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"nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2
Il Gazebo Audiofilo

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"nuovo" Thorens TD 160


AlessandroCatalano
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Messaggio Da AlessandroCatalano Mer Mar 31, 2021 10:50 am

@Bertox ha scritto:
Franz 84: "A me il Linn non è mai piaciuto, ho sempre ritenuto nettamente superiore il 125. Poi se parliamo di modelli upgradati da oltre 20.000 euro forse suoneranno pure, me lo auguro per i possessori di tali oggetti. Ma a quelle cifre francamente ce ne sono di grandi giradischi. Detto ciò caro Alessandro ho visto un lp12 a Senigallia a 1300 euro ...

Un pò mi dispiace andare off topic in un thread di presentazione di un Thorens 160 piacevolmente restaurato. A proposito, complimenti per il risultato estetico. Su quello sonoro non si può che prendere atto della soddisfazione del proprietario.
Detto questo, leggere che un Thorens 125 sia "nettamente superiore" ad un Linn LP 12 mi sembra un'affermazione, diciamo così, abbastanza sorprendente. 
Sorprendente perché rilegge gran parte della storia dell'Hi-FI britannica e non; diciamo il quindicennio a partire dagli anni '80 fino alla metà dei '90: il periodo d'affermazione del Sondek come uno dei giradischi meglio suonanti e un vero riferimento con cui i "nuovi arrivati" (Oracle, Pink Triangle, Sota, Gyrodeck, VPI 19, Voyd: la lista di giradischi a controtelaio sospeso su molle potrebbe continuare) venivano messi a confronto. E' stato il periodo della "dittatura" del giradischi a controtelaio con trazione a cinghia; naturalmente ci sono state eccezioni, in genere più costose, una su tutte il Goldmund Studio - un trazione diretta anch'esso sospeso con braccio tangenziale integrato - ma, in linea di massima, il giradischi hi-end per eccellenza era per l'appunto l'evoluzione, affinamento del progetto dei giradischi AR e...Thorens, prima il 150, poi il 125.
A chi segue i fora britannici sarà sicuramente capitato di leggere come un tipico up-grade del set up analogico a partire dalla fine degli anni '70 era per l'appunto il passaggio da un Thorens con l'onnipresente braccio SME 3009 a Linn Lp12, prima con lo stesso braccio, poi con il Grace, di cui la Linn cominciò la distribuzione in GB unitamente alle testine Supex, fino all'arrivo del Braccio Linn Ittok, prodotto in Giappone dalla Denon Parts - nessuna parentela con l'altra Denon.
La Linn ha letteralmente costruito un piccolo impero industriale sulla vendita del suo Sondek, per anni unico oggetto prodotto, basandosi proprio sulla superiorità sonica del suo giradischi - inteso come semplice base meccanica, braccio e testina esclusi - nei confronti della concorrenza che era rappresentata, all'epoca, da una pletora di giradischi giapponesi e dai... Thorens.
Erano tutti sordi? Eravamo tutti sordi? Non credo. 
Il Thorens 125 (1968) è stato un gran bel giradischi nei suoi anni, era stato pensato come rimpiazzo del td124 con un cambio di filosofia che andasse incontro all'aumento della potenziale domanda determinata dal miglioramento del tenore di vita della piccola e media borghesia negli anni del boom economico: un giradischi di qualità ma esente da problemi di collocazione tipica di un giradischi a telaio rigido (TD 124) in un'epoca in cui concepire uno stand dedicato all'impianto stereo sarebbe apparso meritevole di una... visita specialistica:fkjur:.
Sollevate il mat del 125 e di un Sondek. A me sembra che la diversa fattura meccanica del piatto interno e di quello esterno dei due giradischi sia evidente. Il "segreto" del successo del Sondek - Sound deck: la base che suona - è proprio nella qualità delle parti meccaniche. E nel suo telaio in legno massello. Per il resto, il Sondek LP 12 degli esordi era un giradischi meno raffinato del TD 125: da una parte un elementare alimentatore, probabilmente simile a quello descritto da Martin Logan; dall'altra una macchina che vantava una elettronica per il controllo della velocità. Sicuramente, quest'ultimo aspetto contribuisce non poco al risultato sonoro di un giradischi, come peraltro dimostra proprio l'evoluzione del Linn Lp 12 che ha introdotto il suo primo controllo elettronico interno nel 1982 con il Walhalla, perfezionandolo nel 1990 con il Lingo, a sua volta migliorato fino all'attuale IV versione del 2018. E qui stiamo parlando dell'alimentazione del motore in AC da sempre presente nel Linn come nel Thorens. Nel 2009 la Linn ha introdotto il Radikal: motore in corrente continua con relativo alimentatore, le prestazioni migliorano e l'esborso aumenta. 
Insomma, questo è un forum in cui piacevolmente chiacchieriamo della qualità del suono che è fenomeno che rinvia non alla parola ma all'udito:|. Non so Franz84 con quale versione del Sondek ha confrontato il suo Thorens, però di come suona un Lp12 abbastanza "spinto", quando questa pandemia sarà debellata, lui così come altri amici del forum potranno farsene un'idea uditiva affraid diretta, venendomi a trovare con i loro vinili di riferimento.

P.S. In questo momento, un TD 125 mk2, "in condizioni favolose", col suo braccio e testine Shure è in vendita non a 1500,00, non a 1300,00 ma a 790,00 euri. 

P.P.S. E' vero che la versione top, "Klimax", del pacchetto Sondek LP 12 costa 23.000,00 euri. Però per correttezza bisogna pur dire che questo comprende non solo il giradischi "stricto sensu"ma anche il braccio Ekos SE (4850,00), il pick up MC Kandid (3900,00) e il pre phono mc interno analogico Urika/ digitale Urika II (3100,00/3350,00).
Ciao Bertox,

Come ho già accennato nel mio precedente post sono sempre stato attirato dal prendere un Linn LP12 e poi metterci su le mani per implementarlo e dunque certamente è uno dei gira di riferimento. Ho avuto modo di ascoltare un Linn LP12 con tutte le implementazioni possibili e sicuramente suonava molto molto bene con un sound decisamente romantico. Ma altrettanto devo dire che per mia tigna sul voler modificare/restaurare ho avuto modo di lavorare a lungo sui Thorens (TD 165 - TD 160 - TD 125 e TD 126) e mi sono reso conto che la più importante miglioria che permetteva ad avvicinarsi e per certi versi anche ad eguagliare il Linn era il plinto: infatti passare da quello di seria ad uno creato ad-hoc in noce massello le cose cambiavano radicalmente. Certo, come dici Te, alzare il tappetino ci troviamo di fronte - dal punto meramente estetico - che piatto e sottopiatto sono apparentemente meglio realizzati quelli Linn, ma non dimentichiamoci che molte parti del Linn sono realizzati dalla SME (visto con i miei occhi in occasione di una visita alla SME). Quindi certamente il Linn ha scritto parte della storia dei giradischi inglesi a telaio sospeso ma Ti sei dimenticato completamente di SME che considero un riferimento "assoluto" in questo settore in quanto ha sempre adottato una politica costruttiva a dir poco maniacale.
Per concludere e per tornare al Thorens nulla vieta di implementarlo e Ti posso assicurare che se investirai cifre analoghe son più che certo che tanto faticherai a distinguere la sonorità dell'uno rispetto all'altro, anche perché non ultimo ma certamente non ultimo i progetti di un TD 160 e di un Linn sono pressoché sovrapponibili.

Un saluto

Alessandro
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Messaggio Da Bertox Mer Mar 31, 2021 5:13 pm

Ciao Alessandro,
ragionando in codesta maniera, i conti cominciano a tornare, almeno dal mio punto di vista.
Alcune considerazioni sulla tua risposta:

Linn/SME:
- ho cercato di sintetizzare al massimo l'inquadramento storico del periodo della "dittatura" del giradischi a controtelaio e avevo detto che la lista poteva essere allungata (un altro gira importantissimo nato come antagonista del Sondek è stato il Roksan Xerxes); però non metterei i gira SME in quel contesto. Mi spiego: se non erro, la SME fece il suo debutto nel mondo dei giradischi con lo SME 30, e che debutto, aggiungo. Insomma, si presentò sul mercato con un gira su una fascia di prezzo nettamente superiore ai Linn e ai sui "cugini", contribuendo a creare la categoria dei super giradischi. Da quel progetto "cost no object" ha poi fatto seguire una linea di giradischi di dimensioni, peso e costi più contenuti. Sempre in senso relativo, perché un "entry level" SME costa più o meno come un Sondek con tutti i top up-grade (la recente decisione della SME di abbinare obbligatoriamente a ogni suo giradischi un braccio SME di pari categoria non aiuta nel confronto, però, insomma, spero d'aver reso l'idea);

- credo che sull'eccellenza della qualità della produzione SME in materia di meccanica e finitura tutti gli audiofili dotati di vista e tatto non possano che concordare;

- io credo che la Linn abbia sempre prodotto in Scozia il piatto interno con perno per il quale ha depositato il brevetto. Forse non tutti sanno che Ivor Tiefenbrun, il fondatore della Linn, era ingegnere meccanico al servizio dell'azienda di famiglia, la Castle, ditta specializzata nella produzioni di parti meccaniche. In pratica, Ivor si fece aiutare dal padre e dallo zio nel progettare il Sondek. Oggi questa produzione si è ovviamente spostata nella fabbrica Linn (ci sono dei video sul web al riguardo). Detto questo, ci sono rumors che per l'anodizzazione nera del Keel, il controtelaio in alluminio ricavato dal pieno e dotato di sagomature interne per combattere le risonanze, la Linn faccia ricorso alla SME.  

