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Musical Fidelity M5si
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Messaggio Da JacksonPollock Gio Feb 20 2020, 11:59

Ce l'ho in studio da una settimanella...
Fa parte del tour tra gli inglesi che sto facendo in attesa che li Lux torni dal Giappone.


Musical Fidelity M5si M5si_silver__56250.1554741441

Se riesco più tardi metto qualche foto nel mio ambiente.

Musical Fidelity M5si Img_2210

(EDIT: Eccolo, con l'MX in basso...)


Non è un amplificatore molto recensito e con grosso seguito, e ancor più raramente viene suggerito.
La prima cosa che si nota è la costruzione: impressionante, tutto in lega metallica, frontale, manopola e pulsanti alluminio.
Le uniche parti in plastica sono nei binding post sul retro. Pesa un botto e trasmette una grande sensazione di solidità.

Le specifiche si trovano un po' ovunque, quindi non scendo in dettaglio.
Per il resto, l'ho provato con le SX1 e diamine... Legna ma con classe e senza fatica.
Messa in prosa, sembra che quell'aspetto monolitico e metallico sia avvolto dallo stesso guanto di velluto con il quale viene imballato.
L'ampli è infatti contenuto in questo sacco di velluto nero, che lo avvolge. Il suono va in quella direzione: energico ma aggraziato.

Siamo sul versante ambrato e ricco di dettagli nelle medio alte, il controllo sulle alte frequenze è encomiabile.
Non sibila mai, ma rimane cristallino nei dettagli. Con le voci maschili ha un quid in più.
Diversamente da altri inglesi della stessa categoria (Quad, Rega e Naim) va più nella direzione della scena, e dell' "ambienza" (non so come descriverla diversamente).
È aperto, ampio (se la registrazione è valida) e non affatica mai... Un ibrido britannico-nipponico
Mi ricorda qualcosa che va verso la timbrica degli Accuphase in classe AB (anche se non con la stessa densità di suono) e un classe A (anche se non regala quel senso di olografia).

Il toroidale (di buone dimensioni) si stabilizza dopo una mezzoretta, rilasciando un ronzio molto flebile (paragonabile ad un soffio) che è percepibile solo dal case, e sparisce nel rumore ambientale già nell'intorno dei 40/50cm.
Gli speaker sono muti, ritrovo la stessa capacità di avere questo pitch black di fondo anche nel mio MX Vynl, quindi evidentemente è un aspetto che MF cura in particolar modo.
Ho anche provato a dare birra, e non si è scomposto.

Il suono mantiene un buon grip ma è avvolgente, ti riempie la stanza d'ascolto anche ai bassi volumi, dove (diversamente da altre amplificazioni) tende ad arretrare maggiormente le medie frequenze. Il comportamento mi ricorda vagamente (ma proprio alla lontana) l'interlock del loudness che hanno alcuni Yamaha.
Già da ore 8 della manopola si linearizza, in particolare con alcuni brani questa caratteristica risulta evidente.
Per onor di cronaca devo dire che non so se sia imputabile all'amplificatore (non esistono dettagli su questa specifica) o all'accoppiata con i miei speaker.

Volenti o nolenti, queste due caratteristiche lo rendono a mio avviso un amplificatore perfetto per il near field.
Già ad un paio di metri (se le casse hanno una buona estensione e la stanza lo permette) si ha tutto lo spettro e tante armoniche.
Direi che l'M5si si presta ad abbinamenti con speaker anche con impronta monitor.
L'ho potuto confrontare (seppur brevemente) al Naim Nait 5si (*) ma (chiedo venia ai Naimiani non sentitevi offesi) alle mie recchie il piccolo strillacchia in confronto al MF.

Arriviamo alle note dolenti
Sulle basse frequenze tende ad essere molto fedele alla riproduzione, quindi spesso c'è la sensazione che lasci andare un po' troppo la briglia, e questo aspetto se lo affianchi al di cui sopra Nait (ma anche a Rega e Quad) si sente evidente.
Dall'altro lato però se la registrazione è fatta a dovere, ti regala una facilità d'ascolto prolungato analoga a quella di Quad, che i restanti due albionici (a mio gusto) non hanno.
Ecco in questi termini forse è troppo analitico e sputtanatorio nelle medio-basse frequenze.

