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realmassy
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Messaggio Da realmassy il Sab Gen 19 2013, 14:37

Ciao Giacomo, vedo con piacere che hai nominato Muffat, che io sto scoprendo in queste ultime settimane. Bellissimo l'Armonico Tributo, con la spettacolare Passacaglia che chiude la quinta sonata.
E a proposito di interpretazioni, mai sentiti i "Ars Antiqua Austria"?
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Messaggio Da pluto il Sab Gen 19 2013, 15:02

@IL BACHIANO ha scritto:

A dir la verità l'aveva segnalato Kocis, ma nessuno l'aveva ca... ehm, commentato.

******

Non ho molte cose loro, ma quelle che ho - Durante, Astorga, il Rinaldo di Handel, Muffat, Pergolesi, Telemann, ma soprattutto un doppio di Zavateri dell'HM e una Messa in SIm di Bach - denunciano una compagine di altissimo livello. Da un paio d'anni ho rallentato drasticamente gli acquisti: dopo le follie degli anni novanta (3/400 cd all'anno) ora, grazie anche alla crisi, mi sono calmato per assaporare con calma le poche novità alle quali non posso assolutamente rinunciare, in primis la serie delle Cantate di Kuijken e Suzuki.

a) Chiedo venia a Kocis. Mi era sfuggito

b) Stamattina mentre compravo un paio di cofanetti x un regalo, ho visto un cofanetto di Kuijken con le 3 opere di Da Ponte di Mozart. Mi ha incuriosito. Non sapevo dirigesse anche le opere.
Qualcuno ne sa qualcosa?
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Messaggio Da pluto il Lun Gen 21 2013, 13:18

Un gradito ritorno alla musica spagnola che amo molto con la migliore edizione moderna dopo le storiche celebri del passato. Ottima incisione e splendida copertina x il Chandos

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x il cappello a 3 punte non siamo ai livelli dei 2 riferimenti di Jorda o di Ansermet con Teresa Berganza, ma comunque molto molto buona

E per Le Notti nei Giardini di Spagna, Bavouzet (che sto scoprendo in questi giorni insieme ai suoi primi 3 CD delle sonate di Beethoven) non sfigura accanto alle edizioni di Rubinstein e di Alicia De Larrocha. Il che è un bel complimento...

Grande musica di cui non parliamo mai...
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Messaggio Da pluto il Lun Gen 21 2013, 13:59

Questo invece è il 1° volume con i 3 CD delle Sonate di Beethoven

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Messaggio Da Fausto il Lun Gen 21 2013, 14:25

@pluto ha scritto:Un gradito ritorno alla musica spagnola che amo molto con la migliore edizione moderna dopo le storiche celebri del passato. Ottima incisione e splendida copertina x il Chandos

Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 Chan_110

x il cappello a 3 punte non siamo ai livelli dei 2 riferimenti di Jorda o di Ansermet con Teresa Berganza, ma comunque molto molto buona

E per Le Notti nei Giardini di Spagna, Bavouzet (che sto scoprendo in questi giorni insieme ai suoi primi 3 CD delle sonate di Beethoven) non sfigura accanto alle edizioni di Rubinstein e di Alicia De Larrocha. Il che è un bel complimento...

Grande musica di cui non parliamo mai...

Spesso, quando compro alla cieca, mi faccio ispirare dalle copertine ....
Potrà sembrare strano ma .... Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 85816
Ciao.
sunny


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Messaggio Da pluto il Lun Gen 21 2013, 14:59

No non credo sia strano Fausto. Succede spesso. Forse adesso con la rete è più semplice trovare brani etc e sapere di che cosa stiamo parlando. In passato si andava spesso a pelle guardando una copertina. Ma oggi si compre x corrispondenza.. è un pò cambiato tutto
Questa è musica classica popolare spagnola e quale migliore foto che i mulini a vento della Mancha tanto cari a Cervantes x un bel disco? Anche se i Giardini di Spagna non sono nella Mancha (ma questo è un altro discorso)

Prova a sentire qualcosa in rete e vedere se ti piace

Per Il cappello a 3 punte, le 2 interpretazioni storiche sono queste:

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Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 Unknow17

L'Everest di Jorda è il mio preferito, piuttosto ricercato in vinile e ristampato a 200 gr (fantastico)
In rete si trovano su HD tracks i files di tutti questi Everest famosi in 24/96 e proprio questo di Jorda è uno dei files più riusciti e più vicini al vinile. Da consigliare caldamente

Ma anche il vinile originale di Ansermet è ricercatissimo. Esiste comunque la ristampa in CD credo molto economica
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Messaggio Da Fausto il Lun Gen 21 2013, 15:40