Linn/Thorens

non c'è alcun dubbio che in giradischi "incastonati" in una cornice di legno come i due in oggetto la qualità del plinth incida sul risultato sonico, e non poco. Nel 1976, quando il Sondek sbarcò in Italia, il suo prezzo senza braccio  era il doppio di quello del Thorens TD 160 dotato del suo braccio TP 16. Quel Sondek è stato infinitamente modificato ma era dotato di un plinth in legno massello. Il costo di un plinth nuovo per il Sondek si aggira sui 700,00 euri. 
in realtà, per estensione, qualsiasi parte di un giradischi incide sul risultato sonoro. Infatti, nel mondo Linn si discute da anni sul "suono" di differenti plinth così come su quello del top plate, la lastra d'acciaio sotto il quale è appeso il motore e le tre molle. L'ultima frontiera per il Sondek sembra al momento quella proposta dalla ditta britannica Tangerine Audio con il Karmen, un top plate d'alluminio con sagomature tese a combattere le risonanze o addirittura lo Stiletto, un plinth in alluminio ricavato dal pieeno che cancella tutte le soluzioni di continuità (viti tra top plate e cornice, ecc). Ecco, un LP 12 Klimax equipaggiato con lo Stiletto "spinge" il vecchio Sondek verso la fascia di prezzo di uno SME 20. 

Complimenti per il tuo front end analogico, sono sicuro che ti dia grandi soddisfazioni. Detto per inciso, i Linnisti intransigenti - tribù nella quale non sono nato e dalla quale non voglio essere adottato - considerano il model 10 il miglior giradischi SME...
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Messaggio Da Franz84 Mer Mar 31, 2021 5:36 pm

Non posso che quotare Alessandro, con il quale intense sessioni di ascolto analogico ci stanno regalando grande soddisfazione per le ns orecchie 🤣🤣 a mio avviso il sondek liscio è inferiore ad un 125 in perfette condizioni, o meglio, io lo preferisco. Sulla "dittatura" dei gira inglesi cosa dire, il gotha dei girapadelle negli anni d'oro mi risulta di altre nazionalità e trazione, ovvero emt, technics, micro seiki- qui anche cinghia, ma a telaio rigidissimo e con motori pazzeschi, come sx 8000. E poi gran parte del risultato sonico lo fa l'accoppiata braccio/testina, e qui sorvolerei sua qualità dei bracci linn. Se penso che esistono bracci come l'epa 100, con frizione orizzontale di soli 5 mg, od ikeda, si capisce che il gotha sia altrove. Del resto la linn, oltre a rivolgersi alla ben superiore sme, si faceva fare le testine da una certa scan tech. Insomma, l'elogio inglese lo rispetto, ma proprio non lo condivido. Quando si parla di analogico spinto il sol levante rimane un faro per tutti ..


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Messaggio Da AlessandroCatalano Mer Mar 31, 2021 6:52 pm

@Bertox ha scritto:Ciao Alessandro,
ragionando in codesta maniera, i conti cominciano a tornare, almeno dal mio punto di vista.
Alcune considerazioni sulla tua risposta:

Linn/SME:
- ho cercato di sintetizzare al massimo l'inquadramento storico del periodo della "dittatura" del giradischi a controtelaio e avevo detto che la lista poteva essere allungata (un altro gira importantissimo nato come antagonista del Sondek è stato il Roksan Xerxes); però non metterei i gira SME in quel contesto. Mi spiego: se non erro, la SME fece il suo debutto nel mondo dei giradischi con lo SME 30, e che debutto, aggiungo. Insomma, si presentò sul mercato con un gira su una fascia di prezzo nettamente superiore ai Linn e ai sui "cugini", contribuendo a creare la categoria dei super giradischi. Da quel progetto "cost no object" ha poi fatto seguire una linea di giradischi di dimensioni, peso e costi più contenuti. Sempre in senso relativo, perché un "entry level" SME costa più o meno come un Sondek con tutti i top up-grade (la recente decisione della SME di abbinare obbligatoriamente a ogni suo giradischi un braccio SME di pari categoria non aiuta nel confronto, però, insomma, spero d'aver reso l'idea);

- credo che sull'eccellenza della qualità della produzione SME in materia di meccanica e finitura tutti gli audiofili dotati di vista e tatto non possano che concordare;

- io credo che la Linn abbia sempre prodotto in Scozia il piatto interno con perno per il quale ha depositato il brevetto. Forse non tutti sanno che Ivor Tiefenbrun, il fondatore della Linn, era ingegnere meccanico al servizio dell'azienda di famiglia, la Castle, ditta specializzata nella produzioni di parti meccaniche. In pratica, Ivor si fece aiutare dal padre e dallo zio nel progettare il Sondek. Oggi questa produzione si è ovviamente spostata nella fabbrica Linn (ci sono dei video sul web al riguardo). Detto questo, ci sono rumors che per l'anodizzazione nera del Keel, il controtelaio in alluminio ricavato dal pieno e dotato di sagomature interne per combattere le risonanze, la Linn faccia ricorso alla SME.  

Linn/Thorens

non c'è alcun dubbio che in giradischi "incastonati" in una cornice di legno come i due in oggetto la qualità del plinth incida sul risultato sonico, e non poco. Nel 1976, quando il Sondek sbarcò in Italia, il suo prezzo senza braccio  era il doppio di quello del Thorens TD 160 dotato del suo braccio TP 16. Quel Sondek è stato infinitamente modificato ma era dotato di un plinth in legno massello. Il costo di un plinth nuovo per il Sondek si aggira sui 700,00 euri. 
in realtà, per estensione, qualsiasi parte di un giradischi incide sul risultato sonoro. Infatti, nel mondo Linn si discute da anni sul "suono" di differenti plinth così come su quello del top plate, la lastra d'acciaio sotto il quale è appeso il motore e le tre molle. L'ultima frontiera per il Sondek sembra al momento quella proposta dalla ditta britannica Tangerine Audio con il Karmen, un top plate d'alluminio con sagomature tese a combattere le risonanze o addirittura lo Stiletto, un plinth in alluminio ricavato dal pieeno che cancella tutte le soluzioni di continuità (viti tra top plate e cornice, ecc). Ecco, un LP 12 Klimax equipaggiato con lo Stiletto "spinge" il vecchio Sondek verso la fascia di prezzo di uno SME 20. 

Complimenti per il tuo front end analogico, sono sicuro che ti dia grandi soddisfazioni. Detto per inciso, i Linnisti intransigenti - tribù nella quale non sono nato e dalla quale non voglio essere adottato - considerano il model 10 il miglior giradischi SME...
Ciao Bertox,

Si infatti messe così le cose mi sembra che sostanzialmente ci troviamo d'accordo. Grazie per il complimento del mio impianto di cui sono molto molto soddisfatto e così dello SME 10, ma avendone la disponibilità non disdegnerei il il 30 o anche il 20/3 ma al momento non se ne parla.

Certo mi farebbe piacere incontrarci se non ci fosse sta cxxxxx di pandemia ... pazientiamo.

Quote "Franz84"
.... Quando si parla di analogico spinto il sol levante rimane un faro per tutti ..
Unquote "Franz 84"
Francesco beh il Technics a trazione diretta passi, Micro Seiki passi ma che il Sol Levante sia un faro per tutti la vedo un po spintina "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 33910 santa

Un saluto

Alessandro


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Messaggio Da Franz84 Mer Mar 31, 2021 10:27 pm

Beh caro Alessandro, il 90%delle testine viene da lì, i tagli dei diamanti più evoluti vengono da lì, i bracci più precisi, eccettuati sme e pochi altri, sempre da lì, ikeda è giapponese, kondo era giapponese, Sugano, e poi dynavector, e poi zyx, accuphase ... la trazione diretta l'hanno inventata loro e la emt l'ha adottata su alcuni dei migliori gira della storia .. ditemi voi quale nazione o continente regga il passo del giappone in ambito analogico. La ortofon, che progettò la prima mc stereo, produce i suoi prodotti di punta in giappone. Per questo il Giappone è un riferimento assoluto, se si vuole imparare a progettare testina si va in giappone, vedi j. Carr ..


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Messaggio Da martin logan Gio Apr 01, 2021 8:26 am

Concordo ... soprattutto nell'usato / vintage o semi vintage Micro S., Luxman, alcuni Denon (parlo solo di apparecchio che ho / ho avuto)
offrono anche oggi un rapporto qualità prezzo notevole e "suonano".
Posso assicurare (venite ad ascoltare, non è vietato) che l'accoppiata DP900m + Transfiguration (pure lei Jap) se la batte alla pari nel 90% delle riproduzioni
con gira più attuali e molto + costosi, come Wilson Benesch Circle 25 + Scheu An. e VPI Prime Scout + AT33-Ptg (questo è arrivato ieri ma promette bene "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 650957 ).