Ci tengo a precisare che per analiticità considero la capacità che hanno le elettroniche di porporre la registrazione, senza interventi.
A riguardo infatti ho specificato il range di frequenze, perché per esempio ho come la sensazione che sulle alte agisca invece in maniera opposta, andando in qualche modo ad addolcire.

Il solo ingresso USB è un no sense... Non l'ho nemmeno ascoltato, ma veramente non lo capisco. 
Fa solo 24/96... Non una coassiale, nemmeno una ottica per il televisore... Boh... 
Anche perché chi compra questo ampli, tipicamente ha già un dac nel 99% dei casi.
Ma MF lo fa anche nelle serie superiori come M6 e M8... Strano.

Telecomando vergognoso... 'Na cafonata totalmente inutile.

Nel complesso se avete speaker difficili, con impronta monitor e aperta, fate tombola.
Tanta potenza, grande stabilità e facilità d'ascolto.
Tra tutte quelle che ho sentito, B&W, Monitor Audio, Spendor, Focal (ma anche Neat) potrebbero essere partner ideali.
Non so come potrebbe comportarsi invece con speaker "scuretti".



(*) Piccolo inciso, a me Naim piace, ma personalmente questa serie 5 mi è sempre sembrata troppo aggressiva e non proprio in linea con il family sound.
A riferimento prendo sempre i SuperNait, dove si scala verso un livello più alto ma che considero agli antipodi come suono.
Paradossalmente gli Uniti (gli integrati con ingressi digitali) li ho sempre considerati più vicini ai SuperNait che alla serie 5.


Ultima modifica di JacksonPollock il Mar Set 28 2021, 17:51 - modificato 3 volte.
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Messaggio Da dedant Gio Feb 20 2020, 12:54

Complimenti disamina molto dettagliata di un prodotto che mi ha sempre incuriosito.
Grazie Jackson


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CUFFIE: Sennheiser HD650; Fostex TH909
GIRADISCHI: Technics SL-1200GR
PRE-PHONO: Trichord Dino MK II
TESTINA: Gold Note Vasari Gold
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Messaggio Da JacksonPollock Ven Feb 21 2020, 15:23

Sono un po' sceso nell'aspetto tecnico, la sezione del finale è un dual mono che arriva a 150Wpc, e la pre amplificazione usa lo stesso design della serie NuVista800. 
C'è un'uscita come PRE puro e un ingresso ha l'HT bypass che (se non erro) dovrebbe essere praticamente un ingresso diretto al finale di potenza. 

Una chiosa sul DAC incluso. Faccio un mea culpa enorme.
Ho fatto un a prova con Roon sincronizzando il Lumin D2 e il Macbook, quindi avevo un A/B test in tempo reale (il cambio tra gli ingressi non ha il relè).
Beh... Convertitore di grande impatto ed estensione, ricchissimo di armoniche.
Non so cosa diamine ci sia dentro, e MF non da specifiche ma è veramente divertente.

Un peccato che sia limitato al solo ingresso USB.
Credo che il livello (volume) di questo ingresso sia più alto delle RCA che uso per il Lumin, ma anche provando a pareggiarli, il D2 esce come un laid back in confronto. 
La scena è analoga, l'estensione anche ma il dac del MF ha un basso bello scolpito e d'impatto e tutta la parte delle medio/alte più brillante. 
Forse potrebbe risultare un po' faticosetto alla lunga, ma con il rock e l'elettronica mena.

Quasi ci attacco diretto il Nucleus...
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Messaggio Da JacksonPollock Sab Feb 22 2020, 11:42

Ho connesso il dac direttamente al Nucleus, sincronizzato le due riproduzioni e uniformando l'upsample via DSP a 24/96.
Un ingresso USB che riassumere in una parola: rock.

Musical Fidelity M5si _dsc2711

Il chip dovrebbe essere il noto PCM1795, limitato al solo ingresso USB 24/96.
Realisticamente potrei pensare che si tratta di un cut-off del V90 sempre di Musical Fidelity.

Ho già avuto questo stesso chip nel Denon 1600NE ed effettivamente devo dire che me lo ricorda molto.

Musical Fidelity M5si _dsc2712

Rispetto al Lumin confermo le prime impressioni: il dac interno riproduce la musica a livelli di volume più alti, e anche il manuale accenna a questo aspetto.
Ma anche pareggiando i livelli sono la scena e la presentazione a cambiare nettamente.
Tutti gli strumenti sono più frontali, e c'è grande impatto e grinta. Il dettaglio percepito è più alto e il basso scende veramente all'inferno, in alcuni pezzi sembra quasi di "togliere il velo".
Il D2 va nella direzione opposta, è più composto, allontana la scena e l'allarga dando una sensazione di maggiore ampiezza e aria tra gli strumenti, suona più rilassato e analogico.