@pluto ha scritto:No non credo sia strano Fausto. Succede spesso. Forse adesso con la rete è più semplice trovare brani etc e sapere di che cosa stiamo parlando. In passato si andava spesso a pelle guardando una copertina. Ma oggi si compre x corrispondenza.. è un pò cambiato tutto
Questa è musica classica popolare spagnola e quale migliore foto che i mulini a vento della Mancha tanto cari a Cervantes x un bel disco? Anche se i Giardini di Spagna non sono nella Mancha (ma questo è un altro discorso)

Prova a sentire qualcosa in rete e vedere se ti piace

Per Il cappello a 3 punte, le 2 interpretazioni storiche sono queste:

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L'Everest di Jorda è il mio preferito, piuttosto ricercato in vinile e ristampato a 200 gr (fantastico)
In rete si trovano su HD tracks i files di tutti questi Everest famosi in 24/96 e proprio questo di Jorda è uno dei files più riusciti e più vicini al vinile. Da consigliare caldamente

Ma anche il vinile originale di Ansermet è ricercatissimo. Esiste comunque la ristampa in CD credo molto economica

Il primo titolo postato l'ho in vinile in ristampa.(probabilmente anche in CD in un cofanetto ma dovrei verificare)
Ok per il secondo e vedo di procurarmelo vinilico(se non originale quantomeno in ristampa) insieme a quello con i mulini del quale però non fai riferimento ad eventuale rarità dell'originale oppure se c'è in ristampa.
Ok per HD tracks: che tu sappia, questi titoli Everest, sono tutti buoni?
Ciao.
sunny


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Messaggio Da pluto il Lun Gen 21 2013, 16:38

Si sono tutti piuttosto buoni (gli Everest)

No il disco con i mulini è un Chandos molto recente e non esiste in vinile. Si trova facilmente e anche come file
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Messaggio Da Fausto il Lun Gen 21 2013, 20:46

@pluto ha scritto:Si sono tutti piuttosto buoni (gli Everest)

No il disco con i mulini è un Chandos molto recente e non esiste in vinile. Si trova facilmente e anche come file

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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Gio Gen 24 2013, 02:29

@pluto ha scritto:...
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Eppure questo è proprio il disco in cui si sente, tra tutti quelli incisi da questo ottimo pianista, la sua giovane età anagrafica, nel senso che il distacco dalle migliori interpretazioni dei Preludi del passato è ben evidente... certo, sempre di un ottimo pianista stiamo parlando...

Sempre restando ai pianisti, in questi ultimi mesi l'etichetta Praga ha ristampato in SACD ibrido tutte le registrazioni storiche di Richter dal suo catalogo. Si tratta di registrazioni dal vivo effettuate tra i primi anni '60 e la fine degli anni '80, eppure il risultato è sempre molto valido in termini di messa a fuoco del suono del pianoforte ed in termini di assenza di rumore. Certo non si tratta di dischi per gli appassionati del grande suono bensì per gli appassionati della grande musica. Vi riporto alcune delle copertine, ma nel gruppo v'è un terzo disco beethoveniano con le Variazioni Diabelli (ma la registrazione è tarda, degli anni'80, forse preferibile la registrazione Regis della metà degli anni '70 rispetto questa), due dischi di concerti per p. ed orchestra ed un disco di Chopin. Cosa positiva: in genere su amazon.it si trovano a meno di 10 euro a disco.

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Messaggio Da pluto il Gio Gen 24 2013, 10:12

Bè da qualche parte dovevo pure iniziare ad ascoltarlo Blechacz.. quello è capitato e da quello siam partiti..

Benritrovato Vito e grazie x le segnalazioni dei SACD. Vedremo di assaggiare qualcosa alla prima occasione. Purtroppo Genova sta vivendo un momento drammatico dal punto di vista economico
IKEA vuole chiudere
FNAC Idem (e da un anno a questa parte dopo la scorsa alluvione il reparto musica è stato fatto fuori).
etc etc

Restano gli acquisti sul web e faccio sempre un pò fatica ad adeguarmi all'idea. Ho passato la vita a frequentare un paio di negozi amici, a fare 2 chiacchiere etc
Purtroppo il mondo è cambiato.. e non sempre in meglio
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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Gio Gen 24 2013, 10:22

Non so se si venda meno musica, certo molti acquisti si sono trasferiti sul web ed i negozi stentano. A Firenze centro sono rimasti due negozi di classica, lo storico Fenice e Alberti. In questi giorni ha chiuso anche la Ricordi.