Certo esisteranno centinaia di altre combinazioni validissime - parlo solo di ciò che conosco e ognuno porta la propria esperienza - ma è innegabile che il Giappone
non ha sfornato solo giradischi in plastica da rack. Non saranno stati bravi come Ivor a creare il mito, ma la sostanza c'è ed è sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti.
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Messaggio Da Bertox Gio Apr 01, 2021 7:38 pm

Vedo che la discussione ha virato sulla superiorità dell'industria giapponese rispetto a quella britannica in materia di Hi-Fi/Hi-End.
Se proseguirà, la seguirò volentieri ma vorrei precisare che il merito di questa virata spetta esclusivamente a Franz84 e che io non difendo i colori dell'Union Jack...
Tutto nasce da uno scambiare pere con mele da parte di Franz84 ma se questa imprecisione produce qualcosa d'interessante, ben venga.
Io non ho scritto alcunché sulla '"dittatura" dei gira inglesi' per citare il 28 di Franz, bensì di '"dittatura" dei giradischi a controtelaio con trazione a cinghia' e davo per scontato - chiedo venia - che si sapesse  che Sota e VPI sono ditte statunitensi e Oracle è canadese.
Con quell'espressione ho cercato di sintetizzare un periodo storico dell'Hi-End - all'ingrosso dagli inizi degli anni '80 alla prima metà dei '90 - che ho vissuto in prima persona e che oggi appare per certi versi distante.
La differenza non è di poco conto.
Probabilmente, a quel tempo, Franz non faceva parte di questo pazzo, affascinante mondo ma posso assicurare che la stragrande maggioranza degli audiofili che io ho conosciuto - che erano per forza di cose analogisti - dibatteva sulla superiorità, per es., del Pink Triangle rispetto al Linn, con tutte le variazioni sul tema (Oracle vs Sota e chi più ne ha ne metta...). Naturalmente, si conoscevano i gira a trazione diretta e quelli a puleggia ma dei primi vi era perlopiù esperienza di quello che l'industria audio giapponese riversava in occidente in dosi massicce (dal Technics 1200 in giù) e dei secondi il più conosciuto era il Lenco 75 che è stato il mio primo gira verso la metà dei '70.
Persino il Goldmund Studio era considerato un supergiradischi più per la combinazione base/braccio tangenziale con servocontrollo che per l'adozione della trazione diretta.
Al tempo nelle case degli appassionati si vedevano quindi soprattutto i gira con conrotelaio a cinghia Degli EMT nessuno ne parlava - ovviamente: la RAI, per fare un esempio, continuava a utilizzarli, poiché il vinile era ancora il media principale - i Micro d'alto bordo erano merce rarissima mentre i Pioneer top of the line, per fare un altro esempio, non uscivano dal Giappone.

(Continua)
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Messaggio Da Bertox Gio Apr 01, 2021 7:41 pm

Poi, lentamente ma inesorabilmente il digitale ha ridotto le distanze sul terreno della qualità timbrica con l'analogico e ha cominciato a far pesare a suo favore le sue doti di segnale/rumore, velocità ed escursione dinamica.
Insomma, la "piacevolezza" del controtelaio a cinghia si è tramutata per molti appassionati in "lentezza", a maggior ragione per quelli che potevano usufruire di sorgenti digitali sempre meglio suonanti, molti dei quali, per giunta, appassionati "digitalnativi"...
 E tutto questo è occorso nell'epoca della nascente globalizzazione, del libero accesso anche per privati a beni provenienti da mercati lontani con una facilità prima sconosciuta: procurarsi, per es., un Micro non era più un'impresa titanica e quindi si scopriva che la trazione diretta - usata non in economia - dava dei risultati...inauditi.
Nello stesso tempo, altri appassionati, magari ereditando Garrard 301 e Thorens 124, ne apprezzavano il "tiro" e cominciavano a domandarsi: "Hai visto mai, se riesco a ridurre la tendenza all' acoustic feedback..."
Credo che l'ultimo lustro dello scorso millennio sia stato il tornante decisivo che ha decretato la fine della  del gira a controtelaio a cinghia come il "gira d'avere" nella percezione della comunità audiofila. E, se non ricordo male, un momento "epocale" fu una recensione in una rivista statunitense di un gira a puleggia . credo un Garrard - con plinth custom made che, udite, udite, stracciava il Linn LP 12.
Da quel momento, vi è stata una riscoperta - ma forse sarebbe meglio scrivere: scoperta - di giradischi a trazione diretta d'alto livello costruiti a regola d'arte dall'industria giapponese e una rivalutazione dei gira a puleggia opportunamente "abarthizzati".
Come conseguenza di questo, ho la sensazione che da quel momento la generazione di appassionati che si è avvicinata al suono analogico abbia una visione "mitica" dell'età dell'oro dell'analogico, mitica perché s'immagina, narra per l'appunto a se stessa, che quella fosse...esattamente quella attuale, basate sui criteri di valutazione di oggi  però popolata di negozi di vinili e di Hi Fi e con manifestazioni affollate da trentenni entusiasti come effettivamente era.
Naturalmente, sto inevitabilmente semplificando e mi esprimo in maniera paradossale ma non vedo altra strada, perché di un paradosso si tratta.
I "dischi dell'età dell'oro" così mirabilmente descritti da Stefano Rama che, purtroppo, ci ha recentemente lasciati e cui tutti noi siamo debitori non sono un paradosso: quanto descritto corrisponde, secondo me al vero.
"L'età dell'oro dell'analogico" è, per certi versi e ovviamente ihmo, un paradosso  perché banalmente rinvia a una descrizione che distorce non poco quel mondo, a meno che Genova, la città dove ho vissuto i miei primi quarant'anni, non fosse isolata dal resto d'Italia. Non credo, perché poi andavamo al SIM a Milano e trovavamo "scombinati" a noi simili; io avevo un carissimo amico a Roma - con il Goldmund Studio, non un superMicro, un Technics SP 10 - e il mio mentore - da cui ho imparato tutto l'indispensabile sui Blue Note, Prestige, ecc, anni prima che se ne cominciasse a parlarne su "The Absolute Sound" e "Stereophile" - conosceva tutti i primi importatori storici, a partire da Natali padre.
In estrema sintesi, io sono rientrato in questo pazzo mondo una decina d'anni fa e dopo aver ascoltato alcuni impianti nei pochissimi negozi rimasti ho deciso di non rischiare un euro dei risparmi durameti messi da parte come orchestrale: sono ripartito da dove... ero arrivato 25 anni fa, anzi un pochino più in basso: Linn Sondek nuovo (ovvero: controtelaio e cuscinetto Cirkus), alimentatore Valhalla, braccio Linn Ittok LVII e testina Linn Arkiv, questi ultimi tre ovviamente second hand essendo oggetti "vintage".  Dopo pochi mesi il resto dell'impianto si è assestato e in dieci anni non è cambiato di una virgola, fatta eccezione per il Sondek che è arrivato, passo dopo passo, alla stessa identica configurazione top ascoltata anni fa in un negozio in compagnia di TW Raven, Braccio Ikeda 12' e testina Ikeda. Con il resto della catena, se ben ricordo, si poteva acquistare un garage nel centro storico di Firenze, forse per due posti macchina.
Potevo spendere meglio i miei soldi? Forse sì, non è questo il punto, a mio parere.
Il punto è che con il resto della mia catena che arriva pari pari dal'"età dell'oro" dell'analogico, io 25 anni fa con i "gira che giravano", a partire dal Linn dell'epoca, non avrei avuto questo risultato.
Il punto è che io non ho mai visto 25, 30 anni fa la quantità di stampe di "prima fascia" (first and second releases) Blue Note, Impulse!, Prestige, Decca, Emi, RCA Living Stereo, ecc. che, soldi permettendo, potrei comprare oggi.
In campo audiofilo le certezze granitiche sono assai rare ma se dovessi azzardare - forzando non poco il mio modo d'essere - un'affermazione "tranchant"- direi: questo è il periodo storico migliore per ascoltare ad alto livello il vinile.

