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Storie "Audiofile"
Il Gazebo Audiofilo

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Messaggio Da kayto76 il Mar Mar 31 2020, 13:08

Buongiorno a tutti, dopo aver scambiato quattro chiacchiere in privato con un utente del forum, ho pensato che sarebbe bello conoscerci meglio dal punto di vista della passione per la musica e la sua riproduzione domestica. Una mini Biografia Audiofila per intenderci...
Alcuni di noi avranno bisogno di diversi capitoli, vista l'esperienza che vantano.
Non saprei però se tenere in piedi un unico argomento o lasciarne creare uno ad ogni autore...
In particolare sarebbe bello conoscere il percorso che ci ha spinto ad entrare in questa bella utopia.
Fatemi sapere se secondo voi è meglio riversare tutti i possibili contenuti qui o se sia meglio secondo voi dividerli per membri del forum.
Intanto io inizio il mio racconto per farvi capire...

La Musica ha sempre fatto parte della mia vita da che ne ho memoria. Grazie ad una zia e a mia sorella più grande però, cominciai ad ascoltare degli autori meno conosciuti e capii che si poteva andare oltre le "canzonette". Questo e la cosa che più fa muovere l'uomo (la gnocca ovviamente) mi spinsero a comprare il mio primo impianto. Certo, allora non ero ancora Audiofilo, e la cosa tra parentesi influenzò parecchio la mie scelte.
Con uno dei miei primi stipendi, parliamo del 1992, cominciai a cercare un impianto per ascoltare la musica in modo degno, ma allo stesso tempo adatto a sonorizzare la tipica festa da adolescenti, sì perchè fui talmente furbo da frequentare un istituto prefessionale ed andare a lavorare il prima possibile per avere un'autonomia economica. Quindi cominciai a lavorare ancora quindicenne...
Tornando a noi, mia madre era una parrucchiera e ogni tanto la accompagnavo nel magazzino dove si riforniva di prodotti professionali. Si trovava in via Emilio casa a Parma, una strada con diverse attività, fra cui la sede storica della Gazzetta di Parma e il negozio di elettrodomestici su cui avevo messo gli occhi. Zanichelli il nome del negozio e del proprietario.
Entrai ed esposi il mio dilemma. Era un rivenditore Philips e Marantz; avevo comprato in edicola uno o due numeri di Audio Review ed avevo visto la pubblicità della Philips relativa se non erro al DCC in collaborazione con i Dire Straits. Mi piaceva l'estetica di quegli apparecchi, li vidi in vetrina ed entrai...
Alla fine per colpa della cosa fra parentesi, presi i diffusori meno audiofili ma più potenti, grazie al doppio woofer in configurazione D'Appolito ed il lettore sempre meno audiofilo, ma dotato di un bellissimo vassoio a carosello da 5 dischi, in modo da poter sorreggere le feste per diverso tempo.
Fu così che comprai il mio primo impianto audio e cominciai a tacchinare seriamente a suon di feste e di musica...

Secondo capitolo al messaggio numero 6


Ultima modifica di kayto76 il Mar Mar 31 2020, 17:53, modificato 1 volta
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Messaggio Da calcatreppola il Mar Mar 31 2020, 15:18

affraid affraid affraid
la cosa tra parentesi NON è una cosa.... moooolto di più  forse perché non ci capisco niente


bella l'idea. forse sscrivo anche il mio percorso, acnhe se non sembra da audiofilo. Lo sono solo in pectore, e poco in portafolio
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Messaggio Da kayto76 il Mar Mar 31 2020, 15:27

La cosa fra parentesi in effetti influisce abbastanza ma non troppo, forse parecchio, no volevo dire pochissimo, anzi abbastanza, forse il giusto...
🤣🤣🤣🤣🤣
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Messaggio Da calcatreppola il Mar Mar 31 2020, 15:29

credo tu abbia centrato perfettamente la questione! bravo!
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Messaggio Da cordermat il Mar Mar 31 2020, 16:47

Profumo di hi... Fi..  Storie "Audiofile" 999153 Storie "Audiofile" 650957


_________________
Saluti Domenico
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Storie "Audiofile" Empty Secondo Capitolo....

Messaggio Da kayto76 il Mar Mar 31 2020, 17:51

Bene, in attesa che qualche altra persona si faccia avanti, proseguo con il mio sproloquio cercando di riportare i fatti...

