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oh che door che dolor 2
Il Gazebo Audiofilo

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    oh che door che dolor 2

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    aircooled
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    oh che door che dolor 2

    Post  aircooled on Tue Mar 03, 2009 4:44 pm

    conda parte



    che tutto può ma non posso io
    ci ha messo l’unghia e il pelo d’aria
    di lampegno di febbrile e di fatica con gran fatica
    un quarto di manzo e di fuso orario
    e lente sferze e dura biocca alla rigogna
    che non si vede un mesone che è un mesone
    ma già è la notte sui tuoi dolci seni
    sul culo del bue e della vacca
    che malinconica
    che rude
    che rotta
    che dirotta per dove dirompe
    che io passai con tanta piéta la notte che fui
    per far di me gibetto
    e dentro e lungo e al largo e su nella palanca
    in cui si scarica lo spirito lemonato della vita
    tra alunni gesuiti e ciance allegre
    o tra llà llà in corso Italia e a via Manzoni
    a cor di gridi lagni e dolci lai
    ma tu chiedilo a Maria se tuo marito può e sa
    e non sa che tu sì
    sì ma raramente
    sì e se ti vien la voglia che viene
    a chi da solo se la toglie
    perché a soffrire e anche a godere
    da soli si è sempre soli
    si è che si perde pietà e civil rispetto
    e tu fai finta d’averci un incubo
    che un po’ per suo piacere ma più per il tuo
    indugia a dartelo perché tu ne abbia smania
    e di più ne abbia
    e l’abbia come quella l’ha che l’hai veduta in TV
    che ci avevi la notte da passare
    che ci ha chi a Monza l’ha
    o come me l’ha
    che ci ho il frutto il seme e l’ago
    che ci hanno chi si fa per troppo o poco o che sciutto
    come il morto del vivo dell’astratto e del geometrico
    distinguere non seppi
    se tenero mi davi oppur foppìgno
    che greve è come castagne
    l’autunno che perdi capelli foglie e voglie
    e per una pillola del giorno dopo
    per una pillola di estrogeni sintetici e progesterone
    per una pillola una piccola pillola
    è fatto selvaggio il cuore
    o è un’anomalìa
    o è che altro è che qui
    neanche un lecca lecca o una lattìmma
    c’è che non sia già qui
    che è qui che tu già vieni
    certo veniamo
    vengo vengo subito e vengo anch’io
    senza un movimento apparente e senza ragione
    a scongiurare la notte dolce e un po’ baldracca
    di indugiare
    per un pompin per un pompin d’amore
    sulla favola bella sull’orto e Le Sieur de Machy
    ora che io t’ho insegnato tutto
    anche come si gode a goder d’orgasmo
    e lo spirito dell’epoca lo esige e tuo figlio anche
    che si commòve a spenger la torta
    mentre Aldo clic con la Canon ferma l’istante
    per Maria concepita per far peccati e farli fare
    Maria la dolce la pigra la piena di grazia
    tra donne senza grazia
    e ciò sia detto bene
    e bene anche il frutto del seme loro
    che sì si perda ma adesso ma subito
    che vorrei che il mondo per scissione nucleare saltasse
    a tempo a prestissimo e con dolcezza
    ma adesso ma subito
    che non c’è più orina nello scroto
    c’è invece che ti guardo morderti il labbro
    tra Regate Fieste e Liliane ciarline
    d’ogni formato e poppa
    con reggiseno calze e slip trapunti a telle a fili e a punti
    c’è che dove sperpero là raccolgo
    e là e qui e dove il domani che io non potrò
    dopo una lezione un caffé o uno svuotino
    baciarti polpastrelli e ciglia
    e quella zona sensibile del collo
    così sensibile
    dietro l’orecchio
    e poi vivere di che bisogna vivere
    oltreché pensare poi che non apprendemmo bene
    a pensare a credere e manco a vivere
    noi che della carica animale facemmo maschera
    e perché no? arte sottile
    noi gli iperenziali gli aujourd’hui dell’immaginazione
    i patematici che d’ogni violenza d’ogni motivazione
    con colla fumetti e traumi tecnologici