P.S. Franz, visto che sei di Roma sono costretto a citare un tuo compaesano, Carlo Calenda: "'Linn LP 12 liscio' è una roba che non si può sentire". Credo d'aver capito cosa intendevi ma di Sondek 'lisci' se ne possono configurare una mezza dozzina e quindi quella descrizione fa acqua da tutte le parti. Con simpatia.
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Messaggio Da AlessandroCatalano Gio Apr 01, 2021 9:01 pm

@Bertox ha scritto:Poi, lentamente ma inesorabilmente il digitale ha ridotto le distanze sul terreno della qualità timbrica con l'analogico e ha cominciato a far pesare a suo favore le sue doti di segnale/rumore, velocità ed escursione dinamica.
Insomma, la "piacevolezza" del controtelaio a cinghia si è tramutata per molti appassionati in "lentezza", a maggior ragione per quelli che potevano usufruire di sorgenti digitali sempre meglio suonanti, molti dei quali, per giunta, appassionati "digitalnativi"...
 E tutto questo è occorso nell'epoca della nascente globalizzazione, del libero accesso anche per privati a beni provenienti da mercati lontani con una facilità prima sconosciuta: procurarsi, per es., un Micro non era più un'impresa titanica e quindi si scopriva che la trazione diretta - usata non in economia - dava dei risultati...inauditi.
Nello stesso tempo, altri appassionati, magari ereditando Garrard 301 e Thorens 124, ne apprezzavano il "tiro" e cominciavano a domandarsi: "Hai visto mai, se riesco a ridurre la tendenza all' acoustic feedback..."
Credo che l'ultimo lustro dello scorso millennio sia stato il tornante decisivo che ha decretato la fine della  del gira a controtelaio a cinghia come il "gira d'avere" nella percezione della comunità audiofila. E, se non ricordo male, un momento "epocale" fu una recensione in una rivista statunitense di un gira a puleggia . credo un Garrard - con plinth custom made che, udite, udite, stracciava il Linn LP 12.
Da quel momento, vi è stata una riscoperta - ma forse sarebbe meglio scrivere: scoperta - di giradischi a trazione diretta d'alto livello costruiti a regola d'arte dall'industria giapponese e una rivalutazione dei gira a puleggia opportunamente "abarthizzati".
Come conseguenza di questo, ho la sensazione che da quel momento la generazione di appassionati che si è avvicinata al suono analogico abbia una visione "mitica" dell'età dell'oro dell'analogico, mitica perché s'immagina, narra per l'appunto a se stessa, che quella fosse...esattamente quella attuale, basate sui criteri di valutazione di oggi  però popolata di negozi di vinili e di Hi Fi e con manifestazioni affollate da trentenni entusiasti come effettivamente era.
Naturalmente, sto inevitabilmente semplificando e mi esprimo in maniera paradossale ma non vedo altra strada, perché di un paradosso si tratta.
I "dischi dell'età dell'oro" così mirabilmente descritti da Stefano Rama che, purtroppo, ci ha recentemente lasciati e cui tutti noi siamo debitori non sono un paradosso: quanto descritto corrisponde, secondo me al vero.
"L'età dell'oro dell'analogico" è, per certi versi e ovviamente ihmo, un paradosso  perché banalmente rinvia a una descrizione che distorce non poco quel mondo, a meno che Genova, la città dove ho vissuto i miei primi quarant'anni, non fosse isolata dal resto d'Italia. Non credo, perché poi andavamo al SIM a Milano e trovavamo "scombinati" a noi simili; io avevo un carissimo amico a Roma - con il Goldmund Studio, non un superMicro, un Technics SP 10 - e il mio mentore - da cui ho imparato tutto l'indispensabile sui Blue Note, Prestige, ecc, anni prima che se ne cominciasse a parlarne su "The Absolute Sound" e "Stereophile" - conosceva tutti i primi importatori storici, a partire da Natali padre.
In estrema sintesi, io sono rientrato in questo pazzo mondo una decina d'anni fa e dopo aver ascoltato alcuni impianti nei pochissimi negozi rimasti ho deciso di non rischiare un euro dei risparmi durameti messi da parte come orchestrale: sono ripartito da dove... ero arrivato 25 anni fa, anzi un pochino più in basso: Linn Sondek nuovo (ovvero: controtelaio e cuscinetto Cirkus), alimentatore Valhalla, braccio Linn Ittok LVII e testina Linn Arkiv, questi ultimi tre ovviamente second hand essendo oggetti "vintage".  Dopo pochi mesi il resto dell'impianto si è assestato e in dieci anni non è cambiato di una virgola, fatta eccezione per il Sondek che è arrivato, passo dopo passo, alla stessa identica configurazione top ascoltata anni fa in un negozio in compagnia di TW Raven, Braccio Ikeda 12' e testina Ikeda. Con il resto della catena, se ben ricordo, si poteva acquistare un garage nel centro storico di Firenze, forse per due posti macchina.
Potevo spendere meglio i miei soldi? Forse sì, non è questo il punto, a mio parere.
Il punto è che con il resto della mia catena che arriva pari pari dal'"età dell'oro" dell'analogico, io 25 anni fa con i "gira che giravano", a partire dal Linn dell'epoca, non avrei avuto questo risultato.
Il punto è che io non ho mai visto 25, 30 anni fa la quantità di stampe di "prima fascia" (first and second releases) Blue Note, Impulse!, Prestige, Decca, Emi, RCA Living Stereo, ecc. che, soldi permettendo, potrei comprare oggi.
In campo audiofilo le certezze granitiche sono assai rare ma se dovessi azzardare - forzando non poco il mio modo d'essere - un'affermazione "tranchant"- direi: questo è il periodo storico migliore per ascoltare ad alto livello il vinile.

P.S. Franz, visto che sei di Roma sono costretto a citare un tuo compaesano, Carlo Calenda: "'Linn LP 12 liscio' è una roba che non si può sentire". Credo d'aver capito cosa intendevi ma di Sondek 'lisci' se ne possono configurare una mezza dozzina e quindi quella descrizione fa acqua da tutte le parti. Con simpatia.

Cari Bertox, Franz e Martin Logan,

di una cosa son certo che questo thread ha preso una piega interessantissima ... mi piace perché vengono riportate tante esperienze in campo analogico di persone non più proprio giovani come me e penso anche Bertox che hanno vissuto tutti gli step nel corso di tanti anni messe a confronto con le esperienze maturate dai giovani come Franz e come Martin Logan .... ma il bello sta proprio qua che in "analogico" son tutte cose vere ma altrettanto soggettive. Ovviamente non sto parlando di fanatismo analogico ma di pura esperienza. Mi auguro che questo prosegua - magari aprendo un nuovo thread per evitare di andare fuori ot. Quel che mi spiace la possibilità di interventi in merito di questa pozzo inesauribile di esperienza del Caro Pietro (Pepe57) che può solo leggerci da Lassù. Ben vengano, però, le esperienze di Pluto, altro analista navigato. In ultimo, ma non ultimo, spero che ci sarà al più presto - quando tutti saremo liberi di muoverci - poterci incontrare e discutere di persona di questo affascinante ed inesauribile mondo analogico.sunnysunnysunnysunny

Un caro saluto

Alessandro


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Messaggio Da Bertox Gio Apr 01, 2021 11:41 pm

Caro Alessandro,
poco d'aggiungere alle tue parole, se non che ot, in qualche modo, ci siamo finiti da un pezzo...
Vediamo di resistere fino a Settembre, prima o poi 'sti vaccini arriveranno: vederci con le mascherine "è una cosa che non si può sentire".

P.S. Quando ci si vede mi fate un corso accelerato sulle citazioni, le faccine, ecc., ecc. Per ripagarvi scriverò un thread "sulla superiorità indiscutibile di qualsivoglia fonovaligia ripescata in Arno rispetto al Linn Sondek, liscio, gassato o Ferrarelle che sia."

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Messaggio Da AlessandroCatalano Ven Apr 02, 2021 7:54 am

Caro Bertox,

E si lo so so è una gran rottura ed io abituato a venire in Toscana almeno una ventina di volte l'anno ora è veramente dura ! Speriamo di vederci presto. santa E per le faccine no problem "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 650957.

Un caro saluto e Buona Pasqua (a casa) Sigh.

Alessandro


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Messaggio Da pluto Ven Apr 02, 2021 9:58 am