Finalmente ero entrato in possesso del mio primo "vero" impianto hi-fi. Il negoziante ha voluto indorarmi la pillola anche se io fossi già sicuro di volerlo: quindi mi raccontò del fatto che Marantz fosse stata comprata da Philips e che quella serie fosse stata partorita da una stretta collaborazione...
Bando alle ciance...Piazzai l'impianto come andava di moda, cioè a rack in un orribile mobiletto con chiusura in vetro, piazzai i diffusori ai lati dell'armadio e collegai il tutto con i cavi di serie e la piattina rossonera. Storie "Audiofile" 1f60f 
Non solo, nei mesi seguenti lo smontai moltissime volte per portarlo nella sede di qualche festa di amici e per finire con le azioni da film dell'orrore, comprai diverse edizioni della DJ parade (avevo persino la tessera degli amici della cassettina).
Durante questo periodo, nonostante i miei ormoni avrebbero fatto impennare una chiatta da diverse tonnellate, in qualche momento di lucidità mi recavo in edicola per continuare a comprare Audio Review e fantasticavo davanti alle foto degli apparecchi inglesi ed americani. Ovviamente ogni volta che passavo davanti ad un negozio hi-fi se potevo entravo a dare un'occhiata.
Fu così che un commesso del negozio di elettronica del mio paesino, una realtà importante dell'epoca, mi chiese se avessi bisogno: probabilmente ne aveva piene le tasche di quel lavoro e solitamente era un po' spocchioso, ma quel giorno si rese disponibile e dopo che io gli ebbi vomitato addosso i miei sogni di audiofilo squattrinato, mi portò nella saletta "buona" (ne esisteva anche una eccellente) e mi fece ascoltare un impianto dove suonavano delle Sonus Faber concertino credo. Spalancai gli occhi in quanto non in grado di fare altrettanto con le orecchie ed ascoltai estasiato in silenzio. Dunque era questa l'alta fedeltà?
Di colpo mi assalì quella malattia che ci consuma facendoci continuamente cambiare qualcosa nell'impianto. Il mio "stereo" suonava piatto e i medio alti semplicemente quasi non esistevano...
 Fu leggendo le varie rubriche tecniche e i resoconti dei "necessori" che pensai di poter migliorare quello che era già in mio possesso.
Quindi costruii dei piedistalli con base in marmo, supporto tubolare di acciaio riempito di sabbia di silicio (lavoro in una vetreria) e base sotto al diffusore in alluminio da circa 15mm. Montai delle punte metalliche fatte al tornio sotto i diffusori e collegai gli stessi con un 4g1,5mmq. Il suono cambiò moltissimo e da quel giorno il concetto di "necessorio" mi divenne chiaro...
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Messaggio Da kayto76 il Ven Mag 08 2020, 13:47

Nessuno che abbia voglia di raccontare una storiella?
Vi lascio un po' di tempo per pensare... Altrimenti vi tedio con un nuovo capitolo...
🤪
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Messaggio Da RockOnlyRare il Ven Mag 08 2020, 15:57

Penso la mia storia di averla già raccontata, comunque se proprio ci tieni....

Inziamo dalla fine, nel lontanissimo secolo scorso c'era un neonato che a meno di un anno come "prime parole" nella vita cantava una canzone di Wan Vood (butta la chiave) che i miei genitori ascoltavano avendo il disco ai tempi..... e che si mise a piangere dalla commozione quando gli regalarono un carillion che suonava una musica. Diciamo che è una passione che ho nel DNA dalla nascita.

Cresciuto a rock (Celentano ed il beat che non sapevo essere cover di rock ai tempi già folgorato da Beatles e Stones), non ci misi molto a comprare o farmi regalare il primo impiantino non ancora hifi "propriamente", uno stereo dello Studio HIFI (ditta di Milano che non credo esista più) che montava un piatto Garrard ma con purtroppo una testina piezoelettrica detta aratro. Si parla di 1970. Il primo album vero di Rock fu Deep Purple in Rock "appena uscita ai tempi"... In compenso mi ero già fatto una notevole nastroteca con un Grunding a bobine in cui registravo regolarmente "per voi giovani".
Da allora allo stereo HI-FI sono passati pochi anni, diciamo che ho cominciato dal primo anno di università grazie ai soliti lavoretti (ripetizioni ed allenamenti di basket). I pezzi forti erano un BObine Teac e la cuffia elettrostatica Jecklin Float, oltre ad un Garrard Zero 100 . Tutti ancora esistenti e funzionanti. Con la metà degli anni 70 la passione è diventata più professionare collaborando con un negozio chiuso ormai da quasi 40 anni (International hi-fi a Porta Romana). Grazie a quello, oltre che guadagnare bene, potevo avere gli apparecchi a prezzi "di ricarico" e mi presi a poco più di 20 anni un super stereo che di fatto uso tuttora nell'impianto attuale, Pre e Finali BGW di estrazione "PRO" e casse Dahalquist DQ 10, il tutto fatto arrivare direttamente dagli USA.
Quella delle casse fu un amore a primo ascolto, ascoltate quasi per caso al mitico "SIM", ne rimasi talmente entusiasta che risparmiai per due anni per potermele permettere insieme all'amplificazione che doveva essere super robusta e super potente causa la bassissima efficienza ed impedenza che poteva anche scendere sotto i 2 OHM dagli 8 nominali.
Da allora, fine anni 70, c'è un "buco" di circa 35 anni in cui la passione per l'hi-ri rimane ma congelata per una serie di motivi in primis il trasferimento in un appartamento che si presta poco dovendo vivere con i miei.
Dal 2012, vivendo da solo, ho ristrutturato la sala e dato una notevole impennata qualitativa all'impianto, con un nuovo Gira (Project 9.1 Acryl) la sezione digitale della AQUA, Meccanica La Diva e DAC La Voce, e la parte della liquida gestita da due pc Server collegati via NAA. Da meno di un anno il "clamoroso" arrivo di un nuovo finale EAM LAB 302 per la necessità di maggior potenza ed erogazione avendo trovato il sub originale sempre della DAHLQUIST.
Adesso anche per motivi economici penso che l'impianto tornerà stabile per molto tempo, con piccoli aggiustamenti, in primis un po' di trattamento acustico del locale.
Ma ritengo l'impianto attuale di fatto un nuovo punto di arrivo, vista l'età da ultrasessantacinquenne ed il portafogli da "ingegnere operaio" direi "definitivo" o poco ci manca.