Stesso discorso in ambito librerie, restano aperte solo Seeber e Feltrinelli... e pensare che soli 5 anni fa Firenze era la città più ricca di librerie storiche.

I libri li compro malvolentieri in rete, ma il disco è troppo più conveniente purtroppo: è il caso per esempio dei dischi Praga in questione: meno di dieci euro cadauno sul web (a parte uno o due titoli) venti euro nei negozi.....

@pluto ha scritto:Bè da qualche parte dovevo pure iniziare ad ascoltarlo Blechacz.. quello è capitato e da quello siam partiti..

Non te ne facevo certo una colpa! Secondo me però per ascoltare il migliore Blechacz è meglio partire da questi:

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Messaggio Da pluto il Gio Gen 24 2013, 10:41

Per fortuna le vie della rete sono infinite, così come i preziosi consigli del Tenente (ed i tuoi) ed il disco di Blechacz con i concerti di Chopin entro mezz'oretta entra a casa e lo ascolteremo nella pausa pranzo (poi approfondiremo..) sunny sunny

Piuttosto, un pianoforte x le sonate di Haydn e Mozart raccomandato da PPP? Che ti è successo? Inizio ad essere seriamente preoccupato... Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 650957 Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 650957 Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 775355 Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 775355

Sei poi riuscito ad andare a concerto per la Mullova? Non ci racconti niente?
Io è un pò che non vado... yaw
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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Gio Gen 24 2013, 20:11

Mah, sai, io non sono un uomo di fede, nemmeno per quanto riguarda l'esecuzione musicale. Ritengo che l'esecuzione all'antica (strumenti e prassi d'epoca) sia nettamente preferibile in Haydn ed in Mozart alle esecuzioni tradizionali neoclassiche su strumenti moderni (altra cosa invece il discorso su strumento moderno che fa ad esempio Schiff, che non è dimentico della prassi d'epoca). Diverso il discorso di Beethoven, che scrive non in funzione dello strumento che possiede ma in funzione dell'idea, e che ha visto vari grandissimi pianisti neoclassici assumere atteggiamenti interpretativi non rigidamente neoclassici nell'approccio (Richter, l'ultimissimo Backhaus, Nat).

Nella fattispecie Blechacz si pone tra i migliori interpreti della sonata beethoveniana in questione (la seconda dell'opera 2) assieme a Nat e Gulda. E si pone ai vertici delle altre 2 sonate (Haydn Hob. XVI:52 e Mozart K. 311) per quanto riguarda gli strumenti moderni. Inoltre il disco è molto bello per come è pensato: un programma costituito da tre sonate del classicismo viennese composto dai tre autori classici in un ventaglio relativamente ristretto di anni: quella di Haydn fu composta nel 1794, quella di Mozart nel 1777, quella di Beethoven nel 1795. Soprattutto nel caso delle sonate di Haydn e Beethoven è interessantissimo vederli a confronto nella contemporaneità, anche se Beethoven era solo all'inizio della sua parabola artistica.

In quanto al concerto della Mullova, ci sono stato come previsto domenica 13 Gennaio. In programma tre sonate per violino e pianoforte di Beethoven: l'opera 23, l'opera 24 (titolo apocrifo "Primavera") e la celeberrima op. 47 "A Kreutzer". Al fortepiano (giacché la Mullova suonava il suo Guarnieri accordato all'antica e con archetto e corde in budello naturale), fornito come sempre dall'Accademia Bartolomeo Cristofori "Amici del fortepiano", Paolo Giacometti. Così come per il Guarnieri della Mullova, nessuna indicazione sullo strumento pianistico nel programma di sala: ma certo era un fortepiano dei primi decenni dell'ottocento, non certo settecentesco visto il colore ed il volume di suono prodotto. Inoltre già non aveva più le pedaliere a ginocchio bensì una coppia di pedali "moderni".

Splendido secondo me il rendimento della Mullova: suono sempre pieno e "cantante", virtuosismo laddove presente risolto con scioltezza e senza esibizionismi, grandissima varietà dinamica soprattutto dal pianissimo al mezzoforte. Suono sempre pieno e nitido, mai duro o esile. Inoltre grande capacità di dosaggio del colore e delle dinamiche in virtù del rapporto col fortepiano. L'unico limite della Mullova, a mio parere, risiede nella relativa povertà dinamica sul forte: nel senso che quando suona a volume spiegato non dispone della stessa varietà dinamica sfoggiata fino al mezzoforte e quindi se il passaggio da suonare forte è piuttosto lungo il battere sempre su un'unico livello di volume impoverisce l'esecuzione e risulta poco convincente espressivamente (come tutti i limiti).