@AlessandroCatalano ha scritto:
@Bertox ha scritto:Poi, lentamente ma inesorabilmente il digitale ha ridotto le distanze sul terreno della qualità timbrica con l'analogico e ha cominciato a far pesare a suo favore le sue doti di segnale/rumore, velocità ed escursione dinamica.
Insomma, la "piacevolezza" del controtelaio a cinghia si è tramutata per molti appassionati in "lentezza", a maggior ragione per quelli che potevano usufruire di sorgenti digitali sempre meglio suonanti, molti dei quali, per giunta, appassionati "digitalnativi"...
 E tutto questo è occorso nell'epoca della nascente globalizzazione, del libero accesso anche per privati a beni provenienti da mercati lontani con una facilità prima sconosciuta: procurarsi, per es., un Micro non era più un'impresa titanica e quindi si scopriva che la trazione diretta - usata non in economia - dava dei risultati...inauditi.
Nello stesso tempo, altri appassionati, magari ereditando Garrard 301 e Thorens 124, ne apprezzavano il "tiro" e cominciavano a domandarsi: "Hai visto mai, se riesco a ridurre la tendenza all' acoustic feedback..."
Credo che l'ultimo lustro dello scorso millennio sia stato il tornante decisivo che ha decretato la fine della  del gira a controtelaio a cinghia come il "gira d'avere" nella percezione della comunità audiofila. E, se non ricordo male, un momento "epocale" fu una recensione in una rivista statunitense di un gira a puleggia . credo un Garrard - con plinth custom made che, udite, udite, stracciava il Linn LP 12.
Da quel momento, vi è stata una riscoperta - ma forse sarebbe meglio scrivere: scoperta - di giradischi a trazione diretta d'alto livello costruiti a regola d'arte dall'industria giapponese e una rivalutazione dei gira a puleggia opportunamente "abarthizzati".
Come conseguenza di questo, ho la sensazione che da quel momento la generazione di appassionati che si è avvicinata al suono analogico abbia una visione "mitica" dell'età dell'oro dell'analogico, mitica perché s'immagina, narra per l'appunto a se stessa, che quella fosse...esattamente quella attuale, basate sui criteri di valutazione di oggi  però popolata di negozi di vinili e di Hi Fi e con manifestazioni affollate da trentenni entusiasti come effettivamente era.
Naturalmente, sto inevitabilmente semplificando e mi esprimo in maniera paradossale ma non vedo altra strada, perché di un paradosso si tratta.
I "dischi dell'età dell'oro" così mirabilmente descritti da Stefano Rama che, purtroppo, ci ha recentemente lasciati e cui tutti noi siamo debitori non sono un paradosso: quanto descritto corrisponde, secondo me al vero.
"L'età dell'oro dell'analogico" è, per certi versi e ovviamente ihmo, un paradosso  perché banalmente rinvia a una descrizione che distorce non poco quel mondo, a meno che Genova, la città dove ho vissuto i miei primi quarant'anni, non fosse isolata dal resto d'Italia. Non credo, perché poi andavamo al SIM a Milano e trovavamo "scombinati" a noi simili; io avevo un carissimo amico a Roma - con il Goldmund Studio, non un superMicro, un Technics SP 10 - e il mio mentore - da cui ho imparato tutto l'indispensabile sui Blue Note, Prestige, ecc, anni prima che se ne cominciasse a parlarne su "The Absolute Sound" e "Stereophile" - conosceva tutti i primi importatori storici, a partire da Natali padre.
In estrema sintesi, io sono rientrato in questo pazzo mondo una decina d'anni fa e dopo aver ascoltato alcuni impianti nei pochissimi negozi rimasti ho deciso di non rischiare un euro dei risparmi durameti messi da parte come orchestrale: sono ripartito da dove... ero arrivato 25 anni fa, anzi un pochino più in basso: Linn Sondek nuovo (ovvero: controtelaio e cuscinetto Cirkus), alimentatore Valhalla, braccio Linn Ittok LVII e testina Linn Arkiv, questi ultimi tre ovviamente second hand essendo oggetti "vintage".  Dopo pochi mesi il resto dell'impianto si è assestato e in dieci anni non è cambiato di una virgola, fatta eccezione per il Sondek che è arrivato, passo dopo passo, alla stessa identica configurazione top ascoltata anni fa in un negozio in compagnia di TW Raven, Braccio Ikeda 12' e testina Ikeda. Con il resto della catena, se ben ricordo, si poteva acquistare un garage nel centro storico di Firenze, forse per due posti macchina.
Potevo spendere meglio i miei soldi? Forse sì, non è questo il punto, a mio parere.
Il punto è che con il resto della mia catena che arriva pari pari dal'"età dell'oro" dell'analogico, io 25 anni fa con i "gira che giravano", a partire dal Linn dell'epoca, non avrei avuto questo risultato.
Il punto è che io non ho mai visto 25, 30 anni fa la quantità di stampe di "prima fascia" (first and second releases) Blue Note, Impulse!, Prestige, Decca, Emi, RCA Living Stereo, ecc. che, soldi permettendo, potrei comprare oggi.
In campo audiofilo le certezze granitiche sono assai rare ma se dovessi azzardare - forzando non poco il mio modo d'essere - un'affermazione "tranchant"- direi: questo è il periodo storico migliore per ascoltare ad alto livello il vinile.

P.S. Franz, visto che sei di Roma sono costretto a citare un tuo compaesano, Carlo Calenda: "'Linn LP 12 liscio' è una roba che non si può sentire". Credo d'aver capito cosa intendevi ma di Sondek 'lisci' se ne possono configurare una mezza dozzina e quindi quella descrizione fa acqua da tutte le parti. Con simpatia.

Cari Bertox, Franz e Martin Logan,

di una cosa son certo che questo thread ha preso una piega interessantissima ... mi piace perché vengono riportate tante esperienze in campo analogico di persone non più proprio giovani come me e penso anche Bertox che hanno vissuto tutti gli step nel corso di tanti anni messe a confronto con le esperienze maturate dai giovani come Franz e come Martin Logan .... ma il bello sta proprio qua che in "analogico" son tutte cose vere ma altrettanto soggettive. Ovviamente non sto parlando di fanatismo analogico ma di pura esperienza. Mi auguro che questo prosegua - magari aprendo un nuovo thread per evitare di andare fuori ot. Quel che mi spiace la possibilità di interventi in merito di questa pozzo inesauribile di esperienza del Caro Pietro (Pepe57) che può solo leggerci da Lassù. Ben vengano, però, le esperienze di Pluto, altro analista navigato. In ultimo, ma non ultimo, spero che ci sarà al più presto - quando tutti saremo liberi di muoverci - poterci incontrare e discutere di persona di questo affascinante ed inesauribile mondo analogico.sunnysunnysunnysunny

Un caro saluto

Alessandro

Grazie Alessandro x le belle parole che ricambio (anche a nome di Pietro che certamente ci legge e sorride da lassù) sunny
Sappi che io e Pietro eravamo interamente d'accordo sul Linn. Se messo a posto è una macchina che suona benissimo. Altro che storie
(x inciso io ne posseggo uno con Ekos 1a serie Lingo e Linto e testina Linn _ Lyra)

Vorrei solo dire alcune cose

a) Tutte le volte che leggo Franz mi fa venire voglia di gettare nel cesso qualcosa. Prima la mia collezione di Supex. Ora il Linn
Poi resisto LaughingLaughing

b) I prezzi che avete citato x Linn e 125 sono assurdi
X favore non citate il peggio presente sul mercato e vecchio di 40 anni come riferimento di mercato.

c) Di Linn ce ne sono molti e tutti diversi. Di che parliamo? Un Linn mal tenuto di 40 anni con uno SME 3009 fa certamente la figura del mollaccione. Esattamente come un 125

d) di 125 io ne bazzico ben 3, visto che un mio caro amico li possiede tutti e si diverte come Alessandro a cannibalizzarli
E ci vediamo quasi tutte le settimane

Forse interesserà sapere all'amico Franz che il migliore dei 3 è una versione molto estrema dello stesso, ideata dagli audiofili australiani che lo hanno trasformato in un gira a telaio rigido. Quindi via le molle, altro Telaio etc. E ovviamente altri piedini altrimenti il feedback parte.
Lui usa dei piedini con sospensione in aria magnetici (tipo Verdier x capirci)dopo aver usato anche i Monster Cable.   Non male, anche se x la cifra finale, mi prendere un Denon DP 80 con il suo braccio e amen...

e) Linn: questa è x Alessandro. Farei molta attenzione ca l'idea di prenderne uno vecchio da lavorarci su.
Di Telai belli e a poco prezzo se ne trovano, poi tutto il resto potrebbe costare un botto.
Quello che considero immorale è il prezzo del Keel, cioè del fondo in metallo. 3000 o 4000 eurelli x un pezzo di metallo tagliato con macchina CNC, be x me se lo possono tenere tutta la vita. 

Se ne trovi uno con EKOS 1a serie e quindi abbastanza recente... be partirei da li

Buoni ascolti vinilici a tutti
Ps magari se mi avvisate ci si vede in Toscana... sunny
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Messaggio Da carloc Ven Apr 02, 2021 10:06 am

Se parliamo di LP12, io sono sempre stato incuriosito da queste modifiche progettate da un maestro dell’analogico...

https://www.thefunkfirm.co.uk/lp12


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Messaggio Da Marcob Ven Apr 02, 2021 10:29 am

Buongiorno a tutti !!

Bellissimo 3D... soprattutto la parte OT !!!

Complimenti a Bertox per gli appassionati post !!

a presto.
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Messaggio Da Franz84 Ven Apr 02, 2021 10:48 am

Caro Pluto,
mi dispiace che susciti in te queste reazioni negative  "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 775355
A volte tendo ad estremizzare alcuni concetti, chiedo venia, ma la ragione è che leggo cose che a mio avviso sono frutto di limitate esperienze. Le supex sono ottime testine, ma se in un contesto in cui "neofiti" delle testine vintage chiedono lumi, mi sembra corretto dire loro che oggetti con 40 anni sul groppone, soprattutto parlando di testine, sono tecnicamente superate tranne rare eccezioni, e soprattutto necessitano di interventi delicati e costosi. Ciò non toglie che testine vintage in perfetto ordine e bene interfacciate possano ancora regalare emozioni, ne uso anche io, ma sono tutte revisionate, e poi tu hai grande esperienza e sai come interfacciare certi oggetti. Siamo ancora a dire - dovrebbe essere ormai assodato - che una 103 necessita bracci pesantissimi, per poi essere puntualmente contestati da chi usa bracci da 10/12 grammi di massa totale. Ma queste cose non le diciamo solo noi, ma anche chi mette mani a certi oggetti. Il buon Alessandro mi spiegava che alla SME sconsigliano categoricamente l'suo della 103 con i loro attuali bracci, e vorrei ben vedere ..

Comunque, io volevo solo dire che tra un 125 in ordine ed un Linn LP12 in ordine, modelli base, io preferisco il 125, e che senza dubbio il Linn nella sua massima espressione suonerà molto bene, ma per 20.000 € comprerei ben altri oggetti, in primis, sarà una mia tarla mentale, l'sp 10 di attuale produzione.