PS e sono stato stringato....


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https://www.indexmundi.com/facts/indicators/SP.DYN.LE00.IN/compare#country=it

(ANSA) - ROMA, 19 LUG - I quarantenni di oggi, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono nel contributivo puro, rischiano di non andare in pensione prima dei 73 anni. È questa la sorte secondo la Cgil che spetta a chi ha avuto un lavoro saltuario e scarsamente remunerato, specie se part time. Nel 2035, spiega il sindacato, per andare prima dei 70 anni, precisamente a 69, saranno necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo sopra gli attuali 687 euro.
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Messaggio Da kayto76 il Ven Mag 08 2020, 16:35

Finalmente leggo una bella storia! Poi sei passato per tecnologie che io non ho mai ascoltato e mi hai pure sorpassato con la liquida! Grande!
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Messaggio Da slash il Ven Mag 08 2020, 17:24

io ho iniziato (per entrambe le cose) in auto.. 
impianto biamplificato Fronte Retro Midrange (SUB) e tweeter frontali con caricatore cd Sony e autoradio con mangianastri incorporeto. Tanta strada , molta musica e tanta altra cosa.
il secondo impianto , un sistema tutto Rotel nel 2000 , certo  con le B&W che le accoppiavano sempre ai rotel  mentre io mi accoppiavo ufficialmente la prima volta.
nel XXI secolo , qualche DAP e qualche cuffietta , mica erano dap ma per capirci usati poco e pagati altrettanto ; Piuttosto pagavo per accoppiarmi e a forza di battere il chiodo tra cene e fiori  qualcosa veniva ..ehhm ..
al passo successivo ho cambiato moglie e impianto . Moglie a tratti nevrotica e impianto a tratti analogico,  si perchè oramai il digitale non perdona  ascolto sempre più musica e mi accoppio sempre meno di conseguenza ma la fissa della 'fiia'  ci stà sempre . l'ultimo impianto tutto targato Nuprime (la monogamia la sconto qui) DAC/PRE/AMP  e qualche streamer / DAC assemblato , più un nuovo gira Clearaudio su un impianto separato che sto terminando .
sono diventato più consapevole ma dopo i 40 (quasi 50) scatta l'audiofilia brutta, quella che ci pensi , e se ci pensi è finita ...


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Messaggio Da kayto76 il Ven Mag 08 2020, 17:33

Anche io avevo fatto qualcosa sull'auto precedente... In realtà non avrei voluto ma quando ho cominciato ad ascoltare in quel modo... Non ho resistito. . Ora mi concentro su quello a casa potendo contare sulla solitudine (finalmente) dopo un matrimonio e una seconda relazione, ognuna di esse di durata ultradecennale.......... Si vede che invecchio male...🤣🤣
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Messaggio Da RockOnlyRare il Ven Mag 08 2020, 18:00

Bello l'accoppiata cambio moglie ed impianto.... io la moglie non l'ho proprio presa, sarebbe stato terribilemente difficile conciliare le esigenze audiofile e sportive (ex coach dirigente sportivo pro senza orari....) ma ho subito per anni le esigenze economiche familiari di dover vivere in un piccolo appartamento.

In auto pur avendo sempre avuto buoni impianti non sono mai stato un "patito" dell'impianto sia perchè se adoro ascoltare sempre la musica non lo faccio quasi mai ad alto volume e mai in città (troppo pericoloso) . E tutto sommato le auto che ho avuto essendo tutte di grosse dimensioni causa la mia statura da pivot, aveva sempre impianti base più che generosi, al massimo ho cambiato l'autoradio di serie con una migliore.