    auscultammo al tatto le Variazioni di Webern
    e la favola bella che ieri ci illuse
    ed è sempre più bella ma sempre men ci illude
    noi sapienti
    e troppo
    per distinguere i priapismi dell’intelletto
    da quelli del buon senso
    e io fra tanti cui il lavoro-vita ora incalza
    che incalza te che amo e son scalzato
    per un buco nero del cuore
    in cui dopo ponderata riflessione ora ci imbuzzo:
    clinica aeritalia servi di cristo e di berlicche
    Poesie a Tiù che non traduco più
    aiax scopa vileda
    l’intellettuale che fa da sé solo per tre e son sempre tre
    chi non lo è che fa per tre che fa per sé e son più di tre
    4 aborti una figlia un divorzio
    istorie tante tutte con sante
    11 anni di lavoro
    3 corsi di lingue in cassette con relative dispense
    Perhaps Love di Domingo tuo regalo di Natale
    1/2 bastoncino Findus ancora surgelato e un pollo Arena
    40 compresse di Mogadon per quando l’insonnia è tanta
    39 compresse di Mogadon per quando la vita è poca
    7.5 grammi di pakistano
    un canto di Pound un canterò un canterai
    la maritata che tra le maritali cosce arremba
    eppur si sghemba
    la vergine che più non lo è se non per te
    chi di potta s’astiene
    che ci ha la bocca che non ci ha chi pura l’ha
    che fa di Q o fa di D o fa dada ma sempre fa
    come fai tu e non godi più
    se non con me e non sai perché
    3 Marlboro 1 ciondolo a forma d’uccello 3/4 di idee
    2/4 d’ora 1 ventilatore 1 IUD 3 spezzaunghie
    3 R3 che usai con te
    2 R2 a prevenir la lue
    6 R6 che usai con lei
    Panorami Espressi Confidenze che più non se ne può
    foto di El con capezzolo ombelico pelo
    un po’ del tuo e un po’ del suo
    e anche del mio e di chi so io
    i favolosi anni sessanta
    un figlio di Maria
    un così sia e un sia diverso
    un sia uguale e un sia e basta
    un malnato un malmenato un malvivo e un mar morto
    e poi perché sia pieno il conto e io sia imparziale
    c’imbuzzo anche tuo padre
    ma con rispetto ma con permette? e guanti gialli
    che sempre tuo padre è
    l’umile et paziente et onnivoro pater
    che pater et pater familias oh pater
    di che tu labi
    sì tu proprio tu mio dolce amore
    propriamente tu mea Betsy
    mea non dicibile che pur sei detta
    che amante che amica
    che sì che no che sì e no e altre ni
    e ora sì e ora no
    e trac di nuovo
    a capo
    a marcire nel weel-end
    come in una cattedrale che riapre
    per il millennio e solo per chi crede
    o altrove e in funzione di sedia
    o presso francesca mia figlia
    che è di già anni sette nata d’ottobre
    e che allo stato dei fatti e della materia
    è un nuovo corso della storia che è poi l’antico
    che ci ha il sonno che ci ho io
    che non l’ho mai vista dormire
    per cui non spero di tornare finché non torno e spero
    che a chi rimane torni a fare la circense animula
    e la mentula e una rinnovata sapienza ermetica
    che inaridita distrutta infinita impropria
    carezza alla superficie dell’involucro
    con necessaria e banale angoscia
    per tutto ciò che si è inteso per leben e glosse varie
    mentre El ancora tambura tra le ciglia
    il pomeriggio che con tanto amore
    amore deglutì e sperma e birra
    sì che fu incinta
    per cui nutrite schiere di talpe
    innumerevoli e indefesse
    scavarono cunicoli molti dritti e curvi
    privi di sbocco ai margini della memoria
    e vissi fumando erba
    le altre vite che vissi e furono eguali
    il movimento romantico della materia
    la nascita di mia madre
    la gabbietta di Ezra e l’estate pisana
    senza più spirito sociale e nobile humanitas
    e convinzione che la logica sembra essere fatta
    per smentirsi
    e smentire che soli siamo come un libertino senza slip
    dove c’è la confusione che c’è dove
    c’è il supermarket e la sublimità e l’altezza
    che ci ha il lucido diamante della ragione inflessibile
    che ci hanno la tesi sadica di uomo subpremo