Il violino ha esordito con un suono piuttosto "sombre" nell'opera 23, ed al termine di questa ha richiesto un lungo intervento di riaccordatura. Nelle successive opera 24 e 47, una volta scaldato, ha sfoggiato il solito suono caldo dei Guarnieri, ma dotato all'acuto di una luminosità molto diversa da quella sfogatissima degli Stradivari, ovvio, ma dal corpo molto singolare e riconoscibile. Un violino che mette ben in mostra le qualità della Mullova.

Buon accordo con Giacometti ma perfettibile, in termine di ensemble (era percepibile qualche scollamento a tratti tra i due, soprattutto ad inizio concerto). Rispetto ad una Mullova quasi perfetta Giacometti sembrava meno caratterizzato, soprattutto la parte pianistica è sembrata un pizzico priva di mordente, in particolare nella op. 47, che è stata privata in parte della stringatezza ritmica che secondo me le giova.

Comunque buona l'esecuzione della Kreutzer (che comunque come sonata non mi fa impazzire soprattutto perché piuttosto anonima melodicamente, ma questo è un problema mio credo), migliore espressivamente ma con qualche scollamento di troppo tra i due l'opera 23 (ma bellissima per humor manifestato dagli interpreti), e travolgente l'esecuzione della "Primavera", che infatti ha destato i maggiori e più convinti applausi, nonostante il secondo movimento io in genere lo preferisca eseguito più lentamente ("Adagio molto espressivo"). Ma in questa sonata i due erano perfettamente in sincrono ed il canto del violino della Mullova era splendido.

Tutto sommato un bel concerto. Sabato vado ad ascoltare il giovane Beethoven quartettistico (opera 18 n.1, 3 e 5) suonato dal Quartetto Hagen. Poi il 23 ed il 25 Febbraio integrale delle sonate e variazioni per piano e violoncello di Beethoven eseguite da Brunello (!!!!) e Lucchesini. Magari vi racconto anche di quelli. Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 285880


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Messaggio Da Fausto il Gio Gen 24 2013, 21:15

@Pazzoperilpianoforte ha scritto:Mah, sai, io non sono un uomo di fede, nemmeno per quanto riguarda l'esecuzione musicale. Ritengo che l'esecuzione all'antica (strumenti e prassi d'epoca) sia nettamente preferibile in Haydn ed in Mozart alle esecuzioni tradizionali neoclassiche su strumenti moderni (altra cosa invece il discorso su strumento moderno che fa ad esempio Schiff, che non è dimentico della prassi d'epoca). Diverso il discorso di Beethoven, che scrive non in funzione dello strumento che possiede ma in funzione dell'idea, e che ha visto vari grandissimi pianisti neoclassici assumere atteggiamenti interpretativi non rigidamente neoclassici nell'approccio (Richter, l'ultimissimo Backhaus, Nat).

Nella fattispecie Blechacz si pone tra i migliori interpreti della sonata beethoveniana in questione (la seconda dell'opera 2) assieme a Nat e Gulda. E si pone ai vertici delle altre 2 sonate (Haydn Hob. XVI:52 e Mozart K. 311) per quanto riguarda gli strumenti moderni. Inoltre il disco è molto bello per come è pensato: un programma costituito da tre sonate del classicismo viennese composto dai tre autori classici in un ventaglio relativamente ristretto di anni: quella di Haydn fu composta nel 1794, quella di Mozart nel 1777, quella di Beethoven nel 1795. Soprattutto nel caso delle sonate di Haydn e Beethoven è interessantissimo vederli a confronto nella contemporaneità, anche se Beethoven era solo all'inizio della sua parabola artistica.

In quanto al concerto della Mullova, ci sono stato come previsto domenica 13 Gennaio. In programma tre sonate per violino e pianoforte di Beethoven: l'opera 23, l'opera 24 (titolo apocrifo "Primavera") e la celeberrima op. 47 "A Kreutzer". Al fortepiano (giacché la Mullova suonava il suo Guarnieri accordato all'antica e con archetto e corde in budello naturale), fornito come sempre dall'Accademia Bartolomeo Cristofori "Amici del fortepiano", Paolo Giacometti. Così come per il Guarnieri della Mullova, nessuna indicazione sullo strumento pianistico nel programma di sala: ma certo era un fortepiano dei primi decenni dell'ottocento, non certo settecentesco visto il colore ed il volume di suono prodotto. Inoltre già non aveva più le pedaliere a ginocchio bensì una coppia di pedali "moderni".