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Messaggio Da slash il Ven Mag 08 2020, 18:09

il 'carro' era la mi casa , da ex sottuff. di Marina sempre imbarcato le poche licenze a terra le passavo a far danni a zonzo.. Storie "Audiofile" 650957


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Messaggio Da brizzo il Ven Mag 08 2020, 18:14

@Rock


io la moglie non l'ho proprio presa......


non puoi immaginare la fortuna che hai avuto..... affraid


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saluti Eddie sunny
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Messaggio Da kayto76 il Ven Mag 08 2020, 18:16

Ma come?! Non ti accontentavi di una donna ad ogni porto?!
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Messaggio Da RockOnlyRare il Sab Mag 09 2020, 13:49

@brizzo ha scritto:@Rock


io la moglie non l'ho proprio presa......


non puoi immaginare la fortuna che hai avuto..... affraid


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Come si dice meglio soli che male accompagnati, però ti confesso che in passato ho sofferto di non avere figli, anche se oggi sono contento visto il mondo di non averne fatti, e poi arrivati quasi all'età della pensione, la compagnia di una persona cara sarebbe davvero una bella cosa. Ovviamente partendo dall'ipotesi di aver fatto una buona scelta di base.


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Messaggio Da RockOnlyRare il Sab Mag 09 2020, 13:55

@slash ha scritto:il 'carro' era la mi casa ,  da ex sottuff. di Marina sempre imbarcato le poche licenze a terra le passavo a far danni  a zonzo..  Storie "Audiofile" 650957

Ah beh questa è una situazione differente, comunque anche io quando lavoravo come coach - dirigente macinavo ore ed ore di auto, avevo un cambia cd nel baule con una caricatore da 10 cd della Sony. Una volta, con l'auto dal meccanico per un problema improvviso (solitamente lo toglievo sempre), qualche cliente bastardo si fregò il caricatore con 10 cd appena comprati (i meccanici erano gente di fiducia che conoscevo da 20 anni non l'avrebbero mai fatto) Con il tempo li ho ricomprati tutti, alcuni con molta fatica perchè erano di importazione ed ho dovuto aspettare l'era di internet per ritrovarli.... Maledetto !!!


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Messaggio Da gianfranco65 il Lun Mag 11 2020, 17:40

@RockOnlyRare ha scritto:Penso la mia storia di averla già raccontata, comunque se proprio ci tieni....

Inziamo dalla fine, nel lontanissimo secolo scorso c'era un neonato che a meno di un anno come "prime parole" nella vita cantava una canzone di Wan Vood (butta la chiave) che i miei genitori ascoltavano avendo il disco ai tempi..... e che si mise a piangere dalla commozione quando gli regalarono un carillion che suonava una musica. Diciamo che è una passione che ho nel DNA dalla nascita.

Cresciuto a rock (Celentano ed il beat che non sapevo essere cover di rock ai tempi già folgorato da Beatles e Stones), non ci misi molto a comprare o farmi regalare il primo impiantino non ancora hifi "propriamente", uno stereo dello Studio HIFI (ditta di Milano che non credo esista più) che montava un piatto Garrard ma con purtroppo una testina piezoelettrica detta aratro. Si parla di 1970. Il primo album vero di Rock fu Deep Purple in Rock "appena uscita ai tempi"... In compenso mi ero già fatto una notevole nastroteca con un Grunding a bobine in cui registravo regolarmente "per voi giovani".
Da allora allo stereo HI-FI sono passati pochi anni, diciamo che ho cominciato dal primo anno di università grazie ai soliti lavoretti (ripetizioni ed allenamenti di basket). I pezzi forti erano un BObine Teac e la cuffia elettrostatica Jecklin Float, oltre ad un Garrard Zero 100 . Tutti ancora esistenti e funzionanti. Con la metà degli anni 70 la passione è diventata più professionare collaborando con un negozio chiuso ormai da quasi 40 anni (International hi-fi a Porta Romana). Grazie a quello, oltre che guadagnare bene, potevo avere gli apparecchi a prezzi "di ricarico" e mi presi a poco più di 20 anni un super stereo che di fatto uso tuttora nell'impianto attuale, Pre e Finali BGW di estrazione "PRO" e casse Dahalquist DQ 10, il tutto fatto arrivare direttamente dagli USA.
Quella delle casse fu un amore a primo ascolto, ascoltate quasi per caso al mitico "SIM", ne rimasi talmente entusiasta che risparmiai per due anni per potermele permettere insieme all'amplificazione che doveva essere super robusta e super potente causa la bassissima efficienza ed impedenza che poteva anche scendere sotto i 2 OHM dagli 8 nominali.
Da allora, fine anni 70, c'è un "buco" di circa 35 anni in cui la passione per l'hi-ri rimane ma congelata per una serie di motivi in primis il trasferimento in un appartamento che si presta poco dovendo vivere con i miei.
Dal 2012, vivendo da solo, ho ristrutturato la sala e dato una notevole impennata qualitativa all'impianto, con un nuovo Gira (Project 9.1 Acryl) la sezione digitale della AQUA, Meccanica La Diva e DAC La Voce, e la parte della liquida gestita da due pc Server collegati via NAA. Da meno di un anno il "clamoroso" arrivo di un nuovo finale EAM LAB 302 per la necessità di maggior potenza ed erogazione avendo trovato il sub originale sempre della DAHLQUIST.
Adesso anche per motivi economici penso che l'impianto tornerà stabile per molto tempo, con piccoli aggiustamenti, in primis un po' di trattamento acustico del locale.
Ma ritengo l'impianto attuale di fatto un nuovo punto di arrivo, vista l'età da ultrasessantacinquenne ed il portafogli da "ingegnere operaio" direi "definitivo" o poco ci manca.