    e i capricci del ventre e dei condotti spermantici
    e dove sotto il velo del profondo mistero
    dell’inerzia e dei particolari il particolare c’è
    che siamo
    che stranieri siamo alla nostra estraneità
    e al domillennio che ne sfrasca
    e sfrasca il comunista il cattolico
    e chi non lo è che cazzo è
    la trippa d’oro il profano e il deretano
    monsù che sai tu e so pur’io
    sfrasca la poiesi il malgioglio e il maltolto
    e sfraschi anche tu amore mio
    che amore mio sei mio come amore e come mio
    e non hai né qui né là non hai nemmeno stupidità
    ma abbastanza cinica
    per non militare nell’acido
    o più semplicemente nella poesia
    che sono principio e fine d’ogni principio e fine
    per cui mi dico ora e sempre
    in articulo vitae et mortis et cojonis
    che son minore e non ho gusto
    non ho fatti non ho idee
    non ho decenza o libertà
    non ho malizia né bontà
    e ascolto
    ascolto che si fa sera
    che è un bel pezzo cho ascolto e si fa sera
    da che invasi campo e mestiere e donne ai vivi
    perché istrione io sono e anche ovvio
    e già mi scapola la voce che dietro ai passi sparla
    che ancora son di sopra tra lazzi sorbi
    e guerra d’ogni guerra che sono guerra
    ed è sempre la guerra
    e dunque ardisco lanciarti un’ipotesi
    un ultimatum
    un testamento
    è bello ciò che ami, il resto è solfa
    ciò che ami rimane qui con te, è il tuo domani
    il mondo non appartiene a nessuno, solo al tuo amore
    il centauro è una formica nel suo mondo di draghi
    strappa da te la paura
    non fu dio o tuo padre a creare
    l’ordine la rivoluzione e l’inerzia
    strappa da te la paura, fa’ presto, strappala
    impara dal soffrire quale sia il tuo luogo
    nella vanità della vanità o nel coraggio del coraggio
    sei una donna bastonata sotto la legge
    un’aguglia gravigrada senza più becco
    metà tutto metà niente
    né distingui un dado da una sua faccia
    come è meschina la tua paura nutrita di passione
    avida di distruggermi, avara d’amore
    strappa da te la paura, fa’ presto, strappala
    ma aver avuto paura in luogo di non averne avuta
    aver con dubbio fatto perché ancora ci fosse a fare
    questo non è errore
    qui l’errore è in ciò che non si farà
    nella paura che non farà fare


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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  Banano on Tue Mar 03, 2009 4:56 pm

    ...domani mi piglio un giorno di ferie per leggere tutto...ma mi riservo di comprendere...

    aircooled
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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  aircooled on Tue Mar 03, 2009 4:57 pm

    :faccina ridentte mi fai..... scompiscia


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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  Ospite on Tue Mar 03, 2009 5:00 pm

    hai finito le riserve di Berlucchi??????????

    aircooled
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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  aircooled on Tue Mar 03, 2009 6:01 pm

    :faccina ridentsi


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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  matley on Wed Mar 04, 2009 12:50 am

    A un livornese ci vole cento lire pe' fallo 'omincià e mille pe' fallo smette.......

    speriamo bene...



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    "ma se i Cavi non ce-l'hai 'ndo vai..." ?



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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  Ospite on Wed Mar 04, 2009 6:22 am

    Facciamo la colletta allora........Piano piano lo facciamo smettere....

    aircooled
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    Re: oh che door che dolor 2

    Post  aircooled on Wed Mar 04, 2009 10:28 am

    non vi è piaciuta?
    ok la smetto


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