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Bracci poco usuali
Il Gazebo Audiofilo

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    Post  pepe57 on Tue Jan 10, 2017 12:41 pm

    Mi è venuta l' idea di mettere le foto di bracci, belli e a volte particolari che si trovano un po' più raramente sul mercato.
    Inizio io, aggiungete!

    Il Robert Fuchs (bracci in panzerholz a levitazione completamente magnetica).
    Prodotti in misure dai 9 ai 20 "






    L' ultimo grido. Il costosissimo Vertere con il suo sisma di contrappeso/sospensione ed allineamento particolari.



    L' Hedgebeth Sonority (originariamente il Golden Gate Tonearm) completo di prepre.



    IL Wand (della Design Build Listen) unipivot in carbonio qui da 9" (ma c'è anche da 12") a costo contenuto.



    Il Siggewan 12" (in origine chiamato The Apparition 12") della Analog Instruments



    Lo Schoroeder Reference, sospeso con un filo, centrato magneticamente.



    L' abis SA-1 (ora sostituito dal SA 1.2) con allineamento a 50 mm; ricorda vagamente il Dynavector 505/507.



    Il Lituano Jakutis da buon rapporto P/Q



    Last edited by pepe57 on Thu Jan 12, 2017 9:31 pm; edited 2 times in total


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  Banano on Tue Jan 10, 2017 1:44 pm



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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pluto on Tue Jan 10, 2017 2:07 pm

    Interessante il Lituano. Tradotto in Euro-sesterzi?

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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Tue Jan 10, 2017 2:31 pm

    pluto wrote:Interessante il Lituano. Tradotto in Euro-sesterzi?


    A listino 1775 USD.
    sunny sunny sunny


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    Post  pepe57 on Tue Jan 10, 2017 3:08 pm

    Questo è l' Iris reference della Pyon Sound, eccezionale (credo unico) unipivot dinamico/magnetico (la canna esiste anche in versione panzerholz).




    L' Axiom è u braccio a cuscinetti che offre alcune peculiarità uniche.
    Ad esempio è un 12" che può essere montato con forature poste a 9/10", ha massa variabile, il peso di lettura è variabile anche durante il funzionamento e tante altre caratteristiche che se ben sfruttate permettono di abbinarlo a qualsiasi testina.



    L' olandese Primay Control, dual pivot con lunghezze da 9, 10.5 e 12 ". La canna può essere in carbonio o legni di varie essenze.
    Lo snodo è incluso in un "contenitore" in Delrin e le due punte sono in zaffiro.



    La Durand produce da tempo i modelli Telos (12")  e Talea (10.35") . Entrambi Unipivot in zaffiro. Sulla' ultima versione del Talea c'è la possibilità di variare l' azimut durante il funzionamento.

    Telos


    Talea


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  Nimalone65 on Thu Jan 12, 2017 12:32 am


    Io sono istintivamente attratto dallo Schroeder Reference ....e dal Da Vinci Grandezza

    Prima o poi oltre ad ascoltarli , dovrò possederli !!!

    sunny


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pluto on Thu Jan 12, 2017 9:08 am

    Comunque un plauso al grande Pietro x la ricerca di questi splendidi esemplari...

    applausi applausi applausi

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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Thu Jan 12, 2017 11:35 am

    Brinkmann (ex Breuer), uno snodo da vero gioiellere (quale Breuer era). Bracci da 10", 10.5" (il più "classico") e da 12.1".





    L' ultimo Tri Planar (Wheaton Audio) U12 (da 12") dal costo di circa 10K USD.



    Dalla Continuum Audio Lab:

    Cobra (per me fantastico dual pivot su anello in zaffiro)



    Copperhead



    Avevo scordato l' ultimo nato! Il Viper




    Da Kronos Audio l' Helena da 10.5 in fibra di carbonio monolitico con lo shell e che include il contrappeso (in realtà prodotto in Canada da A. Theriault).