PS e sono stato stringato....

...interessante l'Eam Lab 302. Puoi dire qualcosa?


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Impianto RCA
Audio Analogue Cdp Crescendo Quadricondensato - Audio Analogue Verdi 100-Chario Constellation Delphinus
Cavi segnale: Van den Hul D 102 MKIII - Cavi di potenza: BCD Genius - Alimentazione: BCD S20 P (Verdi)
----------------------------------------------------------------------------------
Impianto XLR
Goldnote Koala SS V-Yamaha CD s2000-Northstar Sapphire SACD-Primare I30-Nova NIA2-Chario Constellation Delphinus
Cavi di segnale: Airtech Omega Strong XLR : -Storie "Audiofile" 921419 :Nordost Red Dawn-Shunyata Black Mamba-Zavfino Fusion
RCA:Nordost Black Knight - Airtech Alfa - Megaride Miles
Potenza: Megaride Audio Coleman - Zavfino Nova - Portento Audio
Alimentazione: Airtech Alfa-Zavfino The Legion- Ramm Audio Amadeus 5  
----------------------------------------------------------------------------------
Impianto cuffia: Goldnote HP7 + PSU 7 + Fidelio X1 + Denon AH-D600
----------------------------------------------------------------------------------
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Messaggio Da Poonie il Lun Mag 11 2020, 22:34

@kayto76 ha scritto:Nessuno che abbia voglia di raccontare una storiella?
Vi lascio un po' di tempo per pensare... Altrimenti vi tedio con un nuovo capitolo...
🤪
Massì, buttiamo giù qualcosa. sunny
In realtà non è che abbia chissà quale storia alle spalle, di fondo come quasi tutti quelli che sono accomunati da questa passione (malattia? Storie "Audiofile" 999153 ) è sempre prevalso l'ascolto di musica.
Non so da cosa possa dipendere, sarebbe interessante anche un 3D che parli del perchè la musica interessi le persone in modo diverso, chi per l'ascolto "da radiolina" per il semplice intrattenimento senza pretese, chi come noi all'inseguimento della riproduzione di livello o del purismo più sfrenato, e chi lo ritiene una debolezza che non si addice al "macho", per la serie "io vado ad imparare il ju jitsu, passando prima per il judo, con sprazzi di karate".

Ma tant'è, alla fine sarebbe solo una piccola curiosità, perchè più semplicemente ognuno segue la sua strada, quello che si sente in animo di fare.
Di certo ho passato momenti molto belli con la musica, da solo e in compagnia, per sollazzo e frangenti nostalgici, non senza dare alla musica, di tutti i tipi, spesso delle proprietà terapeutiche per il proprio stato emotivo.
Almeno per quanto mi riguarda.

Radio AM agli albori, credo che sarà un ricordo di più di qualcuno il suggestivo programma del celeberrimo (per me) Luciano Minghetti, su Radiocapodistria, un vulcanico speaker che dava voce a un programma radiofonico allora (anni '70) abbastanza in voga, con palinsesti che offrivano le canzoni del momento e i cantautori che andavano per la maggiore.
Se la memoria non mi inganna le 10.30 del mattino dei giorni feriali ed estivi erano riservati a questo "avvenimento", imperdibile.

Poi con la mia radiolona a manopole con telaio in legno (che custodisco tutt'ora) ho spaziato anche in FM con qualche difficoltà di ricezione, un po' più caotica rispetto all'AM, ma la musica rimaneva una costante.
Nel frattempo passavano gli anni e compariva il primo registratore a cassette in regalo, un Philips, in pieno stile anni '80 col quale cominciai le prime avventure con la musicassetta e con la registrazione "fatta in casa", naturalmente di infima qualità.
La cassetta però all'epoca fu una conquista, e poco dopo mi presi un walkman con cuffiette, ovviamente di qualità molto bassa ma la paghetta quello permetteva; in ogni caso ci potevo fare il fighetto.
E musica.

Qualche tempo dopo cominciai a frequentare una emittente radiofonica privata, fino ad inserirmi in veste di speaker, e finalmente ebbe inizio la conoscenza del vinile come formato, e più ancora di cosa volesse dire "ampio panorama musicale", con un sacco di generi, cantautori, gruppi, provenienze, informazioni di ogni tipo.
Era il punto di non ritorno, non tanto in merito all'alta fedeltà, quanto per la passione per la musica riprodotta e la grande scelta di cui si poteva disporre (allora ad eccezione di classica, jazz, dei generi più "seri").
E musica.