Splendido secondo me il rendimento della Mullova: suono sempre pieno e "cantante", virtuosismo laddove presente risolto con scioltezza e senza esibizionismi, grandissima varietà dinamica soprattutto dal pianissimo al mezzoforte. Suono sempre pieno e nitido, mai duro o esile. Inoltre grande capacità di dosaggio del colore e delle dinamiche in virtù del rapporto col fortepiano. L'unico limite della Mullova, a mio parere, risiede nella relativa povertà dinamica sul forte: nel senso che quando suona a volume spiegato non dispone della stessa varietà dinamica sfoggiata fino al mezzoforte e quindi se il passaggio da suonare forte è piuttosto lungo il battere sempre su un'unico livello di volume impoverisce l'esecuzione e risulta poco convincente espressivamente (come tutti i limiti).

Il violino ha esordito con un suono piuttosto "sombre" nell'opera 23, ed al termine di questa ha richiesto un lungo intervento di riaccordatura. Nelle successive opera 24 e 47, una volta scaldato, ha sfoggiato il solito suono caldo dei Guarnieri, ma dotato all'acuto di una luminosità molto diversa da quella sfogatissima degli Stradivari, ovvio, ma dal corpo molto singolare e riconoscibile. Un violino che mette ben in mostra le qualità della Mullova.

Buon accordo con Giacometti ma perfettibile, in termine di ensemble (era percepibile qualche scollamento a tratti tra i due, soprattutto ad inizio concerto). Rispetto ad una Mullova quasi perfetta Giacometti sembrava meno caratterizzato, soprattutto la parte pianistica è sembrata un pizzico priva di mordente, in particolare nella op. 47, che è stata privata in parte della stringatezza ritmica che secondo me le giova.

Comunque buona l'esecuzione della Kreutzer (che comunque come sonata non mi fa impazzire soprattutto perché piuttosto anonima melodicamente, ma questo è un problema mio credo), migliore espressivamente ma con qualche scollamento di troppo tra i due l'opera 23 (ma bellissima per humor manifestato dagli interpreti), e travolgente l'esecuzione della "Primavera", che infatti ha destato i maggiori e più convinti applausi, nonostante il secondo movimento io in genere lo preferisca eseguito più lentamente ("Adagio molto espressivo"). Ma in questa sonata i due erano perfettamente in sincrono ed il canto del violino della Mullova era splendido.

Tutto sommato un bel concerto. Sabato vado ad ascoltare il giovane Beethoven quartettistico (opera 18 n.1, 3 e 5) suonato dal Quartetto Hagen. Poi il 23 ed il 25 Febbraio integrale delle sonate e variazioni per piano e violoncello di Beethoven eseguite da Brunello (!!!!) e Lucchesini. Magari vi racconto anche di quelli. Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 285880

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Buone serate, buoni ascolti e poi i racconti!
Grazie Vito sempre puntuale e preciso!
Ciao.
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Messaggio Da pluto il Ven Gen 25 2013, 12:04

@Pazzoperilpianoforte ha scritto:

Tutto sommato un bel concerto. Sabato vado ad ascoltare il giovane Beethoven quartettistico (opera 18 n.1, 3 e 5) suonato dal Quartetto Hagen. Poi il 23 ed il 25 Febbraio integrale delle sonate e variazioni per piano e violoncello di Beethoven eseguite da Brunello (!!!!) e Lucchesini. Magari vi racconto anche di quelli. Edizioni di classica su supporti vari (SACD, CD, Vinile, liquida ecc.) - Pagina 40 285880

Grazie x le aver riportato le tue impressioni Vito. Deve essere stato un splendido concerto.
E molto interessante pure il prossimo Brunello/Lucchesini.

A me Brunello fece una grandissima impressione alla Scala insieme a Gergiev nel concerto di Dvorak. Un artista veramente interessante. Direi ormai una star affermata sulla scena internazionale

***

Ho ascoltato il disco con i 2 concerti di Chopin di Blechacz. Molto buono veramente.
Tra i 2 ho preferito il 2ndo concerto (ma da sempre preferisco il 2°).
Un'apertura magari non alla Pogorelich (x me il suo attacco iniziale resta sempre qualcosa di particolare) ma poi sciorina classe da tutte le parti. Il secondo movimento è struggente così come il 3° non passa inosservato.

Mi sembra che non esageri con gli abbellimenti qua e la, insomma mi da l'idea di essere veramente tutto a puntino x così dire.
Bel disco
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Messaggio Da Pazzoperilpianoforte il Ven Gen 25 2013, 19:28

La penso anch'io così: Blechacz in Chopin riesce ad essere liricissimo senza sdilinquimenti, e pur non tralasciando le occasioni espressive delle partiture è sempre nitido e mai viziato da scelte stereotipate. Considerando che è giovanissimo....

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