    L' Holborne un dual pivot da 10" che in realtà unisce un movimento assiale a cuscinetti con un dual pivot al fine di dare stabilità.



    Il Toho nell' ultima versione con canna molto particolare (anche di varie essenze di legno)



    Dalla cinese Opera:

    Consonance ST600 il modello top, unipivot smorazto ad olio con l' esclusiva possibilità di usarlo sia a 10.5" o a 12"   tyu   a meno di 2000 USD.. sunny  



    invece i modelli 988 e 1288 (rispettivamente da 9 E 12 "), sempre unipivot,  costano meno di 700/800 USD.



    Ricordano vagamente il 2vecchio" Infinity Black Widow (che però lavorava su cuscinetti).



    SpJ Lyla/La Luce



    Odyssey RP1 XG2 un unipivot non più in produzione da quasi 20 anni ma dalle caratteristiche molto valide per testine di media massa e media/bassa cedevolezza. Iper-reattivo.



    Il Giaponese VIV, braccio che non richiede foratura di sorta. Senza angolo di Offset,da 7 a 13" lavora in underhang (al contrario degli altri). Divide gli utilizzatori fra grandi detrattori e grandi sostenitori.



    Il 47Lab RS1 a shell rotante



    E lo Tsurube (sempre 47 Lab) su piatto Koma (il sistema di scorrimento della cinghia unica per a trainare il piatto inferiore mi pare quasi Leonardesco)



    Il Requiem della Yamamura Churchill. A shell rotante (come il 47 lab) ma in più anche basculante nell' azimuth.



    Takeshi Teragaki, mille soluzioni quasi su richiesta (prezzi "adeguati!"  sunny )


















    Ragazzi! Aggiungete!!

    Embarassed Embarassed Embarassed


    Last edited by pepe57 on Fri Jan 13, 2017 5:12 pm; edited 5 times in total


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Thu Jan 12, 2017 9:22 pm

    Da Vinci Audio Grand Reference Grandezza 12" (cuscinetti a rubino, AS magnetico). Un buon braccio, un pelo "nostalgico" nel suono, a parer mio da abbinare a testine estremamente precise e dinamiche. esiste versione da 9 e da 10.5". Il nuovo Virtù in materiale più "tecnico" ed a forma J, indirizzato verso una sonorità più "moderna".





    Graham phantom II (ora disponibile in versioni supreme e Reference) disponibile 9" e 12". Unipivot con azimut regolabile e stabilizzato magneticamente.



    Pluto Audio, modello 12A, in titanio lucidato, su cuscinetti, foratura SME. Alta massa in 9" alta sensibilità.



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    Re: Bracci poco usuali

    Post  alanford on Thu Jan 12, 2017 10:17 pm

    Pietro complimenti, ottimo 3D e spendide foto Rolling Eyes
    e' graditissimo un tuo commento su qualcuno dei bracci da te postati
    presumo che tu ne conosca qualcuno Laughing

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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Thu Jan 12, 2017 10:43 pm

    alanford wrote:Pietro complimenti, ottimo 3D e spendide foto Rolling Eyes
    e' graditissimo un tuo commento su qualcuno dei bracci da te postati
    presumo che tu ne conosca qualcuno Laughing