Arrivò la prima auto, fu la svolta.
Deck Pioneer in plancia (no radio, la pubblicità mi aveva saturato già allora) amplificatore BTL Bandridge da circa 25 watt rms per canale, ellittici Pioneer a tre vie a pannello e una buona fornitura di musicassette debitamente registrate in studio radiofonico, che avevo continuato a frequentare.
E tanta tanta distorsione in abitacolo, col volume spesso a palla e le orecchie che sanguinavano, ma che a diciott'anni chissenefregava.. Suspect
E musica.

Poi la seconda auto, sintodeck, equalizzatore, amplificatore survoltato quattro canali dotato di crossover elettronico, le ellittiche di cui sopra e...un bel subbone da dodici pollici!
Eh si, perchè avevo capito cosa voleva dire avere le basse frequenze in auto, quelle vere, ed anche di come ascoltare senza distorsione con manopola a fondo scala, un altro mondo.
Da qui partì l'escalation, spesi soldi, tempo ed energìe per trafficare con ogni genere di apparecchio car senza aver mai trovato l'impianto definitivo o completo, una miriade di prove, esperimenti, telefonate, riviste, viaggi, installatori e appassionati, insomma una crociata maniacale.

Ci ho buttato dei decenni ma, cosa molto importante e che mi porterò sempre dietro, ho avuto modo di scandagliare in lungo e in largo il mercato, da più punti di vista.
Un'esperienza che mi ha dato modo di maturare il mio orientmento su tipologìe, filosofìe, brand, storia, ecc, e la possibilità di comparare questo tipo di mercato con quello domestico, e anche con altri.
E intanto, musica.

Il domestico che, alla seconda auto, mi è stato necessario per avere il CD e relativo riversamento su cassetta, prima con un compattino Sony, classica doppia piastra, tuner ,eq, ampli e cassine, con all'ingresso aux il cdplayer sempre Sony, e pochi anni dopo con la catena home che mi ha permesso innumerevoli test con elettroniche a 12v (supportate ovviamente da alimentatore stabilizzato) con cdplayer, pre e finale e diffusori quattro vie da pavimento.
Conclusioni: poco domestico e tanto mobile, con inversione di tendenza negli ultimi anni (ma sempre musica).

Non ho molto da recriminare, i confronti tra stanza e abitacolo mi hanno dato parecchie indicazioni, due mondi diversi con obiettivi diversi, impossibile raggiungere risultati di una correttezza complessiva in auto, molto difficile avere risultati emozionalmente coinvolgenti dell'abitacolo nel domestico, anche per la versatilità di intrattenimento negli spostamenti in auto (ascolti epici in autostrada Laughing ).
Ho avuto la soddisfazione di conoscere il panorama vintage dei 12v con diverse sfumature, mentre il cruccio più grande è di non aver approfondito gira e vinile di qualità a suo tempo, per diversi motivi.
Ed infatti l'ho ripreso adesso, un po' tardivamente.
Ma la musica c'è sempre stata, e anche una certa ricerca della qualità, coi miei limiti ovviamente, che mi porto tutt'ora. Storie "Audiofile" 625723


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Messaggio Da RockOnlyRare il Gio Mag 14 2020, 14:33

@gianfranco65 ha scritto:

...interessante l'Eam Lab 302. Puoi dire qualcosa?

Posso dirti che l'ho provato prima direttamente presso il produttore, poi lo ho tenuto due settimane a casa mia, e la differenza di potenza, dinamica e "corrente" erogata era macroscopica rispetto al pur buono quanto vecchiotto finale precedente, che oltretutto mi è stato valutato benissimo perchè ancora valido per un piccolo studio di registrazione e completo di manuale imballo e prove di collaudo fatte in USA "A MANO" e scritte a penna nella scheda (ce li vedete oggi in USA a scrivere a mano le misure di collaudo di potenza apparecchio per apparecchio ?????).

La scelta è stata "obbligata" vista la differenza riscontrata e la convenienza nella permuta. Sono ultrasoddisfatto e ringrazio Emanuele Pizzi per la gentilezza e disponibilità.
Sarà sicuramente una soluzione definitiva (il precedente l'ho tenuto 40 anni !!!!)


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Messaggio Da gianfranco65 il Gio Mag 14 2020, 17:39

@RockOnlyRare ha scritto:

Posso dirti che l'ho provato prima direttamente presso il produttore, poi lo ho tenuto due settimane a casa mia, e la differenza di potenza, dinamica e "corrente" erogata era macroscopica rispetto al pur buono quanto vecchiotto finale precedente, che oltretutto mi è stato valutato benissimo perchè ancora valido per un piccolo studio di registrazione e completo di manuale imballo e prove di collaudo fatte in USA "A MANO" e scritte a penna nella scheda (ce li vedete oggi in USA a scrivere a mano le misure di collaudo di potenza apparecchio per apparecchio ?????).