Per gusto personale questo tipo di presentazione può risultare un po' faticosa all'ascolto ed effettivamente con qualche rip anni '90 la mano va al volume...
Ma grazie a Roon con questa soluzione sincronizzata è tutto alla distanza di un tasto e rispetto ai generi il cambio è istantaneo...  Musical Fidelity M5si 939343

Un ingresso di tutto rispetto, che per pregiudizio avevo snobbato.
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Messaggio Da darkfenice Sab Apr 04 2020, 00:38

Come sempre preciso e “non di parte”. Seguo con interesse


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Messaggio Da mendicante Mar Set 14 2021, 23:32

Non vorrei entrare a gamba tesa, ma essendo nuovo non posso inviare messaggi privati, quindi provo a scrivere qui. Ho un vecchio MF A2, le vecchie Harbeth le ho aggiornare con le nuove P3 prima del quarantennale, e il mio vecchio Jupiter della Rega è diventato un nuovo Saturn. Non trovando più i MF nuovi in classe A, i nuovi mi sembravano un po' troppo potenti per la mia stanza. Detto questo, non avendo più dalle mie parti un rivenditore di fiducia, mi sono affidato al Sugden, per rimanere sulla classe A. Devo dire che l'A21 SE Signature, acquistato i primi di agosto, mi ha lasciato molto perplesso. Molta potenza e medio-bassi più importanti, ma la timbrica nei medio-alti perde al confronto con l'A2. Leggendo questa personale recensione ritrovo nell'ascolto di questo nuovo MF quello che mi dà il mio A2, e che cercavo in un modello nuovo. Chiedo se in questi nuovi si ritrova la magia della naturalezza e della spettacolarità di voci e ottoni che c'è nei vecchi, e se il Sugden ne è all'altezza, aprendosi col tempo. Mi farebbe piacere un riscontro, non mi trovo a mio agio con il Sugden, e non so come comportarmi...


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Messaggio Da JacksonPollock Lun Set 27 2021, 14:24

Rispetto ai vecchi MF questi nuovi si sono "linearizzati".
Comunque questo è un classe A/B... Le medie sono arretrate rispetto ad un classe A, ma dovresti provarlo con i tuoi speaker.

Quello che non gli manca è la potenza, fa suonare anche le pietre.

Vedo che sei di Fermo... Se fai un giro da DiPrinzio (Chieti) dovrebbe averlo.
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Messaggio Da James McQueen Lun Nov 22 2021, 19:47

@mendicante ha scritto:Non vorrei entrare a gamba tesa, ma essendo nuovo non posso inviare messaggi privati, quindi provo a scrivere qui. Ho un vecchio MF A2, le vecchie Harbeth le ho aggiornare con le nuove P3 prima del quarantennale, e il mio vecchio Jupiter della Rega è diventato un nuovo Saturn. Non trovando più i MF nuovi in classe A, i nuovi mi sembravano un po' troppo potenti per la mia stanza. Detto questo, non avendo più dalle mie parti un rivenditore di fiducia, mi sono affidato al Sugden, per rimanere sulla classe A. Devo dire che l'A21 SE Signature, acquistato i primi di agosto, mi ha lasciato molto perplesso. Molta potenza e medio-bassi più importanti, ma la timbrica nei medio-alti perde al confronto con l'A2. Leggendo questa personale recensione ritrovo nell'ascolto di questo nuovo MF quello che mi dà il mio A2, e che cercavo in un modello nuovo. Chiedo se in questi nuovi si ritrova la magia della naturalezza e della spettacolarità di voci e ottoni che c'è nei vecchi, e se il Sugden ne è all'altezza, aprendosi col tempo. Mi farebbe piacere un riscontro, non mi trovo a mio agio con il Sugden, e non so come comportarmi...

Anche io ho un vecchio MF A2, che ultimamente sto usando poco. Non ho mai capito se è un classe A puro o meno.
Hai info più precise in merito?
Lo pagai circa 300 euro intorno al 2005, usato ovviamente

    La data/ora di oggi è Dom Nov 28 2021, 21:44