    E si! Qualcuno lo conosco. A volte modelli più vecchi, come ad esempio per il Toho di cui ho avuto i 13" in titanio o il Pluto di cui ho ancora il 5A prestige, l' Odyssey etc etc. A volte modelli attuali che ho ancora.
    A mio avviso a parte le solite suddivisioni fra tangenziali ed imperniati, personalmente divido i bracci in due categorie: quelli che è bene scegliere in base più alla testina che alla base,
    quelli che viceversa vanno scelti più per la base che per la testina.
    Comunque, io credo sempre che abbiano quasi sempre una certa personalità che a volte mi pare di riuscire a percepire all' ascolto (intendo che cambiandoci diverse testine, tendono a portare al risultato un certo tipo di carattere).
    Però, come sempre dico, dare opinioni non sempre è facile in quanto si deve cercare di tenere a mente che il risultato proviene dal tutto, per cui serve tanto tempo per farsi un' idea che possa apparirci fondata su qualcosa di solido.
    Se ci fosse qualcuno di questi bracci di cui ti interessasse sapere, posso darti la mia, ovviamente personale e formatasi in certi contesti, opinione.
    Di alcuni fra quelli sopra indicati posso parlarti con discreta cognizione di causa avendola vuoi (vado solo per marche) oltre ai già citati Pluto, Odyssey e Toho. Da Vinci, Graham, TriPlanar, Breuer, Infinity e T. tergaki. Gli altri ho avuto modo di ascoltarne qualcuno da amici ma non li ho mai posseduti.

    sunny sunny



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    Re: Bracci poco usuali

    Post  alanford on Fri Jan 13, 2017 12:11 am

    non avevo dubbi, la tua conoscenza sull'analogico e' davvero enciclopedica fava
    Noto con una punta di disappunto che la grande maggioranza dei bracci che hai postato ha lo shell fisso e/o fuso nel braccio
    per uno come me che ama alternare le testine senza dover impazzire ogni volta con le regolazioni il buon vecchio standard eja e' un must
    quindi mi verrebbe da chiederti info sul da vinci virtu' ma dopo aver visto il prezzo (14K) mi e' passata la voglia
    quindi ti rivolgo la seguente domanda:
    su un gira a base rigida, magari in pietra, con motore a trazione diretta e con testine con cedevolezza media o medio bassa quale braccio suggeriresti tra quelli che hai e/o quelli che conosci?
    ecco, mi faresti cosa graditissima se tu mi parlassi di questo braccio.......






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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Fri Jan 13, 2017 1:48 am

    Bé, se il gira parte da un motore DD (tipo Technics SP10 o Denon 5000) infilato in un plinto di pietra (che poi bisognerebbe valutare di che pietra si parla) che supponiamo del tutto privo di vibrazioni, risonanze e picchi in zona udibile (insieme di cose però, a parer mio, non semplice). Inoltre senza sapere di che testina si ha, da che "voce" si parte, da come vuoi intervenire su questa voce (esaltarla? Smorzarla?) parto dal presupposto di una testina neutra e mi baso su questa per fare considerazioni che restano evidentemente piuttosto "campate in aria".
    sunny  sunny  sunny
    Se volessi in qualche modo cambiare leggermente il mio suono verso un maggior dettaglio e velocità, partirei prendendo in considerazione bracci unipivot.
    E' vero che non hanno quasi mai shell intercambiabili, però alcuni hanno l' intera canna intercambiabile.
    Come per il Moerch ad esempio. Questo ha le canne che pur identiche nelle misure non possiedono ugual massa.
    Ciò permette di meglio adattare la massa del braccio con i valori della testina per ottenere da un lato una FR buona e dall' altro modulare il suono verso quanto ci piace spostando leggermente l' equilibrio tonale.
    Anche il Phantom Graham ha la canna intercambiabile. Però ambiare testina in modo veloce.sono tutte di massa = per cui hanno la stessa funzione de classico Shell, potere cambiare velocemente ed agevolmente la testina.
    Fra i bracci che ho citato, che come detto erano più per una certa mancanza di diffusione che ho iniziato il 3D, non ne vengono citati alcuni, sempre a mio parere, molto buoni.
    Fra gli altri direi che l' Ikeda (io suggerisco sempre quello da 9"), con attacco EIA è uno di quelli che, se invece ti piace un suono leggermente più virato verso il "materico"o "concreto" (forse con un dettaglio porto in modo più "distribuito" all' interno del tessuto sonoro) è uno che prenderei in considerazione.
    Naturalmente anche uno SME V ha diritto di stare nella lizza se è questo il tipo di suono che cerchi.
    Come vedi per questi cuscinetti ti ho citato due bracci entrambi a bilanciamento dinamico. Questo non perché reputi questo sistema superiore a quello statico ma perché, non conoscendo la testina che intendi mettere, sono dell' avviso che utilizzando un bilanciamento dinamico hai più opportunità di intervenire sul suono.
    Se invece tu avessi voglia di impazzire un poco con i settaggi, desiderassi un braccio neutro e sonicamente "sensibile" a quello che gli vorrai far fare (e ti accontentassi di uno shell intercambiabile anche se non ad innesto veloce EIA), allora ti suggerirei di prendere in seria considerazione un braccio Goldmund T3F (basta che a credo ti consegnino un po' di shell ceramici).
    Per me uno dei più geniali e neutri tangenziali in circolazione ed oggi credo che tu lo possa trovare a pochi soldi.
    Tutto questo, ovviamente, è solo un suggerimento di cercare di andarli ad ascoltare perché, ovviamente, sei tu che devi "incontrare" l' abbinamento che nel tuo impianto e in quel momento, ti farà  "riconoscere" il suono che desideri.
    sunny  sunny  sunny
    Se invece la tua domanda era intesa con: quale braccio (anche senza possibilità di veloce cambio della testina) tu ci metteresti.. allora sarebbe tutto' altro discorso (non nel senso che quei bracci non potrebbero essere in lizza, anzi) in quanto le considerazioni di base sarebbero molto diverse e la scelta molto più ampia per cui mi servirebbe molto tempo e se fosse questa la domanda ne riparliamo.
    sunny sunny sunny