Concordo con Te anche sulla tua analisi del 125, difatti la stessa Thorens prevedeva all'epoca la possibilità di usare il gira in assetto rigido e non flottante. Ma certo a quel punto anche io virerei su altri oggetti.

Non c'entra nulla ma poco tempo fà sono stato dal buon Pozzi, che mi ha mostrato una Olympos nuova di pacca, e certo un pochino ho tentennato .. mi piacerebbe molto poterla ascoltare, in raffronto alla mia Titan ...

Magari si potrà organizzare una reunion in procinto dell'estate ..magari ..


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Messaggio Da pluto Ven Apr 02, 2021 11:55 am

Ocio che il buon Carr ha appena detto a Sergio di non venderla x meno di 13,000 steserzi: non ce ne sono più.
Il buon Sergio era qua a casa mia giovedì scorso LaughingLaughing

E si parlava giusto di Koetsu, Ikeda e cianfrusaglie varie Laughing
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Messaggio Da AlessandroCatalano Sab Apr 03, 2021 10:47 am

Buongiorno,

Effettivamente un gran bel thread. Grazie dei molto ben accetti consigli Gian. Sono interessantissime tutte le sfaccettature che ne stanno uscendo dai vari punti di vista dell'amico Francesco e di Bertox. Ho trovato un interessante e vecchio articolo sulla rivista HiFi News che ripercorre la strada di Linn ... molto interessante (Cercherò di scansionarlo) così da poterlo mettere a disposizione di tutti.

Frattanto Vi invio un caro saluto ed un Augurio per una Serena Pasqua.

Alessandro


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Messaggio Da Franz84 Sab Apr 03, 2021 1:35 pm

@Fabrizio252 ci devi scusare,a me in primis, per l'o.t. come procede l'ascolto del tuo bel thorens? Hai notato miglioramenti all"ascolto? Io ho appena rimesso sotto il 125 di fresca pulizia, che suona egregiamente 😊😊 belli belli i thorens
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Messaggio Da Bertox Dom Apr 04, 2021 5:03 pm

@Marcob,

grazie per i complimenti ma, francamente, andando a rivedere il tuo impianto (mi ricordavo bene) in quanto a passione audiofila in confronto a te faccio la figura del dilettante alle prime armi...
Hai in casa giradischi che nell'"età dell'oro dell'analogico" c'erano ma nessuno sapeva che esistessero (EMT) e due Pierne Lurné, ovvero l'uomo che ha messo lo zampino sul Goldmund Studio. Adesso completa l'opera con un super gira giapponese DD e/o un super Micro a cinghia, chiedi a Pluto di portare il suo Linn (pre-Cirkus/Lingo1/Ekos1, se ricordo bene), estendi l'invito a qualche amico con un super Garrard/Lenco/Thorens 124 e riscrivete la lista, per es., di "Stereophile" dell'ottobre 1990 che ho qui sotto gli occhi.
Sempre a proposito di "età dell'oro dell'analogico" percepita oggi e vissuta ieri. Se vorrete, potremo continuare a parlarne tanto ormai in ot ci siamo finiti e l'amico @fabrizio252 si gode il suo splendido Thorens.

@AlessandroCatalano,

se veramente sei così determinato a giocare al "piccolo meccanico" con il Sondek, una strada ancora più impervia di quella, ovvia e sensata, indicata da Pluto la trovi https://lp12bits.com.
Puoi comprare, con un pò di pazienza tutti le singole parti di tutte le configurazioni Sondek dal 1973 ad oggi. Se dai un'occhiata, per es., alla sezione "Sub Chassis" e non capisci perché controtelai apparentemente uguali hanno denominazioni e prezzi diversi, allora ti sarà chiaro che dovrai decidere QUALE configurazione vuoi allestire, prima di cominciare. Idem per la sezione "Bearing". Buona fortuna e tieni a portata di mano un pasticchina per il mal di testa, prima di cominciare. Scherzi a parte; se hai bisogno di chiarimenti e altri riferimenti nel Web, basta chiedere.

@carloc,

Art Dudley di Stereophile aveva fatto una recensione della modifica Funk Firm per il Sondek. Si tratta di un intervento di trasformazione massiccio. Come tutti sanno è scritto Funk Firm ma si legge Pink Triangle, uno degli storici competitor del Sondek in GB.
Stiamo parlando di persone che sanno cos'è un giradischi e come farlo suonare, su questo non ci piove. Il problema sembra essere, da quel che avevo letto, che alla fine si ottiene un gira super Pink Triangle, ovvero quello che il progettista avrebbe voluto se...avesse potuto andare avanti con la sua creatura.
La modifica Funk Firm è, diciamo così, una variazione sul tema di ciò che i Brits chiamano "linn sondek third party": ditte, a volte composte da un solo elemento (non sto scherzando), specializzate in componenti alternativi a quelli ufficiali, a volte capaci di proporre prodotti innovativi e geniali - Alessandro prendi nota - come il "Tranquillity" della "Tiger Paw" ditta temporaneamente defunta (again: non sto scherzando): due magneti da piazzare uno sulla base del cuscinetto, l'altro all'interno del sottopiatto per ridurre del 90% la forza di gravità del piatto.
Il "Tranquillity" ha riscosso un buon successo, è stato commercializzato dal più importante rivenditore di Sondek del pianeta (https://www.cymbiosis.com, diciassette configurazioni di Sondek sempre disponibili, più quelle on demand...) e come succede spesso ha prodotto la reazione della casa madre che nel marzo del 2020 ha risposto col un nuovo cuscinetto, il terzo in 48 anni, e nuovo sistema d'ancoraggio al controtelaio, il "Karousel", l'ultimo e il più economico degli up grade del nuovo millennio (900 euri) e, secondo molti, il più importante.

Anche il Keel, è nato così, e qui vengo a

@pluto,

a forza di titillare la casa madre con decine di controtelai alternativi, alla Linn si erano stufati, hanno commissionato a un'azienda specializzata un progetto di controtelaio uguale alla combinazione del controtelaio Cirkus più basetta più collare del braccio Linn, d'identica massa ma con specifiche di smorzamento delle vibrazioni le più performanti possibili: il Keel (2007)

Che dire, il prezzo fa impressione , inutile girarci intorno, e la tua contrarietà, oltre che essere insindacabile, ci mancherebbe, può essere facilmente condivisa. Con 3200 euri, sull'usato prendi un gira con braccio d'alto livello, e questo sembrerebbe chiudere la discussione.
Senonché, con 13.000 della super Lyra modello 'è l'ultima rimasta' ci si avvicina al costo della mia intera catena...
Purtroppo, sappiamo benissimo, come in una passione come la nostra fondata su beni voluttuari la ricerca di quel 'qualcosa in più' stravolge molte considerazioni sul reale valore merceologico dei vari 'gingilli' con cui ascoltiamo musica.
A me la ricerca di quel 'qualcosa in più' mi rammenta la famosa curva asintotica negli studi di funzione al liceo (ultimo anno di matematica, vi ricordate?) all'inizio la curva s'avvicina alla retta con una certa "balzanda", poi piano piano l'avvicinarsi rallenta fino a farsi infinitesimale non toccando mai la retta. Ecco, considerate ogni punto della curva - era una parabola, se ben ricordo - un nuovo gingillo mk2 da inserire nell'impianto 'sicuramente meglio suonante del gingillo precedente', considerate la retta mai raggiungibile come il 'massimo nella riproduzione musicale, ecc., ecc.' e, soprattutto, considerate l'asse delle ascisse i vostri soldini...
Il Linn Sondek è nato come un progetto modulare e certamente Ivor Tiefenbrun vi ha costruito un modello di business. Se però ne accetti la logica - perché, ovviamente, ti piace il suono del Linn - e pensi all' up grade del tuo Sondek nella stessa maniera in cui Alessandro pensa di passare dal suo SME 10 a un modello superiore SME, la quantità di denaro degli up grade per il Linn può essere paragonato all'esborso di denaro dell'operazione vendita SME10/acquisto SME 20.
Perlomeno, questo è il mio punto di vista che sintetizzo così: a me piace il modo di porgere la musica del mio giradischi, vorrei prestazioni superiori senza cambiare "the sonic presentation of my turntable".
Mi scuso con Alessandro se ho travisato il suo pensiero ma credo e spero che il senso della mia analogia sia chiaro.
D'altronde, SME, AVID, TechDas, ecc perseguono lo stesso fine della Linn con altri mezzi: fidelizzare la clientela creando una linea di giradischi con un suono simile, per quanto possibile, e prestazioni via via superiori.
Per me il Keel è stato l'ultimo dei tre up grade del nuovo millennio, sempre introdotti uno alla volta e sfruttando le occasioni propostemi.
Prima del Keel, era arrivato il Radikal (motore in DC & alimentatore) e prima del Radikal il braccio EKos SE. Così in meno di dieci anni sono passato da un Sondek d'inizio anni '90 a quel tempo non top level (Cirkus/Walhalla/IttokII) alla configurazione massima pre 2020 (Cirkus/Keel/Radikal/Ekos SE) con diverse tappe intermedie.
Il Radikal sposta gli equilibri: in primo luogo silenzia il Sondek/Lingo. Non riesco a trovare una sintesi migliore di quella letta nel defunto Linn Forum ufficiale: "è come se all'improvviso qualcuno avesse spento un ventilatore piazzato in qualche angolo della mia stanza, ventilatore della cui presenza non mi ero mai accorto prima". Le conseguenze sulla gamma bassa sono facilmente immaginabili ma a me è rimasta impressa nella memoria la diversa qualità timbrica di tutti gli strumenti, quell' avvicinamento al reale o, per converso, quel senso di minor riproduzione che mi fece sobbalzare dalla mia Poang.
Il Keel agisce in altra maniera. Non la qualità timbrica ma il corpo, l'immagine dei singoli strumenti assume un grado di maggiore realtà o, se preferite, d'illusione del reale. E sì, il suono si apre e si distribuisce in maniera che favorisce l'illusione di una scatola tridimensionale davanti a tuoi occhi. Ma il Keel agisce anche sulla velocità d'attacco e di rilascio del transiente musicale. Gli esempi si potrebbero sprecare ma l''arrivo' del colpo sulla grancassa più netto e fisico basta e avanza, spero, a rendere l'idea.
Col passare dei giorni il cervello smette d'intervenire in maniera ossessiva nell'importi il giudizio sull'ultimo up grade, ti rilassi, ascolti musica e, finalmente, non so se più di pancia o di testa, ti accorgi dell'effetto Keel + Radikal (o viceversa): il fluire della musica, l'illusione dell'assenza del chiodino sul solco, quel "sembra d'ascoltare un Reel Tape" che porta in dote un innalzamento del valore della propria discoteca, cosa, quest'ultima che rappresenta l'essenza del mio essere audiofilo: per me migliorare l'impianto serve a sentir meglio la mia discoteca. Punto.
Parlando, ad es., di Musica Jazz, le distanze fra una stampa di fine '50/prima metà '60 e lo stesso titolo ristampato nei '70 rimane. Ma la seconda, la ristampa anni '70, ora ti fa meno rimpiangere l'altra. Se la prima aveva un nove in pagella e l'altra un sette, i voti rimangono gli stessi ma il nuovo sette vale molto di più, spero d'aver reso l'idea.