La scelta è stata "obbligata" vista la differenza riscontrata e la convenienza nella permuta. Sono ultrasoddisfatto e ringrazio Emanuele Pizzi per la gentilezza e disponibilità.
Sarà sicuramente una soluzione definitiva (il precedente l'ho tenuto 40 anni !!!!)
...posso chiederti come si pone musicalmente, intendo caratteristiche importanti, quelle che ti hanno fatto decidere, secondo il tuo impianto naturalmente...


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Messaggio Da RockOnlyRare il Gio Mag 14 2020, 21:46

@gianfranco65 ha scritto:
...posso chiederti come si pone musicalmente, intendo caratteristiche importanti, quelle che ti hanno fatto decidere, secondo il tuo impianto naturalmente...

Beh considerando che deve amplificare una coppia di Dahlquist + sub, che è un sistema "affamato" di potenza, con un impedenza che può scendere a tratti sotto i 2 OHM e che necessita anche di molta corrente, l'ampli che si collega deve essere particolarmente robusto, essere in gradi di erogare corrente senza problemi ed accompagnare le casse nella loro dinamica fuori dal comune.

Altro aspetto importante delle casse è l'estrema neutralità del suono, è un sistema che si "esalta" man mano che migliora la qualità del sorgente, viceversa è impietoso con le incisioni scadenti, chi sceglie un sistema di questo tipo ama un suono preciso non colorato che non stanca ma che ti esalta nei momenti migliori del suono.

Il vecchio BGW 401 (di derivazione pro)  era perfetto per le sue caratteristiche, tanto è vero che era il sistema di ampli usato ai tempi dall'importatore delle Dalquist alle varie manifestazioni HI-FI (la più famosa il "mitico" SIM in cui ho comosciuto queste casse per la prima volta e ne sono rimasto conquistato immeditamente tra le centinaia che avevo ascoltato in quei giorni).
Beh il 302 si comporta esattamente come caratteristiche sonore come il BGW, rispetto al quale però ha circa 100 Watt in più per canale, 40 anni di meno di tempo, ed una dinamica ed erogazione di potenza decisamente superiore.

In sostanza con il nuovo finale sono arrivato ad una naturale ed evidentissima evoluzione del suono che già mi aveva conquistato tanti anni prima, senza "perdere" le caratteristiche che il precedente finale riusciva ad evidenziare ma sempre con maggior fatica, in particolare da quando avevo aggiunto il sub... alzando il volume la fatica a pilotare le casse diventava evidente.
Altro aspetto da non sottovalutare è che il 302 fino a 25 Watt funziona in classe A, dopo in AB, per cui a volumi di ascolto "normali" la differenza diventa ancora maggiore.

Unico aspetto da rimarcare è che la Classe A comporta che il finale, se usato a basso volume o peggio se lasciato acceso per un po' senza usarlo, scalda in modo evidente, al punto che per evitare il surriscaldamento in estate potrebbe scattare la protezione. A me è successo una volta sola, appena comprato, l'avevo lasciato acceso ininterottamente dalle 9 di mattina alle 22 !!!! 
Adesso che lo so, se non lo uso per un po lo metto in stand by.


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Messaggio Da gianfranco65 il Ven Mag 15 2020, 17:42

@RockOnlyRare ha scritto:

Beh considerando che deve amplificare una coppia di Dahlquist + sub, che è un sistema "affamato" di potenza, con un impedenza che può scendere a tratti sotto i 2 OHM e che necessita anche di molta corrente, l'ampli che si collega deve essere particolarmente robusto, essere in gradi di erogare corrente senza problemi ed accompagnare le casse nella loro dinamica fuori dal comune.

Altro aspetto importante delle casse è l'estrema neutralità del suono, è un sistema che si "esalta" man mano che migliora la qualità del sorgente, viceversa è impietoso con le incisioni scadenti, chi sceglie un sistema di questo tipo ama un suono preciso non colorato che non stanca ma che ti esalta nei momenti migliori del suono.

Il vecchio BGW 401 (di derivazione pro)  era perfetto per le sue caratteristiche, tanto è vero che era il sistema di ampli usato ai tempi dall'importatore delle Dalquist alle varie manifestazioni HI-FI (la più famosa il "mitico" SIM in cui ho comosciuto queste casse per la prima volta e ne sono rimasto conquistato immeditamente tra le centinaia che avevo ascoltato in quei giorni).
Beh il 302 si comporta esattamente come caratteristiche sonore come il BGW, rispetto al quale però ha circa 100 Watt in più per canale, 40 anni di meno di tempo, ed una dinamica ed erogazione di potenza decisamente superiore.

In sostanza con il nuovo finale sono arrivato ad una naturale ed evidentissima evoluzione del suono che già mi aveva conquistato tanti anni prima, senza "perdere" le caratteristiche che il precedente finale riusciva ad evidenziare ma sempre con maggior fatica, in particolare da quando avevo aggiunto il sub... alzando il volume la fatica a pilotare le casse diventava evidente.
Altro aspetto da non sottovalutare è che il 302 fino a 25 Watt funziona in classe A, dopo in AB, per cui a volumi di ascolto "normali" la differenza diventa ancora maggiore.