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pluto on Fri Jan 13, 2017 3:32 pm

    a me piacerebbe provare questo ed il suo gira


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  pepe57 on Fri Jan 13, 2017 4:46 pm

    pluto wrote: a me piacerebbe provare questo ed il suo gira


    Bé, il WT royale 400 a parer mio è un po' esagerato con quella lunghezza da 16" e temo che per ridurre di qualche decimo l' errore radiale implichi un momento elevato ed un probabile problema a livello di rigidità del sistema.
    A meno di volerci ascoltare i vecchi dischi per radio delle forze armate da 40 cm di diametro (ma il gira non dispone delle velocità di lettura previste).
    sunny sunny sunny
    Comunque,, provare non è mai male!
    La base invece parrebbe promettere bene.
    sunny sunny sunny


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  carloc on Fri Jan 13, 2017 6:20 pm

    Io posso testimoniare la bontà del Fink Firm FXR... sunny




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    Re: Bracci poco usuali

    Post  carloc on Fri Jan 13, 2017 6:30 pm

    A breve spero di potervi relazionare anche su questo braccio...lavori di falegnameria permettendo...




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    Re: Bracci poco usuali

    Post  alanford on Sat Jan 14, 2017 5:02 pm

    grazie Pietro per la cortese risposta  
    Il braccio tangenziale che mi hai suggerito e' molto interessante   ma se gli shell in ceramica costano come quelli della SAEC  
    Ho avuto uno SME M2 -12 ma l'ho venduto senza neppure montarlo, quando appresi che alcuni shell mi sarebbero costati come un braccio nuovo...................
    Ho una piccola collezione di testine MC e mi piace alternarle, per questo la prima cosa che vado a considerare nella scelta del braccio e' l'attacco EIA

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    Re: Bracci poco usuali

    Post  Massimo on Sat Jan 14, 2017 5:14 pm

    Ricordo che con l'uscita del CD davano il disco nero per morto, però a quanto pare il vinile è più vivo che mai, mentre il CD .............


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    Re: Bracci poco usuali

    Post  alanford on Sat Jan 14, 2017 8:46 pm


    la curva di crescita del vinile e' inversamente proporzionale a quella dei CD
    anche chi voleva celebrare il funerale dell'analogico si e' messo a stampare vinili  

      Current date/time is Sat Jan 21, 2017 3:13 am