Insomma, per rendere pieno merito all'amico @fabrizio252 cui abbiamo "rubato" il thread: ho qui sottomano le mie copie di un grande disco di musica jazz: Sonny Rollins, 'Way Out West' Contemporary (1957, mono; 1958 Stereo), una vicinissima al master ( deep, groove, D2 sul trail off, mono) e una dignitosissima ristampa OJC/Fantasy anni '80, quest'ultima, per me, sui gira Linn paragonabile se non superiore alla ristampa "per audiofili"(sic) 'Analog Production' che mi era stata proposta e immediatamente restituita.
Non solo sono sicuro che il tuo splendido Thorens restaurato ti restituirebbe grande musica con la mia ristampa ma sarei pronto a scommettere qualche euro che la mia copia D2 sul tuo Thorens con il tuo braccio e la tua testina farebbe fare una brutta figura al mio super Linn impegnato a solcare la stampa OJC. E la stessa scommessa sarei pronto a farla a casa di @AlessandroCatalano, di @Marcob e...mi fermo qui, sennò mi venite a prendere con i forconi.
Ah! per fortuna ci sono le restrizioni...

Buona Pasqua a tutti gli amici del Gazebo.

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Messaggio Da Franz84 Dom Apr 04, 2021 7:04 pm

Caro Bertox,
Innanzitutto buona Pasqua.
Secondo me la questione relativa alla scelta del giradischi è mal posta, si dovrebbe partire dalla testine e dal braccio, e solo dopo addivenire alla scelta della base. È la testina che suona, poi il braccio adeguato deve farla suonare bene, e la base deve assecondare il tutto. Il Linn può essere ottimo con alcuni bracci/testine, ed una ciofeca con altre abbinate. Troppo spesso si tende ad esprimere giudizi universali sulla base, disancorati dal resto. Sulla lyra, forse ti riferivi alla Atlas, si parla del Gotha dell'analogico, se ci sono "pazzi" disposti a spendere 20k per un Linn, sappi che ha molto più senso spenderne 13 che poi saranno 8 da street price, per una super lyra. Ovviamente provare per credere, ma una lyra ben interfacciata porta alla trasfigurazione dell'evento, come riscontrato da tanti altri gazebini e non solo ..


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Messaggio Da AlessandroCatalano Mar Apr 06, 2021 1:50 am

@Franz84 ha scritto:Caro Bertox,
Innanzitutto buona Pasqua.
Secondo me la questione relativa alla scelta del giradischi è mal posta, si dovrebbe partire dalla testine e dal braccio, e solo dopo addivenire alla scelta della base. È la testina che suona, poi il braccio adeguato deve farla suonare bene, e la base deve assecondare il tutto. Il Linn può essere ottimo con alcuni bracci/testine, ed una ciofeca con altre abbinate. Troppo spesso si tende ad esprimere giudizi universali sulla base, disancorati dal resto. Sulla lyra, forse ti riferivi alla Atlas, si parla del Gotha dell'analogico, se ci sono "pazzi" disposti a spendere 20k per un Linn, sappi che ha molto più senso spenderne 13 che poi saranno 8 da street price, per una super lyra. Ovviamente provare per credere, ma una lyra ben interfacciata porta alla trasfigurazione dell'evento, come riscontrato da tanti altri gazebini e non solo ..
Caro Francesco, in parte concordo però definire "pazzi" eventuali acquirenti Linn non mi trovo d'accordo in quanto un Linn Sondek LP 12 correttamente messo appunto suona e suona molto molto bene come Ti avevo già accennato come al contempo certamente suona bene la Lyra Titan, ma sai anche come la penso io del suono Lyra ... preferisco Benz Micro. Il risultato finale che conta è quello che ognuno identifica con il proprio modo di ascoltare. Come sai, esistono tre tipi di trazione nei gira: trazione a puleggia, diretta e a cinghia ... Te adori la diretta io invece adoro la trazione a cinghia. Al riguardo consiglierei di leggere un articolo su Audio Galleri n° 18 ove oltre ad trovare un articolo molto ben fatto di Gianfranco Machelli sull'LP12, è presente il test dello SME Model 30/2, effettuato da Fulvio Chiappetta, al cui interno è presente un'attenta analisi dei vantaggi e svantaggi dei vari tipi di trazione dei giradischi dalla quale si riescono a comprendere molto bene come possa essere influenzato il suono. Tra l'altro è presente un articolo di Giulio Salvioni sulla Lyra Delos (testina che mi ha fatto vedere i sorci verdi per il suo sound ... )

Un saluto

Alessandro


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Messaggio Da fabrizio252 Mar Apr 06, 2021 8:37 am

@Franz84 ha scritto:@Fabrizio252 ci devi scusare,a me in primis, per l'o.t. come procede l'ascolto del tuo bel thorens? Hai notato miglioramenti all"ascolto? Io ho appena rimesso sotto il 125 di fresca pulizia, che suona egregiamente 😊😊 belli belli i thorens
"nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 Img-2014
Ciao Franz scusarsi per cosa ? sono felice che il thread iniziato solo per presentarvi il mio nuovo acuisto abbia dato il "La" a questa interessante discussione, bellissimo il tuo 125, gli ascolti procedono bene anche se ultimamente non ho potuto dedicargli moltissimo tempo, sono veramente contento dell'acquisto e credo che, in un futuro, migliorando la testina ed il pre phono la situazione migliorerà ulteriormente (ho scoperto l'acqua calda) anche se, già  così, sono molto soddisfatto del risultato ottenuto, ovviamente anche in relazione al resto dell'impianto,... poi bisogna anche sapersi accontentare e cercare un pò di pace... mi sono stancato di rincorrere sempre un qualcosa che non otterrò mai "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 285880 "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 285880  ma perchè lo dico sempre e poi ci ricasco sempre ?? "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 775355 "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 775355 "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 775355  forse è propio questo il bello della ns passione........ di una cosa "penso" di essere certo questo Thorens non lo vemderò mai se non fosse altro per l'aspetto estetico (anche l'occhio vuole sua parte) per me bellissimo...


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Messaggio Da Massimo Mar Apr 06, 2021 9:42 am

@fabrizio252 ha scritto:

.......
........ di una cosa "penso" di essere certo questo Thorens non lo vemderò mai se non fosse altro per l'aspetto estetico (anche l'occhio vuole sua parte) per me bellissimo...
Hai perfettamente ragione  "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 972395


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Messaggio Da Marcob Mar Apr 06, 2021 2:33 pm

@Bertox ha scritto: @Marcob,

grazie per i complimenti ma, francamente, andando a rivedere il tuo impianto (mi ricordavo bene) in quanto a passione audiofila in confronto a te faccio la figura del dilettante alle prime armi...
Hai in casa giradischi che nell'"età dell'oro dell'analogico" c'erano ma nessuno sapeva che esistessero (EMT) e due Pierne Lurné, ovvero l'uomo che ha messo lo zampino sul Goldmund Studio. Adesso completa l'opera con un super gira giapponese DD e/o un super Micro a cinghia, chiedi a Pluto di portare il suo Linn (pre-Cirkus/Lingo1/Ekos1, se ricordo bene), estendi l'invito a qualche amico con un super Garrard/Lenco/Thorens 124  e riscrivete la lista, per es., di "Stereophile" dell'ottobre 1990 che ho qui sotto gli occhi.
Sempre a proposito di "età dell'oro dell'analogico" percepita oggi e vissuta ieri. Se vorrete, potremo continuare a parlarne tanto ormai in ot ci siamo finiti e l'amico  @fabrizio252  si gode il suo splendido Thorens.


