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NEGOZI HI-FI, CORTESIA E COTTILLONS.
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    NEGOZI HI-FI, CORTESIA E COTTILLONS.

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    aleanimazione1
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    NEGOZI HI-FI, CORTESIA E COTTILLONS.

    Post  aleanimazione1 on Sat Apr 14, 2018 5:58 pm

    PREMESSA: il testo qui sotto non ha intenzione di denigrare alcuna delle figure che per gli appassionati non dell'ultima ora non sarà difficile intendere. Alcune parti sono volutamente alterate nel tentativo di renderle meno identificabili possibili. Per il resto ognuno, stando alla verità fattuale, si prenda le proprie responsabilità.

    Poco più di un mese fa entro in un negozio fisico e compro un DAC di nota marca tedesca.
    Lo porto a casa, lo provo, funziona!
    Dopo qualche giorno mi accorgo che il plug femmina RCA sinistro, al solo sfiorare il cavo, emette un rumore simile a quando si tocca il maschio con le dita. Qualcosa non funziona!
    Chiamo il negozio e lo segnalo. La prima risposta è:"Te l'ho venduto per buono (il DAC ndr.)!", e chi cazzo ha mai detto il contrario? Cominciamo bene.
    Il negozio sta a 85km da dove abito.
    D'accordo con il negoziante gli riporto l'oggetto, lo prova mandandolo in un amplificatore e nessun rumore.
    "Saranno i cavi RCA", mi dice.
    "Lo proviamo con delle casse attive come le mie?", gli rispondo, ma svogliatamente mi dice che non ha tempo di trovare dei cavi di alimentazione.
    Stupido io compro allora una coppia diversa di RCA.
    Torno a casa e ovviamente il problema il DAC lo presenta ancora. E come potrebbe essere diversamente?!?
    Lo richiamo, gli mando anche un video e altro viaggio della speranza.
    Al negozio chiedo ancora che venga provato con delle casse attive, ma niente da fare, nonostante le mie proteste il tizio dietro il bancone è impegnato e proverà l'elettronica appena potrà, forse nel pomeriggio. Poco importa i chilometri che mi sto facendo.
    Allora un po' incazzato, lo ammetto, lascio il negozio e, beh, aspetterò la chiamata.
    A metà strada mi richiama, mi manda un video e il DAC funziona correttamente, peccato che, piccolo particolare, non si abbiano delle casse attive con cui provarlo.
    Faccio presente di aver provato con tre diversi tipi di RCA, tra cui i suoi da 80 euro al metro, di aver cambiato prese e casa (avendolo provato da un amico) e garantendo per cui che un problema c'è. Sinceramente non mi importa per quale combo lui non riesca a riconoscere il problema. Un problema c'è.
    Le risposte nell'ordine sono: "Io non sono un tuo dipendente", "Lavoro nel campo da quando tu non eri ancora nato (la vedo dura, ma grazie per il complimento)", "Non potevi parlarmi con quel tono".
    Spezzo il ritmo della narrazione spiegandovi l'ultima.
    Quando per la seconda volta facendomi una sborda di chilometri sono tornato a negozio e mi sono sentito rispondere che non aveva voglia di provarlo, il DAC, mi sono incupito e, sempre con educazione ma con un pizzico più di dinamica, l'ho dato ad intendere. Specificando appunto che mi ero fatto tutta quella strada. Lì, l'altro tizio dietro al banco che non mi aveva mai rivolto la parola, in una parodia da avanspettacolo di Striscia la notizia, si è messo ad inveire dicendomi che se parlavo in quel modo le cose, insomma, non andavano bene.
    Certo, invece vendermi 80 euro di RCA quando sai benissimo che un'elettronica non funziona, farmi tornare due volte e non voler provare il pezzo la seconda volta trattandomi come un pezzente, quello va bene?!?
    Ma torniamo a noi.
    Riesco almeno, anche se avevo pregato per una sostituzione, come da mio diritto, a mandare il pezzo in assistenza.
    Sono già passate due settimane nel frattempo.
    E nel frattempo trovo il numero sia dell'assistenza che della casa madre. A entrambe spiego il problema.
    Devo dire che la casa madre ha dato prova di intelligenza e tatto, anche l'assistenza.
    L'assistenza però, non so come, non riscontra alcun problema, passata una settimana.
    Forse non l'ho specificato, ma l'assistenza per il prodotto sta a circa 200km dal negoziante. Il prodotto viene spedito lì.
    Se l'assistenza risponde picche da l'alibi al negoziante per ri rifilarmi il prodotto difettoso.
    Cosa faccio? Ne compro un secondo esemplare su Amazon.
    Un paio di giorni, mi arriva il prodotto, funziona, mando un video alle tre parti, mi richiama (richiamo!) la casa madre che si accorda con il negoziante e mi manderanno un altro prodotto in sostituzione.
    Ritorno poi il prodotto ad Amazon, che sinceramente mi schifa aver quasi preso in giro, ma cos'altro potevo fare?
    La casa madre mi avrebbe comunque sostituito il prodotto se non avessi fatto quel che ho fatto? Il negoziante, unica vera parte con un obbligo effettivo legale e morale nei miei confronti, sicuramente no.
    Da qui una grande domanda e una piccola riflessione.
    Ha ancora senso comprare in un negozio fisico se quando si ha un problema l'iter è questo e la gente si comporta così?
    Un negozio HI-FI dovrebbe essere il mondo dei sogni per gli adulti appassionati di audio, oltre professionalmente nel contatto umano saper esprimere tatto ed essere capace di consulenza personalizzata. Se uccidiamo questo valore aggiunto, che un negozio virtuale non può per ragion di cose avere non ha più senso il negozio fisico.
    Peccato, molti professionisti seri gestiscono la propria attività molto, ma molto diversamente, e per fortuna! Chi per sbaglio in prima esperienza si rivolgesse ad un personaggio del genere, ovviamente comprerebbe poi solo in internet. Puoi comprare tutto quello che vuoi, lo puoi restituire e ti vengono rimborsati i soldi, non trovi nessuno che ti insulta se qualcosa non funziona. Aspetta un po', rispiegami perché dovrei venire nel tuo negozio?


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    Alessandro
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