Unico aspetto da rimarcare è che la Classe A comporta che il finale, se usato a basso volume o peggio se lasciato acceso per un po' senza usarlo, scalda in modo evidente, al punto che per evitare il surriscaldamento in estate potrebbe scattare la protezione. A me è successo una volta sola, appena comprato, l'avevo lasciato acceso ininterottamente dalle 9 di mattina alle 22 !!!! 
Adesso che lo so, se non lo uso per un po lo metto in stand by.

Perfetto, tutto molto chiaro. Ti ringrazio. Il 302 è un'elettronica che mi affascina


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Messaggio Da kayto76 il Sab Mag 16 2020, 18:32

Comunque sicuramente tutti gli appassionati di musica riprodotta hanno trafficato per quanto possibile sull'impianto audio della propria automobile...
Nel 2006 comprai una Seat Leon e inclusi la radio più costosa pensando di non toccarla più... Non resistetti nemmeno un anno. Feci montare un due vie anteriore con tweeter sui montanti più sub passivo e amplificatore nel bagagliaio per pilotare i frontali e il sub. Come fonte un sintolettore Alpine. Tutta un'altra Musica.
Oggi concentro le mie risorse in casa, anche perché ho comprato una Ypsilon a metano e non mi sembra l'auto giusta per un impianto di qualità...
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Messaggio Da Poonie il Sab Mag 16 2020, 21:20

L'impianto stereo in auto come lo hai descritto e come lo intendevo anch'io, seppure con le possibili varianti, ormai è "vecchia maniera", e non si può più fare o quasi.
A meno che ci si appresti in una vettura d'epoca o con un certo numero di anni sulle spalle.
Le auto di oggi sono blindate da sistemi digitali proprietari che le case automobilistiche complicano e aggiornano continuamente.

Ad oggi per upgradare, la via più seguita (ed economica) è mantenere l'autoradio di serie che comanda anche varie altre funzioni legate alla fruizione dell'auto, ed aggiungerci un DSP amplificato in classe D che estrae le uscite linea da quelle di potenza dell'autoradio, le deequalizza e processa a seconda delle impostazioni dell'utente tutte le funzioni di cui l'abitacolo necessita.
Di solito si cambiano anche gli altoparlanti rimanendo in predisposizione e nei casi più sofisticati c'è l'aggiunta di un sub da bagagliaio o sottosedile.

I vantaggi sono la semplicità della catena con un coso che fa tutto lui e che è molto compatto, situazione apprezzabile per gli spazi sempre più risicati e di difficile ubicazione delle auto d'oggi.
E l'installatore ringrazia perchè a parte la stesura dei cavi c'è da trovare posto ad un solo componente, che tra l'altro ha anche il pregio di avere un assorbimento relativamente basso, impattando poco sull'impianto elettrico, a differenza degli impianti vecchia scuola, spesso assetati di ampére.

Il problema sorge quando non si riesce più a star dietro alle evoluzioni dei sistemi proprietari dell'auto e dei firmware che le aziende dei pezzi audio devono inseguire ed adattare alle auto di nuova generazione.
Ho visto persone perdere mesi nei loop tra installatore, concessionaria e assistenza delle elettroniche audio per capire come mai l'apparecchio è quello giusto ma col firmware sbagliato, delle vie crucis inenarrabili.
Con la Cina dietro il sipario ovviamente, che ha sempre il suo ruolo nella costruzione e che incide sui tempi lunghi di aggiornamento in caso di difficoltà o incongruenze.

I più temerari decidono di bypassare questa tipologia allestendo una catena parallela ed alternativa da capo a piedi, autoradio aftermarket compresa, soprattutto se ci si ritrova in casa qualche componente di pregio a cui non si vuole rinunciare, ma generalmente in questi casi la spesa è ben maggiore per la mole di lavoro e di integrazioni strutturali.
In questo caso c'è chi risparmia mettendo una certa esperienza come autodidatta e fa da solo o quasi, il che ad oggi è un bel vantaggio (sono comunque delle sfide non da poco) perchè la figura dell'installatore è sempre più rada, a causa di un mercato in declino già da tempo.

In ogni caso l'intrattenimento musicale in abitacolo è, anzi sarebbe, sempre positivo per chi piace viaggiare ascoltando.
Ho usato il condizionale perchè dipende da vari fattori, una volta era possibile girare in auto con meno nevrosi da traffico, mentre oggi sulle strade io vedo un casino assoluto e sei sempre a rischio che qualche pazzoide ti faccia la boiata del momento.
E con un occhio sempre all'agguato da autovelox.
Un vero spasso.
Non ho più l'età.  Storie "Audiofile" 999153


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