    Contro:
    • Il disco in vinile è soggetto ad usura e graffi che ne compromettono la qualità acustica e/o la funzionalità ed è anche soggetto all'azione di microscopiche muffe che ne inficiano la qualità di riproduzione: necessita pertanto di particolari periodici interventi di cura e pulizia.
    • L'utilizzo è relativamente scomodo: ad ogni inizio di ascolto, per salvaguardare la massima qualità, andrebbero puliti dalla polvere sia il disco che lo stilo della testina di lettura.
    • La testina di lettura, come la maggior parte dei trasduttori, è sensibile alle variazioni di temperatura e di umidità. Inoltre i parametri fisici delle parti che la compongono si modificano col tempo ed è anch'essa soggetta ad usura.
    • L'errore di tangenza conduce inevitabilmente ad una notevole distorsione, soprattutto in prossimità della parte interna del disco, a meno di non utilizzare bracci tangenziali, i quali però soffrono di altri problemi data la loro complessità.
    • La riproduzione di frequenze molto basse può indurre in impianti non perfettamente messi a punto, il cosiddetto feedback o effetto Larsen; se l'impianto di riproduzione entra in risonanza col suono emesso dagli altoparlanti, si genera un effetto a catena (loop) capace di generare rumori pressoché incontrollabili e spesso deleteri per i diffusori acustici.
    • Il rapporto dinamico ottenibile è difficilmente superiore ai 60 dB. Mentre un CD può arrivare facilmente a 90dB.
    • La risposta in frequenza e la qualità di riproduzione di un disco in vinile possono ridursi con l'ascolto frequente e in particolar modo se la puntina di lettura è consumata o la testina è regolata con un peso di lettura eccessivo, oppure se l'articolazione dello stilo ha perso l'originaria cedevolezza meccanica, necessaria per seguire accuratamente i solchi laddove sono incise alte frequenze.

    La RIAA ha suggerito le seguenti riduzioni accettabili alle alte frequenze in base al numero di ascolti: fino a 20 kHz dopo un ascolto, 18 kHz dopo tre ascolti, 17 kHz dopo cinque ascolti, 16 kHz dopo otto, 14 kHz dopo quindici, 13 kHz dopo venticinque, 10 kHz dopo trentacinque, 8 kHz dopo ottanta ascolti. Il degrado può aumentare, se si ascolta il vinile ripetutamente in rapida successione. L'enorme pressione dello stilo sulle pareti del solco, equivalente a circa una tonnellata per centimetro quadro per ogni grammo di peso in una scala microscopica, causa una deformazione delle pareti del solco generata dal calore e la conseguente distorsione sonora.

    • Al fine di ridurre al minimo la progressiva perdita di aderenza al microsolco delle puntine a profilo conico, sono state progettate puntine di diverso profilo, per esempio ellissoide: tale geometria permette di ridurre la superficie di contatto con il microsolco, consentendo allo stilo una migliore aderenza alle pareti del microsolco.
    • Il vinile ha bisogno di tempo per tornare alla sua forma originale, necessita un congruo intervallo di tempo tra due ascolti dello stesso supporto (almeno 24 ore). Una tecnica di pulizia (non ben vista da molti collezionisti e appassionati) è l'uso di un secondo braccetto preposto a inumidire i solchi con acqua distillata o detergenti specifici. Al di là dei dubbi dei puristi del suono, va detto che l'acqua distillata, se il supporto non è rovinato da graffi o tracce di grasso dei polpastrelli, è il detergente più indicato per rimuovere tracce di polvere dal microsolco, in quanto, non essendo polarizzata e non presentando sostanze impure, permette di pulire la superficie del disco senza creare fenomeni elettrostatici che attirerebbero ulteriore polvere. Per venire incontro a questa esigenza degli audiofili, sono comparse sul mercato macchine lavadischi, progettate appositamente a questo scopo. Per far durare più a lungo il supporto in vinile molti collezionisti usano registrare il contenuto del disco su supporto analogico o digitale (nastro magnetico, Compact Disc o file digitale) e ascoltare tali riproduzioni evitando l'uso del disco stesso, anche se ciò è a discapito dell'ascolto del suono originale.

    Attualità
    Nonostante gli audiofili fedeli al vinile costituiscano oggi una sparuta minoranza, sono tuttora presenti sul mercato etichette che offrono a catalogo 33 giri, nonché aziende costruttrici di giradischi che adottano soluzioni tecniche all'avangardia.
    Il vinile è, inoltre, ancora molto usato dai disc jockey e molte etichette, sia italiane che straniere, distribuiscono musica su vinile appositamente per dj.

    Nonostante la tanto pubblicizzata superiorità del Compact Disc, il disco in vinile viene ancora apprezzato da molti puristi della musica, a partire da quella classica, ma anche jazz, blues e rock.

    L'apprezzamento del vinile è motivato da:
    Politiche commerciali (Loudness war) che tendono a sottoutilizzare enormemente le possibilità del supporto digitale, comprimendo in un range dinamico di 20 dB un supporto che può tranquillamente raggiungere i 90 dB, per sopperire alle scarse prestazioni degli apparecchi riproduttori di largo consumo. Fanno eccezione, ad esempio, alcuni sampler CD della Telarc, particolarmente apprezzati per il loro range dinamico.

    La maggior naturalezza resa dal supporto analogico in generale e la caratteristica del vinile di introdurre sì distorsioni, ma prevalentemente concentrate nelle armoniche di grado pari, più eufoniche all'orecchio umano, dove invece il supporto digitale (pur avendo prestazioni migliori in termini di distorsione) le concentra nel grado dispari, più dissonanti per l'ascoltatore. Un fenomeno simile è riscontrato dagli estimatori degli amplificatori a valvole ed è noto con il termine di tube sound.
    A superare nettamente il vinile sono alcune tecniche digitali operanti con campionamenti del suono ad alte frequenze e maggior profondità in bit.

    A questo punto, però non si parla più di supporti di consumo, ma di prodotti orientati verso mercati più di nicchia o di produzione di master professionali in studio dove anche l'analogico offre altri tipi di supporto di qualità superiore come nastri magnetici in bobina o "open reel", tuttora preferiti da diversi artisti per l'incisione dei loro dischi.

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    Re: Audiofili, puristi del suono e nostalgici del grammofono a confronto

    Post  carloc on Thu Jan 03, 2013 5:31 pm

    Ehm......


    http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Vinile-vs-CD/D10088779.html


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