Ciao Bertox,

grazie per i complimenti ! 

....in merito alla passione audiofila....dilettante tu ? ....non credo proprio !!! ...i tuoi post che ho letto trasudano di passione e competenza sull'argomento sicuramente maggiore della mia !!

....per i giradischi dell'età dell'oro dell'analogico...si....ho avuto la "fortuna" di vivere attivamente il periodo.... e avere a che fare limitatamente con le mie capacità e competenze con "pietre miliari" tipo Linn, che però non ho mai avuto fisicamente nella mia catena HiFi essendo ai tempi "simpatizzante" di Pink Triangle che comprai nei primi anni ottanta con braccio Alphason Hr 100...poi sostituito nel '85 da un Goldmund Studio con il tangenziale T3...   

.... non faccio collezionismo...quindi al momento non raccolgo (mai dire mai) il tuo invito di completare l'opera con l'aggiunta di Linn/Micro/Denon/Thorens/etc, il tempo a disposizione è quello che è....faccio già fatica ad usare i gira presenti nel mio impianto....e tenere un "oggetto" a prendere polvere...mi piace poco !!
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Messaggio Da carloc Mar Apr 06, 2021 3:20 pm

Ciao Marco, passo a spolverarli io i tuoi gira  "nuovo" Thorens TD 160 - Pagina 2 775355


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Messaggio Da Bertox Mer Apr 07, 2021 1:12 am

Marlob:

"Ciao Bertox,

grazie per i complimenti !

...in merito alla passione audiofila....dilettante tu ? ....non credo proprio !!! ...i tuoi post che ho letto trasudano di passione e competenza sull'argomento sicuramente maggiore della mia !!

....per i giradischi dell'età dell'oro dell'analogico...si....ho avuto la "fortuna" di vivere attivamente il periodo.... e avere a che fare limitatamente con le mie capacità e competenze con "pietre miliari" tipo Linn, che però non ho mai avuto fisicamente nella mia catena HiFi essendo ai tempi "simpatizzante" di Pink Triangle che comprai nei primi anni ottanta con braccio Alphason Hr 100...poi sostituito nel '85 da un Goldmund Studio con il tangenziale T3...

.... non faccio collezionismo...quindi al momento non raccolgo (mai dire mai) il tuo invito di completare l'opera con l'aggiunta di Linn/Micro/Denon/Thorens/etc, il tempo a disposizione è quello che è....faccio già fatica ad usare i gira presenti nel mio impianto....e tenere un "oggetto" a prendere polvere...mi piace poco !!"

Caro marlob,

il Pink/Alphason Hr 100 è stato un grande classico dell' "età dell'oro dell'analogico" realmente vissuta in Italia e GB. Forse, e dico forse, il Pink Triangle ebbe problemi di penetrazione in USA con VPI, Sota, Oracle e Linn.
Un'altra classica accoppiata era Pink/Zeta arm. Purtroppo, mai ascoltato il Pink in condizioni controllate.

E' stato il periodo dell' Hi End "cantinara" made in UK: tanti oggetti ben suonanti, alcuni geniali ma senza avere le spalle larghe per resistere e tante volte...fermi ai box per riparazione.
Mi ricordo che proprio in quei metà anni '80 accompagnai un amico da A. Nincheri per una riparazione dell' Audio Research SP 10. C'era un Pink in attesa d'intervento chirurgico. Ritornammo qualche settimana dopo e il Pink era sempre lì. Azzardai in tono scherzoso:
- "Ma, insomma, Sg. Nincheri, glielo ripari 'sto Pink al suo cliente!"
- "Eh, se mi mandano i pezzi...", fu la risposta.
Credo che fu quello il momento in cui decisi di non... affaticarmi a provare un Pink a casa mia.

Recentemente, l'ingegnere capo della Linn - responsabile dell'Ekos SE con la canna in titanio ma giovane come tutto il nuovo board della Linn capitanato dal figlio di Ivor, Gilad Tiefenbrun - è rimasto di sale di fronte a un Alphason Hr 100: non voleva credere che un braccio in titanio venisse venduto nei suoi anni sulla stessa fascia di prezzo di un Linn Ittok, di uno Zeta Arm o di un Syrinx PU3.

Sulla presenza "plurima" di gira a casa tua: ovviamente, stavo scherzando...ma non troppo.

Mi spiego: tu potresti essere il prototipo dell'audiofilo in grado di dire cose interessanti sull'argomento 'Ragazzi, cosa ci siamo persi in quel periodo' a proposito dell' 'Età dell'oro dell'analogico' realmente vissuta e quella, ovviamente ihmo, mitizzata, ovvero 'riscritta', da una corrente di pensiero emersa nel terzo millennio e capeggiata da un redattore, anche noto per aver introdotto i "valzer delle testine".

Dico questo, perché, immagino, dal passaggio Pink/Alphason al Goldmund tu abbia beneficiato di un miglioramento da un punto di vista sonico.
E siccome passare dal Pink/Alphason al Goldmund studio significava passare dalla classe C alla classe B nella classifica di "Stereophile" dell'ottobre del 1990.
E siccome ora in casa hai un EMT, 'uno dei pesi massimi dell'età dell'oro dell'analogico', ecc.,ecc. che però in quell'epoca nessuno conosceva...
Insomma, hai capito a quale gioco audiofilo t'invito a partecipare: dove piazziamo quei gira che fisicamente in linea di massima non c'erano e che ora secondo una scuola di pensiero per la quale un gira suona se e solo se è DD o a puleggia e che noi - e questa è la parte che mi...lascia più interdetto - abbiamo snobbato, preferendo spendere i nostri soldini sugli assurdi e inascoltabili controtelai a cinghia, roba che distorce qualsiasi nota mentre bastava organizzare un esproprio audiofilo negli studi RAI, nottetempo, oppure...

Non mi si dica che sto esagerando, è palese, intenzionale e vorrebbe essere anche un invito a mettere un pò di leggerezza che, francamente, faccio fatica a scorgere quando mi capitano certi articoli sottomano. Niente paura, per stasera, basta così.
Se il thread resisterà e s'arricchirà di nuovi interventi...
Magari a partire da una tua riflessione sulla tua esperienza dal Pink ...all'EMT.

Caveat:
- Non sono un detrattore degli EMT: ne ho sentito uno questa estate, grande come una piccola consolle di registrazione, mi sembra un 950, 'perfettamente revisionato', in un show room direi almeno 6 volte la mia stanza, capitanare, in collaborazione/competizione con un gira Bergman da 30.000 euri (bellissimo) un impianto adeguato e terminante con due ATC, direi anche qui, a spanne, 6 volte il volume delle mie Spica TC 60.
Il triangolo isoscele d'ascolto era direi all'incirca 3/3,5 volte quello di casa mia. I dischi erano i miei.
A me quello come quell'impianto ha trattato i miei dischi è piaciuto, senza se e senza ma.
Avevo una serie di "Contemporary", della fine '50/inizio '60: grande musica e grandissime registrazioni, alcune stampe originali, alcune ristampe; le prime, perlopiù mono, le altre stereo. Non ci crederete ma il contrabbasso con le corde di budello, tipiche del periodo anni '50/'60 così difficile da riprodurre, soprattutto se il disco è una ristampa anni '70/'80, aveva quel "qualcosa in più" di quanto sento a casa mia [e qui lo smile verde ci starebbe bene, accidenti].
E mi sono dovuto ricredere su un presunto piccolo difetto di posizionamento dei microfoni della batteria in Art Pepper, "Smack up", "Contemporary" (1960). In quella stanza, dove fisicamente un quintetto ci stava senza problemi, piano 1/4 coda compreso, le proporzioni erano riprodotte in modo impeccabile ed, again, meglio che... nei miei 12mq.
Tutto merito dell'EMT? Non direi perché risultati analoghi li portava a casa anche il Bergman (cinghia, telaio rigido, braccio tangenziale con uno schiavetto che soffia per far scivolare il braccio, un altro che aspira per tenere il vinile appiccicato al piatto e un terzo...insomma, il dealer me lo stava spiegando ma poi quando ha capito che ero fermamente contrario allo sfruttamento schiavistico e, soprattutto, che non avevo 30.000 euri ha desistito).
E ho avuto la peccaminosa sensazione che il mio superSondek, in quel contesto, avrebbe fatto la sua porca figura, rafforzata dal riascolto degli stessi dischi a casa mia il giorno dopo.

P.S. Scrivendo queste note mi è tornato in mente un post di pepe57, uno degli ultimi, se ben ricordo, che accennava alla possibilità che affinando progetti analogici meccanicamente diversissimi in una certa qual misura le distanze soniche tra giradischi potevano andare scemando.
Non l'ho conosciuto, purtroppo, ma la sua assenza si sente, eccome se si sente.


    La data/ora di oggi è Mer Apr 14, 2021 9:03 pm